È davvero possibile superare un ptsdc diagnosticato senza supporto amicale, con una famiglia tossica
È davvero possibile superare un ptsdc diagnosticato senza supporto amicale, con una famiglia tossica (madre narcisista e padre defunto) ma con una psicologa e una plusdotazione cognitiva?
3 risposte
Sì, è assolutamente possibile superare un PTSD diagnosticato anche senza una rete amicale e con una famiglia tossica, purché sia presente un trattamento psicoterapeutico adeguato e vi sia un coinvolgimento attivo nel percorso terapeutico. La plusdotazione cognitiva può rappresentare una risorsa se utilizzata per facilitare il lavoro terapeutico, ma da sola non è un fattore curativo.
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Salve, è sicuramente possibile! Da quanto descrive però avrà una quota di fatica maggiore rispetto alla media delle persone con quella diagnosi e probabilmente le ci vorrà un pò più di tempo, sempre considerando una popolazione media ipotetica di riferimento! Di positivo c'è che si è già attivato/a nel cercare supporto specialistico e ha strumenti cognitivi importanti che potrebbero sostenerla nel percorso terapeutico; altro tassello su cui lavorare per aumentare probabilità di riuscita del trattamento sarà sicuramente creare o implementare una rete sociale di supporto amicale (che sarebbe comunque elemento da coltivare a prescindere da qualunque diagnosi presente o meno). Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Buonasera. La risposta diretta alla sua domanda è sì, questo è assolutamente possibile. Il percorso richiede lavoro e strategia, ma le risorse cognitive che ha a disposizione sono già i pilastri di una rielaborazione efficace. Nel suo quadro ci sono forze che remano contro e potenti alleati. Da una parte lo scoglio familiare e il vissuto di isolamento amicale, dall'altra una plusdotazione e una diagnosi chiara. In merito a questo mi sento di dirle di usare la sua intelligenza per "sentire", non solo per capire. Con l'aiuto della sua psicologa, incanali la sua plusdotazione non per "analizzare" continuamente il trauma, ma per osservare cosa sente e come il suo reagisce nel presente. In un secondo momento poi si impegni a creare confini emotivi rigidi con il contesto tossico. Imparare a distanziarsi emotivamente dai trigger familiari è parte integrante della guarigione. La rete sociale, poi, si costruisce dopo. Non si colpevolizzi per la mancanza attuale di amici. Man mano che il sistema nervoso si desensibilizza dal trauma e ritrova sicurezza, la capacità di ingaggiarsi in relazioni esterne sane e appaganti emergerà in modo naturale. La strada è praticabile e lei ha già a bordo gli strumenti per percorrerla. Si fidi del processo terapeutico e delle sue capacità. Le mando un caro saluto
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
