buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni..vorrei chiedere a voi..premetto mi sono lasciata da

buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni..vorrei chiedere a voi..premetto mi sono lasciata da qualche mese, inizio anno con una persona più grande, nonostante ciò ci siamo continuati a vedere e sentire ogni tanto, lui ora lavora con me, in breve dopo un pò che mi sono lasciata ho visto un amico a distanza per cui ho provato delle cose e ci sono stati dei baci, diciamo che con lui ho avuto una complicata e mi piaceva sopratutto a livello emotivo e caratteriale diciamo, col mio ex invece purtroppo abbiamo avuto molti momenti senza capirci, e altri vari motivi, ora a lavoro mi trovo in una situazione in cui c'è un ragazzo con cui ci siamo scambiati i numeri e ogni tanto parliamo, ridiamo e scherziamo (cosa che a me piace e sono cosi io), lui vorrebbe uscire con me, fuori dal lavoro, io vorrei anche solo per conoscerlo, per due chiacchiere e magari avere un rapporto di amicizia al momento ecco, ma capita che mi immagino con lui perché comunque mi piace un pò, allo stesso tempo mi viene in mente quel mio amico, perché sono molto simili e dello stesso posto, vorrei chiedere può essere che sia un periodo, una coincidenza o un qualcosa per farmi capire cosa voglio davvero? perché non riesco a non pensare a niente, ma ho sempre in mente quel mio amico? può essere perché sono simili? Allo stesso modo però mi sento come se con questo ragazzo ci fosse solo perché devo capire me stessa, non so come spiegare però..come faccio a sentirmi libera di conoscere persone senza che ci siano i pensieri del passato o di altre persone conosciute

39 risposte


Buon pomeriggio carissima, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Da ciò che racconta emerge che si trova in una fase di cambiamento: la fine di una relazione importante, la presenza ancora del suo ex nella quotidianità lavorativa e l'incontro con nuove persone rendono naturale che emozioni e pensieri possano intrecciarsi. Il fatto che le venga in mente il suo amico mentre conosce questo nuovo ragazzo non significa necessariamente che non sia pronta ad andare avanti. A volte la nostra mente tende a fare confronti o a richiamare esperienze significative per aiutarci a capire che cosa desideriamo davvero in una relazione. Forse, in questo momento, non è tanto importante trovare subito una risposta definitiva, quanto concedersi la possibilità di conoscere nuove persone senza sentirsi obbligata a capire immediatamente dove porterà quel legame. Un'uscita può essere semplicemente un'occasione per conoscersi, senza dover decidere fin da subito cosa prova o cosa accadrà. Con il tempo, i pensieri legati al passato tendono a lasciare più spazio alle nuove esperienze, soprattutto quando ci si permette di viverle con curiosità e senza eccessive aspettative. Se sente che questa confusione persiste o le impedisce di vivere serenamente le relazioni, potrebbe essere utile approfondire questi aspetti in un percorso psicologico, così da comprendere meglio i suoi bisogni e i suoi desideri. Se lo desidera, resto a disposizione per un colloquio trova il mio profilo su Mio Dottore sono la Dott.ssa Ilaria Redivo Un caro saluto

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Buonasera, da quello che racconti, mi sembra che tu stia vivendo una fase di transizione importante. Dopo la fine di una relazione è naturale che emozioni, ricordi e nuovi incontri possano intrecciarsi, rendendo difficile capire cosa si prova davvero. Il fatto che questo nuovo ragazzo ti richiami, per alcuni aspetti, il tuo amico potrebbe essere una semplice coincidenza, ma potrebbe anche aiutarti a riconoscere quali caratteristiche oggi senti più vicine ai tuoi bisogni. Questo non significa necessariamente che tu debba fare una scelta nell'immediato. Conoscere una persona non implica dover prendere subito una direzione. Puoi concederti il tempo di esplorare ciò che senti, senza sentirti in colpa se il passato ogni tanto torna a farsi sentire. Spesso è proprio quando smettiamo di pretendere di "non pensarci" che quei pensieri perdono gradualmente la loro forza. Se dovessi accorgerti che questa confusione continua a pesare o a impedirti di vivere serenamente le nuove conoscenze, potrebbe essere utile dedicare uno spazio per comprendere meglio ciò che desideri davvero, al di là delle aspettative e delle esperienze passate. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta Ricevo anche on-line


Salve, quello che si propone é impossibile, ogni volta che incontriamo una nuova persona la valuteremo in base alle nostre precedenti frequentazioni, pensieri inclusi. Esca con il suo nuovo amico, mentre é con lui si ascolti, senta che sensazioni le da stare vicino a lui senza troppa consapevolezza, senza troppi pensieri, e una volta che l'incontro é finito, dopo, rifletta sull'esperienza appena fatta. Prima le sensazioni, poi i pensieri. Un caro saluto

Dr. Vincenzo Cappon

Dr. Vincenzo Cappon

psicologo

Castiglione delle Stiviere

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Buonasera, grazie per averci contattati. Quello che riporta non è inusuale, spesso le persone ci interpellano di più di quanto immaginiamo ed è necessario fermarci a riflettere proprio sui significati di questi pensieri per capire meglio come ci sentiamo ed il perchè. Le consiglierei di iniziare un percorso con uno psicologo proprio per riflettere meglio sul motivo di questi pensieri ricorrenti. Resto a disposizione, cordiali saluti


Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Dal suo racconto emerge una situazione emotivamente complessa, ma anche piuttosto comune dopo la fine di una relazione significativa. Non mi sembra che il suo problema sia tanto il fatto di provare interesse per più persone, quanto il tentativo di comprendere che cosa rappresentino questi interessi in questo momento della sua vita. La separazione dal suo ex sembra non essersi conclusa del tutto sul piano emotivo. Mi dice che avete continuato a sentirvi e a vedervi e che oggi lavorate insieme: questo rende più difficile elaborare la fine del rapporto, perché il distacco non è stato netto. È naturale, quindi, che una parte di lei sia ancora rivolta al passato mentre un'altra inizi a guardare verso nuove possibilità. Per quanto riguarda il suo amico, mi colpisce il fatto che ne parli ancora con particolare coinvolgimento. Lei stessa dice di aver apprezzato soprattutto la sintonia emotiva e caratteriale. Quando ora incontra un collega che le suscita curiosità e che presenta alcune caratteristiche simili, è comprensibile che la mente faccia dei collegamenti. Non significa necessariamente che stia cercando di sostituire quella persona, ma che alcune qualità che aveva trovato significative in quell'amico continuano ad avere valore anche oggi. Questo può essere visto non tanto come una coincidenza, quanto come un'indicazione di ciò che cerca in una relazione. A volte, dopo alcune esperienze affettive, diventiamo più consapevoli delle caratteristiche che ci fanno sentire bene con qualcuno, e quando le ritroviamo in un'altra persona è naturale esserne attratti. Lei scrive una frase molto interessante: "mi sento come se con questo ragazzo ci fosse solo perché devo capire me stessa". Credo che questa sensazione meriti attenzione. Le nuove conoscenze, infatti, non servono solo a conoscere l'altro, ma anche a conoscere una parte di noi che emerge nella relazione. In questo senso, il nuovo collega potrebbe rappresentare l'occasione per capire cosa desidera oggi, dopo la relazione conclusa, senza che questo significhi necessariamente dover costruire una storia. Mi sembra importante anche rassicurarla su un aspetto: non è necessario avere la mente completamente libera dal passato per poter conoscere qualcuno di nuovo. Spesso immaginiamo che, per iniziare una nuova frequentazione, si debba aver "cancellato" ogni pensiero legato alle persone precedenti. In realtà, il passato continua ad accompagnarci, ma con il tempo perde la sua centralità. La domanda più utile non è se pensa ancora al suo ex o al suo amico, bensì se quei pensieri le impediscono di essere presente nella relazione che sta iniziando a costruire. Per questo motivo, se sente curiosità verso questo ragazzo, potrebbe concedersi semplicemente l'opportunità di uscire con lui, senza attribuire all'incontro aspettative eccessive. Un caffè o una passeggiata non rappresentano un impegno sentimentale, ma solo un'occasione per conoscersi. Dare spazio alla spontaneità le permetterà probabilmente di capire se il suo interesse riguarda davvero lui oppure se è ancora legato al bisogno di confrontarlo con altre figure importanti della sua vita. Infine, provi a non chiedersi continuamente "chi mi piace davvero?", ma piuttosto "come mi sento quando sono con questa persona?". Le relazioni più soddisfacenti nascono spesso da questa seconda domanda, perché spostano l'attenzione dal confronto con il passato all'esperienza concreta del presente. Le auguro di concedersi il tempo necessario per conoscersi e per conoscere gli altri, senza sentirsi obbligata a prendere decisioni immediate. La serenità nelle relazioni nasce più facilmente quando ci si permette di vivere un passo alla volta, senza il timore che ogni nuova conoscenza debba necessariamente avere un significato definitivo. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia


Salve, la ringrazio per aver raccontato con sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sensazione che molte persone sperimentano dopo la fine di una relazione importante: il desiderio di andare avanti convive con il bisogno di dare un senso a ciò che è accaduto e di capire davvero cosa si desidera per il futuro. Questo può rendere difficile vivere con leggerezza nuove conoscenze, anche quando c'è curiosità e interesse. Da quello che racconta, non mi sembra tanto che il problema sia il ragazzo che ha conosciuto al lavoro, quanto il fatto che ogni nuova esperienza venga inevitabilmente confrontata con persone che hanno avuto un significato importante nella sua vita. È comprensibile che accada. Il nostro modo di vivere le relazioni si costruisce attraverso le esperienze precedenti e, soprattutto quando alcune emozioni non sono ancora completamente elaborate, è naturale che la mente torni a fare paragoni o cerchi collegamenti. Lei si chiede se il fatto che questo ragazzo le ricordi il suo amico possa avere un significato. Potrebbe essere semplicemente una coincidenza, così come potrebbe indicare che alcune caratteristiche caratteriali che aveva apprezzato in quella persona rappresentano aspetti che continua a ricercare in un possibile partner. Non necessariamente significa che non abbia superato quella situazione o che debba interpretare questo come un segnale particolare. A volte la mente riconosce familiarità in alcune caratteristiche e questo può suscitare interesse senza che vi sia altro dietro. Mi colpisce invece quando scrive di avere la sensazione che questo ragazzo sia arrivato nella sua vita quasi per aiutarla a capire sé stessa. Credo che questa frase racconti qualcosa di importante. Spesso, dopo relazioni significative o complesse, si tende a cercare nelle nuove conoscenze una risposta ai propri dubbi interiori. Tuttavia, nessuna persona può dirci chi siamo o cosa desideriamo davvero. Le relazioni possono certamente aiutarci a scoprirlo, ma il lavoro più importante rimane quello di conoscere sé stessi. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, potrebbe essere utile osservare anche il modo in cui interpreta questi pensieri. A volte si tende a credere che, per poter iniziare una nuova conoscenza, sia necessario aver eliminato completamente ogni ricordo o ogni emozione legata al passato. In realtà la mente funziona diversamente. Il fatto che un pensiero emerga non significa che abbia necessariamente un significato particolare o che debba guidare le nostre scelte. Possiamo ricordare qualcuno, fare dei confronti o avere ancora emozioni legate a esperienze precedenti e, allo stesso tempo, essere disponibili ad aprirci a qualcosa di nuovo. Forse la domanda potrebbe trasformarsi leggermente. Più che chiedersi come fare a non pensare più al passato, potrebbe essere utile chiedersi come imparare a conoscere una persona per quella che è, senza sentire il bisogno di darle subito un ruolo o un significato nella propria vita. Se il suo desiderio, in questo momento, è semplicemente quello di uscire per parlare, conoscersi e trascorrere del tempo insieme, credo che possa concedersi questa possibilità senza sentirsi obbligata a capire fin da subito dove porterà quella conoscenza. Anche il timore di non sentirsi completamente libera potrebbe meritare una riflessione. Talvolta, dopo relazioni che hanno lasciato delle emozioni irrisolte, si sviluppa la sensazione di dover avere tutto chiaro prima di fare un passo avanti. Tuttavia la chiarezza, molto spesso, non arriva prima dell'esperienza ma proprio attraversandola. Conoscere una persona non significa necessariamente scegliere una relazione, così come uscire insieme non implica dover prendere decisioni definitive. Se dovesse accorgersi che questi dubbi continuano a ripresentarsi e che la portano a sentirsi bloccata o a vivere ogni nuova conoscenza con eccessiva fatica, potrebbe essere utile dedicare uno spazio a comprendere meglio il suo modo di vivere le relazioni. Un percorso cognitivo comportamentale potrebbe aiutarla a esplorare gli schemi con cui costruisce i legami affettivi, il significato che attribuisce alle esperienze passate e il modo in cui queste influenzano le scelte presenti. Comprendere questi aspetti può permettere di vivere le relazioni future con maggiore libertà e autenticità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buongiorno, probabilmente non ha ancora del tutto elaborato la fine della precedente relazione Questo le impedisce ancora di vivere serenamente il presente. Nel caso col tempo questi ricordi continuino ad infastidirla ne parli anche con uno specialista. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Buongiorno, è una situazione complicata ma ovviamente non possiamo consigliare, come specialisti, con chi avere una relazione oppure no. Solo la conoscenza sua personale e ciò che lei desidera di un rapporto e dall'altra persona può aiutarla a comprendere che cosa fare a a chi regalare la sua fiducia e il suo affetto. Saluti Dott.ssa Sara Rocco


Gentile utente, ​la difficoltà nel sentirsi mentalmente libere dopo la fine di una storia è un'esperienza naturale, soprattutto quando l'ex partner condivide lo stesso ambiente lavorativo e i contatti sono proseguiti nel tempo. La sovrapposizione di pensieri tra dinamiche passate e nuove conoscenze indica che si trova in un momento di transizione, in cui la sua mente sta cercando di fare ordine tra i propri bisogni affettivi. ​Il fatto che questo ragazzo le ricordi l'amico a distanza mostra come certe caratteristiche caratteriali ed emotive siano proprio quelle che in questo momento catturano la sua attenzione e le piacciono. Spesso i confronti che facciamo tra le persone non sono semplici coincidenze, ma riflettono il tentativo spontaneo di mettere a fuoco ciò che desideriamo e ciò che forse è mancato in passato. La vicinanza quotidiana con l'ex partner può rendere questo processo di distacco più lento, ed è comprensibile che la mente oscilli tra il desiderio di aprirsi al nuovo e il legame con ciò che è stato. Trovarsi in questa confusione fa parte del percorso di elaborazione e non significa non essere pronti, ma semplicemente stare attraversando una fase di transizione. Qualora questa costante attivazione di pensieri e il bisogno di fare chiarezza su se stessa dovessero diventare fonte di stress, dedicarsi uno spazio di ascolto psicologico potrebbe offrirle il contesto protetto ideale per esplorare questi vissuti e ritrovare la propria serenità relazionale. Cordialità. Dott.ssa Melinda Romano - Psicologa.


Buongiorno, grazie per la condivisione. Da quello che racconti, mi colpisce subito che la tua domanda non soa tanto “chi mi piace davvero?”, quanto “come faccio a sentirmi libera di conoscere qualcuno senza portarmi dietro il passato?”. Sono due domande effettivamente molto diverse. Una separazione, soprattutto quando il legame non si interrompe del tutto (continuate a vedervi, sentirvi e lavorate insieme), raramente lascia uno spazio emotivo completamente libero. È comprensibile che dentro di te convivano ancora immagini, confronti e domande irrisolte. Questo non significa necessariamente che tu sia ancora innamorata del tuo ex o dell’amico, ma che alcune esperienze stanno ancora cercando una loro collocazione. Le persone che incontriamo spesso attivano risonanze con relazioni precedenti. Il fatto che il collega ti ricordi il tuo amico, perché gli somiglia per caratteristiche o per il contesto da cui proviene, potrebbe essere una semplice coincidenza, ma potrebbe anche indicare che quel tipo di persona o quel modo di stare in relazione rappresenta qualcosa di significativo per te in questo momento della tua vita. La domanda allora diventa: che cosa ti colpisce di queste persone? Quale bisogno, quale parte di te sembrano intercettare? Mi sembra anche importante non vivere l’uscita con questo ragazzo come se dovesse già avere uno scopo preciso. Conoscere qualcuno non implica necessariamente iniziare una relazione. Può essere semplicemente un’occasione per osservare come ti senti, senza dover decidere subito “chi scegliere” o “cosa provare”. Forse potresti provare a spostare l’attenzione da “devo smettere di pensare agli altri” a “cosa mi stanno raccontando questi pensieri di me, dei miei bisogni e del momento che sto attraversando?”. Spesso, quando acquisiamo maggiore chiarezza su noi stessi, anche i confronti con il passato perdono gradualmente la loro forza.


Quello che stai vivendo è una fase del tutto naturale dopo la fine di una relazione. È normale che la mente faccia confronti tra le persone conosciute, soprattutto se condividono caratteristiche che apprezzi. Questo non significa che tu non abbia superato il passato, ma che stai comprendendo meglio cosa cerchi in un rapporto. Concediti la possibilità di conoscere questo ragazzo senza viverlo come una scelta definitiva o come un paragone con il tuo amico o il tuo ex. Chiediti piuttosto come ti senti quando sei con lui: se riesci a essere spontanea, serena e te stessa. I pensieri sul passato possono emergere, ma non devono guidare le tue decisioni. Solo vivendo nuove esperienze, senza fretta e senza pressioni, potrai capire con maggiore chiarezza ciò che desideri davvero.


Buongiorno, da quello che racconti sembra che tu stia attraversando una fase di transizione dopo una relazione importante, e in questi momenti è abbastanza frequente sperimentare emozioni contrastanti e interesse verso più persone contemporaneamente. Il fatto che tu continui a pensare al tuo amico non significa necessariamente che tu debba stare con lui o che le altre conoscenze siano sbagliate. Potrebbe indicare che quella persona ha rappresentato per te alcune caratteristiche, emozioni o bisogni che ti hanno colpita particolarmente e che oggi riconosci anche in altre persone. Allo stesso tempo, il nuovo collega potrebbe suscitare interesse proprio perché presenta aspetti che ti ricordano ciò che ti è piaciuto nel tuo amico, senza che questo debba per forza avere un significato preciso o definitivo. Spesso, dopo una separazione, si desidera conoscere nuove persone ma si avverte anche il bisogno di capire meglio se stessi. Queste due cose possono coesistere e non è necessario avere già tutte le risposte per concedersi un caffè, una chiacchierata o una nuova conoscenza. Forse la domanda non è tanto "chi mi piace davvero?", ma "come posso ascoltare ciò che provo nel presente senza sentirmi obbligata a decidere subito?". Conoscere qualcuno non implica necessariamente una scelta definitiva né un confronto continuo con le persone del passato. Datti il tempo di osservare ciò che senti, senza giudicarti se alcuni pensieri ritornano. A volte le persone che incontriamo ci aiutano non tanto a scegliere tra loro, quanto a comprendere meglio i nostri bisogni, i nostri desideri e il tipo di relazione che vorremmo costruire. In bocca al lupo!


Buongiorno, da ciò che racconta mi sembra che stia vivendo una fase di transizione importante. Una relazione significativa si è conclusa da pochi mesi e, nel frattempo, ha incontrato persone che hanno suscitato in lei emozioni diverse. È naturale che in questa fase i sentimenti possano essere confusi e che il passato continui ad affacciarsi. Il fatto che pensi ancora al suo amico non significa necessariamente che sia la persona "giusta" o che debba rinunciare a conoscere qualcun altro. A volte una persona rimane nei nostri pensieri perché rappresenta qualcosa che sentiamo di aver desiderato o che è rimasto in sospeso, più che per il legame in sé. Anche il fatto che il collega le ricordi il suo amico potrebbe semplicemente indicare che alcune caratteristiche la attraggono particolarmente, non che stia cercando un sostituto. Non si chieda di capire subito cosa prova o di fare una scelta definitiva. Si conceda il tempo di conoscere questo ragazzo senza attribuire fin dall'inizio un significato speciale all'incontro. Frequentare qualcuno non significa impegnarsi in una relazione: può essere semplicemente un'occasione per scoprire come si sente in sua compagnia e, allo stesso tempo, conoscere meglio se stessa. La libertà di aprirsi a nuove conoscenze non nasce dall'aver cancellato il passato, ma dall'accettare che alcuni pensieri possano esserci senza lasciare che siano loro a guidare ogni decisione. Con il tempo, se si permette di fare esperienze senza giudicarsi, sarà più semplice distinguere ciò che appartiene ai ricordi da ciò che desidera davvero costruire nel presente. Un caro saluto. Filomena Guida

Dott.ssa FIlomena Guida

Dott.ssa FIlomena Guida

psicologo

Castellammare di Stabia

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È comprensibile che in questo momento lei si senta confusa. La fine di una relazione, soprattutto se il legame con l'ex non si è interrotto del tutto e continuate a vedervi anche sul lavoro, rende più difficile elaborare la separazione e aprirsi serenamente a nuove conoscenze. Da quello che racconta, sembra che il pensiero del suo amico sia rimasto significativo non tanto perché rappresenti necessariamente "la persona giusta", quanto perché con lui ha vissuto un coinvolgimento emotivo che probabilmente sente ancora incompiuto. È normale che la mente torni su ciò che è rimasto in sospeso, soprattutto quando incontra una persona con caratteristiche simili. Questo non significa necessariamente che stia cercando lui negli altri, ma che alcune qualità che ha apprezzato in lui oggi attirano ancora la sua attenzione. Anche il ragazzo che ha conosciuto al lavoro sembra suscitare curiosità, ma lei stessa dice una cosa importante: sente il desiderio di conoscerlo senza l'obbligo di trasformare subito quella conoscenza in una relazione. Questo è un atteggiamento sano. Conoscere una persona non significa prendere un impegno: può semplicemente concedersi del tempo per capire come si sente, senza mettersi pressione. La domanda che si pone – "Come faccio a sentirmi libera di conoscere persone senza i pensieri del passato?" – è molto frequente dopo una separazione. La risposta è che non è necessario smettere completamente di pensare al passato prima di andare avanti. I ricordi e i confronti fanno parte del processo di elaborazione. Col tempo, se vissuti senza giudicarsi, tendono a perdere intensità. Piuttosto che chiedersi quale persona scegliere, potrebbe essere utile domandarsi: "Come mi sento quando sono con questa persona? Mi sento serena, spontanea, ascoltata? Sto conoscendo lui per quello che è o lo sto confrontando con qualcun altro?" Queste domande aiutano a riportare l'attenzione sul presente, invece che sui confronti. Si conceda quindi il diritto di conoscere nuove persone senza sentirsi obbligata a capire subito dove porterà quella conoscenza. Le relazioni più autentiche spesso nascono proprio quando non ci si sente costretti a decidere immediatamente cosa si prova. Se però questa confusione dovesse persistere o le impedisse di vivere con serenità le nuove relazioni, sarebbe consigliabile approfondire questi vissuti con uno psicologo o uno psicoterapeuta, così da comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e affrontare con maggiore libertà questa fase della sua vita. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


Da ciò che descrivi, è possibile che tu stia ancora elaborando la relazione passata e che il tuo amico rappresenti un riferimento emotivo, motivo per cui lo confronti inconsciamente con altre persone. Conoscere qualcuno senza sentirsi obbligata a definire subito cosa provi è del tutto legittimo. Se però questi pensieri ti impediscono di vivere serenamente nuove conoscenze o ti creano confusione persistente, potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo, che potrà aiutarti a comprendere meglio i tuoi vissuti e ciò che desideri davvero. un caro saluto


Gentile utente, da quello che racconta sembra che si trovi in una fase di passaggio, in cui sta cercando di lasciare spazio a nuove conoscenze mentre alcune emozioni legate al passato sono ancora presenti. È normale che, conoscendo una persona che le ricorda per caratteristiche un'altra significativa, riaffiorino pensieri e confronti. Più che chiedersi chi le piaccia davvero, potrebbe essere utile osservare cosa suscita ciascuna relazione in lei e quali bisogni mette in luce. Non è necessario avere subito una risposta definitiva: conoscere qualcuno non significa dover scegliere o impegnarsi. Per sentirsi più libera, provi a concedersi il tempo di vivere gli incontri per ciò che sono, senza chiedere loro di chiarire immediatamente il passato o il futuro. Spesso è proprio facendo nuove esperienze, con gradualità, che diventa più chiaro ciò che si desidera davvero. Un caro saluto.


Cara, questa confusione forse la mette nelle condizioni di non scegliere, cosa succederebbe se scegliesse sapendo di dover inevitabilmente rinunciare a qualcuno o a qualcosa? Spero possa essere guidata nelle domande da porsi, son molto più importanti quelle delle risposte, talvolta. La saluto cordialmente


Gentile utente, spesso può essere difficile comprendere ciò che si vuole e prendere delle decisioni sembra davvero complicato. Si prende il suo tempo per ascoltare ciò che sente, non si può non pensare ed è bene capire ciò che si sente. le auguro una buona giornata, Dott.ssa Chiara Roselletti


Ciao cara. Sai, a volte non possiamo controllare i pensieri che ci arrivano alla mente e, per quanto possano sembrarci inizialmente anche un po’ fastidiosi, possono aiutarci a comprendere meglio ciò che stiamo vivendo e ciò di cui abbiamo bisogno. Prova ad ascoltare dove ti portano questi pensieri, con curiosità. Riguardo all’altro ragazzo di cui parli, è possibile che questa conoscenza, in qualche modo, ti stia aiutando a capire meglio te stessa. Prova a dare spazio anche a questa sensazione. Un caro saluto

Dott.ssa Elena Sonsino

Dott.ssa Elena Sonsino

psicologo clinico

Alessandria

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Salve, da ciò che racconta sembra che lei si trovi in una fase di transizione emotiva in cui si stanno sovrapponendo più livelli: la chiusura recente di una relazione importante, la riattivazione del desiderio di connessione e la naturale curiosità verso nuove persone. In queste situazioni è molto comune che la mente faccia confronti continui, riporti alla memoria figure precedenti e provi a “mettere ordine” anche mentre l’esperienza è ancora in corso. Il fatto che lei pensi a questo amico e che il nuovo ragazzo le ricordi lui non è necessariamente un segnale “da decifrare”, ma può semplicemente indicare che in entrambi riconosce qualità che per lei sono significative a livello emotivo. Quando una relazione non è ancora del tutto elaborata, è frequente che i nuovi incontri vengano letti anche attraverso il filtro delle esperienze precedenti. Non credo che sia obbligatorio interpretare tutto questo come un messaggio preciso su cosa debba scegliere. Più spesso, è il segnale che dentro di lei c’è ancora un processo di rielaborazione in corso, mentre allo stesso tempo sta cercando di riaprire uno spazio affettivo nuovo. Le due cose possono coesistere senza contraddirsi. Per sentirsi più libera nel conoscere persone, può essere utile spostare l’attenzione dal “capire subito cosa significhi” al “vivere l’incontro per quello che è”. Non ogni conoscenza deve trasformarsi in una scelta o in una direzione definitiva: può anche essere semplicemente un modo per esplorare, conoscersi meglio e vedere come si sente nel presente, senza dover sciogliere subito il legame con il passato. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.


Buongiorno, quello che descrive è molto più comune di quanto sembri, ma soprattutto ha un senso preciso: lei non è “confusa a caso”, sta attraversando una fase di riorganizzazione emotiva dopo una relazione che, da come racconta, non è stata semplice e non si è chiusa davvero fino in fondo. Il fatto che il suo ex sia ancora presente nella sua vita lavorativa mantiene una porta aperta, anche se magari razionalmente sa che quella storia aveva dei limiti. Questo rende più difficile “fare spazio” dentro di sé a qualcosa di nuovo, perché una parte di lei è ancora lì, anche solo a livello di abitudine o di legame non del tutto elaborato. L’amico a distanza, invece, rappresenta qualcosa di diverso: un legame emotivo, sentito, che però non si è concretizzato fino in fondo. E questo tipo di rapporti spesso restano molto presenti nella mente proprio perché sono “in sospeso”, non si chiudono davvero e quindi continuano a girare dentro. Ora arriva questo nuovo ragazzo, con cui sta bene, ride, si sente se stessa. Ed è normale che una parte di lei sia curiosa, attratta, voglia conoscere. Ma contemporaneamente le altre due “tracce” emotive si attivano: il passato (ex) e il non concluso (amico). Non è una coincidenza, è il suo mondo interno che sta cercando di capire cosa vuole davvero. Il punto centrale non è scegliere subito tra qualcuno o capire “chi le piace di più”, ma permettersi di vivere questa fase senza interpretarla come qualcosa di sbagliato. Lei non sta usando questo ragazzo per capirsi, sta semplicemente entrando in contatto con parti diverse di sé attraverso relazioni diverse. Il fatto che li percepisca simili può avere un significato importante: probabilmente c’è un certo tipo di persona, di energia, di modo di relazionarsi che la attira. E questo è già un indizio su ciò che cerca, al di là delle singole persone. La difficoltà che sente, cioè “non riuscire a essere libera perché ci sono sempre pensieri di altri”, non si risolve forzandosi a non pensarci. Più cerca di scacciare quei pensieri, più restano. Si supera quando quei legami trovano un loro posto dentro di lei, quando non sono più “aperti”. Le faccio una domanda che può aiutarla: se l’amico a distanza sparisse completamente dai suoi pensieri, cosa proverebbe verso questo nuovo ragazzo? E se il suo ex non fosse più presente nella sua quotidianità? Questo serve a capire cosa è davvero suo e cosa è ancora influenzato da ciò che non è stato chiuso. Non si vieti di uscire con questo ragazzo. Anzi, può farlo proprio con l’intenzione che ha detto: conoscersi, senza pressione. La libertà non arriva quando non ci sono pensieri, ma quando non sono più loro a guidare le sue scelte. Se sente però che questo intreccio di emozioni, passato e presente, la tiene un po’ bloccata o le crea confusione costante, è un lavoro che merita di essere approfondito. Mi occupo spesso di queste dinamiche, dove non è tanto “chi scegliere”, ma “da dove sto scegliendo”. Se vuole, possiamo lavorarci insieme in uno spazio online, così da aiutarla a fare chiarezza dentro di sé e arrivare a vivere le relazioni con più leggerezza e meno sovrapposizioni. Quando si mette ordine lì, tutto diventa molto più semplice, anche capire chi si vuole davvero accanto.


Ciao a 26 anni è del tutto normale vivere momenti in cui i pensieri sembrano accavallarsi. Tra una rottura recente con un ex che vedi ancora ogni giorno a lavoro, il ricordo forte di un amico a distanza che ti ha lasciato qualcosa dentro e un nuovo ragazzo che ti incuriosisce, è comprensibile che tu senta un po' di "traffico emotivo". Il fatto che questo nuovo collega ti ricordi così tanto l'amico è un segnale prezioso. Probabilmente, essendosi interrotta quella storia a distanza, la tua mente sta cercando in chi incontri oggi quegli stessi tratti caratteriali ed emotivi che ti avevano fatto stare bene e che, forse, erano mancati nella tua relazione precedente. Questa nuova conoscenza ti serve proprio come uno specchio per capire te stessa, per sperimentare di nuovo la leggerezza, le risate e il gioco. Per sentirti davvero libera di conoscere qualcuno senza l'ombra del passato,forse dovremmo essere più clementi con noi stessi senza pretendere il vuoto mentale. Più ti imporrai di non pensare all'amico o al tuo ex, più quei pensieri si faranno intensi. Prova invece ad accettarli come un semplice rumore di fondo: quando arrivano non colpevolizzarti, prendine atto e, con dolcezza, riporta l'attenzione sul presente, sulla persona che hai di fronte. e se provassimo ad uscire per due chiacchiere e basta, senza l'ansia di dover etichettare questo rapporto o decidere il tuo futuro fin dal primo giorno? Datti tempo, la tua mappa emotiva si sta solo ridisegnando con i tuoi ritmi.


Buongiorno, da quello che racconti mi sembra che tu stia cercando di capire cosa provi davvero, mentre una relazione si è conclusa, una persona è rimasta significativa nei tuoi pensieri e, nel frattempo, si sta affacciando una nuova conoscenza. È comprensibile che, in una fase come questa, emozioni e dubbi possano intrecciarsi. Mi ha colpito il fatto che nel tuo racconto tu faccia spesso dei confronti: il nuovo ragazzo ti riporta all'amico, e sullo sfondo rimane anche la relazione con il tuo ex. È come se ogni nuova conoscenza venisse inevitabilmente letta attraverso le esperienze precedenti. Questo è piuttosto comune e non significa che tu non sia pronta a conoscere qualcuno. Mi ha colpito anche quando scrivi di avere la sensazione che questo ragazzo sia arrivato nella tua vita "per farti capire qualcosa". A volte, dopo una relazione importante, sentiamo il bisogno di dare un significato alle persone che incontriamo. Tuttavia, non sempre è necessario capire subito cosa rappresentino per noi. Se senti il desiderio di uscire con questo ragazzo per fare due chiacchiere e conoscerlo meglio, puoi concederti questa possibilità senza sentirti obbligata a capire fin dall'inizio dove porterà questa conoscenza. Conoscere qualcuno non significa necessariamente iniziare una relazione: può essere semplicemente un modo per scoprire qualcosa in più sull'altra persona e, allo stesso tempo, su di sé. Per rispondere alla tua ultima domanda, probabilmente non esiste un momento in cui ci si sente completamente "liberi" dai pensieri del passato. Le esperienze che viviamo continuano a far parte di noi, ma con il tempo tendono a occupare uno spazio diverso. Più che cercare di non pensarci, può essere utile concederti di vivere nuove esperienze senza pretendere di avere subito tutte le risposte. Spesso è proprio così che, poco alla volta, diventa più chiaro ciò che desideriamo davvero. Un caro saluto.


Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Da quello che racconti, mi sembra che tu stia attraversando una fase di transizione dopo una relazione importante. È normale che, quando una storia finisce, la mente continui a confrontare le persone nuove con quelle che hanno lasciato un segno, oppure con chi ha rappresentato qualcosa di significativo sul piano emotivo. Il fatto che tu pensi ancora al tuo amico non significa necessariamente che tu sia innamorata di lui o che non possa conoscere qualcun altro. Potrebbe semplicemente indicare che alcune emozioni non sono ancora state completamente elaborate, o che in lui hai riconosciuto caratteristiche che oggi senti importanti in una relazione. Allo stesso modo, il ragazzo che hai conosciuto al lavoro può suscitare curiosità proprio perché ti permette di riscoprire una parte di te che ha voglia di aprirsi di nuovo. Non è necessario capire subito "chi ti piace davvero". A volte la risposta arriva proprio concedendosi il tempo di conoscere le persone senza sentirsi obbligati a scegliere. Se senti il desiderio di uscire con lui per fare due chiacchiere e conoscerlo meglio, puoi farlo senza viverlo come un tradimento del passato. Conoscere qualcuno non significa dover iniziare una relazione: significa semplicemente fare esperienza e capire, passo dopo passo, cosa ti fa stare bene. Il consiglio che ti darei è di provare a spostare l'attenzione da "Chi devo scegliere?" a "Come mi sento quando sono con questa persona?". Ascoltare le tue emozioni nel presente, senza giudicarle, spesso aiuta più di cercare una risposta immediata. Abbi pazienza con te stessa, a 26 anni, e soprattutto dopo una delusione, è del tutto normale sentirsi confusa. Non significa che ci sia qualcosa che non va in te, ma che stai imparando a conoscere meglio i tuoi bisogni e il tuo modo di vivere i legami.


Andrebbe approfondita la situazione. Ci sono aspetti poco definiti per poter rispondere in maniera esaustiva ai suoi quesiti. Mi contatti e ne parliamo. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)


Buongiorno, da ciò che racconta non emerge confusione “sui ragazzi”, ma soprattutto un momento di transizione affettiva dopo una relazione importante. È normale che, quando una storia non è stata del tutto elaborata, nuove conoscenze possano richiamare emozioni, bisogni e caratteristiche che ci hanno colpito in altre persone. Il fatto che pensi spesso al suo amico non significa necessariamente che sia la persona giusta per lei; potrebbe indicare che rappresenta qualcosa che sta ancora cercando o comprendendo di sé. Conoscere una nuova persona non richiede di aver cancellato ogni pensiero del passato: significa imparare ad ascoltare ciò che prova nel presente, senza giudicarsi. Spesso ansia relazionale, dubbi sentimentali e difficoltà a lasciar andare una relazione portano a sentirsi “bloccati” tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni affettivi, rafforzare l’autostima e vivere le relazioni con maggiore serenità e libertà emotiva. Un caro saluto, Dott. Emanuele De Giorgi


Buongiorno,da quello che racconti, ho l'impressione che tu non sia tanto confusa tra più persone, quanto in una fase della vita in cui stai cercando di capire che cosa desideri davvero in una relazione. Dopo una storia importante è abbastanza frequente che, conoscendo qualcuno di nuovo, la mente faccia paragoni con persone del passato. Non significa necessariamente che tu sia ancora innamorata del tuo amico o del tuo ex. Spesso il nostro cervello utilizza le esperienze precedenti come punto di riferimento per orientarsi in quelle nuove. Mi ha colpito il fatto che tu descriva il tuo amico come una persona con cui ti sentivi molto bene dal punto di vista emotivo. È possibile che il ragazzo che hai conosciuto al lavoro ti richiami alcune caratteristiche che avevi apprezzato in lui e che questo riattivi quei ricordi. È un'associazione piuttosto comune e non indica automaticamente che tu stia cercando di sostituire una persona con un'altra. Allo stesso tempo, mi sembra che tu senta il bisogno di concederti il diritto di conoscere qualcuno senza dover decidere subito cosa rappresenterà per te. Uscire con una persona per bere un caffè o fare due chiacchiere non significa impegnarsi in una relazione. Conoscere qualcuno può essere semplicemente un modo per capire come ti senti, cosa ti piace e cosa cerchi oggi. Forse la domanda da porti non è "chi mi piace davvero?", ma "sono pronta ad aprirmi a una nuova conoscenza senza sentirmi in dovere di darle subito un significato?". Quando ci si concede questo spazio, spesso la confusione diminuisce perché si lascia più spazio all'esperienza e meno ai confronti con il passato. Se senti che questi dubbi si ripetono anche in altre relazioni o che fai fatica a comprendere ciò che desideri davvero, potrebbe esserti utile dedicare uno spazio a queste tematiche all'interno di un percorso psicologico. A volte basta fermarsi e osservare con calma i propri bisogni per ritrovare maggiore chiarezza. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Psicologa Giuridica e Psicodiagnosta


Buonasera, dal suo racconto non emerge tanto un dubbio su quale persona scegliere, quanto il fatto che ogni nuovo incontro richiami inevitabilmente qualcosa della sua storia. È normale che accada: il desiderio non nasce mai da zero, ma si intreccia con le esperienze già vissute. Mi colpisce che lei si chieda se questo nuovo ragazzo le piaccia davvero o se serva a capire meglio se stessa. Forse queste due cose non sono così in contraddizione. Talvolta è proprio attraverso un nuovo incontro che si scopre qualcosa del proprio desiderio. Più che cercare di liberarsi dai pensieri sul suo ex o sul suo amico, potrebbe chiedersi che cosa rappresentino oggi per lei. Non sono necessariamente un ostacolo: possono essere il modo in cui il suo desiderio sta cercando di orientarsi. Conoscere una persona non significa aver già deciso il futuro della relazione. Può concedersi questo spazio senza sentirsi obbligata a sapere fin da subito che cosa prova o dove la porterà quell'incontro. Un cordiale saluto.


Buonasera, emerge che negli ultimi mesi ci sono stati diversi cambiamenti affettivi e relazionali. È comprensibile che dopo una relazione significativa e ancora in parte presente nella sua quotidianità lavorativa, possa sentirsi confusa mentre cerca di aprirsi a nuove conoscenze. Mi colpisce una frase del suo messaggio "mi sento come se con questo ragazzo ci fosse qualcosa che devo capire di me stessa". Più che chiedersi se i due ragazzi siano simili o se si tratti di una coincidenza, potrebbe essere utile domandarsi cosa rappresentino per lei. A volte alcune persone risvegliano bisogni, aspettative o modalità relazionali che appartengono più alla nostra storia che alla persona stessa. Il fatto che il pensiero torni spesso al suo amico non significa necessariamente che sia lui la risposta o che non possa conoscere qualcun altro, potrebbe semplicemente indicare che alcune emozioni o alcuni interrogativi sono ancora aperti e meritano di essere compresi. Conoscere una nuova persona non richiede di aver cancellato completamente il passato, significa, piuttosto, riuscire a distinguere ciò che appartiene alla relazione che sta nascendo da ciò che invece deriva dalle esperienze precedenti. Questo richiede tempo e, soprattutto, curiosità verso se stessi più che fretta di trovare una risposta. Se sente che questa confusione sta diventando un peso o le impedisce di vivere serenamente le relazioni, un percorso psicologico può offrirle uno spazio per comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e costruire relazioni più consapevoli, senza sentirsi guidata dai confronti con il passato. Un caro saluto


Buongiorno, da ciò che racconta sembra che stia attraversando una fase di riassestamento dopo una relazione finita, ma non del tutto chiusa emotivamente. Il fatto che lei e il suo ex continuiate a sentirvi, vedervi e lavorare nello stesso ambiente può rendere più difficile capire cosa prova davvero, perché il passato resta ancora molto presente. In questo momento sembrano comparire più figure: l’ex, l’amico a distanza per cui ha provato qualcosa, e questo nuovo ragazzo del lavoro che la incuriosisce. Il rischio è che ogni nuova conoscenza diventi subito un confronto: “mi piace lui o mi ricorda l’altro?”, “lo sto conoscendo davvero o mi serve per capire me stessa?”, “è interesse reale o confusione?”. Così, invece di vivere l’incontro, finisce per osservarsi continuamente. Può darsi che il ragazzo nuovo le ricordi l’amico perché sono simili, perché vengono dallo stesso posto o perché attivano in lei un tipo di attrazione emotiva già conosciuta. Ma forse la domanda più utile non è “perché penso ancora all’altro?”, bensì: “sto entrando in questa conoscenza con libertà o con il bisogno di risolvere qualcosa rimasto aperto?”. Non c’è nulla di sbagliato nel voler conoscere persone nuove, soprattutto dopo una rottura. Però può essere utile farlo lentamente, senza trasformare subito ogni contatto in una scelta affettiva. Conoscere qualcuno può voler dire semplicemente uscire, parlare, osservare come si sta, senza promettere a sé stessa che debba nascere qualcosa. Una piccola indicazione concreta: prima di uscire con questo ragazzo, provi a darsi una regola semplice: “ci vado per conoscere, non per decidere”. Dopo l’uscita, invece di chiedersi subito se le piace abbastanza, provi a scrivere tre cose: come mi sono sentita, quanto ero presente, quanto stavo confrontando lui con qualcun altro. Le domande da chiarire sarebbero: * con il suo ex la relazione è davvero chiusa o resta ancora uno spazio ambiguo? * l’amico a distanza rappresenta una persona reale o anche un ideale emotivo? * questo nuovo ragazzo le piace per quello che è o soprattutto per ciò che le ricorda? * sul lavoro riuscirebbe a mantenere confini sereni se la conoscenza non andasse come spera? * in questo momento cerca una relazione, una leggerezza o un modo per ritrovare sé stessa? Forse adesso non deve obbligarsi a non pensare più al passato. Deve solo evitare che il passato decida al posto suo. La libertà non nasce cancellando ogni pensiero, ma imparando a muoversi con più calma, senza usare ogni incontro come prova definitiva di ciò che prova o di ciò che vale. Un caro saluto.

Dott. Roberto Barbieri

Dott. Roberto Barbieri

psicologo

Montecchio Precalcino

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Buongiorno, leggendola ho percepito molta della confusione che probabilmente sta provando in questo periodo. Provo a risponderle: da dietro al computer, senza conoscerla, nessuno può dirle "è solo una fase" oppure "è un modo per capire te stessa", perché sarebbe una scorciatoia. Solo lei, il tempo necessario e con qualcuno che la aiuti a farlo, può arrivare a capire cosa significano davvero questi pensieri ricorrenti verso il suo amico, e cosa rappresenta invece questo nuovo ragazzo per lei in questo momento. Quello che noto, e che mi sembra la parte più importante di ciò che scrive, è l'ultima domanda: "come faccio a sentirmi libera di conoscere persone senza i pensieri del passato o di altre persone conosciute". Questa è una domanda che merita spazio e tempo. È il tipo di domanda che in un percorso di terapia si può esplorare davvero a fondo: non per arrivare a un'etichetta veloce ("sei tu che fai così", "è normale", "è una fase"), ma per capire insieme quali sono i suoi bisogni reali, cosa la lega ancora al passato e cosa invece è già pronto per andare avanti. Un percorso individuale con uno/una psicologo/a le darebbe uno spazio suo, senza giudizio, in cui imparare a scegliere le sue relazioni sentendosi più libera e più sicura di se stessa, invece di sentirsi trascinata da confronti automatici col passato. Le auguro una buona giornata. Dott.ssa Sara Diana Oliaro


Gentile utente,a 26 anni si sta vivendo un periodo in cui si diventa indipendenti e si scoprono i propri limiti nelle relazioni. Questo "affollamento" di pensieri (l'ex sul posto di lavoro, l'amico a distanza e il nuovo collega) non è un errore, ma un tentativo della sua mente di elaborare la fine della storia precedente. Guardando il problema in un modo più grande, l'arrivo di nuovi amici o il pensiero continuo dell'ex possono aiutare a tenere la giusta distanza. Questo aiuta a non tornare nella vecchia relazione con l'ex (che si vede al lavoro ogni giorno) e, allo stesso tempo, a non fidarsi troppo velocemente di qualcuno nuovo, mantenendo una distanza di sicurezza. Il fatto che il nuovo collega e l'amico siano simili e vengano dallo stesso posto fa pensare che cercano di essere coerenti tra loro: forse questo ragazzo è un "ponte" emotivo per provare adesso quelle qualità che ha apprezzato da lontano. Per sentirsi libera di conoscere qualcuno senza il peso del passato, potrebbe essere utile parlare con uno psicologo. Un percorso di cura le permetterà di capire come queste relazioni la proteggano in questo momento di cambiamento, aiutandola a capire cosa vuole e a chiudere i capitoli passati prima di quelli futuri.


Buongiorno, dal suo racconto emerge che, dopo la fine della relazione, sta attraversando una fase di ridefinizione dei propri bisogni affettivi. È comprensibile che, in questo momento, nuove conoscenze possano richiamare ricordi o caratteristiche di persone significative del passato, senza che questo debba necessariamente avere un significato particolare. Più che cercare di capire quale persona rappresenti la scelta "giusta", potrebbe essere utile concedersi il tempo di conoscersi e di conoscere gli altri senza sentirsi obbligata a prendere decisioni immediate. Le esperienze precedenti possono influenzare il modo in cui ci si avvicina a nuove relazioni, ma non devono necessariamente determinarle. Se sente di non riuscire a vivere con serenità questa fase di cambiamento, approfondire questi vissuti potrebbe aiutarla a comprendere meglio i propri bisogni e a sentirsi più libera nel costruire nuove relazioni. Cordiali saluti, Dott.ssa Eleonora Acuti


Gentile utente, da ciò che racconta sembra trovarsi in una fase di passaggio in cui sta cercando di riorientarsi dopo una relazione importante e, contemporaneamente, sta facendo spazio a nuove possibilità. È molto comune che, dopo una separazione, il passato continui a essere presente nei pensieri: questo non significa necessariamente che una persona sia ancora la scelta giusta, ma che il legame emotivo non è ancora completamente elaborato. Il fatto che il nuovo ragazzo le ricordi l’altra persona potrebbe aver riattivato sensazioni, aspettative o parti di sé che aveva associato a quella precedente esperienza. È un po’ come ascoltare una canzone nuova con una melodia simile a una vecchia: anche se il brano è diverso, alcune emozioni già conosciute possono riaffiorare. Potrebbe essere utile concedersi la possibilità di conoscere questa persona senza chiedersi subito “cosa significa” o “dove porterà”, ma semplicemente osservando come sta con lui nel presente. Allo stesso tempo, può essere importante dedicare uno spazio alla chiusura emotiva della relazione precedente, così da non vivere ogni nuova conoscenza come un modo per riempire un vuoto o trovare conferme. La libertà di conoscere qualcuno nasce anche dalla possibilità di accettare che alcuni pensieri del passato possano esserci ancora, senza permettere loro di guidare ogni scelta.


Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Dal suo messaggio emerge un momento di grande cambiamento, in cui si intrecciano la fine di una relazione importante, nuovi incontri e il desiderio di capire meglio ciò che sente. Mi sembra che la domanda centrale non sia tanto "chi mi piace davvero?", quanto "come faccio a capire cosa provo senza sentirmi confusa?". È comprensibile che, dopo una relazione significativa, la mente continui a confrontare le persone che incontra con esperienze passate. Questo non significa necessariamente che non sia pronta a conoscere qualcuno o che debba scegliere tra una persona e l'altra. Può semplicemente indicare che alcune esperienze non sono ancora del tutto elaborate e che, inevitabilmente, influenzano il modo in cui guarda ai nuovi rapporti. Lei stessa si chiede se il fatto che questo ragazzo le ricordi il suo amico possa avere un significato. È una possibilità, ma non possiamo saperlo con certezza. Potrebbe trattarsi di una somiglianza che richiama emozioni già conosciute, così come potrebbe essere solo una coincidenza. Più che cercare una risposta immediata, potrebbe essere utile osservare con curiosità ciò che prova quando è con questa nuova persona, senza sentirsi obbligata a dare subito un significato a ogni emozione. Mi ha colpito anche quando scrive che vorrebbe sentirsi libera di conoscere qualcuno senza che il passato occupi così tanto spazio. Credo che questo sia un obiettivo molto importante. Le relazioni precedenti lasciano inevitabilmente delle tracce, ma non dovrebbero impedire di vivere il presente con autenticità. Forse, in questo momento, la domanda potrebbe diventare: "Come posso conoscere una persona per quello che è, senza che il confronto con il passato guidi automaticamente ciò che sento?". Se sente che questi dubbi stanno diventando frequenti e che fatica a comprendere i suoi bisogni affettivi, potrebbe esserle utile concedersi uno spazio psicologico. In un percorso potremo esplorare insieme ciò che ha rappresentato la relazione precedente, comprendere quali bisogni e aspettative porta oggi nelle nuove conoscenze e aiutarla a vivere le relazioni con maggiore consapevolezza, senza sentirsi costantemente divisa tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. Conoscersi meglio non significa trovare subito tutte le risposte, ma imparare ad ascoltarsi con maggiore serenità, così da costruire relazioni che siano davvero in sintonia con ciò che desidera oggi.


Dopo una relazione significativa è normale che il passato continui a influenzare il modo in cui guardiamo alle nuove conoscenze. In un'ottica cognitivo-costruttivista, più che chiederti "chi mi piace davvero?", potrebbe essere utile chiederti "che cosa sto cercando oggi in una relazione?". Non è necessario avere tutte le risposte prima di conoscere qualcuno: concederti di fare nuove esperienze, senza sentirti obbligata a decidere subito, può aiutarti a comprendere meglio te stessa.


Buongiorno, dalle sue parole sembra emergere un momento di passaggio in cui sta cercando di ritrovare il proprio equilibrio dopo una separazione e dopo esperienze affettive che hanno lasciato emozioni importanti. È comprensibile che, in una fase così, possano esserci pensieri rivolti al passato e difficoltà a capire cosa si desidera davvero. Quando una persona ci ha coinvolto emotivamente, è normale che il ricordo o il confronto con nuove conoscenze possa emergere. Il fatto che alcune persone abbiano caratteristiche simili può anche riattivare emozioni o aspetti che erano rimasti in sospeso, ma non significa necessariamente che ci sia un "segnale" da interpretare: spesso è semplicemente il modo in cui la mente cerca di dare un senso alle esperienze vissute. Potrebbe essere utile concedersi la possibilità di conoscere nuove persone senza sentirsi obbligata a decidere subito cosa significhino o dove porteranno, ascoltando ciò che prova nel presente e lasciando spazio alla propria curiosità. Le consiglio di rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, che possa aiutarla ad approfondire il legame con le esperienze passate, comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e accompagnarla in un percorso personalizzato per vivere le relazioni con maggiore libertà e consapevolezza.


Buongiorno, da quello che racconta sembra che stia attraversando una fase di transizione dopo una relazione importante. È normale che mentre si apre alla possibilità di conoscere qualcuno di nuovo, la mente continui a tornare a persone che hanno lasciato un segno emotivo. Il fatto che questo ragazzo le ricordi il suo amico potrebbe spiegare perché i pensieri si intrecciano, ma non significa necessariamente che lei non sia pronta a conoscere altre persone. A volte abbiamo bisogno di confrontare, anche inconsapevolmente, ciò che stiamo vivendo con esperienze precedenti per capire meglio cosa desideriamo davvero. Non si senta obbligata a definire subito i suoi sentimenti. Se le fa piacere può accettare di uscire con questo ragazzo con l'unico obiettivo di conoscerlo, senza il peso di dover capire immediatamente se sia la persona giusta. Darsi il permesso di vivere le nuove conoscenze con curiosità, anziché con aspettative, spesso aiuta a fare chiarezza. Se però si accorge che il pensiero del passato continua a occupare gran parte del suo spazio emotivo e le impedisce di vivere serenamente il presente, potrebbe essere utile approfondire questi vissuti con un professionista. Con il tempo e l'elaborazione, quei confronti tendono a diventare sempre meno ingombranti. Le auguro di ritrovare la serenità che cerca! Dott.ssa Martina Rocchetti


Quello che descrive può succedere dopo una separazione, soprattutto quando il legame precedente non è stato chiuso in modo netto e ci sono ancora contatti, lavoro condiviso o figure emotivamente significative rimaste “aperte”. Il fatto che questo ragazzo le ricordi il suo amico può riattivare pensieri, confronti e domande su ciò che desidera davvero, ma non significa necessariamente che lei stia sbagliando o che debba trovare subito una spiegazione definitiva. Forse in questo momento sta cercando di capire se ha voglia di una nuova relazione, di leggerezza, di conferme, di amicizia o semplicemente di tornare a sentirsi libera. Può aiutarsi andando con gradualità: conoscere una persona non obbliga a iniziare qualcosa, né a capire tutto subito. L’importante è essere onesta con sé stessa e non usare l’altro solo per riempire vuoti o sciogliere dubbi che appartengono al passato. Una consulenza psicologica, online o in presenza, potrebbe aiutarla a distinguere desiderio, nostalgia, confronto e bisogno di libertà. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli

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