Esperienze
Sono il Dott. Tommaso Capillera, psicologo clinico specializzando in psicoterapia cognitivo comportamentale.
Nel mio studio privato ricevo adolescenti, giovani adulti e adulti, occupandomi prevalentemente di ansia, stress, depressione, dipendenze, aspetti di personalità, borderline, autostima e sviluppo personale.
Le nostre credenze e i nostri pensieri riguardo noi stessi e il mondo influenzano il nostro vissuto emotivo, impattando sull'esperienza di vita quotidiana. Non sempre siamo a conoscenza di tali aspetti, rendendo difficile e dolorosa la nostra esperienza emotiva, rendendo complicata la comprensione del nostro stato d'animo e dei nostri comportamenti. Insieme, possiamo comprendere e spiegare l'origine di questi pensieri al fine di modularli per rendere l'esperienza emotiva meno impattante e la qualità della vita migliore.
Il lavoro terapeutico viene condiviso e concordato con il paziente, verso il quale viene sempre garantita massima empatia e professionalità.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Attacco di panico
- Ipocondria
- Angoscia
- +11 a11y_sr_more_diseases
Foto e video
Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico
50 € -
-
Colloquio psicologico clinico
50 € -
-
Consulenza online
50 € -
-
Studio clinico
50 € -
-
Colloquio individuale
50 € -
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Indirizzi (2)
Via Caffaro 11/3, Genova 16124
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
4 recensioni
-
M
Marcello
Tommaso è uno psicologo molto professionale e empatico. Le sedute sono state utili per affrontare i miei problemi. Lo raccomando a chiunque stia cercando un supporto psicologico serio e personalizzato.
• Dott. Tommaso Capillera • colloquio psicologico •
-
L
L.C.
Il Dott. Capillera è veramente un professionista molto competente ed empatico. Fin dal primo incontro ho percepito un clima di fiducia e disponibilità all’ascolto. Il percorso è stato veramente utile per acquisire maggiore consapevolezza e gestire sicuramente meglio alcune difficoltà mie personali.
Lo consiglio a tutti, specie per chi cerca un supporto serio e mirato.• Dott. Tommaso Capillera • colloquio psicologico clinico •
-
K
kristina casalboni
tommaso è un grande!! lavora alla comunità in cui ero residente, mi ha aiutato tantissimo, e tantissimo non basta nemmeno per definirlo. sono ormai due anni che facciamo colloqui regolarmente e ad essere sincera mi succede di non aspettare altro che vederlo. quando finiamo di parlare mi sento davvero meglio. è grazie a lui se adesso non mi sento in colpa per tutto, se riesco a fare dei ragionamenti prima di fare cose affrettate e soprattutto e grazie a lui se sto veramente tanto meglio rispetto al primo colloquio !! anche grazie a me, ma se non ci fosse stato lui non so dove sarei adesso
• Altro • Altro •
-
S
S. S.
Ottimo professionista, gentile e molto preparato. Lo consiglio moltissimo, sia per adulti ma anche per adolescenti!
• Dott. Tommaso Capillera • colloquio psicologico clinico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno dottori, sono una ragazza di 23 anni, volevo chiedervi un consiglio riguardo un dubbio su una questione personale. Da ormai 7 anni so di essere bisessuale, non la vivo con grande rilevanza, so che è vero, potrei innamorarmi di ragazzi o di ragazze, ma vivo la mia vita senza farne un dramma, seppur io mi stia attivamente concentrando più sul conoscere ragazzi per motivi logistici e comodità, perché in futuro vorrei dei figli e quindi cerco almeno di non generare una situazione più scomoda per averli, ossia quella si essere in una relazione omosessuale piuttosto che etero, ma per il resto dentro di me l’attrazione è esistente verso entrambi. Il motivo per cui ho deciso di fare questa domanda è che vorrei dirlo a mia mamma, ma non so se conviene o abbia senso. Vi spiego, nella mia vita lo sanno praticamente quasi tutte le persone importanti tranne lei, noi abbiamo un bel rapporto, lei è una donna con modi giovanili e mentalità abbastanza aperta, ma non fu sempre così, molti anni prima era più diffidente verso i gay e in generale le cose che oggi sono più normalizzate. Oggi è appunto aperta, ma lo è perché mio fratello che è più grande di me, è gay e 10 anni fa quando si è aperto con lei, lei non la prese bene, non nel senso che fosse contro ma dentro fu turbata, non era ancora abituata all’idea dell’omosessualità, lo ha accettato pian piano e oggi l’ha probabilmente resa la donna più aperta che è. Dico con sicurezza che è aperta, sicuramente molto di più, con mio fratello non ha più problemi a parlare del suo ragazzo o altro, ma si sforza anche, perché ci sono comunque cose che fa difficoltà a capire del tutto, pur non giudicando male. Io vorrei sinceramente dirglielo della mia bisessualità per il semplice fatto che mi sembra di star nascondendo una cosa comunque che è una parte di me, e noi abbiamo un legame stretto, ma ho anche paura che dicendoglielo possa reagire in modo tipo turbato e cambiare il nostro rapporto, se non addirittura considerare la mia bisessualità strana, e lo dico perché una volta fece un commento sul fatto che non capisce molto la bisessualità, non con cattiveria, ma che intendeva che fosse difficile da capire perché uomini e donne sono diversi “come fanno a piacere entrambi”, poi io le spiegai in modo semplice e ha solo detto che è un po’ difficile da afferrare per lei, ma non è contro. Io vorrei dirglielo, magari in modo leggero tipo “potrei innamorarmi di una donna, comunque”, ma non so se ne vale la pena o se è meglio farlo solo se dovessi mai stare con una donna (non ho mai avuto nessuna relazione fin’ora, e con lei parlo solo di uomini), ripeto vorrei dirglielo perché mi sembra di starle nascondendo qualcosa e mi infastidisce pensare che non sa tutto di sua figlia, come se mi amasse a metà nella mia testa, perché non sa tutto di me, ma non so se ha senso o causerebbe solo stress inutile. Aggiungo anche che in realtà una volta glielo dissi 3 anni fa con “penso che potrei innamorarmi di una ragazza” in modo casual, e lei però era molto assonnata, e mi ha detto “mmh ok, ma queste cose le sai con certezza, non è un ‘credo’”, io le dissi che ero sicura e lei “mh ok allora” e finisce là. Non so se abbia capito onestamente. Non considero quel momento come un coming out perché secondo me se lo è dimenticato. Per questo sto considerando di dirlo in modo che lo sappia. Apprezzo ogni consiglio che mi vogliate dare e vi ringrazio per aver letto.
Ciao! Il tuo dubbio è lecito e da esso evince chiaramente l'importanza che tua mamma ha per te. Capisco la preoccupazione che genera in te il potenziale coming out, sopratutto alla luce di come reagì con tuo fratello, ma bisogna considerare che attualmente la sua mentalità e la sua visione sembrano cambiate. Viene un po' difficile dare un consiglio su cosa potresti fare in questo caso, non esistono scelte giuste o sbagliate in questi casi. Ciò su cui vorrei porre l'attenzione è: se tua mamma lo venisse a scoprire da altre persone, essendo che hai detto che praticamente tutti lo sanno? Forse potrebbe rimanerci peggio così piuttosto che detto da te. In ogni caso, proprio perchè avete un bel rapporto, bisognerebbe partire dal presupposto che lei è tua mamma e ti vorrà sempre bene proprio in nome del legame che vi unisce. Magari potresti chiedere consigli a tuo fratello sul come fare, essendo che ci è passato prima di te? L'idea di "partire alla lontana" può essere un buon inizio.
Buongiorno, dopo 20 anni di matrimonio ho vissuto una separazione che non ho scelto. Sono passati due anni, ma ho la sensazione di non vivere più: mi limito a sopravvivere. Resisto solo per mio figlio di 16 anni, ma dentro provo un forte senso di tristezza e soprattutto di totale fallimento.
Non soffro per amore: quello che mi manca è la mia famiglia, la mia casa, la vita che avevo costruito con tanto impegno. E non voglio assolutamente crearne una nuova. Ho un buon lavoro e con il mio ex marito ho rapporti cordiali, non abbiamo mai litigato. Ma questo non toglie il fatto che io mi senta vuota e smarrita. Anzi, non mi sento neanche più una persona. Da fuori sembro serena, ma dentro sono come morta. Non riesco – e non voglio – andare avanti. Credo di aver sempre vissuto cercando di accontentare gli altri, e ora mi è rimasto mio figlio. Inoltre vivo con molti rimorsi: anche solo dedicare un pomeriggio a me stessa mi fa sentire in colpa, come se tradissi una famiglia che in realtà non esiste più.
Il dolore che prova è comprensibile e necessita sicuramente di tempo per essere sanato. Non vi è una tempistiche adeguata, due anni potrebbero non essere abbastanza, alla luce anche del fatto che la separazione da parte sua non era voluta. L'elemento su cui credo sia importante concentrarsi l'ha detto lei stessa: "non voglio andare avanti". Ecco, questo complica molto il processo, rendendo normale alcuni sentimenti disfunzionali come il sentimento di colpa. Potrebbe essere utile indagare per quale motivo percepisce questa resistenza nell'andare avanti, prendendo consapevolezza dei nostri meccanismi di funzionamento diventa più facile gestire le situazioni.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.