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Esperienze

Sono una psicologa clinica con interesse e formazione nell’ambito del benessere psicologico, del supporto emotivo e della valutazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Attualmente mi occupo di terapie online.

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia scolastica
  • Psicologia della salute
  • Musicoterapia

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Adulti
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Tipologia di visite

Consulenza online

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

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Michela De Magistris

Consulenza online

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3 recensioni

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  • S

    Sara

    Ottima esperienza e professionalità nello svolgere il colloquio

     • Consulenza Online • colloquio individuale  • 

  • F

    F.F.

    Mi ha aiutata a mettere ordine nei pensieri e a vedere le cose con più chiarezza. Consigliatissima


     • Consulenza Online • colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Michela De Magistris

    Gentile F.F ti ringrazio per le gentili parole. L'obiettivo della terapia è proprio quello di accompagnare le persone nello sviluppo di una maggiore consapevolezza di sè e delle proprie risorse.


  • D

    DS

    Una persona molto gentile e disponibile, attenta ma soprattutto empatica

     • Consulenza Online • consulenza online  • 

    Dott.ssa Michela De Magistris

    Gentile paziente, la ringrazio sinceramente per le sue parole. Sapere che si è sentita accolta, ascoltata e compresa rappresenta per me un importante riscontro


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni..vorrei chiedere a voi..premetto mi sono lasciata da

buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni..vorrei chiedere a voi..premetto mi sono lasciata da qualche mese, inizio anno con una persona più grande, nonostante ciò ci siamo continuati a vedere e sentire ogni tanto, lui ora lavora con me, in breve dopo un pò che mi sono lasciata ho visto un amico a distanza per cui ho provato delle cose e ci sono stati dei baci, diciamo che con lui ho avuto una complicata e mi piaceva sopratutto a livello emotivo e caratteriale diciamo, col mio ex invece purtroppo abbiamo avuto molti momenti senza capirci, e altri vari motivi, ora a lavoro mi trovo in una situazione in cui c'è un ragazzo con cui ci siamo scambiati i numeri e ogni tanto parliamo, ridiamo e scherziamo (cosa che a me piace e sono cosi io), lui vorrebbe uscire con me, fuori dal lavoro, io vorrei anche solo per conoscerlo, per due chiacchiere e magari avere un rapporto di amicizia al momento ecco, ma capita che mi immagino con lui perché comunque mi piace un pò, allo stesso tempo mi viene in mente quel mio amico, perché sono molto simili e dello stesso posto, vorrei chiedere può essere che sia un periodo, una coincidenza o un qualcosa per farmi capire cosa voglio davvero? perché non riesco a non pensare a niente, ma ho sempre in mente quel mio amico? può essere perché sono simili? Allo stesso modo però mi sento come se con questo ragazzo ci fosse solo perché devo capire me stessa, non so come spiegare però..come faccio a sentirmi libera di conoscere persone senza che ci siano i pensieri del passato o di altre persone conosciute

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Michela De Magistris

Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Da quello che racconti, mi sembra che tu stia attraversando una fase di transizione dopo una relazione importante. È normale che, quando una storia finisce, la mente continui a confrontare le persone nuove con quelle che hanno lasciato un segno, oppure con chi ha rappresentato qualcosa di significativo sul piano emotivo.
Il fatto che tu pensi ancora al tuo amico non significa necessariamente che tu sia innamorata di lui o che non possa conoscere qualcun altro. Potrebbe semplicemente indicare che alcune emozioni non sono ancora state completamente elaborate, o che in lui hai riconosciuto caratteristiche che oggi senti importanti in una relazione.
Allo stesso modo, il ragazzo che hai conosciuto al lavoro può suscitare curiosità proprio perché ti permette di riscoprire una parte di te che ha voglia di aprirsi di nuovo. Non è necessario capire subito "chi ti piace davvero". A volte la risposta arriva proprio concedendosi il tempo di conoscere le persone senza sentirsi obbligati a scegliere.
Se senti il desiderio di uscire con lui per fare due chiacchiere e conoscerlo meglio, puoi farlo senza viverlo come un tradimento del passato. Conoscere qualcuno non significa dover iniziare una relazione: significa semplicemente fare esperienza e capire, passo dopo passo, cosa ti fa stare bene.
Il consiglio che ti darei è di provare a spostare l'attenzione da "Chi devo scegliere?" a "Come mi sento quando sono con questa persona?". Ascoltare le tue emozioni nel presente, senza giudicarle, spesso aiuta più di cercare una risposta immediata.
Abbi pazienza con te stessa, a 26 anni, e soprattutto dopo una delusione, è del tutto normale sentirsi confusa. Non significa che ci sia qualcosa che non va in te, ma che stai imparando a conoscere meglio i tuoi bisogni e il tuo modo di vivere i legami.


Anziano over 70, con problemi di memoria, problemi cognitivi, aggressivo e con un importante problem

Anziano over 70, con problemi di memoria, problemi cognitivi, aggressivo e con un importante problema di alcol (minimo un litro e mezzo di vino al giorno). Rifiuta di andare dal medico, non ammette di aver nessuno dei problemi sopraelencati, anzi si offende. Come si può aiutare?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Michela De Magistris

Salve, la situazione che descrive è complessa e merita di essere affrontata con molta cautela. Quando una persona anziana presenta difficoltà di memoria, cambiamenti nel comportamento, aggressività e un consumo importante di alcol, è fondamentale non attribuire tutto a un'unica causa. Potrebbero essere coinvolti diversi fattori, tra cui gli effetti dell'alcol, una possibile forma di decadimento cognitivo o altre condizioni mediche che richiedono una valutazione specialistica.
Purtroppo è frequente che chi vive queste difficoltà non ne sia consapevole o le neghi, vivendo ogni tentativo di aiuto come un'accusa. Per questo motivo, lo scontro diretto o il cercare di convincerlo con insistenza raramente porta a risultati positivi.
Può essere più utile:
- evitare confronti sul problema dell'alcol o della memoria nei momenti di tensione;
- esprimere preoccupazione per il suo benessere, senza giudizio;
- coinvolgere, se possibile, una persona di cui si fida (un familiare, il medico di base o un'altra figura significativa);
- osservare e annotare i cambiamenti nel tempo, così da fornire informazioni utili ai professionisti.

Se il rifiuto delle cure mette seriamente a rischio la sua salute o quella di chi gli sta intorno, è importante che i familiari si confrontino con il medico di medicina generale o con i servizi territoriali per ricevere indicazioni su come procedere, anche se la persona non è inizialmente collaborante.
In questi casi non bisogna sentirsi soli ma chiedere aiuto ai servizi sanitari è spesso il primo passo per tutelare sia la persona sia i suoi familiari.


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