Sto attraversando un momento difficile. Ho sempre avuto problemi di ansia e panico, oltre alla dep
Sto attraversando un momento difficile. Ho sempre avuto problemi di ansia e panico, oltre alla depressione e istinti suicidi e autolesionisti. Ora nell'ultimo anno è peggiorato da quando sono stata lasciata dal mio ex...le cose stavano migliorando ma ora dopo alcuni fatti sono peggiorati. Ho attacchi di ansia continui, sono peggiorati, finisco con il tremare per lunghi periodi dopo che sono passati. Ogni volta peggiorano e non ho il controllo. Non riesco a controllare le mie emozioni. Sono in un vicolo cieco a causa della situazione sentimentale in cui sono. Son arrivata ad avere attacchi multipli a lavoro, non riesco a gestirli. Mi manca l'aria, piango e tremo, mi prendo a colpi. Non smettono. Non riesco più ad andare avanti così. Vi prego qualcuno che sappia che percorso io possa prendere...mi aiuti ...ho avuto 4 attacchi in meno di 8h....
27 risposte
Cara., mi dispiace tanto leggere della tua sofferenza. Il primo passo - coraggioso - l'hai compiuto scrivendo su questo sito di specialisti, ora però devi continuare ad andare oltre e iniziare un percorso di cura per preservare la tua salute mentale, ma anche fisica (dato che il dolore psichico ha effetti anche sulla salute fisica). Il sintomo, nel tuo caso l'ansia, va compreso e poi usato perché la tua vita sia quanto più simile a quella che hai sempre immaginato. Mi piacerebbe conoscerti. Io ricevo a Battipaglia (SA), e online. A presto, spero! Intanto ti abbraccio.
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Carissima mi dispiace leggere quanto sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sofferenza molto intensa, che non riguarda solo l'ansia, ma coinvolge anche il modo in cui il suo corpo e la sua mente stanno reagendo a un periodo emotivamente molto difficile. Quando l'ansia raggiunge livelli così elevati, il corpo entra in uno stato di allarme continuo: il respiro si altera, compaiono tremori, senso di soffocamento, pianto incontrollabile e la percezione del tempo può cambiare, facendo sembrare ogni attacco interminabile. Anche la percezione del proprio corpo può risultare alterata, tanto da far sentire di aver perso il controllo su ciò che si prova. Per quanto spaventosi, questi sintomi sono espressione di una sofferenza psicologica che si manifesta attraverso il corpo e meritano di essere accolti e compresi, non giudicati. Considerando la frequenza degli attacchi, la loro intensità e la presenza di gesti autolesivi e di precedenti pensieri suicidari, è importante che non affronti tutto questo da sola. Le consiglio di rivolgersi quanto prima a uno psicoterapeuta e a uno psichiatra, affinché possa essere valutato il percorso di cura più adeguato. Se dovesse sentire di non riuscire a garantire la sua sicurezza o i pensieri di farsi del male diventassero urgenti, si rechi senza esitazione al Pronto Soccorso o contatti immediatamente i servizi di emergenza. Chiedere aiuto in questo momento non è un segno di debolezza, ma il primo passo per uscire da una condizione che oggi le appare senza via d'uscita. Con un percorso adeguato è possibile comprendere il significato di questa sofferenza, ridurne l'intensità e ritrovare, gradualmente, un senso di stabilità e di controllo sulla propria vita. Un caro saluto
Gent. Sig.ra, le parole che scrive, descrivono una sofferenza intensa che merita molta attenzione, perchè i livelli di sofferenza emotiva sono molto alti. La incoraggio a rivolgersi ad uno psicoterapeuta senza lasciar peggiorare ancora la situazione. Può esserle di aiuto l'ascolto del podcast LE STANZE DELLA PAURA, disponibile gratuitamente su Spotify e altre piattaforme on line. Troverà anche strumenti di auto aiuto , che può utilizzare per ridurre ansia e sofferenza emotiva, ma che non possono sostituire il supporto professionale. Buona serata . Bruno Ramondetti
Gentile Utente, problemi di ansia e panico dopo una separazione sono molto comuni e rappresentano una reazione ad un forte stress. La fine di una relazione è paragonabile ad un lutto importante. Questo succede perchè, quando si perde un punto di riferimento affettivo fondamentale, crollano delle sicurezze e di conseguenza il sovraccarico emotivo comporta una difficoltà ad elaborare immediatamente il dolore riaprendo ferite, schemi di pensiero inconsapevoli e dolori irrisolti del passato. La mente usa esperienze pregresse per interpretare il dolore presente e riattiva reazioni apprese durante l'infanzia. Se desidera un approfondimento e acquisire una maggiore consapevolezza del suo malessere dovrebbe chiedere una valutazione psicologica, al fine di cogliere il senso e il significato di ciò che vive attualmente e prendersene cura. Cordiali saluti
Carissima, quello che mi sento di consigliarle è di rivolgersi il prima possibile a un centro di salute mentale sul territorio (CPS o CSM, a seconda delle zone). Può telefonare direttamente oppure farsi aiutare nell'invio dal medico di base. Se uno di questi attacchi la facesse sentire in serio pericolo, può recarsi in pronto soccorso o chiamare il 112.
Gentile utente, se i sintomi che descrive (escludendo cause organiche) sono riconducibili a un disturbo d'ansia o ad attacchi di panico, dopo un'adeguata valutazione clinica, la terapia cognitivo-comportamentale rappresenta uno dei trattamenti maggiormente supportati dalla letteratura scientifica. Questo approccio lavora sulla relazione tra pensieri, emozioni, sensazioni corporee e comportamenti, aiutando la persona a comprendere i meccanismi che mantengono ansia e panico. In particolare, permette di riconoscere e modificare le interpretazioni catastrofiche dei sintomi fisici, ridurre l'ipervigilanza verso il proprio corpo, interrompere i comportamenti di evitamento e apprendere strategie efficaci per gestire l'ansia. L'obiettivo non è eliminare completamente l'ansia, che è un'emozione naturale, ma fare in modo che non limiti più la qualità della vita. In alcuni casi, se durante la valutazione il terapeuta rileva un livello di ansia o di attivazione tale da rendere difficile il lavoro psicoterapeutico, può ritenere opportuno suggerire anche un consulto psichiatrico. L'eventuale supporto farmacologico, quando indicato, non sostituisce la psicoterapia ma può rappresentare una risorsa temporanea, una sorta di "stampella", utile a ridurre la sintomatologia e consentire alla persona di svolgere con maggiore efficacia il lavoro terapeutico, che rimane fondamentale per intervenire sui meccanismi che mantengono il disturbo nel tempo. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
Da quanto descrive, la sintomatologia sembra essersi intensificata in seguito alla fine della relazione, e questo merita un’attenzione clinica. In questi casi consiglierei di intraprendere un percorso di psicoterapia, per comprendere e lavorare sulle cause del disagio, oltre che sulla gestione dei sintomi. Considerata la compromissione che riferisce, soprattutto sul piano lavorativo, potrebbe essere utile anche un consulto psichiatrico per valutare se un supporto farmacologico possa favorire un migliore funzionamento in questa fase. Parallelamente, attraverso la psicoterapia sarà possibile acquisire gradualmente nuove strategie e competenze per affrontare questo momento e ridurre il rischio che la sintomatologia si ripresenti in futuro. Se lo desidera, può prenotare un colloquio con me tramite MioDottore: sarò lieto di aiutarla a inquadrare la situazione e costruire insieme il percorso più adatto alle sue esigenze. Le auguro il meglio.
Gentilissima, da quanto racconta emerge una sofferenza molto intensa, e mi dispiace che stia attraversando un momento così difficile. Gli attacchi di ansia così frequenti, il tremore, il pianto, la sensazione di non riuscire a respirare e l’arrivare a colpirsi sono segnali che meritano un aiuto tempestivo. Ha scritto anche di depressione, pensieri suicidari e comportamenti autolesionistici: questo rende importante non affrontare tutto da sola. È fondamentale che lei chieda un supporto professionale il prima possibile, contattando uno psicologo o uno psicoterapeuta e, se già seguita, informando subito il professionista che la segue di questo peggioramento. Potrebbe essere utile anche una valutazione da parte di uno psichiatra, soprattutto considerando l'intensità dei sintomi e quanto stanno interferendo con il suo lavoro e con la sua vita quotidiana. Se in un momento sente che il desiderio di farsi del male diventa difficile da controllare o teme di poter agire impulsivamente, non aspetti: si rivolga immediatamente al Pronto Soccorso oppure chiami il numero di emergenza 112. In queste situazioni chiedere aiuto è un atto di cura verso se stessi. Nel frattempo, se c'è una persona di cui si fida – un familiare, un'amica o un collega – provi a dirle come sta davvero. Non è necessario affrontare tutto da sola. Il fatto che lei abbia scritto qui, chiedendo aiuto, è un segnale importante: significa che una parte di lei sta ancora cercando una strada per stare meglio. Quella strada esiste, ma in questo momento ha bisogno di essere accompagnata da professionisti che possano sostenerla con un percorso adeguato. Le auguro di poter ricevere l'aiuto che merita il prima possibile. Un caro saluto. P.S. Le indicazioni fornite hanno carattere generale e si basano esclusivamente sulle informazioni contenute nella domanda. Non sostituiscono una valutazione psicologica approfondita svolta nell’ambito di un colloquio diretto con uno specialista.
Buongiorno, mi dispiace molto per la sofferenza che sta vivendo. Da quello che racconta emerge un livello di disagio importante, che merita di essere preso in carico quanto prima. Gli attacchi d'ansia così frequenti, uniti ai gesti autolesivi e ai pensieri suicidari che riferisce, non sono qualcosa che dovrebbe affrontare da sola. Il primo passo è rivolgersi il prima possibile a uno psicoterapeuta per una valutazione approfondita così da costruire insieme un percorso di cura adeguato. Se in questo momento sente di essere in pericolo o teme di poter fare del male a sé stessa, le raccomando di contattare immediatamente il 112 o di recarsi al Pronto Soccorso più vicino, oppure di chiedere aiuto a una persona di fiducia che possa stare con lei. Chiedere aiuto, come ha fatto scrivendo qui, è già un passo importante. Con un supporto adeguato è possibile comprendere ciò che sta accadendo e trovare strategie efficaci per affrontare questo momento così difficile. Le auguro di poter ricevere al più presto l'aiuto che merita. Un caro saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Gentile utente, mi dispiace molto leggere quello che sta vivendo. Da ciò che racconta emerge una sofferenza intensa, che sta compromettendo diversi aspetti della sua vita, compreso il lavoro. È importante sapere che, anche se in questo momento può sembrare di essere in un vicolo cieco, esistono percorsi di cura efficaci e non deve affrontare tutto questo da sola. Gli attacchi d'ansia che descrive, così frequenti e intensi, insieme alla difficoltà nel regolare le emozioni, ai gesti autolesionistici e alla presenza, anche in passato, di pensieri suicidari, rappresentano segnali che meritano un'attenzione tempestiva. Il fatto che la fine della relazione e gli eventi successivi abbiano aggravato la situazione è comprensibile: eventi emotivamente molto significativi possono riattivare o intensificare fragilità già presenti. Il primo passo è rivolgersi quanto prima a uno psicologo o a uno psicoterapeuta per una valutazione approfondita. In alcuni casi è utile affiancare anche una visita psichiatrica, per valutare se una terapia farmacologica possa aiutare a ridurre l'intensità dei sintomi, permettendo di affrontare più efficacemente il percorso psicoterapeutico. Nel frattempo, se dovesse sentire che i pensieri suicidari diventano intensi, o temesse di poter fare del male a sé stessa, è fondamentale non rimanere sola e chiedere immediatamente aiuto a una persona di fiducia, al Pronto Soccorso o contattando il numero di emergenza 112. Chiedere aiuto in questi momenti è un atto di cura verso sé stessi. Il fatto che lei abbia scritto questo messaggio dimostra che una parte di lei desidera stare meglio e sta cercando una strada. Questa parte merita di essere ascoltata e sostenuta. Le consiglio quindi di non rimandare e di approfondire la sua situazione con uno specialista, così da individuare il percorso terapeutico più adatto alle sue esigenze. Un caro saluto, Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuolo
Buongiorno, Mi dispiace per il disagio che sta vivendo e immagino che sia stremata. Farcela da soli é molto difficile e un percorso psicologico potrebbe aiutare a riconoscere quei pattern e schemi che continuano a portarla verso queste crisi così invalidanti. Lavorare sulle proprie emozioni imparando a “viverle” senza subirle potrebbe essere davvero utile. Rimango a disposizione, Dott.ssa Angeli Giulia.
Serve iniziare una terapia sulla gestione dell'ansia. Consiglio la psicoterapia breve strategica, anche online
Gentile Amica, la prima cosa da fare è rivolgersi ad uno psicoterapeuta, perché la sua situazione è davvero difficile è non si può vivere con una tale ansia. Il collega o la collega la consiglierà per il meglio, eventualmente anche per un consulto psichiatrico: i farmaci possono essere un aiuto importante per riguadagnare qualità della vita nei momenti di crisi acuta, e se gestiti bene sostengono e potenziano la psicoterapia. non so cosa le sia accaduto, soprattutto nella sua relazione, che l'abbiano fatta sentire così vulnerabile ed esposta al pericolo (a questo sono sempre riconducibili gli attacchi di ansia o di panico), tuttavia è solo guardando negli occhi quella parte di noi che si sente fragile che possiamo guarirla e farla crescere: spesso portiamo dentro di noi una sorta di bambino ferito e abbandonato, che diventa la nostra identità principale nei momenti di crisi. Così finiamo per sentirci abbandonati e in pericolo come bambini, quando in realtà siamo adulti che sono stati capaci, che possono andare avanti nella loro vita, nonostante il dolore di una perdita. con i milgiori auguri, dr. Ventura
Gentile utente, prima di tutto vorrei dirle che il dolore che descrive arriva con molta forza. Il fatto che abbia trovato il coraggio di scrivere è un segnale importante: una parte di lei, nonostante la sofferenza, sta ancora cercando un aiuto. Quello che racconta – attacchi d'ansia ripetuti, difficoltà a gestire le emozioni, autolesionismo e pensieri suicidari – merita una presa in carico tempestiva. Non è qualcosa che dovrebbe affrontare da sola né aspettare che passi spontaneamente. Le consiglierei di rivolgersi quanto prima a uno psicoterapeuta e a uno psichiatra, affinché possano lavorare insieme: la psicoterapia può aiutarla a comprendere e regolare ciò che sta vivendo, mentre una valutazione psichiatrica può capire se, in questo momento di particolare vulnerabilità, un supporto farmacologico possa darle il sollievo necessario per riprendere fiato. Se sente che il rischio di farsi del male è concreto o che i pensieri suicidari stanno diventando difficili da controllare, non aspetti il prossimo appuntamento: si rechi al Pronto Soccorso o chieda immediatamente aiuto a una persona di fiducia. Chiedere aiuto, in questi momenti, è un atto di protezione verso sé stessa, non un fallimento. Vorrei lasciarle anche un pensiero: quando una tempesta è così intensa, il primo obiettivo non è capire dove porterà il viaggio, ma trovare un riparo. Solo dopo, con il tempo e con il giusto sostegno, sarà possibile dare un significato a ciò che è accaduto e ricostruire un senso di stabilità. Non perda la speranza: anche quando oggi sembra impossibile immaginarlo, queste condizioni possono migliorare con un percorso adeguato. Rimango a disposizione per qualunque chiarimento. Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno potrebbe trovare utile un lavoro sull'ansia e sulle strategie di fronteggiamento dell'ansia oltre che un approfondimento su cosa c'è alla radice dell'ansia, possiamo provarci insieme! Sono disponibile per un consulto online con me.
Grazie per aver trovato la forza di raccontare quello che stai vivendo. Da quello che descrivi emerge una sofferenza molto intensa e credo sia importante che tu non la affronti da sola. Il mio consiglio è di rivolgerti quanto prima a uno psicoterapeuta, che possa aiutarti a comprendere ciò che sta accadendo e accompagnarti in un percorso di cura. Con il supporto giusto è possibile ritrovare un equilibrio. Rimango a disposizione, Dott. Antonello Deriu
Buonasera, sinceramente non capisco cosa aspetta a chiedere aiuto. La psicoterapia sarebbe un'ottima scelta, oppure rivolgersi a uno psichiatra per farsi prescrivere dei farmaci. Può fare anche entrambe le cose. La voglio rassicurare sul fatto che non sarebbe dipendente dai farmaci tutta la vita, ormai questo problema non esiste più, sia perché alcuni farmaci non danno dipendenza, sia perché, con l'aiuto del medico, li può scalare. Quindi non abbia troppo timore qualora decidesse di rivolgersi a un medico. La saluto
Gentile utente, da quello che descrive in questo momento la sua sofferenza è molto alta e il fatto che abbia scritto qui è già un passo importante. Quando gli attacchi si fanno così ravvicinati, con tremore, pianto, mancanza d’aria e il bisogno di colpirsi, il punto non è più “resistere da sola” ma farsi contenere e accompagnare. Nelle prossime ore le sarebbe utile attivare una presenza concreta: una persona fidata, un familiare, un’amica, qualcuno che sappia che sta molto male e che possa starle vicino. Se è seguita da un medico, da uno psichiatra o da uno psicoterapeuta, questo è il momento di contattarli e dire chiaramente che la situazione è peggiorata. Se non lo ha ancora fatto questo è il momento di attivarsi. Se sente che gli attacchi continuano a intensificarsi o che la paura di farsi del male aumenta, è opportuno rivolgersi a un pronto soccorso o a un servizio di emergenza, non come gesto estremo ma come modo per non restare sola con un livello di attivazione così alto. In parallelo, può anche contattare Telefono Amico Italia per avere un ascolto immediato. Il percorso, in una fase come questa, di solito richiede una valutazione clinica abbastanza rapida e un supporto psicologico, perché quando ansia, panico, autolesività e sofferenza affettiva si intrecciano così, serve una presa in carico più vicina. Ha fatto bene a chiedere aiuto. Adesso la cosa più importante è che questo aiuto diventi concreto e vicino a lei, già da oggi. Gabriele
Salve, credo che in questo momento lei abbia bisogno di iniziare un percorso terapeutico che la possa aiutare a comprendere da dove derivino gli attacchi e prevenirli. resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o ulteriore informazione. Un saluto !
Mi dispiace molto leggere quello che stai vivendo. Da quello che racconti, la tua sofferenza in questo momento sembra essere davvero molto intensa e non credo sia qualcosa che tu debba affrontare da sola. Il fatto che tu abbia avuto diversi attacchi d'ansia in poche ore, che ti venga da colpirti e che in passato tu abbia avuto pensieri suicidari rende importante chiedere un aiuto concreto il prima possibile. Se hai già uno psicologo o uno psichiatra, contattalo oggi stesso e informalo di quello che sta succedendo. Se non sei seguita, ti incoraggio a rivolgerti quanto prima al tuo medico di base o ad un professionista di cui ti fidi inerente l'area del benessere psicologico La situazione che descrivi è molto difficile, ma esistono percorsi di cura che possono aiutarti a ridurre gli attacchi d'ansia, gestire le emozioni e affrontare questa sofferenza. Chiedere aiuto adesso è il passo più importante.
Hai attraversato molto, e il fatto che tu abbia scritto mi dice che una parte di te, nonostante tutto, sta ancora cercando una strada diversa dalla sofferenza. In questo momento non devi risolvere tutta la tua vita: il primo passo è aiutare il tuo corpo e la tua mente a ritrovare un po’ di sicurezza. Quello che stai vivendo merita di essere accolto e affrontato insieme a un professionista: non sei obbligata a portare tutto questo da sola. Anche quando ora ti sembra un vicolo cieco, a volte è proprio lì che inizia un sentiero che ancora non si vede. Iniziare semplicemente a fare un passo alla volta.
Molti approcci terapeutici potrebbero rivelarsi efficaci. Sicuramente la rottura ha risvegliato un dolore che era già presente dentro di lei, da quello che racconta. Se non l'ha già fatto, trovi un terapeuta e cominci a prendersi cura di se stessa.
Buongiorno forse potrebbe affrontare una psicoterapia di tipo dinamico per meglio comprendere la natura dei suoi conflitti e lavorare per migliorare il proprio stato d'animo. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Buongiorno. E' importante che intraprenda un percorso di psicoterapia per acquisire una maggiore sicurezza e padronanza della sua vita e riuscire a trovare una regolazione della sua vita emotiva. Indubbiamente la fine di un rapporto sentimentale può essere un momento fortemente destabilizzante determinando un riacutizzarsi della sintomatologia ansiosa e depressiva. Cosi' anche ogni nuovo episodio di panico rappresenta un ulteriore trauma con lo strutturarsi inevitabilmente di circoli viziosi di malessere e sofferenza. Può beneficiare di una psicoterapia che sia orientata anche sulla gestione dei momenti più acuti e sull'acquisizione di abilità di autoregolazione emotiva oltre che sulle dinamiche affettive e relazionali alla base del malessere psichico. Dott.ssa Alessandra Marra
In queste condizioni la cimentabilità di una terapia basata sulla parola è da escludersi, deve rivolgersi ad un psichiatra in prima istanza che le prescriva una terapia idonea tale da permetterle poi di lavorare con uno psicoterapeuta sulle parti più profonde.
Buongiorno, dalla depressione, dall' ansia e dagli attacchi di panico è possibile guarire attraverso l'aiuto della psicoterapia e della farmacoterapia insieme. Si affidi ad uno psicoterapeuta e ad uno psichiatra, vedrà che con il tempo potrà uscire dalla morsa dei suoi sintomi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, grazie per la sua dolorosa condivisione. Il mio suggerimento è il prima possibile di appoggiarsi ad un terapeuta cognitivo comportamentale, che la aiuti a gestire il peso e l'urgenza dei sintomi, unito ad un sostegno farmacologico. è fondamentale che possa tamponare questi sintomi immediatamente, quando starà meglio sarà poi possibile fare un lavoro sul significato che questi ricoprono. Se avesse altre domande o dubbi non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.









