Salve, ormai da qualche anno soffro nel prendere decisioni, dalla più piccola alla più importante. M

Salve, ormai da qualche anno soffro nel prendere decisioni, dalla più piccola alla più importante. Mi capita anche di stare male successivamente dopo avere preso una decisione che, poco prima, mi sembrava giusta o che mi facesse stare bene. Questo rende la gestione della mia vita a volte emotivamente difficile, per non parlare della difficoltà che faccio a volte a spiegare il disagio che provo. Ho affrontato un percorso di psicoterapia che è giunto al termine grazie anche alla volontà della mia psicoterapeuta ma mi rendo conto che questo lato della mia personalità mi fa stare male, alle volte mi viene da dire che mi sento malata e basta ma non so di che cosa. Mi chiedevo se questo disagio potesse essere collegato a una possibile ADHD e se ci possono essere delle strategie per gestire meglio questo tratto che mi fa vivere male.

21 risposte


Salve, Mi dispiace per il disagio che provi nel prendere decisioni, e immagino quanto possa essere destabilizzante quando persino le scelte che appaiono inizialmente giuste si trasformano in fonti di dubbio e malessere. Questa difficoltà, soprattutto se accompagnata da rimuginio e senso di insoddisfazione, può avere diverse origini e, come accenni, è possibile che abbia radici che meritano un approfondimento, anche considerando la possibilità di un profilo ADHD, che spesso rende più complesso l’equilibrio emotivo e la regolazione delle decisioni. L’ADHD, infatti, può contribuire alla difficoltà nel prendere decisioni chiare e stabili, a causa di una tendenza alla disorganizzazione o alla fatica nel concentrarsi sui benefici a lungo termine di una scelta. Esistono però strategie che puoi applicare per rendere più agevole la gestione di questo processo. Un approccio utile è quello della *terapia sistemico-relazionale*, che potrebbe aiutarti a esplorare come i tuoi rapporti e contesti influenzino le tue difficoltà decisionali. Questo tipo di terapia ti permetterebbe di lavorare su come gestire meglio l’ansia legata alle scelte, osservando le influenze esterne e le dinamiche personali che possono farti oscillare emotivamente dopo aver preso una decisione. Altre strategie pratiche che puoi adottare includono la tecnica della “scomposizione decisionale,” ovvero prendere decisioni in piccoli step anziché tutto in una volta, così da ridurre la pressione, e l’uso del “diario delle decisioni,” annotando vantaggi e sensazioni legate a ciascuna scelta fatta, per poi rivedere con più calma l’impatto a posteriori. Approfondire questa difficoltà con una guida psicoterapeutica potrebbe darti un valido supporto per sviluppare strumenti che rafforzino la tua fiducia decisionale e ti aiutino a gestire meglio questi dubbi.

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Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


Buonasera, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Dal suo post mi sembra di capire che questo aspetto genera ancora sofferenza. Forse potrebbe prendere in considerazione l'idea di riprendere la psicoterapia, che è il luogo elettivo per la cura di sé e per esporre bisogni e dubbi. Purtroppo non esiste una soluzione semplice, da libro. Esiste invece un lavoro su di sé che può farci sentire più liberi, arrivando anche ad accettare quelle parti di noi che ci fanno soffrire. Rimango a disposizione per dubbi o chiarimenti. Cordialmente, dott. Simeoni


Buonasera, se sente il bisogno di proseguire nel suo percorso perchè non ha ancora risolto questo aspetto, dovrebbe farlo. Sono numerosi gli aspetti su cui lavorare, c'è la realizzazione che scegliere vuol dire anche rinunciare a qualcosa che prima della scelta viene percepito come alla portata, c'è il bisogno di controllo che può farci pentire di qualsiasi cosa, probabilmente ci sono anche aspetti collegati all'ansia e tanto altro. Quindi non si meravigli di non essere ancora riuscita a sistemare questo tassello e vada avanti col suo percorso di crescita.


Gentile Utente, non è necessaria una diagnosi di ADHD per provare il malessere che prova, anche se non andrebbe esclusa. Bisognerebbe andare a ritroso per cercare nel suo passato le cause di questa difficoltà a definirsi. Mi rendo disponibile in tal senso. Un cordiale saluto. Dott.ssa Marina Bonadeni


Salve, correre ad una diagnosi e un trattamento, tramite questa chat, è come minimo fuorviante. Capisco che quando si sta male si cerca la soluzione più veloce possibile, ma forse in questo campo non può andare così. Se c'è tanta indecisione ci possono essere diverse motivazioni alla base. Una che, banalmente, mi viene in mente è una cosiddetta "bassa autostima". Potrebbe ricontattare il professionista con cui ha fatto precedentemente un percorso e approfondire perché avevate concluso, eventualmente riprendere. Può scegliere eventualmente un altro professionista se la vecchia relazione terapeutica non la convince più. Di sicuro, anche se si sente "malata", posso dirle che non ci sono persone guaste, ci sono percorsi di vita complessi di cui forse bisogna riprendere il filo, per condursi verso nuove sponde.

Dr. Davide Torres

Dr. Davide Torres

psicoterapeuta

Messina

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Salve, se sente forte questo tipo di disagio, probabilmente c'è da lavorare ancora. Più che soffermarsi su possibili "etichette" diagnostiche, sarebbe importante che mette lo sguardo in avanti, su come gestire quegli aspetti che la disturbano. Cordiali saluti dott.ssa Silvia Ragni


Buuongiorno, la difficoltà nel prendere decisioni, la tendenza a rivalutare continuamente le proprie scelte e il senso di insoddisfazione successivo possono avere diverse cause, che potrebbero comprendere tratti come l'ansia, il perfezionismo o una bassa tolleranza all'incertezza. Riguardo all'ADHD, in alcune persone questo disturbo può effettivamente influenzare la capacità di prendere decisioni. L'ADHD spesso comporta difficoltà di concentrazione, impulsività e gestione emotiva, aspetti che, a volte, possono portare a un'oscillazione tra decisioni impulsive e indecisioni marcate. Tuttavia, sarebbe necessario un approfondimento per capire se l'ADHD sia una possibile causa, magari parlandone con uno specialista che può aiutare a fare chiarezza. Cordialmente, dott.ssa Raileanu


Buongiorno, il quesito che pone potrebbe essere verificato attraverso una attenta valutazione del caso. Si apra alla possibilità di consultare anche un altro specialista, potrebbe aiutarla a trovare le risposte che cerca. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Gentile utente, posso solo immaginare la fatica che sente quando si trova davanti al dubbio. Cosa pensa nel momento in cui prende una decisone? Cosa teme accadrebbe se anche facesse la scelta sbagliata? Un percorso di psicoterapia può avere diverse fasi e step, potrebbe essere che questo pezzettino debba ancora essere elaborato e sviscerato. Potrebbe riprendere il suo percorso precedente o potrebbe valutare un percorso nuovo. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo


Buon pomeriggio, spiacente per quanto riporta. Prendere decisioni può essere complesso in diverse "fasi" del processo. Le consiglio una presa in carico in modo da calzare intervento e strategie sulla Sua personale percezione e trovare uno spazio di sostegno su questo aspetto. Un saluto


Cara utente, comprendo quanto possa essere frustrante e faticoso vivere con la difficoltà di prendere decisioni e sentirsi insoddisfatti dopo averle fatte. Questo tipo di disagio può influenzare significativamente il tuo benessere emotivo e le relazioni con gli altri. È possibile che le tue difficoltà siano collegate a diverse dinamiche, incluso il pensiero relativo all'ADHD, ma è importante avere un'analisi più approfondita per comprendere meglio la tua situazione. Le emozioni di disagio che descrivi possono derivare da diversi fattori, e una valutazione mirata potrebbe offrirti maggiori chiarimenti. In termini di strategie, ci sono vari approcci che possono aiutarti a migliorare la tua gestione delle decisioni e il tuo benessere emotivo. Tecniche di mindfulness, esercizi di riflessione su valori e priorità, e pratiche di gestione dell’ansia possono rivelarsi utili. Inoltre, la terapia EMDR potrebbe essere un'opzione preziosa. Questa tecnica, originariamente sviluppata per trattare il trauma, può aiutarti a elaborare esperienze passate legate a decisioni difficili e al disagio emotivo che hai vissuto. Potrebbe essere utile riflettere su quando hai avvertito per la prima volta questo disagio e su eventi significativi che potrebbero essere collegati a queste emozioni. Se desideri esplorare queste tematiche più a fondo, sarei felice di offrirti il mio supporto in un percorso che possa guidarti verso una maggiore consapevolezza e serenità. Dott.ssa MIroddi


Buonasera, È importante la consapevolezza che ha del disagio che prova rispetto al tema della scelta. Partirei proprio da lì. Pensare ad una diagnosi di ADHD con questi dati, non è possibile e credo poco utile al momento. Sarebbe importante continuare a lavorare su di sè, sulla sua parte emotiva e comprendere la dinamica profonda e il conflitto che si muove dentro di lei al momento di prendere una decisione. Dottssa Francesca Cerolini


Gent. mə utente, volevo ringraziarlə per la condivisione del suə stato pisco-emotivo e capisco la difficoltà anche a parlarne. In realtà le scelte non sono mai giuste o sbagliate, sono delle "scelte", che più che essere ragionate vanno "sentite", poiché il ragionamento può far sì che quella stessa decisione possa avere anche una duplice valenza. Mi sento di ricordarle che ha Lei ha seguito una psicoterapia, un percorso molto importante e profondo, guidato da unə psicoterapeutə, per tanto potrebbe esserLe molto utile ricontattarlə e ripartire da quanto espresso in questa chat. In bocca al lupo. Cordialmente, Mariella Farinella.


Salve, la difficoltà a prendere delle decisioni con conseguente procrastinazione e/o evitamento delle stesse potrebbe essere indicativo di un funzionamento di personalità di tipo ossessivo, ma ovviamente questo sarebbe da valutare con un apposito processo di assessment psicologico e la somministrazione di test specifici. Resto a disposizione. Un saluto Dott.ssa Cecilia Caggianese


Salve, capisco quanto possa essere difficile affrontare una tale incertezza nelle decisioni e il disagio che descrive nel gestire le emozioni che emergono a seguito delle scelte. Questo può certamente rendere faticosa la quotidianità e far sentire bloccati. Mi verrebbe da chiederle dopo quanto tempo si è interrotto il precedente percorso e se sentiva di aver raggiunto gli obiettivi che vi eravate prefissati insieme. Spesso, infatti, è la conoscenza profonda di noi stessi che facilita le scelte e ci aiuta a sentirci più sicuri. Quando abbiamo chiari i nostri obiettivi, desideri e bisogni, prendere decisioni può diventare più semplice e meno doloroso. Inoltre, esistono strategie e percorsi che possono aiutarla a esplorare meglio questi aspetti, per aiutarla a vivere con maggiore serenità. Un nuovo percorso di terapia potrebbe offrire uno spazio per esplorare questi aspetti e capire le possibili cause del suo disagio, nonché identificare strategie pratiche per vivere meglio. Resto a disposizione laddove ne avesse bisogno, sia online che in presenza. Un saluto, Dott. Gianluca Pignatelli.


Gentile utente, ciò che riferisce sembra essere una profonda insicurezza personale più che un disturbo ADHD. Si tratta di comprendere sè stessa, i suoi significati e la sua identità, cosa che può fare con un percorso di psicoterapia. Valuti lei se ricontattare la sua terapeuta o cercare qualcuno di diverso ma sicuramente farsi affiancare da un valido professionista è la strada migliore per gestire la difficoltà che riferisce. Le auguro il meglio Dott.ssa Filippi

Dott.ssa Valeria Filippi

Dott.ssa Valeria Filippi

psicoterapeuta

San Donato Milanese

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La paura delle decisioni è un problema molto diffuso nella nostra società, a vari livelli e a diversi stadi di gravità. Certamente ci sono delle soluzioni, all'interno di un percorso terapeutico. Rimango a disposizione qualora volesse approfondire l'argomento e le possibilità. Saluti. dott.ssa Nadja Pagliaro


“Per affrontare il suo problema, le consiglio di considerare la psicoterapia breve strategica. Se desidera ulteriori chiarimenti o informazioni, non esiti a contattarmi. Cordiali saluti, Dr. Michele Scala


Gentile Utente, immagino la difficoltà che sta vivendo nel prendere decisioni. Questa esperienza potrebbe essere connessa a vari fattori, tra cui l'ADHD, che può causare difficoltà nella presa di decisione e incertezze emotive. Per una valutazione accurata, tuttavia, è opportuno consultare un professionista. Un esperto potrà aiutarla a trovare gli strumenti più funzionali per gestire la situazione. Cordialmente, Dott.ssa Arianna Moroni


Gentile utente, quello che descrive — difficoltà nel prendere decisioni, dubbio post-decisione e sofferenza emotiva dopo scelte anche coerenti — non è raro e non indica automaticamente “una malattia” unica o specifica. Può essere collegato a diversi fattori: ansia, perfezionismo, paura di sbagliare, difficoltà nella regolazione emotiva o anche a schemi appresi nel tempo in cui ogni scelta viene “riaperta” mentalmente dopo essere stata fatta. In alcuni casi l’ADHD può includere anche difficoltà decisionali, ma da solo questo elemento non è sufficiente per ipotizzarlo: servirebbe un quadro più ampio e specifico. Il punto centrale sembra essere questo: la decisione non si chiude davvero nel momento in cui viene presa, ma continua a riattivarsi emotivamente dopo, come se il cervello cercasse continuamente conferme alternative. Sul piano delle strategie, può essere utile lavorare su alcuni aspetti pratici: accettare che una decisione “buona abbastanza” non deve essere perfetta per essere valida limitare la ruminazione post-scelta (cioè il continuo riesame di ciò che sarebbe stato meglio) imparare a tollerare il disagio senza trasformarlo automaticamente in dubbio sulla scelta fatta Se il disagio continua a essere significativo, più che pensare a una “etichetta” unica, potrebbe essere utile una nuova valutazione psicologica o psicodiagnostica mirata, proprio per capire quali meccanismi specifici alimentano questo ciclo. Il fatto che lei lo riconosca e lo descriva con chiarezza è già un elemento importante di consapevolezza, che è la base per poterci lavorare.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.