Buongiorno, Ho una bellissima bambina di 13 mesi estremamente curiosa e attenta, molto affettuosa,

28 risposte
Buongiorno,
Ho una bellissima bambina di 13 mesi estremamente curiosa e attenta, molto affettuosa, sorridente e tanto socievole.
Tutto bellissimo ma……morde!
Ha iniziato a mordere con la fase orale e con la dentizione.
Ha morso spesso anche noi genitori, lo faceva sorridendo, come se per lei fossero dei bacini.
Ha iniziato un mese fa il nido, dal 1 giorno e’ sempre andata molto volentieri, la lasciamo e la riprendiamo che è sorridente.
Le maestre mi confermano che morde per esprimere affetto, raramente per frustrazione.
Quando morde a casa io la riprendo subito, ma quando lo faccio mi ride in faccia, come se per lei fosse un gioco.
Ho notato che quando alzo un pochino il tono per mostrarmi decisa (non urlo ovviamente, ma ho un tono di voce molto deciso e infastidito) lei non mi guarda, come se si vergognasse, o almeno così l’interpreto.
Faccio fatica ad essere guardata negli occhi, devo chiamarla un sacco di volte e non sempre ci riesco. Accade solo quando la riprendo.
Dopo averla ripresa le dico per esempio che non si morde perché fa male, può dare un abbraccio, e ogni tanto lo fa.
Ora io mi chiedo, cosa posso fare in più per farle capire che non deve mordere?
So che è piccolina, ancora non parla, dice solo mamma e sta iniziando a dire acqua.
E perché morde? Cioè, perché esistono bambini che mordono e altri no? Abbiamo sbagliato noi genitori in qualcosa?
Vi ringrazio.
Dott. Gianluigi Torre
Psicologo clinico, Psicologo
Terracina
Buonasera. Quello che descrivi è un comportamento molto comune nei bimbi della fascia d’età della tua bambina, e non c’è assolutamente nulla di “sbagliato” in lei o in voi genitori. A 13 mesi i bambini stanno ancora imparando a conoscere il mondo e a comunicare: non hanno ancora il linguaggio per esprimere emozioni o desideri, e usano il corpo come mezzo di relazione. Il morso, in questa fase, può avere diversi significati — curiosità sensoriale (sentire con la bocca è una forma di esplorazione), bisogno di scaricare energia o disagio fisico legato alla dentizione, ma anche un modo per manifestare affetto o attirare l’attenzione. Il fatto che lo faccia sorridendo non significa che voglia fare male, ma che non ha ancora la consapevolezza dell’effetto del gesto sull’altro. Quando tu la riprendi, il tuo tono deciso può generarle un piccolo senso di imbarazzo o di “colpa” che lei non sa ancora gestire, e quindi distoglie lo sguardo o ride per alleggerire la tensione: è una reazione emotiva spontanea, non una sfida. Quello che stai già facendo — spiegarle con calma che “non si morde perché fa male” e offrirle un’alternativa (“puoi dare un abbraccio”) — è esattamente la strategia giusta. Ti consiglio di mantenere un tono fermo ma sereno, evitare troppi rimproveri o spiegazioni lunghe (a questa età non le comprenderebbe ancora), e soprattutto valorizzare i momenti in cui mostra affetto in modo adeguato (“brava che hai dato un bacino!”). Nel tempo, con lo sviluppo del linguaggio e della consapevolezza emotiva, il comportamento tenderà a sparire da solo. Alcuni bambini attraversano questa fase, altri no, semplicemente per differenze temperamentali: non è indice di errori educativi. Se però senti che la situazione ti crea tensione o insicurezza su come gestire certe reazioni, può essere utile confrontarti con uno psicologo dell’età evolutiva per avere qualche indicazione pratica personalizzata e sentirti più supportata in questo percorso. Con un piccolo affiancamento mirato, queste fasi diventano ottime occasioni di crescita per entrambi.

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Dott.ssa Federica Abbandonato
Psicologo, Psicologo clinico
Potenza

Salve, ciò che descrive è molto comune nei bambini di quest’età e non è segno di un problema educativo. A 13 mesi la bocca è ancora il principale strumento per esplorare e comunicare: mordere può essere un modo per esprimere affetto, curiosità o emozioni forti che ancora non riesce a dire con le parole.
Quando succede, le risponda con calma e fermezza: “No, non si morde, fa male. Puoi dare una carezza.” Eviti di suggerire il bacino poiché la differenza tra bacio e morso è molto sottile e potrebbe non cogliere a pieno la differenza. Mantenga il tono tranquillo, eviti di sorridere o insistere troppo: la coerenza e la calma sono i messaggi più efficaci.
Il fatto che poi distolga lo sguardo non è disobbedienza, ma una piccola reazione di vergogna: significa che inizia a comprendere l’effetto delle sue azioni.
Con la crescita e lo sviluppo del linguaggio, questa fase tenderà a scomparire spontaneamente.
State facendo un ottimo lavoro
Dott.ssa Eva Meuti
Psicologo, Psicologo clinico
Ardea
Buongiorno,
quello che descrive è un comportamento molto comune nei bambini di quest’età e non indica un errore educativo. A 13 mesi i piccoli esplorano il mondo anche con la bocca: mordere può essere un modo per esprimere affetto, curiosità o per scaricare una tensione che ancora non sanno gestire con le parole.
È importante dare un messaggio chiaro e coerente (“No, mordere fa male”), mantenendo un tono calmo ma deciso, e offrire un’alternativa positiva (“Puoi dare un abbraccio”). Lodarla quando mostra gesti affettuosi la aiuterà a capire come esprimersi in modo più adeguato.
Con la crescita del linguaggio e dell’autoregolazione, questo comportamento tende a diminuire spontaneamente.
Un saluto
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

da quanto descrive, il comportamento di sua figlia è piuttosto comune nei bambini della sua età. Il mordere, infatti, può avere diverse funzioni: può essere un modo per esplorare il mondo, esprimere affetto, scaricare una tensione o manifestare una frustrazione che ancora non riesce a comunicare con le parole.

Il fatto che lo faccia sorridendo e in contesti di affetto suggerisce che non c’è un’intenzione aggressiva, ma piuttosto una difficoltà a regolare e canalizzare l’impulso in modo più adeguato. A quest’età, infatti, il linguaggio e le capacità di autocontrollo sono ancora in via di sviluppo.

Non si tratta quindi di un “errore educativo”, ma di un passaggio evolutivo che può essere accompagnato e contenuto con strategie adeguate. Tuttavia, dato che nota alcune reazioni particolari (come l’evitamento dello sguardo quando viene ripresa), può essere utile approfondire il quadro con uno specialista, che potrà aiutarvi a comprendere meglio il comportamento di vostra figlia e a trovare il modo più efficace per gestirlo in base alle sue caratteristiche individuali.

Un cordiale saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Jessica Servidio
Psicologo, Psicologo clinico
Pesaro
Buonasera,
da come descrive la sua bambina emerge una crescita molto armonica: è curiosa, affettuosa e socialmente aperta. Il fatto che morda, soprattutto a questa età, non è segno di qualcosa di “sbagliato”, ma di una fase di sviluppo in cui il corpo è il principale mezzo attraverso cui il bambino esplora, comunica ed entra in relazione.
Nei primi anni di vita il “mordere” può avere significati diversi: può essere un modo per esprimere affetto, entusiasmo o anche tensione, soprattutto quando le parole non sono ancora disponibili. Non tutti i bambini lo fanno, ma molti attraversano momenti simili — dipende da come ognuno vive e regola la propria intensità emotiva.
Il suo modo di intervenire è già molto adeguato: mantenere la calma, dare un limite chiaro (“fa male”), offrire un’alternativa affettiva (“puoi dare un abbraccio”) e poi lasciarle il tempo di elaborare. Il fatto che a volte si distolga dallo sguardo può essere un piccolo segnale di vergogna o dispiacere — una reazione che indica che sta iniziando a comprendere che qualcosa non va.
Ciò che può fare “in più” è continuare a differenziare il gesto dal legame: lei non è “cattiva” quando morde, ma quel gesto fa male. E sostenere la sua crescita linguistica e simbolica, perché man mano che potrà nominare ciò che sente, il bisogno di agire con il corpo diminuirà naturalmente.
Sempre a disposizione,
Dott.ssa Jessica Servidio
Buona sera, vorrei ringraziarla per il racconto, vorrei specificarle che ogni bambino è diverso e poiché sono unici, manifestano modi differenti di comunicazione. Quindi stia tranquilla, essendo ancora piccola sono fasi che la piccola deve attraversare, rispetto ad altri bambini lei ha trovato la sua modalità di manifestazione delle emozioni, piano piano andrà meglio. Continuare a ripeterle che vi fate male e che anche i bimbi si fanno male e piano piano crescendo ritroverà la sua modalità di comunicazione che più le si addice. Grazie per il racconto.
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
può essere un comportamento tipico dell'età, sta esplorando il mondo ancora prevalentemente con la bocca e probabilmente questi morsi sono il tentativo di mettersi in comunicazione con gli altri, non riuscendo ancora con la voce e le parole simula, seppur in modo originale, di entrare in contatto con gli altri.
Va accompagnata ad apprendere come avviene questo passaggio.
Un saluto cordiale
DOtt.ssa Marzia Sellini
Dr. Vincenzo Cappon
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Castiglione delle Stiviere
La mordicchi un pó anche lei, la bambina sentirà l'effetto dei suoi morsi sugli altri.
Saluti
Dott.ssa Caterina Falessi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, sarebbe necessario approfondire ciò che descrive, indagare la relazione che avete con la bambina. In generale, questa situazione non deve necessariamente destare preoccupazione, i bambini fanno ciò di cui hanno bisogno e diventa un modo per noi adulti per conoscerli. Sarebbe interessante osservare quando morde, non per correggerla, ma proprio per conoscerla: con chi lo fa? In che situazioni? per es. quando si sente troppo eccitata? dove l'ha visto fare? Si potrebbe sottolineare il fatto che quando lo fa non è piacevole per l'altro, magari ripetendo "bua" o "ahi". Spesso i bambini distolgono lo sguardo semplicemente per abbassare il livello di stimolazione. In ogni caso consiglio di non allarmarsi rispetto a questo tipo di comportamenti, spesso rappresentano una fase ed è sufficiente pazientare un po' e vedere come evolve. Se vuole indagare se il comportamento di sua figlia sottende delle difficoltà, oppure esplorare cosa suscita in lei, resto disponibile per delle sedute di Parent training. Un caro saluto, dott.ssa Caterina Falessi
Dott.ssa Chiara Carrera
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, quello che descrive è un comportamento molto comune nei bambini di questa età e, nella maggior parte dei casi, rientra in una fase del tutto evolutiva.
A 13 mesi il morso può avere diverse funzioni: è un modo per esplorare (la bocca è ancora uno degli strumenti principali di conoscenza), per esprimere affetto e contatto fisico, ma anche per comunicare emozioni intense che ancora non trovano parole. Alcuni bambini mordono più di altri semplicemente perché sono più “corporei” nel modo di entrare in relazione o hanno un temperamento più attivo e sensoriale: non è segno di un errore educativo, né di una “mancanza” da parte dei genitori.
Il fatto che lo faccia sorridendo o che rida quando viene ripresa non significa che non capisca, ma che si trova in un momento di confusione emotiva: la sua espressione può essere un modo per gestire il disagio di essere corretta o per stemperare la tensione. Il distogliere lo sguardo, invece, può indicare un piccolo senso di vergogna o di imbarazzo, quindi una prima forma di consapevolezza del limite — un segnale positivo.
Che cosa può fare: in primo luogo continuare a riprenderla con calma e coerenza, usando poche parole chiare (“No, non si morde, fa male. Possiamo dare un bacino o un abbraccio”). in secondo luogo, può mostrare lei stessa il gesto alternativo, rinforzando positivamente ogni volta che la bambina sceglie un modo “dolce” per esprimersi. Le consiglio di evitare di enfatizzare troppo la reazione, perché a questa età può essere percepita come un gioco o come una forte stimolazione emotiva che rinforza il comportamento. In ogni caso, visto che la descrive come una bambina curiosa ed attenta, provi ad offrirle altri canali sensoriali di contatto: giochi da mordere, pupazzi morbidi, o momenti di coccole “fisiche” che la aiutino a canalizzare questa modalità affettiva.
Con il tempo e lo sviluppo del linguaggio, il morso tenderà a ridursi spontaneamente: man mano che le parole diventano disponibili, il bisogno di “comunicare col corpo” si attenua. In sintesi, non c’è nulla di sbagliato nel suo modo di reagire: la bambina sta semplicemente imparando a regolare le proprie emozioni e a esprimerle in modo più simbolico. Il suo accompagnamento affettuoso e coerente è già la cosa più utile che può offrirle.
Dott. Luigi Frezza
Psicologo
Pontecagnano Faiano
Gentile utente,

Grazie per aver condiviso questa sfida che state affrontando con la vostra bambina.

Non credo esistano risposte univoche, per cui le propongo alcune domande che spero possano aiutarla a riflettere in modo più chiaro su questa situazione.
Mi chiedo, leggendola:
Quali "etichette" le sono state attribuite? Quali "significati" le sono stati dati?
Come ha imparato a "interpretare" i segnali che le manda sua figlia? Quali "lenti" utilizza per decifrare il suo comportamento?
Cosa significa per lei "educare"? Quali sono i valori, le aspettative e le strategie che mette in atto per crescere sua figlia?

Inoltre, sono curioso di sapere:
Quale "voce" interiore le suggerisce che state sbagliando qualcosa come genitori? Da dove proviene questa "voce"? Quale autorità le conferisce?
Secondo lei, come mai sua figlia sembra reagire in modo diverso alle sue riprese a seconda del tono di voce che utilizza? A suo giudizio, cosa può significare questo?
Sua figlia ha 13 mesi, ma se ipoteticamente potesse "dialogare" con lei, cosa le direbbe? Cosa le chiederebbe?

Comprendo il suo desiderio di trovare una soluzione definitiva al problema dei morsi e di capire se ci sono stati degli errori nel vostro approccio educativo. Tuttavia, vorrei invitarla a considerare questa esperienza come un'opportunità per esplorare la comunicazione non verbale di sua figlia, per comprendere i suoi bisogni e per rafforzare il vostro legame.

Un saluto. Se desidera proseguire questa esplorazione, le consiglio di rivolgersi a un professionista dell'infanzia che possa accompagnarla in questo percorso di scoperta e crescita.
Dott.ssa Veronica Conte
Psicologo, Psicoterapeuta
San Clemente
Buongiorno,
a 13 mesi mordere è un comportamento tipico per esplorare il mondo, esprimere emozioni o cercare attenzione; è quindi una normale fase dello sviluppo. E' importante continuare a fornire risposte calme e coerenti, mantenendo un tono fermo ma tranquillo ogni volta che morde. Potrebbe dire solamente che mordere fa male e allontanarsi momentaneamente per farle capire che il gioco si interrompe. Può offrire alternative da mordere come giochi da dentizione o insegnare gesti affettuosi come una carezza. Usi la lode quando la bambina utilizza altri modi per esprimersi. Eviti di ridere o di darle troppa attenzione quando morde anche se lo fa in modo giocoso. Ogni bambino è diverso e si esprime in modo differente, non avete sbagliato qualcosa. Ha bisogno di tempo per imparare a regolare meglio i suoi comportamenti.
Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, non si tormenti, la sua bambina imparerà presto che ci sono altri modi per comunicare, primo fra tutti il linguaggio che piano piano arriverà e sostituirà la necessità del mordere per dire qualcosa (considerandolo come una forma di contatto con l'altro). Sta facendo la cosa giusta, comunicare, magari potrebbe essere utile sostituire la spiegazione verbale del "non si fa" con una domanda e un'azione: "Volevi darmi una bacio o un abbraccio? Guarda così è più divertente!". Cosi potrà mostrarle modalità pratiche alternative che possono soddisfare il bisogno della bambina di contatto.
Sempre con calma e fiducia, la sua piccolina è in ascolto anche quando non la guarda e apprenderà pian piano a sentirsi in contatto senza mordere nessuno!
Resto a disposizione
Dott.ssa Camilla Ballerini
Dott.ssa Letizia Maiano
Psicologo, Psicologo clinico
Verona
Buongiorno, il comportamento che descrive è molto comune e non indica errori da parte vostra. A 13 mesi i bambini mordono soprattutto per esplorare, esprimere affetto o frustrazione, e perché non hanno ancora le parole per comunicare le emozioni. Continui a mantenere calma e coerenza, proponendo un alternativa positiva "No, questo fa male, puoi dare una carezza). Un'altra strategia potrebbe essere quella di offrire alla bambina oggetti da mordere, possono essere un sollievo quando ci sono i denti che crescono. Se però sente la necessità di un confronto o di un supporto pratico per gestire meglio questi momenti, può essere utile iniziare un breve percorso di sostegno genitoriale con uno psicologo dell’età evolutiva, che aiuta a trovare strategie personalizzate e a vivere più serenamente questa fase.

Dott.ssa Letizia Maiano
Dott.ssa Chiara Ilardi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Cara mamma,
piacere sono la Dott.ssa Chiara Ilardi e sono una psicologa. Intanto grazie per aver condiviso con tanta sensibilità e attenzione la sua esperienza — dalle sue parole si percepisce chiaramente quanto lei è una mamma premurosa, attenta ai bisogni della sua bambina e desiderosa di comprenderla a fondo. Quello che descrive è un comportamento molto comune a quest’età, e non è assolutamente segno di un “errore” da parte dei genitori.
A 13 mesi i bambini stanno ancora esplorando il mondo principalmente attraverso il corpo e i sensi. La bocca, in particolare, è uno strumento potentissimo per conoscere, comunicare ed entrare in relazione. Mordere, per molti piccoli, è una forma di esplorazione ma anche di espressione: può essere un modo per dire “ti voglio bene”, per cercare contatto, per sperimentare una sensazione intensa, oppure per reagire a un’emozione che ancora non sanno regolare — come l’eccitazione, la frustrazione o semplicemente l’entusiasmo di stare insieme.
Nel suo caso, il fatto che lei morda spesso sorridendo e che lo faccia anche al nido come gesto di affetto conferma che non si tratta di un comportamento “aggressivo”, ma piuttosto di una modalità comunicativa ancora immatura. Alcuni bambini, per temperamento o per sviluppo personale, vivono più intensamente il contatto fisico e passano più facilmente da baci a morsi; altri invece trovano presto strategie diverse. Non è una questione di giusto o sbagliato, ma di tappe evolutive e differenze individuali.
Quello che già sta facendo — intervenire con calma, spiegare che “fa male” e proporre un’alternativa come un abbraccio — è esattamente l’approccio più efficace e rispettoso. Anche se lei ride o sembra non ascoltare, sappia che dentro di sé sta comunque interiorizzando il messaggio. I bambini a questa età hanno bisogno di moltissima ripetizione e coerenza: le parole, il tono, i gesti coerenti dei genitori diventano nel tempo un modello che imparano a riconoscere.
Quando nota che non la guarda dopo un rimprovero, molto probabilmente non è disinteresse, ma una reazione emotiva: può sentirsi un po’ in imbarazzo, sorpresa o dispiaciuta. Distogliere lo sguardo è spesso un modo per autoregolarsi, per gestire un piccolo disagio interno. È importante rispettare quel momento, magari avvicinandoti dolcemente, abbassandosi al suo livello e mantenendo un tono calmo ma fermo: “So che volevi darmi un bacino, ma mordere fa male. Se vuoi possiamo fare una carezza o un abbraccio.” Con il tempo, capirà la differenza tra affetto e morso.
Può aiutare anche offrirle spesso occasioni per mordere in modo “consentito”: giochi da dentizione, frutta fresca o alimenti sicuri da masticare, che le permettano di scaricare il bisogno fisico di mordere.
In sintesi: non avete sbagliato nulla stia tranquilla cara mamma. La vostra bambina sta solo imparando, a modo suo, a comunicare e a gestire le emozioni. Con la vostra coerenza, calma e affetto, questo comportamento tenderà a ridursi naturalmente nei prossimi mesi.
Sta già facendo un ottimo lavoro: la sua attenzione e la sua sensibilità sono la base più solida che sua figlia possa avere per crescere serena ed empatica.
Un carissimo saluto,
Dott.ssa Chiara Ilardi
Dott.ssa Chiara Venitucci
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
capisco perfettamente la sua preoccupazione, ma voglio rassicurarla: il comportamento che descrive è molto frequente nei bambini piccoli, soprattutto intorno all’anno di età. Mordere, in questa fase dello sviluppo, è spesso un modo per esplorare, comunicare o esprimere emozioni che ancora non si riescono a tradurre in parole. Non è segno di aggressività, né di un errore educativo.

Durante la fase orale e con l’arrivo dei dentini, i bambini tendono a usare la bocca per conoscere il mondo e per manifestare affetto o curiosità. Alcuni lo fanno di più, altri meno: dipende dal loro temperamento, dal livello di eccitazione emotiva e da come percepiscono le reazioni degli adulti.

Quando la sua bambina morde, fa bene a mantenere un tono fermo ma calmo, spiegandole che “mordere fa male” e offrendo un’alternativa, come un abbraccio o un bacino. È importante che il messaggio sia coerente, ma senza trasformarlo in un rimprovero che la faccia sentire in colpa: a questa età il concetto di “giusto o sbagliato” non è ancora del tutto formato.

Non avete sbagliato, la bambina sta semplicemente imparando a regolare le proprie emozioni e le modalità di contatto con gli altri. Con il tempo, il linguaggio e la maturazione affettiva, questi comportamenti tendono a scomparire spontaneamente.

Se il mordere dovesse continuare oltre i 2 anni o diventare più frequente, può essere utile confrontarsi con un professionista per comprendere meglio le modalità comunicative della bambina e sostenere la genitorialità in questa fase di crescita.

Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Venitucci
Buona sera cara! Per prima cosa mi urge dirvi che come genitori assolutamente non avete sbagliato in nulla. Come dice lei alcuni bimbi durante la fase orale, o per via della dentizione manifestano questa modalità ( mordono ) altri no.
La cosa importante da comprendere è che quando sono così piccolo i bambini non comprendono ancora completamente il significato delle parole. Pertanto si rischia di avere un effetto contrario quando ci si prolunga nello spiegare come mai non si deve mordere. La bimba percepisce solamente la molta attenzione ottenuta. Se volete disabituarla è meglio dire che non si fa in tono secco e poi spostare l'attenzione su altre cose.
Spero di essere stata utile.
Dott.ssa Monica Venanzi
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Comprendo la preoccupazione e il senso di responsabilità. E' importante avere un occhio attento ai propri comportamenti, con la consapevolezza che un bambino ha la sua unicità, e noi adulti dobbiamo adeguarci per rispondere più sensibilmente possibile alle sue richieste dirette o meno.
Per esprimersi meglio su questa situazione bisognerebbe esplorare meglio i tuoi vissuti, e magari approfondire una serie di elementi della vostra storia.
Non c'è una risposta universale, e qualsiasi cosa possa essere vissuta con disagio o preoccupazione vale la pena di essere attenzionata a dovere.
Dr. Antonio Pagni Fedi
Psicologo, Psicoterapeuta
Scandicci
Salve le rispondo molto volentieri immaginando che lei che scrive sia la mamma, per cui userò il genere femminile. E' una situazione molto comune e perfettamente comprensibile all'età di sua figlia. A 13 mesi, mordere è spesso un modo per esplorare, esprimere affetto o scaricare tensione (interna o corporea). Potrebbe esprimere anche rabbia ma sia lei che le educatrici del nido vi siente accorte che non è questo il caso. Il sorriso dopo il morso non è una sfida a questa età (la struttura cognitiva non lo consente ancora), piuttosto potrebbe essere un modo per regolarsi emotivamente di fronte al momento attivante. Quando distoglie lo sguardo, probabilmente prova un piccolo disagio: non riesce ancora a sostenere il contatto visivo in momenti di tensione, anche questo potrebbe essere un modo che sua figlia usa per autoregolarsi.

Puo continuare a dirle con calma e fermezza: “No, mordere fa male" e trovare delle alternative "Se vuoi puoi dare un bacino o un abbraccio”. Offrile un oggetto sicuro da mordere (aiuta per lo scarico della tensione mandibolare dovuta alla dentizione) e rinforzare i comportamenti affettuosi alternativi (“Che bello l’abbraccio, è dolce come te”). Non è un errore vostro, ma una tappa del suo sviluppo. La sua presenza calma, ferma e coerente aiuterà sua figlia ad imparare a regolare le emozioni e a comunicare in modo sempre più dolce e sicuro. Le suggerisco di leggere qualcosa sulla teoria Polivagale le potrà offrire uno spunto per comprendere quello che sta vivendo ed anche dei consigli pratici. Un saluto, Antonio Pagni Fedi
Gentile genitore,
dalle sue parole si percepisce quanto sia attenta, affettuosa e premurosa nei confronti della sua bambina, e quanto desideri comprenderla a fondo per aiutarla a crescere nel modo migliore. Il comportamento che descrive è piuttosto comune nei bambini di questa età, soprattutto quando stanno attraversando la fase della dentizione e non hanno ancora a disposizione il linguaggio per esprimere in modo adeguato emozioni, bisogni o affetto.
Il morso, in questi casi, può avere diversi significati: può essere un modo per esplorare, per esprimere eccitazione, affetto o anche un tentativo di comunicare qualcosa che ancora non riesce a dire. La sua reazione calma, coerente e non punitiva è già il modo più corretto per aiutarla a comprendere. Anche il fatto che lei proponga un’alternativa affettiva, come l’abbraccio, è molto utile: con il tempo la bambina imparerà a sostituire il morso con gesti più appropriati.

Non si colpevolizzi: non avete sbagliato nulla. Ogni bambino ha il proprio ritmo di sviluppo e il proprio modo di esprimersi. Continui a mantenere una comunicazione chiara, costante e affettuosa, mostrando con serenità cosa è accettabile e cosa no. Con la crescita e il linguaggio, questo comportamento tenderà a ridursi spontaneamente.

Le auguro di proseguire serenamente questo bellissimo percorso di crescita con la sua bambina.

Un cordiale saluto.
Buongiorno, quello che racconta è davvero molto comune in questa fase, ma capisco la preoccupazione. A 13 mesi tanti bimbi mordono, non per “fare male”, ma perché la bocca è ancora il primo strumento di conoscenza che hanno e allo stesso tempo non sanno modulare bene le emozioni (entusiasmo, frustrazione...). Inoltre in questa fase i bambini scoprono il corpo dell’altro e testano l’effetto delle proprie azioni (“se ti mordo, cosa succede?”).
Nel caso della sua bimba, dalla descrizione, sembra proprio un modo per esprimere affetto ed eccitazione, non un gesto aggressivo. Alcuni bambini, semplicemente, usano di più il corpo e la bocca per comunicare. Non avete sbagliato nulla: è una tappa evolutiva che con la crescita, la vostra presenza educativa costante e l’arrivo del linguaggio tenderà a passare da sola.
Continuate così:
- fermare il gesto con calma ma decisione (“no, mordere fa male, ahia!”),
- proporre subito un’alternativa (“puoi fare una carezza / dare un bacino”), mostrando voi cosa fare e accompagnandola nell'eseguire il gesto se necessario
- rinforzarla tanto quando si comporta in modo dolce (“che bello questo bacino delicato” "mi piace tanto quando mi fai le carezze")
- evitare reazioni troppo intense, perché a questa età l’attenzione dell’adulto (anche se negativa) può rinforzare il gesto.
State già facendo tutto nel modo giusto, continuate così!
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, ci sono bambini che mordono per esprimere il loro affetto. Non credo che ci sia qualcosa di sbagliato in ciò che avete fatto. Provi a dirle semplicemente, con tono fermo:" no, non si fa" e poi le mostri un comportamento alternativo come un bacio o un abbraccio.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Gloria Giacomin
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile signora,
il comportamento che descrive è molto comune nei bambini di 13 mesi e non indica un problema né un errore educativo. A questa età il morso è un modo per esplorare, comunicare o scaricare emozioni che la bambina non sa ancora esprimere con le parole.
Quando morde, le risponda con calma e fermezza: “No, fa male. Possiamo dare un abbraccio invece.” Poi interrompa brevemente l’interazione, così capirà che il gesto ha una conseguenza. Allo stesso tempo, rinforzi ogni gesto affettuoso adeguato (“Che bello questo abbraccio!”).
Offra giochi o anelli da dentizione per soddisfare il bisogno orale e mantenga coerenza con le educatrici del nido. Con la crescita del linguaggio e il suo accompagnamento paziente, questa fase passerà naturalmente.

Cordialmente,
Dottoressa Gloria Giacomin
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Salve,

il comportamento di sua figlia rientra nella norma. Quello è il suo modo di esprimere affettività ma molto probabilmente anche di comunicare visto che lo sviluppo del linguaggio a quella età risulta esser ancora assai limitato. Le consenta la sperimentazione e non la richiami troppo spesso, vedrà che con il tempo il mordere al pari di altri comportamenti andranno via spontaneamente.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Francesca Torretta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
È comprensibile la sua preoccupazione, ma ciò che descrive è un comportamento piuttosto comune nei bambini della sua età. A 13 mesi il morso è uno strumento di comunicazione: la bambina non ha ancora le parole per esprimere affetto, frustrazione o entusiasmo, e il morso diventa un modo immediato per manifestare emozioni intense.

Non è segno di “errore educativo”, ma di una fase evolutiva. Alcuni bambini lo fanno più di altri semplicemente perché sono più fisici o più impulsivi nell’espressione emotiva.

Continui come già sta facendo:

mantenga un tono calmo ma fermo, spiegando che il morso fa male;

offra un’alternativa, come l’abbraccio o un peluche;

eviti reazioni eccessive (che possono rinforzare l’attenzione sul gesto);

rafforzi i comportamenti positivi, lodandola quando mostra affetto in modo appropriato.


Il fatto che distolga lo sguardo dopo essere ripresa non è segno di vergogna patologica: probabilmente è la sua modalità di gestire un piccolo senso di disagio per aver “deluso” il genitore.
Con il tempo e lo sviluppo del linguaggio, questo comportamento tenderà a ridursi spontaneamente.

Se però dovesse persistere oltre i 2 anni o diventare più frequente, può essere utile confrontarsi con un neuropsichiatra infantile o uno psicologo dell’età evolutiva per un’osservazione più approfondita.

Spero possa risolversi presto questa situazione.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Forlì
Buonasera, prima di tutto voglio rassicurarti: non avete sbagliato nulla, il fatto che tua figlia morda a 13 mesi non è un indicatore di problemi educativi, né significa che ci sia qualcosa che non va in lei o nel vostro modo di essere genitori. Anzi, dalla descrizione che fai emerge una bambina serena, sicura, socievole e affettuosa: questi sono tutti segnali positivi del vostro buon lavoro.

Mordere a questa età è un comportamento molto comune e ha radici completamente diverse da quelle che immaginiamo quando pensiamo al "mordere" in età più avanzata. A 13 mesi tua figlia sta ancora esplorando il mondo attraverso la bocca, sta sperimentando la dentizione, e soprattutto non ha ancora gli strumenti linguistici per esprimere emozioni intense come l'affetto, l'eccitazione o la frustrazione. La bocca è il suo canale principale di comunicazione e interazione: mordere, per lei, è semplicemente un modo per dire "ti voglio bene", "sono entusiasta", "voglio la tua attenzione" o anche "sono stanca e infastidita".

Il fatto che sorrida quando morde e che le maestre confermino che lo fa per affetto è un dato importante: non c'è intenzionalità aggressiva, non c'è cattiveria. Lei non sta cercando di fare del male, sta usando il corpo per comunicare qualcosa che non sa ancora dire a parole. Questo è normalissimo e passerà con il tempo, man mano che acquisirà il linguaggio e altre modalità di espressione.

Riguardo al tuo intervento educativo, stai facendo bene: riprenderla con fermezza, spiegarle che fa male e offrirle un'alternativa come l'abbraccio è esattamente l'approccio giusto. Il fatto che lei rida quando la riprendi non significa che ti stia sfidando o che non capisca: semplicemente, a questa età non ha ancora la maturità cognitiva ed emotiva per collegare il tuo rimprovero al suo comportamento in modo immediato. La risata può anche essere una reazione nervosa o un modo per gestire l'imbarazzo o la confusione di fronte a un tono che percepisce come diverso dal solito.

Il fatto che non ti guardi negli occhi quando alzi il tono è proprio un segnale che lei sta percependo qualcosa: probabilmente sente il tuo disappunto e reagisce distogliendo lo sguardo come reazione di disagio. Questo non è negativo, significa che sta iniziando a captare le tue emozioni, anche se ancora non sa bene cosa farsene. Continua a richiamare la sua attenzione con dolcezza, ma non forzare troppo il contatto visivo: a questa età è ancora molto difficile per lei sostenere lo sguardo in momenti emotivamente carichi.

Perché alcuni bambini mordono e altri no? Dipende da tanti fattori: temperamento individuale, fase di sviluppo della dentizione, livello di eccitabilità emotiva, modalità di esplorazione sensoriale. Alcuni bambini sono più "orali", usano di più la bocca per esplorare e comunicare. Non c'è nulla di sbagliato in questo, è semplicemente una variazione naturale nello sviluppo infantile.

Continua con l'approccio che stai già usando: fermezza gentile, spiegazione breve ("fa male"), e proposta di alternativa ("facciamo un abbraccio"). La ripetizione costante nel tempo darà i suoi frutti. Quando morde, puoi anche allontanarti brevemente da lei, senza drammatizzare, per farle capire che quel comportamento interrompe il gioco o l'interazione. Elogiala molto quando usa modi affettuosi senza mordere.

Se dopo i 18-24 mesi il comportamento dovesse intensificarsi o diventare più aggressivo, allora potrebbe essere utile un confronto più approfondito. Ma a quest'età, con una bambina serena e affettuosa come la tua, è molto probabile che si tratti solo di una fase che passerà naturalmente con la crescita e l'acquisizione del linguaggio.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa clinica - Voice Dialogue - Mindfulness - Dreamwork
Gentile mamma, non è opportuno pensare che esistano categorie di bambini, con quelli che mordono ed altri no. Fa bene ad interrogarsi come genitore ma eviterei la ricerca dello "sbaglio". Come anche lei ha accennato, i bambini passano da una fase orale, nella quale diventa estremamente saliente il rapporto con oggetti e persone mediato dalla bocca, fonte di conoscenza generale per l'infante. La bambina è ancora davvero piccola e servirebbero altri elementi per comprendere se sia in una fisiologica fase di crescita o stia vivendo un qualche disagio. Sarebbe opportuno ad esempio comprendere quanti dentini da latte sono già apparsi (e riflettere su quanto fastidio il processo abbia comportato: le gengive sono state spesso e a lungo infiammate? La salivazione eccessiva ha comportato ripetute scariche o è mai sopraggiunta febbre?, per citare alcuni esempi), che tipologia di oggetti porta ancora alla bocca, se è iniziata l'esplorazione del mondo attraverso gattonamento o già cammina, ecc. Inoltre lei riferisce che la bambina ha iniziato la frequentazione dell'asilo nido, che comporta un'ulteriore sfida emotiva e di gestione affettiva ed alla luce di ciò, la condotta risulta molto attesa. Leggermente diverso sembra essere il discorso relativo allo svicolare il rimprovero: vergogna e senso di colpa sono sentimenti che ancora non possono essere completamente strutturati, è quindi forse necessario interrogarsi su quali altri meccanismi allontanino l'attenzione di sua figlia da una corretta ricezione del suo messaggio. Se volesse approfondire, resto a disposizione.
Cari genitori, la vostra bambina sta attraversando un’importante fase di crescita, caratterizzata da un intenso desiderio di esplorare il mondo. In questo periodo, la scoperta avviene soprattutto attraverso il contatto orale e le modalità con cui ciò si manifesta sono molto personali, ma rappresentano comunque un modo naturale per conoscere e relazionarsi con l’ambiente circostante.
Potete accompagnarla in questo percorso aiutandola, con calma e continuità, a sostituire i comportamenti meno funzionali nelle interazioni sociali — come il mordere — con altri più appropriati. È utile comunicarle in modo sereno che alcuni comportamenti sono piacevoli per gli altri, mentre altri possono non esserlo.
Non si tratta, quindi, di atteggiamenti di sfida, ma di modalità ancora immature e spontanee attraverso cui la bambina cerca di comprendere e interagire con il mondo che la circonda. Un caro saluto.
Dott. Daniele Rossetti

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