Ciaoo, sono una ragazza e ho 23 anni, da un anno a questa parte non riesco più ad alzarmi dal letto
Ciaoo, sono una ragazza e ho 23 anni, da un anno a questa parte non riesco più ad alzarmi dal letto a un orario decente, se non sono le 12 sono le 13 le 14 o quando sono sola a casa capita anche le 15 le 16 di pomeriggio. La maggior parte dei giorni non ho interesse a fare quasi nulla, ad esempio, ieri ho passato l'intera giornata a letto. Mi sento costantemente stanca e spezzata e alle volte do la colpa a questo anche se credo non sia colpa di questo. Sono bloccata nello studio, prima studiavo mattina e pomeriggio oggi studio una volta ogni 10 giorni, rimando sempre, prima seguivo un'alimentazione sana, studiavo, andavo in palestra, insomma facevo 29383 cose e ad oggi invece passo l'80% dei giorni a letto e magari qualche uscita la sera. A fine novembre ho iniziato a lavorare come babysitter dalle 16 alle 18:30 oppure raramente capita che devo andare anche la mattina alle 9 e infatti sono gli unici giorni in cui mi alzo presto. Ad esempio ora sono le 14:46 e sono ancora a letto da ieri e alle 16:00 devo andare a lavoro ed è l'unico motivo per il quale io ora mi alzerò se non dovessi andare a lavoro avrei passato anche oggi l'intera giornata a letto. Volevo sapere, sono campanelli d'allarme ?
26 risposte
Salve, sicuramente sono campanelli di allarme da tenere presenti! Suggerirei di cominciare al più presto un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta in grado di aiutarla a comprendere bene le motivazioni del suo stato attuale e le modalità a lei più consone per tornare ad una vita più attiva e per lei soddisfacente. Saluti. Dr. Francesco Rossi.
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Buon pomeriggio. Dato che ha deciso di scrivere queste righe, immagino che la situazione che ha descritto le arrechi disagio e che ci sia il desiderio di cambiare qualcosa. Queste sembrerebbero già delle motivazioni sufficienti a ricercare l'aiuto di un professionista, che potrebbe anche aiutarla a comprendere meglio cosa le stia accadendo. Qualora lo ritenesse utile, può contattarmi per un colloquio.
Gent.ma utente, direi che questa sua abitudine a rimanere a letto per molta parte del giorno sia molto di più che un campanello d'allarme. Quanta vita si sta perdendo in questo modo? Un eccesso di pigrizia e di bassa motivazione a fare qualsiasi cosa che non sia un dovere o una necessità è sintomo di qualcosa che a livello psicologico non sta funzionando come dovrebbe. Le consiglio vivamente di consultare uno psicologo/a per approfondire la sua situazione. Sicuramente ci sono molte cose che qui non ha potuto o voluto scrivere, che le hanno fatto perdere quella spinta motivazionale che aveva in precedenza. Non lasci che il tempo passi senza prendere una decisione favorevole al suo benessere fisico e mentale. Le auguro di superare presto questa fase e resto a sua disposizione. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Gentile ragazza, nessuno meglio di lei può sapere se qualche campanello interiore sta suonando. Lei cosa direbbe? Sa a volte dentro un'apparente mancanza di voglia di fare le cose, dormire molto, procrastinare si nascondono emozioni e vissuti più profondi e complessi che parlano di vite che, così come sono, vanno strette; del senso di ciò che si fa un pò opaco; di chi si è con i contorni un pò sfumati; di standard di performance che non corrispondono ai propri più autentici bisogni e natura. Le consiglio di prendersi cura del suo mondo interno: merita di essere conosciuto, esplorato, vissuto a pieno!
Buona sera, ho letto il suo messaggio con attenzione. Tutti i sintomi che destano in noi campanelli d'allarme sono d'attenzionare. Lei in questa situazione sta individuando uno stato di malessere che merita d'essere ascoltato, per questo le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo per accompagnarla in questo particolare momento della sua vita. Le auguro il meglio Buona serata
Ciao, stai attraversando un momento difficile, non so se in seguito ad un lutto o ad un trauma o grande cambiamento o invece non c'è una ragione apparente. Il mio consiglio è prima di tutto andare dal medico di base che ti prescriverà degli esami del sangue per vedere se hai un problema alla tiroide o un calo di ferro o altri elementi. Una volta appurato questo, ti consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia per essere aiutata a gestire questo momento di squilibrio e ritrovare te stessa. Sei giovane e hai tutta la vita di fronte a te... fare un percorso di crescita personale adesso è proprio quello che ti serve!!!
Buonasera, non lo chiamerei campanello, ma una vera e propria campana che sta risuonando forte e chiaro che qualcosa non sta andando come dovrebbe. sicuramente c'è una causa alla base di questo suo stato di malessere per tanto le consiglio di iniziare un percorso con un professionista che possa aiutarla a riprendersi la sua vita in mano e non a trascinarsi per arrivare al giorno dopo.
Carissima, leggo la tua domanda e mi sento di risponderti: sì, sono campanelli d'allarme. Rivolgersi ad uno psicologo serve per comprendere e superare momenti come questi. Forza, non esitare e buon cammino.
Gentile utente, intanto grazie per aver condiviso tale momento di vita. Possono capitare momenti in cui ci sentiamo più stanchi e spossati, in cui la motivazione cala e la voglia di fare risulta essere completamente assente. Da quello che descrive sembra che tale assetto le stia procurando particolare disagio. Sicuramente ci sarebbe da chiedersi come mai ciò avvenga e quale sia stato il fattore scatenante di questo sentire. Quelli che lei chiama campanelli d'allarme sono senza dubbio segnali di un qualcosa di profondo che sta emergendo e che andrebbe ascoltato ed elaborato. Intraprendere un percorso con un professionista potrebbe essere un'opportunità di comprensione e cambiamento. Se vuole, possiamo affrontare tutto questo insieme. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Bergamini Laura Psicologa clinica e forense Psicodiagnosta
Salve, Sembra che in te si sia attivato un ritiro, una sorta di spegnimento. Il fatto di alzarsi molto tardi, di passare intere giornate a letto, di aver perso l’interesse e l’energia per attività che prima davano struttura e senso (era così? o era "un dovere"?), insieme a questa stanchezza profonda che non sembra solo fisica, fa pensare a qualcosa di più di una semplice mancanza di motivazione. Colpisce molto che tu riesca ad alzarti solo quando c’è un impegno esterno: serve qualcosa traini da fuori e che costringa a muoversi. In questi casi il letto diventa quasi un rifugio, un luogo in cui è il mondo intero che può essere sospeso. Non tanto perché non ci sia voglia di vivere, ma forse perché c'è qualcosa dentro che chiede attenzione e parola. Che cosa si è incrinato, che cosa è cambiato, che cosa svuota? Resto disponibile anche per una seduta online, Dott.ssa Jessica Servidio.
Salve cara, sicuramente sono campanelli d'allarme, tutto questo sta fortemente danneggiando la tua vita, dato che prima facevi, come da te detto, tantissime cose e invece adesso sei totalmente disinteressata. Rivolgiti ad uno psicologo per avere un sostegno in merito e per cominciare un lavoro su te stessa per comprendere e risolvere ciò che ha causato tutto questo.
Gentile utente, la perdita di energia, di interesse e il ritiro dalle attività quotidiane sono segnali da non sottovalutare, soprattutto se persistono nel tempo. Il fatto che riesca ad alzarsi quando ha impegni indica comunque una risorsa presente. Le suggerisco di valutare un colloquio con un professionista per comprendere meglio cosa le sta accadendo e intervenire per tempo. Un caro saluto
Salve, le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per esplorare le cause della procrastinazione e dell'abbassamento del tono dell'umore che lei descrive. Spesso si tratta di spie che ci chiedono di lavorare su altro. Superare il "blocco" è possibile se chiede aiuto. Saluti
Ciao, da quello che descrivi, i segnali che stai vivendo – difficoltà a svegliarti, perdita di interesse per le attività che prima ti piacevano, stanchezza costante e senso di blocco nello studio – possono essere considerati campanelli d’allarme rispetto al tuo benessere psicologico. Questi sintomi possono avere diverse cause, tra cui squilibri nel ritmo sonno-veglia, stress, ansia, sintomi depressivi o altri fattori emotivi e motivazionali. È importante non colpevolizzarti: il fatto che tu ti senta bloccata o apatica non significa che sia una tua “mancanza”, ma un segnale che il tuo corpo e la tua mente stanno chiedendo attenzione. Ci sono strategie e percorsi di supporto che possono aiutarti a ritrovare energia, motivazione e regolarità nelle giornate, ma la valutazione di uno specialista è fondamentale per capire insieme la causa specifica e individuare l’approccio più adatto. Ti consiglio quindi di approfondire la situazione con uno psicologo o uno psicoterapeuta, che possa accompagnarti passo passo. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentilissima, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla a comprendere cosa mantiene questa difficoltà e a lavorare sulla routine e sulle sue energie (mentali e fisiche) con strumenti pratici e concreti.
Buonasera, da quanto mi racconta, la situazione che descrive ha un impatto significativo sulla Sua quotidianità: dormire fino a metà giornata, avere poca motivazione, sentirsi costantemente stanca e rallentata, avere difficoltà nello studio e nelle attività che prima Le davano piacere. Questi segnali non vanno sottovalutati. Potrebbero rappresentare "campanelli d’allarme" di uno stato di disagio emotivo o psicologico, come stress intenso, ansia o un possibile quadro depressivo. Non significa che ci sia qualcosa “di sbagliato” in Lei, ma che il Suo corpo e la Sua mente stanno inviando segnali di sovraccarico o di sofferenza. Il fatto che riesca a trovare energia solo per motivazioni esterne come il lavoro indica quanto sia importante avere supporto per ritrovare un equilibrio nelle energie e nelle routine quotidiane. Sarebbe utile parlarne con uno psicologo o uno psicoterapeuta, che possa aiutarLa a comprendere le cause di questa stanchezza emotiva e fisica, a ritrovare piccoli passi di motivazione e routine, e a sentirsi meno bloccata. Anche una prima valutazione potrebbe portare chiarezza e ridurre il senso di impotenza che descrive. Rimango a disposizione, un caro saluto!
Gentile Signora, quello che descrive **sono sì dei campanelli d’allarme**, e glielo dico con molta chiarezza ma anche con grande rispetto per la fatica che sta vivendo. Non perché “ci sia qualcosa che non va in Lei”, ma perché il Suo corpo e la Sua mente stanno cercando di comunicarLe qualcosa da tempo. Dal Suo racconto emerge un cambiamento netto rispetto a come era prima: energia, routine, studio, cura di sé, movimento. Oggi invece prevalgono stanchezza profonda, immobilità, perdita di interesse, rimando continuo, giornate che scorrono quasi interamente a letto. Non si tratta di pigrizia, né di mancanza di forza di volontà. Il fatto che riesca ad alzarsi quando c’è un impegno esterno, come il lavoro da babysitter, indica che **le capacità ci sono ancora**, ma vengono attivate solo quando qualcosa arriva da fuori a “tirarLa su”. Il letto, così come lo descrive, sembra essere diventato un luogo di rifugio più che di riposo. Un posto in cui il mondo si ferma, le richieste si abbassano, e per qualche ora non è necessario decidere, fare, performare. Questo è spesso il segnale di una **stanchezza emotiva profonda**, che non passa dormendo e non si risolve “forzandosi”. Il sentirsi “spezzata”, senza interesse, bloccata nello studio, con una forte riduzione delle attività che prima La nutrivano, sono segnali che meritano attenzione. Non servono per spaventarLa, ma per invitarLa ad ascoltarsi. La mente, quando è sovraccarica o in sofferenza, può togliere energia al corpo; e il corpo risponde rallentando tutto. In una prospettiva umanistica, non si tratta di chiederLe “perché non fai più”, ma **che cosa La ha portata, nel tempo, a dover fermarsi così**. Spesso questi stati arrivano dopo periodi di iperattività, di richieste alte, di “fare tanto” senza potersi fermare davvero. Il crollo non è improvviso: è il punto in cui il sistema dice basta. Il fatto che Lei si stia ponendo questa domanda oggi è già un segnale importante di contatto con sé stessa. È come se una parte di Lei stesse dicendo: *“Così non sto bene, ho bisogno di capire cosa mi sta succedendo”*. Un colloquio conoscitivo potrebbe offrirLe uno spazio sicuro per esplorare questo momento senza etichette immediate, senza giudizio e senza l’ansia di dover “tornare quella di prima”. Non si tratta di aggiustarsi, ma di comprendere cosa sta chiedendo questa stanchezza e come poter ripartire in modo più sostenibile per Lei. Se sentirà che può esserLe utile, resto disponibile ad accoglierLa per un primo incontro. A volte il primo vero passo non è alzarsi dal letto, ma **permettersi di essere ascoltati davvero.
Quello che stai vivendo merita attenzione e cura. Non perché tu sia “sbagliata”, ma perché sei molto stanca dentro, e il tuo corpo si è fermato per proteggerti. Il fatto che tu riesca ad alzarti quando c’è il lavoro dice che le risorse ci sono, ma in questo momento non riesci più a usarle per te stessa.Questo è un segnale importante. Il suggerimento, detto con delicatezza, è iniziare un percorso psicoterapeutico: uno spazio tuo, stabile, dove non devi performare né “funzionare”, ma solo essere ascoltata. Un percorso può aiutarti a dare senso a questo blocco e a rimettere in movimento la tua vita senza forzarti. Chiedere aiuto ora non è un fallimento. È un atto di cura verso di te.
Ciao, grazie per aver scritto con così tanta sincerità. Quello che descrivi può essere un campanello d’allarme, nel senso che c’è una sofferenza che merita attenzione. Il passaggio da una vita molto attiva a giornate passate quasi interamente a letto indica un cambiamento importante nel tuo funzionamento, ed è qualcosa che va ascoltato. Non aspettare che passi da solo. Può essere utile prendere in considerazione l’idea di iniziare un percorso di supporto, per avere uno spazio in cui capire cosa sta succedendo e trovare, passo dopo passo, un modo per uscirne.
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso questo periodo della tua vita, non deve essere stato facile! Per rispondere alla sua domanda il fatto di non voler più fare attività che precedentemente svolgeva con piacere, il senso di stanchezza, l'ipersonnia ecc.. potrebbero essere dei campanelli di allarme, per questo potrebbe essere utile un colloquio psicologico, qualora avesse questa intenzione sono disponibile a fornirle il mio supporto! Cordialmente Dott.ssa Giulia Virzì
Buongiorno, Dalle sue parole emerge una profonda fatica, che coinvolge sia il corpo sia la mente, e la sensazione di essere ferma in una fase della vita molto diversa da come era abituata a sentirsi. I cambiamenti che descrive nel ritmo sonno-veglia, nella motivazione, nell’energia e nell’interesse verso attività che prima le davano soddisfazione possono essere letti come indicatori di un malessere emotivo che sta chiedendo attenzione. Non si tratta di pigrizia o mancanza di volontà: quando una persona è emotivamente affaticata, spesso il corpo rallenta e il letto diventa un rifugio. È significativo che riesca ad alzarsi quando ha un impegno esterno, come il lavoro. Questo suggerisce che le sue risorse non sono scomparse, ma fanno più fatica ad attivarsi quando è sola e non ha una struttura che la sostiene dall’esterno, una dinamica molto comune in periodi di stanchezza psicologica. Il confronto con la “Lei di prima” può essere doloroso e aumentare il senso di colpa, ma è importante ricordare che se oggi non riesce a fare tutto ciò che faceva un tempo, non è perché non ne sia più capace, bensì perché in questo momento sta attraversando una fase di difficoltà. Valutare un supporto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa sta succedendo e a ritrovare gradualmente energia e direzione, rispettando i suoi tempi. Se lo desidera, resto a disposizione per offrirle ascolto e accompagnarla in questo percorso. Un caro saluto Dott.ssa Barcella
Salve, ti ringrazio per aver scritto con tanta sincerità. Quello che descrivi non è uno “sproloquio”, ma un racconto molto chiaro di un disagio che merita attenzione. Sì, quelli che descrivi possono essere considerati campanelli d’allarme, non nel senso di qualcosa di “grave” o irreversibile, ma come segnali che indicano che da tempo stai facendo molta fatica. La difficoltà ad alzarti dal letto e l'inversione del ritmo sonno veglia, perdita di interesse ed energia per attività che prima facevano parte della tua routine, il blocco nello studio e procrastinazione, la sensazione costante di stanchezza/svuotamento/rallentamento, il fatto che tu riesca ad alzarti solo quando c’è un impegno esterno (come il lavoro), indicano un abbassamento dell’umore e un esaurimento emotivo. Non significa automaticamente “depressione”, ma che probabilmente stai vivendo da tempo una condizione di sovraccarico, perdita di motivazione e fatica interna che non riesci più a compensare da sola. Un aspetto importante è il confronto che fai con il “prima”: eri molto attiva, organizzata, impegnata su più fronti. A volte, dopo periodi di intensa attività o di forti aspettative verso se stessi, il corpo e la mente “tirano il freno” e chiedono una pausa, anche se lo fanno in un modo che spaventa. Valutare un confronto con una psicologa/uno psicologo che possa aiutarti a capire cosa sta mantenendo questo blocco e come uscirne gradualmente. Chiedere aiuto è una forma di cura, non di fallimento. Se questi sintomi durano da circa un anno, come scrivi, è un buon momento per fermarsi ad ascoltarli, prima che diventino ancora più radicati. Con il giusto supporto, questa fase può trasformarsi in un punto di svolta. Se vuoi, puoi iniziare da un colloquio conoscitivo. A volte basta uno spazio sicuro per rimettere in moto ciò che ora sembra fermo. Resto a disposizione, un caro saluto Dott.ssa Martina Pinto
Salve, lei dice che passa molto tempo delle sue giornate a letto perchè non riesce ad alzarsi, tranne quando deve andare a lavoro. Dice di non avere interesse per nulla, di sentirsi costantemente stanca e spezzata, di essere bloccata nello studio. Tutto questo da un anno a questa parte, mentre prima faceva tantissime cose. Le cause potrebbero essere varie, sia fisiche che psicologiche. Innanzitutto potrebbe parlarne con il suo medico di base per valutare il suo stato di salute fisica. Potrebbe poi essere utile anche consultare uno psicologo: parlare ad un professionista allenato ad un ascolto attivo e senza giudizio, aiuta ad esplorare i propri pensieri e le emozioni, migliora la consapevolezza di sè e la capacità di far fronte ad eventuali difficoltà.
Buongiorno, grazie per aver condiviso in modo così dettagliato quello che stai vivendo. Da ciò che descrivi emergono alcuni campanelli d’allarme importanti, in particolare la difficoltà persistente ad alzarti dal letto, la marcata riduzione dell’energia, la perdita di interesse per attività che prima erano significative (studio, cura di sé, sport) e una forte dipendenza da impegni esterni per renderti attiva. Il fatto che questa condizione duri da circa un anno rende questi segnali ancora più rilevanti e da attenzionare. La situazione che riporti merita sicuramente un approfondimento clinico, perché sintomi di questo tipo potrebbero essere connessi a delle difficoltà che è importante non sottovalutare. Il fatto che tu riesca ad alzarti quando hai un impegno lavorativo indica che le risorse non sono “sparite” del tutto ma appaiono molto affaticate. Proprio per questo, chiedere un supporto ora potrebbe fare una grande differenza, aiutarti a comprendere cosa sta succedendo ed intervenire adeguatamente. Un caro saluto, Dottoressa Simona Santoni - Psicologa
Buongiorno, quello che descrivi, questo passaggio da una vita iper-attiva a un ritiro quasi totale nel letto, non è pigrizia, ma un segnale potente che non va ignorato o, peggio, giudicato. Spesso, quando ci blocchiamo così drasticamente, è perché le dinamiche sottostanti — emotive o legate a aspettative troppo alte — hanno saturato la nostra capacità di tenuta. Limitarsi a chiamarli 'campanelli d'allarme' non basta; è necessario comprendere cosa stia cercando di proteggere o comunicare questo tuo fermo improvviso. Poiché ogni storia è unica, generalizzare le cause di questo malessere sarebbe improprio e poco d'aiuto. Per questo motivo, approfondire il tema in un contesto clinico permetterebbe di decodificare questi segnali e capire quale strada intraprendere per riappropriarsi del proprio tempo e della propria energia. Sarei lieto di offrirti uno spazio di ascolto, anche solo per un primo colloquio conoscitivo, per iniziare a fare chiarezza su questi vissuti e valutare insieme come sbloccare questa situazione in modo sereno. Dott. Nicola Passarelli
Buongiorno, la ringrazio per aver trovato il coraggio di raccontare quello che sta vivendo. Dal suo messaggio emerge una grande sofferenza, ma anche una buona capacità di osservare se stessa e di rendersi conto che qualcosa, rispetto al passato, è cambiato in modo importante. Quello che descrive merita attenzione. Più che il singolo fatto di alzarsi tardi, colpisce il cambiamento complessivo che racconta. Fino a un anno fa conduceva una vita ricca di attività, studiava con continuità, si allenava, seguiva un'alimentazione sana e riusciva a portare avanti numerosi impegni. Oggi, invece, riferisce di trascorrere gran parte delle giornate a letto, di avere pochissimo interesse per ciò che prima faceva spontaneamente, di sentirsi costantemente stanca e di rimandare quasi tutto. Quando un cambiamento è così marcato e dura ormai da molti mesi, è certamente qualcosa che vale la pena approfondire. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, spesso si osserva come alcune difficoltà tendano ad alimentarsi da sole. Più ci si sente privi di energie, più si tende a ridurre le attività. Più le attività si riducono, meno occasioni si hanno per sperimentare soddisfazione, senso di efficacia e gratificazione. Questo può portare a sentirsi ancora più stanchi, demotivati e bloccati, creando un circolo che con il passare del tempo diventa sempre più difficile interrompere. Un elemento interessante del suo racconto è che quando esiste un impegno preciso, come il lavoro da babysitter, lei riesce comunque ad alzarsi e ad affrontare la giornata. Questo lascia pensare che la capacità di attivarsi non sia scomparsa, ma che abbia bisogno di una struttura esterna molto forte per riuscire a mettersi in moto. Quando invece la giornata è completamente libera, sembra prevalere una sensazione di immobilità che la porta a rimanere a letto per molte ore. Mi ha colpito anche quando scrive che non attribuisce tutto semplicemente alla stanchezza. È una riflessione importante. A volte la stanchezza è reale, ma non è necessariamente la causa principale del problema. Può essere anche una conseguenza di un periodo prolungato in cui il ritmo quotidiano cambia, le attività diminuiscono e la mente finisce per entrare in una modalità di continua inattività. Per questo motivo è importante non fermarsi al sintomo, ma cercare di comprenderne le origini. Credo che la domanda da porsi non sia tanto "perché non riesco ad alzarmi?", ma piuttosto "che cosa è successo nella mia vita circa un anno fa che ha portato questo cambiamento?" e "quali meccanismi stanno mantenendo questa situazione nel tempo?". Spesso la risposta non è immediata e richiede uno spazio di riflessione più approfondito. Proprio per questo motivo penso che potrebbe esserle utile intraprendere un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Non perché esista una soluzione semplice o immediata, ma perché un percorso può aiutare a comprendere il suo modo di funzionare, individuare ciò che ha favorito questo cambiamento e costruire gradualmente strategie concrete per recuperare le abitudini, la motivazione e il senso di padronanza che descriveva appartenere alla sua vita fino a poco tempo fa. È importante anche non giudicarsi con durezza. Molte persone, quando attraversano periodi simili, finiscono per definirsi pigre, svogliate o prive di forza di volontà. Nella maggior parte dei casi, però, dietro questi comportamenti esistono dinamiche emotive e psicologiche molto più profonde, che meritano di essere comprese piuttosto che criticate. Il fatto che oggi lei si stia ponendo queste domande è già un segnale significativo. Significa che una parte di lei desidera capire cosa stia succedendo e vuole ritrovare l'equilibrio che sente di aver perso. Questo rappresenta un ottimo punto di partenza. Ha fatto bene a non sottovalutare questi cambiamenti e a chiedere un parere. Ascoltare questi segnali con curiosità e non con colpa può essere il primo passo per iniziare a stare meglio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.







