Nell'articolo sul latte crudo di National Geographic c'era un'affermazione di un agronomo sulla pres
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Nell'articolo sul latte crudo di National Geographic c'era un'affermazione di un agronomo sulla presenza di fermenti lattici nel latte crudo e sulla perdita dei benefici da essi derivanti in caso di pastorizzazione o bollitura del latte, come i fermenti lattici probiotici, che poi finiamo per comprare in farmacia. L'affermazione è sicuramente una bufala. Quali possono essere gli argomenti concreti per smontarla e anche perché il consumo del latte crudo non può equivalere in nessun caso al consumo di prodotti contenenti probiotici acquistati in farmacia?
Non è necessario acquistare latte non pastorizzato il cui consumo è da escludere, poiché esistono numerosi alimenti fermentati ricchi di probiotici.
È corretto alternare questi ultimi con quelli in veste di integratore alimentare, sempre accompagnati da fibre prebiotiche per azionarne i benefici.
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Prima di dare un giudizio sul latte crudo, pur senza addentrarsi in questioni di microbiologia lattiero-casearia, bisogna fare alcune considerazioni:
- Per latte crudo si intende il latte appena munto e refrigerato a temperature non superiori a 4°C, non sottoposto ad alcun trattamento termico;
- Il latte è un alimento che quando esce dalla mammella, se la bovina non è affetta da mastite, non contiene microorganismi patogeni mentre contiene batteri saprofiti come i lattobacilli (probiotici) in misura variabile, tant'è che ne viene autorizzata la vendita a norma di Legge;
- Se l'impianto di mungitura e di refrigerazione sono manutenuti, puliti e sanificati, come previsto dalle normative vigenti in materia di igiene degli alimenti, la contaminazione da parte di microrganismi patogeni è minimale così come la loro proliferazione;
- Dal punto di vista nutrizionale i benefici del latte crudo sono un maggior contenuto di enzimi e vitamine del gruppo B, C e acido folico;
- Il consumo di latte crudo inoltre viene anche associato a un minor rischio di fenomeni allergici in età pediatrica;
- Sia i lattobacilli che le Vitamine sopracitate vengono perse con i trattamenti termici;
- Con Decreto legge n. 158 del 13/09/2012 il produttore è obbligato a riportare nell’etichettatura del latte crudo la dicitura “da consumarsi previa bollitura”.
Quindi, se tutto viene fatto nel modo giusto, il latte crudo è un alimento sicuro e benefico.
Quindi, tornando alla domanda: di per se l'Agronomo non dice nulla di non veritiero. Molto probabilmente la quantità di probiotici presenti in una dose di "fermenti" acquistati in farmacia è superiore a quella presente nel latte crudo.
Detto questo però credo sia necessario, in linea generale, sulla necessità di tornare al consumo di alimenti quanto più "grezzi" possibile che, scientificamente, sono molto più salubri di quelli più o meno trattati industrialmente, ma questo è un lungo discorso.
Se poi volesse approfondire la tematica sul latte crudo le consiglio di visitare il sito del Ministero della Salute alla pagina che può raggiungere digitando "latte crudo una scelta consapevole" in qualsiasi motore di ricerca (purtroppo non posso inserire il link diretto per la policy di questo servizio)
- Per latte crudo si intende il latte appena munto e refrigerato a temperature non superiori a 4°C, non sottoposto ad alcun trattamento termico;
- Il latte è un alimento che quando esce dalla mammella, se la bovina non è affetta da mastite, non contiene microorganismi patogeni mentre contiene batteri saprofiti come i lattobacilli (probiotici) in misura variabile, tant'è che ne viene autorizzata la vendita a norma di Legge;
- Se l'impianto di mungitura e di refrigerazione sono manutenuti, puliti e sanificati, come previsto dalle normative vigenti in materia di igiene degli alimenti, la contaminazione da parte di microrganismi patogeni è minimale così come la loro proliferazione;
- Dal punto di vista nutrizionale i benefici del latte crudo sono un maggior contenuto di enzimi e vitamine del gruppo B, C e acido folico;
- Il consumo di latte crudo inoltre viene anche associato a un minor rischio di fenomeni allergici in età pediatrica;
- Sia i lattobacilli che le Vitamine sopracitate vengono perse con i trattamenti termici;
- Con Decreto legge n. 158 del 13/09/2012 il produttore è obbligato a riportare nell’etichettatura del latte crudo la dicitura “da consumarsi previa bollitura”.
Quindi, se tutto viene fatto nel modo giusto, il latte crudo è un alimento sicuro e benefico.
Quindi, tornando alla domanda: di per se l'Agronomo non dice nulla di non veritiero. Molto probabilmente la quantità di probiotici presenti in una dose di "fermenti" acquistati in farmacia è superiore a quella presente nel latte crudo.
Detto questo però credo sia necessario, in linea generale, sulla necessità di tornare al consumo di alimenti quanto più "grezzi" possibile che, scientificamente, sono molto più salubri di quelli più o meno trattati industrialmente, ma questo è un lungo discorso.
Se poi volesse approfondire la tematica sul latte crudo le consiglio di visitare il sito del Ministero della Salute alla pagina che può raggiungere digitando "latte crudo una scelta consapevole" in qualsiasi motore di ricerca (purtroppo non posso inserire il link diretto per la policy di questo servizio)
Buongiorno,
il latte crudo è fortemente sconsigliato, in quanto il nostro organismo non ha più gli enzimi necessari alla digestione dell'alimento non pastorizzato; inoltre la carica microbica contenuta nel prodotto previa cottura è sensibilmente elevata.
Una alimentazione sana e bilanciata non necessita di integratori probiotici!
il latte crudo è fortemente sconsigliato, in quanto il nostro organismo non ha più gli enzimi necessari alla digestione dell'alimento non pastorizzato; inoltre la carica microbica contenuta nel prodotto previa cottura è sensibilmente elevata.
Una alimentazione sana e bilanciata non necessita di integratori probiotici!
Perché ricco di patogeni. Poi fermenti lattici non vuol dire che si trovano nel latte, ma che fanno una fermentazione lattica. Poi i probiotici utili al nostro organismo sono dei ceppi specifici che spesso non si trovano nel latte di vacca. In sintesi i probiotici presenti nel latte vaccino crudo non possono in alcun modo sostituire i probiotici utilizzati per 'integrazione umana e altresì il consumo di latte crudo è fortemente sconsigliato.
E' certamente vero che in alcun modo possiamo riprodurre in laboratorio ciò che la natura ci offre nella sua estrema completezza e complessità.
Detto questo, davvero le/ci occorre assumere latte vaccino o di qualsiasi altro mammifero?
Un saluto.
Detto questo, davvero le/ci occorre assumere latte vaccino o di qualsiasi altro mammifero?
Un saluto.
Sono della stessa opinione
Nel loro parere scientifico sui rischi per la salute pubblica associati al latte crudo nell’UE, gli esperti del gruppo scientifico sui pericoli biologici (BIOHAZ) giungono alla conclusione che il latte crudo può essere una fonte di batteri nocivi, principalmente Campylobacter, Salmonella, ed Escherichia coli produttore della tossina Shiga (STEC)
Salve,il latte appena munto è ricco di vari microrganismi,la pastorizzazione è un Arma efficace verso i patogeni. Consumare regolarmente latti fermentati e' un azione che rappresenta un grande goal per l 'intestino che è il RE dell'apparato immunitario.
Buongiorno, la vendita del latte crudo non è consentita. Questo per evitare problemi di intossicazione alimentare. Infatti, la pastorizzazione del latte è un processo che permette di alimentarsi con il latte in maniera sicura. È un processo che elimina la possibilità di carica batterica all'interno dell'alimento. Cordiali Saluti
Salve,bisogna sempre fare una valutazione costi/ benefici.Il rischio correlato al consumo di latte crudo,per quanto basso ,esiste ed è stato più volte sottolineato dal Ministero della Salute(coliti,brucellosi,salmonellosi,listeriosi,contaminazioni,etc).Preferirei quello pastorizzato e ,se si rendesse necessario,probiotici.Saluti
Buongiorno gentile utente, la vendita di latte crudo non è consentita per evitare problemi di intossicazione alimentare. La pastorizzazione del latte è un processo che permette di nutrirsi con il latte in maniera sicura. Cordiali Saluti
Buongiorno Gentile Utente,
Il latte vaccino crudo contiene microrganismi patogeni in quantità importante ed è perciò da escludere dalla dieta. Alcuni di questi microrganismi attuano fermentazione lattica, quindi si possono definire fermenti lattici, ma sicuramente non sono idonei al consumo umano (perché appunto patogeni). Esistono diversi alimenti ad azione probiotica, uno su tutti lo yogurt (rimanendo tra i latticini). In assenza di problematiche intestinali (diarrea o stipsi, idiopatiche o conseguenze di IBS o altre patologie digestive) non vi è alcuna necessità di integrare con probiotici.
Rimango a disposizione, cordiali saluti, Dott. Barone Alex Dietista
Il latte vaccino crudo contiene microrganismi patogeni in quantità importante ed è perciò da escludere dalla dieta. Alcuni di questi microrganismi attuano fermentazione lattica, quindi si possono definire fermenti lattici, ma sicuramente non sono idonei al consumo umano (perché appunto patogeni). Esistono diversi alimenti ad azione probiotica, uno su tutti lo yogurt (rimanendo tra i latticini). In assenza di problematiche intestinali (diarrea o stipsi, idiopatiche o conseguenze di IBS o altre patologie digestive) non vi è alcuna necessità di integrare con probiotici.
Rimango a disposizione, cordiali saluti, Dott. Barone Alex Dietista
buona sera, la vendita del latte crudo è vietata per evitare intossicazioni alimentari. assumere latte pastorizzato ci permette di nutrirci senza rischi
saluti
saluti
Perché ricco di patogeni. Poi fermenti lattici non vuol dire che si trovano nel latte, ma che fanno una fermentazione lattica. Poi i probiotici utili al nostro organismo sono dei ceppi specifici che spesso non si trovano nel latte di vacca. In sintesi i probiotici presenti nel latte vaccino crudo non possono in alcun modo sostituire i probiotici utilizzati per 'integrazione umana e altresì il consumo di latte crudo è fortemente sconsigliato.
Il latte crudo può contenere batteri benefici, ma anche patogeni. La pastorizzazione è necessaria per garantire sicurezza alimentare. I probiotici in farmacia offrono ceppi specifici e standardizzati per un effetto mirato, cosa che il latte crudo non può garantire.
Distinti saluti, Dr. Luca Agostini.
Distinti saluti, Dr. Luca Agostini.
Buongiorno
Sì, l’affermazione va ridimensionata in modo netto: il fatto che nel latte crudo possano essere presenti microrganismi non basta affatto per definirli “probiotici”, perché un probiotico è, per definizione, un microrganismo vivo che deve conferire un beneficio di salute quando viene assunto in quantità adeguata.
Per poter usare correttamente il termine “probiotico”, inoltre, servono criteri precisi: ceppo ben identificato, sicurezza per l’uso previsto, evidenza clinica nell’uomo e presenza viva nel prodotto a dose efficace fino alla fine della shelf life.
Il primo argomento concreto, quindi, è questo: “fermenti lattici” e “probiotici” non sono sinonimi.
Nel latte crudo la flora microbica è variabile, non standardizzata e non controllabile dal consumatore, per cui non si può sapere con precisione quali ceppi siano presenti, in quale quantità reale arrivino al momento del consumo e se abbiano davvero un effetto clinico documentato.
Al contrario, i probiotici commerciali sono formulati con ceppi specifici, e i loro eventuali benefici vanno sempre riferiti al singolo ceppo o alla singola combinazione studiata, non alla categoria in generale.
Il secondo argomento è la sicurezza: il latte crudo non è un “serbatoio di probiotici”, ma un alimento che può contenere anche patogeni come Listeria, Campylobacter, Salmonella ed Escherichia coli.
Le autorità sanitarie ricordano infatti che i presunti benefici salutistici del latte crudo non sono stati confermati in modo scientifico, mentre i rischi microbiologici sono ben documentati.
La pastorizzazione è stata adottata proprio come misura di sanità pubblica per ridurre il rischio di malattie trasmesse dal latte, quindi non “toglie i probiotici che poi compriamo in farmacia”, ma elimina in modo indiscriminato una flora microbica naturale che può includere anche microrganismi pericolosi.
Per questo il consumo di latte crudo non può equivalere in nessun caso all’assunzione di un probiotico acquistato in farmacia: nel primo caso non ho garanzia di ceppo, dose, stabilità, sicurezza ed efficacia clinica; nel secondo, almeno in linea teorica, dovrei avere un prodotto selezionato e costruito proprio su questi criteri.
Se il dubbio nasce da un problema intestinale concreto, la strada più sensata è una valutazione nutrizionale o gastroenterologica mirata, così da scegliere eventualmente un probiotico adatto al sintomo e non affidarsi a un alimento microbiologicamente imprevedibile.
Una consulenza nutrizionale ben impostata, in questi casi, aiuta anche a distinguere meglio tra mode alimentari, percezioni e dati davvero utili per la salute.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Sì, l’affermazione va ridimensionata in modo netto: il fatto che nel latte crudo possano essere presenti microrganismi non basta affatto per definirli “probiotici”, perché un probiotico è, per definizione, un microrganismo vivo che deve conferire un beneficio di salute quando viene assunto in quantità adeguata.
Per poter usare correttamente il termine “probiotico”, inoltre, servono criteri precisi: ceppo ben identificato, sicurezza per l’uso previsto, evidenza clinica nell’uomo e presenza viva nel prodotto a dose efficace fino alla fine della shelf life.
Il primo argomento concreto, quindi, è questo: “fermenti lattici” e “probiotici” non sono sinonimi.
Nel latte crudo la flora microbica è variabile, non standardizzata e non controllabile dal consumatore, per cui non si può sapere con precisione quali ceppi siano presenti, in quale quantità reale arrivino al momento del consumo e se abbiano davvero un effetto clinico documentato.
Al contrario, i probiotici commerciali sono formulati con ceppi specifici, e i loro eventuali benefici vanno sempre riferiti al singolo ceppo o alla singola combinazione studiata, non alla categoria in generale.
Il secondo argomento è la sicurezza: il latte crudo non è un “serbatoio di probiotici”, ma un alimento che può contenere anche patogeni come Listeria, Campylobacter, Salmonella ed Escherichia coli.
Le autorità sanitarie ricordano infatti che i presunti benefici salutistici del latte crudo non sono stati confermati in modo scientifico, mentre i rischi microbiologici sono ben documentati.
La pastorizzazione è stata adottata proprio come misura di sanità pubblica per ridurre il rischio di malattie trasmesse dal latte, quindi non “toglie i probiotici che poi compriamo in farmacia”, ma elimina in modo indiscriminato una flora microbica naturale che può includere anche microrganismi pericolosi.
Per questo il consumo di latte crudo non può equivalere in nessun caso all’assunzione di un probiotico acquistato in farmacia: nel primo caso non ho garanzia di ceppo, dose, stabilità, sicurezza ed efficacia clinica; nel secondo, almeno in linea teorica, dovrei avere un prodotto selezionato e costruito proprio su questi criteri.
Se il dubbio nasce da un problema intestinale concreto, la strada più sensata è una valutazione nutrizionale o gastroenterologica mirata, così da scegliere eventualmente un probiotico adatto al sintomo e non affidarsi a un alimento microbiologicamente imprevedibile.
Una consulenza nutrizionale ben impostata, in questi casi, aiuta anche a distinguere meglio tra mode alimentari, percezioni e dati davvero utili per la salute.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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