Salve, preferirei rimane anonima, sono una ragazza vado a scuola e da un po’ ho paura di avere un tu
23
risposte
Salve, preferirei rimane anonima, sono una ragazza vado a scuola e da un po’ ho paura di avere un tumore al cervello/cervelletto, penso di soffrire di ipocondria e guardare i sintomi online mi fa pensare di averceli tutti, ho mal di testa nella zona dietro la testa a partire dal collo, giramenti di testa, tensione muscolare, e ho la sensazione di non avere forza, non riuscire a camminare/scrivere/usare il telefono ma in realtà riesco a fare tutto questo poi ho dolori muscolari e mi sveglio durante la notte. inoltre quando faccio un singolo errore a parlare scrivere questa paura aumenta. avvolte ho pure nausea. ho fatto le analisi del sangue e sono risultate tutte buone. ma ho il pensiero fisso di voler fare una tac al cervello/ total body.
non vado in terapia da uno psicologo ma mi piacerebbe andare, non capisco se ci sia un problema serio o é solo un circolo di ansia che mi fa pensare di avere qualcosa.
mi sapreste aiutare?
non vado in terapia da uno psicologo ma mi piacerebbe andare, non capisco se ci sia un problema serio o é solo un circolo di ansia che mi fa pensare di avere qualcosa.
mi sapreste aiutare?
Gentilissima, l'ansia forte che descrivi è già un problema serio. Per quanto riguarda i sintomi quali mal di testa, nausea e debolezza ti consiglierei di consultare il medico di base per capire come affrontarli ma da quello che descrivi il problema più invalidante è l'ansia: l'ansia genera sintomi fisici reali (palpitazioni, nausea, tensione muscolare) che vengono interpretati come malattia, aumentando ulteriormente la paura. Ti consiglio di parlarne in casa e cominciare un percorso di psicoterapia per poter capire che cosa il tuo corpo vuole dirti, a cosa è dovuta l'ansia e come liberartene.
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buonasera,
il consiglio è di rivolgersi al medico di base affinché possa valutare la sua situazione da un punto di vista fisiologico e decidere se prescrivere ulteriori accertamenti. Anche parallelamente, se volesse, (se minorenne con il consenso dei genitori/tutori legali) potrebbe essere un'idea iniziare un percorso per gestire l'ansia e se il medico non ritenesse necessari ulteriori approfondimenti, cercare di comprendere meglio l'origine del suo malessere.
Un caro saluto!!
il consiglio è di rivolgersi al medico di base affinché possa valutare la sua situazione da un punto di vista fisiologico e decidere se prescrivere ulteriori accertamenti. Anche parallelamente, se volesse, (se minorenne con il consenso dei genitori/tutori legali) potrebbe essere un'idea iniziare un percorso per gestire l'ansia e se il medico non ritenesse necessari ulteriori approfondimenti, cercare di comprendere meglio l'origine del suo malessere.
Un caro saluto!!
Ciao! La prima cosa che voglio dirti è che mi dispiace davvero che tu stia vivendo tutto questo, perché si percepisce quanto tutto questo ti stia spaventando e quanto sia stancante convivere con questi pensieri.
La prima cosa che mi sento di dirti è che queste tue difficoltà sono reali, indipendentemente da quale sia la causa. Che sia qualcosa di fisico, di legato all’ansia o un po’ di entrambe, è comunque una sofferenza, e credo fortemente che questo meriti ascolto e rispetto.
Personalmente credo che la cosa migliore non sia combattere da sola contro una paura così grande, ma farti accompagnare da una persona competente. Attraverso colloqui ed eventuali esami (se ritenuti necessari) è possibile capire meglio cosa sta succedendo e da lì decidere come procedere, perché è difficile affrontare qualcosa quando non c'è chiarezza.
Il fatto che tu riesca comunque a fare le cose e che le analisi del sangue siano andate bene è un dato importante, ma capisco che non basti a calmare l’ansia. Per questo penso che parlare con uno psicologo potrebbe davvero aiutarti, sia per capire questi sintomi sia per spezzare il circolo della paura.
Spero che la mia risposta possa esserti di aiuto, e ricordati, non sei sbagliata a sentirti così.
Dott.ssa Emma Carli
La prima cosa che mi sento di dirti è che queste tue difficoltà sono reali, indipendentemente da quale sia la causa. Che sia qualcosa di fisico, di legato all’ansia o un po’ di entrambe, è comunque una sofferenza, e credo fortemente che questo meriti ascolto e rispetto.
Personalmente credo che la cosa migliore non sia combattere da sola contro una paura così grande, ma farti accompagnare da una persona competente. Attraverso colloqui ed eventuali esami (se ritenuti necessari) è possibile capire meglio cosa sta succedendo e da lì decidere come procedere, perché è difficile affrontare qualcosa quando non c'è chiarezza.
Il fatto che tu riesca comunque a fare le cose e che le analisi del sangue siano andate bene è un dato importante, ma capisco che non basti a calmare l’ansia. Per questo penso che parlare con uno psicologo potrebbe davvero aiutarti, sia per capire questi sintomi sia per spezzare il circolo della paura.
Spero che la mia risposta possa esserti di aiuto, e ricordati, non sei sbagliata a sentirti così.
Dott.ssa Emma Carli
Gentile utente,
è normale che questi pensieri e sintomi la facciano stare male, soprattutto quando l’ansia si concentra su qualcosa di così importante come la propria salute. Le analisi del sangue e il fatto che riesce a svolgere le attività quotidiane mostrano che non ci sono segnali di un problema fisico grave, ed è un ottimo primo passo notarlo e riconoscerlo. Spesso succede che l’ansia crei un circolo in cui i pensieri si ripetono e il corpo reagisce con sintomi reali, anche senza una causa organica. Anche se i controlli confermassero che non ci sono problemi fisici, l’attenzione e l’ansia possono comunque spostarsi su altre preoccupazioni. Un percorso con uno psicologo può offrirle uno spazio sicuro per osservare questi pensieri con più calma e imparare come sentirsi più serena nella vita quotidiana. Un saluto, sono a disposizione qualora ne senta la necessità.
è normale che questi pensieri e sintomi la facciano stare male, soprattutto quando l’ansia si concentra su qualcosa di così importante come la propria salute. Le analisi del sangue e il fatto che riesce a svolgere le attività quotidiane mostrano che non ci sono segnali di un problema fisico grave, ed è un ottimo primo passo notarlo e riconoscerlo. Spesso succede che l’ansia crei un circolo in cui i pensieri si ripetono e il corpo reagisce con sintomi reali, anche senza una causa organica. Anche se i controlli confermassero che non ci sono problemi fisici, l’attenzione e l’ansia possono comunque spostarsi su altre preoccupazioni. Un percorso con uno psicologo può offrirle uno spazio sicuro per osservare questi pensieri con più calma e imparare come sentirsi più serena nella vita quotidiana. Un saluto, sono a disposizione qualora ne senta la necessità.
Ciao!
Ho letto quello che hai raccontato e comprendo molto bene quanto possa essere pesante la situazione che stai vivendo.
Tutto quello che hai descritto, a partire dal mal di testa fino alla sensazione di non riuscire a fare qualcosa ma in realtà poterla fare, si riconduce ad un forte stato di ansia.
Fare una TAC potrebbe rassicurarti ma già le risposte delle analisi sono tutte buone, e questo significa che a livello organico non c’è nulla. Riuscire a fare determinate cose quando pensi di non farcela è un grande segnale di benessere.
Inoltre, il fatto di volerne parlare con uno psicologo indica quanto tu voglia prenderti cura di te stessa e quanta forza hai dentro.
Se hai bisogno di parlarne, per qualsiasi cosa mi trovi a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Ho letto quello che hai raccontato e comprendo molto bene quanto possa essere pesante la situazione che stai vivendo.
Tutto quello che hai descritto, a partire dal mal di testa fino alla sensazione di non riuscire a fare qualcosa ma in realtà poterla fare, si riconduce ad un forte stato di ansia.
Fare una TAC potrebbe rassicurarti ma già le risposte delle analisi sono tutte buone, e questo significa che a livello organico non c’è nulla. Riuscire a fare determinate cose quando pensi di non farcela è un grande segnale di benessere.
Inoltre, il fatto di volerne parlare con uno psicologo indica quanto tu voglia prenderti cura di te stessa e quanta forza hai dentro.
Se hai bisogno di parlarne, per qualsiasi cosa mi trovi a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Capisco il suo stato d'animo. L'ansia può far sembrare tutto più grande ed urgente di quanto sia davvero,e quando succede è normale sentirsi sopraffatti. Non si deve risolvere tutto insiemema fare un passo alla volta anche con l'aiuto di una psicologa
Hai fatto bene a fare dei controlli per tranquillizzarti, ma forse varrebbe la pena anche ascoltare questo "mi piacerebbe". La terapia sarebbe uno spazio dove ascoltare le tue paure e provare a capirle. Quanto tutto questo rimane nella nostra testa spesso diventa sempre più grande, ma può essere piano piano ridimensionato. Può essere solo una fase, ma vale la pena prendertene cura.
Gentile utente, intanto grazie per aver condiviso questi suoi pensieri che la portano sicuramente a vivere in uno stato di sofferenza. Non avendo evidenze mediche di potenziali brutti mali, si potrebbe dedurre che tali fastidi e dolori derivino da qualcos'altro, potenzialmente di natura psicologica. Intraprendere un percorso personale sicuramente la aiuterebbe a darsi delle risposte e a conoscersi meglio, andando a comprendere il motivo e l'insorgenza di tale ansia e fobia. Spesso capita che eventi della vita ci tocchino a livello profondo e, non avendo sviluppato potenziali mezzi per gestire questi, sviluppiamo pensieri e sintomi che si definiscono somatici, quindi a livello corporeo.
Se pensa di voler iniziare un percorso possiamo affrontare insieme quanto le sta accadendo.
Non esiti a contattarmi, sono a sua disposizione.
Un saluto
Dott.ssa Laura Bergamini
Psicologa clinica e forense
Psicodiagosta
Se pensa di voler iniziare un percorso possiamo affrontare insieme quanto le sta accadendo.
Non esiti a contattarmi, sono a sua disposizione.
Un saluto
Dott.ssa Laura Bergamini
Psicologa clinica e forense
Psicodiagosta
Buongiorno e grazie per aver condiviso ciò che stai vivendo.
Da quello che descrivi sembra emergere un livello di ansia elevato, con una forte focalizzazione sul corpo. Questo meccanismo è frequente, ma può diventare rapidamente un circolo vizioso: l’ansia porta a monitorare continuamente le sensazioni fisiche, queste vengono interpretate come segnali di pericolo, l’allarme aumenta e i sintomi si intensificano.
I sintomi che riporti potrebbero avere un'origine ansiosa, ma noi psicologi riteniamo sia sempre importante escludere cause biologiche e quindi confrontarsi con il proprio medico di base, il quale può valutare la situazione e suggerire esami quando necessario.
Il fatto che tu stia valutando la terapia è un segnale importante: chiedere aiuto è il primo passo e sicuramente un percorso può aiutarti a gestire meglio l'ansia e spostare il focus dal corpo.
Nella speranza di aver risposto a qualche tuo dubbio, Dott.ssa Covri Annalisa
Da quello che descrivi sembra emergere un livello di ansia elevato, con una forte focalizzazione sul corpo. Questo meccanismo è frequente, ma può diventare rapidamente un circolo vizioso: l’ansia porta a monitorare continuamente le sensazioni fisiche, queste vengono interpretate come segnali di pericolo, l’allarme aumenta e i sintomi si intensificano.
I sintomi che riporti potrebbero avere un'origine ansiosa, ma noi psicologi riteniamo sia sempre importante escludere cause biologiche e quindi confrontarsi con il proprio medico di base, il quale può valutare la situazione e suggerire esami quando necessario.
Il fatto che tu stia valutando la terapia è un segnale importante: chiedere aiuto è il primo passo e sicuramente un percorso può aiutarti a gestire meglio l'ansia e spostare il focus dal corpo.
Nella speranza di aver risposto a qualche tuo dubbio, Dott.ssa Covri Annalisa
Gentilissima, da quello che racconta si sente chiaramente quanta paura e quanta preoccupazione sta vivendo, ed è comprensibile che questa angoscia la porti a interrogarsi continuamente sul suo corpo e sulla possibilità di avere qualcosa di grave. Allo stesso tempo, il quadro che descrive è molto coerente con un circolo di ansia e di iperattenzione ai segnali corporei, più che con una malattia neurologica.
Quando l’ansia è elevata, il corpo può manifestare mal di testa soprattutto nella zona della nuca e del collo, giramenti di testa, nausea, tensione muscolare, senso di debolezza e risvegli notturni. La sensazione di non avere forza o di non riuscire a fare alcune cose è spesso legata a una percezione alterata dall’ansia, infatti lei nota che, nonostante la paura, riesce comunque a camminare, scrivere, usare il telefono. Questo è un elemento importante, perché indica che la funzione è presente anche se la sensazione è molto disturbante.
Il fatto che i sintomi aumentino quando li cerca su internet o quando presta attenzione a piccoli errori nel parlare o nello scrivere è tipico dell’ansia ipocondriaca. Ogni minimo segnale viene ingrandito e interpretato come una prova di malattia, e questo mantiene la paura attiva. Anche il desiderio forte di fare una TAC o altri esami nasce spesso dal bisogno di una rassicurazione totale, ma purtroppo questa rassicurazione tende a durare poco, perché l’ansia trova sempre nuovi motivi per riattivarsi.
Le analisi del sangue nella norma sono un ulteriore elemento rassicurante. Questo non significa che lei stia “immaginando” i sintomi, perché le sensazioni che prova sono reali, ma è molto probabile che siano sostenute dallo stato di allerta costante in cui si trova il suo corpo.
Un supporto psicologico può aiutarla a comprendere meglio questo meccanismo, a ridurre il controllo continuo sul corpo e a recuperare un rapporto più fiducioso con le sue sensazioni, a comprendere più in profondità le sue emozioni, senza vivere costantemente nella paura. Può essere utile anche parlarne con il medico di base, ma cercando di evitare la spirale delle ricerche online, che spesso peggiorano l’ansia invece di calmarla.
In sintesi, quello che descrive sembra molto più un circolo d’ansia che un problema grave. Non è sola in questa esperienza e ci sono strumenti efficaci per aiutarla a stare meglio e a non lasciare che la paura occupi tutto il suo spazio mentale.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Quando l’ansia è elevata, il corpo può manifestare mal di testa soprattutto nella zona della nuca e del collo, giramenti di testa, nausea, tensione muscolare, senso di debolezza e risvegli notturni. La sensazione di non avere forza o di non riuscire a fare alcune cose è spesso legata a una percezione alterata dall’ansia, infatti lei nota che, nonostante la paura, riesce comunque a camminare, scrivere, usare il telefono. Questo è un elemento importante, perché indica che la funzione è presente anche se la sensazione è molto disturbante.
Il fatto che i sintomi aumentino quando li cerca su internet o quando presta attenzione a piccoli errori nel parlare o nello scrivere è tipico dell’ansia ipocondriaca. Ogni minimo segnale viene ingrandito e interpretato come una prova di malattia, e questo mantiene la paura attiva. Anche il desiderio forte di fare una TAC o altri esami nasce spesso dal bisogno di una rassicurazione totale, ma purtroppo questa rassicurazione tende a durare poco, perché l’ansia trova sempre nuovi motivi per riattivarsi.
Le analisi del sangue nella norma sono un ulteriore elemento rassicurante. Questo non significa che lei stia “immaginando” i sintomi, perché le sensazioni che prova sono reali, ma è molto probabile che siano sostenute dallo stato di allerta costante in cui si trova il suo corpo.
Un supporto psicologico può aiutarla a comprendere meglio questo meccanismo, a ridurre il controllo continuo sul corpo e a recuperare un rapporto più fiducioso con le sue sensazioni, a comprendere più in profondità le sue emozioni, senza vivere costantemente nella paura. Può essere utile anche parlarne con il medico di base, ma cercando di evitare la spirale delle ricerche online, che spesso peggiorano l’ansia invece di calmarla.
In sintesi, quello che descrive sembra molto più un circolo d’ansia che un problema grave. Non è sola in questa esperienza e ci sono strumenti efficaci per aiutarla a stare meglio e a non lasciare che la paura occupi tutto il suo spazio mentale.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Gentilissima, capisco quanto possa essere angosciante vivere con il pensiero costante che ci sia qualcosa di grave, soprattutto quando i sintomi sembrano “confermare” la paura e quando, cercando informazioni online, ogni dettaglio sembra incastrarsi in uno scenario addirittura peggiore. Quello che descrivi assomiglia a un circolo che si autoalimenta: compare una sensazione fisica (mal di testa, tensione, giramenti, nausea, stanchezza), la mente entra in allarme, l’ansia cresce, e l’ansia a sua volta intensifica le percezioni corporee, aumenta l’attenzione su ogni segnale e rende più probabili disturbi del sonno, contratture muscolari, sensazione di debolezza e difficoltà di concentrazione.
Detto questo, da un singolo messaggio non è possibile stabilire con certezza se si tratti di ipocondria, di ansia somatica o di un altro tipo di difficoltà, e non sarebbe corretto farlo. È però possibile riconoscere che il tuo disagio è reale e merita attenzione, indipendentemente dal fatto che l’origine sia principalmente medica o principalmente psicologica. Il fatto che gli esami del sangue siano risultati nella norma è un dato rassicurante, ma è comprensibile che non basti a tranquillizzarti, perché la paura che descrivi non riguarda solo “avere o non avere” una malattia: riguarda soprattutto il bisogno urgente di sentirti al sicuro e di eliminare l’incertezza, e per questo la mente spinge verso altre soluzioni come la TAC o il total body, che promettono una certezza immediata. Il problema è che, quando è l’ansia a guidare, la certezza dura poco: anche dopo un esito negativo può riaffacciarsi un nuovo dubbio, un nuovo sintomo, una nuova richiesta di controllo, e il ciclo ricomincia.
È importante anche un altro punto: prendere sul serio questi pensieri non significa considerarli “sbagliati” o “esagerati”, né tantomeno significa etichettarli come qualcosa di “grave” in senso patologico. Significa riconoscere che stanno comunicando qualcosa di significativo su come stai, su alcune dinamiche interne in atto, sulla potenziale vulnerabilità di un dato periodo. Il corpo, soprattutto in adolescenza e negli anni della scuola, può diventare un luogo privilegiato in cui l’ansia si manifesta, perché proprio in questa fase di vita è più immediato sentire un sintomo nel proprio corpo piuttosto che dare parola ad una preoccupazione, a una pressione, a una paura di fondo ecc.
Per orientarti in modo concreto e responsabile, la strada più utile è tenere insieme due livelli. Da una parte, se il mal di testa e i giramenti persistono o ti preoccupano, è sensato parlarne con il tuo medico o con un pediatra/medico di base, descrivendo con precisione andamento, frequenza, intensità, eventuali fattori che peggiorano o migliorano, e l’impatto sul sonno. Dall’altra parte, visto quanto spazio sta occupando il pensiero di malattia e quanto ti sta condizionando, l’idea di iniziare un percorso psicologico è molto pertinente: non perché “è tutto nella tua testa”, ma perché la tua sofferenza ruota attorno a un meccanismo di allarme, controllo e iperattenzione corporea che può essere compreso e trasformato. In terapia potresti scoprire gli eventi o gli elementi che accendono questa paura, cosa la rende così convincente e cosa la alimenta.
In sintesi, la tua domanda “c’è un problema serio o è un circolo d’ansia?” è già una formulazione molto lucida: spesso, quando l’ansia somatica è presente, il punto non è scegliere una delle due opzioni, ma riconoscere che la preoccupazione per la salute può diventare essa stessa il problema principale, perché assorbe energie, sonno, concentrazione e serenità. E su questo si può certamente intervenire in modo efficace.
Detto questo, da un singolo messaggio non è possibile stabilire con certezza se si tratti di ipocondria, di ansia somatica o di un altro tipo di difficoltà, e non sarebbe corretto farlo. È però possibile riconoscere che il tuo disagio è reale e merita attenzione, indipendentemente dal fatto che l’origine sia principalmente medica o principalmente psicologica. Il fatto che gli esami del sangue siano risultati nella norma è un dato rassicurante, ma è comprensibile che non basti a tranquillizzarti, perché la paura che descrivi non riguarda solo “avere o non avere” una malattia: riguarda soprattutto il bisogno urgente di sentirti al sicuro e di eliminare l’incertezza, e per questo la mente spinge verso altre soluzioni come la TAC o il total body, che promettono una certezza immediata. Il problema è che, quando è l’ansia a guidare, la certezza dura poco: anche dopo un esito negativo può riaffacciarsi un nuovo dubbio, un nuovo sintomo, una nuova richiesta di controllo, e il ciclo ricomincia.
È importante anche un altro punto: prendere sul serio questi pensieri non significa considerarli “sbagliati” o “esagerati”, né tantomeno significa etichettarli come qualcosa di “grave” in senso patologico. Significa riconoscere che stanno comunicando qualcosa di significativo su come stai, su alcune dinamiche interne in atto, sulla potenziale vulnerabilità di un dato periodo. Il corpo, soprattutto in adolescenza e negli anni della scuola, può diventare un luogo privilegiato in cui l’ansia si manifesta, perché proprio in questa fase di vita è più immediato sentire un sintomo nel proprio corpo piuttosto che dare parola ad una preoccupazione, a una pressione, a una paura di fondo ecc.
Per orientarti in modo concreto e responsabile, la strada più utile è tenere insieme due livelli. Da una parte, se il mal di testa e i giramenti persistono o ti preoccupano, è sensato parlarne con il tuo medico o con un pediatra/medico di base, descrivendo con precisione andamento, frequenza, intensità, eventuali fattori che peggiorano o migliorano, e l’impatto sul sonno. Dall’altra parte, visto quanto spazio sta occupando il pensiero di malattia e quanto ti sta condizionando, l’idea di iniziare un percorso psicologico è molto pertinente: non perché “è tutto nella tua testa”, ma perché la tua sofferenza ruota attorno a un meccanismo di allarme, controllo e iperattenzione corporea che può essere compreso e trasformato. In terapia potresti scoprire gli eventi o gli elementi che accendono questa paura, cosa la rende così convincente e cosa la alimenta.
In sintesi, la tua domanda “c’è un problema serio o è un circolo d’ansia?” è già una formulazione molto lucida: spesso, quando l’ansia somatica è presente, il punto non è scegliere una delle due opzioni, ma riconoscere che la preoccupazione per la salute può diventare essa stessa il problema principale, perché assorbe energie, sonno, concentrazione e serenità. E su questo si può certamente intervenire in modo efficace.
Ciao,
grazie per aver scritto e per aver raccontato quello che stai vivendo. Si sente quanta paura e quanta confusione ci sono in questo momento, ed è comprensibile sentirsi così quando il corpo manda segnali che non si riescono a spiegare.
I sintomi che descrivi – mal di testa, tensione al collo, giramenti, nausea, dolori muscolari, risvegli notturni – sono molto frequenti quando si è molto in ansia. L’ansia può far sembrare il corpo più debole o “strano”, anche se in realtà continua a funzionare normalmente. Il fatto che tu riesca comunque a camminare, scrivere, parlare e usare il telefono è un segnale rassicurante.
Il fatto che le analisi del sangue siano risultate buone è un altro elemento importante. Problemi seri al cervello di solito danno sintomi evidenti e continui nel tempo, non sensazioni che vanno e vengono e che aumentano soprattutto quando la paura cresce.
Cercare i sintomi su internet spesso peggiora le cose: più si legge, più la mente si spaventa e più il corpo reagisce, creando un circolo difficile da fermare. Anche il desiderio di fare tanti esami nasce dal bisogno di sentirsi tranquilli, ma quella tranquillità spesso dura poco se non si lavora sulla paura che c’è sotto.
Visto che vai a scuola, un primo passo molto importante potrebbe essere parlare di quello che stai vivendo con i tuoi genitori o con un adulto di fiducia. Non devi affrontare tutto questo da sola. Insieme potrete valutare con calma il modo migliore per farti aiutare.
Il fatto che tu stia pensando di parlare con uno psicologo è una cosa molto positiva: può aiutarti a capire cosa ti sta succedendo e a sentirti più serena, passo dopo passo.
Quello che stai vivendo è spaventoso, ma è affrontabile, e con il giusto supporto può migliorare molto.
Un caro saluto.
grazie per aver scritto e per aver raccontato quello che stai vivendo. Si sente quanta paura e quanta confusione ci sono in questo momento, ed è comprensibile sentirsi così quando il corpo manda segnali che non si riescono a spiegare.
I sintomi che descrivi – mal di testa, tensione al collo, giramenti, nausea, dolori muscolari, risvegli notturni – sono molto frequenti quando si è molto in ansia. L’ansia può far sembrare il corpo più debole o “strano”, anche se in realtà continua a funzionare normalmente. Il fatto che tu riesca comunque a camminare, scrivere, parlare e usare il telefono è un segnale rassicurante.
Il fatto che le analisi del sangue siano risultate buone è un altro elemento importante. Problemi seri al cervello di solito danno sintomi evidenti e continui nel tempo, non sensazioni che vanno e vengono e che aumentano soprattutto quando la paura cresce.
Cercare i sintomi su internet spesso peggiora le cose: più si legge, più la mente si spaventa e più il corpo reagisce, creando un circolo difficile da fermare. Anche il desiderio di fare tanti esami nasce dal bisogno di sentirsi tranquilli, ma quella tranquillità spesso dura poco se non si lavora sulla paura che c’è sotto.
Visto che vai a scuola, un primo passo molto importante potrebbe essere parlare di quello che stai vivendo con i tuoi genitori o con un adulto di fiducia. Non devi affrontare tutto questo da sola. Insieme potrete valutare con calma il modo migliore per farti aiutare.
Il fatto che tu stia pensando di parlare con uno psicologo è una cosa molto positiva: può aiutarti a capire cosa ti sta succedendo e a sentirti più serena, passo dopo passo.
Quello che stai vivendo è spaventoso, ma è affrontabile, e con il giusto supporto può migliorare molto.
Un caro saluto.
Gentile Utente, grazie per aver condiviso con la community quello che stai vivendo. Quello che descrivi sembra essere per te molto spaventoso, e colpisce quanto tu sia costantemente in ascolto del tuo corpo e dei suoi segnali. La paura di avere una malattia grave, soprattutto quando si cercano informazioni online, può facilmente trasformarsi in un circolo che alimenta ansia, tensione fisica e nuovi sintomi, rendendo poi sempre più difficile distinguere ciò che è causa da ciò che è conseguenza.
Il fatto che gli esami svolti siano risultati nella norma, è un dato importante, anche se comprendo che non basti a tranquillizzarti davvero. Quando l’ansia è molto intensa, può infatti manifestarsi attraverso il corpo con mal di testa, nausea, tensioni muscolari, disturbi del sonno e una sensazione di debolezza o “perdita di controllo”, che a loro volta aumentano la paura e l’attenzione su ogni piccolo segnale o errore.
In situazioni come questa, più che chiedersi se “c’è qualcosa di grave” nel corpo, potrebbe essere utile iniziare a domandarsi che cosa stia chiedendo attenzione dentro di te in questo momento della tua vita. Spesso questi timori così persistenti non parlano solo di salute fisica, ma anche di stati emotivi, preoccupazioni o pressioni che faticano a trovare spazio e parole.
Il desiderio che manifesti di intraprendere un percorso con uno psicologo è un segnale prezioso poiché uno spazio di ascolto potrebbe aiutarti a comprendere meglio l’origine di queste paure, a ridurre il bisogno di controlli continui e a ritrovare un rapporto più fiducioso con il tuo corpo. Non è necessario “stare molto male” per chiedere aiuto, a volte è proprio il momento giusto quando ci si sente bloccati in un pensiero che non dà tregua.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Il fatto che gli esami svolti siano risultati nella norma, è un dato importante, anche se comprendo che non basti a tranquillizzarti davvero. Quando l’ansia è molto intensa, può infatti manifestarsi attraverso il corpo con mal di testa, nausea, tensioni muscolari, disturbi del sonno e una sensazione di debolezza o “perdita di controllo”, che a loro volta aumentano la paura e l’attenzione su ogni piccolo segnale o errore.
In situazioni come questa, più che chiedersi se “c’è qualcosa di grave” nel corpo, potrebbe essere utile iniziare a domandarsi che cosa stia chiedendo attenzione dentro di te in questo momento della tua vita. Spesso questi timori così persistenti non parlano solo di salute fisica, ma anche di stati emotivi, preoccupazioni o pressioni che faticano a trovare spazio e parole.
Il desiderio che manifesti di intraprendere un percorso con uno psicologo è un segnale prezioso poiché uno spazio di ascolto potrebbe aiutarti a comprendere meglio l’origine di queste paure, a ridurre il bisogno di controlli continui e a ritrovare un rapporto più fiducioso con il tuo corpo. Non è necessario “stare molto male” per chiedere aiuto, a volte è proprio il momento giusto quando ci si sente bloccati in un pensiero che non dà tregua.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Veracini
Salve, la ringrazio per aver trovato il coraggio di scrivere, perché da quello che racconta emerge una sofferenza reale e molto faticosa da portare avanti da sola. Quando si è giovani, si va a scuola e si dovrebbe avere la testa piena di progetti e normalità, vivere invece con il pensiero costante di avere una malattia grave può diventare davvero opprimente e togliere serenità a ogni giornata. La paura che descrive non è una paura leggera, ma qualcosa che prende corpo, si insinua nei pensieri e finisce per colorare ogni sensazione fisica. Quello che racconta ha una caratteristica molto importante: i sintomi che sente sono reali, non se li sta inventando, ma il modo in cui vengono interpretati sembra amplificarli e renderli sempre più spaventosi. Mal di testa, tensione al collo, giramenti, nausea, risvegli notturni, dolori muscolari e stanchezza sono esperienze molto comuni quando si è sotto stress o in uno stato di allerta prolungata. Il corpo, quando vive nella paura, tende a irrigidirsi, a contrarsi, a essere costantemente monitorato, e questo finisce per produrre proprio quelle sensazioni che poi fanno scattare l’angoscia. È molto significativo che lei dica di avere la sensazione di non riuscire a camminare, scrivere o usare il telefono, ma che in realtà riesca comunque a farlo. Questo aspetto racconta molto di come l’ansia possa creare una percezione di fragilità e perdita di controllo che però non corrisponde a un reale deficit. Allo stesso modo, il fatto che un piccolo errore nel parlare o nello scrivere faccia aumentare immediatamente la paura è tipico di una mente che è diventata iperattenta a ogni minimo segnale, come se fosse costantemente alla ricerca di una conferma che qualcosa non va. La ricerca di sintomi online, pur nascendo dal bisogno di rassicurarsi, spesso ha l’effetto opposto. Più si legge, più il cervello trova somiglianze, più la paura cresce. Non perché ci sia davvero una malattia grave, ma perché la mente ansiosa funziona per associazioni e tende a colmare i vuoti con gli scenari peggiori. In questo senso, il desiderio insistente di fare una TAC o controlli sempre più approfonditi è comprensibile, perché rappresenta il tentativo di mettere fine all’angoscia. Il problema è che, quando l’ansia è il motore principale, la rassicurazione dura poco e il dubbio torna sotto un’altra forma. Il fatto che le analisi del sangue siano risultate buone è un dato rassicurante, ma capisco che per lei non basti. Quando la paura è così intensa, non è la logica a calmare, perché il problema non è una mancanza di informazioni, ma un circolo che lega sensazioni fisiche, pensieri catastrofici e paura. Più controlla il corpo, più lo sente. Più lo sente, più si spaventa. Più si spaventa, più il corpo reagisce. La sua domanda finale è molto importante: se ci sia un problema serio o se si tratti di ansia. Dal punto di vista psicologico, quello che descrive assomiglia molto a un circolo d’ansia legato alla salute, che può diventare estremamente convincente e totalizzante, soprattutto quando si è giovani e sensibili. Questo non significa minimizzare quello che prova, ma dare un senso a ciò che sta vivendo senza attribuirlo subito a qualcosa di irreparabile. Il desiderio di iniziare un percorso con uno psicologo è un segnale di grande lucidità e maturità. Avere uno spazio sicuro in cui parlare delle paure, imparare a riconoscere come funzionano certi pensieri e ritrovare fiducia nel proprio corpo può fare una differenza enorme. Non si tratta di scoprire che c’è qualcosa che non va in lei, ma di imparare a interrompere un meccanismo che la sta facendo soffrire inutilmente. Non è sbagliata, non è fragile e non è sola in questo tipo di esperienza. Molte persone vivono periodi simili e riescono, con il giusto supporto, a tornare a una vita molto più libera e serena. Il fatto che lei riesca ancora a studiare, muoversi e svolgere le sue attività è un segnale importante che merita di essere ascoltato tanto quanto le sue paure. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Grazie per aver scritto e per aver espresso con tanta sincerità le sue paure. Capisco quanto possa essere angosciante vivere con il timore costante di avere una malattia grave, soprattutto quando i sintomi vengono cercati online e sembrano combaciare tutti.
Da ciò che descrive, i suoi vissuti sono molto compatibili con un forte stato d’ansia e con una preoccupazione ipocondriaca. L’ansia può causare mal di testa tensivi, giramenti, nausea, tensione muscolare, risvegli notturni e la sensazione soggettiva di “non farcela”, anche se poi nella realtà le sue capacità restano integre. Anche l’attenzione eccessiva a piccoli errori nel parlare o nello scrivere è tipica di questo circolo ansioso, che tende ad auto-alimentarsi.
Il fatto che gli esami del sangue siano nella norma e che lei riesca comunque a svolgere le attività quotidiane è un elemento rassicurante. In questi casi, il rischio maggiore non è una patologia grave, ma che l’ansia continui a crescere e a occupare sempre più spazio nella sua vita.
Un percorso psicologico può aiutarla concretamente a interrompere questo circolo, a ridurre la paura della malattia e a ritrovare maggiore serenità.
Se lo desidera può scrivermi: posso aiutarla a individuare uno psicologo vicino alla zona in cui abita, così da iniziare un percorso di supporto adeguato.
Un caro saluto
Da ciò che descrive, i suoi vissuti sono molto compatibili con un forte stato d’ansia e con una preoccupazione ipocondriaca. L’ansia può causare mal di testa tensivi, giramenti, nausea, tensione muscolare, risvegli notturni e la sensazione soggettiva di “non farcela”, anche se poi nella realtà le sue capacità restano integre. Anche l’attenzione eccessiva a piccoli errori nel parlare o nello scrivere è tipica di questo circolo ansioso, che tende ad auto-alimentarsi.
Il fatto che gli esami del sangue siano nella norma e che lei riesca comunque a svolgere le attività quotidiane è un elemento rassicurante. In questi casi, il rischio maggiore non è una patologia grave, ma che l’ansia continui a crescere e a occupare sempre più spazio nella sua vita.
Un percorso psicologico può aiutarla concretamente a interrompere questo circolo, a ridurre la paura della malattia e a ritrovare maggiore serenità.
Se lo desidera può scrivermi: posso aiutarla a individuare uno psicologo vicino alla zona in cui abita, così da iniziare un percorso di supporto adeguato.
Un caro saluto
Salve, grazie per aver scritto e per aver descritto con tanta chiarezza quello che sta vivendo.
Da ciò che racconta emerge un quadro di ansia molto intensa, con una forte focalizzazione sul corpo e sulla paura di avere una malattia grave. La ricerca ripetuta dei sintomi online (che spesso amplifica l’allarme), il bisogno di esami rassicuranti come TAC o controlli continui, e l’aumento della paura a ogni piccolo errore nel parlare o nello scrivere sono elementi tipici dell’ansia di tipo ipocondriaco.
I sintomi fisici che descrive – mal di testa tensivo, rigidità cervicale, giramenti di testa, nausea, tensione muscolare, risvegli notturni, sensazione di debolezza o di “non farcela” pur riuscendo poi a fare tutto – sono molto frequenti negli stati ansiosi, soprattutto quando l’attenzione è costantemente rivolta al corpo e al controllo delle sensazioni. Il fatto che le analisi del sangue siano nella norma e che, nonostante le paure, lei riesca comunque a camminare, scrivere e usare il telefono è un elemento rassicurante.
È importante sapere che l’ansia può creare un circolo vizioso: più si ha paura, più il corpo si tende e produce sintomi; più si avvertono i sintomi, più cresce la paura che “ci sia qualcosa di grave”. Questo non significa che “se lo stia inventando”, ma che il corpo sta reagendo a uno stato di allarme prolungato.
Detto questo, solo un professionista può aiutarla a distinguere con chiarezza tra ansia e altre eventuali condizioni. Per questo è consigliabile approfondire con uno specialista, in particolare con uno psicologo o psicoterapeuta, che possa aiutarla a comprendere cosa sta succedendo e a interrompere questo circolo di paura e controllo. Un percorso psicologico è spesso molto efficace in questi casi, soprattutto se iniziato presto.
Non è sola e quello che prova è più comune di quanto si pensi, soprattutto in età scolastica. Chiedere aiuto è un passo importante e molto positivo.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Da ciò che racconta emerge un quadro di ansia molto intensa, con una forte focalizzazione sul corpo e sulla paura di avere una malattia grave. La ricerca ripetuta dei sintomi online (che spesso amplifica l’allarme), il bisogno di esami rassicuranti come TAC o controlli continui, e l’aumento della paura a ogni piccolo errore nel parlare o nello scrivere sono elementi tipici dell’ansia di tipo ipocondriaco.
I sintomi fisici che descrive – mal di testa tensivo, rigidità cervicale, giramenti di testa, nausea, tensione muscolare, risvegli notturni, sensazione di debolezza o di “non farcela” pur riuscendo poi a fare tutto – sono molto frequenti negli stati ansiosi, soprattutto quando l’attenzione è costantemente rivolta al corpo e al controllo delle sensazioni. Il fatto che le analisi del sangue siano nella norma e che, nonostante le paure, lei riesca comunque a camminare, scrivere e usare il telefono è un elemento rassicurante.
È importante sapere che l’ansia può creare un circolo vizioso: più si ha paura, più il corpo si tende e produce sintomi; più si avvertono i sintomi, più cresce la paura che “ci sia qualcosa di grave”. Questo non significa che “se lo stia inventando”, ma che il corpo sta reagendo a uno stato di allarme prolungato.
Detto questo, solo un professionista può aiutarla a distinguere con chiarezza tra ansia e altre eventuali condizioni. Per questo è consigliabile approfondire con uno specialista, in particolare con uno psicologo o psicoterapeuta, che possa aiutarla a comprendere cosa sta succedendo e a interrompere questo circolo di paura e controllo. Un percorso psicologico è spesso molto efficace in questi casi, soprattutto se iniziato presto.
Non è sola e quello che prova è più comune di quanto si pensi, soprattutto in età scolastica. Chiedere aiuto è un passo importante e molto positivo.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, grazie per aver scritto.
Da quello che descrivi, i tuoi sintomi sono molto compatibili con un circolo di ansia legata alla salute (ansia da malattia): mal di testa, giramenti, tensione muscolare, nausea, difficoltà nel sonno e ipercontrollo corporeo sono frequenti nei disturbi d’ansia. Il fatto che temi di non riuscire a camminare o scrivere ma in realtà ci riesci, insieme agli esami del sangue nella norma, va nella stessa direzione.
L’ansia può far sembrare ogni sensazione una prova di qualcosa di grave e la ricerca dei sintomi online tende ad alimentare ulteriormente la paura. La diagnosi, però, può essere fatta solo tramite un’attenta valutazione psicodiagnostica. Per questo il consiglio più utile è rivolgerti a un professionista, che potrà aiutarti a chiarire cosa sta succedendo e interrompere questo circolo di ansia.
Chiedere aiuto è un passo importante e può davvero fare la differenza.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Ocera
Da quello che descrivi, i tuoi sintomi sono molto compatibili con un circolo di ansia legata alla salute (ansia da malattia): mal di testa, giramenti, tensione muscolare, nausea, difficoltà nel sonno e ipercontrollo corporeo sono frequenti nei disturbi d’ansia. Il fatto che temi di non riuscire a camminare o scrivere ma in realtà ci riesci, insieme agli esami del sangue nella norma, va nella stessa direzione.
L’ansia può far sembrare ogni sensazione una prova di qualcosa di grave e la ricerca dei sintomi online tende ad alimentare ulteriormente la paura. La diagnosi, però, può essere fatta solo tramite un’attenta valutazione psicodiagnostica. Per questo il consiglio più utile è rivolgerti a un professionista, che potrà aiutarti a chiarire cosa sta succedendo e interrompere questo circolo di ansia.
Chiedere aiuto è un passo importante e può davvero fare la differenza.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Ocera
Buongiorno.
Intanto ti ringrazio per aver scritto e per aver raccontato con tanta chiarezza quello che stai vivendo. Si sente quanto questa paura ti stia occupando la mente e quanto ti faccia soffrire.
I sintomi che descrivi sono spaventosi, ma sono anche molto compatibili con uno stato di ansia intensa e prolungata, che può causare davvero:
mal di testa (specie nuca/collo), giramenti, nausea, tensione muscolare, debolezza, dolori diffusi, risvegli notturni e difficoltà a parlare o scrivere quando sei agitata.
Sono sintomi reali, ma non indicano per forza una malattia grave.
Il punto centrale è il circolo che si crea: sensazione fisica → paura → ricerca online → più paura → più attenzione al corpo → più sintomi.
Il fatto che le analisi siano buone e che tu riesca comunque a camminare, scrivere e usare il telefono è un segnale rassicurante. Gli esami possono tranquillizzare per poco, ma se il problema è l’ansia, il dubbio tende a tornare.
Capisco il bisogno di fare ulteriori esami per sentirti sicura. È giusto parlare dei sintomi con il medico, che valuterà se servono accertamenti. Allo stesso tempo, da quello che descrivi, il meccanismo dell’ansia sembra avere un ruolo molto forte, e lavorare su quello potrebbe ridurre davvero i sintomi, non solo la paura per qualche giorno.
L’aiuto più utile, infatti, sarebbe un percorso proprio per lavorare su questi pensieri e sulla paura delle malattie. È una difficoltà comune e si può affrontare bene.
Hai fatto benissimo a chiedere aiuto: non stai esagerando, stai soffrendo — e questa sofferenza merita attenzione.
Resto a disposizione qualora desiderassi approfondire questi aspetti in uno spazio dedicato.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Aurora Scutti
Intanto ti ringrazio per aver scritto e per aver raccontato con tanta chiarezza quello che stai vivendo. Si sente quanto questa paura ti stia occupando la mente e quanto ti faccia soffrire.
I sintomi che descrivi sono spaventosi, ma sono anche molto compatibili con uno stato di ansia intensa e prolungata, che può causare davvero:
mal di testa (specie nuca/collo), giramenti, nausea, tensione muscolare, debolezza, dolori diffusi, risvegli notturni e difficoltà a parlare o scrivere quando sei agitata.
Sono sintomi reali, ma non indicano per forza una malattia grave.
Il punto centrale è il circolo che si crea: sensazione fisica → paura → ricerca online → più paura → più attenzione al corpo → più sintomi.
Il fatto che le analisi siano buone e che tu riesca comunque a camminare, scrivere e usare il telefono è un segnale rassicurante. Gli esami possono tranquillizzare per poco, ma se il problema è l’ansia, il dubbio tende a tornare.
Capisco il bisogno di fare ulteriori esami per sentirti sicura. È giusto parlare dei sintomi con il medico, che valuterà se servono accertamenti. Allo stesso tempo, da quello che descrivi, il meccanismo dell’ansia sembra avere un ruolo molto forte, e lavorare su quello potrebbe ridurre davvero i sintomi, non solo la paura per qualche giorno.
L’aiuto più utile, infatti, sarebbe un percorso proprio per lavorare su questi pensieri e sulla paura delle malattie. È una difficoltà comune e si può affrontare bene.
Hai fatto benissimo a chiedere aiuto: non stai esagerando, stai soffrendo — e questa sofferenza merita attenzione.
Resto a disposizione qualora desiderassi approfondire questi aspetti in uno spazio dedicato.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Aurora Scutti
Gentile utente,
grazie per aver scritto con tanta chiarezza e sincerità. Quello che descrivi è comprensibilmente molto spaventoso, soprattutto quando si è giovani e si ha la sensazione di “perdere il controllo” del proprio corpo e della propria mente. Voglio dirti subito una cosa importante: la tua sofferenza è reale, anche se questo non significa automaticamente che ci sia una malattia grave in corso.
Da ciò che racconti emerge un quadro molto coerente con un circolo di ansia e iperfocalizzazione sul corpo, tipico dell’ansia di malattia (spesso chiamata ipocondria). Provo a spiegartelo in modo semplice.
Quando la paura di stare male prende spazio, il corpo entra in uno stato di allerta continua. In questa condizione possono comparire:
• cefalea nella zona nucale e cervicale (legata spesso a tensione muscolare),
• giramenti di testa, nausea, sensazione di debolezza o di “non avere forza”,
• disturbi del sonno e risvegli notturni,
• difficoltà di concentrazione e piccoli errori nel parlare o scrivere (che non indicano un danno neurologico, ma sono frequenti quando si è molto ansiosi),
• la sensazione soggettiva di “non riuscire a fare le cose”, anche se oggettivamente riesci a farle.
Il punto centrale è questo: l’ansia può imitare in modo molto convincente sintomi neurologici, e più li controlli, più li temi, più il corpo risponde amplificandoli. Cercare i sintomi online, purtroppo, alimenta ulteriormente questo meccanismo.
Il fatto che:
• tu riesca comunque a camminare, scrivere, usare il telefono,
• le analisi del sangue siano nella norma,
• i sintomi aumentino soprattutto quando fai attenzione a un errore o a una sensazione corporea,
sono elementi che vanno molto più nella direzione dell’ansia che di una patologia neurologica grave. Un tumore cerebrale, per esempio, tende a dare segni progressivi, persistenti e oggettivamente invalidanti, non fluttuanti in base allo stato emotivo.
Capisco il desiderio di fare una TAC o una total body: è un bisogno di rassicurazione. Tuttavia, quando il problema è l’ansia, la rassicurazione medica spesso funziona solo per poco e poi il dubbio ritorna, chiedendo nuovi controlli. È così che il circolo si mantiene.
Il fatto che tu senta il desiderio di iniziare un percorso psicologico è un segnale di grande lucidità e maturità. Un lavoro con uno psicologo/a può aiutarti a:
• comprendere come funziona questo circolo mente–corpo,
• ridurre l’attenzione costante ai sintomi,
• ritrovare fiducia nel tuo corpo,
• dare spazio alle emozioni e alle paure che forse oggi non riescono a trovare altre vie di espressione.
Non sei “esagerata”, non sei “debole” e non stai inventando nulla. Il tuo corpo sta parlando un linguaggio che merita ascolto, non allarme.
Se vuoi, puoi tornare a scrivere: possiamo provare insieme a capire da quando è iniziata questa paura, cosa stava succedendo nella tua vita in quel periodo e come aiutarti a stare meglio passo dopo passo. Non sei sola.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
grazie per aver scritto con tanta chiarezza e sincerità. Quello che descrivi è comprensibilmente molto spaventoso, soprattutto quando si è giovani e si ha la sensazione di “perdere il controllo” del proprio corpo e della propria mente. Voglio dirti subito una cosa importante: la tua sofferenza è reale, anche se questo non significa automaticamente che ci sia una malattia grave in corso.
Da ciò che racconti emerge un quadro molto coerente con un circolo di ansia e iperfocalizzazione sul corpo, tipico dell’ansia di malattia (spesso chiamata ipocondria). Provo a spiegartelo in modo semplice.
Quando la paura di stare male prende spazio, il corpo entra in uno stato di allerta continua. In questa condizione possono comparire:
• cefalea nella zona nucale e cervicale (legata spesso a tensione muscolare),
• giramenti di testa, nausea, sensazione di debolezza o di “non avere forza”,
• disturbi del sonno e risvegli notturni,
• difficoltà di concentrazione e piccoli errori nel parlare o scrivere (che non indicano un danno neurologico, ma sono frequenti quando si è molto ansiosi),
• la sensazione soggettiva di “non riuscire a fare le cose”, anche se oggettivamente riesci a farle.
Il punto centrale è questo: l’ansia può imitare in modo molto convincente sintomi neurologici, e più li controlli, più li temi, più il corpo risponde amplificandoli. Cercare i sintomi online, purtroppo, alimenta ulteriormente questo meccanismo.
Il fatto che:
• tu riesca comunque a camminare, scrivere, usare il telefono,
• le analisi del sangue siano nella norma,
• i sintomi aumentino soprattutto quando fai attenzione a un errore o a una sensazione corporea,
sono elementi che vanno molto più nella direzione dell’ansia che di una patologia neurologica grave. Un tumore cerebrale, per esempio, tende a dare segni progressivi, persistenti e oggettivamente invalidanti, non fluttuanti in base allo stato emotivo.
Capisco il desiderio di fare una TAC o una total body: è un bisogno di rassicurazione. Tuttavia, quando il problema è l’ansia, la rassicurazione medica spesso funziona solo per poco e poi il dubbio ritorna, chiedendo nuovi controlli. È così che il circolo si mantiene.
Il fatto che tu senta il desiderio di iniziare un percorso psicologico è un segnale di grande lucidità e maturità. Un lavoro con uno psicologo/a può aiutarti a:
• comprendere come funziona questo circolo mente–corpo,
• ridurre l’attenzione costante ai sintomi,
• ritrovare fiducia nel tuo corpo,
• dare spazio alle emozioni e alle paure che forse oggi non riescono a trovare altre vie di espressione.
Non sei “esagerata”, non sei “debole” e non stai inventando nulla. Il tuo corpo sta parlando un linguaggio che merita ascolto, non allarme.
Se vuoi, puoi tornare a scrivere: possiamo provare insieme a capire da quando è iniziata questa paura, cosa stava succedendo nella tua vita in quel periodo e come aiutarti a stare meglio passo dopo passo. Non sei sola.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Gentilissima, grazie per aver condiviso la tua preoccupazione.
Immagino quanto possa sentirti stanca, purtroppo quando si teme una malattia grave l’attenzione costante al corpo amplifica normali sensazioni fino a farle sembrare segnali allarmanti. L’ansia può dare sintomi fisici reali e molto intensi.
La possibilità di iniziare un percorso psicologico ti permetterebbe di avere una figura capace di ragionare insieme a te sul perché di questi sintomi e sulla sofferenza generale che stai vivendo, guidandoti in un processo che ti aiuti ad elaborare le preoccupazioni e restituirti la serenità che meriti.
Ti auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Immagino quanto possa sentirti stanca, purtroppo quando si teme una malattia grave l’attenzione costante al corpo amplifica normali sensazioni fino a farle sembrare segnali allarmanti. L’ansia può dare sintomi fisici reali e molto intensi.
La possibilità di iniziare un percorso psicologico ti permetterebbe di avere una figura capace di ragionare insieme a te sul perché di questi sintomi e sulla sofferenza generale che stai vivendo, guidandoti in un processo che ti aiuti ad elaborare le preoccupazioni e restituirti la serenità che meriti.
Ti auguro il meglio,
Dott. Daniele Migliore
Ciao, grazie per aver scritto e per aver descritto così bene quello che sta vivendo. Si sente chiaramente quanto questa paura occupa la sua mente e quanto sia diventata faticosa da sostenere. Da ciò che racconta emerge un circolo molto comune nei disturbi d’ansia legati alla salute: attenzione costante ai segnali del corpo, ricerca di sintomi online, aumento della paura e, di conseguenza, l’intensificarsi delle sensazioni fisiche. Mal di testa, tensione muscolare, giramenti, nausea, risvegli notturni e sensazione di “non avere forza” sono sintomi che possono essere fortemente amplificati dall’ansia, soprattutto quando la mente è focalizzata sull’idea di una malattia grave. È importante sottolineare che il fatto che lei riesca comunque a camminare, scrivere e usare il telefono, e che gli esami del sangue siano risultati nella norma, è un elemento rassicurante. Allo stesso tempo, capisco il desiderio di “certezza totale” attraverso esami come una TAC, spesso, però, questa ricerca di rassicurazione, invece di calmare, finisce per alimentare ancora di più l’ansia e agevola il mantenimento.
Non posso dirle se ci sia o meno un problema medico (questo spetta ai professionisti sanitari), ma posso dirle che il meccanismo che descrive è molto compatibile con un circolo vizioso dell’ansia, in cui ogni piccolo segnale o errore viene interpretato come prova di qualcosa di grave. Il fatto che lei stia pensando di iniziare un percorso con uno psicologo è un’ottima intuizione: la terapia può aiutarla a comprendere cosa mantiene questa paura, a ridurre il controllo costante sul corpo e a spezzare il legame tra pensieri catastrofici e sensazioni fisiche. Se sente che l’ansia diventa ingestibile o nota sintomi nuovi e improvvisi, è sempre corretto confrontarsi con il suo medico, ma allo stesso tempo un supporto psicologico le sarà utile per non rimanere intrappolata in questa paura continua. Spero di aver risposto, saluti dott.ssa Erica Giuliani
Non posso dirle se ci sia o meno un problema medico (questo spetta ai professionisti sanitari), ma posso dirle che il meccanismo che descrive è molto compatibile con un circolo vizioso dell’ansia, in cui ogni piccolo segnale o errore viene interpretato come prova di qualcosa di grave. Il fatto che lei stia pensando di iniziare un percorso con uno psicologo è un’ottima intuizione: la terapia può aiutarla a comprendere cosa mantiene questa paura, a ridurre il controllo costante sul corpo e a spezzare il legame tra pensieri catastrofici e sensazioni fisiche. Se sente che l’ansia diventa ingestibile o nota sintomi nuovi e improvvisi, è sempre corretto confrontarsi con il suo medico, ma allo stesso tempo un supporto psicologico le sarà utile per non rimanere intrappolata in questa paura continua. Spero di aver risposto, saluti dott.ssa Erica Giuliani
Gentile utente, mi dispiace tanto per ciò che ha raccontato. Le consiglio di parlarne con i suoi genitori (soprattutto se minorenne) in modo da capire se ci fosse bisogno di fare esami strumentali per escludere patologie organiche e di intraprendere un percorso di supporto psicologico.
Le faccio i miei più sinceri auguri per il futuro.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Le faccio i miei più sinceri auguri per il futuro.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Buongiorno, le consiglio un percorso psicologico per il trattamento dell'ansia. Cordiali saluti.
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.