Salve,mio marito ha ammesso (messo alle strettissime)di soffrire di ludopatia.l ho mandato via..lui

21 risposte
Salve,mio marito ha ammesso (messo alle strettissime)di soffrire di ludopatia.l ho mandato via..lui dice di volersi curare,il problema è che c è uno della sua famiglia che mi scrive messaggi chiedendomi se ho voglia di aiutarlo...che è malato...se avesse avuto una malattia io lo avrei abbandonato?ecc ....io come potete immaginare sono in uno stato di malessere...e gli dico che non so se vedo più un futuro con lui!ho bisogno di tempo!!mi dà l impressione che questi pensano solo a lui e come togliersi il problema...e io mi chiedo cavolo ma a me chi ci pensa?a me nessuno si chiede come sto??secondo voi è un modo giusto di comportarsi nei miei confronti?
Grazie
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione ed immagino che abbia anche lei necessità di un supporto psicologico adeguato finalizzato ad elaborare questa difficile situazione. Ritengo fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico finalizzato ad indagare vissuti emotivi e pensieri connessi alla situazione che sta vivendo.
Cordialmente, Dott FDL

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Buona pomeriggio signora,
Non esiste una risposta giusta e sbagliata alla sua domanda né tantomeno un giudizio per la sua decisione, ciò che importa è solo quello che sente di poter fare per affrontare nel modo migliore (per se stessa!) questa notizia destabilizzante, probabilmente ha realmente bisogno di ritrovare un po' di serenità e alleggerimento rispetto a questa situazione pesante che sta attraversando.
Sicuramente un percorso psicologico potrebbe aiutarla a sopportare a meglio il momento difficile.
La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare.
Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online di questo portale) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla.
Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto.
Un gentile saluto.

Salve, è chiaro che la situazione è dolorosa, io credo che per lei sarebbe opportuno avere un sostegno che l'aiuti a gestire il suo malessere, senza dover essere capita da chi fa altre richieste e decidere se i confini che ha posto devono rimanere tali o possono trovare altre strade.
Saluti
Massimiliano

Buonasera, comprendo perfettamente la sua delusione. La patologia di cui soffre suo marito è pesante per lui tanto quanto lo è per lei poiché ne ha subito e ne subisce le conseguenze. A lei, può pensare lei stessa, dedicandosi uno spazio di ascolto, cura, ed accoglienza come quello della consulenza psicologica in cui al centro del benessere e priorità non vi è altra persona che lei. Aspettarsi che siano gli altri a farlo quando, proprio in questo momento, ai loro occhi c'è qualcuno che ha "più" bisogno diventa frustrante nel lungo termine. Io sono disponibile, un caro saluto

Gentile signora, in momenti di grande difficoltà come quello che Lei descrive, i famigliari a volte ricorrono a questo tipo di pressioni, cercando una persona che si faccia carico di chi sta male.
Immagino che, essendo Lei la moglie, venga loro naturale rivolgersi a lei per questo carico.
Stare vicino a una persona che soffre di una dipendenza è molto difficile, comporta fatiche, rabbia, sfiducia e frustrazioni e a volte reagiamo allontanando chi ci fa provare tutto questo.
Il mio consiglio è di iniziare Lei per prima un percorso di supporto psicoterapeutico che possa aiutarla ad affrontare le difficoltà che sta attraversando e la aiuti anche a fare chiarezza tra le aspettative degli altri e le sue.
Solo se siamo sufficientemente rafforzati nelle nostre fragilità possiamo davvero aiutare gli altri.

Consiglio di frequentare entrambi e assiduamente gruppi di auto aiuto

Gentile Utente, la dipendenza da gioco è un problema anche per chi sta accanto alla persona con questa patologia. La fiducia nel partner è minata dalle sue modalità che inficiano il rapporto di coppia creando un malessere profondo e un senso diffuso di impotenza. Sicuramente suo marito ha bisogno di essere aiutato da professionisti attraverso un percorso lungo e complicato, ma anche lei ha bisogno di supporto e deve sentirsi libera nelle sue scelte anche qualora decidesse di non avere l'energia per continuare il rapporto con suo marito.
Dott. Marenco
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Buongiorno, capisco che lei sia arrivata all'esasperazione e se decide di non volergli più stare accanto ne ha tutto il diritto. D'altronde è anche logico che persone vicine a suo marito vorrebbero che lei gli stesse accanto in un momento così difficile per lui. Mi pare che lei abbia però bisogno di tempo per decidere della sua vita e anche questo è un suo diritto. Detto questo se suo marito vuole superare il suo problema deve prima di tutto farsi aiutare da un professionista. Questo lo deve fare prima di tutto per se stesso e non per farsi "perdonare" da lei. Se poi lui riesce ad uscire dal suo dramma e lei vuole continuare la sua vita con lui allora si potrà ritentare una vita insieme. Dalla ludopatia se ne può uscire con l'aiuto giusto. Resto a disposizione per eventuali delucidazioni. Cordiali saluti Dott. Roberto Pitzalis

Buongiorno, il gioco d'azzardo è un disturbo che crea molto disagio ed è difficile da affrontare non solo per la persona che ne soffre ma anche per i famigliari coinvolti. E' comprensibile che ora avverta la necessità di "prendersi del tempo" e che stia avendo dei dubbi riguardo al futuro. "Il tempo" le sarà certamente d'aiuto, nella misura in cui saprà sfruttarlo al meglio, chiedendo aiuto ad un professionista che potrà sostenerla ed aiutarla nell'elaborazione di quanto sta vivendo, nel far luce ai dubbi espressi e maturare delle decisioni sulla sua vita e quella della coppia, evitando che certe scelte vengano prese sull'onda dell'emotività. Un caro saluto

Buongiorno,
mi dispiace per questa situazione, in cui lei chiaramente soffre e si sente in difficoltà.
Credo che potrebbe esserle di aiuto e sostegno prendere appuntamento per un colloquio psicologico: per condividere questi stati d'animo, per essere ascoltata e accolta e per cercare di comprendere come affrontare questa situazione.
Se vuole, sono disponibile.
Un caro saluto
Dott.ssa Alice Carbone

Buongiorno, da quello che esprime, credo sia importante per lei essere ascoltata ed essere aiutata a comprendere quali sono i suoi bisogni e fermarsi un attimo per capire quale strada percorrere. Probabilmente solo ora suo marito si rende conto di avere un problema e chiede di essere aiutato, così come gli altri chiedono a lei di capire la situazione. Ma in questo momento lei si sente abbandonata tanto quanto lui, non riconosce la persona che è stata al suo fianco ed ha bisogno di aiuto per accettare quello che è successo. Credo che sia importante ora che ognuno si occupi di sé stesso; suo marito troverà il proprio modo, lei cerchi di comprendere se un supporto psicologico in questo momento la può aiutare. Personalmente credo sarebbe la cosa migliore se trovasse uno spazio per esprimere i dubbi, le paure, tutti i sentimenti che prova per dare ordine e senso alle sue emozioni e credo non si debba sentire in colpa o in difetto se si permette di pensare al suo benessere. Stare meglio potrà permetterle in futuro, se lo vorrà, di ripensare al suo rapporto, o di aiutare suo marito. A disposizione, Cari saluti,
dott.ssa Michela Solia

Salve, credo che per lei sia importante intraprendere un percorso di psicoterapia al fine di gestire meglio la situazione che si è venuta a creare.
Buon serata.
Dott. Fiori

Nessuno la può né deve giudicare.
Si può solo serenamente affermare che in un momento così destabilizzante, la sua richiesta di aiuto e di essere pensata potrebbe essere realizzata in un contesto psicoterapeutico valido.
In cui possa imparare ad affidarsi....
In bocca al lupo per tutto.

Buongiorno. Io credo che occorra fare una distinzione tra il problema di suo marito, e la sofferenza che esso causa a lei. E' chiaro che abbia destabilizzato la vostra relazione perché come coppia lo vivete insieme, ma i vostri vissuti individuali sono molto differenti e necessitano di un supporto altrettanto diverso. Lei ha diritto di fermarsi a pensare, e di avere un aiuto prima di tutto per se stessa. Questo non significa non voler aiutare, non capire o rifiutare il proprio partner, ma cercare di riconquistare prima chiarezza ed equilibrio personale. Solo così potrà decidere se vorrà ancora lui come compagno, se vorrà soltanto stargli accanto come amica, se tirarsene fuori, e ad ogni modo con consapevolezza e senza colpa. E lui ha comunque necessità di un sostegno specifico, che esula dal suo ruolo di coppia e compete comunque ad un professionista. Se ci saranno i presupposti potrà certamente accompagnarlo nel percorso. Un caro saluto

Salve signora, io credo che nella vita sia necessario fare ciò che uno sente. Se questo è il suo bisogno o semplicemente il suo punto di vista su come affrontare un problema per nulla facile come quello della ludopatia, vada avanti nelle sue intenzioni. Spesso si viene giudicati per quel che si fà. Magari se l'avesse tenuto in casa, qualcuno avrebbe detto che non è questo il modo di aiutarlo. Come vede, non ha senso agire in base a ciò che gli altri pensano. Tra l'altro la sua risposta nei confronti di suo marito, oltre a rispondere ad un bisogno personale, è anche considerata ragionevole. Con le persone ludopatiche spesso è necessario dare un messaggio chiaro e forte e porre un limite che da soli purtroppo non riescono a darsi. D'altronde, se anche lei decidesse di aiutarlo in altro modo, deve prima riappropriarsi lei di un pò di serenità. Se si sta male, non si riesce ad aiutare proprio nessuno, ammesso e non concesso che già la sua scelta (quella di mandarlo via), per suo marito, può rappresentare un aiuto o quanto meno un motivo per provare a smettere.
Cordiali saluti,
Rosella Pettinari

Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online

Salve, comprendo bene che "stare" in questa situazione non è facile e ci sono tante emozioni e tanti vissuti che andrebbero compresi e riempiti di significato. Come altri colleghi condivido il fatto che non c'è una risposta giusta o sbagliata alla sua domanda, ma le chiedo se adesso non stia vedendo suo marito solo come ludopatico, privandolo di molti altri suoi aspetti. Percepisco il suo bisogno di essere vista e ascoltata e se vorrà questo sarà possibile, e di grande aiuto, all'interno di una relazione terapeutica.
Cordiali saluti
Dott.ssa Martina Russo

Salve signora. E' importante aiutare e supportare i nostri cari in un momento difficile, ma è essenziale non perdere di vista anche il nostro stato d'animo e la nostra sofferenza. Cosa sceglierà di fare è una decisione solo sua, ma è importante che non dimentichi mai che non è sbagliato ascoltare il nostro dolore e dargli il giusto spazio e tempo.
Dott.ssa Stefania Carbone

Gentile utente di mio Dottore,
una condizione di dipendenza in un membro di una Famiglia provoca inevitabilmente sofferenza in tutti i suoi membri.
Quello che posso suggerirle è di prendere uno Spazio di riflessione con il sostegno di un terapeuta per elaborare e lavorare sui vissuti che inevitabilmente accompagnano ora tutto il suo sistema familiare e lei, in prima persona.
In queste situazioni infatti, non bisogna guardare solo al “paziente”, colui che si fa direttamente portavoce di una condizione di malessere, ma è utile coinvolgere tutti in questo processo.
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Saluti,
Dottore Diego Ferrara

Buona pomeriggio gentile utente,
la ringrazio per quanto ha condiviso e mi dispiace per la situazione dolorosa che sta attraversando. Non esiste una risposta giusta o sbagliata per quanto chiede ne tantomeno rispetto alla sua decisione, l'importante è ciò sente migliore per lei e quello che ritiene di poter fare per affrontare una simile situazione, che sicuramente l'ha destabilizzata. In questo senso credo che potrebbe esserle utile un percorso psicoterapeutico per condividere quanto sta attraversando e alleggerirla almeno in parte.
Un caro saluto
Dott.ssa Mariachiara Lombardelli

Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini

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