Salve dottori, sono un ragazzo di venti sei anni molto brutto e per questo non troverò mai una ragaz

24 risposte
Salve dottori, sono un ragazzo di venti sei anni molto brutto e per questo non troverò mai una ragazza. Una condizione che non ho scelto io,ma il nascere brutto ha deciso tutto per me. Volevo chiedervi se si ci può sentire appagati da celibi? E come accettare il fatto che una ragazza io non la posso avere a causa del mio handicap?
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.

L' handicap vero non è la bruttezza ma la sua ormai definitiva convinzione che le cose andranno così.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Diane Zanella
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, dal suo messaggio traspare lo stato d'animo che lei associa al suo essere celibe e comprendo che questo vissuto possa non essere semplice.
Mi verrebbe da dirle che il sentirsi appagati dipende dal relazione che si ha con sé stessi, prima che da quelle che si hanno con altri.
A mio avviso potrebbe essere interessante comprendere come mai lei viva il fatto di non avere una ragazza come un "handicap" e a quali bisogni risponda la sua ricerca di una relazione di coppia. In ogni caso, suggerirei di partire da lei, dai suoi vissuti, emozioni e risorse.
Resto a disposizione per un consulto online o in presenza.
Un saluto,
Dott.ssa Diane Zanella
Dott.ssa Giusy Solano
Psicologo, Psicologo clinico
Palmi
Gentilissimo
Mi dispiace molto ciò che dice perché non è assolutamente vero che non potrà mai trovare una ragazza e che lei è brutto… la bellezza è un dato soggettivo… se mi posso permettere le consiglierei un percorso di supporto psicologico proprio per acquisire maggior autostima di se e tirar fuori tutte le risorse che ha dentro.
Resto a sua disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa solano giusy
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amico,
Quello che scrive è molto triste, perché sembra che l'unico parametro in base a cui si valuta sia l'aspetto fisico. Il sesso e l'amore non sono così facili, per fortuna!
Abbia fiducia, nessuno è solo il suo aspetto!

Con migliori auguri


Dr. Ventura
Dott.ssa Giorgia Ferrucci
Psicologo, Psicologo clinico
Lainate
Gentilissimo, mi dispiace che lei si ritenga brutto e che per questo crede di essere condannato a stare da solo. Per rispondere alla sua domanda, si può assolutamente trovare appagamento nell'essere celibe in quanto ognuno di noi dovrebbe trovare appagamento prima di tutto nella compagnia di sé stesso e solo dopo trovare qualcuno con cui condividere la vita. Purtroppo, molto spesso, le persone si accontentano di relazioni mediocri pur di non essere sole. Nel suo caso, io credo che possa sicuramente puntare sulle sue qualità interiori in quanto per fortuna, l'aspetto in una relazione è importante ma non è tutto ciò che conta. Ci sono anche persone poco superficiali che guardano altro in un uomo. Inizi a lavorare sulle sue passioni e a trovare una dimensione personale soddisfacente, ma non si perda d'animo perché la persona giusta potrebbe sempre arrivare. Inoltre, ad oggi, se non si accetta il proprio aspetto, ci sono molte soluzioni estetiche anche non eccessivamente invasive o dispendiose che aiutano a vedersi un po' meglio. Le auguro di riuscire a vivere ad ogni modo la sua vita pienamente e in modo soddisfacente.
Rimango a disposizione. Un caro saluto.
Dott.ssa Giorgia Ferrucci
Dott.ssa Marina Lumento
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Pescara
Gentilissimo, comprendo la difficoltà che sta attraversando. È importante innanzitutto riconoscere che l'autostima e l'accettazione di sé sono elementi cruciali per il benessere emotivo. La bellezza è soggettiva e varia da persona a persona. Concentrarsi solo sull'aspetto esteriore può limitare la percezione di sé e delle proprie qualità.
La felicità e l'appagamento non sono esclusivamente legati a una relazione romantica. Molte persone vivono una vita appagante e soddisfacente da single, concentrandosi sullo sviluppo personale, le passioni, le amicizie e le esperienze. L'accettazione di sé è un processo importante, che richiede tempo e sforzo. Imparare ad amare te stesso per ciò che sei, sviluppando una mentalità positiva e coltivando l'autostima, può favorire il tuo benessere complessivo.
È fondamentale sfidare le credenze limitanti che associ l'aspetto esteriore alla tua capacità di avere una relazione. Il valore di una persona va al di là dell'aspetto fisico. Focalizzati sulle tue qualità interiori, i tuoi interessi e il tuo carattere unico. Aprirti all'accettazione e all'amore di te stesso può aprirti a connessioni più profonde con gli altri.
Se senti di lottare con queste emozioni, considera la possibilità di parlare con uno psicologo. Lavorare su questi pensieri e sentimenti con un professionista può aiutarti a sviluppare una prospettiva più positiva e costruttiva su te stesso e sulle tue relazioni interpersonali. A sua disposizione, dr.ssa Marina Lumento.
Dr. Massimo Montanaro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Crema
Carissimo, il suo breve messaggio lascia trasparire la sofferenza e anche forse una sorta di atteggiamento di resa difronte a questa situazione. Tuttavia mi sentirei di dirle che l'aspetto estetico è solo uno degli elementi che ci permettono di entrare in relazione con gli altri e di sentirci apprezzati. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico per provare a lavorare con un professionista sulla propria autostima e sulle strategie per poter affrontare questo ostacolo senza darsi per vinti. Resto a disposizione per qualsiasi cosa, anche da remoto. Cordiali saluti. Dottor Montanaro
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

lei porta qui il tema dell' insicurezza e della bassa autostima. È in un contesto più ampio che potrebbe approfondire le tematiche qui riportate. Contatti uno specialista ed inizi un percorso di psicoterapia, potrebbe aiutarla a trovare le risposte che cerca.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, la percezione che ha di sé ha sicuramente strascichi sulla sua autostima e probabilmente, di conseguenza, sulle relazioni. Sarebbe necessario un'analisi del suo caso per comprendere appieno i suoi vissuti e ciò che la può far stare bene. Non ci sono regole che valgano per tutti, ognuno ha bisogni differenti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Valeria Montella
Psicologo
Sesto Fiorentino
Buongiorno, dal suo messaggio mi sembra di leggere tra le righe che vive come un handicap questo tratto fisico di cui parla ed inoltre lassocia a quest'ultimo il suo essere celibe. Mi sento di dirle che la relazione con sé stessi è fondamentale per instaurare relazioni con gli altri. Potrebbe essere interessante da affrontare in un percorso psicoterapeutico la comprensione del suo vissuto rispetto alla realtà di non avere ad oggi una ragazza (è sempre bene ridimensionare questo aspetto del QUI ED ORA, come condizione ATTUALE e NON PERMANENTE) e a quali bisogni risponda la sua ricerca di una relazione di coppia. Credo che debba ripartire partire da se stesso, dai suoi vissuti ed emozioni nonchè dalle sue risorse. Spero di esserle stata utile
Dott.ssa Valeria Montella
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,

Mi dispiace leggere delle tue difficoltà relative alla tua percezione di te stesso e alle tue aspettative in campo sentimentale. La bellezza e l'autostima sono concetti complessi e multidimensionali, e spesso sono influenzati da fattori esterni, come le aspettative sociali, e interni, come la nostra autovalutazione.

Rivalutazione del concetto di bellezza: La società tende ad enfatizzare determinati standard di bellezza, ma è essenziale ricordare che la bellezza è soggettiva e che ciò che è considerato bello o attraente varia da persona a persona. La connessione e l'intimità non derivano esclusivamente dall'aspetto fisico, ma anche da qualità come empatia, comprensione, affetto e compatibilità.

Appagamento da celibi: Molti individui scelgono consapevolmente la vita da celibi e trovano appagamento in altre aree della vita come carriera, amicizie, hobby, volontariato o sviluppo personale. È assolutamente possibile sentirsi appagati da soli, ma è essenziale che questa scelta derivi da una vera volontà personale e non da una sensazione di rassegnazione.

Sostegno terapeutico: Potrebbe essere benefico intraprendere un percorso terapeutico per esplorare e affrontare le tue percezioni e sentimenti. Uno psicologo può aiutarti a sviluppare una maggiore autostima e ad acquisire strumenti per gestire le sfide relative all'autopercezione.

Connessione con gli altri: Cercare di stabilire legami profondi con gli altri può essere un modo per apprezzare la reciprocità e la connessione al di là dell'aspetto fisico. Partecipare a gruppi, associazioni o attività che ti appassionano può aiutarti a incontrare persone che condividono i tuoi interessi e valori.

Ricordati sempre che ognuno di noi ha un valore intrinseco che va ben oltre l'aspetto fisico. L'autostima e l'amore per sé possono essere coltivati e rafforzati attraverso il lavoro su di sé e il supporto adeguato.

Cordialmente,

Ilaria.
Dott.ssa Maria Francesca Russo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
bello o brutto è solo una espressione del modo con cui mi guardo e gli altri mi guardano.
è come se ti fossi messo al collo una etichetta che ti classifica e per la quale ti guardi nel mondo.
ognuno di noi è quello che è, ha ricevuto il dono della vita ed è qui per esprimere il meglio di se stesso con il corpo che ha.
non lasciare che questo giudizio e pregiudizio condizionino la tua esistenza
se cominci ad amarti, senza disprezzare te stesso, il mondo stesso ti amerà per quello che sei.
credo che su questo punto tu abbia bisogno di un sostegno terapeutico-
se vuoi contattami
 Russo Stefania
Psicologo
Roma
"Se io per primo non credo in me, come potrà un altro essere umano farlo? Credo che la cosa più importante da fare sia quella di farsi aiutare a tirare fuori tutto il bello che c'è in lei. Il brutto di cui lei parla è il suo vissuto e non la sua fisicità. Per qualsiasi tipo di supporto, non esiti a contattarmi.
Stefania Russo
Dott.ssa Arianna Broglia
Psicologo, Psicoterapeuta
Parma
Buonasera gentile ragazzo, hai fatto bene a condividere i tuoi pensieri con noi. Rispondo alla tua domanda dicendoti che sì, si può vivere una vita appagante anche da celibi, dedicandosi a se stessi, alle proprie passioni e ai propri hobby e alle altre relazioni significative, come le amicizie. Tuttavia sospetto che una risposta a questo quesito non sia sufficente per placare la tua sofferenza. Potrebbe essere importante per te lavorare con uno psicologo per arrivare ad amarti e a piacerti di più, in questo modo riuscirai a credere di più in te stesso. Sottolineo anch'io, come hanno già fatto tanti altri colleghi, che l'aspetto fisico è una questione puramente soggettiva ed è solo uno dei tanti aspetti che possono portare alla nascita di una relazione romantica. Rimango a disposizione, un caro saluto. Dott.ssa Arianna Broglia
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Dott.ssa Carlotta Perucca
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno. Mi chiedo sempre, quando si parla di bellezza e bruttezza, chi ci ha insegnato i canoni "giusti" per cui una persona possa piacere o no. Lei si è descritto in un modo molto duro, soprattutto con se stesso..ma che ne penserebbe, di rimettere in discussione tutto e trovare un nuovo modo di descriversi, lasciando andare etichette dolorose e, a mio parere, superficiali. Ci pensi. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, Dott.ssa Carlotta Perucca
Buongiorno, la descrizione che ha dato di se è molto connotata dal tema del giudizio, pertanto suggerirei un percorso dove valutare questo aspetto e di conseguenza nuovi approcci per risolvere il problema che lei porta che, vorrei rassicurarla, ha sicuramente una soluzione. Cordialità
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità, non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Dott.ssa Cristina Borghetti
Psicologo, Psicologo clinico
Modena


Capisco quanto sia difficile convivere con una percezione così negativa di sé stesso. È importante però ricordare che il modo in cui percepiamo noi stessi non sempre corrisponde alla realtà. Spesso, questa visione è influenzata da insicurezze e dal confronto con gli altri, soprattutto in un mondo dove l’aspetto esteriore viene enfatizzato in maniera sproporzionata.

Riguardo alla domanda se si possa essere appagati da celibi, la risposta varia da persona a persona. Ci sono molti modi di trovare significato e felicità nella vita, indipendentemente dalle relazioni sentimentali. Tuttavia, il vero nodo sembra essere l’accettazione di sé stesso e l’idea che lei “non possa avere” una ragazza. È cruciale esplorare più a fondo queste convinzioni, perché spesso non è l’aspetto fisico a determinare il valore di una persona o le sue possibilità di costruire relazioni.

Le suggerisco di considerare un percorso psicologico per lavorare su questi aspetti, esplorando le sue emozioni e costruendo una maggiore fiducia in sé stesso. Il supporto di un professionista potrebbe aiutarla a vedere la sua situazione da prospettive diverse e a sviluppare strumenti per affrontare questa sofferenza.

Resto a disposizione per una consulenza psicologica online, qualora volesse intraprendere questo percorso.

Dott.ssa Cristina Borghetti Psicologa
Dott.ssa Beatrice Gabusi
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Gentile utente,

grazie per aver condiviso con noi i Suoi pensieri e le Sue preoccupazioni. Le Sue parole evidenziano una sofferenza che merita attenzione, e voglio rassicurarLa sul fatto che non è solo in queste riflessioni.

Come psicologa, mi piacerebbe invitarLa a considerare un aspetto importante: il significato che attribuiamo a ciò che viviamo e alle caratteristiche che ci descrivono non è qualcosa di oggettivo e immutabile, ma piuttosto qualcosa che possiamo co-costruire. L'idea di "bruttezza" che menziona, per esempio, è un concetto che può assumere sfumature diverse a seconda del contesto, delle esperienze e delle relazioni che incontriamo. Può essere utile esplorare da dove derivano queste convinzioni su di Sé e in che modo influenzano il Suo modo di vedere le relazioni e il futuro.

Inoltre, riguardo alla domanda sul sentirsi appagati nella condizione di celibato, ogni persona può trovare un proprio modo di vivere e di costruire significato nella vita, indipendentemente dalle relazioni sentimentali. Questo, però, non significa rinunciare al desiderio di una relazione, ma piuttosto lavorare per comprendere meglio se stesso, le Sue esigenze e il Suo valore, al di là delle prime impressioni o delle difficoltà che percepisce.

Mi rendo conto che accettare ciò che ci sembra un "limite" non è semplice, ma il percorso di accettazione è anche un modo per scoprire che i nostri "limiti" possono trasformarsi in occasioni per conoscerci meglio e costruire relazioni autentiche, basate sulla condivisione di chi siamo nella nostra interezza.

Potrebbe essere utile continuare questo dialogo in uno spazio dedicato, in cui approfondire insieme le Sue esperienze e i Suoi significati, così da esplorare nuove prospettive.

Un caro saluto,
Beatrice Gabusi
Dott.ssa Carlotta Cazzin
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Gentilissimo, grazie per la sua condivisione e per essersi aperto con noi.
Data l'evidente convinzione che emerge dalle sue parole, credo che sia poco utile ricordarle che la bellezza è soggettiva, che ciò che è bello per una persona, non è per forza bello per lei e, che ciò che lei ritiene brutto, probabilmente non è brutto per qualcun altro, vero?
Ma provi a focalizzarsi sulla diversità con cui le persone percepiscono il mondo. Quante volte le è capitato di vedere qualcosa con occhi diversi rispetto a qualcun altro che conosce? Quante volte, un monumento, un dipinto, un paesaggio che lei trovava bellissimo per qualcun altro era insignificante e privo di bellezza?
O al contrario, quante volte per lei quel panorama, quel quadro erano "brutti" e qualcun altro, a cui magari ricordavano qualcosa, a cui richiamavano un'emozione, un pensiero o un ricordo del loro passato si commuovevano e li trovavano particolarmente belli e significativi?
Forse non ci crederà, ma la bellezza sta proprio "negli occhi di chi guarda", di cosa vede quella persona, quali emozioni le fa vivere parlare con lei, come state assieme e come riuscite a comprendervi.
La società, i media e ciò che ci circonda contribuiscono purtroppo a darci degli standard altissimi e un canone di bellezza irreale, il voler raggiungere la perfezione ci perseguita e l'ideale estetico è ciò che guardiamo di più. Ma mi sento di dirle che esiste tanto altro. Lei cosa vede in una ragazza? Le interessa come questa ragazza si pone? Come la guarda? Cosa le fa provare? Come sta quando sta con lei? O è interessato all'estetica di quest'ultima? Preferirebbe stare con una persona che (secondo lei) è esteticamente "bella" ma che non la fa emozionare quando state assieme?
Mi creda, il suo aspetto non è un handicap e non è l'unica cosa che conta.
Infine, per rispondere alla sua domanda, certo che si, anche da celibi ci si può sentire appagati. Si può essere felici anche senza un compagno o una compagna, anche senza un figlio o una famiglia, tantissime persone stanno bene da sole, con la loro carriera o con le persone a loro care vicine. Ma non è questo il punto. Si è felici anche da soli, se si vuole stare da soli, se non vediamo l'altro come una priorità o se nella vita abbiamo altri obbiettivi e cose che riteniamo più importanti.
Nel suo caso, da ciò che racconta, non credo che lei voglia stare da solo, piuttosto credo che lei pensi di meritare di stare da solo.
Infine, nel caso in cui le facesse piacere, le consiglierei di rivolgersi ad un professionista, non tanto per accettare "il fatto che non può avere una ragazza a causa del suo handicap" ma per provare a raccontarsi, a dire ciò che pensa di sé e degli altri, come la fa sentire questa sua idea e per provare a raccontare il suo vissuto.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Cordialmente, Dott.ssa Carlotta Cazzin.
Dott.ssa Federica Giudice
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quando ci si sente “fuori” da certi standard sociali, soprattutto legati all’aspetto fisico, può nascere la convinzione di non essere degni d’amore o destinati a non essere scelti. È una ferita profonda, che non dipende solo dall’immagine allo specchio, ma anche da come si è stati guardati (o ignorati) nel corso della vita.Tu parli di bruttezza come di un “handicap”, qualcosa di insormontabile, che ha già deciso tutto. Ma ti assicuro che nessuna caratteristica fisica ha davvero il potere di determinare in modo assoluto il valore di una persona o la possibilità di essere amati. Ci sono ferite interiori, come la tua, che spingono a vedere se stessi solo attraverso una lente rigida e dolorosa. È come se il tuo sguardo fosse stato "allenato" per cercare la conferma del rifiuto. E questo rende ogni speranza più difficile.

Alla tua domanda: la risposta è che sì, è possibile trovare un senso pieno nella propria vita anche senza una relazione di coppia, ma SOLO se quella condizione è frutto di una scelta libera e non di una rinuncia forzata dettata dal dolore o dalla sfiducia in sé.
In questo momento, più che rinunciare o accettare l’idea di "non poter avere una ragazza", credo che tu abbia bisogno e meriti di fare un percorso psicologico che ti aiuti a cambiare lo sguardo che hai su di te.
Non perché devi "pensare positivo" o "diventare bello", ma per riscoprire il tuo valore al di là dell’aspetto esteriore, curare l’autostima, comprendere le tue ferite e iniziare a costruire relazioni più sane con te stesso e con gli altri. Ti invito davvero a considerare l’idea di iniziare questo percorso con uno psicologo. La sofferenza che porti non è una condanna, è una ferita che può essere capita, accolta, trasformata.
E non sei solo. Anche in questo, ci si può fare accompagnare. Amo accompagnare le persone nel loro percorso di crescita e benessere, e sarei davvero contenta di poter aiutare chiunque senta il bisogno di un supporto in questo momento.
Buongiorno,
Intanto partirei col dire che una relazione si basa su un incastro e dinamiche specifiche che vanno al di là dell'estetica. Sarebbe da indagare come mai lei si definisce "molto brutto", se si percepisce in questo modo da sempre oppure se questa sensazione è nata in un momento specifico della sua vita. Rifletterei sul fatto che ne parla in termini di "handicap", di una "condizione" che non ha scelto lei.
Lei cosa risponderebbe alla sua domanda? Per lei ci si può sentire appagati da celibi? Non esiste una risposta universale, per qualcuno sì e per altri magari no. Per lei?
E se anzichè accettare che non può avere una ragazza provasse a pensare che può averla, visto che l'estetica non è l'unico criterio di scelta di un partner? Come sarebbe per lei?
Posso consigliarle, se se la sente, di iniziare un percorso psicologico per comprendere il perchè di questi suoi pensieri, quando nascono, che significato assumono nella sua vita. Spero di esserle stata d'aiuto :)
Dott.ssa Letizia Turchetto
Psicologo, Psicologo clinico
Ponte di Piave
Gentile Utente, buongiorno e grazie per avere portato qui questa sua riflessione. Dalle sue parole colgo la fatica che sta provando e vissuti di rassegnazione, per cui sono sinceramente dispiaciuta. Per quanto riguarda la definizione che fornisce di sè stesso, vorrei che riflettesse sul fatto che si tratta di un suo giudizio verso di sè, molto severo e rigido tra l'altro. Consideri che per poterci rapportare all'altro, è importante che la relazione che abbiamo con noi stessi sia supportiva e serena, in alternativa risulta complicato riuscire a porci in modo propositivo e accogliente. Le chiedo se ha già provato a soffermarsi su questo punto, con un approccio gentile verso di sè?
Sarebbe interessante comprendere le ragioni per cui a priori si autoesclude la possibilità di intraprendere una relazione. Nel relazionarci all'altro, sono molti i fattori che concorrono e svolgono tutti una funzione importante quando ci facciamo conoscere e non parlo esclusivamente di aspetto fisico, tutt'altro.
Nel generalizzare la sua percezione che non avrà nella sua vita una compagna al suo fianco, tendiamo a ripercorrere un pensiero disfunzionale che gioca a nostro sfavore, e condiziona il nostro umore e la nostra apertura all'altro. Le proporrei di fermarsi e riflettere su questa rigidità verso sè stesso e questa visione del tutto soggettiva del futuro, per approfondire le ragioni per cui percepisce un destino già scritto per lei. Posso anche rassicurarla sul fatto che non ci sono possibilità di previsione del futuro ad oggi, e questo pone la palla al centro.
Siamo molto di più e molto più complessi della dimensione squisitamente estetica, che svanisce e si trasforma nel tempo.
Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Turchetto
Dott.ssa Sandra Pitino
Psicologo, Psicologo clinico
Modica
Buongiorno, le consiglio di intraprendere una terapia per lavorare, non sulla possibilità di vivere una vita felice da celibe, piuttosto sull'accettazione di sè. Chi ha deciso che lei è brutto? Credo che ci sia una visione distorta di sè e della sua persona.

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