salve dottori, vorrei parlare e chiedere a voi una parola di conforto o qualche consiglio, sono con
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salve dottori, vorrei parlare e chiedere a voi una parola di conforto o qualche consiglio, sono con una persona da due anni ormai, lui è molto più grande (48, io 26), premetto ci siamo conosciuti a lavoro, lavoro stagionale, purtroppo ci sono stati dei momenti in cui mi sono accorta di quanto posso provare gelosia, cosa che con altre persone (due, non molte quindi, però a distanza) non lo ero, non avevo mai avuto cosi tanta gelosia..però con lui si, nel senso ho paura che lui possa vedere video, foto, qualsiasi cosa su internet di ragazze che si mostrano ecco, da li da quando ho visto che lui guardava queste cose non lo so forse mi sono sentita sempre in difetto o di meno no, e quindi ho avuto il sentimento di non essere abbastanza forse..quindi mi scattava la gelosia e le battute a lui ogni tanto come quando avevo visto che aveva scritto a una ragazza un "ciao" e da li ancora di più probabilmente, però non è questo..è che questa estate probabilmente se va bene dovrò lavorare in un posto e saremo insieme (prima volta che lavoriamo insieme dopo che ci siamo conosciuti) ma davvero mi sta venendo l'ansia e una paura al pensiero, perché ho paura di tutto, penso a lui che lavorando potrà vedere altre, magari per fare qualche mancia lo stesso può farsi piacere non lo so, anche se comunque lui mi ha detto che lo fa ma lavorativamente certo e che pensa al lavoro e non ad altre..però mi si fanno dei "film" in mente..oppure ho paura che potremo discutere e ho paura di vedere lui che magari scherza con altre? non lo so, paura che posso provare gelosia..soprattutto appunto perché saremo insieme..non so che fare, e sto pensando che forse non è molto giusto lavorare insieme, soprattutto per me forse..cosa faccio? come posso cercare di placare questa gelosia e questi pensieri, come faccio a fregarmene ecco di lui e di quello che possa fare e nel caso quindi stare tranquilla? dovrei comunque accettare il lavoro? sono in ansia e non so che fare vorrei dei consigli da voi, su come poter gestire tutte queste cose nel caso dovessimo lavorare insieme..
Buongiorno, grazie per aver condiviso autenticamente queste tue sensazioni e difficoltà. La gelosia può avere a che fare con l’immagine e l’idea che tu hai di te stessa, che potrebbe non essere positiva, e questo fa scattare il meccanismo del confronto, e un pensiero del tipo “l’altra persona potrebbe essere più interessante/bella” “il mio ragazzo potrebbe avere interesse per qualcun altro”, etc… in questo caso ciò su cui lavorare è l’immagine di sé, il valore che ti dai, quando ti stimi eccetera… Questo lo si può fare in terapia, che può essere un grande strumento di ricerca delle proprie risorse e ritrovamento e riconoscimento del proprio valore. Ovviamente questo non toglie l’importanza del ruolo del partner: hai parlato con lui di questi tuoi pensieri, di queste ansie? Hai trovato rassicurazione in lui? Ti fa sentire importante?
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Buonasera, data la situazione da lei appena descritta, io le consiglierei di parlarne apertamente con il suo fidanzato. Se lei si esponesse e rivelasse le sue preoccupazioni, queste potrebbero essere un punto di partenza su cui riflettere insieme e quindi rielaborare il vostro rapporto di coppia.
Salve, la tua gelosia sembra radicata in un profondo senso di inadeguatezza, amplificato dalla differenza d'età e da episodi passati che hanno incrinato la tua fiducia. Quando la stima di sé è fragile, ogni stimolo esterno (un video, un ciao) diventa una minaccia esistenziale. Lavorare insieme potrebbe esasperare il tuo bisogno di controllo, trasformando il turno lavorativo in un monitoraggio costante che alimenterebbe ansia e conflitti. Per fregarsene, non serve ignorare lui, ma spostare il focus su di te: tu sei il tuo centro, non il suo sguardo. Se decidi di accettare, dovrai stabilire confini emotivi ferrei per non fondere vita privata e professionale. Ti suggerisco un percorso psicologico per lavorare sull'autostima e sulla gestione dei pensieri intrusivi (film mentali).
Gentile utente,
la ringrazio per la fiducia e per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione la stia mettendo in difficoltà e quanta ansia e confusione emotiva le stia provocando. È importante dirlo subito: non c’è nulla di “sbagliato” in lei per ciò che prova. La gelosia, soprattutto quando è così intensa, non nasce mai dal nulla, ma è spesso il segnale di qualcosa che chiede ascolto.
Provo ad aiutarla a fare un po’ di ordine.
Lei racconta che in questa relazione la gelosia è comparsa in modo nuovo, più forte rispetto alle esperienze precedenti. Questo è un elemento molto significativo. Dal punto di vista sistemico-relazionale, le emozioni non si leggono mai solo come “tratti personali”, ma come qualcosa che prende forma dentro una relazione specifica. In altre parole, non è “lei che è gelosa”, ma questa relazione che attiva in lei vissuti di confronto, di insicurezza e di timore di non essere abbastanza.
Alcuni elementi che lei stessa nomina sono centrali:
• la differenza d’età, che può rendere più facile sentirsi in una posizione di minor potere o di confronto;
• la scoperta che lui guarda immagini o video di altre donne, che può aver toccato direttamente la sua autostima;
• il messaggio a un’altra ragazza, che ha probabilmente incrinato il senso di sicurezza e fiducia.
In questo contesto, la gelosia non va vista come un difetto da eliminare, ma come un campanello d’allarme che parla di paura di perdere il legame, di timore di non essere scelta, di bisogno di sentirsi rassicurata e valorizzata.
Venendo al lavoro insieme: è molto comprensibile che questa prospettiva la spaventi. Non tanto per il lavoro in sé, ma perché la relazione e il lavoro rischiano di sovrapporsi, amplificando le sue paure. L’ansia che descrive (“mi faccio film”, “ho paura di vederlo scherzare con altre”) non è un segnale di debolezza, ma indica che in questo momento lei non si sente sufficientemente solida e protetta dentro il rapporto.
Prima ancora di chiedersi “devo accettare il lavoro o no?”, forse sarebbe utile fermarsi su alcune domande più profonde:
• Di cosa avrei bisogno io, oggi, per sentirmi più tranquilla e sicura in questa relazione?
• Questa gelosia mi sta parlando solo di lui o anche di qualcosa che riguarda me, la mia storia, il mio modo di stare nei legami?
• Quanto spazio c’è, tra me e lui, per parlare davvero di queste paure senza sentirmi giudicata o sminuita?
Rispetto al suo desiderio di “fregarsene” e stare tranquilla, mi permetto una riflessione importante: non si diventa sereni forzandosi a non sentire, ma comprendendo ciò che si sente. Cercare di reprimere la gelosia spesso la rende solo più forte. Lavorare invece sul riconoscere le proprie emozioni, sui confini, sulla fiducia (in sé prima ancora che nell’altro) è ciò che, nel tempo, può davvero portare sollievo.
Il consiglio che mi sento di darle è questo:
• non prenda decisioni solo per paura, ma nemmeno ignorando il suo malessere;
• si ascolti: se oggi lavorare insieme le provoca più angoscia che serenità, è legittimo proteggersi;
• valuti seriamente un percorso psicologico, che potrebbe aiutarla a comprendere meglio l’origine di questa gelosia e a rafforzare la sua sicurezza emotiva, indipendentemente da come andrà questa relazione.
Lei non è “troppo”, non è esagerata, non è sbagliata. Sta vivendo un conflitto interno che merita attenzione, rispetto e cura. E già il fatto che lei se lo stia ponendo con tanta consapevolezza è un segnale di grande maturità.
Resto a disposizione e le auguro di riuscire, passo dopo passo, a rimettere al centro il suo benessere, prima di ogni altra cosa.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
la ringrazio per la fiducia e per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione la stia mettendo in difficoltà e quanta ansia e confusione emotiva le stia provocando. È importante dirlo subito: non c’è nulla di “sbagliato” in lei per ciò che prova. La gelosia, soprattutto quando è così intensa, non nasce mai dal nulla, ma è spesso il segnale di qualcosa che chiede ascolto.
Provo ad aiutarla a fare un po’ di ordine.
Lei racconta che in questa relazione la gelosia è comparsa in modo nuovo, più forte rispetto alle esperienze precedenti. Questo è un elemento molto significativo. Dal punto di vista sistemico-relazionale, le emozioni non si leggono mai solo come “tratti personali”, ma come qualcosa che prende forma dentro una relazione specifica. In altre parole, non è “lei che è gelosa”, ma questa relazione che attiva in lei vissuti di confronto, di insicurezza e di timore di non essere abbastanza.
Alcuni elementi che lei stessa nomina sono centrali:
• la differenza d’età, che può rendere più facile sentirsi in una posizione di minor potere o di confronto;
• la scoperta che lui guarda immagini o video di altre donne, che può aver toccato direttamente la sua autostima;
• il messaggio a un’altra ragazza, che ha probabilmente incrinato il senso di sicurezza e fiducia.
In questo contesto, la gelosia non va vista come un difetto da eliminare, ma come un campanello d’allarme che parla di paura di perdere il legame, di timore di non essere scelta, di bisogno di sentirsi rassicurata e valorizzata.
Venendo al lavoro insieme: è molto comprensibile che questa prospettiva la spaventi. Non tanto per il lavoro in sé, ma perché la relazione e il lavoro rischiano di sovrapporsi, amplificando le sue paure. L’ansia che descrive (“mi faccio film”, “ho paura di vederlo scherzare con altre”) non è un segnale di debolezza, ma indica che in questo momento lei non si sente sufficientemente solida e protetta dentro il rapporto.
Prima ancora di chiedersi “devo accettare il lavoro o no?”, forse sarebbe utile fermarsi su alcune domande più profonde:
• Di cosa avrei bisogno io, oggi, per sentirmi più tranquilla e sicura in questa relazione?
• Questa gelosia mi sta parlando solo di lui o anche di qualcosa che riguarda me, la mia storia, il mio modo di stare nei legami?
• Quanto spazio c’è, tra me e lui, per parlare davvero di queste paure senza sentirmi giudicata o sminuita?
Rispetto al suo desiderio di “fregarsene” e stare tranquilla, mi permetto una riflessione importante: non si diventa sereni forzandosi a non sentire, ma comprendendo ciò che si sente. Cercare di reprimere la gelosia spesso la rende solo più forte. Lavorare invece sul riconoscere le proprie emozioni, sui confini, sulla fiducia (in sé prima ancora che nell’altro) è ciò che, nel tempo, può davvero portare sollievo.
Il consiglio che mi sento di darle è questo:
• non prenda decisioni solo per paura, ma nemmeno ignorando il suo malessere;
• si ascolti: se oggi lavorare insieme le provoca più angoscia che serenità, è legittimo proteggersi;
• valuti seriamente un percorso psicologico, che potrebbe aiutarla a comprendere meglio l’origine di questa gelosia e a rafforzare la sua sicurezza emotiva, indipendentemente da come andrà questa relazione.
Lei non è “troppo”, non è esagerata, non è sbagliata. Sta vivendo un conflitto interno che merita attenzione, rispetto e cura. E già il fatto che lei se lo stia ponendo con tanta consapevolezza è un segnale di grande maturità.
Resto a disposizione e le auguro di riuscire, passo dopo passo, a rimettere al centro il suo benessere, prima di ogni altra cosa.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo vissuto.
Dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione stia generando ansia, pensieri ricorrenti e un senso di allarme che fatica a placarsi.
È possibile che la gelosia che descrive non sia qualcosa che “la definisce” in generale, ma che si sia attivata in modo specifico all’interno di questa relazione. Il fatto che in relazioni precedenti non avesse vissuto emozioni simili suggerisce che forse non si tratta solo di una caratteristica personale, ma di qualcosa che prende forma nell’incontro tra lei, l’altro e il tipo di legame che si è costruito. In particolare, da come racconta, l’aver scoperto che lui guardava contenuti online o che aveva scritto a un’altra ragazza potrebbe aver incrinato un senso di sicurezza, facendola sentire meno scelta o meno “abbastanza”, anche se questo non è necessariamente ciò che lui intendeva comunicare.
I pensieri che descrive (i “film” che si attivano, le immagini anticipate di possibili scenari) sembrano avere una funzione: provare a prepararla, a proteggerla da un’eventuale delusione o sofferenza. È però comprensibile che nel tempo questi stessi pensieri diventino fonte di grande stanchezza emotiva e aumentino l’ansia invece di ridurla.
L’idea di lavorare insieme sembra amplificare tutto questo. È come se la vicinanza continua, il doverlo osservare in un contesto nuovo, con altre persone intorno, rendesse più difficile per lei trovare uno spazio interno di tranquillità. La paura non sembra riguardare solo ciò che lui potrebbe fare, ma anche ciò che lei teme di poter provare: la gelosia, le discussioni, il sentirsi sopraffatta dalle emozioni. Questo è un punto importante, perché sposta l’attenzione non tanto sul controllo dell’altro, quanto sul suo bisogno di tutelare se stessa.
Forse potrebbe essere utile fermarsi a riflettere su alcuni aspetti, senza pretendere risposte immediate: che cosa, in questa relazione, la fa sentire insicura o “di meno”, al di là dei comportamenti concreti di lui, quanto la differenza d’età, di esperienza o di ruolo possa incidere sul modo in cui lei si percepisce nel rapporto, se la gelosia che prova parla più di una paura di perderlo o di una difficoltà a sentirsi sufficientemente rassicurata e riconosciuta, se lavorare insieme rappresenterebbe per lei un’occasione di crescita o piuttosto un’esposizione a un livello di stress che al momento sente di non riuscire a gestire.
Rispetto alla domanda se accettare o meno il lavoro, potrebbe essere utile chiedersi non tanto che cosa sarebbe “giusto” in assoluto, ma che cosa sarebbe più rispettoso del suo equilibrio emotivo in questo momento. Scegliere di non lavorare insieme non significherebbe necessariamente fuggire o fallire, così come accettare non sarebbe automaticamente una prova di forza, entrambe le opzioni possono avere senso, a seconda di come lei sente di potersi sostenere.
Infine, quando si chiede “come fare a fregarsene”, forse vale la pena riconoscere che non sempre è possibile, né utile, ignorare ciò che ci fa stare male. A volte il lavoro non è smettere di sentire, ma capire che cosa quelle emozioni stanno cercando di dirci su di noi, sui nostri bisogni e sui nostri limiti.
Spero che queste riflessioni possano offrirle qualche spunto per orientarsi con maggiore gentilezza verso se stessa, qualunque decisione scelga di prendere.
Un caro saluto,
Dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione stia generando ansia, pensieri ricorrenti e un senso di allarme che fatica a placarsi.
È possibile che la gelosia che descrive non sia qualcosa che “la definisce” in generale, ma che si sia attivata in modo specifico all’interno di questa relazione. Il fatto che in relazioni precedenti non avesse vissuto emozioni simili suggerisce che forse non si tratta solo di una caratteristica personale, ma di qualcosa che prende forma nell’incontro tra lei, l’altro e il tipo di legame che si è costruito. In particolare, da come racconta, l’aver scoperto che lui guardava contenuti online o che aveva scritto a un’altra ragazza potrebbe aver incrinato un senso di sicurezza, facendola sentire meno scelta o meno “abbastanza”, anche se questo non è necessariamente ciò che lui intendeva comunicare.
I pensieri che descrive (i “film” che si attivano, le immagini anticipate di possibili scenari) sembrano avere una funzione: provare a prepararla, a proteggerla da un’eventuale delusione o sofferenza. È però comprensibile che nel tempo questi stessi pensieri diventino fonte di grande stanchezza emotiva e aumentino l’ansia invece di ridurla.
L’idea di lavorare insieme sembra amplificare tutto questo. È come se la vicinanza continua, il doverlo osservare in un contesto nuovo, con altre persone intorno, rendesse più difficile per lei trovare uno spazio interno di tranquillità. La paura non sembra riguardare solo ciò che lui potrebbe fare, ma anche ciò che lei teme di poter provare: la gelosia, le discussioni, il sentirsi sopraffatta dalle emozioni. Questo è un punto importante, perché sposta l’attenzione non tanto sul controllo dell’altro, quanto sul suo bisogno di tutelare se stessa.
Forse potrebbe essere utile fermarsi a riflettere su alcuni aspetti, senza pretendere risposte immediate: che cosa, in questa relazione, la fa sentire insicura o “di meno”, al di là dei comportamenti concreti di lui, quanto la differenza d’età, di esperienza o di ruolo possa incidere sul modo in cui lei si percepisce nel rapporto, se la gelosia che prova parla più di una paura di perderlo o di una difficoltà a sentirsi sufficientemente rassicurata e riconosciuta, se lavorare insieme rappresenterebbe per lei un’occasione di crescita o piuttosto un’esposizione a un livello di stress che al momento sente di non riuscire a gestire.
Rispetto alla domanda se accettare o meno il lavoro, potrebbe essere utile chiedersi non tanto che cosa sarebbe “giusto” in assoluto, ma che cosa sarebbe più rispettoso del suo equilibrio emotivo in questo momento. Scegliere di non lavorare insieme non significherebbe necessariamente fuggire o fallire, così come accettare non sarebbe automaticamente una prova di forza, entrambe le opzioni possono avere senso, a seconda di come lei sente di potersi sostenere.
Infine, quando si chiede “come fare a fregarsene”, forse vale la pena riconoscere che non sempre è possibile, né utile, ignorare ciò che ci fa stare male. A volte il lavoro non è smettere di sentire, ma capire che cosa quelle emozioni stanno cercando di dirci su di noi, sui nostri bisogni e sui nostri limiti.
Spero che queste riflessioni possano offrirle qualche spunto per orientarsi con maggiore gentilezza verso se stessa, qualunque decisione scelga di prendere.
Un caro saluto,
Buongiorno da quello che descrive emerge la sua ansia rispetto a questo lavoro estivo. Nel suo testo emerge anche il fatto che "non si sia sentita abbastanza" in alcuni momenti e questo ha fatto sì che cambiassero alcuni suoi comportamenti e alcune sue emozioni perchè si attivavano pensieri di preoccupazione e di possibile anticipazione di eventi, tipiche dell'ansia. Per prima cosa le consiglierei, se pensa che sia utile, di parlarne con il suo partner di come si sente e di cosa prova e delle sue paure rispetto al prossimo lavoro, poi le direi di ancorarsi intanto al presente chiedendosi: di che cosa ha bisogno ora? Ha voglia di iniziare questo lavoro indipendentemente dal fatto che lavorerà con lui, ma cercando di concentrarsi su se stessa. Cerchi di pensare di più al presente e meno al futuro perchè l'ansia arriva proprio quando la nostra mente è sempre connessa al domani e al futuro di cui però non abbiamo il controllo. Capisco che la situazione sia molto complessa, ma cerchi di focalizzarsi in primis su di lei, quelli che sono i suoi bisogni e sul qui ed ora.
Salve,
capisco molto bene la sua agitazione, e vorrei prima di tutto dirle che non c’è nulla di strano o di sbagliato in ciò che sta provando. La gelosia che descrive non nasce dal nulla, né dice che Lei sia una persona possessiva o immatura. Parla piuttosto di una relazione che per Lei è emotivamente molto significativa, in cui si sono attivati timori profondi legati al sentirsi scelta, desiderata, sufficiente.
Il fatto che il suo compagno sia molto più grande di Lei, e che abbiate un passato lavorativo in comune, può amplificare queste sensazioni. Spesso, in relazioni con una forte differenza di età, soprattutto quando si è giovani, può emergere una vulnerabilità legata al confronto: con altre donne, con l’esperienza dell’altro, con l’idea di non essere “abbastanza”. Il momento in cui ha scoperto che lui guardava contenuti online di altre ragazze sembra aver toccato proprio questo punto sensibile, facendola sentire messa in discussione, anche se razionalmente sa che si tratta di cose molto diffuse e non necessariamente collegate al valore della relazione.
Da lì la gelosia ha iniziato a prendere spazio, non come capriccio, ma come tentativo di proteggersi dal dolore di sentirsi meno importante. I pensieri che oggi la assalgono, questi film mentali su ciò che potrebbe accadere lavorando insieme, sono una conseguenza diretta dell’ansia. Quando l’ansia prende il sopravvento, la mente cerca di anticipare ogni possibile pericolo, anche quelli che non sono ancora reali, e li vive come se stessero già accadendo.
L’idea di lavorare insieme, soprattutto per la prima volta come coppia, è oggettivamente una situazione delicata. Il lavoro espone entrambi allo sguardo degli altri, richiede ruoli, confini, adattamenti. Se Lei già ora sente che questo contesto potrebbe metterla in costante allerta, più che rassicurarla è importante ascoltare questo segnale. Non perché “non ce la farebbe”, ma perché forse in questo momento non sarebbe una situazione protettiva per il suo equilibrio emotivo.
Un punto importante è questo: cercare di “fregarsene” non funziona, perché la gelosia non si spegne con la forza di volontà. Piuttosto, andrebbe compresa. La domanda di fondo non è tanto cosa farà lui, ma cosa succede dentro di Lei quando immagina di perderlo, di non essere scelta, di non sentirsi unica. È lì che si gioca la partita più profonda.
Può essere utile chiedersi se questa ansia nasce solo dal lavoro insieme, o se in realtà è il segnale che dentro la relazione ci sono bisogni di rassicurazione, di sicurezza e di riconoscimento che oggi non si sentono abbastanza soddisfatti. In questo senso, parlarne con lui in modo autentico, non accusatorio, ma raccontandogli le sue paure e non i suoi sospetti, potrebbe essere un primo passo importante.
Per quanto riguarda la decisione sul lavoro, non esiste una risposta giusta in assoluto. Se accettare questo impiego significa esporsi a settimane o mesi di tensione continua, controllo, confronto e sofferenza, allora forse è legittimo proteggersi e valutare un’alternativa. Non è una sconfitta, né una mancanza di fiducia: è ascolto di sé.
Infine, tenga presente una cosa fondamentale: la serenità in una relazione non nasce dal controllare l’altro, ma dal sentirsi sufficienti e degne anche indipendentemente dallo sguardo dell’altro. Questo è un lavoro interiore che richiede tempo, e spesso un supporto psicologico può aiutare molto, soprattutto quando la gelosia è collegata a insicurezze profonde e non a fatti concreti.
Lei non è sbagliata, né troppo. È una persona che ama e che ha paura di soffrire. E da qui si può partire, con delicatezza, per imparare a stare un po’ più al sicuro dentro di sé.
Rimango a disposizione, un saluto!
capisco molto bene la sua agitazione, e vorrei prima di tutto dirle che non c’è nulla di strano o di sbagliato in ciò che sta provando. La gelosia che descrive non nasce dal nulla, né dice che Lei sia una persona possessiva o immatura. Parla piuttosto di una relazione che per Lei è emotivamente molto significativa, in cui si sono attivati timori profondi legati al sentirsi scelta, desiderata, sufficiente.
Il fatto che il suo compagno sia molto più grande di Lei, e che abbiate un passato lavorativo in comune, può amplificare queste sensazioni. Spesso, in relazioni con una forte differenza di età, soprattutto quando si è giovani, può emergere una vulnerabilità legata al confronto: con altre donne, con l’esperienza dell’altro, con l’idea di non essere “abbastanza”. Il momento in cui ha scoperto che lui guardava contenuti online di altre ragazze sembra aver toccato proprio questo punto sensibile, facendola sentire messa in discussione, anche se razionalmente sa che si tratta di cose molto diffuse e non necessariamente collegate al valore della relazione.
Da lì la gelosia ha iniziato a prendere spazio, non come capriccio, ma come tentativo di proteggersi dal dolore di sentirsi meno importante. I pensieri che oggi la assalgono, questi film mentali su ciò che potrebbe accadere lavorando insieme, sono una conseguenza diretta dell’ansia. Quando l’ansia prende il sopravvento, la mente cerca di anticipare ogni possibile pericolo, anche quelli che non sono ancora reali, e li vive come se stessero già accadendo.
L’idea di lavorare insieme, soprattutto per la prima volta come coppia, è oggettivamente una situazione delicata. Il lavoro espone entrambi allo sguardo degli altri, richiede ruoli, confini, adattamenti. Se Lei già ora sente che questo contesto potrebbe metterla in costante allerta, più che rassicurarla è importante ascoltare questo segnale. Non perché “non ce la farebbe”, ma perché forse in questo momento non sarebbe una situazione protettiva per il suo equilibrio emotivo.
Un punto importante è questo: cercare di “fregarsene” non funziona, perché la gelosia non si spegne con la forza di volontà. Piuttosto, andrebbe compresa. La domanda di fondo non è tanto cosa farà lui, ma cosa succede dentro di Lei quando immagina di perderlo, di non essere scelta, di non sentirsi unica. È lì che si gioca la partita più profonda.
Può essere utile chiedersi se questa ansia nasce solo dal lavoro insieme, o se in realtà è il segnale che dentro la relazione ci sono bisogni di rassicurazione, di sicurezza e di riconoscimento che oggi non si sentono abbastanza soddisfatti. In questo senso, parlarne con lui in modo autentico, non accusatorio, ma raccontandogli le sue paure e non i suoi sospetti, potrebbe essere un primo passo importante.
Per quanto riguarda la decisione sul lavoro, non esiste una risposta giusta in assoluto. Se accettare questo impiego significa esporsi a settimane o mesi di tensione continua, controllo, confronto e sofferenza, allora forse è legittimo proteggersi e valutare un’alternativa. Non è una sconfitta, né una mancanza di fiducia: è ascolto di sé.
Infine, tenga presente una cosa fondamentale: la serenità in una relazione non nasce dal controllare l’altro, ma dal sentirsi sufficienti e degne anche indipendentemente dallo sguardo dell’altro. Questo è un lavoro interiore che richiede tempo, e spesso un supporto psicologico può aiutare molto, soprattutto quando la gelosia è collegata a insicurezze profonde e non a fatti concreti.
Lei non è sbagliata, né troppo. È una persona che ama e che ha paura di soffrire. E da qui si può partire, con delicatezza, per imparare a stare un po’ più al sicuro dentro di sé.
Rimango a disposizione, un saluto!
Gentile utente,
quello che descrive è una situazione comune quando i sentimenti di gelosia e insicurezza si intrecciano con contesti nuovi, come lavorare insieme alla persona con cui si ha una relazione. È normale provare ansia al pensiero di essere vicini tutto il giorno e temere che possano sorgere situazioni che scatenino gelosia. Il primo passo è riconoscere questi sentimenti senza giudicarli, capire che sono emozioni naturali che nascono da paure e insicurezze interne più che da comportamenti reali del partner.
Può essere utile parlarne apertamente con lui, spiegando come si sente, senza accusare, ma condividendo l’ansia che prova; spesso il confronto trasparente riduce le paure e permette di stabilire accordi chiari sul rispetto reciproco e sui confini. Parallelamente può lavorare su se stessa, provando tecniche di gestione dell’ansia come respirazione, mindfulness, focalizzandosi sulle cose concrete e sul presente piuttosto che sui “film mentali” che la mente crea. Riflettere sul fatto che il lavoro insieme può essere un’esperienza positiva se affrontata con consapevolezza e fiducia, e valutare realisticamente se le emozioni che prova rendono il contesto troppo difficile da gestire, può aiutarla a decidere se accettare o meno il lavoro.
Costruire fiducia in se stessa e nella relazione è fondamentale: più riuscirà a sentirsi sicura di sé e del partner, più i pensieri ansiosi e gelosi diminuiranno.
Cordialmente,
Dottoressa Gloria Giacomin
quello che descrive è una situazione comune quando i sentimenti di gelosia e insicurezza si intrecciano con contesti nuovi, come lavorare insieme alla persona con cui si ha una relazione. È normale provare ansia al pensiero di essere vicini tutto il giorno e temere che possano sorgere situazioni che scatenino gelosia. Il primo passo è riconoscere questi sentimenti senza giudicarli, capire che sono emozioni naturali che nascono da paure e insicurezze interne più che da comportamenti reali del partner.
Può essere utile parlarne apertamente con lui, spiegando come si sente, senza accusare, ma condividendo l’ansia che prova; spesso il confronto trasparente riduce le paure e permette di stabilire accordi chiari sul rispetto reciproco e sui confini. Parallelamente può lavorare su se stessa, provando tecniche di gestione dell’ansia come respirazione, mindfulness, focalizzandosi sulle cose concrete e sul presente piuttosto che sui “film mentali” che la mente crea. Riflettere sul fatto che il lavoro insieme può essere un’esperienza positiva se affrontata con consapevolezza e fiducia, e valutare realisticamente se le emozioni che prova rendono il contesto troppo difficile da gestire, può aiutarla a decidere se accettare o meno il lavoro.
Costruire fiducia in se stessa e nella relazione è fondamentale: più riuscirà a sentirsi sicura di sé e del partner, più i pensieri ansiosi e gelosi diminuiranno.
Cordialmente,
Dottoressa Gloria Giacomin
Buongiorno, percepisco il suo stato di agitazione ma invece di focalizzarsi già sulla gelosia che potrebbe esserci per un comportamento che potrebbe darle fastidio, si focalizzi e si concentri sul presente, sul fatto che starete li insieme, che avrete del tempo da condividere, fatto anche di sguardi e baci rubati, non vivrete il rapporto a distanza ma fatto di presenza e vicinanza. Potrebbero esserci momenti complessi? Certo, ma nel frattempo si goda il momento di felicità con la vicinanza del suo ragazzo.
Buongiorno, grazie per aver scritto con tanta sincerità.
Da quello che racconti vedo una forte sofferenza, più che un semplice “essere gelosa”. Non stai parlando di capricci, ma di una paura profonda di non essere abbastanza, di essere messa a confronto, di poter perdere l’altro. Quando queste paure si attivano, la mente inizia a costruire molti scenari (“film”, come li chiami tu) che aumentano l’ansia e rendono difficile stare nel presente.
È importante partire da un punto chiave: **la gelosia non nasce dal nulla**, spesso è il segnale di un’insicurezza interna che si è attivata dentro la relazione. Il fatto che tu abbia notato questi vissuti soprattutto con lui – e non nelle relazioni precedenti – suggerisce che questa relazione tocca dei punti particolarmente sensibili per te. La differenza di età, il contesto lavorativo in cui vi siete conosciuti e alcuni comportamenti che hai osservato (video, messaggi, attenzioni verso altre) possono aver alimentato il tuo sentirti “di meno” o sostituibile.
Alcuni spunti che possono aiutarti:
* Prova a chiederti: *questa relazione, così com’è oggi, mi fa sentire al sicuro o costantemente in allerta?* Questa domanda è più importante del “lavoriamo insieme sì o no”.
* Cercare di “fregartene” non funziona: le emozioni non si spengono a comando. Piuttosto, può essere utile **imparare ad ascoltare cosa ti stanno dicendo**.
* La gelosia non si placa controllando l’altro, ma lavorando su ciò che attiva in te il confronto e il senso di inadeguatezza.
* Valuta se parlare apertamente con lui dei tuoi vissuti (non in termini di accuse, ma di come ti senti) è possibile e sicuro per te.
* Potrebbe esserti molto utile un **percorso di supporto psicologico**, per comprendere meglio queste paure, rafforzare la tua autostima e capire che tipo di relazione desideri davvero.
Rispetto al lavoro: se già ora l’idea ti genera molta ansia, è legittimo domandarti se accettarlo sia una scelta che tutela il tuo benessere. Non c’è una risposta giusta in assoluto, ma è importante che la decisione non nasca dalla paura di perderlo, bensì dalla cura per te stessa.
Da quello che racconti vedo una forte sofferenza, più che un semplice “essere gelosa”. Non stai parlando di capricci, ma di una paura profonda di non essere abbastanza, di essere messa a confronto, di poter perdere l’altro. Quando queste paure si attivano, la mente inizia a costruire molti scenari (“film”, come li chiami tu) che aumentano l’ansia e rendono difficile stare nel presente.
È importante partire da un punto chiave: **la gelosia non nasce dal nulla**, spesso è il segnale di un’insicurezza interna che si è attivata dentro la relazione. Il fatto che tu abbia notato questi vissuti soprattutto con lui – e non nelle relazioni precedenti – suggerisce che questa relazione tocca dei punti particolarmente sensibili per te. La differenza di età, il contesto lavorativo in cui vi siete conosciuti e alcuni comportamenti che hai osservato (video, messaggi, attenzioni verso altre) possono aver alimentato il tuo sentirti “di meno” o sostituibile.
Alcuni spunti che possono aiutarti:
* Prova a chiederti: *questa relazione, così com’è oggi, mi fa sentire al sicuro o costantemente in allerta?* Questa domanda è più importante del “lavoriamo insieme sì o no”.
* Cercare di “fregartene” non funziona: le emozioni non si spengono a comando. Piuttosto, può essere utile **imparare ad ascoltare cosa ti stanno dicendo**.
* La gelosia non si placa controllando l’altro, ma lavorando su ciò che attiva in te il confronto e il senso di inadeguatezza.
* Valuta se parlare apertamente con lui dei tuoi vissuti (non in termini di accuse, ma di come ti senti) è possibile e sicuro per te.
* Potrebbe esserti molto utile un **percorso di supporto psicologico**, per comprendere meglio queste paure, rafforzare la tua autostima e capire che tipo di relazione desideri davvero.
Rispetto al lavoro: se già ora l’idea ti genera molta ansia, è legittimo domandarti se accettarlo sia una scelta che tutela il tuo benessere. Non c’è una risposta giusta in assoluto, ma è importante che la decisione non nasca dalla paura di perderlo, bensì dalla cura per te stessa.
Buongiorno, la gelosia che descrivi non nasce dal nulla: sembrano unirsi più elementi delicati insieme: la differenza di età, alcune esperienze che ti hanno fatta sentire messa a confronto, il timore di essere sostituibile, la paura di perdere la relazione. Tutto questo può facilmente alimentare insicurezza e pensieri ricorrenti. Il problema non è il lavoro in sé, né il fatto che lui possa vedere o parlare con altre persone; il fatto che tu ti senta già in ansia prima ancora che le cose accadano è un segnale che qualcosa dentro di te necessita ascolto.
Più cerchiamo di controllare le emozioni o di ignorarle, più rischiano di diventare invadenti. I temi principali che potrebbe essere utile affrontare è sia comprendere da dove nasce questa gelosia, sia l'autostima e il senso di valore personale; per fare questo è utile lavorare su tali aspetti all'interno di un percorso psicologico.
Resto a disposizione anche in modalità online.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Più cerchiamo di controllare le emozioni o di ignorarle, più rischiano di diventare invadenti. I temi principali che potrebbe essere utile affrontare è sia comprendere da dove nasce questa gelosia, sia l'autostima e il senso di valore personale; per fare questo è utile lavorare su tali aspetti all'interno di un percorso psicologico.
Resto a disposizione anche in modalità online.
Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Cara grazie per aver raccontato tutto quello che stai vivendo si sente quanto questa situazione ti stia pesando e quanta ansia ti stia portando La gelosia che provi non è un difetto ma un segnale di una ferita più profonda legata al sentirti messa a confronto e al dubbio di non essere abbastanza soprattutto dopo alcune esperienze che hanno incrinato la tua sicurezza. È normale che la mente costruisca scenari quando ha paura di soffrire, ma questo non significa che tu stia sbagliando. Il punto centrale non è tanto lavorare insieme quanto capire se in questo momento tu ti senti abbastanza al sicuro dentro la relazione. Non puoi forzarti a fregartene perché reprimere queste emozioni non le fa sparire.
Accetta il lavoro solo se è una scelta che senti giusta per te e non una prova da superare o qualcosa che ti fa stare male. Parlare con lui in modo sincero dei tuoi bisogni senza accuse può aiutare e allo stesso tempo lavorare su di te sulla tua autostima e sul tuo valore indipendentemente da lui è fondamentale.
Non sei sbagliata, sei una persona che ha bisogno di sentirsi scelta e rassicurata e questo merita rispetto e cura.
Se dovessi avere bisogno sono a disposizione.
Un caro saluto,
Chiara Lisa Lovati
Accetta il lavoro solo se è una scelta che senti giusta per te e non una prova da superare o qualcosa che ti fa stare male. Parlare con lui in modo sincero dei tuoi bisogni senza accuse può aiutare e allo stesso tempo lavorare su di te sulla tua autostima e sul tuo valore indipendentemente da lui è fondamentale.
Non sei sbagliata, sei una persona che ha bisogno di sentirsi scelta e rassicurata e questo merita rispetto e cura.
Se dovessi avere bisogno sono a disposizione.
Un caro saluto,
Chiara Lisa Lovati
Salve,
da quanto scrive emerge chiaramente quanto la gelosia e l’ansia stiano influenzando il suo benessere e il modo in cui vive la relazione. È naturale provare emozioni di questo tipo, soprattutto in relazioni in cui ci si sente più vulnerabili o meno “abbastanza”, come lei stessa descrive. La gelosia spesso nasce da insicurezze personali, da paure legate al confronto con altri o dal timore di non essere valorizzati, più che da comportamenti reali del partner.
Alcuni punti che possono aiutare a gestire questi sentimenti:
Riconoscere le emozioni senza giudicarle: accettare che provare gelosia non è un errore, ma un segnale che ci invita a capire meglio i propri bisogni.
Comunicazione aperta e chiara: parlare con il partner dei propri sentimenti senza accusarlo, spiegando come certi comportamenti la fanno sentire.
Lavorare sulle proprie insicurezze: spesso pensieri e “film mentali” crescono quando ci sentiamo poco sicuri; dedicarsi a rafforzare l’autostima può ridurre ansia e gelosia.
Strategie pratiche in situazioni stressanti: se dovrete lavorare insieme, stabilire limiti chiari e momenti di separazione emotiva e mentale durante il lavoro può aiutare a contenere l’ansia.
Per quanto riguarda la decisione di accettare il lavoro, potrebbe essere utile riflettere su come pensa di poter gestire la situazione e se la vicinanza costante al partner potrebbe aumentare il suo disagio. Non si tratta di “fregarsene” del partner, ma di sviluppare strumenti per regolare le emozioni in modo sano, senza che prendano il sopravvento.
In ogni caso, data la complessità dei sentimenti e dell’ansia che descrive, è consigliabile approfondire la questione con uno specialista, per ricevere supporto mirato e strategie concrete di gestione emotiva.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da quanto scrive emerge chiaramente quanto la gelosia e l’ansia stiano influenzando il suo benessere e il modo in cui vive la relazione. È naturale provare emozioni di questo tipo, soprattutto in relazioni in cui ci si sente più vulnerabili o meno “abbastanza”, come lei stessa descrive. La gelosia spesso nasce da insicurezze personali, da paure legate al confronto con altri o dal timore di non essere valorizzati, più che da comportamenti reali del partner.
Alcuni punti che possono aiutare a gestire questi sentimenti:
Riconoscere le emozioni senza giudicarle: accettare che provare gelosia non è un errore, ma un segnale che ci invita a capire meglio i propri bisogni.
Comunicazione aperta e chiara: parlare con il partner dei propri sentimenti senza accusarlo, spiegando come certi comportamenti la fanno sentire.
Lavorare sulle proprie insicurezze: spesso pensieri e “film mentali” crescono quando ci sentiamo poco sicuri; dedicarsi a rafforzare l’autostima può ridurre ansia e gelosia.
Strategie pratiche in situazioni stressanti: se dovrete lavorare insieme, stabilire limiti chiari e momenti di separazione emotiva e mentale durante il lavoro può aiutare a contenere l’ansia.
Per quanto riguarda la decisione di accettare il lavoro, potrebbe essere utile riflettere su come pensa di poter gestire la situazione e se la vicinanza costante al partner potrebbe aumentare il suo disagio. Non si tratta di “fregarsene” del partner, ma di sviluppare strumenti per regolare le emozioni in modo sano, senza che prendano il sopravvento.
In ogni caso, data la complessità dei sentimenti e dell’ansia che descrive, è consigliabile approfondire la questione con uno specialista, per ricevere supporto mirato e strategie concrete di gestione emotiva.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile Signora,
quello che descrive è un vissuto comprensibile e non indica che lei sia “sbagliata” o eccessiva. La gelosia che prova non sembra essere un tratto del suo carattere, ma qualcosa che si è attivato in questa relazione, probabilmente perché in alcuni momenti si è sentita meno scelta, meno sicura, meno al centro.
Il fatto che lui guardi contenuti online o abbia scritto a un’altra ragazza può aver incrinato il senso di sicurezza e averle fatto nascere il timore di non essere abbastanza. Da lì i pensieri, i “film”, che non sono il problema in sé, ma il segnale di una paura più profonda: quella di perdere valore o di essere sostituibile.
L’ansia all’idea di lavorare insieme va ascoltata, non zittita. Non è debolezza: è una parte di lei che sta dicendo che, in questo momento, stare così esposta potrebbe farla stare peggio. Lavorare insieme potrebbe aumentare il confronto, il controllo e la fatica emotiva, soprattutto se lei sente già di dover reggere molto dentro di sé.
Più che “fregarsene” di quello che lui fa, il punto è capire cosa le serve per sentirsi più sicura e rispettata nella relazione. Se oggi non si sente pronta a lavorare insieme, è legittimo proteggersi. E se questa gelosia le crea sofferenza costante, potrebbe essere molto utile parlarne con uno psicologo, per capire da dove nasce e come rafforzare il suo senso di valore, indipendentemente da lui.
La tranquillità non si ottiene forzandosi, ma ascoltandosi.
Cordiali saluti
Eleonora Rossini
Psicologa clinica
quello che descrive è un vissuto comprensibile e non indica che lei sia “sbagliata” o eccessiva. La gelosia che prova non sembra essere un tratto del suo carattere, ma qualcosa che si è attivato in questa relazione, probabilmente perché in alcuni momenti si è sentita meno scelta, meno sicura, meno al centro.
Il fatto che lui guardi contenuti online o abbia scritto a un’altra ragazza può aver incrinato il senso di sicurezza e averle fatto nascere il timore di non essere abbastanza. Da lì i pensieri, i “film”, che non sono il problema in sé, ma il segnale di una paura più profonda: quella di perdere valore o di essere sostituibile.
L’ansia all’idea di lavorare insieme va ascoltata, non zittita. Non è debolezza: è una parte di lei che sta dicendo che, in questo momento, stare così esposta potrebbe farla stare peggio. Lavorare insieme potrebbe aumentare il confronto, il controllo e la fatica emotiva, soprattutto se lei sente già di dover reggere molto dentro di sé.
Più che “fregarsene” di quello che lui fa, il punto è capire cosa le serve per sentirsi più sicura e rispettata nella relazione. Se oggi non si sente pronta a lavorare insieme, è legittimo proteggersi. E se questa gelosia le crea sofferenza costante, potrebbe essere molto utile parlarne con uno psicologo, per capire da dove nasce e come rafforzare il suo senso di valore, indipendentemente da lui.
La tranquillità non si ottiene forzandosi, ma ascoltandosi.
Cordiali saluti
Eleonora Rossini
Psicologa clinica
salve, incominci un percorso psicologico grazie
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo: si percepisce la difficoltà che le porta questa situazione.
La gelosia spesso nasce da insicurezze e timori profondi, e riconoscerli è già un primo passo importante.
Lavorare su di sé, sul proprio valore e sui propri confini può aiutarla a ritrovare maggiore serenità nelle relazioni.
Se sente il bisogno di un supporto per capire meglio questi vissuti e gestirli, le propongo un colloquio conoscitivo, dove meglio capiremo insieme come possiamo lavorare per migliorare la sua situazione, prenoti un incontro direttamente sull'agenda oppure mi scriva pure un messaggio. Sono qui per aiutarla, Dott.ssa Alessandra Corti
La gelosia spesso nasce da insicurezze e timori profondi, e riconoscerli è già un primo passo importante.
Lavorare su di sé, sul proprio valore e sui propri confini può aiutarla a ritrovare maggiore serenità nelle relazioni.
Se sente il bisogno di un supporto per capire meglio questi vissuti e gestirli, le propongo un colloquio conoscitivo, dove meglio capiremo insieme come possiamo lavorare per migliorare la sua situazione, prenoti un incontro direttamente sull'agenda oppure mi scriva pure un messaggio. Sono qui per aiutarla, Dott.ssa Alessandra Corti
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