Buongiorno, chiedo aiuto per gestire alimentazione sana in svezzamento . Mia figlia ha 9 mesi è nata

9 risposte
Buongiorno, chiedo aiuto per gestire alimentazione sana in svezzamento . Mia figlia ha 9 mesi è nata a inizio 9 mese con peso di 1900 kg, inizialmente assumeva latte materno , perso dopo nemmeno un mese abbiamo provato molte marche anticoliche reflusso etc. A partire dal 6 mese la bambina mangia. Molto meno ed assume massimo 90/100 ml a biberon .. a volte massimo 50/60 ml e la bilancia parla .. iniziamo lo svezzamento ed assume oltre al latte solo omogenizzati di tutti i tipi . Purtroppo non c è fantasia e ricerca ( nella mia casa ) per fare una alimentazione più sana .. ho notato che non appena cala l assunzione di latte , i vasetti non sostituiscono per niente i nutrimenti necessari affinché aumenti di peso . Prego non vorrei commenti del tipo contattare immediatamente il pediatra per visite specialistiche perché siamo sempre a fare controlli e la bimba non ha niente perfetta salute sveglia e tutto , solo poca forza dovuta sicuramente alla debolezza . Scusate per gli errori
Dott. Beniamino Milito
Nutrizionista, Dietista
Frascati
Buongiorno. Comprendo la preoccupazione: gestire la crescita di una bimba nata piccolina richiede strategia, specialmente se i volumi di latte sono ridotti.

A 9 mesi, per sostenere il peso e la forza, dobbiamo puntare sulla densità calorica e nutrizionale, superando il limite degli omogeneizzati classici che spesso sono troppo ricchi di acqua.

Strategie per aumentare le calorie (senza aumentare il volume)
Grassi "buoni" sempre presenti: Aggiungi a ogni pasto 1-2 cucchiaini di olio EVO a crudo. Puoi alternare con un cucchiaino di burro di alta qualità o crema di mandorle/sesamo 100% naturale (senza zuccheri), che sono densissimi di nutrienti.

Addio acqua, benvenuta sostanza: Se prepari pappe, usa il brodo di carne o pesce (più nutriente di quello vegetale) e non scolare eccessivamente i cereali.

Proteine ad alta densità: Oltre agli omogeneizzati, passa a proteine fresche frullate o tritate finemente: tuorlo d'uovo (ricco di ferro e grassi), ricotta fresca, pesce azzurro o legumi decorticati.

Cereali integrali o fortificati: Usa creme di cereali (riso, mais e tapioca, multicereali) ma arricchiscile con parmigiano reggiano stagionato 30-36 mesi, che fornisce calcio e proteine in pochissimo volume.

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Dott.ssa Valeria Papa
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Marcianise
Buongiorno, capisco molto bene la tua preoccupazione e prima di tutto è importante dirti che da quello che descrivi non emergono segnali di una bambina non sana, anzi una bimba vigile, sveglia e presente cresce anche se con ritmi più lenti. Una nascita a inizio nono mese con peso di 1900 g spesso porta a una crescita più graduale, soprattutto se anche mamma o papà o eventuali fratelli sono di costituzione minuta, e questo rende fondamentale guardare non tanto il numero sulla bilancia ma se la curva di crescita resta costante anche su percentili bassi. Il reflusso può sicuramente ridurre la quantità di latte assunta perché la bambina associa il pasto a fastidio e quindi preferisce piccoli volumi, questo è molto frequente e non indica necessariamente un problema. Il tuo ragionamento sui vasetti è corretto perché da soli non sostituiscono il latte in termini di grassi e calorie e qui si può lavorare anche senza grande fantasia, ad esempio aggiungendo sempre un cucchiaino abbondante di olio extravergine d’oliva alle pappe oppure scegliendo cereali più energetici. È possibile introdurre anche piccole quantità di burro di mandorle bianche, 100% mandorle senza zuccheri né sale, ben diluito nella pappa iniziando da mezzo cucchiaino, perché è una fonte ottima di grassi buoni e calorie. Un altro aspetto importante da capire è come va in bagno la bambina, se tende alla diarrea o a feci molto molli oppure al contrario alla stitichezza, perché l’intestino gioca un ruolo chiave nell’assorbimento dei nutrienti e alterazioni dell’alvo possono influire sull’aumento di peso. È utile anche sapere se assume integratori come ferro, vitamina D o altro, perché alcuni, soprattutto il ferro, hanno un sapore sgradevole, possono ridurre l’appetito o causare fastidi intestinali e portare a mangiare meno nei pasti successivi. In sintesi le cause di una crescita lenta possono essere molte e spesso si sommano, reflusso, scarso introito di grassi, alimentazione poco densa dal punto di vista calorico, intestino che assorbe meno e anche semplice costituzione personale, senza che ci sia nulla di patologico. Se vuole possiamo ragionare insieme passo passo su come arricchire ciò che già mangia senza forzarla e adattando tutto alla sua tolleranza.
Mi auguro di essere stata uno spunto di riflessione e resto a disposizione.
Dott.ssa Valeria Papa Biologa nutrizionista
Dott.ssa Claudia Folcarelli
Nutrizionista, Fisioterapista
Roma
Buongiorno, mi occupo di nutrizione pediatrica. Personalmente non ritengo possibile fornirle indicazioni alimentari attreverso un semplice messaggio di risposta alla sua domanda. C'è bisogno di avere un quadro più ampio e dettagliato della situazione per poterle fornire le indicazioni giuste per poter gestire al meglio la fase delicata dello svezzamento che sta attraversando. Sono disponibile per un consulto nutrizionale online quando vuole.
Buongiorno, grazie per aver condiviso la situazione in modo così dettagliato.

Da quanto scrivi, tua figlia ha avuto un inizio delicato con basso peso alla nascita e difficoltà nell’assunzione di latte. È normale che a 9 mesi, se il latte cala e si introducono solo vasetti, il bilancio nutrizionale possa risultare insufficiente, perché i vasetti da soli non sempre coprono tutti i nutrienti necessari alla crescita, soprattutto in bambini che partono da un peso basso.

Alcuni punti pratici che possono aiutare:

1)Varietà dei cibi: quando possibile, oltre ai vasetti, introdurre cibi freschi frullati o passati (verdure, frutta, cereali, legumi ben cotti e frullati) può aumentare nutrienti e fibre.

2)Piccoli pasti frequenti: a questa età 5-6 pasti al giorno, anche piccolissimi, aiutano a garantire un apporto calorico adeguato.

3)Fonti proteiche e calorie “dense”: puoi aggiungere yogurt intero (se tollerato), formaggi morbidi, olio di oliva o un goccio di crema di legumi nei passati, che aumentano le calorie senza aumentare troppo il volume.

4)Mantenere latte come riferimento: anche se prende poco, il latte continua a fornire proteine di qualità e grassi essenziali; provare a offrirlo prima dei pasti può aiutare.

5)Testare consistenze diverse: a volte i bambini gradiscono consistenze più dense o piccoli pezzi morbidi da portare alla bocca da soli, stimolando interesse e autonomia.

6)Giochiamo con colori e odori: un piattino variopinto, pur tutto frullato, può rendere il pasto più attraente.

Il tuo intuito è corretto: quando il latte cala, i vasetti da soli spesso non bastano per garantire crescita ottimale. Non è un problema di salute grave se la bambina è sveglia e attiva, ma richiede attenzione alla densità calorica e alla varietà dei nutrienti.
Per qualsiasi altra informazione puoi contattarmi, sono disponibile per altre informazioni
Dott.ssa Daniela Pungente, Biologa Nutrizionista (Campi Bisenzio)
Dott.ssa Eleonora Risi
Nutrizionista
San Lazzaro di Savena
Buongiorno, la ringrazio per aver descritto con tanta chiarezza la situazione. Cercherò di rispondere in modo professionale, pratico e non allarmistico, rispettando quanto ha specificato.
Sua figlia è una bambina nata a basso peso (1.900 g), quindi con una storia nutrizionale più delicata, anche se oggi è in buone condizioni di salute, vigile e reattiva. In questi casi è abbastanza comune osservare scarso appetito, assunzioni di latte inferiori alla media e incrementi ponderali lenti, pur in assenza di patologie.
Lo svezzamento, soprattutto nei bambini con scarso introito di latte, non può basarsi solo sui vasetti, perché spesso hanno bassa densità calorica, saziano rapidamente senza fornire abbastanza energia e non sostituiscono il ruolo nutrizionale del latte. A 9 mesi il latte rimane un alimento fondamentale, anche se le quantità sono ridotte. Se assume 50–100 ml per poppata non è un fallimento, ma è importante aumentare la qualità calorica del resto della giornata. Non va forzata: la forzatura peggiora l’avversione.
Non serve cucinare piatti complessi. Basta arricchire ciò che già mangia.
1. Verdura (anche omogeneizzato)
2. Cereali (crema di riso, mais/tapioca, semolino, pastina)
3. Proteine (carne, pesce, legumi, uovo – anche in omogeneizzato)
4. Grassi aggiunti → fondamentali per aumentare peso
1 cucchiaino abbondante di olio extravergine d’oliva sempre presente
Eventualmente parmigiano grattugiato (se tollerato)
I grassi non appesantiscono, ma aumentano l’energia del pasto.
Gli omogeneizzati non sono sbagliati, ma vanno combinati e arricchiti. Esempio omogeneizzato di verdure, crema di cereali, omogeneizzato di carne/pesce/legumi, olio EVO. In questo modo il pasto diventa completo e più calorico.
Meglio pasti piccoli ma frequenti, senza aspettarsi grandi quantità a ogni pasto. Anche pochi cucchiaini ben bilanciati contano più di un vasetto “vuoto”.
In assenza di problemi clinici (come da controlli già effettuati), la ridotta forza è spesso legata a basso introito calorico, scarso apporto di grassi, storia di basso peso alla nascita. Non è sinonimo di malattia.
Non è mancanza di impegno o di capacità.
Gestire l’alimentazione di un bambino con scarso appetito è oggettivamente complesso, e il fatto che la bambina sia seguita, attiva e in salute è già un dato molto positivo.
Resto a disposizone per altri dubbi o domande.
Buongiorno, sarebbe utile fare una visita con un Dietista per stilare uno svezzamento personalizzato per la piccola anche in termini di PORZIONI. Ricordo inoltre che lo svezzamento dovrebbe avvenire gradualmente e non sostituire del tutto l'allattamento immediatamente. Rimango disponibile anche privatamente qualora fosse utile. Dott.ssa Alessandra Daidone Dietista
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Piove di Sacco
Gli omogeneizzati non sostituiscono il latte a 9 mesi.
Indicazioni pratiche:
il latte resta nutriente principale
aggiungere gradualmente:
crema di cereali
olio EVO
carne/pesce freschi frullati
aumentare densità calorica, non volume
La situazione non è patologica, ma va ottimizzata l’alimentazione.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Buongiorno,
la situazione che descrive è comprensibilmente fonte di preoccupazione, ma non siete in difetto: nei bambini nati piccoli e con un inizio difficile, il latte resta centrale, e quando ne assumono poco, i vasetti da soli spesso non garantiscono apporto sufficiente di nutrienti.

A 9 mesi lo svezzamento deve diventare più denso dal punto di vista energetico: abbinare una fonte proteica, carboidrati e una quota di grassi buoni (come olio extravergine) può fare una grande differenza sull’aumento di peso, senza dover forzare quantità o inventarsi piatti complessi. Non serve più latte del necessario: meglio che i pasti introdotti siano più nutrienti e concentrati. Anche piccoli accorgimenti quotidiani, fatti con costanza, possono supportare la crescita e dare più forza alla bambina.

Un percorso personalizzato, anche online, può aiutarvi a impostare lo svezzamento in modo sicuro, efficace e meno stressante, dando indicazioni pratiche giorno per giorno su cosa proporre e come distribuire i nutrienti.

Un caro saluto

Dott.ssa Monica Giovacchini
Dott.ssa Federica Puccetti
Dietista, Nutrizionista
Viareggio

Buongiorno,
provo a risponderle in modo più discorsivo e lineare, andando dritta al punto.
Da quello che racconta, la situazione di sua figlia è chiara: è una bambina sana, vigile, presente, ma con una storia di scarso apporto calorico fin dalla nascita. Il latte è sempre stato assunto in quantità limitate e, con lo svezzamento, questa riduzione non è stata realmente compensata, perché gli omogeneizzati da soli – per quanto pratici – non riescono a fornire abbastanza energia per sostenere un aumento di peso adeguato. Non è una questione di “mangia poco”, ma di cosa entra in quei pochi cucchiai.

Quando un bambino assume volumi piccoli, la leva principale diventa la densità nutrizionale. In altre parole, ogni pasto deve “rendere di più”. Gli omogeneizzati industriali sono sicuri e utili, ma spesso sono poveri di grassi e quindi poco calorici. È qui che si crea il gap.

Senza stravolgere l’organizzazione di casa e senza richiedere particolare fantasia, si può lavorare in modo molto semplice. Ogni pasto dovrebbe avere sempre tre componenti: una base di carboidrati (come crema di riso, semolino, pastina ben frullata), una quota proteica (carne, pesce, uovo, legumi o latticini adatti all’età) e, soprattutto, una fonte di grassi buoni. Il cucchiaino di olio extravergine d’oliva a fine pappa non è un optional: è l’elemento che fa davvero la differenza in termini calorici.

Ad esempio, una pappa fatta con pochi cucchiai di crema di cereali, un omogeneizzato di carne e un cucchiaino colmo di olio nutre molto di più di un vasetto “completo” mangiato a fatica. Le verdure possono esserci, ma non devono essere protagoniste in questa fase: saziano senza dare energia.

Si possono inserire anche alimenti semplici ma molto efficaci come ricotta vaccina pastorizzata, yogurt bianco intero senza zucchero, oppure il tuorlo dell’uovo ben cotto. Sono alimenti che occupano poco volume ma hanno un ottimo rendimento nutrizionale, ideali per una bambina che mangia piccole quantità.

Per quanto riguarda il latte, se l’assunzione è bassa, il focus non deve essere forzare il biberon, ma accettare il limite e distribuire quello che prende nei vari momenti della giornata. Il latte resta importante, ma non deve diventare una battaglia: l’energia può arrivare anche dai pasti solidi, se costruiti bene.

In sintesi, il messaggio chiave è questo: non serve farle mangiare di più, serve farle mangiare meglio, in modo più concentrato e funzionale alla crescita. Con pochi aggiustamenti mirati, anche una routine semplice può diventare nutrizionalmente efficace e sostenere il recupero di peso in modo graduale e naturale.

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Tommaso Gabriele Veronesi

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