Salve, da quasi un anno soffro di disturbi digestivi persistenti. Mi sono state diagnosticate dispe

5 risposte
Salve,
da quasi un anno soffro di disturbi digestivi persistenti. Mi sono state diagnosticate dispepsia funzionale, reflusso e IMO, con metano al breath test >90 ppm, gonfiore importante, stipsi e sospetto rallentamento dello svuotamento gastrico e motilità intestinale.

Sono seguita da un gastroenterologo e, prima di valutare antibiotici, mi è stato consigliato: prucalopride, PHGG a basso dosaggio, acido butirrico/butirrato e dieta temporaneamente blanda/simile a low-FODMAP.

Vorrei sapere se un approccio “motilità prima degli antibiotici” è ragionevole nell’IMO con metano alto. È possibile migliorare o risolvere l’IMO senza antibiotici, oppure in questi casi sono spesso necessari? Gli antimicrobici naturali possono essere una valida opzione iniziale?

Inoltre, che ruolo hanno probiotici e L-glutammina? Ha senso introdurre probiotici ora per ridurre gonfiore, ad esempio Enterelle Plus o Lactobacillus reuteri, oppure potrebbero peggiorare fermentazione e meteorismo in caso di IMO? Grazie
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Terrassa Padovana
Buongiorno,

l'approccio che le ha proposto il gastroenterologo mi sembra assolutamente ragionevole. Nell'IMO, soprattutto quando è associata a stipsi e rallentamento della motilità, il problema non è solo la presenza dei metanogeni ma anche il terreno che ne favorisce la persistenza.

Per questo motivo lavorare prima sulla motilità con farmaci procinetici come Prucalopride, insieme a fibre ben tollerate come il PHGG e ad un supporto della barriera intestinale, può avere molto senso.

In alcuni casi si osservano miglioramenti significativi anche senza antibiotici, ma con valori di metano molto elevati (>90 ppm) è abbastanza frequente che sia necessario valutare successivamente una terapia antimicrobica specifica.

Per quanto riguarda i probiotici, la risposta è molto individuale. Alcuni pazienti migliorano, altri riferiscono un peggioramento di gonfiore e meteorismo. Per questo motivo spesso preferisco introdurli con prudenza e monitorare attentamente la risposta clinica.

La L-glutammina può essere utile in alcuni contesti per il supporto della mucosa intestinale, ma non rappresenta un trattamento specifico dell'IMO.

Distinti saluti,
Dr Luca Agostini

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Salve,
La situazione che descrivi è complessa e coinvolge diversi aspetti dell’apparato digerente: motilità, fermentazione, microbiota e sintomi intestinali. Proprio per questo, affiancare al trattamento farmacologico un piano alimentare mirato è fondamentale.

L’IMO non si risolve solo con antibiotici, probiotici o integratori: serve lavorare sul microbiota intestinale, e questo si fa principalmente attraverso un' alimentazione mirata.
Senza una dieta adeguata, anche i fermenti lattici o gli antimicrobici rischiano di essere poco efficaci o addirittura peggiorare gonfiore e meteorismo.

Introdurre probiotici senza una dieta adeguata non ha senso, in alcuni casi possono peggiorare fermentazione e aria. L‑glutammina può avere un ruolo sul trofismo intestinale, ma non risolve l’IMO.
Gli antimicrobici naturali possono essere considerati, ma solo se inseriti in un percorso strutturato
Il punto centrale è che nessun integratore funziona se il microbiota non viene riequilibrato attraverso l’alimentazione.
Dott.ssa Giada Gattari
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
L’approccio “motilità prima degli antibiotici” nel suo caso è ragionevole e, anzi, ha una logica clinica precisa quando l’IMO si associa a stipsi, gonfiore importante, sospetto rallentamento dello svuotamento gastrico e metano molto elevato. Il metano al breath test è considerato positivo già da valori pari o superiori a 10 ppm, ed è spesso collegato a rallentamento del transito e costipazione; inoltre il prucalopride ha effetti procinetici sul colon, ma anche sul tratto gastrointestinale superiore e sullo svuotamento gastrico.

Detto questo, migliorare la motilità può ridurre molto i sintomi e creare condizioni più favorevoli, ma da solo non garantisce sempre la risoluzione dell’IMO, soprattutto quando il metano è molto alto come nel suo caso. Nei quadri con produzione marcata di metano, una fase antibiotica o antimicrobica è spesso necessaria, mentre PHGG a basso dosaggio e una dieta temporaneamente blanda o tipo low-FODMAP hanno soprattutto un ruolo di supporto e di controllo dei sintomi; il PHGG, in particolare, è stato studiato soprattutto come adiuvante insieme alla rifaximina più che come terapia unica.

Gli antimicrobici naturali possono essere una possibile opzione iniziale in alcuni protocolli, ma le evidenze sono meno standardizzate rispetto alle terapie farmacologiche e la risposta è molto individuale. Sui probiotici, invece, in questa fase sarei prudente: non esiste un ceppo valido per tutti i pazienti con IMO e, in presenza di dismotilità e stipsi, introdurli troppo presto può non aiutare oppure accentuare gonfiore e meteorismo. Per questo prodotti come Enterelle Plus o Lactobacillus reuteri non sono necessariamente “sbagliati”, ma non li considererei la prima mossa se il problema dominante oggi è la fermentazione con metano alto e alvo lento.

La L-glutammina non è una terapia specifica per abbassare il metano o eradicare l’IMO; il suo possibile ruolo è più di supporto della barriera intestinale, e l’evidenza migliore disponibile riguarda contesti come IBS-D con iperpermeabilità, non l’IMO con stipsi e metano elevato. In sintesi, la strategia proposta dal suo gastroenterologo mi sembra coerente: prima lavorare su motilità e tolleranza intestinale, poi rivalutare se il miglioramento è sufficiente o se serve una fase antimicrobica mirata. In questi casi una consulenza nutrizionale personalizzata può essere molto utile per modulare PHGG, scelta degli alimenti e tempi di eventuale introduzione di probiotici senza peggiorare la fermentazione.

Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate

Dott. Gabriel Russo
Dietista, Nutrizionista
Rimini
Salve, la sua domanda è molto pertinente, ma riguarda una gestione piuttosto specialistica, quindi è corretto che venga coordinata dal gastroenterologo.

In linea generale, in un quadro di IMO con metano alto, stipsi, gonfiore e sospetto rallentamento della motilità, ha senso ragionare anche sulla motilità intestinale e sullo svuotamento gastrico, non solo sulla “riduzione dei microrganismi”. Se alla base c’è una motilità rallentata, infatti, lavorare su questo aspetto può aiutare a ridurre ristagno, fermentazione e recidive. Detto questo, non è possibile stabilire online se nel suo caso gli antibiotici siano evitabili o necessari: dipende dalla gravità dei sintomi, dalla risposta alla terapia impostata, dagli esami e dal giudizio del gastroenterologo.
Sugli antimicrobici “naturali” sarei prudente: non sono automaticamente più delicati o più sicuri, possono dare effetti collaterali, irritare l’intestino o interagire con farmaci. Per questo eviterei il fai da te, soprattutto in un quadro già complesso.
Probiotici, PHGG, butirrato e L-glutammina possono avere ruoli diversi, ma non sono tutti indicati per tutti. In alcune persone i probiotici aiutano, in altre possono aumentare gonfiore e fermentazione, quindi vanno scelti e introdotti con cautela, uno alla volta e a basso dosaggio. Lo stesso vale per le fibre: possono essere utili, ma se aumentate troppo rapidamente possono peggiorare meteorismo e crampi.
Dal punto di vista nutrizionale, una dieta temporaneamente più semplice e a ridotto carico fermentativo può essere utile per controllare i sintomi, ma dovrebbe essere solo una fase e non una restrizione lunga e rigida. L’obiettivo dovrebbe essere ridurre i sintomi, sostenere la motilità e poi reintrodurre gradualmente gli alimenti tollerati.

Cordiali saluti,
Dott. Gabriel Russo – Dietista
Dott. Enrico Bray
Nutrizionista
Pisa
Buongiorno,
La doverosa premessa da fare a tutte le domande poste sul suo caso è che le opzioni terapeutiche farmacologiche sono quasi sempre più efficaci ed efficienti rispetto a quelle naturali (riconducibili a nutraceutici o altri integratori). Detto questo, la IMO come la SIBO sono condizioni di sovracrescita batterica intestinale, riconosciute come disbiosi del tenue, dunque di tipo fermentativo. Purtroppo, già questa condizione escluderebbe l'impiego di probiotici (per gran parte saccarolitici) come approccio terapico, in quanto potrebbe peggiorare il quadro. Per quanto riguarda gli antimicrobici, esistono degli studi che dimostrano l'efficacia di formulati contenenti berberina, uva ursina, oliva e origano nella riduzione della sovraproduzione di metano nella IMO, ma si sono rivelati inefficaci nell'eradicazione della disbiosi. Inoltre, i migliori risultati sono stati ottenuti associando enzimi o composti capaci di dissolvere il biofilm protettivo di cui si rivestono diversi microrganismi intestinali, il quale peggiora l'efficacia antimicrobica dei principi naturali. Dunque, il sunto della storia resta sempre il solito: la scelta fra rimedi naturali (ad azione spesso blanda) o farmacologici come terapia di uno stato patologico è fortemente dipendente dal quadro di gravità della condizione. Situazioni borderline (pre-patologia) possono puntare sulla prima soluzione, con la consapevolezza che i risultati possano essere lenti o poco soddisfacenti anche perché risulta difficile reperire/mettere insieme il giusto mix di principi. Situazioni più pesanti che richiedono un intervento deciso, devono inevitabilmente far ricorso a terapia farmacologica (tenendo in conto maggiori possibilità di effetti collaterali). Il quadro fisiopatologico da lei descritto per sommi capi sembrerebbe piuttosto importante, per cui le consiglierei di agire in modo deciso con terapia farmacologica, associata ad una corretta dietoterapia LOW FODMAP, ovviamente con il supporto integrato di un medico e di un nutrizionista. Cordialmente.

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