Salve a tutti...sono una ragazza un pò insicura, ricevo spesso complimenti del tipo sei bella, compl

Salve a tutti...sono una ragazza un pò insicura, ricevo spesso complimenti del tipo sei bella, complimenti per la bellezza e così via ma nonostante questo la mia autostima è bassa. Vorrei un aiuto per apprezzarmi di più e credere in me stessa, tengo spesso a paragonarmi alle altre e sentirmi di meno anche a livello caratteriale. Sono una ragazza aperta e solare ma questa mia insicurezza mi porta a sembrare timida alcuni momenti come posso eliminarla del tutto? Voglio piacermi e non guardare più le altre persone facendo stupidi paragoni. Da cosa potrei iniziare? Oltre tutto non riesco a trovare la persona giusta per me e sento che questa mia insicurezza mi penalizza, mi capita spesso di trovare ragazzi attratti fisicamente ma che dopo poco si stancano. Come posso essere interessante e avere argomenti che possano prendere mentalmente un uomo? Vi ringrazio in anticipo per la risposta

18 risposte


La tua insicurezza non si misura da quanti complimenti ricevi, ma dal modo in cui hai imparato a guardare e valutare te stessa. Il confronto con le altre può diventare una lente attraverso cui finisci per vedere soprattutto ciò che ti manca, ignorando le tue risorse. Inizia quindi non dal tentativo di eliminare del tutto l’insicurezza, ma dall’imparare ad ascoltarla e a chiederti: “Cosa sto pensando di me in questo momento? Su quali criteri mi sto giudicando?” Prova poi a spostare l’attenzione dal confronto alla conoscenza di te: interessi, valori, qualità, desideri e ciò che ti fa sentire autentica. Anche nelle relazioni, non devi diventare “interessante” per conquistare un uomo: una relazione significativa nasce dall’incontro tra due persone che possono conoscersi realmente. Più che cercare di piacere, prova a permetterti di essere curiosa, esprimere ciò che pensi e mostrare chi sei. L’obiettivo non è diventare un’altra persona, ma costruire gradualmente uno sguardo su di te più benevolo e realistico.

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Mi sembra che tu stia cercando molto di capire come diventare una persona più sicura, interessante e “giusta” agli occhi degli altri, ma forse il primo passo potrebbe essere un altro: chiederti quanto ti riconosci davvero nell’immagine che pensi di dover raggiungere. Lavorare sulla propria autostima non significa convincersi di essere più bella, più interessante o più sicura delle altre, ma costruire progressivamente un senso del proprio valore che non dipenda continuamente dal confronto. E questo richiede anche di smettere di considerare ogni caratteristica personale come qualcosa da eliminare: essere a volte timida, riservata o insicura non significa necessariamente avere un difetto da correggere. Sono parti di te che possono essere accolte e comprese, anche mentre impari ad avere maggiore fiducia in te stessa. Allo stesso modo, non credo che tu debba imparare ad avere determinati argomenti o costruire una versione di te più “interessante” per riuscire a conquistare un uomo. Potresti provare a ribaltare la domanda: chi interessa a te? Che cosa ti incuriosisce in una persona? Che tipo di uomo ti fa venire voglia di parlare, conoscere, confrontarti e scoprire qualcosa di lui? Quando siamo molto concentrati sul piacere all'altro, rischiamo di trasformare ogni incontro in una sorta di prova in cui dobbiamo dimostrare di essere abbastanza. Ma anche tu stai scegliendo: non devi soltanto chiederti se piaci a qualcuno, ma se quella persona piace davvero a te e se ti senti vista, valorizzata e libera di essere te stessa. Forse, quindi, potresti iniziare proprio da qui: meno domande su “come devo diventare per essere interessante?” e più domande su “chi sono io, cosa mi piace, cosa penso, cosa desidero e che tipo di persone voglio accanto?”. L'autostima cresce anche quando iniziamo a conoscerci e ad apprezzarci senza doverci continuamente confrontare con un modello esterno.


Ciao e grazie per aver condiviso la tua esperienza quì. Inizio col dirti che posso immaginare quanto tutto ciò possa essere difficile per te, e come tu possa percepire la tua bassa autostima e di conseguenza la tua insicurezza come dei veri e propri ostacoli. Come penso tu stessa abbia potuto sperimentare sulla tua pelle... nonostante gli altri abbiano un'influenza su di noi e sul modo in cui ci percepiamo, talvolta questo non ha molto effetto se la nostra convinzione di base è diversa, come nel tuo caso. Potremmo ricevere anche migliaia di complimenti... ma se nel profondo abbiamo un'idea diversa di noi stessi, difficilmente crederemo a ciò che ci dicono gli altri o guarderemo noi stessi con occhi diversi: il punto è iniziare a guardare sé stessi con occhi "nuovi", magari più consapevoli, meno giudicanti. Quando abbiamo una percezione svalutante di noi stessi e del nostro valore, è come se avessimo una lente particolare che ci fa vedere solo alcune cose: automaticamente tenderemo a soffermarci solo sugli aspetti negativi minimizzando magari i complimenti o le cose belle che ci caratterizzano; tutti gli altri di conseguenza saranno più belli, più bravi, più interessanti (e tutto ciò non sempre potrebbe essere vero). Il punto è partire proprio da questo: iniziare a lavorare sull'idea che abbiamo di noi stessi. Ciò significa ad esempio iniziare a riconoscere quali pensieri ti portano a svalutarti, quali situazioni attivano il confronto con le altre persone e quali aspettative ( spesso molto rigide) ti fanno sentire “meno”. Quando ci paragoniamo agli altri, di solito non guardiamo davvero l’altra persona: ciò che guardiamo è una versione idealizzata, perfetta, che nella realtà spesso non esiste, e in quel confronto perdiamo sempre. Lavorare su questo vuol dire imparare a osservarti con uno sguardo più equilibrato, meno severo, più in linea con ciò che sei davvero. Circa le relazioni, è comprensibile che l’insicurezza ti faccia trattenere parti di te, rendendoti più silenziosa o anche timida in alcuni momenti come dici. Non è qualcosa da “eliminare”, ma da comprendere e trasformare. Le persone non si avvicinano a noi perché siamo impeccabili o perché abbiamo sempre qualcosa di brillante da dire: si avvicinano quando percepiscono autenticità, presenza, spontaneità. Iniziare a guardarti con più gentilezza e a riconoscere il tuo valore può davvero aiutarti a sentirti più sicura, più libera e più autentica, sia con te stessa che nelle relazioni. Rimango a disposizione e ti mando un saluto!


Ciao, quando ci pensiamo inadeguati ,non abbastanza ecc possiamo ricevere tutti i complimenti del mondo ma non ci credere mo mai... Forse se questa insicurezza inizia a pensarti sarebbe il caso di lavorarci su ed iniziare un percorso per comprendere come nasce e come conviverci senza che sia la guida della tua vita . Saluti


Buongiorno, sono la dottoressa Tropea Federica, forse potrei suggerirti di iniziare da un percorso psicologico che ti aiuti a lavorare sull’autostima, sul confronto con le altre e sul bisogno di conferme esterne. L’obiettivo non è eliminare completamente l’insicurezza, ma imparare a riconoscere il tuo valore senza doverlo continuamente confrontare con quello degli altri. Anche nelle relazioni non devi diventare più “interessante” per stare in relazione con un uomo: una relazione sana nasce dalla possibilità di mostrarsi per ciò che si è e trovare qualcuno realmente compatibile. Un percorso potrebbe aiutarti proprio a comprendere da dove nasce questa insicurezza e a costruire maggiore fiducia in te stessa. Resto a disposizione, buona giornata.


Buongiorno, quello che descrive mette in evidenza un aspetto molto importante: ricevere complimenti e sentirsi sicuri di sé non sono affatto la stessa cosa. È possibile che gli altri la considerino bella, piacevole o interessante e che, nonostante questo, dentro di lei rimanga una sensazione di non essere abbastanza. Quando l'autostima dipende soprattutto dal confronto e dall'approvazione esterna, infatti, anche molti complimenti possono dare sollievo soltanto per poco tempo. Può accadere, per esempio, di sentirsi bene quando qualcuno dice "sei bella" e poco dopo incontrare una ragazza che considera più bella, più sicura o più interessante e ricominciare immediatamente a sentirsi inferiore. Il problema, quindi, non è necessariamente ricevere poche conferme. È che la mente continua a cercare qualcuno rispetto al quale misurarsi. In una prospettiva cognitivo comportamentale sarebbe molto utile osservare proprio come avvengono questi confronti. Probabilmente non paragona se stessa alle altre persone in modo neutrale. Quando guarda un'altra ragazza può notare immediatamente le sue qualità e, nello stesso momento, mettere in primo piano ciò che di sé apprezza meno. È un confronto inevitabilmente sbilanciato, perché dell'altra persona vede ciò che appare all'esterno, mentre di se stessa conosce anche insicurezze, difetti, paure e momenti difficili. Potrebbe iniziare proprio da qui. Ogni volta che si sorprende a pensare "lei è più bella", "lei è più interessante", "lei ha più carattere di me", provi a chiedersi che cosa sta realmente confrontando. Sta mettendo una caratteristica dell'altra persona contro l'intero valore di se stessa? Sta trasformando il fatto che qualcuno possieda una qualità in una prova che lei ne abbia meno? Due persone possono essere entrambe attraenti, intelligenti o interessanti in modi completamente diversi. Credo sia importante anche ridimensionare l'obiettivo di "eliminare del tutto" l'insicurezza. Probabilmente non è necessario diventare una persona che non dubita mai di sé. Anche persone molto sicure possono attraversare momenti nei quali si confrontano, si sentono inadeguate o temono il giudizio. L'obiettivo più realistico è fare in modo che questi momenti non decidano il suo comportamento e non diventino il criterio con cui valuta costantemente il proprio valore. Quando dice di essere normalmente aperta e solare ma di sembrare talvolta timida a causa dell'insicurezza, potrebbe esserci proprio questo meccanismo. In alcune situazioni, soprattutto quando desidera fare una buona impressione, una parte dell'attenzione potrebbe spostarsi su di lei: "come sto apparendo?", "starò dicendo qualcosa di interessante?", "mi troverà noiosa?", "mi starà confrontando con altre?". Più controlla se stessa, meno riesce a utilizzare quella spontaneità che invece dice di possedere naturalmente. Anche nelle relazioni con gli uomini questo può avere un peso. Scrive che molti sembrano inizialmente attratti fisicamente ma poi si allontanano. Sarebbe importante non tradurre automaticamente questo dato in "si stancano perché non sono abbastanza interessante". Le relazioni possono interrompersi per moltissime ragioni: incompatibilità, differenti intenzioni, tempi emotivi diversi, scarso interesse reciproco oppure semplicemente perché una conoscenza non evolve. Non ogni allontanamento contiene un giudizio sul suo valore. Mi soffermerei soprattutto sulla sua domanda "come posso prendere mentalmente un uomo?". Il rischio è che, partendo dall'insicurezza, anche la conoscenza di una persona diventi una prestazione. Si potrebbe iniziare a pensare "devo essere brillante", "devo avere gli argomenti giusti", "devo sorprenderlo", "devo impedirgli di annoiarsi". Ma una relazione autentica non si costruisce mantenendo continuamente alta l'attenzione dell'altro. Essere interessanti non significa parlare continuamente di argomenti particolari o avere una cultura straordinaria. Molto spesso ciò che rende piacevole una persona è la capacità di partecipare realmente alla conversazione, avere curiosità, ascoltare, esprimere opinioni personali, raccontare esperienze, scherzare e soprattutto mostrare ciò che le piace davvero. Può parlare di passioni, viaggi, musica, film, lavoro, progetti, esperienze divertenti, ricordi, luoghi che vorrebbe conoscere, cose che la incuriosiscono o temi sui quali ha un'opinione. Ma non esiste un elenco di argomenti capace di "prendere mentalmente" un uomo. Una persona può appassionarsi al modo in cui lei racconta qualcosa che ama molto più che all'argomento in sé. Potrebbe essere utile anche fare una piccola inversione di prospettiva. Quando conosce un uomo, invece di chiedersi soltanto "gli piacerò abbastanza?", provi a chiedersi "questa persona piace davvero a me?", "mi sento ascoltata?", "mi incuriosisce?", "posso essere spontanea?", "mi piace come mi tratta?". Questo la sposta dalla posizione di chi deve essere scelta a quella di chi sta, a sua volta, scegliendo. È un cambiamento importante perché l'insicurezza spesso porta a valutare ogni incontro come una sorta di esame. Se lui continua a cercarla, allora vale. Se perde interesse, qualcosa in lei deve essere insufficiente. In realtà il valore personale non può essere misurato attraverso la durata dell'interesse di un'altra persona. Per costruire un'autostima più stabile potrebbe essere utile anche ampliare i criteri con cui definisce se stessa. Se gran parte del valore viene collocato nella bellezza e nella capacità di attrarre, sarà inevitabile sentirsi vulnerabile ogni volta che incontra qualcuno che considera più bello o ogni volta che un uomo non la sceglie. Provi invece a chiedersi quali qualità vorrebbe riconoscere in se stessa indipendentemente dall'aspetto: affidabilità, ironia, sensibilità, curiosità, determinazione, capacità di ascoltare, indipendenza, creatività o qualsiasi altra caratteristica le appartenga realmente. Anche mantenere e sviluppare una vita propria aiuta molto. Coltivare interessi, amicizie, competenze, obiettivi e attività che le danno soddisfazione rende il proprio senso di identità meno dipendente da chi la guarda o da chi la desidera. E, paradossalmente, permette anche di entrare nelle relazioni in modo più spontaneo, perché l'altro non diventa l'unica fonte possibile di conferma. Potrebbe iniziare concretamente osservando ogni giorno un comportamento di cui è soddisfatta, non necessariamente qualcosa legato all'aspetto. Può essere aver affrontato una situazione difficile, essersi fatta rispettare, aver fatto ridere qualcuno, aver mantenuto un impegno o aver espresso una propria opinione. L'obiettivo è allenare la mente a raccogliere informazioni anche su ciò che funziona, perché spesso chi ha poca fiducia in sé tende a registrare molto bene le conferme negative e a dimenticare velocemente quelle positive. Se però questa tendenza al confronto è molto frequente, se il suo valore cambia drasticamente in base all'attenzione maschile o se sente di dover diventare più interessante per evitare che le persone si stanchino di lei, credo potrebbe essere molto utile approfondire questi aspetti in un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Un percorso di questo tipo potrebbe aiutarla a comprendere gli schemi che si attivano quando si confronta, quando teme di non essere abbastanza e quando interpreta la perdita di interesse di qualcuno come una prova contro se stessa. Potrebbe inoltre aiutarla a costruire una valutazione personale meno dipendente dal giudizio esterno e più legata a ciò che realmente pensa, fa e desidera. Forse il punto non è diventare la ragazza più bella, più sicura o più interessante della stanza. È arrivare a stare in quella stanza senza sentire il bisogno di stabilire continuamente chi vale più di chi. E anche nelle relazioni, il cambiamento più importante potrebbe non essere imparare come trattenere l'interesse di un uomo, ma riuscire a mostrare chi è senza la paura costante che non sia abbastanza. Da lì diventa anche molto più semplice capire chi è realmente interessato a lei e non soltanto alla prima impressione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Gent.ma utente, ha raggiunto una consapevolezza importante, quella di avere una maggiore capacità di auto-determinazione. Si è resa conto che non è sufficiente riceve complimenti o essere apprezzata per l'aspetto esteriore, ma che l'autostima si fonda su ciò che lei pensa di sé stessa, di quali attributi si riconosce e come può farli diventare comportamenti efficaci e vantaggiosi per il suo benessere. Dalle sue parole, però, appare che questa stabilità e senso di autoefficacia deve essere costruita e ciò ha bisogno di tempo e di lavoro interiore. L'obiettivo sarà liberarsi dalla necessità di confrontarsi con altre persone, di non sentire più il peso delle aspettative o delle opinioni altrui, ma di essere finalmente autonoma nel modo di considerare sé stessa e di condizionare positivamente il suo futuro. Probabilmente, è un momento opportuno per fare uno step di crescita personale al fine di acquisire quelle competenze e quella autonomia di azione e di pensiero che le consentiranno poi anche di avere relazioni più significative, interessanti e non superficiali. E' un percorso psicologico che mira a farle scoprire le sue qualità caratteriali che già possiede ma che forse utilizza poco o nel modo sbagliato. Si tratta di comprendere cosa le suscita davvero interesse, quali sono i contesti e le attività che la coinvolgono maggiormente, quali emozioni positive trova nel suo ambiente di vita. In questo modo potrà ricercare anche il modo migliore per soddisfare il suo bisogno di socializzazione, di sentirsi a suo agio in mezzo alle persone, sicura di sé e delle doti che possiede per migliorare la propria vita e quella del mondo intorno a lei. Come avrà intuito non è tanto una necessità di cambiamento, che implicherebbe l'insorgenza inevitabile di stress, ma un percorso di riscoperta di sé e di valorizzazione delle proprie risorse che sono sicuramente valide e in grado di interessare le persone che la incontreranno. Confrontarsi con sé stessi non è sempre facile, possono emergere paure e dubbi, anche se questo è parte integrante della crescita personale. Ecco perché l'affiancamento e la guida di un professionista possono essere importanti: lo psicologo fornisce strumenti e metodi che consentono di prendere consapevolezza del lavoro mentale, della natura dei pensieri e della gestione delle emozioni. Avrebbe così un supporto costante e strategie efficaci per acquisire finalmente quell'indipendenza psicologica di cui ha bisogno per accrescere l'autostima e la sicurezza in sé stessa. Se è interessata a un percorso di questo tipo, sono a sua disposizione per supportarla, anche online. Le auguro il meglio. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese


buongiorno, carissima l'insicurezza si può valutare e superare con un percorso terapeutico ben strutturato e l'aiuto di ipnositerapia Dssa Vincenza Papeo


Buongiorno, lei qui porta un tema molto importante che è quello della autostima. Nel suo caso, un lavoro su di sé potrebbe aiutarla a guardarsi con occhi diversi, e magari a riconoscere il proprio valore indipendentemente dalle restituzioni esterne. Contatti uno specialista ed inizi una psicoterapia, potrà solo trovarne giovamento. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara


Salve! Il fatto che le persone intorno a sé le facciano dei complimenti e che, nonostante ciò, lei senta molto insicura, ci dice già qualcosa di importante: l'autostima non si costruisce con i complimenti ricevuti, ma con il modo in cui impariamo a guardarci. Ha più a che fare con il nostro mondo interno, che con il mondo esterno. Il confronto con le altre, poi, è una trappola piuttosto comune: ci porta a confrontare i nostri presunti punti deboli con ciò che degli altri vediamo in superficie e, si sa, spesso superfici perfette nascondono profondità diverse. In questa gara, sembra quasi impossibile vincere. Anche sulla questione degli uomini cambierei prospettiva. Non credo che lei debba trovare gli argomenti giusti per “tenere interessato” un uomo: una relazione non dovrebbe essere un colloquio di selezione in cui bisogna dimostrare di essere abbastanza bella, simpatica e interessante. Piuttosto, sarebbe utile chiedersi perché sente di non essere abbastanza per essere scelta e apprezzata e quanto questa insicurezza influenzi il modo in cui vive le relazioni,. L'obiettivo, quindi, non è eliminare ogni insicurezza — sarebbe una pretesa piuttosto ambiziosa e utopica ( tutti abbiamo insicurezze!) — ma fare in modo che non sia l'insicurezza a raccontarle chi è e quanto vale. Questo è un lavoro che si può fare, e si inizia, come sempre, dalla persona che chiede un supporto, ovvero da Lei: capire da dove nasce questo bisogno di conferme esterne, esplorare la sua unicità e riconoscersi in un'immagine di sé più solida e autentica, potrebbero essere buoni obbiettivi. Quindi non partirei da : “come posso piacere di più agli altri?” ma da: "come posso imparare a piacere a me stessa, anche senza l'approvazione degli altri?” Se sente che è arrivato il momento di occuparsi di questo aspetto, mi trova qui.


Quello che descrivi è molto comune: ricevere conferme dall’esterno, come complimenti o attenzioni, non significa necessariamente riuscire a sentirsi bene con se stessi. L’autostima, infatti, non si costruisce soltanto attraverso il modo in cui gli altri ci vedono, ma soprattutto attraverso il modo in cui impariamo a guardarci. Il confronto con le altre persone può diventare particolarmente pesante quando parte da una convinzione implicita: “lei ha qualcosa che io non ho”. Il problema è che nel confronto tendiamo a mettere a paragone i nostri punti deboli con quelli che percepiamo come i punti di forza degli altri. È un confronto, quindi, inevitabilmente sbilanciato. Più che cercare di eliminare completamente l’insicurezza, ti suggerirei di imparare a non lasciarti guidare da essa. Quando ti accorgi di pensare “lei è più bella, più interessante, più sicura di me”, prova a fermarti e chiederti: “Sto osservando un dato reale oppure sto esprimendo un giudizio su me stessa?”. Questo piccolo passaggio può aiutarti progressivamente a prendere distanza dai pensieri automatici. Un altro aspetto importante è smettere di cercare continuamente conferme sul tuo valore. Essere bella, ricevere complimenti o attirare l’attenzione di qualcuno può certamente far piacere, ma il tuo valore non può dipendere dalla quantità di persone che ti desiderano o che ti approvano. Per quanto riguarda i rapporti con gli uomini, cercherei di spostare anche qui il punto di vista. Non chiederti soltanto “Come posso diventare abbastanza interessante da conquistare un uomo?”, ma anche “Questa persona è realmente interessante per me? Mi piace come mi tratta? Mi sento libera di essere me stessa con lui?”. Una relazione non dovrebbe essere un esame che devi superare per dimostrare di essere interessante. E non devi necessariamente avere una serie di “argomenti” preparati per riuscire a coinvolgere mentalmente un uomo. L'interesse nasce molto spesso dalla curiosità, dalla capacità di ascoltare, dal raccontarsi, dall'avere passioni e opinioni proprie, dal saper scherzare e soprattutto dal sentirsi abbastanza liberi da mostrare la propria personalità. Essere una persona interessante non significa sapere parlare di tutto, ma avere qualcosa che ti appassiona e avere il desiderio di conoscere davvero l'altro. Infine, il fatto che alcuni ragazzi siano inizialmente attratti fisicamente e poi si allontanino non significa necessariamente che la tua insicurezza sia la causa. A volte semplicemente non c'è compatibilità, oppure l'altra persona cerca qualcosa di diverso. Non trasformare ogni relazione che non funziona in una prova del fatto che “c'è qualcosa che non va in me”. Potresti iniziare da una cosa molto semplice: ogni giorno prova a riconoscere almeno una qualità che apprezzi di te che non abbia nulla a che fare con l'aspetto fisico. Può essere la tua capacità di ascoltare, la tua ironia, la sensibilità, la determinazione, la capacità di far sentire bene gli altri. L'obiettivo è cominciare a costruire un'immagine di te più ampia, che non dipenda soltanto da quanto sei bella o da quanto piaci. L'obiettivo, quindi, non è diventare una persona che non si sente mai insicura. È arrivare al punto in cui, anche quando l'insicurezza compare, non sia più lei a decidere quanto vali.


Buonasera, capita di essere insicuri ogni tanto, ed è normale fare paragoni con gli altri per capire come ci collochiamo nei diversi "parametri" della nostra vita (bellezza, peso, senso del dovere, lavoro ecc.) l'importante è poi rendersi conto che le esperienze di ciascuno di noi sono uniche e inimitabili. Non si preoccupi se non ha ancora trovato la persona giusta: la persona giusta saprà apprezzare entrambi questi suoi lati di lei e avrà modo di costruire interessi e esperienze con lei che non avranno bisogno di alcuno sforzo da parte sua, le verrà naturale.


Buongiorno, il confronto continuo con gli altri può alimentare l'insicurezza anche quando si ricevono apprezzamenti. Inoltre, il fatto che alcune relazioni non siano andate come sperava non significa che ci sia qualcosa che non va in lei o che debba diventare più interessante per essere scelta. Le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico, che possa aiutarla a lavorare sull'autostima, sul confronto con gli altri e sulla percezione del proprio valore. Cordiali saluti.


Salve. Capisco quanto possa essere faticoso ricevere complimenti e, nonostante questo, continuare a sentirsi “meno” rispetto alle altre. L’autostima, però, non nasce dal convincersi di essere più belle o più interessanti degli altri, ma dal riuscire a riconoscere il proprio valore senza doverlo continuamente confrontare. Potrebbe iniziare proprio da qui: quando si accorge che sta facendo un paragone, provi a riportare l'attenzione su di sé chiedendosi “Cosa mi piace di me?”, “Quali qualità riconosco in me?”, “Cosa mi rende unica al di là dell'aspetto fisico?”. Anche le piccole cose contano. E per quanto riguarda i ragazzi, non pensi di dover diventare più interessante per riuscire a farli restare. Non esiste una formula per “prendere mentalmente” qualcuno. Essere interessanti significa soprattutto avere curiosità, passioni, pensieri propri e la libertà di raccontarsi con autenticità. Se una persona si allontana, non significa automaticamente che lei non sia abbastanza. Forse il vero obiettivo non è eliminare completamente l'insicurezza, ma arrivare al punto in cui, anche quando compare, lei riesca a dirsi: “Posso avere dei dubbi su me stessa, ma questo non cambia il valore che ho”. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa


Salve, l'apprezzamento di se stessi riguarda l'identità della persona. La quale si forma nel corso della maturazione (crescita). L'idea che abbiamo di noi stessi ci proviene dall'esterno. Dai giudizi che abbiamo ricevuto dalle figure educative, prima di tutto dai genitori. Migliorare la propria autostima è possibile all'interno di una relazione sana. Come può essere una relazione psicoterapeutica. Consiglio: consulti uno psicologo e si faccia fare un un progetto su misura. Cordiali saluti. Dott. Francesco Romano


Gentile utente, il primo passo potrebbe essere comprendere che l’autostima non nasce dal ricevere conferme dagli altri, ma dal modo in cui impariamo a riconoscere il nostro valore anche quando nessuno ci sta rassicurando. Il confronto continuo tende invece a trasformare ogni altra persona in un parametro con cui misurarsi, facendoci dimenticare che non esiste una classifica del valore personale. È un po’ come guardarsi continuamente allo specchio chiedendosi se si è più belli degli altri: più si cerca una risposta, più diventa difficile sentirsi soddisfatti. Può iniziare ogni giorno annotando una qualità, una capacità o un comportamento di cui è soddisfatta, indipendentemente dal Suo aspetto. Anche nelle relazioni, non cerchi di diventare “interessante” per trattenere un uomo: coltivi interessi, curiosità, opinioni e passioni che siano realmente Sue. Una persona interessante non è quella che conosce l’argomento giusto per conquistare qualcuno, ma quella che ha un proprio mondo interiore e desidera condividerlo. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a lavorare sul confronto, sull’autostima e sul timore di non essere abbastanza, così da costruire una sicurezza meno dipendente dalle conferme esterne.


Salve, quello che racconta è molto comune: si può ricevere continuamente conferme dall'esterno sul proprio aspetto e, nonostante questo, continuare a sentirsi poco sicuri. Questo perché l'autostima non nasce semplicemente dal sapere di essere belli o dal ricevere complimenti. Se dentro di sé esiste la convinzione "non sono abbastanza", i complimenti possono dare soddisfazione per qualche minuto, ma difficilmente modificano quella convinzione in profondità. Il primo passo, quindi, non è cercare di eliminare completamente l'insicurezza, ma imparare a non farsi guidare da essa. Quando si sorprende a confrontarsi con un'altra ragazza, provi a fermare il confronto e a chiedersi: "Che cosa sto cercando di dimostrare in questo momento? Perché il valore di questa persona dovrebbe diminuire il mio?". La bellezza o le qualità di un'altra donna non sottraggono nulla alle sue. Può essere utile anche spostare progressivamente l'attenzione dall'aspetto a ciò che costruisce il senso di valore personale. Ogni sera, per esempio, annoti tre cose che ha fatto bene, una qualità che ha dimostrato e una situazione nella quale ha affrontato qualcosa nonostante l'insicurezza. Non devono essere grandi risultati. Imparare a riconoscere le proprie capacità è molto più utile che aspettare continuamente una conferma dagli altri. Anche il desiderio di diventare più sicura nelle relazioni può essere affrontato gradualmente. Si ponga piccoli obiettivi: esprimere un'opinione senza modificarla per paura del giudizio, iniziare una conversazione, dire "no" quando qualcosa non le va, fare una scelta senza chiedere conferma agli altri. L'autostima cresce soprattutto attraverso l'esperienza di scoprire che possiamo fidarci di noi stessi. Per quanto riguarda gli uomini, non credo che la soluzione sia imparare a essere interessante per "trattenere" qualcuno. Non esiste un argomento magico capace di far innamorare una persona. Una donna interessante è soprattutto una persona che ha un proprio mondo: passioni, curiosità, opinioni, progetti, esperienze e voglia di conoscere. Durante una conoscenza, quindi, non si concentri esclusivamente sulla domanda "come faccio a piacergli?". Si chieda anche: "Mi interessa davvero questa persona? Mi sento rispettata? Mi piace come comunica? Abbiamo valori compatibili?". Questo cambia completamente la posizione: non è più lei a dover superare un esame per essere scelta, ma siete due persone che stanno cercando di capire se possono piacersi e stare bene insieme. Il fatto che alcuni ragazzi siano inizialmente attratti fisicamente e poi si allontanino non significa necessariamente che lei sia poco interessante. L'attrazione iniziale e la compatibilità emotiva sono due cose diverse e non tutte le conoscenze diventano relazioni. Infine, non cerchi di diventare una ragazza che non ha mai dubbi, non è mai timida e non si confronta mai con nessuno. Una persona sicura può provare insicurezza. La differenza sta nel non permettere a quella sensazione di decidere quanto vale. Cominci da una cosa molto semplice: smetta gradualmente di chiedersi "sono abbastanza per gli altri?" e inizi a chiedersi "sono abbastanza per me?". È da lì che può iniziare un rapporto molto diverso con se stessa. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia


L'autostima raramente si costruisce a partire dai complimenti ricevuti dall'esterno, perché anche quando arrivano numerosi non modificano l'idea che una persona ha già di sé: per questo si può continuare a sentirsi inferiori nonostante gli apprezzamenti. Il paragone con le altre persone è spesso il meccanismo che mantiene viva l'insicurezza, perché sposta l'attenzione dalle proprie qualità concrete verso un confronto che non ha mai fine. Un esercizio utile è notare, anche per iscritto, i momenti in cui si sente a proprio agio con se stessa a prescindere dal giudizio altrui, e interrompere consapevolmente il paragone quando emerge, sostituendolo con un'osservazione neutra su di sé. Con il tempo questo allena una sicurezza interna che non dipende più dalle reazioni esterne, ed è proprio questa sicurezza, più di ogni argomento di conversazione, a rendere una persona naturalmente interessante agli occhi degli altri.

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