Salve, sono mamma di una bimba di 7 mesi e mezzo, ho effettuato allattamento al seno esclusivo fino
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Salve, sono mamma di una bimba di 7 mesi e mezzo, ho effettuato allattamento al seno esclusivo fino ai 6 mesi, dopo di che ho iniziato l‘auto svezzamento e continuo a offrirle il mio latte a richiesta. Lei ha sempre dormito nella culla attaccata al mio letto fino ad una settimana fa, quando improvvisamente sembra che la sua culla si sia trasformata in un tappeto di spilli, appena provo a poggiarla si sveglia terrorizzata, non ci vuole più stare, vuole dormire solo nel mio letto. L’unica novità a cui posso associare questo cambiamento è stata l’assenza di mio marito, che capita che per lavoro debba dormire fuori, ma poi anche con il suo ritorno a casa le cose non sono cambiate. Ho provato molte strategie, ma hanno fallito tutte. Cosa posso fare? Sbaglio ad assecondare questo suo bisogno? Ho paura che si abitui a dormire accanto a me.
Salve, posso immaginare quanto questa situazione possa essere difficile da gestire, soprattutto in una fase così delicata della vita della sua bambina e della vostra famiglia. È evidente che lei sta affrontando tutto con grande amore e attenzione, cercando di rispettare i bisogni della sua piccola ma anche con il desiderio di trovare un equilibrio per tutti. Partiamo dal fatto che ciò che sta accadendo è assolutamente normale e comune nei bambini di questa età. I neonati attraversano fasi di sviluppo in cui si mostrano più sensibili ai cambiamenti o si aggrappano maggiormente alla figura di riferimento principale, che nel suo caso è lei. La sua bambina sta crescendo e sviluppando maggiore consapevolezza dell’ambiente che la circonda, e questo può far emergere paure legate alla separazione, soprattutto durante la notte. L’assenza temporanea di suo marito potrebbe aver innescato un senso di insicurezza, anche se in modo indiretto. I neonati colgono molto dalle dinamiche familiari e dai cambiamenti, anche piccoli, e questo può aver accentuato il suo bisogno di vicinanza e protezione. Tuttavia, è importante non vedere questo comportamento come un "errore" o qualcosa da correggere, ma piuttosto come un bisogno legittimo che la sua bambina sta cercando di comunicare. Assecondare il suo bisogno di vicinanza non è sbagliato, anzi: rispondere in modo empatico e rassicurante a questi segnali può aiutare la sua bambina a sentirsi sicura e a tornare gradualmente ad accettare di dormire nella culla. Questo non significa che si abituerà per sempre a dormire accanto a lei. I bambini, quando si sentono accolti e sicuri, tendono a sviluppare maggiore autonomia con il tempo. Ciò che potrebbe aiutarla è trovare un equilibrio che le permetta di rispondere ai bisogni della bambina senza trascurare i suoi. Ad esempio, potrebbe provare ad avvicinarsi a questa difficoltà in modo graduale. Se la bambina sembra terrorizzata dalla culla, potrebbe iniziare mettendo la mano su di lei mentre la poggia, cantando una ninna nanna o utilizzando una luce soffusa per creare un ambiente rassicurante. Se preferisce dormire nel lettone, potrebbe considerare il co-sleeping in modo sicuro e temporaneo, stabilendo dei limiti che si senta pronta a mantenere. Un’altra strategia utile potrebbe essere associare la culla a momenti positivi e rassicuranti anche durante il giorno, magari facendola giocare dentro la culla mentre lei è accanto, per aiutarla a percepirla come uno spazio sicuro. Infine, non dimentichi che anche lei ha bisogno di supporto e di spazio per le sue emozioni. Gestire le notti interrotte e i bisogni di una bimba così piccola è impegnativo, e prendersi cura di sé è fondamentale per riuscire a rispondere ai bisogni della sua bambina con serenità. Se si sente sopraffatta, non esiti a coinvolgere il suo compagno o a chiedere supporto ad altre figure di fiducia. Questa fase, per quanto possa sembrare lunga, è solo una tappa nel percorso di crescita della sua bambina. Con il tempo e con un approccio paziente e rispettoso, riuscirà a trovare una soluzione che funzioni per entrambe. Si dia il permesso di ascoltare i bisogni della sua bambina, ma anche i suoi, perché entrambi meritano attenzione e cura. Cari saluti, Dott. Andrea Boggero
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Gentile utente, immagino la preoccupazione nel repentino cambiamento di abitudini di sua figlia. Non conoscendo il suo caso nello specifico, le ragioni di queste abitudini del sonno diverse potrebbero essere molte. Il cambio dell'alimntazione, assenza del padre, scatto di crescita, possibili fastidi fisiologici. Se sente di accontentare per un po il bisogno di sua figlia di maggior contatto, non vedo perchè non farlo. Senza però dimenticare la possibilità di proporre il proprio lettino rassicurando sua figlia. Si metta accanto a lei, la coccoli, le parli. Se questa fase dovesse permanere nel tempo. Potrebbe anche rivolgersi ad una specialista del sonno esperta di età infantile, che potrà seguire il vostro caso e le vostre esigenze al meglio. Cordialemente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Ciao, capisco perfettamente quanto possa essere difficile affrontare questo cambiamento improvviso nel sonno della tua piccola, soprattutto quando hai fatto del tuo meglio per rispettare il suo ritmo e le sue necessità. È normale sentirsi un po’ disorientati quando si verificano queste situazioni, soprattutto perché ogni bambino è unico e reagisce in modi diversi. Il fatto che tua figlia sembri sentirsi più sicura nel tuo letto potrebbe essere un segno che sta cercando conforto e rassicurazione, soprattutto dopo l'assenza di tuo marito, che può aver creato un po' di disorientamento anche in lei.
Il fatto che tu stia cercando soluzioni e ti preoccupi di non "abituarla" a dormire nel tuo letto mostra quanto tieni al suo benessere. Assecondare il suo bisogno di essere vicino a te, in questo momento, non significa necessariamente creare una "cattiva abitudine". I bambini, soprattutto a questa età, hanno forti bisogni di vicinanza emotiva e fisica, che sono una parte normale del loro sviluppo.
Se questa fase sta causando disagio a te o se pensi che potrebbe interferire con il suo riposo a lungo termine, potresti provare a introdurre gradualmente dei piccoli cambiamenti. Per esempio, potresti iniziare a rimanere vicino alla culla mentre si addormenta, facendole percepire la tua presenza rassicurante, per poi spostarti pian piano man mano che si sente più sicura. Un altro approccio potrebbe essere quello di fare piccoli passi per rendere la culla più accogliente, magari aggiungendo una tua maglietta o un oggetto che abbia il tuo odore, per farla sentire più tranquilla.
Ricorda che questa fase potrebbe essere temporanea e che ogni bambino ha i suoi tempi. Non c’è una soluzione unica e perfetta, e tu stai già facendo un ottimo lavoro cercando di rispondere ai suoi bisogni con tanto amore. Se ti senti ancora insicura, non esitare a parlarne con un esperto, che potrebbe darti qualche consiglio personalizzato.
In bocca al lupo! Sei una mamma davvero attenta e premurosa.
Il fatto che tu stia cercando soluzioni e ti preoccupi di non "abituarla" a dormire nel tuo letto mostra quanto tieni al suo benessere. Assecondare il suo bisogno di essere vicino a te, in questo momento, non significa necessariamente creare una "cattiva abitudine". I bambini, soprattutto a questa età, hanno forti bisogni di vicinanza emotiva e fisica, che sono una parte normale del loro sviluppo.
Se questa fase sta causando disagio a te o se pensi che potrebbe interferire con il suo riposo a lungo termine, potresti provare a introdurre gradualmente dei piccoli cambiamenti. Per esempio, potresti iniziare a rimanere vicino alla culla mentre si addormenta, facendole percepire la tua presenza rassicurante, per poi spostarti pian piano man mano che si sente più sicura. Un altro approccio potrebbe essere quello di fare piccoli passi per rendere la culla più accogliente, magari aggiungendo una tua maglietta o un oggetto che abbia il tuo odore, per farla sentire più tranquilla.
Ricorda che questa fase potrebbe essere temporanea e che ogni bambino ha i suoi tempi. Non c’è una soluzione unica e perfetta, e tu stai già facendo un ottimo lavoro cercando di rispondere ai suoi bisogni con tanto amore. Se ti senti ancora insicura, non esitare a parlarne con un esperto, che potrebbe darti qualche consiglio personalizzato.
In bocca al lupo! Sei una mamma davvero attenta e premurosa.
Salve,
È comprensibile che si sente preoccupata e in cerca di risposte per gestire al meglio questa situazione. Prima di tutto, è importante sapere che ciò che sta vivendo è molto comune nei bambini di questa età. Il sonno è strettamente legato al senso di sicurezza, ei cambiamenti nell'ambiente familiare, come l'assenza temporanea del papà, possono influire sul comportamento della bambina, anche se il motivo non è sempre evidente.
Il bisogno di vicinanza durante la notte può essere un segnale di ricerca di conforto e sicurezza. Assecondare questo bisogno in modo temporaneo non significa necessariamente creare un'abitudine permanente. È importante affrontare questa fase con serenità e senza sensi di colpa, ricordando che la vicinanza con i genitori contribuisce al senso di sicurezza del bambino. Tuttavia, se si desidera che la bambina torni gradualmente a dormire nella sua culla, si può provare a reinserirla con un approccio graduale, magari iniziando a tenere una mano su di lei o mettendo nella culla un oggetto che abbia il suo odore, come una maglietta.
Detto ciò, ogni situazione familiare è unica e non esistono soluzioni universali. Sarebbe utile e consigliato approfondire questa tematica con uno specialista che possa aiutarla ad individuare strategie personalizzate e ad affrontare con serenità i bisogni della bambina in questa fase dello sviluppo.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
È comprensibile che si sente preoccupata e in cerca di risposte per gestire al meglio questa situazione. Prima di tutto, è importante sapere che ciò che sta vivendo è molto comune nei bambini di questa età. Il sonno è strettamente legato al senso di sicurezza, ei cambiamenti nell'ambiente familiare, come l'assenza temporanea del papà, possono influire sul comportamento della bambina, anche se il motivo non è sempre evidente.
Il bisogno di vicinanza durante la notte può essere un segnale di ricerca di conforto e sicurezza. Assecondare questo bisogno in modo temporaneo non significa necessariamente creare un'abitudine permanente. È importante affrontare questa fase con serenità e senza sensi di colpa, ricordando che la vicinanza con i genitori contribuisce al senso di sicurezza del bambino. Tuttavia, se si desidera che la bambina torni gradualmente a dormire nella sua culla, si può provare a reinserirla con un approccio graduale, magari iniziando a tenere una mano su di lei o mettendo nella culla un oggetto che abbia il suo odore, come una maglietta.
Detto ciò, ogni situazione familiare è unica e non esistono soluzioni universali. Sarebbe utile e consigliato approfondire questa tematica con uno specialista che possa aiutarla ad individuare strategie personalizzate e ad affrontare con serenità i bisogni della bambina in questa fase dello sviluppo.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve, in questa fase i bambini acquisiscono moltissime abilità: iniziano a muoversi autonomamente, rotolando o gattonando, e ascoltano i suoni dell'ambiente, imparando gradualmente a comprenderne il significato e le parole. Questo rapido sviluppo può influire sul sonno, poiché il cervello è molto attivo. Inoltre, intorno a questa età, i bambini iniziano a rendersi conto che mamma e papà non sono sempre presenti, e ciò può causare disagio quando sono soli. È importante che rassicuri sua figlia senza necessariamente prenderla in braccio: accarezzarla o parlare con lei con un tono sereno mentre è nella culla può aiutarla a calmarsi e riaddormentarsi. Creare una routine stabile prima della nanna, come un bagnetto, e inserire un oggetto di conforto (ad esempio un peluche o una copertina) può aumentare la sua percezione di sicurezza.
Se non riesce sempre a farla dormire nella culla, non si preoccupi. Inizi gradualmente e mantenga la fiducia e vedrà che con costanza, i miglioramenti arriveranno.
Se non riesce sempre a farla dormire nella culla, non si preoccupi. Inizi gradualmente e mantenga la fiducia e vedrà che con costanza, i miglioramenti arriveranno.
Buongiorno, e grazie per aver condiviso la sua esperienza. Quella che descrive è una situazione comune a molte mamme, soprattutto nei primi anni di vita di un bambino, in cui il bisogno di vicinanza della piccola sembra intensificarsi improvvisamente. I cambiamenti nel comportamento del sonno dei bambini sono spesso una risposta a una combinazione di fattori, come le novità ambientali o lo sviluppo psicofisico.
L'assenza temporanea del papà potrebbe aver creato un senso di insicurezza nella sua bimba, spingendola a cercare maggiore conforto e vicinanza. Questo comportamento, sebbene impegnativo, riflette il suo bisogno di sentirsi protetta. È comprensibile che abbia paura che il co-sleeping diventi un'abitudine, ma rispondere ai bisogni emotivi di sua figlia non è "sbagliato": contribuisce a creare un senso di fiducia e sicurezza.
Tuttavia, se desidera ristabilire una routine diversa, le consiglio di procedere gradualmente, favorendo il passaggio alla culla con gesti rassicuranti e costanti, senza aspettarsi cambiamenti immediati. Può essere utile creare un rituale serale che trasmetta calma e prevedibilità.
Se la situazione dovesse rimanere stressante o complicata da gestire, non esiti a rivolgersi a un professionista, come uno psicologo dell'infanzia esperto in perinatalità, che potrà aiutarla a trovare strategie personalizzate.
L'assenza temporanea del papà potrebbe aver creato un senso di insicurezza nella sua bimba, spingendola a cercare maggiore conforto e vicinanza. Questo comportamento, sebbene impegnativo, riflette il suo bisogno di sentirsi protetta. È comprensibile che abbia paura che il co-sleeping diventi un'abitudine, ma rispondere ai bisogni emotivi di sua figlia non è "sbagliato": contribuisce a creare un senso di fiducia e sicurezza.
Tuttavia, se desidera ristabilire una routine diversa, le consiglio di procedere gradualmente, favorendo il passaggio alla culla con gesti rassicuranti e costanti, senza aspettarsi cambiamenti immediati. Può essere utile creare un rituale serale che trasmetta calma e prevedibilità.
Se la situazione dovesse rimanere stressante o complicata da gestire, non esiti a rivolgersi a un professionista, come uno psicologo dell'infanzia esperto in perinatalità, che potrà aiutarla a trovare strategie personalizzate.
Buona sera, non ci sono risposte o ricette su cosa deve fare. Il mio suggerimento è di fidarsi del suo nascente istinto di Mamma. Ascolti i bisogni di sua figlia e li assecondi, ma cerchi anche di ascoltare come sta lei. In queste situazioni non è utile ascoltare tutti i suggerimenti e consigli che, in buona fede, parenti e amici le danno, perché generano solo confusione. Si prenda il proprio tempo per "ascoltarsi" e "ascoltare" sua figlia. Buon cammino.
Gentilissima mamma, l'assenza del papà è un fattore ambientale non trascurabile, anche per una bimba di 7 mesi per quanto sia piccola. Inoltre, anche l'avvio dello svezzamento è un fattore di crescita da considerare. Non sbaglia ad assecondare il suo bisogno: assecondi il suo bisogno di contatto, ci vuole del tempo ma passerà. I bambini, specie così piccoli, non sono in grado di autoconsolarsi, necessitano del genitore per rassicurarsi: il bisogno di contatto è un bisogno umano fondamentale, aiuta a crescere bambini sicuri, è la spinta per l'autonomia. Deve fare ciò che sente il suo cuore e istinto di mamma. Sarà lei poi a staccarsi quando sarà il momento, non c'è alcun problema, anzi sarà motlo piu semplice gestire il distacco perchè sarà una bimba sicura della presenza materna. Non sta sbagliando niente, sua figlia ha bisogno di lei e lei sta facendo il suo meglio.
Se dovesse necessitare di un supporto adeguato per gestire il carico emotivo di questi cambiamenti non esiti a contattarmi.
Alessia Muscas - Psicologa specializzata in psicologia perinatale
Se dovesse necessitare di un supporto adeguato per gestire il carico emotivo di questi cambiamenti non esiti a contattarmi.
Alessia Muscas - Psicologa specializzata in psicologia perinatale
Buongiorno. Condivido la sua riflessione che la porta a chiedersi come comportarsi circa la culla e il lettone.
Consideri che i nostri neonati via via sviluppano competenze, quindi quello che prima sembrava privo di problemi improvvisamente può diventare caratterizzato da problemi. Perciò con pazienza è importante aiutare la sua bimba ad adattarsi in modo emotivamente piacevole alla sua culla. Il lettone resta per situazioni di emergenza o comunque straordinarie.
Se vuole, ne possiamo parlare in modo più approfondito in un colloquio online.
Consideri che i nostri neonati via via sviluppano competenze, quindi quello che prima sembrava privo di problemi improvvisamente può diventare caratterizzato da problemi. Perciò con pazienza è importante aiutare la sua bimba ad adattarsi in modo emotivamente piacevole alla sua culla. Il lettone resta per situazioni di emergenza o comunque straordinarie.
Se vuole, ne possiamo parlare in modo più approfondito in un colloquio online.
Non credo che ci sia nulla di cui al momento allarmarsi, anzi forse cercherei di interrogarmi sul perché questo provoca un disagio a lei,al momento ascolterei questo bisogno della piccola di maggiore vicinanza, e cercherei solo di godermelo.
Ciao! È comprensibile sentirsi preoccupata per il cambiamento nel sonno della tua bimba. L'assenza di tuo marito potrebbe aver influito sul suo senso di sicurezza, facendole cercare conforto nella tua presenza. Assecondare il suo bisogno di vicinanza non è sbagliato, soprattutto in un momento in cui potrebbe sentirsi vulnerabile. Creare una routine serale calma e prevedibile, che includa un bagno, una storia o una ninna nanna, può aiutarla a sentirsi più sicura. Se si sveglia e piange, cerca di calmarla con la tua voce o tocco senza prenderla subito in braccio, per aiutarla a riaddormentarsi senza sentirsi abbandonata. Assicurati di dedicare del tempo di qualità a giocare con lei durante il giorno, per sostenerla nel suo legame e farla sentire più sicura di notte. Ogni bambino è unico e potrebbe richiedere tempo per adattarsi a nuovi schemi di sonno, quindi ascolta i suoi bisogni e cerca di trovare un equilibrio che funzioni per entrambe
BUONGIORNO, NON SO QUALI STRATEGIE ABBIA PROVATO PER FAR DORMIRE LA BIMBA NELLA SUA CULLA MA FORSE LEI HA BISOGNO DI SENTIRSI RASSICURATA DALLA SUA PRESENZA.
IL BAMBINO COSI PICCOLO TRA L'ALTRO VIVE CONTINUI CAMBIAMENTI CHE METTONO A DURA PROVA GLI ADULTI CHE SI OCCUPANO DI LORO CHE INVECE VORREBBERO AVERE EQUILIBRIO E STABILITA'.
PROVI A TENERE LA BIMBA IMPEGNATA DURANTE IL GIORNO CON MOLTE ATTIVITA' STIMOLANTI, CREATIVE E DIDATTICHE, RIDUCA I SONNELLINI POMERIDIANI A BREVI RIPOSI E PROVI A CREARE NELLA CULLA CON CUSCINI E COPERTE UN AMBIENTE CALDO E "ABBRACCIANTE" MAGARI USANDO IL SUO ODORE.
UN'ALTRA COSA UTILE E' INSEGNARE AI BAMBINI AD ADDORMENTARSI DA SOLI, METTENDOLI GIA' NELLA CULLA, MAGARI CON IL CIUCCIO, QUANDO SONO STANCHI E STARE VICINO A LORO PER UN PO'MAGARI LEGGENDO O PARLANDO DOLCEMENTE, CANTANDO O SEMPLICEMNTE GUARDANDOLI.
MI FACCIA SAPERE COME VA.
IL BAMBINO COSI PICCOLO TRA L'ALTRO VIVE CONTINUI CAMBIAMENTI CHE METTONO A DURA PROVA GLI ADULTI CHE SI OCCUPANO DI LORO CHE INVECE VORREBBERO AVERE EQUILIBRIO E STABILITA'.
PROVI A TENERE LA BIMBA IMPEGNATA DURANTE IL GIORNO CON MOLTE ATTIVITA' STIMOLANTI, CREATIVE E DIDATTICHE, RIDUCA I SONNELLINI POMERIDIANI A BREVI RIPOSI E PROVI A CREARE NELLA CULLA CON CUSCINI E COPERTE UN AMBIENTE CALDO E "ABBRACCIANTE" MAGARI USANDO IL SUO ODORE.
UN'ALTRA COSA UTILE E' INSEGNARE AI BAMBINI AD ADDORMENTARSI DA SOLI, METTENDOLI GIA' NELLA CULLA, MAGARI CON IL CIUCCIO, QUANDO SONO STANCHI E STARE VICINO A LORO PER UN PO'MAGARI LEGGENDO O PARLANDO DOLCEMENTE, CANTANDO O SEMPLICEMNTE GUARDANDOLI.
MI FACCIA SAPERE COME VA.
Gentile Signora,
Il comportamento di sua figlia potrebbe riflettere una normale fase di sviluppo in cui il bisogno di vicinanza e sicurezza aumenta, soprattutto in risposta a piccoli cambiamenti nell'ambiente familiare, come l'assenza temporanea del papà. Assecondarlo con gradualità, ad esempio avvicinando la culla al letto o introducendo un rituale serale rassicurante, non creerà cattive abitudini, ma la aiuterà a sentirsi più tranquilla. Se il disagio persiste, valutare un confronto con uno psicologo dell'infanzia può essere utile. Un caro saluto.
Il comportamento di sua figlia potrebbe riflettere una normale fase di sviluppo in cui il bisogno di vicinanza e sicurezza aumenta, soprattutto in risposta a piccoli cambiamenti nell'ambiente familiare, come l'assenza temporanea del papà. Assecondarlo con gradualità, ad esempio avvicinando la culla al letto o introducendo un rituale serale rassicurante, non creerà cattive abitudini, ma la aiuterà a sentirsi più tranquilla. Se il disagio persiste, valutare un confronto con uno psicologo dell'infanzia può essere utile. Un caro saluto.
gentile mamma, sua figlia è ancora molto piccola ed in tanti ambiti del suo sviluppo possono presentarsi momenti di cambiamento o 'periodica' regressione a modalità che sembravano invece superate per andare avanti. Il solo segnale riguardante il voler dormire da una settimana nel suo letto non è al momento sufficiente, ne dal punto di vista temporale ne da quello sintomatologico, a destare particolare preoccupazione o timori di abitudini.
D'altra parte il tema del co-sleeping dei bimbi con i genitori è molto dibattuto e, a mio avviso, non può essere risolto con posizioni estreme nè da un lato nè dall'altro, ma va visto nello specifico per ogni situazione.
Le consiglierei di monitorare questo comportamento almeno per un mese ancora e, affianco a questo, osservare anche altri indicatori quali appunto l'appetito e il rapporto con il cibo, quantità delle richieste di allattamento al seno durante la giornata, stabilità del sonno e del ritmo circadiano rispetto all'età della neonata, rapporto con gli altri (sguardi, gestualità, vocalizzazioni, curiosità, ecc.), attività motoria.
Qualora fosse ancora preoccupata, dopo queste osservazioni, le consiglierei di rivolgersi al suo pediatra e, poi , ad una psicologa specialista dell'età evolutiva per svolgere lei qualche colloquio funzionale a capire se c'é un tema sulla bimba o su altro.
Saluti
D'altra parte il tema del co-sleeping dei bimbi con i genitori è molto dibattuto e, a mio avviso, non può essere risolto con posizioni estreme nè da un lato nè dall'altro, ma va visto nello specifico per ogni situazione.
Le consiglierei di monitorare questo comportamento almeno per un mese ancora e, affianco a questo, osservare anche altri indicatori quali appunto l'appetito e il rapporto con il cibo, quantità delle richieste di allattamento al seno durante la giornata, stabilità del sonno e del ritmo circadiano rispetto all'età della neonata, rapporto con gli altri (sguardi, gestualità, vocalizzazioni, curiosità, ecc.), attività motoria.
Qualora fosse ancora preoccupata, dopo queste osservazioni, le consiglierei di rivolgersi al suo pediatra e, poi , ad una psicologa specialista dell'età evolutiva per svolgere lei qualche colloquio funzionale a capire se c'é un tema sulla bimba o su altro.
Saluti
Gentile mamma,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Il comportamento della sua bimba potrebbe essere legato a un bisogno temporaneo di maggiore vicinanza e sicurezza. Nei primi anni di vita, i bambini sono molto sensibili ai cambiamenti, e l’assenza di una figura familiare come il papà potrebbe aver innescato questa richiesta di contatto, anche se lui è tornato. È importante sapere che questo tipo di reazione è frequente e spesso transitoria.
Non sbaglia ad assecondare il bisogno di vicinanza della sua bambina, soprattutto se percepisce che questo la rassicura. Tuttavia, capisco la sua preoccupazione riguardo all’abitudine. Potrebbe essere utile trovare un equilibrio tra soddisfare il bisogno di contatto e lavorare gradualmente verso il ritorno alla culla.
Alcuni suggerimenti:
Rassicurazione graduale: Provi a trascorrere qualche minuto accanto alla culla mentre la bambina si addormenta, parlando o cantando dolcemente. Questo potrebbe aiutarla a sentirsi sicura senza dover dormire nel suo letto.
Abituazione progressiva: Se è possibile, provi a farla addormentare nel suo letto e poi spostarla delicatamente nella culla, anche se inizialmente potrebbe svegliarsi. Ripetere il gesto con pazienza può aiutare a riadattarla.
Oggetti di transizione: Alcuni bambini trovano conforto in un piccolo oggetto morbido, come una copertina o un pupazzetto, che possono associare al momento del sonno (sempre scegliendo qualcosa di sicuro per la sua età).
Routine serale rassicurante: Una routine costante prima della nanna può favorire un senso di prevedibilità e calma.
Si ricordi che i bambini attraversano fasi di sviluppo e che questo momento non durerà per sempre. La sua vicinanza e disponibilità emotiva rappresentano una base sicura su cui la sua bimba costruirà la fiducia necessaria per dormire nuovamente in autonomia.
Se sente che il problema persiste o impatta significativamente sul suo benessere o su quello della bambina, parlarne con un pediatra o un collega specializzato potrebbe offrirle ulteriori strumenti.
Un caro saluto.
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Il comportamento della sua bimba potrebbe essere legato a un bisogno temporaneo di maggiore vicinanza e sicurezza. Nei primi anni di vita, i bambini sono molto sensibili ai cambiamenti, e l’assenza di una figura familiare come il papà potrebbe aver innescato questa richiesta di contatto, anche se lui è tornato. È importante sapere che questo tipo di reazione è frequente e spesso transitoria.
Non sbaglia ad assecondare il bisogno di vicinanza della sua bambina, soprattutto se percepisce che questo la rassicura. Tuttavia, capisco la sua preoccupazione riguardo all’abitudine. Potrebbe essere utile trovare un equilibrio tra soddisfare il bisogno di contatto e lavorare gradualmente verso il ritorno alla culla.
Alcuni suggerimenti:
Rassicurazione graduale: Provi a trascorrere qualche minuto accanto alla culla mentre la bambina si addormenta, parlando o cantando dolcemente. Questo potrebbe aiutarla a sentirsi sicura senza dover dormire nel suo letto.
Abituazione progressiva: Se è possibile, provi a farla addormentare nel suo letto e poi spostarla delicatamente nella culla, anche se inizialmente potrebbe svegliarsi. Ripetere il gesto con pazienza può aiutare a riadattarla.
Oggetti di transizione: Alcuni bambini trovano conforto in un piccolo oggetto morbido, come una copertina o un pupazzetto, che possono associare al momento del sonno (sempre scegliendo qualcosa di sicuro per la sua età).
Routine serale rassicurante: Una routine costante prima della nanna può favorire un senso di prevedibilità e calma.
Si ricordi che i bambini attraversano fasi di sviluppo e che questo momento non durerà per sempre. La sua vicinanza e disponibilità emotiva rappresentano una base sicura su cui la sua bimba costruirà la fiducia necessaria per dormire nuovamente in autonomia.
Se sente che il problema persiste o impatta significativamente sul suo benessere o su quello della bambina, parlarne con un pediatra o un collega specializzato potrebbe offrirle ulteriori strumenti.
Un caro saluto.
Buongiorno, posso capire la difficoltà di questo momento. Nei primi mesi del bambino la maturazione del sonno attraversa diverse fasi e può capitare che mostri apparenti "regressioni" sull'autonomia. Nella situazione che descrive potrebbe essersi creata un'associazione negativa tra il momento dell'addormentamento e l'essere lasciata da sola nel lettino freddo e questo può portarla un'immediata reazione di allarme. Un consiglio potrebbe essere quello di non aspettare che la bimba sia completamente addormentata prima di posarla nella culla, piuttosto provare ad adagiarla nel lettino quando è ancora vigile e aiutandola ad associare quel momento a qualcosa di piacevole, con l'ausilio di una musica rilassante, di un oggetto che scalda le coperte prima che entri la bambina, un indumento con il profumo della mamma o del papà, oltre che la vicinanza di un genitore finchè la bimba non si è addormentata. Spero che questo possa esserle d'aiuto. Saluti, dott.ssa Anna Tosi
cara utente, capisco che la situazione possa essere frustrante e stressante, ma è importante ricordare che ogni bambino è unico e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro. Prova a creare un rituale di rassicurazione prima di metterla nella culla, come ad esempio una canzone della buonanotte, una storia o semplicemente un momento di coccole. inoltre se possibile, prova a fare il passaggio in modo graduale. Puoi iniziare mettendola nella culla quando è già addormentata e poi, man mano che si abitua, metterla nella culla quando è ancora sveglia ma assonnata. Potrebbe essere utile anche introdurre un oggetto di conforto nella culla, come un peluche o una copertina, soprattutto che abbia il tuo odore. Almeno inizialmente resta accanto a lei finché non si addormenta, ma cerca di non prenderla in braccio ogni volta che si sveglia, cercando di rassicurarla con la tua voce e con carezze.
Ricorda che ogni bambino attraversa fasi di sviluppo e cambiamenti nel comportamento, e spesso queste fasi sono temporanee, la cosa importante però rimane la pazienza e il cercare di capire cosa funziona meglio per la tua bambina e per te. Rimango a disposizione sulla piattaforma Miodottore: Dott. Nunzio Spina | instagram: nunzio.spina_psy
Ricorda che ogni bambino attraversa fasi di sviluppo e cambiamenti nel comportamento, e spesso queste fasi sono temporanee, la cosa importante però rimane la pazienza e il cercare di capire cosa funziona meglio per la tua bambina e per te. Rimango a disposizione sulla piattaforma Miodottore: Dott. Nunzio Spina | instagram: nunzio.spina_psy
Salve,
il comportamento della sua bambina è del tutto normale e legato all’ansia da separazione, tipica di questa fase dello sviluppo. L’assenza temporanea di suo marito potrebbe aver accentuato il suo bisogno di vicinanza.
Non sbaglia ad assecondare questa richiesta: soddisfare il suo bisogno di sicurezza non crea cattive abitudini, ma rafforza la sua serenità. Per aiutarla gradualmente a tornare nella culla, può:
• Avvicinare di nuovo la culla al letto.
• Posizionarla nella culla quando è profondamente addormentata.
• Offrirle un oggetto di transizione sicuro (ad esempio, una copertina con il suo odore).
Con pazienza e dolcezza, questa fase tenderà a risolversi naturalmente. Se necessario, un pediatra o un esperto del sonno infantile può offrirle ulteriori consigli.
il comportamento della sua bambina è del tutto normale e legato all’ansia da separazione, tipica di questa fase dello sviluppo. L’assenza temporanea di suo marito potrebbe aver accentuato il suo bisogno di vicinanza.
Non sbaglia ad assecondare questa richiesta: soddisfare il suo bisogno di sicurezza non crea cattive abitudini, ma rafforza la sua serenità. Per aiutarla gradualmente a tornare nella culla, può:
• Avvicinare di nuovo la culla al letto.
• Posizionarla nella culla quando è profondamente addormentata.
• Offrirle un oggetto di transizione sicuro (ad esempio, una copertina con il suo odore).
Con pazienza e dolcezza, questa fase tenderà a risolversi naturalmente. Se necessario, un pediatra o un esperto del sonno infantile può offrirle ulteriori consigli.
Carissima Mamma,
Grazie per la domanda, da essa si nota un'attenzione genuina nei confronti della Sua bambina. Il sonno è sempre un argomento molto stimolante per le neo mamme, poiché può rendere più o meno semplice il rapporto con i propri bimbi. è importante ascoltare quale è il bisogno della bambina, perché non esiste la versione giusta o sbagliata nel prendersi cura della propria figlia, ma esiste quella specifica bambina con i suoi specifici bisogni, che possono essere molto differenti da quelli di altri bambini o altri genitori. Ora la Sua bimba sta crescendo e probabilmente inizia a manifestare alcuni richieste che da neonata non aveva modo di esternare. Proverei a proporre alcune domande: quale è la routine prima della nanna? Quali sono le condizioni del lettino e della stanza (temperatura, luce, buio...)? Quanti sonnellini fa durante la giornata? Spero di aver stimolato la riflessione. Lara De Mizio
Grazie per la domanda, da essa si nota un'attenzione genuina nei confronti della Sua bambina. Il sonno è sempre un argomento molto stimolante per le neo mamme, poiché può rendere più o meno semplice il rapporto con i propri bimbi. è importante ascoltare quale è il bisogno della bambina, perché non esiste la versione giusta o sbagliata nel prendersi cura della propria figlia, ma esiste quella specifica bambina con i suoi specifici bisogni, che possono essere molto differenti da quelli di altri bambini o altri genitori. Ora la Sua bimba sta crescendo e probabilmente inizia a manifestare alcuni richieste che da neonata non aveva modo di esternare. Proverei a proporre alcune domande: quale è la routine prima della nanna? Quali sono le condizioni del lettino e della stanza (temperatura, luce, buio...)? Quanti sonnellini fa durante la giornata? Spero di aver stimolato la riflessione. Lara De Mizio
Buongiorno Signora, la sua bimba è molto piccola e come tutti i neonati reclamano la presenza della mamma e si accorgono di tutti i cambiamenti. Forse l'inizio dello svezzamento ha rappresentato per lei un distacco dalla sua mamma, che lei non accetta quindi fa i capricci. Potrebbe essere anche l'allontanamento dal padre, dal momento che a sei mesi iniziano ad avere una percezione più esatta di ciò che avviene nel loro mondo. Ci sono diverse scuole di pensiero sul fare dormire i figli nel proprio letto, i sono di quella che bisogna assecondare le loro esigenze per non creare insicurezze. Quando si rassicurerà tornerà nel suo lettini, bisogna rispettare con i suoi tempi
Salve cara, la situazione che racconta andrebbe approfondita più nello specifico poiché i neonati captano qualsiasi energia il genitore muova, che si tratti stati emotivi o fisici. C’è una sensibilità che li governa che gli consente di reagire con allarme, eccessivo attaccamento o al contrario fiducia, in base agli stati chimici e psichici del genitore. Le domando, è possibile che in questo periodo lei si senta un po’ affaticata dall’allattamento? Quali eventi emotivi ha vissuto nell’ultima settimana? Ha percepito la mancanza di vicinanza di qualcuno? Ha percepito incolumità per la bambina? Le sembra buono il latte con cui la sta svezzando?
Il suo caso va approfondito per capire il comportamento della piccola che è sicuramente volto a ristabilire un equilibrio del rapporto ancora fusionale che è presente in questo periodo.
Il suo caso va approfondito per capire il comportamento della piccola che è sicuramente volto a ristabilire un equilibrio del rapporto ancora fusionale che è presente in questo periodo.
Gentile utente, per la genitorialità non esistono manuali per l'uso (come in realtà in ogni ambito della vita di ciascuno), ma la storia di ogni singolo, le sue esigenze e necessità. Purtroppo la comunicazione di un bambino così piccolo avviene esclusivamente tramite il pianto o vocalizzi non sempre facilmente decifrabili. Anzichè parlare di "assecondare", io parlerei di "ascoltare" la richiesta che attualmente tua figlia ti sta facendo, cercando di comprendere il perchè. Potrebbe esserci anche un legame con il recente svezzamento e quindi con una inevitabile riduzione del contatto fisico che la potrebbe portare a ricercarlo durante il sonno. Un tentativo potrebbe essere quello di garantirle la tua vicinanza anche sulla culla, per i primi momenti, con la mano o accarezzandola. Vedrai che come ogni fase anche questa troverà il suo ordine. In bocca al lupo, resto a disposizione per eventuali altri dubbi, sono specializzata nel supporto alle neo-mamme. Cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
Gentile mamma,
quello che descrive è un passaggio molto comune e comprensibile nello sviluppo di un bambino piccolo, e la sua preoccupazione è legittima: da una parte, il desiderio di rispettare i bisogni emotivi di sua figlia, dall’altra la paura di “abituarla” a una modalità che possa essere difficile da modificare in futuro.
Intanto, vorrei rassicurarla su un punto importante: non sta “sbagliando” ad accogliere il bisogno di vicinanza che sua figlia in questo momento sembra esprimere con forza. A sette mesi e mezzo, i bambini iniziano a manifestare in modo più evidente la cosiddetta ansia da separazione, una fase evolutiva del tutto naturale in cui diventano consapevoli della distanza tra sé e le figure di riferimento, e cercano la loro presenza in modo più insistente, soprattutto nei momenti vulnerabili come il sonno.
Il rifiuto della culla può essere un segnale di questo bisogno di rassicurazione, acuito magari da piccoli cambiamenti ambientali – come l’assenza temporanea del papà – ma non necessariamente causato solo da quello. Più in generale, è un momento in cui il contatto, l’odore, il respiro della mamma sono per sua figlia il più potente contenitore di sicurezza.
Accoglierla nel letto non è un errore, né qualcosa che “rovina” il futuro sonno autonomo. In realtà, molti bambini attraversano fasi in cui hanno bisogno di dormire più vicini ai genitori e, quando questo bisogno viene riconosciuto e rispettato, spesso è più facile per loro, nel tempo, sviluppare una sicurezza che permette anche di tornare (o passare) a un sonno più indipendente.
Naturalmente, tutto ciò va vissuto nel rispetto anche dei suoi bisogni di riposo, benessere e spazio personale. Se dormire insieme sta diventando pesante o fonte di tensione, può valutare soluzioni intermedie: ad esempio, riportare la culla molto vicina al letto, offrire un oggetto transizionale (come un piccolo peluche o una tutina con il suo odore), mantenere rituali dolci e costanti per l’addormentamento, ma senza forzare un ritorno immediato alla situazione precedente.
Questa fase non durerà per sempre. A volte si teme che “accontentando” un bisogno si renda un bambino dipendente, ma in realtà la dipendenza accolta e sostenuta in modo sicuro diventa il fondamento dell’autonomia futura. Si fidi del legame che sta costruendo con sua figlia: sarà proprio quel legame a darle, pian piano, la fiducia per dormire di nuovo da sola.
Se sentirà che la fatica cresce o il dubbio persiste, può essere utile confrontarsi con un pedagogista o un consulente del sonno infantile, che possa aiutarla a trovare soluzioni personalizzate e rispettose sia della bimba che di lei.
Ovviamente va sempre informata la pediatra in casi ci siano anche componenti fisiche da valutare.
Le auguro serenità e ascolto in questo cammino: sta facendo un lavoro prezioso.
Un caro saluto.
quello che descrive è un passaggio molto comune e comprensibile nello sviluppo di un bambino piccolo, e la sua preoccupazione è legittima: da una parte, il desiderio di rispettare i bisogni emotivi di sua figlia, dall’altra la paura di “abituarla” a una modalità che possa essere difficile da modificare in futuro.
Intanto, vorrei rassicurarla su un punto importante: non sta “sbagliando” ad accogliere il bisogno di vicinanza che sua figlia in questo momento sembra esprimere con forza. A sette mesi e mezzo, i bambini iniziano a manifestare in modo più evidente la cosiddetta ansia da separazione, una fase evolutiva del tutto naturale in cui diventano consapevoli della distanza tra sé e le figure di riferimento, e cercano la loro presenza in modo più insistente, soprattutto nei momenti vulnerabili come il sonno.
Il rifiuto della culla può essere un segnale di questo bisogno di rassicurazione, acuito magari da piccoli cambiamenti ambientali – come l’assenza temporanea del papà – ma non necessariamente causato solo da quello. Più in generale, è un momento in cui il contatto, l’odore, il respiro della mamma sono per sua figlia il più potente contenitore di sicurezza.
Accoglierla nel letto non è un errore, né qualcosa che “rovina” il futuro sonno autonomo. In realtà, molti bambini attraversano fasi in cui hanno bisogno di dormire più vicini ai genitori e, quando questo bisogno viene riconosciuto e rispettato, spesso è più facile per loro, nel tempo, sviluppare una sicurezza che permette anche di tornare (o passare) a un sonno più indipendente.
Naturalmente, tutto ciò va vissuto nel rispetto anche dei suoi bisogni di riposo, benessere e spazio personale. Se dormire insieme sta diventando pesante o fonte di tensione, può valutare soluzioni intermedie: ad esempio, riportare la culla molto vicina al letto, offrire un oggetto transizionale (come un piccolo peluche o una tutina con il suo odore), mantenere rituali dolci e costanti per l’addormentamento, ma senza forzare un ritorno immediato alla situazione precedente.
Questa fase non durerà per sempre. A volte si teme che “accontentando” un bisogno si renda un bambino dipendente, ma in realtà la dipendenza accolta e sostenuta in modo sicuro diventa il fondamento dell’autonomia futura. Si fidi del legame che sta costruendo con sua figlia: sarà proprio quel legame a darle, pian piano, la fiducia per dormire di nuovo da sola.
Se sentirà che la fatica cresce o il dubbio persiste, può essere utile confrontarsi con un pedagogista o un consulente del sonno infantile, che possa aiutarla a trovare soluzioni personalizzate e rispettose sia della bimba che di lei.
Ovviamente va sempre informata la pediatra in casi ci siano anche componenti fisiche da valutare.
Le auguro serenità e ascolto in questo cammino: sta facendo un lavoro prezioso.
Un caro saluto.
Cara mamma,
Quello che descrivi, è un cambiamento molto comune a questa età: intorno ai 7–9 mesi molti bambini attraversano una fase di ansia da separazione e di maggiore bisogno di contatto, soprattutto durante il sonno. Non è un “viziare”, ma una tappa evolutiva.
Assecondare temporaneamente questo bisogno non compromette il futuro sonno autonomo; anzi, quando il bambino si sente sicuro, torna più facilmente ad accettare la propria culla. La resistenza che vedi non è una scelta né un’abitudine “sbagliata”, ma una richiesta di rassicurazione.
Spero di esserti stata utile.
Se senti di aver bisogno di un confronto, non esitare a contattarmi.
Quello che descrivi, è un cambiamento molto comune a questa età: intorno ai 7–9 mesi molti bambini attraversano una fase di ansia da separazione e di maggiore bisogno di contatto, soprattutto durante il sonno. Non è un “viziare”, ma una tappa evolutiva.
Assecondare temporaneamente questo bisogno non compromette il futuro sonno autonomo; anzi, quando il bambino si sente sicuro, torna più facilmente ad accettare la propria culla. La resistenza che vedi non è una scelta né un’abitudine “sbagliata”, ma una richiesta di rassicurazione.
Spero di esserti stata utile.
Se senti di aver bisogno di un confronto, non esitare a contattarmi.
Gentile utente,
il sonno dei bambini nasce dall’intreccio di molti fattori: crescita, sviluppo, emozioni e cambiamenti. Sentirsi al sicuro aiuta a rilassarsi, anche durante la notte, ma ogni fase ha i suoi tempi e i suoi bisogni.
Rispondere alla richiesta di vicinanza della Sua bambina non crea dipendenza né vizio: costruisce fiducia. La presenza, il contatto e la disponibilità emotiva rappresentano una base importante su cui i bambini sviluppano sicurezza e regolazione, oggi e nel tempo. L’attaccamento si costruisce proprio attraverso esperienze ripetute di affidabilità e risposta ai bisogni.
È comprensibile che possano esserci cambiamenti nel sonno, soprattutto nei primi mesi di vita: alcune notti sono più semplici, altre più intense. Fa parte del percorso di crescita.
Segua i tempi e i segnali della bambina, e non si scoraggi.
Un caro saluto,
dott.ssa Serena Maugeri
il sonno dei bambini nasce dall’intreccio di molti fattori: crescita, sviluppo, emozioni e cambiamenti. Sentirsi al sicuro aiuta a rilassarsi, anche durante la notte, ma ogni fase ha i suoi tempi e i suoi bisogni.
Rispondere alla richiesta di vicinanza della Sua bambina non crea dipendenza né vizio: costruisce fiducia. La presenza, il contatto e la disponibilità emotiva rappresentano una base importante su cui i bambini sviluppano sicurezza e regolazione, oggi e nel tempo. L’attaccamento si costruisce proprio attraverso esperienze ripetute di affidabilità e risposta ai bisogni.
È comprensibile che possano esserci cambiamenti nel sonno, soprattutto nei primi mesi di vita: alcune notti sono più semplici, altre più intense. Fa parte del percorso di crescita.
Segua i tempi e i segnali della bambina, e non si scoraggi.
Un caro saluto,
dott.ssa Serena Maugeri
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