Esperienze
Da sempre, la mia ricerca si concentra sulla comprensione dell'essere umano, delle sue forze interne, delle influenze sociali e delle sue dimensioni: corpo, mente e anima.
Credo che le relazioni riflettano ciò che siamo, perciò il mio approccio esplora il legame che ogni individuo ha con se stesso, con particolare attenzione alla dinamica comunicativa familiare, fondamentale nello sviluppo della percezione di sé e del mondo. Il corpo è altrettanto centrale, poiché custodisce verità ed emozioni spesso non espresse. Il mio approfondimento circa la bioenergetica, il teatro fisico e la meditazione mi consente di sostenere le persone nel loro percorso di consapevolezza fisica e energetica.
Come psicologa, ti sostengo in un cammino di chiarificazione, rielaborazione, perseguimento di obiettivi e potenziamento di corpo, mente e spirito, nell'ascolto profondo di te stesso, soprattutto in un contesto storico e sociale che richiede sempre più cura per coltivare il proprio benessere individuale.
L'approccio che offro è basato sulla relazione autentica, di fiducia e accoglienza, in cui ogni paziente può esprimere il proprio vissuto e il proprio punto di vista sul mondo.
Nello specifico mi occupo di:
Gestione dello stress e organizzazione della vita, come prendere decisioni e cambiare le proprie abitudini;
Ambito professionale, come cambiamento lavorativo, scelta di carriera, orientamento degli adolescenti o giovani adulti in formazione o prima esperienza lavorativa;
Crisi esistenziale e identitaria;
Supporto alla genitorialità, individuale e di coppia;
Separazioni e crisi di coppia, sia individuali che di coppia;
Disturbi legati alla sessualità, disturbi del desiderio, dell’orgasmo e orientamento sessuale.
Accolgo adulti, adolescenti e bambini, in forma individuale, familiare e di coppia.
Online e/o in presenza a:
- Roma: Montesacro, 00139 e Pigneto, 00176
- Bologna: possibilità nel fine settimana.
Contatti: annaelena.comune@gmail.com
+393664001397
https://672a1c566d4ad.site123.me/
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia scolastica
Principali patologie trattate
- Crisi
- Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)
- Dipendenza affettiva
- Ansia
- Problemi di coppia
- +7 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico
Da 45 € -
-
Colloquio psicologico clinico
Da 45 € -
-
Consulenza online
Da 45 € -
-
Colloquio psicologico di coppia
Da 60 € -
-
Colloquio psicologico individuale
Da 45 € -
-
-
-
-
-
Indirizzo
Via Giacomo Coppola di Musitani 34, Romano 00139
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
3 recensioni
-
G
Giordy
La capacità di ascolto e l'empatia ha reso efficace la consulenza.
Consiglio vivamente• Dott.sa Anna Elena Comune • consulenza psicologica •
-
S
Sabrina Zanicchi
Ho iniziato un percorso con la dottoressa e devo dire che sto molto meglio, mi sento compresa e consigliata, la consiglio vivamente. Grazie
• Dott.sa Anna Elena Comune • colloquio psicologico •
-
M
Marta
La dottoressa Comune ha sempre dimostrato grande professionalità e cura nei miei confronti, nonostante la sua giovane età. È riuscita a trovare il giusto equilibrio che ogni psicologo dovrebbe mantenere con il proprio paziente; mi sono sempre sentita a mio agio nella condivisione dei miei aspetti più intimi, sentendomi accolta e trattata con grande cura.
Super consigliata• Dott.sa Anna Elena Comune • colloquio psicologico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 12 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, ho difficoltà di comunicazione con una persona a cui voglio molto bene che vive all’estero. Le difficoltà maggiori probabilmente sono dovute a come questa persona concepisce l’amicizia e a come la concepisco io. Più in generale al tempo e all’incostanza nella messaggistica da parte di questa persona. Spesso di fronte a domande significative come sapere se ha il piacere di farsi un saluto in videochiamata oltre là chat non trovo risposte. In realtà nel tempo con la modifica di alcuni miei comportamenti, lo scrivere meno e con meno frequenza, ha portato da soli messaggi a qualche vocale in cui però è sempre generico: parla del lavoro, delle difficoltà nella lingua, mi rasserena dicendomi che un giorno quando tornerà magari me lo farà sapere ma anche se torna è per brevissimo comunque di essere serena. Non ama che si possa accedere a lui in continuazione con messaggi desidera essere poco raggiungibile come persona e spesso si sottrae alla messaggistica il che ha portato spesso me a riscrivere. Ha detto che ha amici stretti che sente una volta all’anno. Sono riuscita a sentirlo in chiamata per gli auguri di compleanno dopo due anni. Nonostante le difficoltà e la lontananza nei suoi vocali mostra di tenerci all’amicizia ma appare evidente la difficoltà a stringerla. Non racconta nulla di sé rimanendo molto generico, mi disse che non ama raccontarsi e preferisce essere riservato. Mi ha detto di essere in un paesino vicino Zurigo, due anni fa mi disse Nord della Svizzera, ma se gli chiedo come si chiama per semplice affetto o amicizia, rifiuta di dirmelo. Non ho gli strumenti per comprendere i limiti che si pone con le persone che definisce suoi amici ma a me ne sta mettendo molti. Come posso favorire dei segnali di apertura che prima erano massimi ora minimi, ma comunque ci sono. Quando lo contatto una volta ogni due settimane si apre con un vocale, ma a volte capita che per mesi si astenga e ci siano messaggi asciutti. Vorrei favorire una apertura che tenga conto della distanza e anche capire i tempi di sviluppo dell’amicizia di questa persona. Mi disse, mi mette a disagio la videochiamata, non ti mentirò, di non chiedergli chiamate o videochiamate ma poi sono riuscita a sentirlo in chiamata per il compleanno. Sono una bellissima persona per lui, ci tiene a me, ma non sembra avere paura di perdermi eludendo domande. Spesso ho mandato foto di dove ero in vacanza e ha sempre apprezzato ma lui non manda sue foto o parlare di sé perché non sente il bisogno né il desiderio di condividere con gli altri. se volessi avvicinarmi al suo modo di essere come dovrebbe essere la comunicazione con lui? Con quale frequenza potrebbe apprezzare il mio contatto anziché ignorarlo?
Salve, il suo racconto desta molte domande in chi lo legge, poiché necessita sicuramente di approfondimenti. Mi domando come sia nata l’amicizia è in che modo lei la sente nutriente.
Purtroppo nessuno di noi può indurre qualcun altro a muovere dei passi di apertura verso noi e il mondo, quel che può fare e rispettare i suoi confini facendo presente la sua vicinanza emotiva. Non si aspetti però che un giorno si aprirà, si goda solo che quel che questa persona può darle, diversamente se non le basta, io le suggerirei di aprirsi a relazioni più stimolanti. Gli incontri sono fatti per insegnarci qualcosa in più su noi stessi e il
Mondo, quando cessano il loro scopo, rimane un grande affetto, ma non è obbligatorio continuare a frequentarsi.
Le auguro ogni bene
Dottoressa Anna Elena Comune
Salve, sono mamma di una bimba di 7 mesi e mezzo, ho effettuato allattamento al seno esclusivo fino ai 6 mesi, dopo di che ho iniziato l‘auto svezzamento e continuo a offrirle il mio latte a richiesta. Lei ha sempre dormito nella culla attaccata al mio letto fino ad una settimana fa, quando improvvisamente sembra che la sua culla si sia trasformata in un tappeto di spilli, appena provo a poggiarla si sveglia terrorizzata, non ci vuole più stare, vuole dormire solo nel mio letto. L’unica novità a cui posso associare questo cambiamento è stata l’assenza di mio marito, che capita che per lavoro debba dormire fuori, ma poi anche con il suo ritorno a casa le cose non sono cambiate. Ho provato molte strategie, ma hanno fallito tutte. Cosa posso fare? Sbaglio ad assecondare questo suo bisogno? Ho paura che si abitui a dormire accanto a me.
Salve cara, la situazione che racconta andrebbe approfondita più nello specifico poiché i neonati captano qualsiasi energia il genitore muova, che si tratti stati emotivi o fisici. C’è una sensibilità che li governa che gli consente di reagire con allarme, eccessivo attaccamento o al contrario fiducia, in base agli stati chimici e psichici del genitore. Le domando, è possibile che in questo periodo lei si senta un po’ affaticata dall’allattamento? Quali eventi emotivi ha vissuto nell’ultima settimana? Ha percepito la mancanza di vicinanza di qualcuno? Ha percepito incolumità per la bambina? Le sembra buono il latte con cui la sta svezzando?
Il suo caso va approfondito per capire il comportamento della piccola che è sicuramente volto a ristabilire un equilibrio del rapporto ancora fusionale che è presente in questo periodo.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.