Buongiorno Mia figlia di 8 anni soffre di mutismo selettivo quando è a scuola o in generale con alt

Buongiorno Mia figlia di 8 anni soffre di mutismo selettivo quando è a scuola o in generale con altri bambini/e della sua età. Anche con i parenti non socializza molto, solo a casa è se stessa e parla. Una volta piangendo mi ha detto "Mamma io non lo faccio apposta, non lo so perchè sono così, tutti mi dicono di parlare ma io non ce la faccio, ho paura e mi vergogno". Come posso aiutarla? Sono 3 anni che andiamo in terapia, sia noi genitori, sia lei. All'asilo non parlava completamente, faceva solo cenno con la testa per dire sì e no. All'elementari ha iniziato a parlare ma solo nelle interrogazioni e solo a bassa voce, tanto che le insegnanti ogni volta mi rimproverano questa cosa, perchè fanno davvero fatica a sentirla e quindi comprenderla. Spero nei vostri preziosi consigli.

20 risposte


Buongiorno, sinceramente è molto difficile darle una risposta non conoscendo la storia di sua figlia e in generale la situazione, l'unica cosa che mi sento di dirle - anche se sicuramente lei e suo marito già lo farete - è di rassicurare vostra figlia. Da quanto scrive mi sembra molto spaventata e questo sicuramente non l'aiuta a superare il problema; ha bisogno di sentirsi amata incondizionatamente e quindi non dovete perdere occasione per farle sentire il vostro amore e non farle sentire di essere sbagliata... va bene così com'è e non deve sforzarsi di cambiare. Ovviamente tutto questo continuando il percorso terapeutico, perché senz'ombra di dubbio bisogna riuscire a capire il perché di questo mutismo selettivo per il benessere della bambina... non perché gli altri vi dicono che bisogna farlo. Per quanto possibile, cercate anche lei e suo marito di liberarvi dalla pressione che arriva dagli altri... se sarete più tranquilli voi, sarà più tranquilla vostra figlia. Rimanendo a disposizione per qualsiasi approfondimento, auguro il meglio a lei, a suo marito e a sua figlia.

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Salve, è difficile poterle dare una risposta esaustiva, servirebbero altre informazioni. Comunque in linea generale sono d’accordo con la collega, più siete tranquilli voi, più lo sarà vostra figlia. Buona giornata. Dott. Fiori


Salve. Concordo con la collega. Non lasciatevi coinvolgere dalle pressioni esterne. Lasciate che la bambina possa sentirsi libera, senza sentirsi giudicata, infatti lei dice che ha paura e si vergogna. Più si sentirà spinta a parlare più si bloccherà nella paura e nella vergogna, sentendosi sbagliata. Distinti saluti


Gentile Signora continui a lavorare come sta facendo e parli di questi suoi vissuti con la persona che la sta aiutando. Da quello che scrive ci sono degli elementi nuovi e quindi sembra che questo lavoro stia producendo dei risultati. Un cordiale saluto


Una volta ho conosciuto una cantante lirica che da piccola era timidissima. I genitori l'hanno amata e sostenuta iniziandola al canto in giovanissima età. Purtroppo gli insegnanti in alcuni casi non hanno la sensibilità per affrontare queste situazioni. La scuola andrebbe riformata, non i bambini! Potreste provare come va con delle attività espressive. In bocca al lupo


Gentile utente, mi è capitato un altro caso di una bambina con mutismo selettivo e grazie alle sedute familiari e soprattutto all'EMDR sulla bambina, siamo riusciti a risalire alla causa e a risolvere il problema. Se ha bisogno di chiarimenti ulteriori, mi contatti. Un caro saluto.


Salve, cercate di creare intorno a lei una continua condizione di accoglienza e benessere, fatela sperimentare in contesti sociali funzionali e postivi, infondetele serenità per quanto sia difficile vedendo il suo malessere e proseguite il percorso terapeutico. Questi sono in consigli che mi sento di darle in linea di massima, sicuramente ci sono numerose complessità da considerare per agire nel migliore dei modi. Un caro saluto. G.S.


La piccola probabilmente manifesta la sua sacrosanta fragilità in situazioni meno note ed esperienzali. Forse. Di certo noi tutori abbiamo il compito di accudire quel prezioso stato d’animo, in senso emozionale più che razionale. Per questo la scelta di andare voi genitori in terapia mi appare la più significativa e condivisibile. Ci vuole sicuramente tempo…. Un carissimo saluto


Salve, sarei del parere di continuare a fare quello che state facendo, proseguendo con la terapia e assumendo un atteggiamento di fiducia nel cambiamento, che avverrà nel tempo, come sta già accadendo in un certo senso. Liberare la bambina dalla aspettativa che lei debba parlare è molto importante. Credo anch'io che la scuola abbia forse esercitato una certa pressione, anche su voi genitori. Auguri auguri, Dr. Vittorio Cameriero

Dr. Vittorio Cameriero

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Buonasera, penso che la strada che avete intrapreso, cioè terapia sia voi che la bambina, è l'unica strada da percorrere. Come già hanno risposto i miei colleghi, lasciatela tranquilla, non deve sentirsi obbligata a parlare anche se non si sente. E' inutile obbligarla ad adeguarsi per forza a delle richiesta che provengono dall'esterno, pian piano il cambiamento arriverà, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.


Buongiorno, dietro il mutismo selettivo a volte si celano segreti familiari che non possono essere rivelati o traumi del bambino di cui il bambino non ha mai potuto chiedere e parlare in famiglia, per esempio un suo problema fisico, un intervento, una malattia. Non bisogna spingere il bambino a parlare perché se lui non lo fa evidentemente sa che non va bene farlo ed è questo che bisogna comprendere. Il bambino sta esprimendo in disagio. Cordiali saluti dottoressa Adriana Casile


Buongiorno, concordo con quanto già suggerito dai colleghi. Inoltre francamente spero che quando lei scrive: "ogni volta gli insegnanti mi rimproverano la cosa", sia un modo di dire, cioè che consista in una semplice rappresentazione di una criticità e non in un vero e proprio rimprovero, che sarebbe solo controproducente, soprattutto qualora arrivasse direttamente pure a sua figlia. Mi chiederei inoltre se a scuola transitoriamente sono stati previsti degli accorgimenti compensativi o dispensativi, per aiutare almeno inizialmente sua figlia e se, pur condividendo il percorso psicoterapico svolto dalla bambina e da voi genitori, siano state previste altre valutazioni, per lo meno nell'ottica di una diagnosi differenziale. Tenga duro e buona giornata. M. Mestroni


Gentile utente di mio dottore, il trattamento per eccellenza in questi casi é quello della psicoterapia familiare. Da quanto scrive, ritengo abbiate già intrapreso un percorso di questo tipo. La terapia familiare potrà aiutarvi a comprendere la funzione relazionale più profonda della sintomatologia di sua figlia ed aiutare tutti rispetto alle modalità di stare insieme. Continuate pure con il percorso intrapreso, vedrà che con il tempo potrete tutti trarne beneficio. Cordiali saluti Dottor Diego Ferrara


Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione e il suo bisogno di risposte. Credo che dobbiate affidarvi completamente al professionista che avete scelto continuando a dare tutto il sostegno possibile a vostra figlia, sfogando il vostro stress e le vostre preoccupazioni lontano da lei. È una situazione difficile ma è importante creare una rete tra la scuola, la famiglia, la psicologa e la logopedista oltre ad altre figure di riferimento. Vi auguro il meglio. Dott.ssa Federica Leonardi


Gentile utente dare indicazioni specifiche non conoscendo la storia di sua figlia sarebbe poco professionale, certo è che il mutismo selettivo è un disturbo d'ansia che impedisce al bambino di esprimersi attraverso una normale verbalizzazione e la caratteristica principale del disturbo è la costante incapacità di parlare in situazioni sociali nelle quali ci si aspetta che l'eloquio sia presente. Il percorso terapeutico che sta seguendo è utile accompagnato con sostegno e presenza costante della famiglia, contesto scolastico e sociale. Un saluto e spero di esserLe stata utile. Dottssa AnnaRita Grimaldi


Buonasera, da ciò che scrive sembra che la situazione sia migliorata e mi complimento con voi genitori per la perseveranza e la collaborazione. Percepisco però quanto sia difficile destreggiarsi dalle pressioni dell'ambiente che vi circonda e che inevitabilmente coinvolge vostra figlia. Bisogna sostenerla e cercare di essere meno ansiosi in merito a tutto ciò che la riguarda. Fortificare l'autostima è fondamentale e inizia dal non rendere la problematica al centro della sua vita perché vostra figlia è anche tanto altro; dal far sentire la vostra fiducia nelle sue capacità rendendola quanto più autonoma possibile e nel sorreggerla a prescindere dalle prestazioni scolastiche.. anche quelle sottovoce di cui si lamentano. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

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psicologo

Casalecchio di Reno

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Gentile utente, leggendo le sue parole sembra che comunque negli anni la situazione sia migliorata, il lavoro fatto da tutti voi ha portato i suoi frutti. È importante non cedere alle pressioni esterne ma lasciare che sua figlia trovi il tempo e il modo di esprimersi; ha condiviso la bambina stessa di vergognarsi e di avere paura, il giudizio e la pressione esterna non aiuta, quindi è importante che non lo percepisca neanche da parte vostra. Datele fiducia e continuate il lavoro con la psicoterapeuta condividendo con lei tutti i vostri vissuti e della bambina. Un cordiale saluto Dott.ssa Paola Trombini


“Per affrontare il suo problema, le consiglio di considerare la psicoterapia breve strategica. Se desidera ulteriori chiarimenti o informazioni, non esiti a contattarmi. Cordiali saluti, Dr. Michele Scala


Io le consiglio una terapia EMDR. Molto probabilmente sua figlia ha interiorizzato la convinzione negativa "è meglio se non parlo". Bisogna capire dove e quando e bisogna desensibilizzare quello o più episodi.


Buongiorno, quello che descrive è compatibile con un quadro di mutismo selettivo. È importante chiarire che sua figlia non lo fa volontariamente: il fatto che le abbia detto “non lo faccio apposta” indica una forte consapevolezza del disagio e della difficoltà che prova. Si tratta di un blocco legato all’ansia, non a mancanza di volontà. Il fatto che a casa sia spontanea e comunicativa è un elemento molto positivo, perché significa che le sue capacità sono presenti ma si inibiscono nei contesti sociali dove aumenta la paura del giudizio o dell’esposizione. Rispetto al passato ci sono già stati dei progressi (all’asilo non parlava affatto, ora riesce a farlo, anche se a bassa voce), e questo è un segnale importante. Tuttavia, le difficoltà che persistono indicano che il percorso va probabilmente ricalibrato. Un punto centrale è ridurre la pressione sul parlare: richieste dirette, insistenze o rimproveri – anche da parte delle insegnanti – tendono ad aumentare l’ansia e quindi il blocco. Sarebbe molto utile un lavoro condiviso con la scuola, aiutando gli insegnanti a comprendere il disturbo e ad adottare strategie più graduali, come accettare inizialmente risposte sussurrate o non verbali e favorire piccoli passi progressivi. Dopo tre anni di terapia, può essere utile fare una verifica con i professionisti che la seguono per capire se il trattamento è sufficientemente specifico per il mutismo selettivo o se va integrato o modificato. Infine, è importante proteggere la sua autostima: frasi come quella che le ha detto indicano che inizia a percepirsi come “diversa”, quindi è fondamentale che si senta compresa, accolta e non giudicata. Le consiglio di continuare a confrontarsi con il terapeuta e con il medico di riferimento, così da coordinare al meglio gli interventi tra famiglia, scuola e percorso psicologico. Dott.ssa Giovanna Costanzo

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.