Buongiorno..ho da chiederle un consiglio che sta influenzando molto la nostra famiglia.. Mio figlio

Buongiorno..ho da chiederle un consiglio che sta influenzando molto la nostra famiglia.. Mio figlio ha 10 anni,bambino sano, mai avuto problemi ..caratterialmente seppur è sensibile, è Comunque un bambino “tosto” nel senso che con la sorellina litiga, ha scatti d’ira, seppur in altri contesti timido.. ma nel contesto scolastico va tutto bene..e socializza con i suoi amici della sua età. Ma .é da prima della fine della scuola che ha degli atteggiamenti non piacevoli..mi spiego..fa dei movimenti ripetitivi tipo tic (schiocco dita,mani nel naso, o altro..) Inizialmente pensavo ad una fase e infatti x quanto riguarda lo schiocco di dita o altro si é fermato..apparte le dita nel naso ma ci stiamo lavorando! il problema più grave é un altro.. Abbiamo notato che lo fa quando é da solo (o se anche c è qualcuno lui pensa che non viene visto ) di mettersi le dita in gola..non per provare a vomitare..ma le mette in gola..aveva smesso per un periodo ma in questi giorni lo sta rifacendo..in bagno da solo,o anche mentre siamo lontani da lui..quando lo noto (di nascosto ) si inventa che é stressato..altre volte k lo fa per sentire la “consistenza”..dice che sono pensieri intrusivi che non riesce a fermare..io non so più come affrontare la cosa..ho provato con le buone (chiedendo di dirmelo quando lo sentiva che lo aiutano ma é durato poco)ma ora inizio a non riuscire più.. Ho sentito una signora che fa psicomotricità (x altri motivi) ma prima di ottobre non lo vede. Ma a lui in realtà che figura serve?dove posso portarlo? Chiedo scusa x il lungo messaggio, spero di essere stata chiara.. Grazie mille

1 risposta


Buongiorno, da quello che racconta, capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché si tratta di un comportamento che compare in modo piuttosto circoscritto, che suo figlio sembra mettere in atto soprattutto quando pensa di non essere visto e che, nonostante alcuni tentativi di interromperlo, tende a ripresentarsi. È importante però evitare di interpretare immediatamente questi comportamenti come un disturbo o come qualcosa di necessariamente patologico. I movimenti ripetitivi, le abitudini corporee e alcuni comportamenti apparentemente insoliti possono avere significati diversi nei bambini e, per comprenderli, è necessario considerarli all'interno del funzionamento complessivo del bambino e del contesto familiare e scolastico. Anche il fatto che lui parli di "pensieri intrusivi" e riferisca di non riuscire a fermarli è un elemento che merita di essere approfondito, senza però trasformarlo subito in una diagnosi. In questo momento, più che cercare di convincerlo a smettere o controllare continuamente se lo fa, cercherei di comprendere che cosa accade prima, durante e dopo questi episodi. Mi sembra significativo, ad esempio, che compaiano soprattutto quando è solo o quando pensa di non essere osservato. Potrebbe essere utile capire che cosa prova in quei momenti, se avverte tensione, agitazione, noia, curiosità, bisogno di scaricare qualcosa oppure semplicemente una sensazione corporea che lo porta a ripetere il gesto. Anche il significato che lui attribuisce a quel comportamento è importante, ad esempio quando dice che lo fa per sentire la "consistenza" o che sono pensieri che non riesce a fermare, sarebbe interessante esplorare con calma cosa intende esattamente. Per questo motivo, prima di pensare alla psicomotricità, riterrei più indicato un primo colloquio con uno psicologo dell'età evolutiva o con un neuropsichiatra infantile, che possa raccogliere in maniera più approfondita la storia di suo figlio e comprendere se si tratta di un'abitudine, di un comportamento legato alla regolazione dell'ansia o delle emozioni, di un comportamento ripetitivo di altra natura o se sia necessario approfondire ulteriormente. Non perché dal suo racconto emerga necessariamente qualcosa di grave, ma proprio per non attribuire troppo rapidamente un significato a un comportamento che può avere origini diverse. Nel frattempo, cercherei anche di ridurre il più possibile la dimensione del controllo e dell'osservazione "di nascosto". Capisco perché lei lo faccia, sta cercando di capire quanto accade e di proteggerlo. Tuttavia, se lui percepisce che quel comportamento è diventato qualcosa che gli adulti sorvegliano costantemente, potrebbe aumentare la sua attenzione nei confronti del gesto e, di conseguenza, anche la tensione che lo accompagna. Potrebbe essere più utile comunicargli che può parlarne con lei senza essere rimproverato o giudicato, lasciandogli però uno spazio per raccontare cosa gli succede quando sente il bisogno di farlo. C'è poi un aspetto pratico da non trascurare, ovvero dal momento che riferisce di inserire le dita in gola, sarebbe opportuno anche parlarne con il pediatra, soprattutto se il comportamento dovesse diventare frequente o provocare dolore, irritazione, conati, vomito o altri disturbi fisici. Mi sembra quindi che il primo obiettivo non debba essere semplicemente "farlo smettere", ma comprendere che funzione abbia per lui questo comportamento e che cosa sta cercando di comunicare, anche attraverso il corpo. Il fatto che a scuola stia bene, abbia relazioni con i coetanei e che nel complesso sia un bambino che funziona bene rappresenta un elemento importante da tenere presente nell'inquadramento della situazione. Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona giornata.

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