Sto attraversando un momento difficile. Ho sempre avuto problemi di ansia e panico, oltre alla dep

Sto attraversando un momento difficile. Ho sempre avuto problemi di ansia e panico, oltre alla depressione e istinti suicidi e autolesionisti. Ora nell'ultimo anno è peggiorato da quando sono stata lasciata dal mio ex...le cose stavano migliorando ma ora dopo alcuni fatti sono peggiorati. Ho attacchi di ansia continui, sono peggiorati, finisco con il tremare per lunghi periodi dopo che sono passati. Ogni volta peggiorano e non ho il controllo. Non riesco a controllare le mie emozioni. Sono in un vicolo cieco a causa della situazione sentimentale in cui sono. Son arrivata ad avere attacchi multipli a lavoro, non riesco a gestirli. Mi manca l'aria, piango e tremo, mi prendo a colpi. Non smettono. Non riesco più ad andare avanti così. Vi prego qualcuno che sappia che percorso io possa prendere...mi aiuti ...ho avuto 4 attacchi in meno di 8h....

8 risposte


Cara., mi dispiace tanto leggere della tua sofferenza. Il primo passo - coraggioso - l'hai compiuto scrivendo su questo sito di specialisti, ora però devi continuare ad andare oltre e iniziare un percorso di cura per preservare la tua salute mentale, ma anche fisica (dato che il dolore psichico ha effetti anche sulla salute fisica). Il sintomo, nel tuo caso l'ansia, va compreso e poi usato perché la tua vita sia quanto più simile a quella che hai sempre immaginato. Mi piacerebbe conoscerti. Io ricevo a Battipaglia (SA), e online. A presto, spero! Intanto ti abbraccio.

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Carissima mi dispiace leggere quanto sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sofferenza molto intensa, che non riguarda solo l'ansia, ma coinvolge anche il modo in cui il suo corpo e la sua mente stanno reagendo a un periodo emotivamente molto difficile. Quando l'ansia raggiunge livelli così elevati, il corpo entra in uno stato di allarme continuo: il respiro si altera, compaiono tremori, senso di soffocamento, pianto incontrollabile e la percezione del tempo può cambiare, facendo sembrare ogni attacco interminabile. Anche la percezione del proprio corpo può risultare alterata, tanto da far sentire di aver perso il controllo su ciò che si prova. Per quanto spaventosi, questi sintomi sono espressione di una sofferenza psicologica che si manifesta attraverso il corpo e meritano di essere accolti e compresi, non giudicati. Considerando la frequenza degli attacchi, la loro intensità e la presenza di gesti autolesivi e di precedenti pensieri suicidari, è importante che non affronti tutto questo da sola. Le consiglio di rivolgersi quanto prima a uno psicoterapeuta e a uno psichiatra, affinché possa essere valutato il percorso di cura più adeguato. Se dovesse sentire di non riuscire a garantire la sua sicurezza o i pensieri di farsi del male diventassero urgenti, si rechi senza esitazione al Pronto Soccorso o contatti immediatamente i servizi di emergenza. Chiedere aiuto in questo momento non è un segno di debolezza, ma il primo passo per uscire da una condizione che oggi le appare senza via d'uscita. Con un percorso adeguato è possibile comprendere il significato di questa sofferenza, ridurne l'intensità e ritrovare, gradualmente, un senso di stabilità e di controllo sulla propria vita. Un caro saluto


Gent. Sig.ra, le parole che scrive, descrivono una sofferenza intensa che merita molta attenzione, perchè i livelli di sofferenza emotiva sono molto alti. La incoraggio a rivolgersi ad uno psicoterapeuta senza lasciar peggiorare ancora la situazione. Può esserle di aiuto l'ascolto del podcast LE STANZE DELLA PAURA, disponibile gratuitamente su Spotify e altre piattaforme on line. Troverà anche strumenti di auto aiuto , che può utilizzare per ridurre ansia e sofferenza emotiva, ma che non possono sostituire il supporto professionale. Buona serata . Bruno Ramondetti


Gentile Utente, problemi di ansia e panico dopo una separazione sono molto comuni e rappresentano una reazione ad un forte stress. La fine di una relazione è paragonabile ad un lutto importante. Questo succede perchè, quando si perde un punto di riferimento affettivo fondamentale, crollano delle sicurezze e di conseguenza il sovraccarico emotivo comporta una difficoltà ad elaborare immediatamente il dolore riaprendo ferite, schemi di pensiero inconsapevoli e dolori irrisolti del passato. La mente usa esperienze pregresse per interpretare il dolore presente e riattiva reazioni apprese durante l'infanzia. Se desidera un approfondimento e acquisire una maggiore consapevolezza del suo malessere dovrebbe chiedere una valutazione psicologica, al fine di cogliere il senso e il significato di ciò che vive attualmente e prendersene cura. Cordiali saluti


Carissima, quello che mi sento di consigliarle è di rivolgersi il prima possibile a un centro di salute mentale sul territorio (CPS o CSM, a seconda delle zone). Può telefonare direttamente oppure farsi aiutare nell'invio dal medico di base. Se uno di questi attacchi la facesse sentire in serio pericolo, può recarsi in pronto soccorso o chiamare il 112.


Gentile utente, se i sintomi che descrive (escludendo cause organiche) sono riconducibili a un disturbo d'ansia o ad attacchi di panico, dopo un'adeguata valutazione clinica, la terapia cognitivo-comportamentale rappresenta uno dei trattamenti maggiormente supportati dalla letteratura scientifica. Questo approccio lavora sulla relazione tra pensieri, emozioni, sensazioni corporee e comportamenti, aiutando la persona a comprendere i meccanismi che mantengono ansia e panico. In particolare, permette di riconoscere e modificare le interpretazioni catastrofiche dei sintomi fisici, ridurre l'ipervigilanza verso il proprio corpo, interrompere i comportamenti di evitamento e apprendere strategie efficaci per gestire l'ansia. L'obiettivo non è eliminare completamente l'ansia, che è un'emozione naturale, ma fare in modo che non limiti più la qualità della vita. In alcuni casi, se durante la valutazione il terapeuta rileva un livello di ansia o di attivazione tale da rendere difficile il lavoro psicoterapeutico, può ritenere opportuno suggerire anche un consulto psichiatrico. L'eventuale supporto farmacologico, quando indicato, non sostituisce la psicoterapia ma può rappresentare una risorsa temporanea, una sorta di "stampella", utile a ridurre la sintomatologia e consentire alla persona di svolgere con maggiore efficacia il lavoro terapeutico, che rimane fondamentale per intervenire sui meccanismi che mantengono il disturbo nel tempo. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio


Da quanto descrive, la sintomatologia sembra essersi intensificata in seguito alla fine della relazione, e questo merita un’attenzione clinica. In questi casi consiglierei di intraprendere un percorso di psicoterapia, per comprendere e lavorare sulle cause del disagio, oltre che sulla gestione dei sintomi. Considerata la compromissione che riferisce, soprattutto sul piano lavorativo, potrebbe essere utile anche un consulto psichiatrico per valutare se un supporto farmacologico possa favorire un migliore funzionamento in questa fase. Parallelamente, attraverso la psicoterapia sarà possibile acquisire gradualmente nuove strategie e competenze per affrontare questo momento e ridurre il rischio che la sintomatologia si ripresenti in futuro. Se lo desidera, può prenotare un colloquio con me tramite MioDottore: sarò lieto di aiutarla a inquadrare la situazione e costruire insieme il percorso più adatto alle sue esigenze. Le auguro il meglio.


Gentilissima, da quanto racconta emerge una sofferenza molto intensa, e mi dispiace che stia attraversando un momento così difficile. Gli attacchi di ansia così frequenti, il tremore, il pianto, la sensazione di non riuscire a respirare e l’arrivare a colpirsi sono segnali che meritano un aiuto tempestivo. Ha scritto anche di depressione, pensieri suicidari e comportamenti autolesionistici: questo rende importante non affrontare tutto da sola. È fondamentale che lei chieda un supporto professionale il prima possibile, contattando uno psicologo o uno psicoterapeuta e, se già seguita, informando subito il professionista che la segue di questo peggioramento. Potrebbe essere utile anche una valutazione da parte di uno psichiatra, soprattutto considerando l'intensità dei sintomi e quanto stanno interferendo con il suo lavoro e con la sua vita quotidiana. Se in un momento sente che il desiderio di farsi del male diventa difficile da controllare o teme di poter agire impulsivamente, non aspetti: si rivolga immediatamente al Pronto Soccorso oppure chiami il numero di emergenza 112. In queste situazioni chiedere aiuto è un atto di cura verso se stessi. Nel frattempo, se c'è una persona di cui si fida – un familiare, un'amica o un collega – provi a dirle come sta davvero. Non è necessario affrontare tutto da sola. Il fatto che lei abbia scritto qui, chiedendo aiuto, è un segnale importante: significa che una parte di lei sta ancora cercando una strada per stare meglio. Quella strada esiste, ma in questo momento ha bisogno di essere accompagnata da professionisti che possano sostenerla con un percorso adeguato. Le auguro di poter ricevere l'aiuto che merita il prima possibile. Un caro saluto. P.S. Le indicazioni fornite hanno carattere generale e si basano esclusivamente sulle informazioni contenute nella domanda. Non sostituiscono una valutazione psicologica approfondita svolta nell’ambito di un colloquio diretto con uno specialista.

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