Salve,da un po di tempo che ho fissazioni penso che la gente penso che non sia normale o che nn sapp

Salve,da un po di tempo che ho fissazioni penso che la gente penso che non sia normale o che nn sappia le cose o fare le cose o che so che quella.cosa e andata così o detto così però mi fisso e dico ma se nn e così so che nn sono vere queste cose mi creano di sagio e mi fanno stare male psicologicamente ho paura di impazzire nella mia mente mi sento una pazza che vuol dire tutto questo???? Però faccio tutte le cose,si può guarire da tutto questo? Anche senza medicinai

25 risposte


Lei descrive sintomi che potrebbero essere riconducibili a un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), caratterizzato da fissazioni e pensieri intrusivi che causano disagio psicologico. È importante capire che non è sola in questo e che ci sono approcci terapeutici efficaci per gestire e superare questi sintomi. Si può guarire da queste condizioni anche senza l'uso di farmaci, ma è fondamentale cercare aiuto professionale da uno psicologo o uno psicoterapeuta specializzato in disturbi d'ansia e DOC. La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è uno dei trattamenti più efficaci per il DOC e può aiutare a identificare e cambiare i modelli di pensiero distorti che alimentano le fissazioni. Inoltre, ci sono varie tecniche di gestione dello stress e di rilassamento che possono essere utili nel controllo dei sintomi, come la mindfulness, la respirazione profonda e l'esercizio fisico regolare. Ricordi che chiedere aiuto è il primo passo verso il recupero. Se desidera maggiorni informazioni resto a disposizione, mi può contattare o fissare un appuntamento. Un caro saluto

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La ringrazio per aver condiviso le sue difficoltà, immagino possa non essere sempre un passo semplice. 
Riconosco che sta attraversando un momento difficile ed è giusto che sappia che ha diritto a chiedere aiuto ora che il percorso si fa tortuoso. Il disagio che sta sperimentando è significativo e merita tutta l'attenzione e la cura possibili. Tra l’altro, la sua domanda ha un contenuto rilevante, è preziosa per amplificare delle riflessioni. Rispondere in questa modalità rischierebbe di semplificare troppo o banalizzare un’opportunità di conoscenza di sé. La incoraggio vivamente a considerare un percorso psicologico. Un professionista qualificato può offrirle supporto e strumenti preziosi per affrontare e superare le difficoltà che sta vivendo. Fare questo passo può rappresentare un importante atto di amore e cura verso se stesso e il suo benessere. Le invio un caro saluto, restando a disposizione.


Gentile Utente, sicuramente la prima cosa è la volontà di volersi far aiutare da un Professionista, attraverso una consulenza psicologica, magari ad indirizzo umanistico esistenziale. Il colloquio psicologico è lo spazio più funzionale per poter approfondire questo suo difficile momento, attraverso svariate tecniche psicologiche. Solo lavorando su di lei potrà ritrovare la sua serenità. Cordialità Dott. Maurizio Di Benedetto


Gentile Utente, i sintomi che descrive mi fanno pensare a un disturbo ossessivo-compulsivo, un disturbo caratterizzato da fissazioni e pensieri intrusivi che causano un notevole disagio nella vita quotidiana Molto spesso si guarisce anche senza l'uso di farmaci, ma è fondamentale farsi seguire da uno psicologo. Sarebbe inoltre opportuno lavorare mediante tecniche di gestione dello stress e di rilassamento che possono essere utili nel controllo dei sintomi. Solo facendo un lavoro su di lei potrà ritrovare la sua serenità. Un caro saluto. Dott.ssa Monia Michelini


Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


Buongiorno, capisco perfettamente la sua preoccupazione per le sue fissazioni e la paura di impazzire. La cosa importante da capire è se queste fissazioni stiano interferendo con la sua vita quotidiana e se sì, in quali modalità. Le consiglio di consultare un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psichiatra, per una valutazione e un piano di trattamento individualizzato. Un professionista qualificato potrà aiutarla a capire meglio la tua situazione e a sviluppare un piano di trattamento adatto alle sue specifiche esigenze. Le auguro il meglio. Dott.ssa Baldelli Marta


Gentile utente, la domanda risulta alquanto confusa e pertanto difficile da comprendere. Tuttavia, sembra che a partire da un certo periodo lei abbia cominciato a vivere il malessere psicologico di cui parla. Cosa intende per fissarsi? E come è fatto questo malessere che dice di provare? Ma soprattutto, cosa è accaduto poco prima che lei perdesse la sua stabilità? Sicuramente, si può comprendere il disagio che prova, la sua origine e un modo per farvi fronte. Spero di sollecitarle utili riflessioni. Cordialmente, Dott.ssa Antonella Cramarossa


Salve Innanzitutto, desidero ringraziarla per aver condiviso con noi il suo sentire, poiché aprirsi riguardo alle proprie preoccupazioni è il primo passo verso la comprensione e il miglioramento del proprio stato psicologico. La descrizione che fornisce delle sue fissazioni e dei dubbi persistenti, nonostante la consapevolezza della loro irrazionalità, potrebbe suggerire la presenza di un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) o di una forma di ansia generalizzata. Questi disturbi spesso si manifestano attraverso pensieri intrusivi e ricorrenti che possono generare notevole disagio emotivo. L'angoscia derivante da queste fissazioni, l'incertezza pervasiva e la paura di "impazzire" sono sintomi che meritano un'attenzione particolare. Questi sintomi indicano che la sua mente è in uno stato di allarme continuo, che può influire negativamente sulla qualità della sua vita quotidiana. È cruciale comprendere che la mente umana è incredibilmente complessa e suscettibile a molteplici influenze, sia interne che esterne. La sensazione di "impazzire" è, in realtà, un'espressione del suo sistema di difesa psicologica che sta cercando di gestire un elevato livello di stress e ansia. Questo non significa che stia realmente perdendo il controllo della sua sanità mentale, ma piuttosto che sta attraversando un periodo di estrema difficoltà emotiva. Una delle metodologie più efficaci per trattare i disturbi d'ansia e ossessivo-compulsivi è la terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). La terapia EMDR si concentra sulla desensibilizzazione e rielaborazione dei traumi attraverso i movimenti oculari o altre forme di stimolazione bilaterale. Questo approccio permette di elaborare i ricordi disturbanti che possono essere alla base delle sue fissazioni e dei suoi pensieri ossessivi, promuovendo una maggiore integrazione e riduzione del disagio emotivo. Attraverso l'EMDR, può apprendere a riconoscere e rielaborare i pattern di pensiero che alimentano le sue fissazioni, sviluppando al contempo strumenti per ridurre il loro impatto sulla sua vita quotidiana. Questa terapia è particolarmente efficace nel trattare esperienze traumatiche che possono aver contribuito allo sviluppo delle sue attuali difficoltà psicologiche. È anche possibile migliorare il proprio stato senza ricorrere necessariamente ai farmaci, anche se in alcuni casi, soprattutto quando i sintomi sono particolarmente debilitanti, una combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia può essere la soluzione più efficace. Tuttavia, questa decisione dovrebbe essere presa in collaborazione con un professionista della salute mentale, quale uno psichiatra, che può valutare la necessità di un intervento farmacologico. In conclusione, è imperativo intraprendere un percorso di supporto psicologico per esplorare in modo approfondito la natura delle sue preoccupazioni e lavorare verso una risoluzione che le permetta di vivere una vita più serena e appagante. Non esiti a cercare l'assistenza di uno psicoterapeuta esperto in EMDR, come me, che possa guidarla attraverso questo processo. Resto a sua disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento o supporto. Sono disponibile anche on line Cordiali saluti Dott. Tiziana Vecchiarini


Si, si guarisce ma da un pc non è semplice capire l'entità del disturbo penso però che sia necessario far tutto il possibile per mandarlo via, fossero anche medicinali.


Gentile utente, mi spiace per la situazione che descrive, capisco che sia difficile convivere con questo tipo di disagio. Certamente in queste situazioni è importante rivolgersi ad un professionista della salute mentale, per avere un migliore inquadramento della situazione. Attraverso il lavoro in seduta si potrebbero ricercare diverse strategie per la gestione di questi tipi di pensieri e comprendere le ragioni del suo malessere. Cordiali saluti Alberto Binda


Buongiorno gentile utente, è normale avere dubbi e domande sulla nostra vita e ciò che ci circonda, il fatto che lei sia consapevole che questi pensieri non siano positivi e che in qualche modo le creano disagio è un ottimo segno, vuol dire che sei motivata a stare meglio. Si può guarire senza farmaci e con l'aiuto di un percorso di psicoterapia che può ridurre l'ansia e controllare le ossessioni. Con il giusto supporto e le giuste strategie può ritrovare la serenità. Resto a disposizione per qualsiasi domanda, sono disponibile anche per terapie online, un caro saluto, D.ssa Cristina Sinno

Dott.ssa Cristina Sinno

Dott.ssa Cristina Sinno

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Buonasera, la ringrazio innanzitutto per aver condiviso con noi le sue preoccupazioni. Penso che sarebbe moolto importante nel suo caso un supporto psicologico per capire l'origine dei suoi pensieri intrusivi e per trovare il modo di arginarli per migliorare il suo stile di vita, che immagino si sia modificato a causa dei pensieri stessi. Io sono disponibile anche per consulenze online. Dott. sa Elena Bonini


Buongiorno, ritengo nella sua situazione che la parola aiuti di più dello scritto. Contatti un professionista a cui possa spiegare per esteso ciò che sente e che pensa, possibilmente un terapeuta che possa condurre questi pensieri anche alla gente di cui lei parla. Resto a disposizione per le sue necessità. Dott. Festa Simone


Capisco quanto possa essere angosciante e frustrante vivere con questi pensieri intrusivi e fissazioni. È importante sapere che molte persone sperimentano pensieri intrusivi e che ciò non significa che tu stia impazzendo. Questi pensieri possono essere sintomi di un disturbo d'ansia o di un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC). I pensieri intrusivi sono pensieri indesiderati e disturbanti che possono causare ansia e disagio. È comune per le persone con ansia o DOC avere questi pensieri. La chiave è riconoscere che avere pensieri intrusivi non significa che questi pensieri siano veri o che tu li debba assecondare. Praticare la mindfulness può aiutarti a osservare i pensieri senza giudicarli o reagire ad essi. La mindfulness ti insegna a vivere nel presente e ad accettare i tuoi pensieri e sentimenti così come sono, senza cercare di cambiarli. Accettare che questi pensieri fanno parte della tua esperienza mentale può ridurre la loro intensità. Non cercare di scacciarli o di combatterli attivamente. Lavorare con uno psicologo o un terapeuta specializzato in disturbi d'ansia o DOC può fornirti supporto e strategie per gestire i pensieri intrusivi. Prova pratiche come la respirazione profonda, il yoga, la meditazione e l'esercizio fisico regolare possono aiutare a ridurre l'ansia generale e migliorare il benessere. Mantieni una routine regolare, dormi a sufficienza, segui una dieta equilibrata e fai attività fisica. Questi fattori possono influenzare positivamente il tuo stato mentale. Molte persone trovano sollievo dai pensieri intrusivi e dalle fissazioni attraverso la terapia e i cambiamenti nello stile di vita senza l'uso di farmaci. Tuttavia, in alcuni casi, i farmaci possono essere necessari e utili, soprattutto se i sintomi sono molto gravi. È importante parlare con un professionista della salute mentale per ottenere una valutazione accurata e discutere delle opzioni di trattamento. Un terapeuta può aiutarti a sviluppare un piano personalizzato per gestire i tuoi sintomi e migliorare la tua qualità di vita. Ricorda che non sei solo e che ci sono molte risorse e trattamenti disponibili che possono aiutarti a superare questi pensieri e a vivere una vita più serena. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo.

Dr. Vittorio Penzo

Dr. Vittorio Penzo

psicologo

Montenero di Bisaccia

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Gentile utente, dal suo racconto emerge sicuramente la sofferenza e il disagio che sta provando. Altresi penso che le informazioni date non siano sufficienti per stilare una diagnosi. Le consiglio di iniziare un percorso terapeutico nel quale poter comprendere meglio la natura del suo malessere è affrontarlo tempestivamente. Un caro saluto,Dott.ssa Ramona Borla


Salve, mi dispiace per la sua sofferenza. La prima cosa che mi sento di consigliarle è di chiedere l'aiuto di un professionista che possa aiutarla a comprendere l'origine di questi pensieri intrusivi e come gestirli al meglio. Resto a disposizione Cordiali saluti Dott. Di Gennaro Laura


Buonasera e grazie per la sua condivisione. Mi sento di dirle che, seguendo il suo ragionamento, noi dottori a cui pone la domanda facciamo comunque parte del gruppo "gente" a cui si riferisce e del quale dice che "non è normale" o che "non sanno le cose", visto che non vedo come mai dovremmo essere esenti da questa generalizzazione. Detto ciò spero di sbagliarmi e che seguirà il mio ed il nostro consiglio di intraprendere un percorso con un professionista della salute mentale per cercare di chiarire la sua situazione di confusione, provando a fidarsi ed affidarsi a qualcuno che le cose "le sa" e che sia "normale". Cordialmente, dottor Moraschini.

Dott. Mattia Moraschini

Dott. Mattia Moraschini

psicologo

San Giovanni in Marignano

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Buongiorno gentile utente. Stando a quanto racconta, i sintomi che sente di avere la fanno stare male, a disagio e teme di impazzire. Ha pensato di chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta? Quando si ravvisa un malessere psicologico è consigliabile consultare un professionista della salute mentale per prendersi cura del disagio e confrontarsi con un esperto. Rimango a disposizione qualora avesse bisogno di ulteriori indicazioni. Cordialmente, dott.ssa Camilla Centanni


Buongiorno, e grazie per aver condiviso il tuo stato d’animo e i tuoi timori. Quello che stai descrivendo è un’esperienza che può essere molto angosciante, ma è importante sapere che non sei sola e che ci sono modi efficaci per affrontare questi problemi. I pensieri ossessivi e le fissazioni possono diventare molto disturbanti, specialmente quando iniziano a influenzare negativamente la tua vita quotidiana e il tuo benessere psicologico. La buona notizia è che esistono strategie e terapie che possono aiutarti a superare queste difficoltà senza necessariamente ricorrere a farmaci. Riguardo alla tua paura di impazzire, è importante sottolineare che i pensieri ossessivi, per quanto angoscianti, non sono segno di pazzia. Sono sintomi di un problema che può essere trattato e risolto. La tua consapevolezza che questi pensieri non sono veri è già un passo molto importante verso la guarigione. Si può uscire da tutto questo, e molte persone riescono a farlo senza farmaci, grazie a un percorso terapeutico adeguato, spesso anche più breve di quanto si immagini. La chiave è trovare un professionista con cui ti senti a tuo agio e iniziare a lavorare insieme su queste difficoltà. Resto a disposizione e ti auguro una serena giornata.


Gentile utente, inizio dirle che mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. Rispondo subito alla sua domanda: c'è possibilità di "guarigione" anche senza l'assunzione di farmaci. Ciò che le sta accadendo è derivato da una forte ansia che si ripropone in un comportamento ossessivo e compulsivo. Sarebbe opportuno iniziare un percorso psicologico per poterle aiutare a comprendere meglio i suoi pensieri, a sviluppare strategie per gestire questi pensieri intrusivi in modo più efficace e a raggiungere un benessere emotivo più equilibrato. Resto a sua disposizione Dott.ssa Valentina Pisciotta


Quello che stai descrivendo potrebbe essere collegato a una condizione di ansia, insicurezza o pensieri ossessivi. È importante sapere che non sei sola e che molte persone attraversano momenti simili nella vita. Ciò che senti, anche se è molto angosciante, non significa che stai "impazzendo". Molte persone riescono a stare meglio attraverso la psicoterapia e i cambiamenti nello stile di vita. Con il giusto supporto, puoi ritrovare serenità e sicurezza, per questo ti incoraggio a rivolgerti a un professionista per una valutazione più approfondita. Un caro saluto.


Le fissazioni e i pensieri intrusivi che stai descrivendo potrebbero essere indicativi di un disturbo ossessivo-compulsivo o di un altro disturbo legato al pensiero, come l'ansia. Questi pensieri possono creare molta sofferenza emotiva, ma è importante ricordare che non sei sola in questo e che c'è supporto disponibile. Un approccio neuropsicologico è molto efficace per trattare queste problematiche, in quanto aiuta a identificare e modificare i pensieri disfunzionali, insegnando strategie per affrontare le ossessioni senza lasciarsi sopraffare da esse. Il supporto psicoterapeutico può essere utile anche per migliorare la gestione dell'ansia e delle emozioni negative, aumentando la consapevolezza di come questi pensieri influenzano il comportamento. Queste problematiche sono trattabili senza necessariamente ricorrere ai farmaci, anche se in alcuni casi un supporto farmacologico può essere utile per alleggerire i sintomi, sempre sotto supervisione medica. L'importante è chiedere aiuto e intraprendere un percorso di supporto psicologico, che può portare a significativi miglioramenti nel tempo! Non sottovalutare la possibilità di poter chiedere aiuto a un professionista della salute mentale, se lo vorrai potrò accompagnarti in questo percorso.


Salve, è possibile tutto ma per valutare cosa e come è necessaria sempre una adeguata e attenta valutazione diagnostica da parte di un professionista qualificato. Dato il quadro di incertezza e confusione da lei delineato non si può escludere a priori il ricorso ad un terapia farmacologica ma di certo ne va calibrata, come in ogni intervento, eventuale posologia e durata. Provi ad affidarsi ad un esperto per fare chiarezza su quanto sta vivendo e ridimensionare/superare lo stato di angoscia, che dalle sue parole, pare la pervada. Le auguro di recuperare quanto prima una maggiore serenità. Saluti, D.ssa Monica Giuffrida


Salve, capisco quanto questi pensieri ripetitivi e queste sensazioni la stiano spaventando.Vorrei dirle una cosa fondamentale: quello che sta descrivendo non è segno di pazzia. Sono sintomi molto comuni quando l’ansia aumenta e la mente entra in una modalità iper-controllante, in cui si analizza tutto mille volte per paura di sbagliare o di essere giudicati. Questi pensieri si chiamano ossessivi proprio perché tornano, anche quando sappiamo che non sono veri. La buona notizia è che si può guarire, e nella maggior parte dei casi non servono medicine, soprattutto quando si interviene con un supporto psicologico adatto.Allo stesso tempo, anche se questi sintomi non indicano nulla di grave o irreversibile, non vanno sottovalutati: più a lungo si resta da soli con questi pensieri, più diventano invadenti. Un percorso psicologico — anche breve — può aiutarla.approcci come la terapia cognitivo-comportamentale sono molto efficaci proprio per questi tipi di pensieri. Quindi sì, può stare meglio, e non c’è nulla nella sua esperienza che dica che non potrà guarire. Ma le suggerisco di non restare sola: parlarne con un professionista è il modo più rapido e sicuro per ridurre questi sintomi. Se vuole, possiamo anche capire insieme quali passi concreti fare per iniziare. Sono qui per aiutarla. Un caro saluto Clelia Maria Tollot


Buongiorno, quello che descrive è qualcosa che può spaventare molto, soprattutto perché riguarda i propri pensieri e il timore di “perdere il controllo” della mente. È importante però partire da un punto fondamentale: il fatto che lei riconosca che questi pensieri non sono veri, che li metta in dubbio e che le creino disagio, è già un segnale molto significativo. Non è il funzionamento di una mente che sta “impazzendo”, ma piuttosto di una mente che sta cercando continuamente di controllare, verificare e trovare certezza, finendo però per rimanere intrappolata in questo meccanismo. Quando parla di fissazioni, di dubbi continui su ciò che sa già essere vero, e del bisogno di ricontrollare mentalmente le cose, sta descrivendo un processo che nella prospettiva cognitivo-comportamentale è molto comprensibile. La mente, quando entra in uno stato di ansia, tende a generare pensieri intrusivi, cioè pensieri che arrivano senza volerlo, spesso strani, incoerenti o in contrasto con ciò che si pensa davvero. Il problema non è il pensiero in sé, ma il modo in cui si reagisce a quel pensiero. Più si cerca di analizzarlo, di risolverlo, di trovare la risposta definitiva al “ma se non fosse così?”, più il dubbio si rafforza e torna ancora più forte. Questo crea un circolo in cui il pensiero genera ansia, l’ansia porta a controllare e ragionare ancora di più, e questo alimenta ulteriormente il pensiero. È per questo che, anche se lei sa razionalmente che non è vero, il dubbio continua a ripresentarsi. Non è mancanza di lucidità, ma un eccesso di tentativi di controllo mentale. Il fatto che lei continui a fare le sue attività, a vivere la sua quotidianità, è un altro elemento importante. Significa che questa difficoltà, per quanto intensa e fastidiosa, non ha compromesso il suo funzionamento generale, e questo è un segnale positivo. Allo stesso tempo, il disagio che sente merita attenzione, perché vivere con questi pensieri può diventare molto faticoso. Rispetto alla sua domanda se si può stare meglio anche senza farmaci, è assolutamente possibile lavorare su questi meccanismi attraverso un percorso psicologico. In particolare, un approccio cognitivo-comportamentale può aiutarla a comprendere come funzionano questi pensieri, a cambiare il modo in cui risponde ad essi e a ridurre gradualmente il bisogno di controllo e rassicurazione. Non si tratta di eliminare i pensieri, ma di imparare a lasciarli passare senza dargli tutto quel peso e quella importanza che oggi, inevitabilmente, finiscono per avere. Spesso già comprendere che questi pensieri non sono pericolosi, che non definiscono chi è lei e che non indicano una perdita di contatto con la realtà, aiuta a ridurre la paura di fondo. E lavorando in modo guidato, è possibile costruire strumenti concreti per interrompere questo circolo e ritrovare una maggiore serenità mentale. Se sente che questa situazione la sta facendo soffrire, potrebbe essere davvero utile concedersi uno spazio di supporto, non perché ci sia qualcosa di “grave”, ma proprio per capire meglio il suo modo di funzionare e imparare a gestirlo con più tranquillità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.