Salve, mia madre assume da anni sia il Cipralex che il xanax da o,25g...ma nell'ultimo anno accusa m

28 risposte
Salve, mia madre assume da anni sia il Cipralex che il xanax da o,25g...ma nell'ultimo anno accusa malessere come Vertigini, fastidio alla vista, dolori alle gambe, sonnolenza, apatia...senso di nausea e quando in particolare prende il xanax (metà compressa anche la sera) le si accentuano soprattutto le vertigini. Potrebbe essere che la terapia non va più bene?!? non riesco a trovare la via x farla stare meglio!! . Grazie mille
Dott.ssa Chiara Rogari
Psichiatra, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno,penso che sua madre debba farsi vedere da uno specialista per riprendere in mano la situazione,visto che sono anni che assume questa terapia e ora presenta dei sintomi che vanno attentamente valutati e,probabilmente,in base allo stato clinico anche la terapia va modificata.
Cordialmente

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Dr. Fabrizio Pace
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Asti
Gentile Utente, le consiglio di rivolgersi al medico curante che ha prescritto la terapia a sua madre. Visto l'emergere di questa nuova sintomatologia saprà indicarle che esami effettuare e se eventualmente modificare la terapia stessa.
Dott. Valeriano Fiori
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, credo che sia più opportuno rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona sera,
le consiglio di rivolgersi al medico che ha prescritto la terapia in quanto potrebbero esserci stati dei cambiamenti in merito anche all'assimilazione dei farmaci.
Consiglio altresì alla mamma di iniziare una psicoterapia in quanto questa sintomatologia può avere un significato più profondo. Il farmaco è una stampella che aiuta il paziente, ma serve anche un lavoro di psicoterapia per aiutare la persona ad affrontare difficoltà e problemi.
Rimango a disposizione,
cordialmente.
dott.ssa Chiara De Battisti
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Per i farmaci si rivolga al medico che li ha prescritti, che conosce meglio il quadro clinico della signora. Distinti saluti
Dott. Gabriele Sanna
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Salve, la via per stare meglio, sopratutto in caso di assunzione di farmaci, è quella che sua madre deve cercare con il suo medico curante, immagino si stia affidando ad uno psichiatra ed è a lui che deve riportare qualunque tipo di sintomo, che sia legato ai farmaci o meno.
Lei le stia vicino, la supporti, come sta facendo, senza lasciarsi trasportare dall’agitazione.
Un caro saluto.
G.S.
Dott.ssa Katarina Faggionato
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Vicenza
Buonasera, per capire se si tratta degli effetti collaterali dei farmaci, sarebbe opportuno rivolgersi al medico che li ha prescritti e che può valutare la possibilità di modificare la terapia. Se la mamma soffre di depressione, di ansia o di altri disturbi, potrebbe trovare un maggiore beneficio affiancando ai farmaci una psicoterapia. Cordialmente, Dott.ssa Katarina Faggionato
Dott.ssa Maria Rita D'onofrio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la terapia farmacologica va prescritta e seguita da uno specialista (psichiatra). Dalla sua descrizione sembrerebbe mancare il monitoraggio da parte del medico, che va a mio parere ripristinato al più presto. Dato poi che la terapia va avanti da anni, forse è il caso che sua madre prenda in considerazione l'idea di affrontare anche con una psicoterapia i suoi problemi, perché i farmaci permettono di tenere sotto controllo i sintomi ma non permettono di risolvere i problemi in maniera stabile. Lei può suggerire a sua madre questa ipotesi, ma la decisione spetta a lei perché un elemento fondamentale - senza il quale qualsiasi terapia è inutile - è la motivazione, e quella non si può prescrivere. Un caro saluto. D.ssa Rita D'Onofrio
Dr. Vittorio Cameriero
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bologna
Buongiorno le direi che si rende necessaria una valutazione fatta dal medico che ha prescritto questi farmaci a sua madre, o da altro medico psichiatra. In modo da ricollegare l'insorgenza di questi sintomi alla causa. E nel caso fossero procurati dalla terapia, le indicheranno quale modifica apportare alla terapia stessa.
Saluti dr Vittorio Cameriero
Dott.ssa Luciana Harari
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno consiglierei visita specialistica psichiatrica per migliori indicazioni sui farmaci ad una certa età gli ansiolitici possono essere controindicati,per effetti collaterali.Forse potrebbe anche essere utile un sostegno psicologico.Un caro augurio Dottssa Luciana Harari
Dott.ssa Marianna Parente
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gent.le Utente,
come le hanno consigliato anche i miei colleghi, la invito a rivolgersi ad uno specialista per una visita psichiatrica che possa valutare lo stato attuale di salute di sua madre e comprendere quale potrebbe essere la terapia più indicata per lei, facendo riferimento alla sintomatologia da lei descritta.
Un cordiale saluto
Gentile signora le consiglio di rivolgersi direttamente allo specialista che ha prescritto a sua madre la terapia.
È indispensabile.
Se non dovesse averne uno di fiducia può cercare uno psichiatra o un neurologo anche su questo gestionale.
Un cordiale saluto
Dott. Felice Schettini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera. Le suggerisco di rivolgersi al medico che ha prescritto la terapia farmacologica a sua madre per avere chiarimenti ed ulteriori informazioni rispetto ai sintomi che si sono presentati in questo momento. Inoltre, nel caso in cui sua madre non abbia ancora fatto una visita psichiatrica, le consiglio di contattare anche uno specialista psichiatra per valutare più approfonditamente il suo stato di salute ed individuare i percorsi terapeutici più adeguati rispetto alle sue necessità.
I migliori auguri,
Dott. Felice Schettini
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, sua mamma prende da troppi anni sempre lo stesso medicinale dovrebbe ritornare dallo psichiatra che le aveva prescritto inizialmente la cura. Quindi dovrà prescrivere forse un cambiamento alla cura, inoltre sarebbe bene che sua madre accompagni la cura farmacologica, anche con un percorso psicologico per elaborare il suo vissuto che le provoca tali disturbi, cordiali saluti, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

per i disturbi d ansia é utile un approccio di tipo integrato. Alla farmacoterapia é fondamentale affiancare la psicoterapia con lo scopo di poter guardare ad un benessere più a lungo termine. Ne parli con sua madre....per ulteriori info non esiti a contattarmi in privato.

Cordiali saluti
Dottor. Diego Ferrara
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, sì è possibile che la terapia non sia più adeguata o che debba fare esami di laboratorio per valutare lo stato di salute generale, ma per tutto ciò deve rivolgersi al medico che la segue e che ha un quadro completo della situazione di sua madre. Inoltre per i disturbi di ansia è opportuno affiancare psicoterapia all'uso dei medicinali che sono di competenza psichiatrica.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dr. Davide Barone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve sono dell'idea che in questi casi sia sempre meglio rivolgersi allo specialista più competente in materia, ossia lo psichiatra. E'inoltre consigliabile, molto spesso, affiancare alla terapia psichiatrica una terapia di supporto psicologico.
Dott. Riccardo Scalcinati
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Vimercate
Buonasera,

credo che sia importante confrontarsi con il medico che ha prescritto il piano farmacologico, evidenziando la sintomatologia presentata, con l'intento di impostarla qualora fosse necessario. Per i disturbi associati all'ansia è importante anche una psicoterapia.

Dott. Riccardo Scalcinati
Dott.ssa Paola Trombini
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente consiglierei una visita specialistica dallo psichiatra, può succedere che i farmaci sviluppino effetti collaterali, è bene porre la domanda al medico competente. Se non avete un medico di fiducia le consiglio di fare una ricerca su questa piattaforma. Un cordiale saluto Dott.ssa a Paola Trombini
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentile utente, il mio consiglio è di rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia.
cordialmente
AV
Dott. Mario Davide Roffi
Psicoterapeuta, Medico di medicina generale
Roma
Buongiorno, concordo con molti dei colleghi sulla necessità di fare una visita psichiatrica, e rivalutare la terapia farmacologica con lui o lei.
Inoltre, qualora continuasse ad assumere farmaci, suggerisco caldamente di programmare controlli regolari con lo specialista che la seguirà: ci sono svariate variabili da tenere in considerazione, e per garantire il maggior benessere possibile è importante valutare periodicamente come vanno le cose, e se necessario fare correzioni alla terapia nel tempo.
Dott.ssa Chiara Librandi
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongirono! La invito a rivolgersi al medico che le ha prescritto la terapia a sua madre. Le consiglio comunque di provare ad associare una psicoterapia per l'ansia riferita.
Spero di esserle stata utile
Dott.ssa Chiara Librandi
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, la miglior cosa da fare è affidarsi a uno psichiatra e a uno psicoterapeuta.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Monica Marchetti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Rispetto agli effetti collaterali deve parlarne con il medico che la segue ma sembra che ci siano tutti i presupposti per una psicoterapia per poter capire meglio questo fastidioso disagio. Cordiali saluti
Dott.ssa Amelia Capezio
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Calvizzano
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. La cosa che ritengo più opportuna è riferirsi al medico che ha prescritto la terapia farmacologica, descrivendo la sintomatologia e ogni perplessità in merito. Conoscendo la storia clinica di sua madre, saprà darle informazioni adeguate in merito. resto a disposizione, cordiali saluti, dott.ssa amelia capezio
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,

i sintomi descritti da sua madre, come vertigini, fastidio alla vista, dolori alle gambe, sonnolenza, apatia e nausea, potrebbero essere correlati alla terapia farmacologica in corso oa una sua ridotta efficacia. È possibile che il dosaggio, la combinazione di farmaci o il loro utilizzo prolungato necessitino di una rivalutazione.

Tuttavia, è fondamentale considerare anche altre possibili cause, come condizioni mediche sottostanti o cambiamenti nello stato di salute generale. Per questo motivo, è importante rivolgersi al medico curante oa uno psichiatra per valutare la terapia farmacologica e, se necessario, apportare eventuali modifiche in modo sicuro ed efficace.

Per un approccio più completo, potrebbe essere utile integrare il trattamento farmacologico con un percorso psicoterapeutico, che permette di affrontare eventuali problematiche emotive o psicologiche alla base del malessere.

Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Arianna Amatruda
Psicologo, Psicologo clinico
Nocera Inferiore
Ciao, in questi casi è necessario consultare il medico che le ha prescritto i farmaci ed esporgli tutte le difficoltà in modo tale da effettuare una valutazione della situazione e della terapia
Salve, e' del tutto comprensibile la sua preoccupazione. Da quello che lei dice sembra che abbia notato una serie di sintomi in sua madre che prima non aveva ?
Suggerirei di parlarne con lo specialista che ha prescritto a sua madre il cipralex e lo xanax, in modo da poter capire assieme se la terapia farmacologica e' corretta o debba essere modificata.
non e' assolutamente da escludere che i cambiamenti che lei ha notato in sua madre possano essere attribuiti al farmaco, tuttavia generalmente parlando, spesso vi e' una combinazione di fattori (ambientali, sociali, etc.) che possono incidere sulla sintomatologia. Dunque richiedere una visita con uno specialista per capire se la terapia farmacologica che sua madre segue da anni possa ancora considerarsi valida credo che sia importante.

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