Salve vorrei parlare con voi di questo problema che ho da un pò di tempo. Ho paura di prendere del

24 risposte
Salve vorrei parlare con voi di questo problema che ho da un pò di tempo.
Ho paura di prendere delle malattie sessuali per di più HPV in casa o tra gli oggetti che ci sono .
Ad esempio se mia padre tocca un asciugato di un mio fratello per betterla sul cestino e poi tocca qualcos'altro (mia mamma tende molto ad essere igienica)
Oppure se qualcuno dopo la doccia usa il phone o dopo vestirsi quindi avendo toccato le parti intime prende un deodorante o qualche altro oggetto
Stessa cosa per il bagno , lo devo pulire prima che io lo utilizzi.

Poi penso e mi faccio dei discorsi e dico .
Come fanno le altre persone a vivere, a viaggiare e ad uscire.
Io mi limito ad uscire e non viaggio perché ho paura ad andare in qualche bagno in aeroporto opposto negli hotel se sono stati puliti bene .
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Buonasera,
quello che descrivi è un pensiero ricorrente e angosciante che ha le caratteristiche tipiche di un disturbo ossessivo legato alla contaminazione e alla paura di ammalarsi. In questi casi la mente si concentra in modo eccessivo sul rischio di contagio, e l’ansia diventa così intensa da generare comportamenti di controllo (pulire, evitare, pensare e ripensare alla possibilità di contagio) che però, invece di rassicurarti, mantengono il problema vivo.

La paura di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili, come l’HPV, attraverso oggetti o superfici domestiche è comprensibile se nasce dal bisogno di protezione, ma è scientificamente infondata:
– Il virus HPV, come la maggior parte dei virus di questo tipo, non sopravvive a lungo sulle superfici né si trasmette tramite asciugamani, phon, deodoranti o contatti indiretti.
– Perché si verifichi il contagio, è necessario un contatto diretto pelle a pelle con la zona infetta, di solito durante rapporti sessuali.
– Le abitudini igieniche quotidiane e la pulizia standard di casa o dei luoghi pubblici sono più che sufficienti a prevenire qualsiasi rischio.

Detto questo, il punto centrale non è tanto la paura in sé, quanto il modo in cui la tua mente la gestisce: il bisogno di certezza assoluta (“devo pulire tutto prima di usarlo”, “non posso toccare nulla se non sono sicura”) diventa un circolo vizioso che alimenta l’ansia invece di ridurla.

Può esserti utile:

Riconoscere il meccanismo ossessivo.
Quando arriva il pensiero (“e se mi contagio toccando il phon?”), prova a dirti: “Questo è un pensiero d’ansia, non un pericolo reale.” Non devi convincerti del contrario, ma solo riconoscere che è un pensiero, non un fatto.

Ridurre gradualmente i comportamenti di controllo.
Inizia da piccole cose: ad esempio, usa il bagno senza pulirlo una volta ogni tanto. Noterai che l’ansia sale, ma poi — se resisti — scende da sola. È proprio così che si disinnesca il circuito ossessivo.

Allenarti alla tolleranza dell’incertezza.
Nessuno può avere la certezza assoluta di non entrare mai in contatto con un batterio o un virus, ma le persone riescono a vivere serenamente perché il cervello impara a gestire il “rischio normale”. Il tuo, al momento, lo percepisce come un pericolo costante, e la terapia serve proprio a riequilibrare questa percezione.

Proseguire o intraprendere un percorso di terapia.
È il trattamento più efficace per i disturbi ossessivi legati all’igiene e alla contaminazione: ti aiuterà a comprendere i meccanismi dell’ansia, a gestire i pensieri intrusivi e a ridurre progressivamente i rituali di controllo.

Non colpevolizzarti.
Questi comportamenti non sono “esagerazioni” o manie di pulizia: sono il modo in cui la tua mente, in questo momento, sta cercando di proteggerti da qualcosa che percepisce come minaccia. Con un percorso adeguato, è assolutamente possibile ritrovare equilibrio e libertà.

Hai già fatto un passo molto importante scrivendo questo messaggio: significa che desideri tornare a vivere con più leggerezza e fiducia, e questo è il primo passo verso la guarigione.


Dott.ssa Sara Petroni

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Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge un forte stato di preoccupazione legato al timore di poter entrare in contatto con malattie attraverso oggetti o ambienti della vita quotidiana. Comprendo quanto possa essere difficile convivere con questi pensieri e con la tensione che ne deriva, soprattutto quando iniziano a limitare la sua routine e la serenità nel gestire le attività di ogni giorno.
Situazioni come quella che descrive possono diventare molto faticose da affrontare da soli. Intraprendere un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio l’origine di queste paure e a trovare strumenti per gestirle in modo più sereno, restituendole maggiore fiducia nella quotidianità.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Salve, mi dispiace viva questo disagio. Sembra lei abbia sviluppato molto ansia rispetto alla sua salute e alla possibilità di contaminazione. Potrebbe presentare anche ossessioni e compulsioni al fine di controllare il disagio che le arreca la possibilità di contatto con superfici non disinfettate. Se questi sintomi sono per lei debilitanti e le creano disagio, è il caso di affrontarli con un professionista.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Dott.ssa Eva Donnini
Psicologo, Psicologo clinico
Grosseto
Buonasera,
Grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Da quello che racconti, sembra che tu stia affrontando ansie molto specifiche legate alla contaminazione e alla pulizia, in particolare in relazione alla paura di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’HPV. Ci sono alcune caratteristiche del tuo racconto che ricordano ciò che in psicologia viene definito ansia da contaminazione, spesso presente nei disturbi ossessivo-compulsivi.
Noti una paura intensa di venire a contatto con potenziali fonti di infezione, anche attraverso oggetti comuni come asciugamani, telefoni o deodoranti, e questo porta a comportamenti di controllo come pulire il bagno prima di usarlo o limitare i contatti con superfici condivise. Al tempo stesso, i pensieri riguardo a come gli altri riescano a vivere senza preoccupazioni tendono a ripetersi e a diventare difficili da gestire, alimentando il senso di ansia e la tendenza a evitare determinate situazioni.
Le convinzioni che alimentano questa ansia sembrano basarsi su una sovrastima del rischio e su scenari catastrofici: anche se oggetti come asciugamani o telefoni raramente trasmettono malattie sessualmente trasmissibili, il pensiero di “e se succede a me?” diventa difficile da controllare. Questo porta a un confronto costante con gli altri e può aumentare sensazioni di inadeguatezza o colpa, limitando la libertà di uscire, viaggiare o vivere la quotidianità con tranquillità.
Affrontare questa ansia può richiedere più approcci. In primo luogo, conoscere meglio il reale rischio di contagio aiuta a ridimensionare le paure. Gradualmente, affrontare le situazioni temute in modo controllato può aumentare la tolleranza all’incertezza. Strategie di gestione dell’ansia come respirazione profonda, rilassamento muscolare o mindfulness possono ridurre la tensione fisica legata ai pensieri ossessivi. La terapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata particolarmente efficace, perché aiuta a riconoscere e sfidare i pensieri distorti, ridurre i comportamenti compulsivi e migliorare gradualmente la qualità della vita.
È importante rivolgersi a uno psicologo o uno psichiatra quando l’ansia limita significativamente la vita quotidiana, interferisce con il sonno, il lavoro o le relazioni, o quando i pensieri diventano incessanti e debilitanti. Un professionista può valutare la situazione e proporre un percorso strutturato di supporto.
Resto a disposizione
Dott.ssa Laura Raco
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, grazie per questa condivisione. La tua preoccupazione merita una cura più approfondita, proprio perché ti impedisce di vivere serenamente, ed è così intensa da portarti ad evitare delle situazioni di vita quotidiana. Ti suggerisco di rivolgerti a uno psicoterapeuta per portare questo disagio all’attenzione di un professionista.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, capisco profondamente quanto questa paura possa essere difficile da gestire nella vita di tutti i giorni. Vivere con il timore costante di poter contrarre un’infezione anche nelle situazioni più comuni, come usare il bagno di casa o toccare oggetti condivisi, può diventare estremamente faticoso. Non si tratta solo di una preoccupazione, ma di una sensazione di allarme che, con il tempo, finisce per occupare gran parte dei pensieri e limitare le libertà quotidiane. È comprensibile che si senta stanco, frustrato o persino incompreso da chi la circonda, perché agli occhi degli altri può sembrare “esagerato”, ma per lei non lo è affatto: quella paura è reale e intensa, anche se razionalmente sa che i rischi che immagina sono molto bassi. Quando si vive in questo modo, la mente tende a creare una sorta di “rete di controllo”: evitare certi comportamenti, lavare e disinfettare spesso, pensare e ripensare alle possibili contaminazioni, tutto questo serve, almeno in apparenza, a ridurre l’ansia. Il problema è che più si cerca di sentirsi completamente al sicuro, più quella sensazione di pericolo si rafforza. È come se la mente imparasse che solo controllando, solo evitando, si può stare tranquilli. Ma la tranquillità così ottenuta è fragile e dura poco, perché alla prima nuova occasione di dubbio, la paura torna e spesso con più forza di prima. Lei stesso lo nota quando si chiede come fanno gli altri a vivere, viaggiare, utilizzare bagni pubblici senza preoccuparsi troppo. Queste riflessioni sono molto importanti, perché indicano che una parte di lei desidera liberarsi da questo peso e tornare a vivere con più serenità e libertà. È proprio da lì che può partire un percorso di cambiamento: non dal tentativo di “eliminare” la paura, ma dal provare a conoscerla, a guardarla da vicino senza lasciarsi guidare completamente da essa. Può essere utile iniziare a notare cosa accade dentro di sé quando compare la paura: come si attiva il corpo, quali pensieri emergono, quali comportamenti scattano automaticamente. A volte, rendersi conto che la mente sta reagendo “per abitudine”, più che per un reale pericolo, aiuta a creare un piccolo spazio di libertà in cui poter scegliere una risposta diversa. Con il tempo, e con gradualità, questo spazio può diventare sempre più ampio, fino a permetterle di affrontare situazioni che oggi sembrano insormontabili. Le paure legate alla contaminazione o alle malattie non definiscono chi è, ma rappresentano un modo che la sua mente ha trovato per cercare sicurezza in un mondo che, a volte, può sembrare imprevedibile. Ritrovare fiducia nel proprio corpo e nell’ambiente non è immediato, ma è assolutamente possibile, soprattutto se accompagnato da un sostegno adeguato e da strategie mirate a ridurre l’impatto dell’ansia nella vita quotidiana. Ciò che conta è che lei ha già fatto un passo importante: ha deciso di parlarne. Questo significa che, nonostante la paura, ha ancora dentro di sé la spinta a cercare un equilibrio e a non lasciarsi definire da essa. È un segnale di forza, e non di debolezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Daniele Gallucci
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,
descrive un'ansia legata alla paura della contaminazione. Il tema del controllo sembra essere importante, e le impedisce di gustarsi i piaceri della vita. Forse questo è un aspetto che sta iniziando a problematizzare: forse proteggersi sempre da tutto potrebbe costituire un rischio non da poco. Se sente il bisogno di investigare oltre, un percorso di psicoterapia è un ottimo punto di partenza per vedere se alcuni rischi, in fondo, vale la pena correrli.
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
Dott.ssa Laura Elsa Varone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Comprendo quanto questa situazione possa essere fonte di disagio nella tua quotidianità. Dalle tue parole emerge una forte preoccupazione legata al rischio di contrarre malattie, in particolare l’HPV, attraverso oggetti, superfici domestiche o ambienti condivisi. Questa paura sta assumendo un impatto significativo sulla tua vita, limitando la possibilità di vivere con serenità attività comuni come usare il bagno, stare in casa con i familiari, viaggiare o frequentare luoghi pubblici.

Vorrei dirti innanzitutto che ciò che provi merita ascolto e rispetto: l’ansia può rendere minacciosi anche scenari che, razionalmente, sappiamo essere poco o per nulla pericolosi. Il fatto che tu abbia cercato un confronto e abbia trovato il coraggio di esprimere questi vissuti è già un passo importante.

Quello che descrivi richiama un meccanismo tipico dell’ansia da contaminazione, in cui si attiva un circolo composto da:

un pensiero intrusivo (“potrei contagiarmi”);

emozioni intense come paura o disgusto;

comportamenti di controllo o evitamento (pulire, disinfettare, evitare oggetti o luoghi);

un sollievo momentaneo, che però rinforza il ciclo e mantiene viva la paura nel tempo.


Quando l’ansia prende il sopravvento, la percezione del rischio può diventare sproporzionata rispetto alla realtà. Ti rassicuro infatti che infezioni come l’HPV non si trasmettono attraverso asciugamani, superfici domestiche o oggetti toccati da altre persone, e la letteratura scientifica su questo è molto chiara. La tua mente, però, al momento sta interpretando quei contesti come altamente minacciosi, ed è su questa interpretazione che è possibile lavorare. Con un lavoro graduale e accompagnato, è possibile tornare a utilizzare gli spazi comuni, viaggiare e vivere la propria quotidianità in modo molto più libero e sereno, senza che la paura guidi le scelte.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti, un saluto
Buongiorno, capisco quanto questa paura possa essere faticosa e quanto ti limiti nel quotidiano. Quello che descrivi sembra una forma di ansia legata alla contaminazione: pensieri ricorrenti che ti fanno sentire in pericolo e ti spingono a controllare e pulire per trovare sollievo, anche se poi l’ansia ritorna. Credo che la paura che senti però non riguarda solo il virus, ma il bisogno di sentirti sicura e protetta. Quando arrivano questi pensieri, prova a riconoscerli come “pensieri di paura” e non come fatti concreti, senza giudicarti. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarti a comprendere meglio l’origine di questa ansia e a ritrovare un senso di fiducia nel corpo e negli ambienti. Così come parlare con il tuo medico di base potrebbe chiarire meglio le possibilità e le situazioni in cui può verificarsi un contagio ed alleggerire le tue preoccupazioni nella convivenza domestica. Un caro saluto Dott.ssa Silvia Falqui
silviafalqui.it
Dott.ssa Laura Mandelli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Lecco
Gent.ma/o,
sarebbe importante capire se effettivamente i suoi familiari hanno delle malattie sessuali per capire se c'è un dato di realtà di questo tipo.
Se cosi non fosse, forse la domanda che potrebbe aiutarla non è tanto come fanno gli altri a vivere ma interrogarsi sul perché lei vive con questa paura che appare sproporzionata rispetto al dato di realtà. Potrebbe approfondire il tema di questa paura e delle malattie in generale per cogliere come si è instaurata questa paura che presumibilmente indica questioni molto più profonde (forse legate alla sfera sessuale, forse al controllo), questo lo potrà mettere a fuoco lei in uno spazio adeguato. Ha citato anche la modalità della mamma di essere molto attenta all'igiene, questo è un aspetto importante da tenere in considerazione per comprendere ulteriormente i sintomi. UN caro saluto
Dott. Gianluigi Torre
Psicologo clinico, Psicologo
Terracina
Quello che descrivi riflette un’esperienza di forte ansia legata alla possibilità di contaminazione o contagio, che nel tuo caso si concentra sul tema delle malattie sessualmente trasmissibili, come l’HPV. È importante sapere che queste paure, anche se razionalmente riconosci come eccessive, possono assumere un’intensità tale da condizionare i comportamenti quotidiani — come evitare di toccare oggetti, pulire frequentemente, o limitare uscite e viaggi. Da un punto di vista psicologico, questo tipo di pensieri intrusivi e i comportamenti di controllo o di pulizia servono a ridurre momentaneamente l’ansia, ma nel lungo termine la mantengono, creando un circolo vizioso: più cerchi di proteggerti o rassicurarti, più la paura torna e si rinforza. Va chiarito anche sul piano realistico che l’HPV e altre infezioni sessualmente trasmesse non si trasmettono tramite oggetti, asciugamani, phon o superfici domestiche: hanno bisogno di contatto diretto con mucose o pelle durante rapporti intimi. Quindi la possibilità di contrarle in casa è praticamente nulla. Tuttavia, la difficoltà non sta solo nel “sapere” che è improbabile, ma nel “sentirlo” come davvero sicuro, e questo è il nodo emotivo da cui partire. L’obiettivo in un percorso psicologico sarebbe quello di lavorare sia sulla gestione dell’ansia e dei pensieri ossessivi, sia sulla progressiva esposizione controllata alle situazioni che ora temi, così da riacquistare libertà e fiducia. Non serve forzarti o convincerti di colpo, ma iniziare gradualmente a tollerare un po’ di incertezza, senza ricorrere subito a rituali di controllo o pulizia. In parallelo, un lavoro di comprensione delle radici di questo bisogno di sicurezza e controllo può aiutarti a dare senso a ciò che stai vivendo e a ritrovare equilibrio. Non sei solo in questa esperienza: molti vivono paure simili, ma con un percorso mirato e costante si può davvero tornare a vivere in modo più sereno e spontaneo.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
comprendo quanto questa situazione possa essere fonte di ansia e quanto possa limitare la quotidianità. Le paure legate al contagio e all’igiene possono diventare molto invasive e creare un forte disagio. In questi casi è importante non affrontare tutto da soli, ma approfondire con l’aiuto di uno specialista, per comprendere meglio l’origine di queste preoccupazioni e trovare insieme strategie efficaci per gestirle.

Un percorso psicologico può essere molto utile per ridurre l’ansia e ritrovare serenità nelle attività quotidiane.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dr. Francesco Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Ozzano dell'Emilia
Salve, indubbiamente gli "asciugamani intimi" non andrebbero condivisi per evitare possibili rischi di cui ha timore.
Per il resto però, mi pare che abbia un livello di paura, a suo dire invalidante al punto da non farla viaggiare, che sarebbe opportuno affrontare affiancata da uno specialista quale Psicologo Clinico o Psicoterapeuta.
Un percorso con tali specialisti potrebbe aiutarla a comprendere meglio le cause delle sue paure e/o ansie e a gestirle in modo più sereno ed equilibrato.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Dott. Sandro Mangano
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Gentile Utente,

comprendo profondamente la sua preoccupazione e il disagio che queste paure le stanno causando, limitando la sua vita quotidiana e la possibilità di viaggiare e vivere serenamente come vorrebbe. È molto coraggioso da parte sua condividere queste difficoltà.

Vorrei innanzitutto rassicurarla sulle modalità di trasmissione dell'HPV e di altre Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) in generale.

Rischio di contagio in casa e tramite oggetti:

HPV (Papillomavirus Umano): L'HPV si trasmette principalmente per contatto diretto pelle-pelle o mucosa-mucosa, nella maggior parte dei casi durante i rapporti sessuali (vaginali, anali, orali). La possibilità di contrarlo attraverso oggetti inanimati come asciugamani, maniglie, o superfici domestiche è considerata estremamente rara o quasi nulla per il semplice contatto superficiale da lei descritto. Il virus ha bisogno di cellule vive per proliferare e non sopravvive a lungo al di fuori del corpo umano su superfici asciutte.

Altre IST: Anche per la maggior parte delle altre IST (come HIV, Sifilide, Clamidia, Gonorrea, ecc.), la trasmissione avviene quasi esclusivamente attraverso fluidi corporei o contatto sessuale. Il contagio tramite oggetti di uso comune, bagni pubblici puliti, deodoranti o phon è praticamente impossibile.

Le sue preoccupazioni, sebbene razionalmente legate al desiderio di proteggersi, sembrano andare oltre il rischio reale e oggettivo. Le descrizioni dei suoi rituali di igiene e di evitamento (come limitare i viaggi o pulire i bagni in modo eccessivo) mi fanno pensare che l'ansia legata al contagio sia diventata molto invadente nella sua vita, fino a limitarla significativamente.

La sua domanda "Come fanno le altre persone a vivere, a viaggiare e ad uscire?" è molto importante. Le altre persone riescono a farlo perché il loro cervello distingue in modo efficace tra un rischio reale e significativo (ad esempio, un rapporto sessuale non protetto) e un rischio irrazionale o trascurabile (ad esempio, toccare un deodorante usato in casa o utilizzare un bagno pubblico pulito).

Quella che lei sta vivendo è probabilmente un'ansia da contaminazione, che può essere un sintomo di un Disturbo d'Ansia, spesso correlato al Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC). In questi casi, il meccanismo mentale che si innesca non è guidato dalla logica o dalle informazioni mediche, ma da un forte senso di allarme e dalla necessità di mettere in atto "controlli" (le pulizie, gli evitamenti) per ridurre momentaneamente l'ansia.

Il mio consiglio professionale e psicologico è duplice:

Informazione Medica e Rassicurazione (razionale): Consulti, se non lo ha già fatto, il suo medico di base o un ginecologo/andrologo per ricevere informazioni mediche dettagliate e personalizzate sul rischio di contagio di HPV e altre IST, che confermeranno l'assenza di rischio nelle situazioni da lei descritte. Una rassicurazione da parte di un professionista sanitario può aiutarla sul piano razionale.

Supporto Psicologico (emotivo e comportamentale): Consideri seriamente di intraprendere un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale (TCC). Questo tipo di terapia è molto efficace per affrontare l'ansia da contaminazione e i sintomi del DOC. Uno psicoterapeuta potrà aiutarla a:

Comprendere l'origine e i meccanismi della sua ansia.

Mettere in discussione l'eccesso di allarme.

Affrontare gradualmente le situazioni temute (viaggi, bagni pubblici, contatti domestici) senza mettere in atto i rituali di pulizia e controllo, permettendole di riprendere il controllo sulla sua vita e di ridimensionare le paure a un livello di rischio oggettivo e gestibile.

Si ricordi che è possibile superare queste difficoltà e tornare a vivere la sua vita con maggiore libertà e serenità. Non si isoli in questa preoccupazione: il passo che ha fatto chiedendo aiuto è il primo, fondamentale, verso il benessere.

A sua completa disposizione.

Cordialmente,
dott. Sandro Mangano
Gentile utente, grazie mille per la sua testimonianza. Il timore di prendere delle malattie non è legato all'effettivo rischio reale di contagio, tutalpiù può essere frutto di una modalità personale di sentirsi emotivamente in una data circostanza o situazione. Se lei vive un costante senso di ansia e paura in casa legato al timore di contrarre l'HPV dai suoi familiari potrebbe beneficiare di un supporto psicologico ed emotivo, con l'obiettivo di darle più serenità nella sua vita.
Resto a sua disposizione per qualsiasi dubbio o informazione,
Dottoressa Palumbo
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, descrive quello che sembra essere un pensiero ricorrente legato alla paura del contagio, che la porta a mettere in atto controlli o pulizie eccessive per sentirsi al sicuro. È importante sapere che l’HPV e la maggior parte delle infezioni sessualmente trasmissibili non si trasmettono attraverso oggetti, asciugamani o superfici, ma tramite contatti intimi diretti. Tuttavia, il fatto che lei provi ansia anche solo nel pensiero di toccare o utilizzare certi oggetti indica che il disagio non riguarda tanto il rischio reale, quanto la sensazione di perdita di controllo e di pericolo. Questo tipo di paura può essere affrontato efficacemente con un percorso di psicoterapia, o con la Mindfulness, che aiutano a ridurre i pensieri intrusivi e a gestire le compulsioni legate alla pulizia. Anche la psicoterapia umanistica può sostenerla nel comprendere i significati più profondi di questa ansia, favorendo un rapporto più sereno con sé stessa e con l’ambiente. Le suggerisco di rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta, così da poter iniziare un lavoro mirato sulla gestione della paura e sul recupero della libertà di vivere le sue giornate senza limitazioni. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Filippina Romano
Psicologo, Psicologo clinico
San Casciano in Val di Pesa
Salve Gentilissim*,
nonostante sia azzardato fare valutazioni da un semplice post, la sua descrizione potrebbe essere associato ad un funzionamento di tipo ossessivo e compulsivo.
Può parlarne con un professionista per poter impostare insieme una definizione del problema.
Resto a disposizione per qualsiasi esigenza.
Dott.ssa Romano
Dott.ssa Gloria Giacomin
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile utente,
quello che descrive è un vissuto d’ansia molto intenso legato alla paura del contagio e alla necessità di sentirsi sempre in controllo dell’igiene e della sicurezza. È importante che sappia che non è sola in questo: molte persone, in alcuni periodi della vita, sviluppano timori simili, che possono assumere le caratteristiche di un disturbo ossessivo-compulsivo a tema contaminazione.
I pensieri che la preoccupano (“e se toccando un oggetto prendessi l’HPV o altre infezioni?”) non sono segno di mancanza di razionalità, ma di un meccanismo ansioso che amplifica il rischio percepito, rendendolo molto più grande di quanto sia in realtà. In effetti, il virus HPV e le altre malattie sessualmente trasmissibili non si trasmettono attraverso oggetti domestici, phon, deodoranti o superfici di uso comune: richiedono il contatto diretto con mucose o rapporti sessuali. Tuttavia, anche se razionalmente lo sa, l’ansia la spinge a mettere in atto controlli e pulizie per sentirsi momentaneamente più tranquilla.
Il problema è che questi gesti, invece di rassicurarla a lungo termine, mantengono attiva la paura, perché il sollievo dura poco e l’ansia torna più forte. Questo circolo vizioso può ridurre la qualità della vita e limitare esperienze piacevoli come viaggiare o stare con gli altri.
Il passo più importante è non affrontare da sola questa paura. Un percorso psicologico, in particolare di tipo cognitivo-comportamentale, può aiutarla a comprendere come si formano e si mantengono i pensieri ossessivi.
Nel frattempo, provi a ridurre gradualmente i comportamenti di controllo: ad esempio, prima di usare il bagno, limiti la pulizia a un solo gesto essenziale, senza ripeterlo più volte. Ogni piccolo passo nella direzione della tolleranza all’incertezza è un traguardo significativo.
La sua mente sta cercando sicurezza, ma la sicurezza non si trova nella sterilità assoluta: si costruisce imparando a fidarsi del proprio corpo e della realtà, passo dopo passo, con l’aiuto giusto.

Cordialmente,
Dottoressa Gloria Giacomin
Dott.ssa Monica Mugnai
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Montevarchi
Gentile Utente, grazie per la condivisione del suo disagio. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista della salute mentale con lo scopo di comprendere la sua sofferenza e imparare a gestirla. Nel lungo termine questo le permetterà di sentirsi libero di uscire e di viaggiare.
Resto a disposizione, Dottoressa Monica Mugnai
Dott.ssa Roberta Ristagno
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Foligno
Buongiorno, la paura è un’emozione naturale e utile, che ci aiuta a proteggerci da situazioni realmente pericolose. Diventa però una fobia quando la reazione di paura è molto intensa, sproporzionata rispetto al rischio reale, e tende a limitare la vita quotidiana o a generare un forte disagio anche solo nel pensiero di entrare in contatto con ciò che la provoca, che di fatto sembrerebbe essere il suo caso. Nel caso delle fobie legate alla possibilità di ammalarsi, la persona può vivere un’ansia persistente e difficile da controllare, anche in assenza di un reale pericolo. Rivolgersi a uno specialista può essere molto utile per comprendere meglio l’origine di questa paura e affrontarla in uno spazio sicuro e protetto, attraverso un percorso psicologico mirato.
Dr. Massimo Montanaro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Crema
Carissimo, dalle sue informazioni sembra si stiano sviluppando dei comportamenti fobici attorno ad un tema che riguarda la sessualità. Quanto lei ha scritto è troppo poco e sarebbe imprudente spingersi oltre. Le suggerisco di avviare una consulenza psicologica con un professionista per valutare l'inizio di una psicoterapia. Questo potrebbe aiutarla a comprendere meglio il significato di questi agiti che, realisticamente, non si possono scientificamente tradurre in pericoli reali. E' dunque la sfera del significato che ha per lei a dover essere compresa e questo è proprio lo spazio della psicoterapia. Resto a disposizione, anche da remoto, qualora lei lo desiderasse. Cordiali saluti. Dottor Massimo Montanaro
Salve,
capisco che non sia facile condividere e mettere in parole paure così intime e delicate. Le preoccupazioni che descrive possono diventare molto intense da gestire e, con il tempo, incidere negativamente sia sul benessere psicologico che su quello fisico.
Proprio per questo motivo, credo che potrebbe esserle di grande aiuto intraprendere un percorso psicologico. Avere uno spazio di ascolto sicuro le permetterebbe di comprendere meglio le emozioni che sta vivendo, imparare a gestire le paure e ridurre quei pensieri e comportamenti che oggi possono essere un limite ad una vita serena.
Dott.ssa Francesca Casolari
Psicologo, Psicologo clinico
Modena
salve, deve contattare uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale grazie
Dott.ssa Giulia Raiano
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, grazie per aver condiviso il tuo vissuto. Quello che descrivi è un tipo di ansia da contaminazione, cioè una paura persistente di entrare in contatto con germi, virus o sostanze considerate “sporche” o pericolose, anche quando il rischio reale è minimo o nullo. Dal punto di vista medico, l’HPV (Papilloma Virus Umano) e le principali malattie sessualmente trasmissibili non si trasmettono tramite oggetti di uso comune, asciugamani, phon o superfici domestiche. Questi virus richiedono un contatto diretto e prolungato pelle a pelle o sessuale per trasmettersi. In altre parole, le situazioni che temi come toccare un oggetto che qualcun altro ha toccato dopo essersi vestito o dopo la doccia non rappresentano un rischio reale di contagio. Tuttavia, ciò che descrivi non è solo una paura razionale: sembra che ci sia una parte di te che sa che il rischio è minimo, ma un’altra parte che non riesce a crederci del tutto e ti spinge a pulire, controllare, evitare. Questa è una dinamica tipica dei disturbi d’ansia ossessiva. Hai già fatto un passo importante: parlare di questo. La buona notizia è che questo tipo di ansia si può trattare efficacemente con il supporto di un professionista.
Se vorrai approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano

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