Dott.
Emanuele De Giorgi
Psicologo
·
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Melendugno 1 indirizzo
Esperienze
Dott. Emanuele De Giorgi
Psicologo dello Sviluppo e Musicoterapeuta
Mi occupo principalmente di:
• disagio adolescenziale e difficoltà emotive nell'età evolutiva;
• autolesionismo e comportamenti a rischio;
• supporto psicologico ai genitori e sostegno alla genitorialità;
• elaborazione del lutto e delle perdite significative;
• momenti di crisi, cambiamento e crescita personale.
Credo che dietro ogni comportamento ci sia sempre un significato che merita di essere ascoltato. Per questo il mio lavoro non si limita a ridurre un sintomo, ma mira a comprendere la storia, le emozioni e i bisogni della persona che ho di fronte.
La Musicoterapia come risorsa terapeutica
A volte le parole non bastano.
Per questo integro nel percorso psicologico strumenti di Musicoterapia Recettiva, utilizzando l'ascolto guidato della musica per facilitare l'espressione emotiva, ridurre lo stress e favorire una maggiore consapevolezza di sé.
Si tratta di un approccio particolarmente efficace con adolescenti e giovani che spesso faticano a raccontare ciò che provano, ma anche con chi sta vivendo un lutto o un periodo di forte sofferenza emotiva.
Se sei arrivato fin qui, forse una parte di te sta già cercando un cambiamento.
Possiamo iniziare da qui !
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicologia scolastica
- Psicologia della salute
Principali patologie trattate
- Stress
- Ansia
- Difficoltà relazionali
- Autolesionismo
- Bullismo
- +26 a11y_sr_more_diseases
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Foto e video
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Prestazioni e prezzi
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Allenamento mentale
39 € -
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Analisi dello stress
39 € -
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Brain training
39 € -
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Coaching
39 € -
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Colloquio psicologico di coppia
50 € -
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Indirizzi (2)
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Via Carlo Marx, 9, Melendugno 73026
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Modalità di pagamento (visite private)
- Carta di credito
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
8 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Efficacia del trattamento
- Spiegazioni dettagliate
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F
Francesca C.
Intuitivo empatico efficace . Professionale . Lui è riuscito veramente a capirmi e aiutarmi. Per sempre grata.
• Studio di consulenza online • colloquio psicologico online •
Dott. Emanuele De Giorgi
Grazie a te Francesca per esserti affidata
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A
Anonymous
Great. Helped me to manage anxiety during most difficult times
• Studio Privato • colloquio psicologico online •
-
G
Giacomo
Ero scettico all'idea di parlare con qualcuno, ma già dalla prima seduta mi sono trovato a mio agio. Sono riuscito a confidarmi e a superare i miei problemi o, meglio, a saperli gestire senza paure né timori. Ti aiuta non solo ad affrontare i problemi, ma a capirli; ti spiega come la tua concentrazione e il modo di vedere le cose possano cambiare, anche grazie a tecniche di respirazione. Consigliatissimo
• Studio di consulenza online • colloquio psicologico online •
Dott. Emanuele De Giorgi
Grazie mille per le tue parole Giacomo.
È sempre bello poter veder crescere i propri pazienti ed aiutarli a divenire più consapevoli di sé stessi e più capaci di essere ciò che desiderano essere
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L
LM
Ho avuto un'esperienza eccellente con questo dottore.
• Studio Privato • colloquio psicologico online •
Dott. Emanuele De Giorgi
Ti ringrazio L.M. !
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G
Gianluca
Un'esperienza estremamente positiva. Il Dott. De Giorgi ha una straordinaria capacità di ascolto e riesce a cogliere i nodi cruciali fin dalle prime sedute. Mi ha aiutato a fare chiarezza in un momento di forte confusione, guidandomi verso una maggiore consapevolezza. Grande professionalità, sensibilità e puntualità. Lo raccomando.
• Studio Privato • •
Dott. Emanuele De Giorgi
Ti ringrazio vivamente per le tue parole Gianluca.
Un grosso in bocca al lupo !
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R
Riccardo
Consiglio vivamente il Dott. De Giorgi.
Fin dal primo incontro mi ha fatto sentire completamente a mio agio, creando un ambiente accogliente e privo di giudizio. È un professionista estremamente preparato, empatico e attento ai dettagli. Grazie al percorso fatto insieme, ho acquisito strumenti concreti per affrontare le mie difficoltà e conoscermi meglio. Un punto di riferimento prezioso. Grazie• Studio Privato • consulenza psicologica •
Dott. Emanuele De Giorgi
Grazie a te Riccardo. Se hai bisogno di sciogliere altri "nodi", sai che puoi contattarmi quando vuoi
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D
Daniele Ferrara
Prima di conoscere Emanuele ero incapace di gestire le emozioni negative, ma con lui ho imparato ad accettarle e viverle. Grazie ad Emanuele ho avuto anche modo di scoprire una mia possibile neurodivergenza, e lui ha saputo indirizzarmi dallo specialista più adatto per una diagnosi con cui tutt'oggi sto conducendo un percorso dedicato.
• Studio di consulenza online • colloquio psicologico online •
Dott. Emanuele De Giorgi
Ti ringrazio Daniele per le tue parole !
Hai fatto dei passi da gigante durante il nostro il percorso e mi auguro che tu possa continuare a farli nel medio e lungo termine.
Un grande in bocca a lupo
-
B
B.M.
Molto empatico, spiegazioni dettagliate e molto utili.
• Studio di consulenza online • colloquio psicologico online •
Dott. Emanuele De Giorgi
Ti ringrazio B.M. !
Mi auguro che possa continuare al meglio il tuo percorso di vita
Risposte ai pazienti
ha risposto a 23 domande da parte di pazienti di MioDottore
Vivo un rapporto a distanza (ci vediamo circa due volte al mese) in cui la mia partner alterna si pu
Vivo un rapporto a distanza (ci vediamo circa due volte al mese) in cui la mia partner alterna si può dire da anni o comunque da tempo quasi sempre giorni (solitamente pochi giorni) di desiderio di essere dolce con me, di stare al telefono a lungo e di dirmi tante cose belle ad esempio durante l intimità, anche riguardo al futuro, e periodi (che però durano di più, anche due settimane di fila) in cui si allontana, percepisco dai messaggi whatsapp e dalle chiamate che facciamo ogni giorno distanza, parla solo di argomenti superficiali e quando le chiedo come va o se c è qualcosa che non va, anche in riferimento a noi, inizia a creare un muro, a volte lacrimando, dicendo di non sapere cosa ha. Questo succede spesso nei giorni che precedono il ciclo. Però quando lei è con l umore positivo, vuole sentirmi, vedermi in videochiamata, mi dice belle frasi e le piace sfogarsi con me, spesso ringraziandomi e apprezzando che ci sono sempre. Peccato però che quando io chiedo presenza o le faccio capire che vorrei parlare di noi, diventa sfuggente e spesso nervosa, non dandomi quasi mai la possibilità di esprimere i miei sentimenti (e in certi casi direi quindi le mie frustrazioni) lasciandomi per giorni in uno stato perenne di attesa chiedendomi che intenzione abbia, se di continuare il rapporto oppure no. Vorrei capire se sono davanti ad una personalità con stile di attaccamento evitante e se la sua paura è l'intimità. Spesso mi dice che sono importante ma spesso dimostra altro, guardando solo i suoi sentimenti e il suo stato, non dimostrando impegno per la coppia. Alterna periodi in cui mi dice nei messaggi vocali la parola ti amo più frequentemente e periodi in cui quasi diventa proprio raro che lo dica. Che ne pensate? Come posso gestire tutto questo? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Potrebbe esserci una componente legata allo stile di attaccamento, ma attribuire un’etichetta senza conoscere a fondo la persona rischia di semplificare una realtà più complessa. Da ciò che descrive, il punto centrale non sembra tanto capire “che tipo di personalità abbia lei”, quanto l’impatto che questa alternanza emotiva ha su di lei: attesa, dubbi, frustrazione e bisogno di rassicurazioni.
In molte relazioni a distanza si crea un ciclo in cui uno cerca maggiore vicinanza e l’altro, sentendosi sotto pressione, si allontana ulteriormente. Comprendere queste dinamiche relazionali può essere più utile che cercare una diagnosi del partner.
Le suggerirei di chiedersi: quanto spazio c’è oggi nella relazione per i suoi bisogni emotivi? Riesce a esprimere ciò che prova senza sentirsi bloccato o ignorato?
Se desidera, possiamo approfondire insieme questi aspetti in un percorso di supporto psicologico, lavorando su comunicazione di coppia, gestione dell’ansia relazionale e attaccamento affettivo, per aiutarla a trovare maggiore chiarezza e serenità.
Un caro saluto,
Dott. Emanuele De Giorgi.
Buongiorno dottori, sono una ragazza di 24 anni, vi scrivo perché sono un po’ confusa riguardo al mi
Buongiorno dottori, sono una ragazza di 24 anni, vi scrivo perché sono un po’ confusa riguardo al mio orientamento sessuale e romantico, o meglio sull’etichetta da usare. So che l’etichetta non è obbligatoria, ma a me piace usarla anche solo nella mia testa perché sono una persona che categorizza le cose e vorrei almeno saper dare un nome a quello che provo. Praticamente, so di essere bisessuale da qualche anno, e credevo di esserlo anche romanticamente (biromantica), ma recentemente ho iniziato a pensare bene a se questo sia o meno la realtà, perché essenzialmente io mi sono sempre e solo innamorata di donne, ho sempre pensato che fosse perché gli uomini sono ancora immaturi alla mia età ma forse sto realizzando che emotivamente io non mi trovo proprio con gli uomini, e se questo fosse un segno che appunto io sia omoromantica piuttosto. Ho avuto tante celebrity crushes da adolescente sia per uomini che donne a livello estetico e ideale, ma il sentimento e la cotta romantica nasceva solo per le donne, non solo celebrità irraggiungibili ma pure ragazze vicine a me. Tutto quello che mi ha fatto credere di essere biromantica fino a ora era una cotta delle elementari per un mio compagnetto, era sincera, ma dopo quel caso non è più successo di provare sentimenti per un maschio, e soprattutto non è mai successo con un uomo fatto e finito, perché comunque eravamo bambini al tempo. Ho spesso avuto fantasie sessuali per uomini e donne in modo astratto, quindi nella mia testa, ma comunque so che non farei a prescindere nulla sessualmente senza un sentimento, nè con uomini nè con donne, però come ho detto il sentimento può nascere solo con delle donne; quando penso all’amore penso alle donne, e se mi immagino innamorata non riesco a immaginare di farlo verso un uomo proprio perché in amore sono una che cerca una grande connessione e questo lo vedo abbastanza impossibile per me con un uomo. Ne ho incontrati comunque molti anche abbastanza gentili e esteticamente belli, ragazzi che consideravo attraenti e idealmente il tipo ideale, ma non è mai scattato niente di lontanamente paragonabile a come mi sento quando mi piace una ragazza e non sono attivamente interessata a cercare un fidanzato mentre una fidanzata si, proprio perché preferisco il mondo femminile. Quando sono innamorata mi viene da prendermi cura dell’altra persona, e questo non riesco a sentirlo per i maschi, solo per le ragazze. A questo punto mi sono chiesta se io non sia essenzialmente lesbica. Ho utilizzato fino a ora bisessuale omoromantica, che probabilmente sulla carta è anche giusta, ma ho letto che la definizione di lesbica è “attrazione esclusiva o prevalente verso altre donne”, il che mi ha fatto pensare se non fossi categorizzabile anche io nella parola lesbica. Ho spesso visto ragazze lesbiche che non sentono proprio niente per gli uomini, nemmeno in modo astratto con fantasie, dire che una ragazza lesbica è una ragazza esclusivamente attratta da donne in ogni modo, e quindi non ho mai utilizzato quel termine per me pensando fosse errato e poco accurato e non mi sembrava giusto utilizzare la stessa parola per me, che comunque a volte sento attrazioni astratte per uomini mentre loro zero assoluto. Cosa ne pensate? Il termine lesbica è un termine che potrei utilizzare o in fondo è meglio bisessuale? Vi ringrazio per il tempo che mi dedicherete.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, leggendo le sue parole ho avuto l’impressione che dentro di sé abbia già molte risposte. Più che una confusione sul suo orientamento, mi sembra che stia cercando di capire quale parola descriva meglio un’esperienza che negli anni è stata abbastanza costante: l’innamoramento, il desiderio di costruire un legame profondo e la ricerca di una connessione emotiva sembrano rivolgersi soprattutto alle donne.
Detto questo, non credo che esista una definizione che qualcuno dall’esterno possa attribuirle con certezza. Le etichette hanno valore quando aiutano a comprendersi meglio, non quando diventano una fonte di pressione. Da ciò che racconta, la sua riflessione appare coerente e merita di essere ascoltata senza la pretesa di arrivare subito a una risposta definitiva. Può concedersi il tempo di capire quale termine la faccia sentire più rappresentata, senza sentirsi obbligata a dimostrare nulla.
Credo che la domanda più utile non sia “quale definizione ho il diritto di usare?”, ma “in quale definizione mi riconosco davvero oggi?”. Concedersi di esplorarlo senza giudizio è spesso il modo migliore per fare chiarezza.
Un caro saluto,
Dott. Emanuele De Giorgi
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