Salve dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi scuso già in anticipo perché è già da un pò che scriv
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Salve dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi scuso già in anticipo perché è già da un pò che scrivo e chiedo consigli a voi in questo sito ma è l'unico modo al momento per avere qualche risposta da qualcuno.. Sono impegnata con una persona da due anni ormai, purtroppo abbiamo un pò di differenza di età (lui 48), diciamo che con lui sto bene, rido scherzo mi trovo bene, a parte ogni tanto che capita io sia un pò gelosa o momenti in cui non andiamo d'accordo, però non è questo, è che io due anni fa appunto ho "chiuso" rapporti con un ragazzo a distanza (conosciuto online su videogioco), ci siamo frequentati se si può dire cosi ma è stato per un paio di mesi, ci siamo visti qualche giorno e poi io ho iniziato a lavorare, ho conosciuto l'altro ecc, però con lui siamo rimasti in buoni rapporti, ci sentivamo ogni tanto, mi dispiaceva fosse andata cosi, poi lui non ha una buona salute fisica diciamo e non sta bene economicamente quindi ni chiedeva spesso qualcosa e a me dispiaceva dirgli di no se potevo, quindi forse anche per quello io ho preferito scegliere un'altra persona o forse per la vicinanza..però comunque mi capita e anche ora che non ci sentivamo da qualche mese, ci siamo sentiti, anche al telefono, ma può essere che io sbaglio? Io non ho nessun problema a dirlo a lui e infatti lo sa che mi sentivo ogni tanto per come sta o non sta ecc..però mi sento in colpa? non so se forse non devo proprio piu parlarci? però comunque ci sto bene a parlare con questo ragazzo, anche caratterialmente diciamo mi ci trovo più o meno quindi boh..forse sbaglio e dovrei cancellarlo del tutto? Però ultimamente ci pensavo spesso a come stesse e quindi ho voluto sentirlo e mi dispiacerebbe non sentirlo più e quindi chiudere del tutto ecco..
Gentilissima, la ringrazio per la fiducia nel condividere la sua storia. È evidente che sta vivendo un conflitto interiore tra ciò che sente (il piacere di parlare con questo ragazzo e il desiderio di aiutarlo) e ciò che pensa sia "giusto" fare all'interno della sua attuale relazione.
Il senso di colpa che sperimenta, nonostante la sua trasparenza con il partner, è un segnale prezioso che la sua mente le invia. Spesso non nasce dal "fare qualcosa di male", ma da una confusione di ruoli. Proviamo a fare chiarezza su alcuni punti:
- Lei riferisce di provare dispiacere per la situazione economica e di salute di questo ragazzo. A volte, il desiderio di aiutare (anche economicamente) può trasformare un rapporto di amicizia in un legame di "accudimento". Questo crea un debito di gratitudine che rende difficile chiudere il rapporto senza sentirsi "cattivi".
- Lei ha scelto il suo attuale compagno per stabilità e vicinanza, ma descrive il legame con il ragazzo del passato come un'affinità caratteriale. È naturale che, a 26 anni, lei cerchi un confronto con un coetaneo o con qualcuno che condivida passioni comuni (come il gaming), elementi che forse nel rapporto con una persona molto più grande possono talvolta mancare.
- Il fatto che il suo compagno sappia tutto è un ottimo segno di fiducia nella coppia, ma la domanda che resta è per lei: cosa rappresenta per lei questo legame? È una vera amicizia, un atto di carità, o un "rifugio" emotivo?
Un suggerimento per riflettere: Invece di chiedersi se sia "giusto o sbagliato", provi a domandarsi: "Se questo ragazzo stesse bene e non avesse bisogno di me, sentirei comunque la necessità di sentirlo?".
Il senso di colpa solitamente diminuisce quando definiamo bene i nostri confini emotivi. Se questo contatto toglie energie alla sua coppia o le crea confusione, potrebbe esserle utile approfondire queste dinamiche con un professionista. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e a vivere la sua relazione attuale con maggiore serenità.
Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio.
Un caro saluto
Dott.ssa Erica Zito
Psicologa e Sessuologa Clinica
Il senso di colpa che sperimenta, nonostante la sua trasparenza con il partner, è un segnale prezioso che la sua mente le invia. Spesso non nasce dal "fare qualcosa di male", ma da una confusione di ruoli. Proviamo a fare chiarezza su alcuni punti:
- Lei riferisce di provare dispiacere per la situazione economica e di salute di questo ragazzo. A volte, il desiderio di aiutare (anche economicamente) può trasformare un rapporto di amicizia in un legame di "accudimento". Questo crea un debito di gratitudine che rende difficile chiudere il rapporto senza sentirsi "cattivi".
- Lei ha scelto il suo attuale compagno per stabilità e vicinanza, ma descrive il legame con il ragazzo del passato come un'affinità caratteriale. È naturale che, a 26 anni, lei cerchi un confronto con un coetaneo o con qualcuno che condivida passioni comuni (come il gaming), elementi che forse nel rapporto con una persona molto più grande possono talvolta mancare.
- Il fatto che il suo compagno sappia tutto è un ottimo segno di fiducia nella coppia, ma la domanda che resta è per lei: cosa rappresenta per lei questo legame? È una vera amicizia, un atto di carità, o un "rifugio" emotivo?
Un suggerimento per riflettere: Invece di chiedersi se sia "giusto o sbagliato", provi a domandarsi: "Se questo ragazzo stesse bene e non avesse bisogno di me, sentirei comunque la necessità di sentirlo?".
Il senso di colpa solitamente diminuisce quando definiamo bene i nostri confini emotivi. Se questo contatto toglie energie alla sua coppia o le crea confusione, potrebbe esserle utile approfondire queste dinamiche con un professionista. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e a vivere la sua relazione attuale con maggiore serenità.
Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio.
Un caro saluto
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Buongiorno, capisco a confusione che descrivi, e prima di tutto voglio dirti che non c’è nulla di “sbagliato” nel tuo sentire: stai cercando di orientarti tra affetto, senso di responsabilità, lealtà e bisogni tuoi, ed è normale che questo generi senso di colpa.
Da quello che racconti, sembra che questo ragazzo del passato rappresenti più di una semplice conoscenza: non tanto per un desiderio di relazione attuale, quanto per un legame emotivo rimasto aperto, fatto di preoccupazione per il suo benessere, di sintonia caratteriale e forse anche di una parte di te che si sente vista e utile. Il fatto che tu stia bene a parlarci non significa automaticamente che tu voglia qualcosa di più, ma indica che quel rapporto risponde a qualche tuo bisogno emotivo.
Il senso di colpa che provi è un segnale importante: non va ignorato né combattuto, ma ascoltato. Potrebbe dirti che una parte di te teme di oltrepassare un confine, oppure che stai mettendo in gioco molta energia emotiva in una relazione che non è chiara nemmeno a te. Non è tanto la domanda “devo cancellarlo o no?”, quanto piuttosto: che spazio ha questa persona nella mia vita oggi, e a che prezzo per me e per la mia relazione attuale?
È significativo che tu dica di aver scelto il tuo attuale partner anche per la vicinanza e per una maggiore stabilità. Questo non invalida il tuo rapporto, ma forse indica che stai attraversando una fase in cui stai riconsiderando cosa ti nutre davvero, cosa ti fa sentire al sicuro e cosa invece ti lascia in una zona grigia. Anche la differenza d’età potrebbe giocare un ruolo nel farti sentire in momenti diversi della vita, con bisogni che stanno cambiando. Non è necessario prendere decisioni drastiche nell’immediato. Piuttosto, potresti chiederti con onestà: quando parlo con questo ragazzo, cosa sto cercando? Sollievo, compagnia, conferme, il sentirti necessaria? E questo contatto ti fa stare meglio nel lungo periodo, o aumenta la confusione e il senso di colpa?
Darti il permesso di riflettere senza giudicarti è già un primo passo. A volte non serve “tagliare”, ma chiarire dentro di sé i confini emotivi, per capire se un legame è sostenibile così com’è o se, anche con dispiacere, è più rispettoso per te ridimensionarlo. Se vorrai approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Da quello che racconti, sembra che questo ragazzo del passato rappresenti più di una semplice conoscenza: non tanto per un desiderio di relazione attuale, quanto per un legame emotivo rimasto aperto, fatto di preoccupazione per il suo benessere, di sintonia caratteriale e forse anche di una parte di te che si sente vista e utile. Il fatto che tu stia bene a parlarci non significa automaticamente che tu voglia qualcosa di più, ma indica che quel rapporto risponde a qualche tuo bisogno emotivo.
Il senso di colpa che provi è un segnale importante: non va ignorato né combattuto, ma ascoltato. Potrebbe dirti che una parte di te teme di oltrepassare un confine, oppure che stai mettendo in gioco molta energia emotiva in una relazione che non è chiara nemmeno a te. Non è tanto la domanda “devo cancellarlo o no?”, quanto piuttosto: che spazio ha questa persona nella mia vita oggi, e a che prezzo per me e per la mia relazione attuale?
È significativo che tu dica di aver scelto il tuo attuale partner anche per la vicinanza e per una maggiore stabilità. Questo non invalida il tuo rapporto, ma forse indica che stai attraversando una fase in cui stai riconsiderando cosa ti nutre davvero, cosa ti fa sentire al sicuro e cosa invece ti lascia in una zona grigia. Anche la differenza d’età potrebbe giocare un ruolo nel farti sentire in momenti diversi della vita, con bisogni che stanno cambiando. Non è necessario prendere decisioni drastiche nell’immediato. Piuttosto, potresti chiederti con onestà: quando parlo con questo ragazzo, cosa sto cercando? Sollievo, compagnia, conferme, il sentirti necessaria? E questo contatto ti fa stare meglio nel lungo periodo, o aumenta la confusione e il senso di colpa?
Darti il permesso di riflettere senza giudicarti è già un primo passo. A volte non serve “tagliare”, ma chiarire dentro di sé i confini emotivi, per capire se un legame è sostenibile così com’è o se, anche con dispiacere, è più rispettoso per te ridimensionarlo. Se vorrai approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Buonasera, la situazione che attualmente stai vivendo non deve essere affatto facile. Ciò che hai esposto nel tuo messaggio ha un valore importante. Tuttavia, sarebbe utile chiarire al meglio le emozioni che provi quando parli con questo ragazzo e come ti trovi, invece, con il tuo attuale fidanzato. Forse, sarebbe auspicabile un percorso che prevede la rielaborazione delle emozioni in modo tale da poter far maggior chiarezza nel rapporto che vivi con entrambe le due persone che hai nominato.
Gentile utente,
si sente chiaramente quanto questa situazione la metta in conflitto. Da una parte c’è una relazione stabile in cui dice di stare bene, dall’altra un legame del passato che non è mai stato davvero chiuso sul piano emotivo, anche se lo è stato nei fatti.
Non sembra tanto una questione di “giusto o sbagliato”, quanto di confusione affettiva. Lei descrive questo ragazzo come qualcuno verso cui prova dispiacere, vicinanza, cura. Il fatto che stia male, fisicamente ed economicamente, ha probabilmente rafforzato in lei un senso di responsabilità e di tenerezza, che non è amore in senso pieno, ma neppure semplice amicizia neutra. È da qui che nasce il senso di colpa.
Sentirsi in colpa, però, non significa automaticamente che stia facendo qualcosa di scorretto. Significa che dentro di lei c’è una parte che non ha ancora chiarito che posto dare a questo legame. Tenerlo “a metà” — né dentro né fuori dalla sua vita — la fa stare bene a momenti, ma la lascia anche inquieta.
Il punto centrale non è tanto se dirlo o non dirlo al suo attuale compagno, né se cancellare o meno questa persona, ma chiedersi con onestà cosa rappresenta per lei oggi questo contatto: è un gesto di cura? È un bisogno di sentirsi importante per qualcuno? È la difficoltà a lasciare andare? Finché questo resta poco chiaro, il senso di colpa continuerà a tornare.
Chiudere del tutto solo per “dovere” rischia di essere forzato; continuare a sentirlo senza limiti rischia di tenere aperta una porta che la confonde. Serve una scelta che sia coerente con quello che lei desidera davvero per la sua vita affettiva, non solo con ciò che le dispiace perdere.
Se questa ambivalenza continua a farla stare in tensione, può essere utile prendersi uno spazio di confronto psicologico per capire meglio i suoi bisogni relazionali e fare una scelta più serena, senza sentirsi sbagliata in qualunque direzione vada.
Un caro saluto.
si sente chiaramente quanto questa situazione la metta in conflitto. Da una parte c’è una relazione stabile in cui dice di stare bene, dall’altra un legame del passato che non è mai stato davvero chiuso sul piano emotivo, anche se lo è stato nei fatti.
Non sembra tanto una questione di “giusto o sbagliato”, quanto di confusione affettiva. Lei descrive questo ragazzo come qualcuno verso cui prova dispiacere, vicinanza, cura. Il fatto che stia male, fisicamente ed economicamente, ha probabilmente rafforzato in lei un senso di responsabilità e di tenerezza, che non è amore in senso pieno, ma neppure semplice amicizia neutra. È da qui che nasce il senso di colpa.
Sentirsi in colpa, però, non significa automaticamente che stia facendo qualcosa di scorretto. Significa che dentro di lei c’è una parte che non ha ancora chiarito che posto dare a questo legame. Tenerlo “a metà” — né dentro né fuori dalla sua vita — la fa stare bene a momenti, ma la lascia anche inquieta.
Il punto centrale non è tanto se dirlo o non dirlo al suo attuale compagno, né se cancellare o meno questa persona, ma chiedersi con onestà cosa rappresenta per lei oggi questo contatto: è un gesto di cura? È un bisogno di sentirsi importante per qualcuno? È la difficoltà a lasciare andare? Finché questo resta poco chiaro, il senso di colpa continuerà a tornare.
Chiudere del tutto solo per “dovere” rischia di essere forzato; continuare a sentirlo senza limiti rischia di tenere aperta una porta che la confonde. Serve una scelta che sia coerente con quello che lei desidera davvero per la sua vita affettiva, non solo con ciò che le dispiace perdere.
Se questa ambivalenza continua a farla stare in tensione, può essere utile prendersi uno spazio di confronto psicologico per capire meglio i suoi bisogni relazionali e fare una scelta più serena, senza sentirsi sbagliata in qualunque direzione vada.
Un caro saluto.
Salve, il senso di colpa che senti nasce spesso dal conflitto tra ciò che proviamo e ciò che pensiamo sia "giusto" fare. È comprensibile sentirsi legati a una persona con cui c’è stata un’intesa, specialmente se vive situazioni di fragilità.Tuttavia, chiediti: questo legame è un’amicizia disinteressata o nasconde un bisogno di "salvarlo" o di colmare lacune emotive del tuo rapporto attuale? La differenza d'età e le dinamiche con il tuo compagno potrebbero spingerti inconsciamente verso questa connessione virtuale, vissuta come uno spazio protetto. Non è obbligatorio cancellarlo, ma è fondamentale definire dei confini chiari. Se il contatto alimenta confusione o sottrae energie alla tua vita presente, fermati a riflettere. Sii onesta con te stessa: cosa cerchi davvero in quelle telefonate?
Buonasera sono la dottoressa Nunzia Sasso , ho letto il suo messaggio. Il senso di colpa che lei prova, nonostante la sua trasparenza con il compagno attuale, suggerisce che ci sia un conflitto interno tra la sua parte empatica e il suo bisogno di andare avanti. Quando lei si chiede "forse sbaglio?", sta mettendo in discussione non tanto l'azione di parlare con lui, quanto il legame emotivo che ancora la tiene ancorata a quella situazione.
Dal punto di vista psicologico, sembra che questo ragazzo rappresenti per lei una sorta di "sospeso". Il fatto che lui non stia bene, sia fisicamente che economicamente, crea un forte gancio emotivo: la pietà e la tenerezza sono sentimenti molto potenti, a volte più difficili da gestire dell'amore stesso. Lei si sente quasi in dovere di esserci, come se il suo allontanamento potesse aggravare la condizione di lui. Questo però trasforma un'amicizia in un carico di responsabilità che, a 26 anni, può diventare molto pesante.
È interessante notare come lei descriva il rapporto con il suo attuale compagno come sereno, ma ammetta di aver scelto lui forse per la vicinanza o per la stabilità lavorativa. Questo potrebbe significare che il ragazzo a distanza continua a occupare uno spazio mentale perché con lui condivide una sintonia caratteriale o una parte di sé che nel rapporto "ufficiale" — forse più improntato alla sicurezza data la differenza di età trova meno spazio.
Non è obbligatorio cancellare una persona se questa le fa del bene, ma è fondamentale chiedersi se questo contatto costante non sia un modo per mantenere un piede in due scarpe emotive: da una parte la sicurezza del presente, dall'altra l'emozione e il senso di utilità che le dà il passato. Il senso di colpa spesso nasce proprio quando sentiamo che stiamo dando a qualcun altro un'intimità (anche solo verbale) che sentiamo dovrebbe appartenere solo al nostro partner.
Provi a chiedersi se il piacere che prova nel sentirlo è legato a chi è lui veramente, o se è legato al fatto che lei si sente "la sua ancora di salvezza". Se dovesse smettere di aiutarlo economicamente o di sostenerlo nei suoi problemi, resterebbe comunque il desiderio di sentirlo?
Le andrebbe di riflettere su quale vuoto colma, effettivamente, il dialogo con questo ragazzo rispetto alla sua relazione quotidiana?
Dal punto di vista psicologico, sembra che questo ragazzo rappresenti per lei una sorta di "sospeso". Il fatto che lui non stia bene, sia fisicamente che economicamente, crea un forte gancio emotivo: la pietà e la tenerezza sono sentimenti molto potenti, a volte più difficili da gestire dell'amore stesso. Lei si sente quasi in dovere di esserci, come se il suo allontanamento potesse aggravare la condizione di lui. Questo però trasforma un'amicizia in un carico di responsabilità che, a 26 anni, può diventare molto pesante.
È interessante notare come lei descriva il rapporto con il suo attuale compagno come sereno, ma ammetta di aver scelto lui forse per la vicinanza o per la stabilità lavorativa. Questo potrebbe significare che il ragazzo a distanza continua a occupare uno spazio mentale perché con lui condivide una sintonia caratteriale o una parte di sé che nel rapporto "ufficiale" — forse più improntato alla sicurezza data la differenza di età trova meno spazio.
Non è obbligatorio cancellare una persona se questa le fa del bene, ma è fondamentale chiedersi se questo contatto costante non sia un modo per mantenere un piede in due scarpe emotive: da una parte la sicurezza del presente, dall'altra l'emozione e il senso di utilità che le dà il passato. Il senso di colpa spesso nasce proprio quando sentiamo che stiamo dando a qualcun altro un'intimità (anche solo verbale) che sentiamo dovrebbe appartenere solo al nostro partner.
Provi a chiedersi se il piacere che prova nel sentirlo è legato a chi è lui veramente, o se è legato al fatto che lei si sente "la sua ancora di salvezza". Se dovesse smettere di aiutarlo economicamente o di sostenerlo nei suoi problemi, resterebbe comunque il desiderio di sentirlo?
Le andrebbe di riflettere su quale vuoto colma, effettivamente, il dialogo con questo ragazzo rispetto alla sua relazione quotidiana?
Gentile utente, da quello che racconta, si sente molto la sua fatica interiore, più che una reale “colpa”. Lei è una persona sensibile, che si affeziona, che fa fatica a lasciare andare del tutto chi è stato importante, anche se quel legame non è mai diventato una vera relazione. Questo ragazzo del passato sembra rappresentare per Lei non tanto un amore attuale, quanto una storia rimasta sospesa, qualcosa che non si è chiuso davvero e che quindi ogni tanto torna a farsi sentire, soprattutto quando pensa alle sue difficoltà di salute o economiche. È come se dentro di Lei si attivasse una parte molto accudente, che non sopporta l’idea di voltare le spalle o di sembrare indifferente.
Allo stesso tempo, però, questa presenza le crea confusione e un senso di colpa che la fanno stare male. Ed è qui che diventa importante fermarsi un attimo e ascoltarsi. Non tanto per stabilire se stia “sbagliando”, ma per capire cosa sta succedendo emotivamente dentro di Lei. Il fatto che dica “ci sto bene a parlare con lui” non è di per sé un problema; il problema nasce quando quel benessere si mescola a disagio, dubbi, paura di fare la cosa sbagliata, e alla sensazione di dover tenere insieme due mondi che forse oggi non stanno più sullo stesso piano.
Lei ha una relazione stabile da due anni, con una persona con cui dice di stare bene. Questo è un dato importante. Ma a volte, quando una relazione diventa la nostra scelta principale, emergono con più forza le difficoltà a chiudere le porte rimaste socchiuse, soprattutto se dall’altra parte c’è qualcuno che percepiamo come fragile. In questi casi non è raro confondere l’affetto, la tenerezza o la preoccupazione con qualcosa che assomiglia all’amore, quando in realtà è più una forma di legame emotivo basato sulla responsabilità e sul non voler ferire.
La domanda che forse può aiutarla non è se debba cancellarlo o meno, ma se questo contatto oggi la fa sentire più serena o più divisa dentro. Perché quando un legame, anche se “solo di parole”, inizia a occupare troppo spazio mentale, a generare colpa o a metterla in conflitto con se stessa, allora forse non è più un legame che le fa bene, anche se affettivamente comprensibile.
Chiudere non significa essere cattive, né rinnegare ciò che è stato. A volte significa semplicemente riconoscere che una persona appartiene a un tempo diverso della nostra vita, e che continuare a tenerla lì è più faticoso che protettivo. E questo può fare male, può dispiacere, ma non è una mancanza di cuore.
Lei non è obbligata a prendersi cura di tutti, né a sacrificare la sua chiarezza emotiva per non far soffrire qualcun altro. Provi a chiedersi, con dolcezza verso se stessa, se sta restando in questo contatto per scelta libera o per paura di sentirsi in colpa. Spesso è lì che si nasconde la risposta più onesta. Rimango a disposizione, un saluto!
Allo stesso tempo, però, questa presenza le crea confusione e un senso di colpa che la fanno stare male. Ed è qui che diventa importante fermarsi un attimo e ascoltarsi. Non tanto per stabilire se stia “sbagliando”, ma per capire cosa sta succedendo emotivamente dentro di Lei. Il fatto che dica “ci sto bene a parlare con lui” non è di per sé un problema; il problema nasce quando quel benessere si mescola a disagio, dubbi, paura di fare la cosa sbagliata, e alla sensazione di dover tenere insieme due mondi che forse oggi non stanno più sullo stesso piano.
Lei ha una relazione stabile da due anni, con una persona con cui dice di stare bene. Questo è un dato importante. Ma a volte, quando una relazione diventa la nostra scelta principale, emergono con più forza le difficoltà a chiudere le porte rimaste socchiuse, soprattutto se dall’altra parte c’è qualcuno che percepiamo come fragile. In questi casi non è raro confondere l’affetto, la tenerezza o la preoccupazione con qualcosa che assomiglia all’amore, quando in realtà è più una forma di legame emotivo basato sulla responsabilità e sul non voler ferire.
La domanda che forse può aiutarla non è se debba cancellarlo o meno, ma se questo contatto oggi la fa sentire più serena o più divisa dentro. Perché quando un legame, anche se “solo di parole”, inizia a occupare troppo spazio mentale, a generare colpa o a metterla in conflitto con se stessa, allora forse non è più un legame che le fa bene, anche se affettivamente comprensibile.
Chiudere non significa essere cattive, né rinnegare ciò che è stato. A volte significa semplicemente riconoscere che una persona appartiene a un tempo diverso della nostra vita, e che continuare a tenerla lì è più faticoso che protettivo. E questo può fare male, può dispiacere, ma non è una mancanza di cuore.
Lei non è obbligata a prendersi cura di tutti, né a sacrificare la sua chiarezza emotiva per non far soffrire qualcun altro. Provi a chiedersi, con dolcezza verso se stessa, se sta restando in questo contatto per scelta libera o per paura di sentirsi in colpa. Spesso è lì che si nasconde la risposta più onesta. Rimango a disposizione, un saluto!
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso questi suoi dubbi. Comprendo che la situazione la stia mettendo in difficoltà e che il senso di colpa la porti a interrogarsi su cosa sia giusto o sbagliato fare.
Non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel mantenere un'amicizia con qualcuno del passato, anche se c'è stato un coinvolgimento sentimentale. Quello che noto dalla sua descrizione è che questa situazione le genera parecchia confusione: pensa spesso a lui, prova senso di colpa, si chiede se sia giusto o sbagliato continuare a sentirlo.
Queste emozioni e questi pensieri ricorrenti meritano attenzione. Potrebbe essere utile fermarsi a riflettere: come mi fanno stare questi contatti? Perché provo senso di colpa? Cosa mi spinge a cercarlo quando non ci sentiamo da tempo? Ascoltare le proprie emozioni può aiutarla a comprendere meglio cosa sta accadendo dentro di sé e cosa desidera davvero.
Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su questi aspetti, sui suoi bisogni emotivi e su come gestire i confini in modo sano e autentico per lei.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Veronica Moderana
la ringrazio per aver condiviso questi suoi dubbi. Comprendo che la situazione la stia mettendo in difficoltà e che il senso di colpa la porti a interrogarsi su cosa sia giusto o sbagliato fare.
Non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel mantenere un'amicizia con qualcuno del passato, anche se c'è stato un coinvolgimento sentimentale. Quello che noto dalla sua descrizione è che questa situazione le genera parecchia confusione: pensa spesso a lui, prova senso di colpa, si chiede se sia giusto o sbagliato continuare a sentirlo.
Queste emozioni e questi pensieri ricorrenti meritano attenzione. Potrebbe essere utile fermarsi a riflettere: come mi fanno stare questi contatti? Perché provo senso di colpa? Cosa mi spinge a cercarlo quando non ci sentiamo da tempo? Ascoltare le proprie emozioni può aiutarla a comprendere meglio cosa sta accadendo dentro di sé e cosa desidera davvero.
Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su questi aspetti, sui suoi bisogni emotivi e su come gestire i confini in modo sano e autentico per lei.
Resto a disposizione se desidera approfondire.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Veronica Moderana
Buon pomeriggio e grazie per la tua condivisione.
Non riesco a cogliere l'origine dei dubbi, cioè come mai pensi di essere in errore? Da cosa scaturisce il senso di colpa e come mai stai valutando, a malincuore, di chiudere i rapporti con questo amico? Non riesco a capire come e da dove nascono questi dubbi se stai bene, per questo ti rigiro la domanda: è una tua scelta oppure di altri?
Spero che possa aiutarti a riflettere questo spunto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Francomano Ilaria
Non riesco a cogliere l'origine dei dubbi, cioè come mai pensi di essere in errore? Da cosa scaturisce il senso di colpa e come mai stai valutando, a malincuore, di chiudere i rapporti con questo amico? Non riesco a capire come e da dove nascono questi dubbi se stai bene, per questo ti rigiro la domanda: è una tua scelta oppure di altri?
Spero che possa aiutarti a riflettere questo spunto.
Un caro saluto,
Dott.ssa Francomano Ilaria
Buongiorno,
per risolvere questa situazione dovresti agire su tre fronti: comprendere cosa cerchi davvero in quel ragazzo che manca nel tuo rapporto attuale, stabilire dei confini chiari per non farti schiacciare dalle sue richieste d'aiuto e testare la tua reazione al distacco.
Il punto centrale è smettere di fare la "crocerossina": se il legame si basa sul fatto che lui ha bisogno di te, non è un'amicizia equilibrata ma un peso che ti trascini dietro. Provare a prenderti una pausa dai contatti potrebbe aiutarti a capire se la tua attuale relazione ti appaga davvero o se quel legame con il passato serve solo a riempire un vuoto di leggerezza o di sintonia generazionale.
Cordialmnete
Dott.ssa
Chantal Danna
per risolvere questa situazione dovresti agire su tre fronti: comprendere cosa cerchi davvero in quel ragazzo che manca nel tuo rapporto attuale, stabilire dei confini chiari per non farti schiacciare dalle sue richieste d'aiuto e testare la tua reazione al distacco.
Il punto centrale è smettere di fare la "crocerossina": se il legame si basa sul fatto che lui ha bisogno di te, non è un'amicizia equilibrata ma un peso che ti trascini dietro. Provare a prenderti una pausa dai contatti potrebbe aiutarti a capire se la tua attuale relazione ti appaga davvero o se quel legame con il passato serve solo a riempire un vuoto di leggerezza o di sintonia generazionale.
Cordialmnete
Dott.ssa
Chantal Danna
Gentile utente, da ciò che racconta emerge una certa confusione emotiva, comprensibile data la situazione. Il punto centrale non è tanto “sbagliare o meno”, ma chiarire cosa rappresenta per lei questo legame e se entra in conflitto con la relazione attuale. Il senso di colpa può essere un segnale utile per interrogarsi sui propri bisogni e sui limiti da darsi. Valuti se mantenere questo contatto le crea serenità o, al contrario, la tiene in una posizione ambivalente. Un confronto con un professionista potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza. Un caro saluto
Il senso di colpa di cui riferisce nasce da un conflitto interiore tra i propri valori e l'azione. Quando risponde alle attenzioni dell'altro ragazzo è come se andasse ad assecondare il suo bisogno di "contenimento".
Buonasera, grazie della sua condivisione.
Da ciò che racconta, mi sembra di identificare una certa confusione rispetto a ciò che rappresenta per lei il rapporto con questo ragazzo.
Prima di prendere una decisione rispetto all'evoluzione della relazione, può provare a chiedersi cosa rappresenta per lei il senso di colpa che sta vivendo. Cosa le sta indicando? In cosa sente di "sbagliare" rispetto al rimanere in contatto con il ragazzo? Può essere inoltre utile mettere a fuoco cosa la lega a questo ragazzo e a quale bisogno personale risponde la relazione con lui.
Il punto centrale non è se sia giusto o sbagliato sentirlo, ma che funzione ha per lei questo contatto e che effetto produce nella sua relazione attuale e dentro di sé. Forse definire i confini di questa relazione l'aiuterà anche a prendere una decisione più consapevole.
Un caro saluto
Dott.ssa Michela D'Argenzio
Da ciò che racconta, mi sembra di identificare una certa confusione rispetto a ciò che rappresenta per lei il rapporto con questo ragazzo.
Prima di prendere una decisione rispetto all'evoluzione della relazione, può provare a chiedersi cosa rappresenta per lei il senso di colpa che sta vivendo. Cosa le sta indicando? In cosa sente di "sbagliare" rispetto al rimanere in contatto con il ragazzo? Può essere inoltre utile mettere a fuoco cosa la lega a questo ragazzo e a quale bisogno personale risponde la relazione con lui.
Il punto centrale non è se sia giusto o sbagliato sentirlo, ma che funzione ha per lei questo contatto e che effetto produce nella sua relazione attuale e dentro di sé. Forse definire i confini di questa relazione l'aiuterà anche a prendere una decisione più consapevole.
Un caro saluto
Dott.ssa Michela D'Argenzio
Ciao, grazie per aver condiviso i tuoi pensieri in modo così sincero. Da quello che scrivi, sembra che il tuo senso di colpa nasca principalmente dal fatto di sentirti legata a una persona del passato e dal desiderio di prenderti cura di lui, mentre sei già impegnata in un’altra relazione stabile. È normale avere sentimenti contrastanti: la cura per qualcuno non significa necessariamente voler tornare insieme o tradire il partner attuale.
Quello che può essere utile riflettere è il tipo di confini che desideri stabilire: se il mantenere il contatto con questa persona ti crea senso di colpa o conflitto interiore, potrebbe essere utile chiederti in che modo questa relazione influenza il tuo benessere e la tua relazione attuale. Non esiste una regola unica: alcune persone scelgono di limitare o interrompere i contatti, altre trovano un equilibrio comunicando in modo chiaro e rispettoso.
In ogni caso, il fatto che tu ti ponga queste domande è già un segnale importante di consapevolezza emotiva. Per chiarire meglio i tuoi sentimenti, capire i confini più sani per te e gestire eventuali sensi di colpa, è consigliabile parlarne con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Quello che può essere utile riflettere è il tipo di confini che desideri stabilire: se il mantenere il contatto con questa persona ti crea senso di colpa o conflitto interiore, potrebbe essere utile chiederti in che modo questa relazione influenza il tuo benessere e la tua relazione attuale. Non esiste una regola unica: alcune persone scelgono di limitare o interrompere i contatti, altre trovano un equilibrio comunicando in modo chiaro e rispettoso.
In ogni caso, il fatto che tu ti ponga queste domande è già un segnale importante di consapevolezza emotiva. Per chiarire meglio i tuoi sentimenti, capire i confini più sani per te e gestire eventuali sensi di colpa, è consigliabile parlarne con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
salve, secondo me deve ancora aspettare perchè non ha ancora intuito che persona sia grazie
Gentile utente, non è obbligatorio scegliere tra “cancellare del tutto” e continuare così, a sentirlo "ogni tanto". La vera scelta è come stare in questa situazione. Può, ad esempio, scegliere di essere una persona gentile e presente senza oltrepassare confini che danneggino la sua relazione. Oppure può accorgersi se questo contatto la trascina in dinamiche che non vuole alimentare.
La bussola che deve orientare le sue azioni non è il senso di colpa, quanto più i suoi valori, cioè quello che la avvicina di più a ciò che per lei è importante, per esempio il rispetto, l'esserci per le persone a cui tiene, la sincerità.
Se vuole, può provare a chiedersi: “Se potessi gestire questa situazione in modo che mi faccia sentire rispettosa di me stessa e della mia relazione, cosa farei di diverso?”
Quella risposta, anche se potenzialmente scomoda, è probabilmente la direzione più in linea con ciò che desidera e che la avvicina al tipo di persona che vuole essere, come amica e compagna.
Le mando un caro saluto!
La bussola che deve orientare le sue azioni non è il senso di colpa, quanto più i suoi valori, cioè quello che la avvicina di più a ciò che per lei è importante, per esempio il rispetto, l'esserci per le persone a cui tiene, la sincerità.
Se vuole, può provare a chiedersi: “Se potessi gestire questa situazione in modo che mi faccia sentire rispettosa di me stessa e della mia relazione, cosa farei di diverso?”
Quella risposta, anche se potenzialmente scomoda, è probabilmente la direzione più in linea con ciò che desidera e che la avvicina al tipo di persona che vuole essere, come amica e compagna.
Le mando un caro saluto!
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