PROBLEMA SULL'IDENTITA' SESSUALE Buonasera, proverò a scrivere ciò che provo in maniera sintetica

20 risposte
PROBLEMA SULL'IDENTITA' SESSUALE

Buonasera, proverò a scrivere ciò che provo in maniera sintetica anche se sarà difficile:
Ho 30 anni che ritengo sprecati a causa di una forte ansia, insicurezza e bassa autostima che mi appartengono già dalle scuole elementari.
Sono cresciuto in una famiglia tossica con una madre aggressiva ma presente e un padre assente che mi ha sempre contraddetto e forse mai apprezzato. Sono sempre stato timido cosa che pian piano ho tentato di mascherare e a riuscire ad adeguarmi diventando molto bravo nel fare tutto ciò che facevano i miei coetanei anche se vivevo tutto con molta pesantezza e ansia. Il mio problema sono sempre state le ragazze, quando ero piccolo provavo attrazione (sessuale) anche tramite immagini ma ero quello che non riusciva a fidanzarsi, non piacevo. Sono altamente sensibile e nella mia mente e immaginazione sono profondo e romantico, immagino scene ''da film'' che in realtà non rappresentano la realtà. A causa della mia timidezza e pacatezza in un ambiente invece frenetico, sessualmente esplicito con gesti frasi e modi da parte di amici o altro e su cui io non mi sono mai riconosciuto, spesso venivo accusato di essere omosessuale perché non mi fidanzavo, non ci provavo e non avevo una lista di donne dietro come loro. Aggiungo che anche mia madre nei suoi momenti d'ira da quando sono piccolo mi ha sempre insultato chiamandomi ''fr**io'' . Questa cosa ha alimentato dall'infanzia insicurezza e malessere perché mi sentivo, quindi, diverso. Il provarci con le ragazze era una missione per dimostrare che non fosse così, le poche volte in cui ho provato a 'rimorchiare'' è andata male e mi sono arreso. Verso i 18 anni si presenta la prima esperienza sessuale (sesso orale) ma ero nel panico e faccio cilecca. Già da anni prima comunque ho iniziato a pensare di essere gay e me ne sono convinto, tutti lo dicevano quindi pensavo già che l'esperienza con quella ragazza sarebbe andata male per questo motivo. Un paio di anni dopo mi si presenta l'opportunità che evito per questa paura. Arrivo a 20 anni, università e una ragazza impazzisce per me e in modo esplicito voleva che io diventassi il suo ''scopamico'' (a me, poi, figuriamoci!) ovviamente ci sono flirt baci in pubblico ma per gioco durante serate in cui si beveva, mi invita a dormire da lei ed ero nel panico io troppo timido per la prima esperienza con una ragazza così. Va male a causa dell'ansia e assenza di desiderio sessuale ma a un certo punto ho un'erezione e vengo subito senza penetrazione. Mi chiudo definitivamente in me stesso non voglio più saperne nulla quale frequentazione e basta, ogni tanto ne soffrivo ma per anni (ora ne ho 30) totale assenza di rapporti fisici con donne o uomini. Mi trascino come anticipato già dalle medie l'ossessione di essere gay, iniziando a guardare porno gay, a masturbarmici, ad osservare uomini (per la maggior parte adulti, sposati molto virili) e questa diventa la mia vita intima fino ad ora nonostante queste piccole esperienze, ogni tanto mi testo e mi sono testato sull'eccitarmi con donne come ''esercizio'' ho pensieri intrisivi del tipo ''se non riesco a prepararmi in 10 min sono gay'' ''se non faccio canestro sono gay'' . Ho smesso di pensare ad avere una relazione a a rimanere così in questo mio mondo e la soluzione a tutto è stare da solo. Frequento chat in cui parlo con uomini anche in cam e mi piace sentirmi sottomesso e magari sedurli soprattutto se etero curiosi come si definiscono. Questo va avanti da 10 anni circa. Non mi sono mai posto domande, ho vissuto studiando, chiudendomi in me stesso e in questa realtà. A livello emotivo e sentimentale però io provo amore per le donne, immagino una vita con una donna da amare e proteggere, ogni sera mi metto a letto e penso a me con una donna a fianco 3 anni fa mi ero innamorato di una mia amica e siamo usciti anche insieme e ne ho sofferto tantissimo in quanto lei poi ha cambiato idea sull'interesse che provava verso di me e ora provando ad uscire con altre ragazze ho l'ansia di non avere erezioni perché ormai mi eccito solo con porno gay, non riesco a rapportarmi con loro e non so chi sono e cosa voglio. Ho letto di DOC Omosessuale che ho scoperto da poco, ma è possibile che io ne sia affetto da anni solo che non ne sapevo l'esistenza ? Ultimamente sono distrutto, ho accumulato troppo e mi sento esausto, davvero.
So che non potete fare una diagnosi e devo andare in psicoterapia e lo farò, ma vorrei qualche chiave di lettura, qualche esperienza da voi vissuta e qualcosa che mi possa essere utile.

Scusate per la lunghezza del testo e grazie anticipatamente per il vostro tempo, ammiro molto il vostro lavoro.
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno gentile paziente,
credo che occorre che lei faccia un bel taglio col passato e con quel che altri, per i loro interessi, hanno detto di lei ed inizi ad incuriosirsi e conoscere di più se stesso facendo esperienze da poter poi rielaborare nel luogo protetto e tutelante della psicoterapia.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini

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Dott. Nicolò Paluzzi Monti
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Firenze
Ciò che racconti non parla solo di sessualità, ma di identità profonda, traumi relazionali e vergogna interiorizzata. Il bisogno di “capire chi sei” è comprensibile, ma spesso nasce da un terreno fragile, dove l'autenticità è stata repressa a favore della sopravvivenza emotiva.

Il tuo rapporto con l’ansia, la sessualità e l’autostima sembra legato a un vissuto di ipervigilanza interiore e di copione identitario imposto dall’esterno. Quando la mente, per proteggerti, si rifugia in “test”, verifiche o pornografia, lo fa per ridurre l’incertezza, non per mostrarti la verità su chi sei. Questo è un tratto tipico del cosiddetto DOC omosessuale (o tematico), che non ha a che fare con l’orientamento in sé, ma con il bisogno disperato di controllo.

Nel tuo mondo immaginato c’è spazio per una relazione d’amore con una donna, intima, sicura, umana. Quella parte di te non mente. Ma ha bisogno di un contesto in cui non debba più difendersi.

Forse non si tratta di scegliere se sei gay o etero, ma di iniziare a costruire uno spazio terapeutico in cui poter essere te stesso, fuori dai ruoli, dalle etichette e dalla paura del giudizio. La psicoterapia, in questi casi, non serve a “correggere” nulla, ma ad integrare i frammenti della tua storia emotiva, per tornare a sentire il piacere di vivere senza doverti sempre spiegar
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,

grazie per aver condiviso la sua esperienza con tanta sincerità e profondità. Dal suo racconto emerge quanto la sua storia personale, familiare e relazionale abbia avuto un forte impatto sulla costruzione della sua autostima, della sua sicurezza e, di conseguenza, anche sulla percezione della sua identità sessuale.

Quando si cresce in un ambiente caratterizzato da critiche, etichette svalutanti e mancanza di riconoscimento, è molto frequente che si sviluppino insicurezze profonde e un forte bisogno di conferme esterne. Questo può portare a vivere la sessualità con ansia e paura di "non essere all’altezza", fino a confondersi su chi si è davvero e cosa si desidera.

È importante anche sottolineare che l’orientamento sessuale non si riduce alle sole esperienze fisiche o alla pornografia, ma include il mondo emotivo, affettivo e relazionale. Lei descrive un forte desiderio di vivere una relazione d’amore con una donna, ma allo stesso tempo riconosce di ricercare eccitazione in fantasie e contenuti a tema omosessuale. Questo apparente contrasto può generare grande confusione, ma non è raro che ansia, esperienze negative e pensieri intrusivi (come quelli che descrive collegati a “test” e regole rigide) complichino ulteriormente la comprensione di sé.

Riguardo al “DOC omosessuale”, è vero che esistono forme di disturbo ossessivo-compulsivo che si manifestano con dubbi persistenti e intrusivi sull’identità sessuale, alimentando un circolo vizioso di paure, evitamenti e “controlli” continui. Tuttavia, solo un percorso psicoterapeutico potrà aiutarla a chiarire se questo è il suo caso e, soprattutto, a darle strumenti concreti per ridurre l’ansia e ritrovare un rapporto più sereno con se stesso e con la sessualità.

La cosa più importante che emerge dal suo racconto è che lei non è “sbagliato”: sta soffrendo da tanti anni e ha costruito strategie di sopravvivenza che però oggi non le permettono più di vivere pienamente. Il passo che vuole compiere iniziando una psicoterapia è davvero fondamentale e le permetterà di dare voce alla sua parte più autentica, senza giudizi e senza la pressione di dover dimostrare qualcosa agli altri.

Per approfondire e affrontare in modo costruttivo questi temi, è fortemente consigliato rivolgersi a uno specialista che possa accompagnarla in questo percorso di consapevolezza e di crescita personale.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Silvia Bellini
Psicoterapeuta, Psicologo
Entratico
Gentilissimo,

grazie per la fiducia con cui hai deciso di raccontare così apertamente la tua storia e il tuo vissuto. Ti sei espresso con una chiarezza rara e questo, già di per sé, è un segnale importante: significa che nonostante la fatica, hai il bisogno e la capacità di mettere ordine nei tuoi pensieri e di cercare un confronto.

Quello che descrivi porta con sé molti elementi di dolore: un’infanzia segnata da giudizi e parole svalutanti, il sentirti “diverso” e non riconosciuto, l’ansia di non essere all’altezza e di dover continuamente dimostrare qualcosa agli altri e a te stesso. È comprensibile che tutto questo ti abbia portato ad accumulare insicurezze, paure e a vivere con grande peso la tua vita affettiva e sessuale.

Vorrei dirti con chiarezza una cosa: non sei solo e non sei sbagliato. Il fatto che tu ti senta confuso o bloccato non significa che tu non possa trovare una direzione. La sessualità, così come l’affettività, è un terreno complesso che si intreccia con la storia personale, con le esperienze traumatiche, con l’ansia e con i pensieri intrusivi che descrivi. Non è raro che, quando ansia e timori prendono il sopravvento, la sessualità diventi fonte di ulteriore dubbio e sofferenza invece che di piacere e intimità.

Hai citato il DOC a tema omosessualità: non posso e non sarebbe corretto darti una diagnosi in questa sede, ma ciò che racconti – i pensieri intrusivi, i “test”, le regole rigide che ti imponi – somiglia molto ai meccanismi ossessivi che alimentano ansia e blocchi. Su questo, un percorso di psicoterapia potrà davvero aiutarti a comprendere meglio cosa sta accadendo dentro di te e a ridurre la potenza di questi pensieri.

È importante anche distinguere tra i comportamenti che oggi metti in atto (come la ricerca di stimoli pornografici) e i tuoi desideri più profondi. Tu stesso racconti che nelle tue fantasie di vita intima ed emotiva immagini una relazione con una donna, fatta di affetto e protezione. Questo merita ascolto e rispetto, senza che venga annullato dalle paure o dai condizionamenti che ti porti dietro.

Ti incoraggio quindi a considerare due passi fondamentali:

Iniziare o riprendere un percorso di psicoterapia con un professionista con cui ti senti accolto, senza giudizio, per lavorare sia sull’ansia che sulla tua storia personale.

Prenderti il tempo di riconoscere la tua sensibilità come una risorsa: la profondità e il romanticismo che senti dentro non sono debolezze, ma parti preziose di te che oggi sono coperte da strati di paura e sfiducia.

Non sei solo in questa fatica. La sofferenza che descrivi è reale, ma non è immutabile. Con il giusto accompagnamento puoi imparare a distinguere la voce dei pensieri ossessivi da quella dei tuoi desideri autentici e costruire, passo dopo passo, una vita che ti appartenga di più.

Ti ringrazio ancora per il tuo coraggio.

grazie per esserti aperto con trasparenza,
Silvia Dott.ssa Bellini
Dott. Antonio Fumagalli
Psicoterapeuta, Psicologo
Milano
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso con tanta profondità e coraggio la sua storia: dalle sue parole emerge chiaramente quanto abbia vissuto con pesantezza e solitudine questi trent’anni, cercando di dare un senso a ciò che sente e a come si percepisce.

Le esperienze infantili e familiari che racconta — una madre aggressiva e svalutante, un padre assente — hanno certamente avuto un impatto importante sulla sua autostima e sulla costruzione della sua identità. È comprensibile che in un contesto simile si siano sviluppati insicurezza, ansia e un forte bisogno di conferme da parte degli altri. Gli insulti subiti e i dubbi ricorrenti sulla sua identità sessuale hanno probabilmente rinforzato paure e convinzioni difficili da sciogliere da soli.

Quello che descrive non riguarda soltanto l’orientamento sessuale, ma un insieme complesso di aspetti: ansia da prestazione, bassa autostima, pensieri intrusivi, vissuti di colpa e vergogna. Tutto questo la porta a sentirsi bloccato e confuso tra ciò che prova emotivamente (il desiderio di una relazione affettiva con una donna) e ciò che vive a livello sessuale (eccitazione prevalentemente attraverso la pornografia gay e fantasie specifiche).

È importante sottolineare che non si tratta di “incasellarsi” in un’etichetta, ma di comprendere meglio il suo mondo interno, la funzione che hanno avuto certi pensieri e comportamenti nella sua vita e come questi si siano intrecciati con la sua storia di sofferenza. L’aver scoperto il concetto di “DOC omosessuale” può averle dato una chiave di lettura, ma al di là delle definizioni diagnostiche sarà la psicoterapia a darle lo spazio sicuro per esplorare e mettere ordine in queste esperienze.

Ha già fatto un passo prezioso: riconoscere che da solo non riesce più a sostenere questo peso e che desidera intraprendere un percorso di aiuto. In psicoterapia potrà lavorare sulla sua identità, sul rapporto con la sessualità e soprattutto sul recupero della fiducia in sé stesso, imparando a vivere le relazioni in modo più libero e meno carico di paura o di giudizio.

Si conceda tempo e gentilezza: ciò che porta con sé è tanto, e proprio per questo merita ascolto e cura.

La saluto cordialmente
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la sua storia. Il suo vissuto è complesso e doloroso, e mostra quanto ciò che sta attraversando non riguardi solo l’identità sessuale, ma un’intera storia personale segnata da insicurezza, giudizi, aspettative e solitudine.
Le domande che si pone meritano ascolto, tempo e uno spazio in cui possa esplorarle con calma, senza fretta di arrivare a risposte definitive. Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a comprendere più a fondo il senso di ciò che sta vivendo e a ritrovare un contatto più autentico con sé stesso.
Se sente che è il momento di iniziare a prendersi cura di sé, sono qui ad accoglierla. Per qualsiasi informazione non esiti a contattarmi, sono disponibile anche per terapie online ed ho aderito anche al programma del "bonus psicologo". Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno
Dott.ssa Carmen Tedeschi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
ti ringrazio per aver condiviso in modo così onesto e dettagliato la tua esperienza. Le emozioni, i dubbi e il senso di confusione che descrivi meritano uno spazio di ascolto autentico, privo di giudizio.
Ciò che racconti tocca aspetti molto profondi: una storia familiare complessa, vissuti di vergogna e insicurezza radicati nel tempo, e una relazione con il corpo e la sessualità segnata dall’ansia, dal bisogno di controllo e da molte pressioni esterne. In queste condizioni è comprensibile che emergano pensieri ripetitivi, rituali mentali o un senso costante di conflitto interiore.
Spesso, quando si cresce in ambienti invalidanti o contraddittori, si sviluppano modalità per adattarsi e “sopravvivere emotivamente”, che però nel tempo possono generare molta sofferenza. A volte diventa difficile distinguere ciò che si sente veramente da ciò che si è imparato a pensare o temere.
In un percorso terapeutico, è possibile esplorare questi temi con rispetto, aiutandoti a fare chiarezza, a conoscere meglio te stesso e a costruire un rapporto più sereno con le tue emozioni, i tuoi desideri e la tua identità.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, è evidente quanto la sua storia sia stata influenzata da un ambiente familiare svalutante, da giudizi esterni e da un forte bisogno di dimostrare il contrario di ciò che temeva gli altri pensassero di lei. Il dubbio ossessivo sull’identità sessuale, che lei stesso collega al DOC omosessuale, può essere una chiave di lettura utile, soprattutto in presenza di pensieri intrusivi, compulsioni mentali e test interni che lei descrive in modo molto chiaro. Questo tipo di disturbo non riguarda l’orientamento sessuale in sé, ma la paura persistente e invalidante di esserlo, nonostante i sentimenti e i desideri profondi vadano in un'altra direzione. In questi casi è importante lavorare con uno psicologo psicoterapeuta esperto in disturbi d’ansia o in terapia EMDR per i traumi passati. Approcci come la psicoterapia umanistica possono aiutarla a recuperare contatto con sé, mentre la Mindfulness sostiene la gestione dei pensieri ossessivi e l’analisi bioenergetica aiuta a liberare tensioni radicate nel corpo, spesso legate alla sessualità e alla vergogna. C’è ancora spazio per scoprire chi è davvero, senza etichette né obblighi, ma partendo da ciò che sente autentico in sé. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
La sensazione di Essere non è né maschile né femminile, nello yoga non è considerato così importante definire un’appartenenza di genere, conta di più il tuo stato di serenità ed una mente calma che trova un suo equilibrio. Una mente calma non è violenta con se stessa, né impone delle scelte razionali e forzate, specialmente se hai avuto una storia familiare così complessa.

Se ad una pianta dai troppa cura, la pianta appassisce, lascia lavorare la natura che sana.

Pulisci frequentemente la mente con la meditazione che serve a stabilizzarti nel tuo Essere e con gli esercizi di yoga che servono a riordinare la tua energia. Attualmente non necessiti di una rigida identità di genere, ma di una cosa molto più preziosa: la gioia di essere, la potenza della presenza, l’intelligenza della consapevolezza, la spontaneità e l’apprezzare il silenzio interno ed esterno.
Ti potrebbe essere molto utile un passaggio con colloqui terapeutici e un Maestro di meditazione (colloqui e meditazione richiedono continuità e profondità) che ti possono essere di aiuto.
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.mo, considerato il tenore di quanto scrive, il senso di confusione, i dubbi e gli stati di ansia che sperimenta, sarebbe opportuno consultasse uno specialista. Una psicoterapia appropriata potrebbe aiutarla molto nel fare chiarezza su di sé e nel trovare il piacere di vivere. SG
Dott.ssa Giulia Bassi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Sacrofano
Gentile utente, come già anticipato non è possibile fare una diagnosi tramite messaggi. Ciò che emerge da quanto ha scritto è uno stato di ansia e insicurezza che non le permette di esplorare il suo orientamento e la sua identità sessuale. Probabilmente un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a gestire tali stati ansiosi e i relativi pensieri intrusivi, così da acquisire quella sicurezza personale che le permetta di esplorare il suo orientamento e la sua identità sessuale.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza con tanta sincerità. È evidente quanto peso tu abbia portato in questi anni e quanto sia faticoso convivere con dubbi, ansia e pensieri ricorrenti che non ti lasciano tregua.
Da ciò che descrivi, sembra che gran parte della difficoltà non riguardi “chi sei”, ma il modo in cui i pensieri ossessivi e l’ansia interferiscono con il riconoscere ciò che senti davvero e vivere serenamente le relazioni.
Il percorso terapeutico ti potrà offrire uno spazio sicuro per esplorare questi vissuti, alleggerire il peso delle paure e dei dubbi, e aiutarti a ritrovare maggiore chiarezza e libertà interiore. Il fatto che tu abbia deciso di chiedere aiuto è già un passo importante verso il tuo benessere.
Un caro saluto!
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, credo che i suoi modelli di riferimento non le hanno, molto probabilmente, consentito di accettarsi, di sentire la possibilità di essere amato e soprattutto di sperimentare senza sentire la possibilità di essere schiacciato da un giudizio negativo. Le etichette sono un modo per bloccare qualsiasi esplorazione e l'ansia nei contatti con donne e /o con uomini sono intrisi di ansia. Rimane solo un mondo parallelo dove probabilmente trova uno spiraglio di contatto sicuro. Sottolineo come sia importante per lei iniziare un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

il tema dell'identità sessuale è molto importante e andrebbe affrontato come già preaccennava lei in psicoterapia. C'è molta confusione tra ciò che vorrebbe e ciò che gli altri si aspetterebbero da lei. Potrebbe esplorare meglio tutto questo in uno spazio di ascolto più ampio; si affidi quanto prima ad uno specialista, vedrà che con il tempo potrà trovare la sua strada e vivere la sua sessualità serenamente.

Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dr. Andrea Como
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Grazie per aver condiviso così apertamente la sua storia. Capisco quanto dev’essere stato difficile mettere nero su bianco tutto questo, e già il fatto chelo abbia fatto è un passo importante: significa che sta cercando di comprendersi meglio e di prendersi cura di sé.

Come ha scritto, non posso fare una diagnosi, ma posso offrirle alcune chiavi di lettura che forse possono aiutarla a orientarsi e alleggerire un po’ il peso che porta.
Innanzitutto l ’influenza dell’infanzia e delle relazioni familiari. Crescere con una madre svalutante e un padre assente lascia spesso un’impronta profonda: paura del giudizio, bassa autostima, ansia di non essere mai “abbastanza”. Le etichette offensive che le venivano rivolte (“sei gay”, “sei fr***o”) non descrivevano lei, ma erano proiezioni del malessere e della rabbia altrui. Da bambino, però, è facile interiorizzarle come verità. Questo può aver alimentato nel tempo ossessioni e dubbi su chi è davvero.
Inoltre le prime esperienze sessuali vissute con panico e paura di fallire hanno rinforzato l’idea che “qualcosa non va in me”. Ma il corpo sotto ansia non reagisce in modo naturale: è fisiologico che il desiderio e l’erezione vengano bloccati se la mente è in allerta. Non è quindi una prova della sua identità sessuale, ma piuttosto della sua ansia da prestazione e della pressione che si è messo addosso.
In aggiunta, guardare soprattutto porno gay per anni può avere “allenato” il suo cervello a eccitarsi con quegli stimoli specifici. Non significa per forza che sia omosessuale: il porno a volte diventa più una strategia di regolazione dell’ansia o un’abitudine che una rappresentazione reale del desiderio profondo. La sessualità è plastica: si modella anche in base alle esperienze, ai vissuti e alle fantasie che coltiviamo.
Per ciò che concerne il DOC, quello che descrive (“se non riesco a eccitarmi in 10 minuti allora sono gay”, “se non faccio canestro allora significa che lo sono”) ha molto in comune con il Disturbo Ossessivo-Compulsivo a tema sessuale. Non è raro che persone con forte ansia e insicurezza sviluppino questo tipo di pensieri intrusivi: dubbi che si autoalimentano e diventano veri e propri rituali mentali (“testarsi”, cercare prove, confrontarsi continuamente). A volte, il “dubbio infinito” impedisce di vivere serenamente qualsiasi esperienza, bloccando sia il contatto con uomini che con donne.
Potrebbe esserle certamente utile la Psicoterapia, la aiuterebbe a sciogliere i nodi tra identità, ansia e vissuti familiari.
Spero di esserle stato utile.
Saluti
Dott. Como

Dr. Lorenzo Cella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Comprendo la fatica e il senso di smarrimento che traspaiono dalle sue parole, e desidero prima di tutto sottolineare che il percorso che ha raccontato è il frutto di una storia complessa in cui si intrecciano fattori familiari, relazionali, emotivi e identitari. Già questo rende la sua sofferenza pienamente comprensibile e degna di ascolto, senza che ci sia nulla di “strano” o di “sbagliato” nel modo in cui si sente.
Le strategie che ha messo in atto – dal tentativo di “testarsi” attraverso pensieri e prove, fino all’uso di pornografia come unico spazio in cui esprimere desideri – hanno avuto nel tempo la funzione di ridurre il dubbio e la tensione. Tuttavia, come spesso accade, questi comportamenti hanno finito per rinforzare ulteriormente il senso di incertezza, intrappolandola in una spirale di verifiche, ossessioni e paure. È comprensibile quindi che oggi lei si trovi confuso e affaticato, con la sensazione di non sapere più chi è o cosa vuole davvero.
L’identità sessuale non è una dimensione rigida né esclusivamente definita dall’orientamento del desiderio, ma un processo che si costruisce e si chiarisce nel tempo, in relazione all’esperienza, alla storia personale e al contesto. In situazioni come la sua, più che chiedersi “chi sono davvero?”, può diventare utile esplorare “quale significato hanno avuto per me le mie attrazioni, i miei dubbi, le mie paure, i miei tentativi di conformarmi o distinguermi dagli altri”. Questo cambio di prospettiva permette di ridare senso a esperienze che oggi le appaiono contraddittorie e di alleggerire la pressione del dover avere risposte definitive.
L’ansia è un’emozione che paralizza e rende difficile lasciarsi andare, soprattutto in ambiti intimi, dove la vulnerabilità è inevitabile. Non a caso, molti dei suoi ricordi legati a esperienze sessuali sono associati a prestazioni “mancate” o vissute con paura, più che a momenti di piacere. È importante sottolineare che questo non definisce chi lei è, ma piuttosto ciò che l’ansia le ha impedito di vivere in maniera libera.
Salve paziente anonimo
Ascolti lei è stato troppo tempo chiuso in se stesso con i dubbi su la sua identità
Purtroppo le figure genitoriali influenzano molto la nostra identità
Ma vero è che da adulti si può imparare a essere se stessi e a rileggere la propria storia che seppur dolorosa vuole insegnarci qualcosa..
Il coraggio di vivere per esempio anche con gioia la propria sessualità
Esca dal dubbio
Si faccia aiutare a trovare se stesso innanzi tutto! Autostima bassa e timidezza non aiutano a fare nulla.. E se si rimane chiuso non si vive
Coraggio.. Chieda aiuto a esperti che la possono guidare
In bocca al lupo
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
.


Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile ****,
le sue parole raccontano con grande lucidità e profondità un percorso complesso, fatto di vissuti emotivi intensi, esperienze familiari difficili, domande profonde sulla propria identità e un bisogno autentico di comprensione e chiarezza.

È del tutto comprensibile che oggi si senta esausto: ha portato dentro di sé per molti anni una grande quantità di pensieri, emozioni e dubbi che, senza uno spazio sicuro in cui essere accolti, possono diventare davvero pesanti da sostenere da soli.

Le tematiche che ha descritto (l'ansia, l’autostima, le relazioni affettive e sessuali, la ricerca di identità, i pensieri ossessivi )sono tutte aree che in psicoterapia è possibile affrontare con rispetto, delicatezza e profondità, senza etichette né giudizi.

Riconoscere che ha bisogno di aiuto e voler iniziare un percorso è già un passo importante. Un lavoro terapeutico potrebbe offrirle uno spazio protetto in cui esplorare il suo mondo interno, comprendere meglio le sue emozioni, i suoi desideri e la sua storia, dando significato a ciò che ha vissuto.

Se lo desidera, possiamo fissare un primo colloquio, anche solo conoscitivo, per valutare insieme come impostare un percorso che tenga conto delle sue esigenze e del momento che sta attraversando.

Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione o per concordare un incontro.

Un caro saluto,
dott.ssa Greta Pisano
Psicologa – Psicoterapeuta
Dott.ssa Vanessa Perez
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Palermo

Ti ringrazio per la fiducia e la profondità con cui hai condiviso la tua storia: emerge un grande bisogno di comprendere te stesso e di trovare un senso a ciò che da anni ti accompagna con fatica. Le esperienze di infanzia e il contesto familiare che descrivi hanno certamente inciso sulla costruzione della tua autostima, della tua identità e sul modo in cui vivi l’intimità e il desiderio.

Le domande che ti poni riguardo all’identità sessuale sono comprensibili e non definiscono in modo rigido chi sei. Più che “etichettarti”, è importante comprendere il significato che queste esperienze e fantasie hanno avuto e hanno oggi per te, spesso il corpo e la mente trovano vie complesse per esprimere bisogni, paure o conflitti irrisolti.

Il fatto che tu ti senta confuso, ma al tempo stesso riconosca in te un desiderio affettivo verso le donne e un bisogno di chiarezza, è già un segnale di consapevolezza e di ricerca autentica. Un percorso psicoterapeutico potrà aiutarti ad esplorare con calma la tua storia, a dare senso a ciò che provi, e a distinguere la paura dal desiderio vero e proprio.

Ti invito a non giudicarti per ciò che senti o hai vissuto: ogni parte di te merita ascolto, senza fretta di arrivare a una risposta definitiva. Ciò che conta ora è iniziare a comprendere, non a incasellarti.
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Caro utente, dalle sue parole emergono tanti puntI che avrebbero bisogno di essere approfonditi, elaborati. Parla della sua famiglia di origine, delle sue relazioni e difficoltà di relazione, dei suoi pensieri e dubbi intorno alla sua identità sessuale, di relazioni amicali e con i suoi pari, della sua timidezza ecc. Credo che abbia necessità di un percorso psicoterapeutico che possa dipanare tutti questi fili, lavorarli e riallacciarli in una visione per lei meno confusa.

Un caro saluto

Dott.ssa Alessandra Domigno

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