Salve. Da qualche mese ho un problema agli occhi. Ho girato vari oculisti ma non si può risolvere. P

24 risposte
Salve. Da qualche mese ho un problema agli occhi. Ho girato vari oculisti ma non si può risolvere. Purtroppo dopo l'ultima visita il problema è gravemente peggiorato e io vedo sempre delle ombre nel mio campo visivo anche in casa. Da lì mi è cominciata una grave depressione. Non riesco a trovare la forza di fare nulla...non riesco ad uscire di casa....vorrei solo stare a letto tutto il giorno e passo dal letto al divano. Tutto ciò con un forte senso di colpa nei confronti della mia famiglia anche perché ho continuato a fare visite che alla fine mi hanno peggiorato il problema quindi mi do la colpa anche di questa situazione. Prendo il Daparox prescrittomi dal neurologo ma i risultati per ora sono scarsi. Non so come uscirne.
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, immagino che la sua risposta emotiva alla comunicazione degli oculisti di questa patologia sia stata di grande dolore. Penso che le potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo in questo momento piuttosto che aspettare una risoluzione dalla sola terapia farmacologica. Qualora volesse, mi contatti. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini

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Dott.ssa Maria Cristina Pacella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera. Capisco la sua difficoltà e la sua sofferenza. Un problema che colpisce uno dei principali organi di senso costringe a "rivedere" in senso reale e metaforico la realtà. Il suo stato depressivo mi sembra coerente alla notizia di una non risoluzione, ma dovrebbe essere una fase transitoria di e non una condizione permanente. Se la cura farmacologica non è sufficiente a scuoterla dalla apatia, provi a consultare uno psicoterapeuta per essere sostenuto. Cari saluti
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, per quanto riguarda l'utilizzo dei farmaci si consulti con il proprio medico di fiducia.
Inoltre, le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia per affrontare al meglio la depressione, vedrà che le cose miglioreranno.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Gentile utente, i cambiamenti drastici nelle funzioni vitali causano grosse difficoltà a livello psichico, così come lei stessa notato. In tali casi è indispensabile un supporto psicologico.
Resto a sua disposizione.
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Giulia Bernardinello
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Bologna
Gentile utente, si percepisce il dolore che prova e il grande limite che la sua problematica le impone. E' importante poter condividere il suo stato d'animo con qualcuno, per non affrontare tutto da soli. Rimango a disposizione. Dott.ssa Giulia Bernardinello.
Dott.ssa Adriana Casile
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buonasera, scoprire di avere un problema di salute che non è possibile risolvere provoca tante emozioni e richiede un po' di tempo prima di imparare ad adattarsi a questa nuova situazione. Provi ad avere un po' di pazienza per conoscere bene il problema ed imparare quali sono, nonostante queste difficoltà visive, le sue risorse visive residue per imparare ad usarle al meglio. Abbia un po' di pazienza con se stessa per il tempo di cui ha bisogno per metabolizzare la diagnosi e non si colpevolizzi se ha cercato di fare visite per trovare risposte e conferme alla diagnosi ( davanti ad una diagnosi importante fare un confronto è importante). Il farmaco può aiutare ma non risolvere se il problema è nei suoi pensieri depressi e nel suo senso di colpa. Se il suo stato depressivo persiste la invito a chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta, se la diagnosi è avvenuta da poco con un terapeuta emdr potrebbe lavorare su questa situazione nuova attraverso un protocollo specifico. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, il problema di salute invalidante che sta subendo le sta provocando comprensibilmente uno stato depressivo che le fa percepire il mondo che la circonda e il futuro in maniera catastrofica. Questo stato va opportunamente elaborato a livello cognitivo attraverso un percorso psicoterapeutico da affiancare al sussidio farmacologico. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buongiorno. Dal referto ricevuto la risposta emotiva che ha avuto è più che comprensibile. Le consiglio quindi un confronto con un terapeuta per dare ulteriore significato.

Cordialità

MT
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore, È comprensibile che una problematica di natura fisica possa portare fuori dei sentimenti di sofferenza e malessere. Potrebbe esser consigliato parallelamente alle cure mediche, un percorso di supporto psicologico che possa in qualche modo sostenerla in questo periodo emotivamente intenso. Dovesse aver bisogno non esiti a contattarmi Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Alessia Rita Candiloro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Gentile le consiglio innanzitutto una visita neurologica per indagare cause organiche. In seguito per reggere tale situazione è importante che inizi un percorso psicologico. Saluti.
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Signora,
nella mia pratica professionale ho incontrato una situazione simile nelle persone che soffrono di acufeni. In breve, si tratta di suoni persistenti simili a fruscii o sibili, che si avvertono soprattutto quando l'ambiente è silenzioso. Quando non ci sono cause organiche che li provochino, i pazienti sono costretti a convivere con questi suoni, e molti finiscono per sviluppare ansia, depressione e isolamento sociale.
A quanto leggo, gli oculisti non hanno trovato una causa organica per il suo calo di vista, o almeno non possono intervenire. Ma non si abbatta, anche quando non si può guarire, si può comunque curare: un sostegno psicologico può aiutarla a rimettere in una prospettiva diversa questa limitazione, facendole ritrovare la qualità della vita che ora sembra compromessa. In questo un percorso di mindfulness può essere molto di aiuto, come lo è per persone con acufeni.

con i migliori auguri,
DR. Ventura
Dott.ssa Sabrina Marini
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
visto il peggioramento della problematica che le si è presentata, è comprensibile il suo stato depressivo.
Le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo per poter affrontare questa situazione e trovare delle risorse di cui non è consapevole.
Buona giornata!
Dott.ssa Serena Facchin
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Montemerlo
Buongiorno.
Sicuramente i farmaci antidepressivi possono aiutare, ma è necessario che il dosaggio sia calibrato bene; io le consiglierei di rivolgersi di nuovo al neurologo per capire se magari va aumentato il farmaco o cambiato il principio attivo. In alternativa può rivolgersi ad uno psichiatra che è il professionista più indicato per tali problematiche.
Detto ciò, la situazione che sta affrontando è sicuramente pesante ed è comprensibile che incida sul suo tono dell'umore; per qesto le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo che possa aiutarla a gestire i sintomi depressivi e con il quale possa iniziare un percorso per ritrovare la serenità che si merita.
Buona fortuna!
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve,
esclusa altra causa organica, prenoti un colloquio con un professionista di sua fiducia per approfondire questi sintomi.
Un saluto,
MMM
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi dispiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Ritengo che sia arrivato il momento di intraprendere un percorso psicologico al fine di uscire dallo stato depressivo ed affrontare, al meglio delle sue possibilità, la malattia. Inoltre, non credo potesse fare altro che effettuare delle visite specialistiche per cercare di capire la natura del problema, ha fatto ciò che poteva. Tuttavia, purtroppo, spesso non possiamo modificare gli eventi ma cercare un modo per conviverci ed adattarci alle situazioni nuove e difficili che la vita pone davanti.
In bocca al lupo, dott. FDL
Dr. Davide De Rosa Saccone
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Riccione
Buongiorno, lo stato di depressione reattivo ad un evento così importante è del tutto comprensibile; quello che determina la necessità o meno di intervento psicologico è l'influenza di questo stato depressivo nella qualità di vita. Da quello che riferisce il circolo di sentimenti depressivi (tristezza, ritiro e conseguente senso di colpa) ha in questo momento un forte impatto sulla sua vita privata.
Per questo motivo le consiglio di intraprendere un percorso di intervento in tal senso, il quale può essere costituito affiancando la terapia psicologica a quella farmacologica. La prima non esclude la seconda, ma ha sicuramente un effetto più duraturo nel tempo.
dott. De Rosa Saccone
Dott.ssa Alice Carbone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, mi dispiace per la situazione in cui si trova, che l'ha portata sicuramente ad uno stato emotivo di forte angoscia e sofferenza.
Le consiglio di rivolgersi al suo medico di base - che la può indirizzare ad uno psichiatra- o al suo neurologo per quanto riguarda la terapia farmacologica: con lo specialista potrà parlare di qualunque dubbio ha in merito al farmaco e decidere insieme come gestirlo.
Mi sento però anche di suggerirle di contattare uno psicologo: credo potrebbe essere molto importante per lei avere la possibilità di parlare dello stato d'animo che sta vivendo, di questa esperienza riguardante la sua capacità visiva, del modo in cui si sente anche nei confronti della sua famiglia.
Associare un percorso psicologico ad una terapia farmacolofica - quando necessario - credo sia sempre la soluzione più completa.
Per qualsiasi cosa, sono disponibile, se vuole.
Le auguro una buona serata,
un caro saluto
Dott.ssa Alice Carbone
Dott.ssa Beatrice Planas
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Dott. Luca Ferretti
Psicologo, Psicoterapeuta
Livorno
Buongiorno mi dispiace per la sua situazione.
Nelle manifestazioni di sintomi depressivi è consigliabile affiancare alla terapia farmacologica un percorso con un professionista. Le di intraprendere percorso terapeutico al fine di aiutarla ad affrontare Al meglio questo suo disagio.
Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un percorso di sostegno psicologico. Cordiali saluti.
Gentile utente, sta attraversando un momento di grande sofferenza, ed è del tutto comprensibile che l’esperienza legata alla perdita parziale della vista abbia avuto un impatto profondo anche sul piano emotivo. I sintomi che descrive – come la mancanza di energia, il bisogno di isolamento e il senso di colpa – sono reazioni frequenti in situazioni di questo tipo e indicano quanto stia vivendo una condizione depressiva importante. Il trattamento farmacologico con Daparox, come saprà, può richiedere alcune settimane per manifestare i primi benefici e, spesso, risulta più efficace se integrato con un percorso psicoterapeutico. In particolare, uno spazio di ascolto e sostegno psicologico può aiutarla a elaborare il dolore, a ritrovare un senso di stabilità e a non sentirsi sola in questo percorso. Per quanto riguarda il senso di colpa verso la sua famiglia, la invito con gentilezza a riconoscere che ha fatto tutto ciò che era in suo potere per cercare una soluzione. Non ha colpe. Le sue emozioni – tristezza, frustrazione, paura – meritano di essere accolte con rispetto, non giudicate. In questo momento di grande vulnerabilità, affidarsi a una figura professionale per un supporto psicologico può rappresentare un passo prezioso verso la cura di sé.
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,

quello che descrive è un momento di grande dolore e smarrimento, in cui una sofferenza fisica — la difficoltà visiva che la accompagna — si è intrecciata con una sofferenza emotiva profonda. Quando una condizione medica diventa cronica o sembra peggiorare nonostante i tentativi di cura, è naturale sentirsi impotenti, frustrati e colpevoli. Ma non c’è nessuna colpa da parte sua: il bisogno di cercare soluzioni è un gesto di cura, non di errore.

Il senso di vuoto, la fatica a muoversi dal letto e la perdita di interesse per ciò che prima le dava sollievo sono segnali di depressione reattiva, cioè una forma di depressione che insorge in risposta a un evento difficile e prolungato. In queste situazioni è fondamentale non restare sola e combinare più livelli di aiuto:

Prosegua con il neurologo o lo psichiatra, informandolo che i risultati del Daparox per ora sono scarsi. I farmaci antidepressivi hanno bisogno di alcune settimane per agire pienamente, ma talvolta serve un aggiustamento del dosaggio o dell’associazione terapeutica.

Affianchi una psicoterapia di sostegno: l’obiettivo non è “negare” la difficoltà visiva, ma aiutarla a gestire le emozioni che ne derivano — rabbia, paura, colpa — e a ritrovare un minimo di progettualità quotidiana.

Si conceda piccoli gesti di movimento e luce: anche solo alzarsi dal letto, aprire la finestra o bere qualcosa di caldo sono passi importanti per riattivare il corpo e contrastare l’immobilità che la depressione induce.

Non si giudichi per come si sente: è una fase di fragilità, non una condanna. Riconoscere la fatica è già un primo passo per iniziare a curarsi davvero.

Con il giusto supporto medico e psicologico, la depressione può migliorare anche in presenza di un problema fisico persistente. Non si tratta di “ritrovare la forza”, ma di lasciarsi aiutare a ricostruirla passo dopo passo.

— Dott.ssa Sara Petroni
Gli aspetti depressivi vanno visti nella loro origine all'interno di un percorso psicologico di supporto che ne vsada a comprendere cause e strategie di gestione.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, quanto mi racconta evidenzia quanto questa situazione stia pesando profondamente sulla sua vita quotidiana. È comprensibile che, di fronte a un problema agli occhi che persiste e peggiora, accompagnato da ombre nel campo visivo e da una serie di visite che non hanno portato sollievo, possa sentirsi scoraggiata, spaventata e sopraffatta. In questi casi è naturale che emergano sentimenti di tristezza intensa, senso di impotenza e colpa verso se stessi, soprattutto quando si percepisce di non riuscire a fare ciò che prima faceva senza difficoltà. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, ciò che lei sta vivendo può essere visto come un circolo di pensieri, emozioni e comportamenti che si rinforzano a vicenda. La preoccupazione per la vista e le difficoltà visive portano a uno stato di allerta costante, che a sua volta alimenta tristezza e senso di impotenza, facendo diminuire gradualmente l’attività e la motivazione. Il restare a letto o limitarsi al divano, seppur comprensibile, rinforza la percezione di incapacità e aumenta la sofferenza emotiva. Un approccio cognitivo comportamentale può aiutare in questo contesto a esplorare e comprendere gli schemi di pensiero che accompagnano la sua depressione, come ad esempio l’autocolpevolizzarsi per la situazione o pensare che non ci sia via d’uscita. Lavorare su questi schemi, identificarli e metterli in discussione può permettere di ridurre la pressione emotiva e gradualmente reintrodurre comportamenti che la riportino a sentirsi attiva e competente. Anche piccoli passi, come alzarsi e svolgere una minima attività ogni giorno, pianificare brevi uscite o dedicarsi a qualcosa che le dia piacere o senso di controllo, possono avere un impatto significativo sul tono dell’umore e sulla capacità di gestire la paura e l’ansia legata al suo problema visivo. In parallelo, è fondamentale supportare le emozioni negative con strategie pratiche di gestione dello stress e auto-compassione, imparando a riconoscere che la colpa che sente verso la famiglia non riflette una realtà assoluta, ma è una conseguenza dei pensieri e della paura che stanno alimentando la depressione. Un percorso terapeutico può offrire strumenti concreti per affrontare la paura, la tristezza e la perdita di motivazione, aiutandola a riprendere gradualmente fiducia nelle sue capacità di affrontare la vita quotidiana. Affrontare una condizione così complessa richiede pazienza e sostegno, e con un lavoro strutturato è possibile riacquistare controllo, speranza e gradualmente una vita più piena, anche se i sintomi fisici permangono. L’attenzione ai pensieri, alle emozioni e ai comportamenti può fare una grande differenza e offrire la possibilità di recuperare una sensazione di efficacia personale e benessere emotivo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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Caterina Contin

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