buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni..vorrei chiedere a voi..premetto mi sono lasciata da
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buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni..vorrei chiedere a voi..premetto mi sono lasciata da qualche mese, inizio anno con una persona più grande, nonostante ciò ci siamo continuati a vedere e sentire ogni tanto, lui ora lavora con me, in breve dopo un pò che mi sono lasciata ho visto un amico a distanza per cui ho provato delle cose e ci sono stati dei baci, diciamo che con lui ho avuto una complicata e mi piaceva sopratutto a livello emotivo e caratteriale diciamo, col mio ex invece purtroppo abbiamo avuto molti momenti senza capirci, e altri vari motivi, ora a lavoro mi trovo in una situazione in cui c'è un ragazzo con cui ci siamo scambiati i numeri e ogni tanto parliamo, ridiamo e scherziamo (cosa che a me piace e sono cosi io), lui vorrebbe uscire con me, fuori dal lavoro, io vorrei anche solo per conoscerlo, per due chiacchiere e magari avere un rapporto di amicizia al momento ecco, ma capita che mi immagino con lui perché comunque mi piace un pò, allo stesso tempo mi viene in mente quel mio amico, perché sono molto simili e dello stesso posto, vorrei chiedere può essere che sia un periodo, una coincidenza o un qualcosa per farmi capire cosa voglio davvero? perché non riesco a non pensare a niente, ma ho sempre in mente quel mio amico? può essere perché sono simili? Allo stesso modo però mi sento come se con questo ragazzo ci fosse solo perché devo capire me stessa, non so come spiegare però..come faccio a sentirmi libera di conoscere persone senza che ci siano i pensieri del passato o di altre persone conosciute
Buon pomeriggio carissima,
grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Da ciò che racconta emerge che si trova in una fase di cambiamento: la fine di una relazione importante, la presenza ancora del suo ex nella quotidianità lavorativa e l'incontro con nuove persone rendono naturale che emozioni e pensieri possano intrecciarsi. Il fatto che le venga in mente il suo amico mentre conosce questo nuovo ragazzo non significa necessariamente che non sia pronta ad andare avanti. A volte la nostra mente tende a fare confronti o a richiamare esperienze significative per aiutarci a capire che cosa desideriamo davvero in una relazione. Forse, in questo momento, non è tanto importante trovare subito una risposta definitiva, quanto concedersi la possibilità di conoscere nuove persone senza sentirsi obbligata a capire immediatamente dove porterà quel legame. Un'uscita può essere semplicemente un'occasione per conoscersi, senza dover decidere fin da subito cosa prova o cosa accadrà. Con il tempo, i pensieri legati al passato tendono a lasciare più spazio alle nuove esperienze, soprattutto quando ci si permette di viverle con curiosità e senza eccessive aspettative. Se sente che questa confusione persiste o le impedisce di vivere serenamente le relazioni, potrebbe essere utile approfondire questi aspetti in un percorso psicologico, così da comprendere meglio i suoi bisogni e i suoi desideri. Se lo desidera, resto a disposizione per un colloquio trova il mio profilo su Mio Dottore sono la Dott.ssa Ilaria Redivo Un caro saluto
grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Da ciò che racconta emerge che si trova in una fase di cambiamento: la fine di una relazione importante, la presenza ancora del suo ex nella quotidianità lavorativa e l'incontro con nuove persone rendono naturale che emozioni e pensieri possano intrecciarsi. Il fatto che le venga in mente il suo amico mentre conosce questo nuovo ragazzo non significa necessariamente che non sia pronta ad andare avanti. A volte la nostra mente tende a fare confronti o a richiamare esperienze significative per aiutarci a capire che cosa desideriamo davvero in una relazione. Forse, in questo momento, non è tanto importante trovare subito una risposta definitiva, quanto concedersi la possibilità di conoscere nuove persone senza sentirsi obbligata a capire immediatamente dove porterà quel legame. Un'uscita può essere semplicemente un'occasione per conoscersi, senza dover decidere fin da subito cosa prova o cosa accadrà. Con il tempo, i pensieri legati al passato tendono a lasciare più spazio alle nuove esperienze, soprattutto quando ci si permette di viverle con curiosità e senza eccessive aspettative. Se sente che questa confusione persiste o le impedisce di vivere serenamente le relazioni, potrebbe essere utile approfondire questi aspetti in un percorso psicologico, così da comprendere meglio i suoi bisogni e i suoi desideri. Se lo desidera, resto a disposizione per un colloquio trova il mio profilo su Mio Dottore sono la Dott.ssa Ilaria Redivo Un caro saluto
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Buonasera,
da quello che racconti, mi sembra che tu stia vivendo una fase di transizione importante. Dopo la fine di una relazione è naturale che emozioni, ricordi e nuovi incontri possano intrecciarsi, rendendo difficile capire cosa si prova davvero.
Il fatto che questo nuovo ragazzo ti richiami, per alcuni aspetti, il tuo amico potrebbe essere una semplice coincidenza, ma potrebbe anche aiutarti a riconoscere quali caratteristiche oggi senti più vicine ai tuoi bisogni. Questo non significa necessariamente che tu debba fare una scelta nell'immediato.
Conoscere una persona non implica dover prendere subito una direzione. Puoi concederti il tempo di esplorare ciò che senti, senza sentirti in colpa se il passato ogni tanto torna a farsi sentire. Spesso è proprio quando smettiamo di pretendere di "non pensarci" che quei pensieri perdono gradualmente la loro forza.
Se dovessi accorgerti che questa confusione continua a pesare o a impedirti di vivere serenamente le nuove conoscenze, potrebbe essere utile dedicare uno spazio per comprendere meglio ciò che desideri davvero, al di là delle aspettative e delle esperienze passate.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
Ricevo anche on-line
da quello che racconti, mi sembra che tu stia vivendo una fase di transizione importante. Dopo la fine di una relazione è naturale che emozioni, ricordi e nuovi incontri possano intrecciarsi, rendendo difficile capire cosa si prova davvero.
Il fatto che questo nuovo ragazzo ti richiami, per alcuni aspetti, il tuo amico potrebbe essere una semplice coincidenza, ma potrebbe anche aiutarti a riconoscere quali caratteristiche oggi senti più vicine ai tuoi bisogni. Questo non significa necessariamente che tu debba fare una scelta nell'immediato.
Conoscere una persona non implica dover prendere subito una direzione. Puoi concederti il tempo di esplorare ciò che senti, senza sentirti in colpa se il passato ogni tanto torna a farsi sentire. Spesso è proprio quando smettiamo di pretendere di "non pensarci" che quei pensieri perdono gradualmente la loro forza.
Se dovessi accorgerti che questa confusione continua a pesare o a impedirti di vivere serenamente le nuove conoscenze, potrebbe essere utile dedicare uno spazio per comprendere meglio ciò che desideri davvero, al di là delle aspettative e delle esperienze passate.
Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta
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Salve, quello che si propone é impossibile, ogni volta che incontriamo una nuova persona la valuteremo in base alle nostre precedenti frequentazioni, pensieri inclusi.
Esca con il suo nuovo amico, mentre é con lui si ascolti, senta che sensazioni le da stare vicino a lui senza troppa consapevolezza, senza troppi pensieri, e una volta che l'incontro é finito, dopo, rifletta sull'esperienza appena fatta.
Prima le sensazioni, poi i pensieri.
Un caro saluto
Esca con il suo nuovo amico, mentre é con lui si ascolti, senta che sensazioni le da stare vicino a lui senza troppa consapevolezza, senza troppi pensieri, e una volta che l'incontro é finito, dopo, rifletta sull'esperienza appena fatta.
Prima le sensazioni, poi i pensieri.
Un caro saluto
Buonasera, grazie per averci contattati. Quello che riporta non è inusuale, spesso le persone ci interpellano di più di quanto immaginiamo ed è necessario fermarci a riflettere proprio sui significati di questi pensieri per capire meglio come ci sentiamo ed il perchè. Le consiglierei di iniziare un percorso con uno psicologo proprio per riflettere meglio sul motivo di questi pensieri ricorrenti.
Resto a disposizione, cordiali saluti
Resto a disposizione, cordiali saluti
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Dal suo racconto emerge una situazione emotivamente complessa, ma anche piuttosto comune dopo la fine di una relazione significativa. Non mi sembra che il suo problema sia tanto il fatto di provare interesse per più persone, quanto il tentativo di comprendere che cosa rappresentino questi interessi in questo momento della sua vita.
La separazione dal suo ex sembra non essersi conclusa del tutto sul piano emotivo. Mi dice che avete continuato a sentirvi e a vedervi e che oggi lavorate insieme: questo rende più difficile elaborare la fine del rapporto, perché il distacco non è stato netto. È naturale, quindi, che una parte di lei sia ancora rivolta al passato mentre un'altra inizi a guardare verso nuove possibilità.
Per quanto riguarda il suo amico, mi colpisce il fatto che ne parli ancora con particolare coinvolgimento. Lei stessa dice di aver apprezzato soprattutto la sintonia emotiva e caratteriale. Quando ora incontra un collega che le suscita curiosità e che presenta alcune caratteristiche simili, è comprensibile che la mente faccia dei collegamenti. Non significa necessariamente che stia cercando di sostituire quella persona, ma che alcune qualità che aveva trovato significative in quell'amico continuano ad avere valore anche oggi.
Questo può essere visto non tanto come una coincidenza, quanto come un'indicazione di ciò che cerca in una relazione. A volte, dopo alcune esperienze affettive, diventiamo più consapevoli delle caratteristiche che ci fanno sentire bene con qualcuno, e quando le ritroviamo in un'altra persona è naturale esserne attratti.
Lei scrive una frase molto interessante: "mi sento come se con questo ragazzo ci fosse solo perché devo capire me stessa". Credo che questa sensazione meriti attenzione.
Le nuove conoscenze, infatti, non servono solo a conoscere l'altro, ma anche a conoscere una parte di noi che emerge nella relazione. In questo senso, il nuovo collega potrebbe rappresentare l'occasione per capire cosa desidera oggi, dopo la relazione conclusa, senza che questo significhi necessariamente dover costruire una storia.
Mi sembra importante anche rassicurarla su un aspetto: non è necessario avere la mente completamente libera dal passato per poter conoscere qualcuno di nuovo. Spesso immaginiamo che, per iniziare una nuova frequentazione, si debba aver "cancellato" ogni pensiero legato alle persone precedenti. In realtà, il passato continua ad accompagnarci, ma con il tempo perde la sua centralità. La domanda più utile non è se pensa ancora al suo ex o al suo amico, bensì se quei pensieri le impediscono di essere presente nella relazione che sta iniziando a costruire.
Per questo motivo, se sente curiosità verso questo ragazzo, potrebbe concedersi semplicemente l'opportunità di uscire con lui, senza attribuire all'incontro aspettative eccessive. Un caffè o una passeggiata non rappresentano un impegno sentimentale, ma solo un'occasione per conoscersi. Dare spazio alla spontaneità le permetterà probabilmente di capire se il suo interesse riguarda davvero lui oppure se è ancora legato al bisogno di confrontarlo con altre figure importanti della sua vita.
Infine, provi a non chiedersi continuamente "chi mi piace davvero?", ma piuttosto "come mi sento quando sono con questa persona?". Le relazioni più soddisfacenti nascono spesso da questa seconda domanda, perché spostano l'attenzione dal confronto con il passato all'esperienza concreta del presente.
Le auguro di concedersi il tempo necessario per conoscersi e per conoscere gli altri, senza sentirsi obbligata a prendere decisioni immediate. La serenità nelle relazioni nasce più facilmente quando ci si permette di vivere un passo alla volta, senza il timore che ogni nuova conoscenza debba necessariamente avere un significato definitivo.
Le mando un caloroso saluto
Dott. Michele Basigli Perugia
la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Dal suo racconto emerge una situazione emotivamente complessa, ma anche piuttosto comune dopo la fine di una relazione significativa. Non mi sembra che il suo problema sia tanto il fatto di provare interesse per più persone, quanto il tentativo di comprendere che cosa rappresentino questi interessi in questo momento della sua vita.
La separazione dal suo ex sembra non essersi conclusa del tutto sul piano emotivo. Mi dice che avete continuato a sentirvi e a vedervi e che oggi lavorate insieme: questo rende più difficile elaborare la fine del rapporto, perché il distacco non è stato netto. È naturale, quindi, che una parte di lei sia ancora rivolta al passato mentre un'altra inizi a guardare verso nuove possibilità.
Per quanto riguarda il suo amico, mi colpisce il fatto che ne parli ancora con particolare coinvolgimento. Lei stessa dice di aver apprezzato soprattutto la sintonia emotiva e caratteriale. Quando ora incontra un collega che le suscita curiosità e che presenta alcune caratteristiche simili, è comprensibile che la mente faccia dei collegamenti. Non significa necessariamente che stia cercando di sostituire quella persona, ma che alcune qualità che aveva trovato significative in quell'amico continuano ad avere valore anche oggi.
Questo può essere visto non tanto come una coincidenza, quanto come un'indicazione di ciò che cerca in una relazione. A volte, dopo alcune esperienze affettive, diventiamo più consapevoli delle caratteristiche che ci fanno sentire bene con qualcuno, e quando le ritroviamo in un'altra persona è naturale esserne attratti.
Lei scrive una frase molto interessante: "mi sento come se con questo ragazzo ci fosse solo perché devo capire me stessa". Credo che questa sensazione meriti attenzione.
Le nuove conoscenze, infatti, non servono solo a conoscere l'altro, ma anche a conoscere una parte di noi che emerge nella relazione. In questo senso, il nuovo collega potrebbe rappresentare l'occasione per capire cosa desidera oggi, dopo la relazione conclusa, senza che questo significhi necessariamente dover costruire una storia.
Mi sembra importante anche rassicurarla su un aspetto: non è necessario avere la mente completamente libera dal passato per poter conoscere qualcuno di nuovo. Spesso immaginiamo che, per iniziare una nuova frequentazione, si debba aver "cancellato" ogni pensiero legato alle persone precedenti. In realtà, il passato continua ad accompagnarci, ma con il tempo perde la sua centralità. La domanda più utile non è se pensa ancora al suo ex o al suo amico, bensì se quei pensieri le impediscono di essere presente nella relazione che sta iniziando a costruire.
Per questo motivo, se sente curiosità verso questo ragazzo, potrebbe concedersi semplicemente l'opportunità di uscire con lui, senza attribuire all'incontro aspettative eccessive. Un caffè o una passeggiata non rappresentano un impegno sentimentale, ma solo un'occasione per conoscersi. Dare spazio alla spontaneità le permetterà probabilmente di capire se il suo interesse riguarda davvero lui oppure se è ancora legato al bisogno di confrontarlo con altre figure importanti della sua vita.
Infine, provi a non chiedersi continuamente "chi mi piace davvero?", ma piuttosto "come mi sento quando sono con questa persona?". Le relazioni più soddisfacenti nascono spesso da questa seconda domanda, perché spostano l'attenzione dal confronto con il passato all'esperienza concreta del presente.
Le auguro di concedersi il tempo necessario per conoscersi e per conoscere gli altri, senza sentirsi obbligata a prendere decisioni immediate. La serenità nelle relazioni nasce più facilmente quando ci si permette di vivere un passo alla volta, senza il timore che ogni nuova conoscenza debba necessariamente avere un significato definitivo.
Le mando un caloroso saluto
Dott. Michele Basigli Perugia
Salve, la ringrazio per aver raccontato con sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sensazione che molte persone sperimentano dopo la fine di una relazione importante: il desiderio di andare avanti convive con il bisogno di dare un senso a ciò che è accaduto e di capire davvero cosa si desidera per il futuro. Questo può rendere difficile vivere con leggerezza nuove conoscenze, anche quando c'è curiosità e interesse. Da quello che racconta, non mi sembra tanto che il problema sia il ragazzo che ha conosciuto al lavoro, quanto il fatto che ogni nuova esperienza venga inevitabilmente confrontata con persone che hanno avuto un significato importante nella sua vita. È comprensibile che accada. Il nostro modo di vivere le relazioni si costruisce attraverso le esperienze precedenti e, soprattutto quando alcune emozioni non sono ancora completamente elaborate, è naturale che la mente torni a fare paragoni o cerchi collegamenti. Lei si chiede se il fatto che questo ragazzo le ricordi il suo amico possa avere un significato. Potrebbe essere semplicemente una coincidenza, così come potrebbe indicare che alcune caratteristiche caratteriali che aveva apprezzato in quella persona rappresentano aspetti che continua a ricercare in un possibile partner. Non necessariamente significa che non abbia superato quella situazione o che debba interpretare questo come un segnale particolare. A volte la mente riconosce familiarità in alcune caratteristiche e questo può suscitare interesse senza che vi sia altro dietro. Mi colpisce invece quando scrive di avere la sensazione che questo ragazzo sia arrivato nella sua vita quasi per aiutarla a capire sé stessa. Credo che questa frase racconti qualcosa di importante. Spesso, dopo relazioni significative o complesse, si tende a cercare nelle nuove conoscenze una risposta ai propri dubbi interiori. Tuttavia, nessuna persona può dirci chi siamo o cosa desideriamo davvero. Le relazioni possono certamente aiutarci a scoprirlo, ma il lavoro più importante rimane quello di conoscere sé stessi. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, potrebbe essere utile osservare anche il modo in cui interpreta questi pensieri. A volte si tende a credere che, per poter iniziare una nuova conoscenza, sia necessario aver eliminato completamente ogni ricordo o ogni emozione legata al passato. In realtà la mente funziona diversamente. Il fatto che un pensiero emerga non significa che abbia necessariamente un significato particolare o che debba guidare le nostre scelte. Possiamo ricordare qualcuno, fare dei confronti o avere ancora emozioni legate a esperienze precedenti e, allo stesso tempo, essere disponibili ad aprirci a qualcosa di nuovo. Forse la domanda potrebbe trasformarsi leggermente. Più che chiedersi come fare a non pensare più al passato, potrebbe essere utile chiedersi come imparare a conoscere una persona per quella che è, senza sentire il bisogno di darle subito un ruolo o un significato nella propria vita. Se il suo desiderio, in questo momento, è semplicemente quello di uscire per parlare, conoscersi e trascorrere del tempo insieme, credo che possa concedersi questa possibilità senza sentirsi obbligata a capire fin da subito dove porterà quella conoscenza. Anche il timore di non sentirsi completamente libera potrebbe meritare una riflessione. Talvolta, dopo relazioni che hanno lasciato delle emozioni irrisolte, si sviluppa la sensazione di dover avere tutto chiaro prima di fare un passo avanti. Tuttavia la chiarezza, molto spesso, non arriva prima dell'esperienza ma proprio attraversandola. Conoscere una persona non significa necessariamente scegliere una relazione, così come uscire insieme non implica dover prendere decisioni definitive. Se dovesse accorgersi che questi dubbi continuano a ripresentarsi e che la portano a sentirsi bloccata o a vivere ogni nuova conoscenza con eccessiva fatica, potrebbe essere utile dedicare uno spazio a comprendere meglio il suo modo di vivere le relazioni. Un percorso cognitivo comportamentale potrebbe aiutarla a esplorare gli schemi con cui costruisce i legami affettivi, il significato che attribuisce alle esperienze passate e il modo in cui queste influenzano le scelte presenti. Comprendere questi aspetti può permettere di vivere le relazioni future con maggiore libertà e autenticità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
probabilmente non ha ancora del tutto elaborato la fine della precedente relazione
Questo le impedisce ancora di vivere serenamente il presente. Nel caso col tempo questi ricordi continuino ad infastidirla ne parli anche con uno specialista.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
probabilmente non ha ancora del tutto elaborato la fine della precedente relazione
Questo le impedisce ancora di vivere serenamente il presente. Nel caso col tempo questi ricordi continuino ad infastidirla ne parli anche con uno specialista.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, è una situazione complicata ma ovviamente non possiamo consigliare, come specialisti, con chi avere una relazione oppure no. Solo la conoscenza sua personale e ciò che lei desidera di un rapporto e dall'altra persona può aiutarla a comprendere che cosa fare a a chi regalare la sua fiducia e il suo affetto.
Saluti
Dott.ssa Sara Rocco
Saluti
Dott.ssa Sara Rocco
Gentile utente,
la difficoltà nel sentirsi mentalmente libere dopo la fine di una storia è un'esperienza naturale, soprattutto quando l'ex partner condivide lo stesso ambiente lavorativo e i contatti sono proseguiti nel tempo. La sovrapposizione di pensieri tra dinamiche passate e nuove conoscenze indica che si trova in un momento di transizione, in cui la sua mente sta cercando di fare ordine tra i propri bisogni affettivi.
Il fatto che questo ragazzo le ricordi l'amico a distanza mostra come certe caratteristiche caratteriali ed emotive siano proprio quelle che in questo momento catturano la sua attenzione e le piacciono. Spesso i confronti che facciamo tra le persone non sono semplici coincidenze, ma riflettono il tentativo spontaneo di mettere a fuoco ciò che desideriamo e ciò che forse è mancato in passato. La vicinanza quotidiana con l'ex partner può rendere questo processo di distacco più lento, ed è comprensibile che la mente oscilli tra il desiderio di aprirsi al nuovo e il legame con ciò che è stato.
Trovarsi in questa confusione fa parte del percorso di elaborazione e non significa non essere pronti, ma semplicemente stare attraversando una fase di transizione.
Qualora questa costante attivazione di pensieri e il bisogno di fare chiarezza su se stessa dovessero diventare fonte di stress, dedicarsi uno spazio di ascolto psicologico potrebbe offrirle il contesto protetto ideale per esplorare questi vissuti e ritrovare la propria serenità relazionale.
Cordialità.
Dott.ssa Melinda Romano - Psicologa.
la difficoltà nel sentirsi mentalmente libere dopo la fine di una storia è un'esperienza naturale, soprattutto quando l'ex partner condivide lo stesso ambiente lavorativo e i contatti sono proseguiti nel tempo. La sovrapposizione di pensieri tra dinamiche passate e nuove conoscenze indica che si trova in un momento di transizione, in cui la sua mente sta cercando di fare ordine tra i propri bisogni affettivi.
Il fatto che questo ragazzo le ricordi l'amico a distanza mostra come certe caratteristiche caratteriali ed emotive siano proprio quelle che in questo momento catturano la sua attenzione e le piacciono. Spesso i confronti che facciamo tra le persone non sono semplici coincidenze, ma riflettono il tentativo spontaneo di mettere a fuoco ciò che desideriamo e ciò che forse è mancato in passato. La vicinanza quotidiana con l'ex partner può rendere questo processo di distacco più lento, ed è comprensibile che la mente oscilli tra il desiderio di aprirsi al nuovo e il legame con ciò che è stato.
Trovarsi in questa confusione fa parte del percorso di elaborazione e non significa non essere pronti, ma semplicemente stare attraversando una fase di transizione.
Qualora questa costante attivazione di pensieri e il bisogno di fare chiarezza su se stessa dovessero diventare fonte di stress, dedicarsi uno spazio di ascolto psicologico potrebbe offrirle il contesto protetto ideale per esplorare questi vissuti e ritrovare la propria serenità relazionale.
Cordialità.
Dott.ssa Melinda Romano - Psicologa.
Buongiorno, grazie per la condivisione. Da quello che racconti, mi colpisce subito che la tua domanda non soa tanto “chi mi piace davvero?”, quanto “come faccio a sentirmi libera di conoscere qualcuno senza portarmi dietro il passato?”. Sono due domande effettivamente molto diverse.
Una separazione, soprattutto quando il legame non si interrompe del tutto (continuate a vedervi, sentirvi e lavorate insieme), raramente lascia uno spazio emotivo completamente libero. È comprensibile che dentro di te convivano ancora immagini, confronti e domande irrisolte. Questo non significa necessariamente che tu sia ancora innamorata del tuo ex o dell’amico, ma che alcune esperienze stanno ancora cercando una loro collocazione.
Le persone che incontriamo spesso attivano risonanze con relazioni precedenti. Il fatto che il collega ti ricordi il tuo amico, perché gli somiglia per caratteristiche o per il contesto da cui proviene, potrebbe essere una semplice coincidenza, ma potrebbe anche indicare che quel tipo di persona o quel modo di stare in relazione rappresenta qualcosa di significativo per te in questo momento della tua vita. La domanda allora diventa: che cosa ti colpisce di queste persone? Quale bisogno, quale parte di te sembrano intercettare?
Mi sembra anche importante non vivere l’uscita con questo ragazzo come se dovesse già avere uno scopo preciso. Conoscere qualcuno non implica necessariamente iniziare una relazione. Può essere semplicemente un’occasione per osservare come ti senti, senza dover decidere subito “chi scegliere” o “cosa provare”.
Forse potresti provare a spostare l’attenzione da “devo smettere di pensare agli altri” a “cosa mi stanno raccontando questi pensieri di me, dei miei bisogni e del momento che sto attraversando?”.
Spesso, quando acquisiamo maggiore chiarezza su noi stessi, anche i confronti con il passato perdono gradualmente la loro forza.
Una separazione, soprattutto quando il legame non si interrompe del tutto (continuate a vedervi, sentirvi e lavorate insieme), raramente lascia uno spazio emotivo completamente libero. È comprensibile che dentro di te convivano ancora immagini, confronti e domande irrisolte. Questo non significa necessariamente che tu sia ancora innamorata del tuo ex o dell’amico, ma che alcune esperienze stanno ancora cercando una loro collocazione.
Le persone che incontriamo spesso attivano risonanze con relazioni precedenti. Il fatto che il collega ti ricordi il tuo amico, perché gli somiglia per caratteristiche o per il contesto da cui proviene, potrebbe essere una semplice coincidenza, ma potrebbe anche indicare che quel tipo di persona o quel modo di stare in relazione rappresenta qualcosa di significativo per te in questo momento della tua vita. La domanda allora diventa: che cosa ti colpisce di queste persone? Quale bisogno, quale parte di te sembrano intercettare?
Mi sembra anche importante non vivere l’uscita con questo ragazzo come se dovesse già avere uno scopo preciso. Conoscere qualcuno non implica necessariamente iniziare una relazione. Può essere semplicemente un’occasione per osservare come ti senti, senza dover decidere subito “chi scegliere” o “cosa provare”.
Forse potresti provare a spostare l’attenzione da “devo smettere di pensare agli altri” a “cosa mi stanno raccontando questi pensieri di me, dei miei bisogni e del momento che sto attraversando?”.
Spesso, quando acquisiamo maggiore chiarezza su noi stessi, anche i confronti con il passato perdono gradualmente la loro forza.
Quello che stai vivendo è una fase del tutto naturale dopo la fine di una relazione. È normale che la mente faccia confronti tra le persone conosciute, soprattutto se condividono caratteristiche che apprezzi. Questo non significa che tu non abbia superato il passato, ma che stai comprendendo meglio cosa cerchi in un rapporto.
Concediti la possibilità di conoscere questo ragazzo senza viverlo come una scelta definitiva o come un paragone con il tuo amico o il tuo ex. Chiediti piuttosto come ti senti quando sei con lui: se riesci a essere spontanea, serena e te stessa. I pensieri sul passato possono emergere, ma non devono guidare le tue decisioni. Solo vivendo nuove esperienze, senza fretta e senza pressioni, potrai capire con maggiore chiarezza ciò che desideri davvero.
Concediti la possibilità di conoscere questo ragazzo senza viverlo come una scelta definitiva o come un paragone con il tuo amico o il tuo ex. Chiediti piuttosto come ti senti quando sei con lui: se riesci a essere spontanea, serena e te stessa. I pensieri sul passato possono emergere, ma non devono guidare le tue decisioni. Solo vivendo nuove esperienze, senza fretta e senza pressioni, potrai capire con maggiore chiarezza ciò che desideri davvero.
Buongiorno, da quello che racconti sembra che tu stia attraversando una fase di transizione dopo una relazione importante, e in questi momenti è abbastanza frequente sperimentare emozioni contrastanti e interesse verso più persone contemporaneamente.
Il fatto che tu continui a pensare al tuo amico non significa necessariamente che tu debba stare con lui o che le altre conoscenze siano sbagliate. Potrebbe indicare che quella persona ha rappresentato per te alcune caratteristiche, emozioni o bisogni che ti hanno colpita particolarmente e che oggi riconosci anche in altre persone.
Allo stesso tempo, il nuovo collega potrebbe suscitare interesse proprio perché presenta aspetti che ti ricordano ciò che ti è piaciuto nel tuo amico, senza che questo debba per forza avere un significato preciso o definitivo.
Spesso, dopo una separazione, si desidera conoscere nuove persone ma si avverte anche il bisogno di capire meglio se stessi. Queste due cose possono coesistere e non è necessario avere già tutte le risposte per concedersi un caffè, una chiacchierata o una nuova conoscenza.
Forse la domanda non è tanto "chi mi piace davvero?", ma "come posso ascoltare ciò che provo nel presente senza sentirmi obbligata a decidere subito?". Conoscere qualcuno non implica necessariamente una scelta definitiva né un confronto continuo con le persone del passato.
Datti il tempo di osservare ciò che senti, senza giudicarti se alcuni pensieri ritornano. A volte le persone che incontriamo ci aiutano non tanto a scegliere tra loro, quanto a comprendere meglio i nostri bisogni, i nostri desideri e il tipo di relazione che vorremmo costruire. In bocca al lupo!
Il fatto che tu continui a pensare al tuo amico non significa necessariamente che tu debba stare con lui o che le altre conoscenze siano sbagliate. Potrebbe indicare che quella persona ha rappresentato per te alcune caratteristiche, emozioni o bisogni che ti hanno colpita particolarmente e che oggi riconosci anche in altre persone.
Allo stesso tempo, il nuovo collega potrebbe suscitare interesse proprio perché presenta aspetti che ti ricordano ciò che ti è piaciuto nel tuo amico, senza che questo debba per forza avere un significato preciso o definitivo.
Spesso, dopo una separazione, si desidera conoscere nuove persone ma si avverte anche il bisogno di capire meglio se stessi. Queste due cose possono coesistere e non è necessario avere già tutte le risposte per concedersi un caffè, una chiacchierata o una nuova conoscenza.
Forse la domanda non è tanto "chi mi piace davvero?", ma "come posso ascoltare ciò che provo nel presente senza sentirmi obbligata a decidere subito?". Conoscere qualcuno non implica necessariamente una scelta definitiva né un confronto continuo con le persone del passato.
Datti il tempo di osservare ciò che senti, senza giudicarti se alcuni pensieri ritornano. A volte le persone che incontriamo ci aiutano non tanto a scegliere tra loro, quanto a comprendere meglio i nostri bisogni, i nostri desideri e il tipo di relazione che vorremmo costruire. In bocca al lupo!
Buongiorno, da ciò che racconta mi sembra che stia vivendo una fase di transizione importante. Una relazione significativa si è conclusa da pochi mesi e, nel frattempo, ha incontrato persone che hanno suscitato in lei emozioni diverse. È naturale che in questa fase i sentimenti possano essere confusi e che il passato continui ad affacciarsi.
Il fatto che pensi ancora al suo amico non significa necessariamente che sia la persona "giusta" o che debba rinunciare a conoscere qualcun altro. A volte una persona rimane nei nostri pensieri perché rappresenta qualcosa che sentiamo di aver desiderato o che è rimasto in sospeso, più che per il legame in sé.
Anche il fatto che il collega le ricordi il suo amico potrebbe semplicemente indicare che alcune caratteristiche la attraggono particolarmente, non che stia cercando un sostituto.
Non si chieda di capire subito cosa prova o di fare una scelta definitiva. Si conceda il tempo di conoscere questo ragazzo senza attribuire fin dall'inizio un significato speciale all'incontro. Frequentare qualcuno non significa impegnarsi in una relazione: può essere semplicemente un'occasione per scoprire come si sente in sua compagnia e, allo stesso tempo, conoscere meglio se stessa.
La libertà di aprirsi a nuove conoscenze non nasce dall'aver cancellato il passato, ma dall'accettare che alcuni pensieri possano esserci senza lasciare che siano loro a guidare ogni decisione. Con il tempo, se si permette di fare esperienze senza giudicarsi, sarà più semplice distinguere ciò che appartiene ai ricordi da ciò che desidera davvero costruire nel presente.
Un caro saluto.
Filomena Guida
Il fatto che pensi ancora al suo amico non significa necessariamente che sia la persona "giusta" o che debba rinunciare a conoscere qualcun altro. A volte una persona rimane nei nostri pensieri perché rappresenta qualcosa che sentiamo di aver desiderato o che è rimasto in sospeso, più che per il legame in sé.
Anche il fatto che il collega le ricordi il suo amico potrebbe semplicemente indicare che alcune caratteristiche la attraggono particolarmente, non che stia cercando un sostituto.
Non si chieda di capire subito cosa prova o di fare una scelta definitiva. Si conceda il tempo di conoscere questo ragazzo senza attribuire fin dall'inizio un significato speciale all'incontro. Frequentare qualcuno non significa impegnarsi in una relazione: può essere semplicemente un'occasione per scoprire come si sente in sua compagnia e, allo stesso tempo, conoscere meglio se stessa.
La libertà di aprirsi a nuove conoscenze non nasce dall'aver cancellato il passato, ma dall'accettare che alcuni pensieri possano esserci senza lasciare che siano loro a guidare ogni decisione. Con il tempo, se si permette di fare esperienze senza giudicarsi, sarà più semplice distinguere ciò che appartiene ai ricordi da ciò che desidera davvero costruire nel presente.
Un caro saluto.
Filomena Guida
È comprensibile che in questo momento lei si senta confusa. La fine di una relazione, soprattutto se il legame con l'ex non si è interrotto del tutto e continuate a vedervi anche sul lavoro, rende più difficile elaborare la separazione e aprirsi serenamente a nuove conoscenze.
Da quello che racconta, sembra che il pensiero del suo amico sia rimasto significativo non tanto perché rappresenti necessariamente "la persona giusta", quanto perché con lui ha vissuto un coinvolgimento emotivo che probabilmente sente ancora incompiuto. È normale che la mente torni su ciò che è rimasto in sospeso, soprattutto quando incontra una persona con caratteristiche simili. Questo non significa necessariamente che stia cercando lui negli altri, ma che alcune qualità che ha apprezzato in lui oggi attirano ancora la sua attenzione.
Anche il ragazzo che ha conosciuto al lavoro sembra suscitare curiosità, ma lei stessa dice una cosa importante: sente il desiderio di conoscerlo senza l'obbligo di trasformare subito quella conoscenza in una relazione. Questo è un atteggiamento sano. Conoscere una persona non significa prendere un impegno: può semplicemente concedersi del tempo per capire come si sente, senza mettersi pressione.
La domanda che si pone – "Come faccio a sentirmi libera di conoscere persone senza i pensieri del passato?" – è molto frequente dopo una separazione. La risposta è che non è necessario smettere completamente di pensare al passato prima di andare avanti. I ricordi e i confronti fanno parte del processo di elaborazione. Col tempo, se vissuti senza giudicarsi, tendono a perdere intensità.
Piuttosto che chiedersi quale persona scegliere, potrebbe essere utile domandarsi: "Come mi sento quando sono con questa persona? Mi sento serena, spontanea, ascoltata? Sto conoscendo lui per quello che è o lo sto confrontando con qualcun altro?" Queste domande aiutano a riportare l'attenzione sul presente, invece che sui confronti.
Si conceda quindi il diritto di conoscere nuove persone senza sentirsi obbligata a capire subito dove porterà quella conoscenza. Le relazioni più autentiche spesso nascono proprio quando non ci si sente costretti a decidere immediatamente cosa si prova.
Se però questa confusione dovesse persistere o le impedisse di vivere con serenità le nuove relazioni, sarebbe consigliabile approfondire questi vissuti con uno psicologo o uno psicoterapeuta, così da comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e affrontare con maggiore libertà questa fase della sua vita.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Da quello che racconta, sembra che il pensiero del suo amico sia rimasto significativo non tanto perché rappresenti necessariamente "la persona giusta", quanto perché con lui ha vissuto un coinvolgimento emotivo che probabilmente sente ancora incompiuto. È normale che la mente torni su ciò che è rimasto in sospeso, soprattutto quando incontra una persona con caratteristiche simili. Questo non significa necessariamente che stia cercando lui negli altri, ma che alcune qualità che ha apprezzato in lui oggi attirano ancora la sua attenzione.
Anche il ragazzo che ha conosciuto al lavoro sembra suscitare curiosità, ma lei stessa dice una cosa importante: sente il desiderio di conoscerlo senza l'obbligo di trasformare subito quella conoscenza in una relazione. Questo è un atteggiamento sano. Conoscere una persona non significa prendere un impegno: può semplicemente concedersi del tempo per capire come si sente, senza mettersi pressione.
La domanda che si pone – "Come faccio a sentirmi libera di conoscere persone senza i pensieri del passato?" – è molto frequente dopo una separazione. La risposta è che non è necessario smettere completamente di pensare al passato prima di andare avanti. I ricordi e i confronti fanno parte del processo di elaborazione. Col tempo, se vissuti senza giudicarsi, tendono a perdere intensità.
Piuttosto che chiedersi quale persona scegliere, potrebbe essere utile domandarsi: "Come mi sento quando sono con questa persona? Mi sento serena, spontanea, ascoltata? Sto conoscendo lui per quello che è o lo sto confrontando con qualcun altro?" Queste domande aiutano a riportare l'attenzione sul presente, invece che sui confronti.
Si conceda quindi il diritto di conoscere nuove persone senza sentirsi obbligata a capire subito dove porterà quella conoscenza. Le relazioni più autentiche spesso nascono proprio quando non ci si sente costretti a decidere immediatamente cosa si prova.
Se però questa confusione dovesse persistere o le impedisse di vivere con serenità le nuove relazioni, sarebbe consigliabile approfondire questi vissuti con uno psicologo o uno psicoterapeuta, così da comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e affrontare con maggiore libertà questa fase della sua vita.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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