Ciao, sono una ragazza di 18 anni e sono fidanzata da due anni con un ragazzo che amo tantissimo e c

25 risposte
Ciao, sono una ragazza di 18 anni e sono fidanzata da due anni con un ragazzo che amo tantissimo e che spero che sarà al mio fianco per tutta la mia vita. So che semmai mi lasciassi con lui cambierebbe tutto, perché abbiamo un rapporto così forte da sembrare che manchi soltanto la convivenza e il matrimonio per ufficializzare la durata della nostra relazione.
Tuttavia, rimango comunque una ragazza di 18 anni che va ancora alle scuole superiori, ci sono stati diversi ragazzi che ci hanno provato con me mentre ero già fidanzata ma che ho sempre ignorato con facilità. C’è un ragazzo però, che continua a provarci da più di un anno nonostante sappia che io sia occupata. È un ragazzo abbastanza popolare nella scuola ed è la cotta di tante ragazze, anche se non è per nulla serio e si discosta totalmente dal mio tipo di ragazzo (che invece il mio fidanzato rispecchia perfettamente).Inizialmente lo ignoravo come tutti con facilità, però lui ha sempre insistito anche se non gli ho mai dato corda, e continuo a non farlo però ultimamente sta nascendo in me un pensiero costante verso di lui, come se in realtà non volessi che smettesse di provarci con me, non volessi che trovasse un’altra. È come se fossi io stessa a cercare le sue attenzioni a volte cercandolo con lo sguardo a scuola, anche se lui non mi piace per nulla e continuo ad amare il mio ragazzo come ho sempre fatto. Ma Ciò mi fa sentire in colpa, perché non mi capisco, non so cosa mi succede e mi sento piena di pensieri confusi che mi passano per la testa. Perché non riesco a smettere di pensare a lui? Perché questo costante pensiero mi genera un senso di confusione che si manifesta anche nella mia quotidianità? È come se stessi cambiando, quasi non mi riconosco. Sono sempre stata una persona che pensa troppo e forse dovrei solo smettere di pensarci e andare avanti, ma non capisco perché mi comporto così.
Dott.ssa Letizia Nobilia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Roma
Cara utente,
la ringrazio per aver condiviso così apertamente i suoi pensieri. Quello che descrive è molto comune, soprattutto alla sua età e in contesti di relazioni importanti: è naturale che possano sorgere pensieri o curiosità verso altre persone, anche quando si ama profondamente il proprio partner. Il senso di confusione che avverte spesso nasce dal conflitto interno tra ciò che sente (l’attrazione o la curiosità) e ciò che sa essere giusto o coerente con i suoi valori. È anche tipico che questi pensieri si amplifichino se li giudica severamente o cerca di reprimerli completamente: l’ansia aumenta, la mente continua a tornarci sopra e si crea un circolo di confusione. Osservi i suoi pensieri senza giudizio e se vede che diventano troppo pesanti per lei da sopportare provi a parlarne con uno psicologo per capire meglio le emozioni che prova, da dove nascono per potersi sentire più serena. Un caro saluto

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Dott.ssa Alessia Lapi
Psicologo, Psicologo clinico
Borgo San Lorenzo
Ciao!
Quello che descrivi è molto più comune di quanto pensi, anche se capisco che possa farti sentire confusa e in colpa. A 18 anni, l’amore che si vive è spesso intenso e totalizzante, soprattutto in una relazione stabile come la tua, ma questo non significa che il cervello e le emozioni si “spengano” verso tutto il resto del mondo.
Quando qualcuno ci presta attenzioni, soprattutto in modo costante e insistente, può toccare corde più sottili: il bisogno di sentirsi desiderati, visti, speciali. Non è necessariamente attrazione o disamore verso il partner, ma può essere una ricerca di conferme o di curiosità verso una parte di sé che sta cambiando. Sei in un’età in cui si cresce molto, anche sul piano identitario e relazionale: è normale che certe situazioni ti mettano in discussione.
Il fatto che tu te ne renda conto, te lo chieda e ti senta a disagio dimostra che hai consapevolezza e valori chiari. Non stai tradendo nessuno solo perché un pensiero ti attraversa la mente; i pensieri non sono azioni, e ciò che conta è cosa scegli di farne.
Forse più che “smettere di pensarci”, può essere utile capire cosa rappresenta per te questo ragazzo: l’attenzione, la novità, la leggerezza, o forse solo una conferma di sentirti ancora desiderabile. Capire questo può aiutarti a sciogliere la confusione senza giudicarti.
È parte del crescere e dell’amare.
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno simpatica ricercatrice d'amore,
credo che tutte le domande che poni meritino uno spazio ed un tempo adeguato. Ti ci vorrebbe un percorso di educazione affattiva e sessuale per saperne di più, capirti e capire e scegliere orientandoti verso il futuro che meriti e desideri.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marzia Sellini
Dott. Fabian Gabriel Beneitez
Psicologo, Professional counselor
Fermo
Grazie per esserti esposta e averci raccontato la tua esperienza. hai 18 e sei innamorata dal tuo ragazzo, che però inmezzo ci sono tanti pretendenti che hai cacciato dalle tue attenzioni tranne uno e sembra che i tuoi pensieri si facciano sempre piu strada verso un quesito. Il fatto di voler non pensarci è gia un primo passo per poter riuscire. sicuramente ci sono delle tecniche ben precise per ottenere un risultato in tempi brevi. perciò ti consiglio di affidarti ad un professionista che ti possa accompagnare in questa transizione. spero che possa trovare la tua strada il prima possibile.
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Ciao,
quello che descrivi è in realtà molto più comune di quanto pensi, e non significa che non ami davvero il tuo ragazzo o che il tuo rapporto stia per finire. Quando una relazione diventa stabile e profonda come la tua, possono emergere curiosità o pensieri verso l’esterno — non per mancanza d’amore, ma perché stai crescendo, cambiando, conoscendo meglio te stessa.

A 18 anni è naturale sperimentare una forte intensità emotiva e, insieme, un bisogno di conferme: sentirsi notata o desiderata può risvegliare una parte di te che ha bisogno di sentirsi “vista” come persona, non solo come parte di una coppia. Quel ragazzo, con la sua insistenza e il suo ruolo “popolare”, probabilmente rappresenta proprio questo — la possibilità di sentirti ancora capace di attrarre, di essere desiderata, di sentire un brivido diverso.

Non è necessario interpretarlo come un tradimento o come un segno che ami meno il tuo fidanzato, ma come un segnale di una fase di passaggio: stai crescendo, e stai imparando a conoscere le sfumature dei tuoi desideri, anche quelli più contraddittori. Il senso di colpa nasce dal bisogno di essere “coerente” con l’immagine di ragazza fedele e innamorata, ma le emozioni non sempre seguono la logica: possono convivere in te amore, curiosità e confusione.

Può aiutarti chiederti:

Cosa rappresenta per me l’attenzione di questo ragazzo?

Quale parte di me si sente viva o riconosciuta quando lui mi guarda o mi cerca?

Cosa mi mancherebbe, o cosa mi spaventa, se lui smettesse di farlo?

Più che reprimere questi pensieri, prova ad ascoltarli con curiosità, come se parlassero di te — non tanto di lui. È un modo per conoscerti meglio e rendere anche la relazione con il tuo ragazzo più consapevole, più adulta.

Un saluto
Dott.ssa Manuela Valentini
Psicologo, Psicologo clinico
Melfi
Buon pomeriggio,
A 18 anni sentirsi confusi è naturale anche quando si ama profondamente. Il corpo cambia, la mente si apre a nuove esperienze, e i pensieri si moltiplicano. Non c’è nulla di sbagliato in ciò che prova: è parte della crescita. L’attrazione verso ciò che è nuovo, il bisogno di sentirsi visti, il senso di colpa, potrebbero essere segnali che qualcosa dentro di lei sta cercando spazio. Non significa che non ami abbastanza il suo fidanzato, ma forse che ha bisogno di conoscersi meglio, senza chiudersi in ruoli troppo rigidi. In questo senso, non è necessario prendere decisioni affrettate, ma può essere utile osservare ciò che prova con curiosità e rispetto per sé stessa. Nella varie fase della vita, è importante ricordare che la scelta non risiede nell’essere scelti dagli altri, ma nell' imparare a scegliere per sé stessi. Scegliere significa ascoltare i propri bisogni, riconoscere ciò che ci fa stare bene, e dare valore alla propria voce. Quando ci si sente confusi, non è necessario prendere decisioni affrettate, ma può essere utile fermarsi e e chiedersi: Cosa sto cercando davvero? Di cosa ho bisogno in questo momento della mia vita?
Ma anche sentirsi liberi di fare sport, stare con gli amici e vivere la propria vita con armonia.
Se sente il bisogno di fare chiarezza, uno spazio di ascolto professionale può aiutarla a esplorare questi vissuti con serenità, senza giudizio.
La sua sensibilità è una risorsa preziosa. Non si colpevolizzi: si ascolti. È così che si cresce, pienamente.
Le auguro un buon pomeriggio,
Dr.ssa Manuela Valentini
Dott. Gianluigi Torre
Psicologo clinico, Psicologo
Terracina
Capisco profondamente la confusione che sta provando e le sue emozioni sono assolutamente normali per una ragazza di 18 anni che si trova all'incrocio tra una relazione matura e l'espansione della propria identità: questo conflitto, lungi dall'essere un segnale di un amore insufficiente, è una manifestazione della sua mente che esplora le infinite possibilità della vita adulta, è l'ultima coda di sirena dell'adolescenza che si scontra con il progetto di vita a due. Lei non è innamorata del ragazzo popolare, lei è attratta dalla sua capacità di convalidarla socialmente e dalla sensazione di libertà non impegnativa che rappresenta, un brivido che in una relazione solida e "ufficiale" come la sua tende naturalmente a scemare, lasciando spazio alla rassicurante routine. Il senso di colpa e il non riconoscersi sono la prova più grande della sua lealtà e del valore che attribuisce al suo fidanzato: è il suo sistema di valori che funziona perfettamente, segnalandole che sta deviando dal percorso scelto, e se smettesse di provare colpa, quello sì che sarebbe un segnale preoccupante per la sua relazione. Invece di dirle di "smettere di pensarci", che è impossibile, la invito a usare questo pensiero come un potente strumento di auto-analisi e di conversione interna: si chieda con onestà cosa la figura di quel ragazzo le sta dicendo le manca nella sua vita attuale, che si tratti di eccitazione, di validazione o di un piccolo spazio di spensieratezza e superficialità, e poi si impegni a integrare consapevolmente quell'elemento mancante nella sua relazione col fidanzato o nella sua vita personale, rafforzando così il suo legame anziché minacciarlo con un'attenzione che ha il solo scopo di distrarla da un bisogno più profondo e non soddisfatto. La vera sfida non è ignorare il ragazzo, ma dare voce al bisogno che l'attenzione di lui sta mascherando.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao,
quello che descrivi è un vissuto molto più comune di quanto pensi, soprattutto alla tua età, quando si è ancora in una fase di crescita personale e di definizione della propria identità affettiva.

Essere innamorata del tuo fidanzato e, allo stesso tempo, provare curiosità o interesse per qualcun altro non significa necessariamente che tu non ami più il tuo ragazzo o che ci sia qualcosa di “sbagliato” in te. È piuttosto una manifestazione del naturale bisogno di conferme, di sentirsi desiderati e riconosciuti, che fa parte della costruzione di sé e dell’autostima.

Il fatto che questo ragazzo continui a cercarti, nonostante tu non abbia mai ricambiato apertamente, può attivare in te una sorta di “dinamica di attenzione”: ti fa sentire considerata, apprezzata, “vista”. Anche se razionalmente sai che non è il tipo di persona che ti interessa davvero, a livello emotivo può comunque generare curiosità o confusione, soprattutto se attraversi un periodo in cui cerchi di capire meglio chi sei e cosa desideri nelle relazioni.

Il senso di colpa che provi è comprensibile, ma forse nasce da un’eccessiva severità verso te stessa. Provare pensieri o sensazioni contrastanti non significa tradire o mancare di rispetto: è un segnale da ascoltare, non da reprimere. Questi momenti di confusione possono essere occasioni preziose per comprendere meglio i propri bisogni affettivi, le proprie paure e le proprie aspettative.

Ti consiglierei di non giudicarti, ma di provare piuttosto a esplorare queste emozioni con curiosità e delicatezza. Se però senti che questa confusione continua a pesarti o a interferire con la tua serenità quotidiana, parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarti a fare chiarezza e a ritrovare equilibrio.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Ciao! Prima di tutto, voglio rassicurarti che non c’è nulla di “sbagliato” in te. A 18 anni è normale trovarsi di fronte a emozioni contrastanti: stai crescendo, conoscendo meglio te stessa e i tuoi bisogni affettivi. Il tuo sentirti lusingata o attratta da attenzioni esterne non significa che il sentimento per il tuo fidanzato sia compromesso.
Il fatto che tu ti stia ponendo queste domande mostra una grande sensibilità e maturità emotiva. Tuttavia, se questi pensieri ti fanno sentire confusa o in colpa al punto da influenzare la tua serenità quotidiana, potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo, per esplorare meglio cosa sta accadendo dentro di te e imparare a vivere le tue emozioni con più serenità.
Dott. Luigi Pignatelli
Psicologo, Psicologo clinico
Taranto
Capisco bene la confusione che stai provando: a 18 anni si è in una fase della vita in cui i sentimenti possono essere intensi e complessi, anche quando si è profondamente innamorati. Quello che descrivi non significa che non ami più il tuo ragazzo, ma che una parte di te sta esplorando il bisogno di sentirsi notata, desiderata e riconosciuta — qualcosa di umano e naturale, soprattutto quando si cresce e si inizia a confrontarsi con il mondo esterno.
Il fatto che questo ragazzo continui a cercarti e che tu, inconsciamente, non voglia che smetta, può essere legato più al bisogno di conferma personale che a un reale interesse affettivo. Ti stai accorgendo di avere un potere nuovo: quello di piacere e attirare l’attenzione, e questo, a volte, incuriosisce e confonde.
Non giudicarti per questi pensieri: non sei “sbagliata” né stai tradendo nessuno. È importante solo osservarli con onestà, senza lasciarti trascinare. Mantieni il rispetto per te e per il tuo rapporto, ma concediti anche di capire cosa ti sta dicendo questa parte di te: forse hai bisogno di sentirti più libera, o semplicemente di conoscerti meglio. Crescere significa anche attraversare queste sfumature emotive con consapevolezza.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, da ciò che racconta si percepisce una grande sincerità e un profondo desiderio di capire cosa le sta accadendo. È evidente che tiene molto alla sua relazione e che prova affetto e rispetto per il suo fidanzato, ma al tempo stesso si sente destabilizzata da un insieme di emozioni nuove, che sembrano non avere una logica e che la confondono. In realtà, ciò che descrive è un’esperienza molto più comune di quanto immagini, soprattutto alla sua età, quando l’identità affettiva e personale è ancora in costruzione e ogni stimolo emotivo può attivare pensieri contrastanti. Il fatto che un’altra persona le mostri attenzione e continui a farlo nel tempo può suscitare curiosità, non tanto perché esista un reale interesse, ma perché l’essere desiderati è qualcosa che tocca corde profonde del nostro bisogno di sentirci riconosciuti, visti e apprezzati. Non si tratta di mancanza di amore verso il suo fidanzato, ma del naturale bisogno di conferma che tutti, in qualche misura, portiamo dentro di noi. Quando queste conferme arrivano dall’esterno in modo insistente, il pensiero può cominciare a girare in testa anche contro la propria volontà, proprio come sta succedendo a lei. Il senso di colpa che prova deriva dal fatto che interpreta questi pensieri come un segnale di mancanza di fedeltà o di autenticità nei sentimenti, ma la mente non funziona in modo così netto. Spesso le emozioni e i pensieri non coincidono con le intenzioni, e il fatto che lei li riconosca e li metta in discussione dimostra già un forte senso di responsabilità emotiva. Ciò che oggi la disorienta non è il pensiero in sé, ma il giudizio severo con cui lo valuta, come se bastasse pensare qualcosa per tradire qualcuno. In realtà, i pensieri non scelti sono solo segnali che qualcosa dentro di noi si sta muovendo, e ascoltarli senza condannarli può essere un modo per conoscersi meglio. Potrebbe esserle utile considerare questo momento come un’occasione per capire qualcosa di sé, più che come una minaccia per la relazione. Forse questo ragazzo rappresenta inconsciamente un richiamo alla parte più curiosa, indipendente o spensierata di sé, quella che a volte, quando si è in una relazione stabile, può rimanere un po’ in ombra. Accorgersi che si è attratti da un’attenzione esterna non significa voler cambiare persona, ma riconoscere un bisogno interno di leggerezza, di libertà o di conferma. Non deve per forza smettere di pensare a questo ragazzo, ma può cambiare il modo in cui interpreta quei pensieri. Può osservarli senza dar loro troppo potere, ricordandosi che non sono comandi da seguire ma solo riflessi di un mondo interno complesso e vivo. In questo modo, la confusione tenderà gradualmente a ridursi, e al suo posto arriverà una maggiore chiarezza su ciò che davvero desidera, sia per sé che per la sua relazione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Luca Fiorona
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, mi spiace stia vivendo una situazione che le genera confusione e che interferisce con la sua quotidianità. Per aiutarla a rispondere alle sue domande credo che riflettere sulle sensazioni ed emozioni che questo ragazzo popolare le genera sia la chiave per la comprensione. Come la fanno sentire le attenzioni e la continua ricerca da parte di questo ragazzo così popolare che ricerca proprio lei? Che significato attribuisce al suo continuo cercarla pur sapendo che è impegnata? Lo legge come un comportamento di valore?
Credo sia importante anche riflettere come sta andando anche la relazione con il suo fidanzato, è stimolante, routinaria? Ma ancora, come si sente con lui, se le rivolge ancora le stesse attenzioni come all'inizio, se magari gliene ripone meno rispetto al ragazzo della scuola.
Ritengo che riflettere su questi aspetti possa aiutarla a prendere consapevolezza di come si sente in questo periodo e avere accesso a cosa è cambiato in lei alla luce delle attenzioni del compagno popolare.
Qualora volesse approfondire queste riflessioni rimango a disposizione.
Un caro saluto, Dott. Luca Fiorona
Dott. Amedeo Fonte
Psicologo, Psicologo clinico
Pescara
Forse ciò che la confonde non riguarda davvero quel ragazzo, ma qualcosa che si muove dentro di lei. Quando dice che non le piace ma che in qualche modo non vuole che smetta di cercarla, sembra emergere un bisogno di sentirsi desiderata, riconosciuta in un modo diverso da quello abituale. A volte ciò che ci attrae non è la persona in sé, ma ciò che rappresenta, l’immagine di noi che si riflette nel suo sguardo. Potrebbe essere che questa esperienza stia toccando una parte nuova della sua identità, qualcosa che cambia nel modo in cui si percepisce come donna e come soggetto desiderante. Non si colpevolizzi per questo, provi piuttosto a chiedersi che cosa quel pensiero le mostra di sé. Se la confusione dovesse persistere, parlarne in uno spazio d’ascolto potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa sta cercando davvero attraverso tutto questo.
Dott.ssa Aisha Battelini
Psicologo, Psicologo clinico
Rovereto
Buongirono,
grazie per la tua condivisione, immagino la confusione che possa generare questo momento e questi pensieri a volte quasi intrusivi da come li racconti.
Da un lato mi verrebbe da rassicurarti, anche quando amiamo profondamente una persona, può capitare che la fantasia sfugga, e non per questo la amiamo di meno. Tantopiù che una parte di noi è normale che provi piacere nel piacere, nell'essere guardati o sentirsi apprezzati. Mi pare però che questi pensieri ti facciano stare male, sentire in colpa e che inizi a porti dei dubbi riguardo ai ragazzi in questione. Proverei a chiedermi che parte di te è attaccata a questo ragazzo che ci prova? come mai non riusciamo a lasciarlo andare? Senza giudizio, ma con curiosità.
Dott.ssa Ester Negrola
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongionro, ti ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che stai vivendo: si percepisce chiaramente quanto tu sia una ragazza riflessiva e quanto questi pensieri ti muovano profondamente. Mi permetto di tranquillizzarti: quella che descrivi è un’esperienza comune, soprattutto alla tua età, ma non per questo meno intensa o significativa. A 18 anni sei in una fase di grande crescita e scoperta: le emozioni sono più intense e complesse, e non è raro che emergano curiosità o pensieri verso altre persone. Questo non significa che ami meno il tuo ragazzo, né che ci sia qualcosa di “sbagliato” in te. Questi pensieri di solito riflettono bisogni emotivi più sottili, come il desiderio di sentirsi vista, desiderata o anche solo di esplorare nuove sfumature di sé. Del resto è umano, a tutti piace piacere, essere notati o sentirsi apprezzati: far parte dello sguardo e dell’attenzione degli altri è un’esperienza naturale e non implica tradimento o indecisione. Il fatto che tu ti senta confusa o provi un senso di colpa è comprensibile, ma tinei a mente che i pensieri sono solo pensieri, ciò che conta è come decidi di agire in ralzione ad essi.
Spero di averti dato qualche spunto di riflessione utile, un caro saluto!

Dott.ssa Ester Negrola
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Cara ragazza, alla tua età è normale sentirsi confusa. Da una parte c'è una relazione stabile, dall'altra parte forse la curiosità, il desiderio di esperienze nuove e di poter piacere. Questo non ti rende una " brutta persona" nè una traditrice. C'è differenza tra avere determinati pensieri e metterli in atto.
Forse dovresti riflettere se nella relazione che stai vivendo ci sia spazio per affermare te stessa, le tue passioni, indipendentemente dal partner. Non fare scelte affrettate ma ascolta ciò che questa confusione ti sta dicendo. In bocca al lupo per la tua vita!
Dott. Vincenzo Capretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno.
Quello che descrivi è assolutamente normale: avere curiosità o attenzione verso qualcun altro non significa non amare il tuo ragazzo. A volte la mente reagisce all’insistenza o alla novità, creando pensieri che ci confondono, soprattutto a 18 anni, quando le emozioni e le attrazioni sono ancora molto intense e in evoluzione.
Il senso di colpa nasce dal confronto tra ciò che provi e i tuoi valori, ma puoi riconoscere questi pensieri senza giudicarti: osservarli senza agire su di essi aiuta a capire meglio te stessa e a mantenere il legame con chi ami davvero.
Non significa che stai cambiando: stai solo vivendo una parte naturale della crescita emotiva. Respira, concediti pazienza e fidati dei tuoi sentimenti principali, quelli che sai essere per il tuo ragazzo. Resto a disposizione su qualunque canale.
Dott. Damiano Maccarri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima,
Per un uomo, capire davvero una donna è impossibile. Perché abbiamo schemi cognitivi diversi, priorità diverse, bisogni relazionali in parte diversi. Solo per questa volta, faccia finta che io non sia un uomo e, se trova che le mie parole hanno senso, segua il mio consiglio. Dunque.
La femminilità, tra le altre cose, esprime un bisogno inderogabile di essere desiderata. Non solo, ma anche capita profondamente, in una fusione relazionale appagante, ascoltata e protetta. Lei è molto giovane, quindi nei prossimi dieci anni, il desiderio tout court cederà terreno al desiderio di protezione, accudimento, ascolto. Per il momento, lei ha bisogno di sentirsi desiderata, voluta e... valorizzata. Per questo una donna - mi permetta la generalizzazione per amor di sintesi - si rende "femminile". Per essere valorizzata in quanto donna. Con i complimenti, le cortesie, l'impegno, sentirsi protetta, preziosa e difesa. Ora, se quest'altro ragazzo la guarda, le fa complimenti, ecc. la sta valorizzando nella sua femminilità, e lei sente - su di sé - la volontà di lui, il suo desiderio, e questo la attira inevitabilmente. È normale e, sottolineo - giusto. Un uomo che non desidera la sua compagna, perde necessariamente punti a favore di quello che la desidera di più. Questo è importante anche per noi uomini, figuriamoci per una donna! Piuttosto, faccia presente queste attenzioni al suo attuale ragazzo, ma ricordi bene una cosa: nessuno le garantisce che lui, sentendosi geloso, si avvicini ancora di più a lei. È possibile che il suo ragazzo si senta non apprezzato. Le dinamiche di coppia sono spesso imprevedibili, nonostante i nostri migliori sforzi. Ma resta il fatto che lei desidera le attenzioni come qualsiasi donna su questo pianeta. Piuttosto, si chieda "da chi" le vuole, queste attenzioni. Magari, l'interesse per il ragazzo intraprendente è dovuto quasi esclusivamente al fatto che il suo attuale ragazzo non le dà quelle attenzioni, non le comunica quel desiderio. Altrimenti continuerebbe a ignorare il nostro dongiovanni come ha sempre fatto.
Stia bene,
Dott. Maccarri
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, premetto che provare attrazione fisica e mentale per altre persone al di fuori del nostro partner, per quanto possiamo amarlo, è piuttosto normale e lecito. Ovviamente, il punto sta nel come poi scelgo di comportarmi verso quella persona della quale mi sento attratta/o. Stessa cosa mi verrebbe da dire riguardo il ricevere banalmente attenzioni che è, in certi casi, gratificante. Quello che mi verrebbe da dirle è dunque di non giudicarsi negativamente se prova piacere dalle attenzioni di questo ragazzo o se, dovesse sentirsi anche attratta da lui o un altra persona. Se tuttavia, sente di voler approfondire questa o altre tematiche più complesse, si senta libera di contattarmi. Un caro saluto
Dott.ssa Ilaria Cabula
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Dalle Sue parole si percepisce quanto questo pensiero la stia turbando e quanto stia cercando di capirsi, senza giudicarsi ma con la paura di “non riconoscersi più”. È un passaggio molto comune quando, pur vivendo una relazione significativa, emergono sensazioni inattese che sembrano contraddire ciò che si credeva stabile e definito.
A volte, non è tanto la persona che ci attrae, quanto l’effetto che ci provoca: sentirsi notati, desiderati, al centro di un’attenzione diversa. In certi momenti della vita, questo può attivare curiosità, confusione o perfino senso di colpa, soprattutto quando si è in una fase di crescita in cui l’identità, anche affettiva, è ancora in costruzione.
Ciò che sta vivendo non significa necessariamente che qualcosa nella sua relazione sia “sbagliato”: può essere piuttosto un segnale di movimento interiore, un modo attraverso cui la mente esplora nuovi equilibri.
Darsi il permesso di osservare ciò che prova, senza fretta di definirlo, è spesso il primo passo per ritrovare chiarezza.

Un caro saluto,
Dott.ssa Ilaria Cabula
Psicologa Psicoterapeuta
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente, grazie per la condivisione. Quello che descrivi è in realtà un’esperienza molto più comune di quanto possa sembrare, anche se per te ora è fonte di confusione, colpa e smarrimento. Tu ami sinceramente il tuo ragazzo, e questo si percepisce da come ne parli. Il vostro legame è profondo, maturo e costruito con fiducia. Tuttavia, il fatto che tu stia provando curiosità o attrazione per un’altra persona non significa che il tuo amore sia falso o che tu voglia tradire. Spesso queste situazioni toccano zone più sottili della psiche, quelle legate al desiderio, all’ego, all’autostima e al bisogno di conferme.
A 18 anni (ma anche a qualsiasi età), può essere piacevole sentirsi notata, specialmente da qualcuno che “potrebbe avere chiunque” e che invece insiste con te. Non si tratta di tradimento, ma di una forma di gratificazione: ti fa sentire “scelta”, riconosciuta, vista. Quando qualcosa è “vietato”, acquista potere simbolico. Questo ragazzo rappresenta forse il mondo fuori dal tuo legame stabile: la leggerezza, la curiosità, il rischio. Non è tanto lui a interessarti, quanto ciò che rappresenta una parte di te più libera o disinibita che vuole essere riconosciuta.
A 18 anni si attraversano fasi di grande cambiamento: identità, desideri, progetti futuri… È normale sentirsi confusi e a volte le relazioni che sembrano già “definite” (come la tua, che ha la solidità di una storia adulta) entrano in contrasto con il bisogno di sperimentare ancora chi sei e cosa vuoi. Sei una persona riflessiva, che tiene molto ai propri valori e alla lealtà. È per questo che ti senti in colpa: non per ciò che hai fatto (non hai fatto nulla di male), ma per ciò che pensi di poter sentire. In realtà, la mente umana non è lineare: si può amare profondamente qualcuno e, allo stesso tempo, provare curiosità per un altro.
Qualche suggerimento pratico.
Non forzarti a “smettere di pensarci”: più cerchi di farlo, più il pensiero torna. Accetta che ci sia, ma senza giudicarti.
Chiediti che cosa ti attrae davvero di questa situazione: è lui come persona o il fatto che ti fa sentire desiderata, speciale, “vista”?
Coltiva il tuo rapporto, ma anche la tua individualità: nuove esperienze, amicizie, interessi tuoi. Questo ti aiuterà a ritrovare equilibrio.
Se la confusione continua o cresce, parlarne con qualcuno di fiducia (un’amica matura, o anche uno psicologo) può aiutarti a mettere ordine nei pensieri senza sentirti giudicata.
Non stai “cambiando in peggio”: stai semplicemente crescendo, e la crescita passa anche da momenti in cui non ti riconosci del tutto.
Spero di esserti stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Dott. Tommaso Capillera
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Ciao. Immagino che questi nuovi pensieri ti stiano mandando in confusione. Effettivamente, se è la prima volta che compaiono, possono essere fastidiosi. Credo che il punto di partenza però debba essere il fatto che il sentimento nei confronti del tuo fidanzato è immutato e questo dovrebbe aiutarti un po' con il senso di colpa di cui parli. Sarebbe interessante capire meglio questo piacere nell'attenzione da parte del ragazzo a cosa è collegato e da dove deriva. Quando abbiamo consapevolezza dei nostri meccanismi di pensiero e funzionamento, essi ci "spaventano" meno e riusciamo a gestirli meglio.
Ciao, quello che descrivi è un vissuto molto più comune di quanto pensi. Anche in una relazione stabile e profonda, può capitare che l’attenzione o la curiosità verso qualcun altro facciano nascere pensieri e sensazioni confuse. Non è necessariamente un segnale che qualcosa non va nel tuo legame, ma può essere l’espressione di un bisogno di conferme, di sentirsi vista o semplicemente della fase di crescita che stai attraversando.
A 18 anni è naturale esplorare, interrogarsi su ciò che si prova e su chi si è nelle relazioni. Ti consiglierei di non colpevolizzarti, ma di accogliere questa confusione come un’occasione per conoscerti meglio e capire cosa desideri davvero — senza giudicarti.
Dott.ssa Giulia Casole
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao. Capisco il turbamento e il senso di colpa che provi. Le tue emozioni sono una reazione complessa e del tutto normale, non un segnale che l'amore per il tuo ragazzo sia diminuito. Anzi, la forza del tuo senso di colpa è la prova di quanto tu tenga alla vostra relazione.
​Quello che stai sperimentando non è attrazione per il ragazzo in sé, che tu stessa definisci non essere affatto il tuo tipo e poco serio, ma è una naturale e potente attrazione verso l'idea dell'essere desiderata e ammirata. A diciotto anni, in una fase di scoperta di sé e della propria identità, la convalida esterna è estremamente potente. Il corteggiamento insistente e l'ammirazione di un ragazzo "popolare" rappresentano una conferma del tuo valore e della tua desiderabilità, aspetti che sono centrali nello sviluppo adolescenziale.
​La relazione con il tuo fidanzato è solida, profonda e matura, quasi "adultizzata", e questo è meraviglioso, ma a diciotto anni può anche rappresentare una sorta di comfort zone stabile che, inconsciamente, ti fa sentire di aver saltato una parte dell'esperienza adolescenziale legata alla leggerezza, al flirt e al gioco della seduzione. Il ragazzo insistente non minaccia la tua relazione, ma ti offre un assaggio innocuo di quell'attenzione effimera che è tipica della tua età. Non vuoi che smetta di provarci perché, in realtà, non vuoi perdere quel rinforzo positivo che lui ti sta dando sulla tua immagine.
​La confusione che senti nasce proprio dal contrasto tra la tua identità di partner leale e innamorata e il tuo bisogno, tipico dell'età, di esplorare e ricevere conferme sul tuo fascino. Non stai cambiando, stai crescendo ed evolvendo. Il consiglio non è "smettere di pensarci", ma di capire e integrare questo bisogno di conferma all'interno della tua crescita personale, magari parlandone onestamente con il tuo fidanzato in termini di ciò che provi per te stessa, non in termini di attrazione per l'altro, e cercando di soddisfare questi bisogni di esplorazione in modi sani e costruttivi, senza coinvolgere il corteggiatore.
Cara utente,
quello che stai vivendo non parla di “tradimento”, né di mancanza di amore verso il tuo fidanzato. Parla piuttosto di un movimento interno molto comune nella tua età: quando una relazione è affettivamente importante e stabile, possono emergere parti di sé che hanno bisogno di sentirsi viste, confermate, desiderabili oltre quel legame.
A 18 anni stai attraversando una fase in cui l’identità affettiva e quella personale si stanno formando insieme. A volte l’attenzione di qualcuno dall’esterno non mette in discussione il sentimento per la persona che ami, ma tocca una zona più profonda del tuo mondo interno: il bisogno di sentirti scelta, notata, riconosciuta.
È come se questo ragazzo, insistendo, avesse “risvegliato” una parte di te che forse non avevi ancora incontrato pienamente: una parte che vuole sentirsi speciale, vista, interessante… e che non c’entra necessariamente con il desiderio di iniziare una storia con lui.
Il fatto che tu non provi un vero interesse per questa persona, ma non vuoi che smetta di cercarti, indica che l’oggetto principale non è lui: è quello che ti fa sentire.
Il tuo pensiero costante non riguarda tanto la possibilità di una relazione con questo ragazzo, quanto il modo in cui la sua attenzione tocca un punto sensibile della tua identità, un punto in formazione.
È normale che tutto questo generi confusione: quando due parti di te emergono contemporaneamente — quella che ama il tuo fidanzato e quella che desidera essere confermata da uno sguardo esterno — può sembrare quasi di “non riconoscersi”. Ma non è un segno di incoerenza: è un passaggio di crescita.
A volte pensiamo di dover essere lineari, coerenti, uguali a noi stessi. Ma crescere significa anche incontrare lati che non conosciamo, emozioni che sorprendono, movimenti interni che non controlliamo subito.
Non devi smettere di pensarci a forza: puoi, invece, provare a osservare cosa rappresenta per te quella attenzione.
Che cosa risveglia?
Che bisogno tocca?
Che parte di te si sente viva quando lui ti guarda?
Non è necessario giudicarti.
Ciò che senti è un’occasione per conoscere meglio te stessa, non un campanello d’allarme sulla tua relazione.
Con cura,
dott.ssa Raffaella Pia Testa

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