Sono una mamma di un ragazzo borderline della classe b, (dicono tratti antisociali). È seguito da un

21 risposte
Sono una mamma di un ragazzo borderline della classe b, (dicono tratti antisociali). È seguito da uno psicoterapeuta. Cosa posso fare per facilitare il suo percorso di guarigione? Puó guarire? È lungo il percorso? Un giorno sembra stare bene, l'altro si sente vuoto.
Fuma, beve, torna tardi la sera e non ha limiti. Grazie in anticipo per le risposte!
Dott. Michele Iannelli
Omeopata, Agopuntore, Psicoterapeuta
Roma
Può, affidandosi a un medico esperto nella materia, far aggiungere alla psicoterapia integratori nutrizionale, floriterapia di Bach, omeopatia omotossicologica e fitoterapia.
Per ulteriori informazioni mi può contattare.

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dr. Jonathan Santi Pace La Pegna
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Palermo
Gentile Signora, comprendo la sua preoccupazione. Essere madre di un figlio con una diagnosi di disturbo borderline di personalità, soprattutto quando sono presenti anche tratti antisociali, può essere molto faticoso e spesso generare un senso di impotenza. La prima cosa che vorrei dirle è che il termine "guarigione" in questi casi va inteso con molta cautela. Molte persone con disturbo borderline migliorano in modo significativo nel tempo, al punto da non soddisfare più i criteri diagnostici dopo alcuni anni; la sofferenza emotiva, l'impulsività, le relazioni instabili e i comportamenti problematici possono ridursi notevolmente grazie alla psicoterapia e alla maturazione personale. Quindi sì, un miglioramento importante è possibile, e in molti casi è ciò che accade, il percorso, però, tende a essere lungo. Di solito non si parla di settimane o mesi, ma spesso di anni. Inoltre il miglioramento raramente procede in linea retta e non è quasi mai lineare. È molto comune osservare periodi in cui sembra migliorare sensibilmente, seguiti da momenti di vuoto, rabbia, impulsività o comportamenti autodistruttivi. Questo non significa necessariamente che la terapia non stia funzionando. Da madre, probabilmente il contributo più importante che può dare non è cercare di "curarlo", perché questo compito spetta a lui e al terapeuta, ma creare un ambiente che favorisca il cambiamento. Può essere utile cercare di validare le sue emozioni senza approvare necessariamente i suoi comportamenti. Ad esempio, è diverso dire: "Capisco che tu stia soffrendo e ti senta vuoto" rispetto a "Va bene che tu beva fino a stare male". La prima frase riconosce il dolore, la seconda rischia di giustificare il comportamento. Allo stesso tempo, la presenza di limiti rimane importante. Molti genitori, per paura di perdere il rapporto con i figli o di scatenare reazioni intense, finiscono per rinunciare a qualsiasi confine. In realtà, limiti chiari, coerenti e rispettosi possono essere molto utili. Non limiti imposti con durezza o umiliazione, ma regole comprensibili e stabili. Un'altra cosa importante è non interpretare ogni comportamento come manipolazione. Anche quando sono presenti tratti antisociali, dietro molti comportamenti problematici può esserci una sofferenza autentica, una difficoltà a regolare le emozioni o un senso di vuoto molto profondo. Le suggerirei anche di non trascurare sé stessa. I familiari di persone con disturbo borderline spesso vivono livelli elevati di stress, ansia e senso di colpa. In alcuni casi può essere molto utile per il genitore avere uno spazio di terapia personale.
Spero di esserle stato utile.
Cordiali Saluti.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Gentile utente,
comprendo la sua preoccupazione e il desiderio di aiutare suo figlio nel modo migliore possibile.
Nei ragazzi che faticano nella regolazione delle emozioni e mostrano comportamenti impulsivi o a rischio, è frequente osservare oscillazioni: momenti in cui sembrano stare meglio e altri in cui emergono vuoto, impulsività o difficoltà nel controllo dei comportamenti.
Il fatto che sia già seguito da uno psicoterapeuta è un elemento molto importante: il cambiamento richiede tempo e non è lineare.
Come genitore può essere utile cercare di mantenere una presenza stabile, evitando escalation nei momenti critici, ma allo stesso tempo ponendo confini chiari e coerenti rispetto ai comportamenti che lo mettono a rischio.
Se possibile, può essere molto utile anche un supporto per i familiari, per aiutarla a gestire meglio queste situazioni e non sentirsi sola.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Marano di Napoli
Buongiorno, essere genitore di un figlio con una diagnosi di disturbo borderline di personalità può essere molto impegnativo e spesso porta a sentirsi impotenti, confusi e preoccupati per il futuro. È importante ricordare che il decorso di queste difficoltà non è uguale per tutti e che molte persone, soprattutto se seguite adeguatamente, riescono nel tempo a ottenere miglioramenti significativi nella regolazione emotiva, nelle relazioni e nella qualità della vita. Più che parlare di una “guarigione” immediata, può essere utile pensare a un percorso di cambiamento graduale, fatto di progressi, possibili ricadute e fasi alterne. Il fatto che un giorno suo figlio sembri stare bene e il giorno successivo si senta vuoto è una caratteristica che può rientrare nelle difficoltà di regolazione emotiva spesso associate a questo quadro clinico. Come madre, uno degli aiuti più importanti può essere cercare di mantenere una presenza stabile, evitando sia atteggiamenti eccessivamente controllanti sia la rinuncia completa ai confini. Accoglienza emotiva e limiti chiari possono coesistere: comprendere la sua sofferenza non significa giustificare qualsiasi comportamento. Anche il consumo di alcol, il fumo o la difficoltà a rispettare regole meritano attenzione e possono essere temi importanti da affrontare all'interno del percorso terapeutico. Può essere utile, inoltre, mantenere un dialogo con il professionista che lo segue (nei limiti del rispetto della sua privacy e dell'età di suo figlio) per comprendere come sostenere al meglio il percorso senza caricarsi della responsabilità di “guarirlo”. Lei può rappresentare una risorsa importante, ma il cambiamento dipende soprattutto dal lavoro che suo figlio farà su di sé nel tempo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Maria Caterina Boria
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
comprendo la sua preoccupazione. Essere genitore di un ragazzo con una diagnosi di disturbo borderline di personalità o con importanti tratti borderline può essere molto faticoso, soprattutto per l'alternarsi di momenti in cui sembra stare bene e altri in cui prevalgono il vuoto, l'impulsività o comportamenti che destano allarme.
La prima considerazione è che il fatto che suo figlio sia già seguito da uno psicoterapeuta rappresenta un elemento molto importante e positivo. I percorsi di cura per queste problematiche esistono e molte persone, nel tempo, ottengono miglioramenti significativi nella regolazione emotiva, nelle relazioni e nella qualità della vita. Più che di "guarigione" in senso assoluto, si parla spesso di un progressivo raggiungimento di maggiore stabilità e capacità di gestire le proprie difficoltà.
Per quanto riguarda il ruolo dei familiari, spesso è utile cercare un equilibrio tra vicinanza e definizione di confini. Comprendere la sofferenza che sta dietro certi comportamenti non significa rinunciare a porre limiti chiari e coerenti quando necessario. Allo stesso tempo, è importante evitare di interpretare ogni comportamento esclusivamente come una scelta volontaria o una provocazione, perché spesso queste condotte rappresentano modalità disfunzionali di gestione di emozioni molto intense.

La durata del percorso è difficile da prevedere. Dipende da molti fattori: età, motivazione personale, gravità dei sintomi, presenza di uso di alcol o sostanze, qualità della rete familiare e continuità del trattamento. Generalmente si tratta di percorsi che richiedono tempo, ma i cambiamenti possono avvenire gradualmente anche quando dall'esterno sembrano poco evidenti.
Potrebbe essere utile, inoltre, valutare per sé uno spazio di consulenza psicologica o di sostegno alla genitorialità. Non perché il problema sia suo, ma perché avere strumenti per comprendere meglio ciò che sta accadendo e per gestire il rapporto con suo figlio può rappresentare un aiuto prezioso sia per lei sia per lui.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Valeria Sicari
Psicologo, Psicoterapeuta
Vicenza
Gentile utente non c'è una risposta alla sua domanda....i percorsi di terapia non sono quantificabili in termini di tempo cosi come quelli di remissione o guarigione credo che anche lei debba rivolgersi ad uno psicoterapeuta per essere supportata e aiutata a sostenere ed essere di supporto a suo figlio. Il percorso di suo figlio è suo e solo lui darà la giusta velocità o lentezza lei può solo stargli vicino e fargli sentire la sua presenza quando lui la richiederà. Si dice essere presenti anche a distanza o senza farsi vedere ma essere pronti a supportarlo nel momento del bisogno. di sicuro c'è tanta sofferenza per lei e per lui. Le auguro che tutti ritroviate l'equilibrio che meritate e la serenità un caro saluto dott.ssa Valeria Sicari
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile Signora,

comprendo la Sua preoccupazione. Il disturbo borderline di personalità può comportare forti oscillazioni emotive, senso di vuoto, impulsività e difficoltà nel rispettare i limiti. Il fatto che Suo figlio sia già seguito da uno psicoterapeuta è un elemento molto importante.

Come genitore, può aiutarlo mantenendo una presenza stabile, cercando di comunicare in modo chiaro e non giudicante, e ponendo limiti coerenti quando necessario. È importante anche prendersi cura del proprio benessere, perché queste situazioni possono essere molto impegnative per tutta la famiglia.

Non è possibile prevedere tempi uguali per tutti: il percorso può essere lungo, ma molte persone con questa diagnosi ottengono nel tempo miglioramenti significativi nella gestione delle emozioni, delle relazioni e dei comportamenti impulsivi.

Se desidera approfondire come sostenere al meglio Suo figlio e affrontare le difficoltà che questa situazione comporta per Lei, La invito a prenotare un colloquio conoscitivo con me.

Un saluto,
Dott.ssa Pisano
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
gentilissima mamma, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo la sua preoccupazione, ed il suo bisogno di risposte. Credo che in questo caso, essendo suo figlio in cura, sostenerlo nell'affrontare questo percorso sepppur difficile e tortuoso, con la sua presenza, è una delle cose che potrebbe aiutarlo!
saluti
AV
Dott.ssa Barbara Gizzi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Cara mamma, innanzitutto le esprimo tutta la mia vicinanza: so quanto possa essere faticoso e doloroso emotivamente stare accanto a un figlio che attraversa questa sofferenza e che mette in atto comportamenti così destabilizzanti.
Rispondo sinteticamente ai suoi dubbi principali:
Si può guarire? Sì. Oggi il Disturbo Borderline (anche con tratti antisociali) non è più considerato incurabile. Si parla di una progressiva e significativa riduzione dei sintomi, che permette una vita soddisfacente e integrata.
È lungo il percorso? Sì, solitamente richiede anni. L'altalena emotiva che descrive (un giorno bene, il giorno dopo vuoto profondo) fa parte della natura stessa del disturbo. La stabilità si costruisce a piccoli passi.
Cosa può fare lei? Il suo ruolo è fondamentale, ma non può e non deve essere la sua terapeuta. Il modo migliore per aiutarlo è stabilire confini chiari in casa (sulle regole e sulla sicurezza) senza entrare in dinamiche di scontro o colpevolizzazione, e mantenersi il più possibile ferma e accogliente.
Il mio consiglio più importante per lei:
Proprio perché il percorso è lungo e faticoso, le suggerisco caldamente di rivolgersi a sua volta a un professionista, uno psicologo o uno psicoterapeuta e seguire un percorso di supporto genitoriale o partecipare a gruppi di auto-mutuo aiuto per familiari.
Resto a sua disposizione. Dott.ssa Barbara Gizzi
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile Signora,

comprendo la sua preoccupazione. Avere un figlio con una diagnosi di disturbo borderline di personalità, soprattutto in presenza di tratti antisociali, può essere molto impegnativo e generare sentimenti di impotenza, confusione e paura per il futuro.

La prima cosa importante da sapere è che il fatto che suo figlio sia già seguito da uno psicoterapeuta rappresenta un elemento molto positivo. I disturbi di personalità non sono condizioni immutabili: con un trattamento adeguato molte persone riescono a ottenere miglioramenti significativi nella regolazione delle emozioni, nelle relazioni interpersonali, nel controllo degli impulsi e nella qualità della vita.

Per quanto riguarda la "guarigione", oggi si tende a parlare più correttamente di percorso di miglioramento e stabilizzazione. Molti pazienti, soprattutto se motivati e adeguatamente supportati, vedono ridursi nel tempo i sintomi più invalidanti. Tuttavia, si tratta generalmente di un percorso che richiede tempo, costanza e pazienza. Non esiste una durata uguale per tutti: possono essere necessari mesi o anni, a seconda della gravità del quadro clinico, dell'età, della motivazione personale e della presenza di eventuali problematiche associate.

Le oscillazioni che descrive ("un giorno sembra stare bene e il giorno dopo si sente vuoto") sono piuttosto frequenti nel disturbo borderline. Il senso di vuoto interiore, l'instabilità emotiva e la difficoltà nel gestire le emozioni intense sono aspetti caratteristici di questa sofferenza psicologica.

Come madre, può facilitare il percorso terapeutico in diversi modi:

cercando di mantenere una comunicazione il più possibile calma, evitando scontri eccessivamente accesi;
validando le sue emozioni senza necessariamente approvare tutti i suoi comportamenti;
mantenendo regole e limiti chiari, coerenti e realistici;
evitando di assumersi completamente la responsabilità del suo cambiamento, che deve rimanere un obiettivo personale del ragazzo;
incoraggiandolo a proseguire il percorso terapeutico con costanza;
prendendosi cura anche del proprio benessere psicologico, perché convivere con queste difficoltà può essere molto stressante per i familiari.

Per quanto riguarda il consumo di alcol, il fumo, le uscite notturne e la difficoltà ad accettare limiti, questi comportamenti possono essere collegati all'impulsività e alla ricerca di modalità rapide per gestire il disagio emotivo. È importante che tali aspetti siano affrontati all'interno del percorso terapeutico.

Anche i familiari possono beneficiare di uno spazio di sostegno psicologico o di incontri di psicoeducazione, che aiutano a comprendere meglio il funzionamento del disturbo e a individuare strategie relazionali più efficaci.

Le consiglio pertanto di approfondire questi aspetti con lo specialista che segue suo figlio, valutando eventualmente anche un supporto dedicato alla famiglia.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Cara mamma,
comprendo quanto possa essere faticoso confrontarsi quotidianamente con gli intensi sbalzi d'umore di suo figlio, con la difficoltà ad accettare limiti e con le condotte che la preoccupano. In situazioni come questa è importante ricordare che il ragazzo ha bisogno non solo di cure adeguate per sé, ma anche di adulti che possano offrirgli contenimento, continuità e confini stabili.
Per questo ritengo fondamentale che anche lei possa essere sostenuta da un percorso di accompagnamento psicologico. Avere uno spazio in cui comprendere meglio ciò che accade, elaborare la sofferenza e trovare modalità più efficaci di relazione può aiutarla a rappresentare per suo figlio un punto di riferimento più saldo. Attraverso un legame affettivo che sappia coniugare vicinanza e limiti, sarà più facile per lui costruire gradualmente una maggiore stabilità emotiva e relazionale.
Un caro saluto
Dott.ssa Chiara Cagnoli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buon pomeriggio,
mi dispiace per la situazione da lei riportata, purtroppo a volte i ragazzi sono immersi in un contesto sociale estremamente complesso e le dinamiche familiari possono aumentare o diminuire il rischio di comportamenti devianti, è importante contestualizzare i sintomi di suo figlio e il significato emotivo che essi svolgono nella sua vita all'interno del contesto o più contesti in cui vive. Sarebbe importante capire l'età di suo figlio, quali dinamiche familiari sono in atto ed eventualmente approfondire se lo volesse lei come madre e come persona un percorso di maggiore consapevolezza di sé per affrontare questa situazione e aiutare suo figlio nella guarigione, standogli accanto, ma permettendogli di affrontare il proprio dolore, senza perdere il legame con lei. Se avesse necessità di un riscontro professionale, sono a disposizione.

Dott.ssa Chiara Cagnoli
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

nel disturbo borderline la psicoterapia migliora la qualità della vita del paziente, al pari dei farmaci. Parlare di una vera e propria guarigione in presenza di un disturbo di personalità risulta sempre molto complicato.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Alessandra Marra
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno. Può essere utile per suo figlio che anche lei effettui un percorso di psicoterapia per acquisire strumenti efficaci per comprendere il suo disagio, e gestire i diversi momenti di criticità nella relazione.

Dott.ssa Alessandra Marra
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
capisco quanto possa essere faticoso e disorientante stare accanto a tuo figlio in una situazione così altalenante. Il fatto che sia già seguito da uno psicoterapeuta è un elemento molto importante e positivo.

Più che parlare di “guarigione” in senso assoluto, per questi quadri si lavora spesso su una maggiore stabilità emotiva, sulla capacità di gestire gli impulsi e costruire relazioni più sane: sono cambiamenti possibili, ma richiedono tempo, continuità e pazienza. Gli alti e bassi che descrivi, così come il senso di vuoto, fanno purtroppo parte del quadro.

Come mamma, puoi avere un ruolo prezioso: mantenere una presenza affettiva stabile, cercare un equilibrio tra accoglienza e confini chiari, evitare escalation nei momenti di tensione e, quando possibile, valorizzare anche piccoli segnali positivi. A volte può essere molto utile anche un supporto per te, per avere uno spazio in cui orientarti e non sentirti sola.

Il percorso può essere lungo, ma non è fermo: anche quando sembra che non ci siano cambiamenti, spesso qualcosa si muove in profondità.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Dott. Gabriele Scortichini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Melegnano
Buongiorno, capisco la preoccupazione. Il disturbo borderline con tratti antisociali rientra tra i disturbi di personalità. Queste problematiche hanno bisogno di tempo e terapie multidisciplinari per poter generare miglioramenti. In questo caso può essere molto utile anche un aiuto psicoterapeutico per i genitori, sia per aiutare con la preoccupazione sia per aiutare il ragazzo in questo percorso indirettamente.
Dott.ssa Liza Bottacin
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Padova
Gentilissima Signora,
avrei bisogno di maggiori informazioni per comprendere se si tratti di un’organizzazione borderline di personalità oppure di un disturbo borderline di personalità. Nel primo caso, infatti, potrebbero rientrare diversi disturbi di personalità, tra cui anche quello antisociale.
Nella fattispecie, trattandosi di condizioni relativamente compensate, non perda la speranza. È importante tuttavia sapere che un percorso terapeutico e psichiatrico, se seguito con continuità, potrà favorire esiti positivi, contribuendo al recupero della qualità di vita e alla riduzione della sintomatologia. Si accordi con il curante rispetto al vs ruolo e ai comportamenti più adeguati per: evitare liti, o gestire situazioni di crisi, o dargli i giusti confini, o aiutarlo a contenere comportamenti a rischio (uso di droghe, alcol), che ne aumentano l impulsività, l instabilità emotiva e peggiorano la situazione soggettiva. Auguri
Dott.ssa Laura Melis
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Nuoro
Buonasera,

comprendo la sua preoccupazione. È importante ricordare che una diagnosi non definisce una persona e che molti ragazzi con tratti borderline possono ottenere miglioramenti significativi attraverso un percorso terapeutico adeguato.
Più che concentrarsi sull'idea di "guarigione", può essere utile pensare a un percorso di crescita che permetta a suo figlio di sviluppare una maggiore stabilità emotiva, relazioni più sane e strategie più efficaci per gestire il senso di vuoto e l'impulsività.
Come genitore, può aiutarlo mantenendo una presenza affettuosa e coerente, ascoltandolo senza minimizzare la sua sofferenza, ma anche senza rinunciare a porre limiti chiari e rispettosi. Accoglienza e confini sono entrambi importanti.
Il percorso richiede generalmente tempo e pazienza, ma il fatto che sia già seguito da uno psicoterapeuta rappresenta un elemento molto positivo.
Si prenda cura anche di sé: sostenere un figlio che vive queste difficoltà può essere emotivamente impegnativo e spesso anche i familiari beneficiano di uno spazio di supporto e confronto.

Un caro saluto,
Dott.ssa Laura Melis
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.ma, se il rapporto con il figlio le procura sofferenza, provi a contattare uno specialista per sé stessa. Attraverso una consulenza psicologica potrebbe trovare in sé quelle risorse per far fronte ad una situazione che accenna essere molto difficoltosa. SG
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Grazie per la sua domanda.
Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come per i momenti di particolare stress, i problemi di salute o i cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido aiuto.
Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile del problema. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute.
Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità.
Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp.
Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri, al costo di 75 euro a seduta anziché 97 euro.
Cordiali saluti,
Dott. Michele Scala
Psicologo Psicoterapeuta
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Buonasera signora,
Sicuramente suo figlio deve seguire una terapia farmacologica e un percorso di psicoterapia.
Adottando uno stile di vita sano e equilibrato.
Buona fortuna

Domande correlate

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.

Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.