Buonasera, sono un ragazzo di 27 anni in terapia da un anno per tratti legati al disturbo borderline

20 risposte
Buonasera, sono un ragazzo di 27 anni in terapia da un anno per tratti legati al disturbo borderline. Da circa tre settimane sono in crisi per una cosa che ho fatto: ho tradito la mia fidanzata, con cui sto da 4 anni. La nostra relazione, complice anche la terapia, è sempre andata bene: comunichiamo, ci divertiamo assieme, viviamo assieme e non l'ho mai tradita. 6 mesi fa però ho conosciuto una ragazza che fin dal primo sguardo mi ha fatto perdere la testa e dopo aver resistito per diversi mesi alla fine ho ceduto e siamo andati a letto insieme.
Ciò ha attivato in me un trauma enorme relativo alla paura di essere abbandonato e di non valere abbastanza, provo un senso di colpa gigante e ansia continua nei confronti della mia ragazza, che ancora non sa nulla. Mi sento molto confuso e a giorni alterni tendo a idealizzare e svalutare prima una ragazza e poi l'altra e non so quale decisione prendere, se non dire nulla e provare a migliorare come ragazzo o se chiudere la relazione dicendogli ciò che ho fatto e provarci di nuovo con l'altra ragazza. In ogni caso sento una gran paura di poter rimanere solo, motivo per cui sono bloccato. Non saprei spiegarmi meglio sui sentimenti che provo, prima del tradimento ero convinto di amare la mia ragazza, ma ora non lo so più e vivo un po' nella paranoia. Non mi sento molto compreso dalla mia terapeuta riguardo all'argomento, lei mi dice di non dire nulla ora perché è stata la parte di me più impulsiva e sola ad agire, motivo per cui sono qua a chiedere un consulto.
Non so se può essere utili ai fini del consulto, ma l'approccio della mia terapeuta è cognitivo comportamentale.
Dott. Matteo Mossini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Buongiorno, diversamente dalla tua terapeuta non ti direi cosa fare o non fare, ma devi incominciare a riflettere sulla scelta di prenderti o meno la responsabilità di quello che fai. Un buon traguardo sarebbe anche quello di differenziarsi dalle proprie caratteristicvhe per non rischiare di usarle come parziale giustificazione. In ogni caso questa situazione ha più a che fare con la tua etica che con la patologia.

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Dott.ssa Simona Marzano
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
La cosa più importante è proprio la sua sfiducia nella sua terapeuta. Credo che la fiducia vada costruita e guadagnata, non data, appunto, per scontata. Sono d'accordo con la sua terapeuta che a tradire sia stata una parte di lei e che ad amare la sua ragazza sia un'altra parte ancora, questo ovviamente non può bastare a pacificarla. Trovi un modo con la sua psicologa per indagare sui motivi che la portano a dubitare di tutto, di sé stesso, della sua ragazza, della potenziale nuova fiamma. La parte che dubita avrà delle ottime ragioni per non contare su certezze granitiche. Le sue esperienze di vita glielo avranno dimostrato. Ma la fiducia si basa anche sulla accettazione che a volte si può sbagliare, oppure che tutti hanno dei limiti, e anche che fare esperienza non è un peccato mortale. Quando la sua parte dubitante si sentirà ascoltata e rassicurata che si può essere al sicuro anche nell'incertezza, forse farà un passo indietro e le permetterà di sbagliare senza tanta paura del giudizio. L'errore è inevitabile, ma ci dà anche tante informazioni utili. Ne parli con la sua psicologa, che mi sembra una persona comprensiva e flessibile.
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, posso solo immaginare il dolore che sente. Ciò che è accaduto le ha aperto una ferita, che racconta forse un po di lei e del suo dolore. Non posso dirle cosa sia più giusto fare, poiché non credo esista un giusto o uno sbagliato in termini assoluti. Provi a continuare ad esplorare quanto accaduto con la sua terapeuta condividendo anche non si sente capito. Cordialmente Dott.ssa Alessai D'Angelo
Dr. Massimo Mestroni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Trieste
Buongiorno, pur avendo un altro approccio, almeno transitoriamente concorderei con il non dire nulla, cioè aspetterei e cercherei di "mentalizzare" cioè capire, comprendere, descrivere le emozioni che sta provando, posto che tendenzialmente nelle situazioni "border" spesso si tende ad agire le emozioni, piuttosto che appunto elaborarle psicologicamente. Infatti in molti casi (anche se non sempre) è l'elaborazione psicologica che permette il contenimento o per lo meno il rinvio del passaggio all'azione impulsiva. Tra l'altro potrebbe darsi che in questo momento dentro di lei vi siano pure dei vissuti di colpa (mi perdoni il termine: più o meno inconsci), che possono spingere, forse attualmente in maniera inopportuna, a "confessare" con la speranza probabilmente infondata di una rapida assoluzione da parte della sua ragazza. Suggerirei piuttosto di continuare il lavoro di introspezione psicoterapica, per capire se si è trattato di un incidente di percorso legato anche ad una certa impulsività oppure se in effetti l'accaduto è un segnale di un rapporto di coppia ormai "affaticato". In realtà (donne e uomini non è una questione di genere) inseriti in rapporti di coppia di lunga durata, possono nel loro percorso di vita incontrare persone affascinanti; sarebbe utopistica l'idea per cui abbiamo incontrato l'unica persona al mondo della nostra vita. In questi casi a seconda delle variabili caratteriali, situazionali, sociali, culturali, ecc. può capitare o meno un passaggio all'atto. Ecco perché andrei a ribadire la necessità di comprendere, al di là di comprensibili angosce relative all'abbandono (tipiche delle personalità border), se si è trattato appunto di un "incidente" favorito da un certo discontrollo o se in effetti, al di là dell'angoscia abbandonica, lei si trova in un rapporto di coppia che nel profondo percepisce ormai come "al termine". Di solito un indicatore in questi casi potrebbe essere la tendenza o meno a percepire il desiderio dei suddetti incidenti di percorso in maniera sempre più impellente (quasi come fosse un seduttore seriale) o meno. Oppure un altro indicatore potrebbe essere un pensiero pervasivo ed intrusivo relativo all' "altra" piuttosto che alla sua ragazza, pervasività che ad ogni modo andrebbe affrontata in terapia, almeno tramite più di un colloquio, prima di decisioni del tipo "o tutto o niente".
Cordialmente,
M.M.
Dr. Fabio Ricardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Perdonalmente mi trovo d'accordo con quello che dice la tua terapeuta, e cioè che "è stata la tua parte più ipulsiva e sola ad agire", e quindi al momento è meglio per te non fare altre scelte impulsive.Interessanti le parole che usi: "impulsiva", e si capisce; "sola"sembra dire che quella parte di te ha paura ma anche una specie di spinta a essere sola. E quindi è bene farci attenzione!
Un altro punto importante è il senso di colpa "giagante" che tu provi, e il "trauma enorme relativo alla paura di essere abbandonato e di non valere abbastanza". Chi viene per primo è il senso di colpa. Quando ci sentiamo colpevoli è come se tornassimo piccoli piccoli,da cui si capiscono le paure di cui parli. Bisogna trasformsre il senso di colpa in senso di responsabilità, cioè prendere atto delle nostre azioni, comprenderne il significato, e rendersi conto che, nella massima parte dei casi, ciò che abbiamo fatto si può riparare. E quindi non mandare all'aria il resto della propria vita per un'azione impulsiva.
Dott. Cosimo Russo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Angri
Quello che ti è capitato è abbastanza frequente ovvero il fatto che dopo una relazione piena, felice, stabile e positiva si possa incorrere in una nuova conoscenza che manda all'aria tutto quello che abbiamo costruito. E' bastata una nuova ragazza a farti andare in confusione riguardo i tuo convincimenti sulla relazione, sull'amore, sull'idea che avevi del rapporto. Il fatto ti consente di cogliere l’occasione per porti una domanda, ovverossia, se il rapporto che tu hai con la tua fidanzata riempie tutta la tua fame d'amore che senti dentro oppure no.
Un’ altra considerazione fondamentale che è necessario tenere conto è che essendo un paziente affetto da disturbo borderline sei esposto di fonte a stimoli di piacere a reagire impulsivamente in maniera estrema attraverso un forte coinvolgimento emotivo. Quello che a livello profondo accade è che le tue pulsioni vengono sollecitate in maniera eccessiva. Finchè questi punti i non vengono chiariti e riportati dentro una cornice di ragionamento Adulto e guadagnato un forte esame di realtà è bene non fare scelte che possono rivelarsi anch'esse impulsive e nocive per la tua personalità.
Il lavoro analitico che consiglio deve essere un lavoro psicodinamico esperienziale che ricerchi le cause del come mai di fronte un una nuova ragazza la tua pulsione dell'eros e del piacere non trova un argine ed un confine, nè con riguardo al legame che hai con la tua fidanzata, nè facendo riferimento alla tua pulsione identitaria frutto dei tuoi principi, valori, credenze, stile di vita che hai costruito durante la tua vita. Ti consiglio con il tuo terapeuta di fare chiarezza su tutto questo e insieme trovare la strada per prenderti curo del tuo disagio e malessere.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Caro ragazzo,
quello che stai vivendo è comprensibilmente molto complesso e doloroso. Da ciò che scrivi, emerge chiaramente quanto questo evento abbia attivato dinamiche profonde legate alla tua storia personale e alle tue fragilità, in particolare la paura dell'abbandono e la svalutazione/idealizzazione tipica di certe modalità di funzionamento emotivo.


La confusione che provi è comprensibile: il tradimento, oltre a mettere in discussione la relazione con la tua fidanzata, sembra aver scosso anche la percezione che hai di te stesso. È importante ricordare che i sentimenti, specie in momenti di crisi, possono essere difficili da decifrare e sono influenzati da molti fattori, incluso il senso di colpa, l'ansia ei conflitti interiori.


Riguardo al consiglio della tua terapeuta, l'idea di evitare decisioni impulsive o confessioni immediate potrebbe avere senso nel contesto di un approccio volto a lavorare prima su di te e su ciò che ha motivato il comportamento. Questo non significa ignorare l'accaduto o trascurare le emozioni coinvolte, ma piuttosto affrontarle in modo graduale e consapevole, senza danneggiare ulteriormente te stesso o gli altri.


L'ambivalenza che descrivi verso entrambe le ragazze potrebbe essere un riflesso del tuo stato emotivo attuale, caratterizzato da instabilità e paura della solitudine. È essenziale non prendere decisioni affrettate, ma permetterti di esplorare, con il supporto di uno specialista, i tuoi bisogni autentici, le tue paure ei tuoi desideri.


Detto ciò, sentire di non essere compreso pienamente nella terapia è un segnale che merita attenzione. È importante parlarne apertamente con la tua terapeuta per capire se ci sono aspetti del vostro lavoro che possono essere migliorati o approfonditi. Se dovessi continuare a percepire questa difficoltà, potrebbe essere utile confrontarti con un altro specialista per un secondo parere.


In ogni caso, affrontare una situazione così delicata e complessa richiede il supporto di un professionista qualificato, che possa aiutarti a elaborare i tuoi vissuti ea prendere decisioni in linea con il tuo benessere. Ti invito a continuare il percorso terapeutico, eventualmente integrandolo con un confronto più approfondito.

Un caro saluto,

Dott.ssa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Cristina Bernucci
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Velletri
Buonasera e grazie per aver condiviso la sua storia con tanta sincerità. La situazione che descrive è complessa e carica di emozioni intense, e comprendo il suo desiderio di cercare una guida e una maggiore chiarezza.
Riflessioni sulla Situazione
Confusione Emotiva e Senso di Colpa: è comprensibile che l'esperienza del tradimento abbia innescato una crisi interiore e sentimenti di colpa. La paura dell'abbandono e la percezione di non essere abbastanza possono amplificare la sua ansia e la sua confusione. Queste emozioni, se non gestite adeguatamente, possono influenzare le sue decisioni e il suo benessere complessivo.
Alternanza tra Idealizzazione e Svalutazione: questo fenomeno è comune e può rendere ancora più difficile prendere decisioni chiare e consapevoli. La fluttuazione tra idealizzare e svalutare le persone è un meccanismo di difesa che protegge dall'intensità delle emozioni, ma può anche creare instabilità nelle relazioni.
Strategie di Gestione
Chiarezza sui Sentimenti: prendersi del tempo per esplorare e comprendere i propri sentimenti è fondamentale. Potrebbe essere utile dedicare momenti di riflessione personale o utilizzare strumenti come la scrittura per chiarire ciò che prova veramente per entrambe le persone coinvolte.
Comunicazione Onesta: una comunicazione aperta e onesta, anche se difficile, è essenziale in una relazione sana. Decidere se e quando condividere la verità con la sua fidanzata dipenderà dalla sua valutazione della situazione e dall'obiettivo di preservare l'integrità del rapporto. Tuttavia, è importante considerare l'impatto emotivo che questa rivelazione potrebbe avere su entrambi.
Supporto Terapeutico: è cruciale mantenere il dialogo aperto e cercare di esprimere i suoi bisogni e preoccupazioni in modo chiaro. Cercare il supporto di un terapeuta o di un consulente può offrire uno spazio sicuro per esplorare questi sentimenti e trovare soluzioni che rispettino il suo benessere emotivo.
Affrontare la Paura della Solitudine: la paura di rimanere solo può influenzare significativamente le sue decisioni. Lavorare sulla propria autostima e sulla capacità di affrontare la solitudine può rafforzare la sua resilienza emotiva e aiutarlo a prendere decisioni più equilibrate e consapevoli.
Conclusione
La situazione che sta vivendo richiede tempo, pazienza e una profonda riflessione. È importante che qualsiasi decisione presa sia allineata con i suoi valori personali e con il desiderio di migliorare il proprio benessere emotivo. Le auguro di trovare la serenità e la chiarezza necessarie per affrontare questa situazione nel modo migliore per lei.
Cordiali saluti.
Dott. Marco Di Campli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Verona
Buonasera,

La situazione che descrive è indubbiamente complessa e tocca molti aspetti della sua vita personale e terapeutica. Partirei dalla diagnosi di disturbo borderline di personalità per riflettere su un aspetto importante: quanto questa etichetta contribuisce realmente alla comprensione di ciò che sta vivendo?

Da una prospettiva interazionista, diagnosi come quella di disturbo borderline non sono necessariamente una descrizione accurata di una condizione intrinseca della persona, ma spesso rappresentano un modo per classificare comportamenti e vissuti che emergono in specifici contesti relazionali. La diagnosi, in questo senso, rischia talvolta di focalizzarsi sui sintomi osservabili, tralasciando il significato che questi possono avere nel contesto della vita e delle esperienze individuali.

La difficoltà che descrive – tra idealizzazione e svalutazione, senso di colpa, paura della solitudine e confusione rispetto ai propri sentimenti – può essere letta in molteplici modi, e una diagnosi rischia di ridurre la complessità di queste dinamiche a un’etichetta che, se non ben contestualizzata, può non fornire strumenti utili per affrontare ciò che sta vivendo.

In un quadro terapeutico, sarebbe utile interrogarsi su come questa diagnosi sia stata introdotta nel suo percorso, quale significato le viene attribuito e in che misura è stata condivisa con lei. Può essere importante chiarire se l’approccio adottato si focalizza più sulla gestione dei sintomi o sulla comprensione delle esperienze sottostanti.

Se sente che il percorso attuale non le sta offrendo lo spazio o gli strumenti per affrontare questa fase di crisi, potrebbe essere utile discuterne apertamente con la sua terapeuta o, se necessario, esplorare altre prospettive terapeutiche. Ogni percorso può essere rimodulato o affiancato da punti di vista differenti, che potrebbero aiutarla a trovare un senso più profondo e personale alle esperienze che sta vivendo.

Un saluto,
Dott. Marco Di Campli
Dott.ssa Claudia Camplone
Psicologo, Psicoterapeuta
Pescara
Caro utente, bisogno cercare di comprendere cosa sente ancora per la sua ragazza , forse é una storia arrivata al capolinea? Un aspetto peró di fondamentale importanza e che non dovrebbe essere assolutamente sottovalutato é che lei non si sente compreso dal suo terapeuta, per cui le consiglio di riportare il suo sentire in terapia . Non possono esserci le basi se non ci si sente compresi dal próprio psicoterapeuta.
Saluti
Dott.ssa Antonella D'Orlando
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve,
la situazione che descrive è un intreccio complesso di emozioni contrastanti, e questo potrebbe contribuire a un senso di smarrimento e blocco. Da un lato, parla del legame profondo con la sua fidanzata, una relazione stabile e ricca di momenti di condivisione. Dall’altro, racconta di un’attrazione intensa per questa nuova persona, che ha scosso le sue certezze. Queste due esperienze sembrano attivare parti diverse di sé: da un lato il bisogno di sicurezza e continuità, dall’altro il richiamo di qualcosa di nuovo, inaspettato e potenzialmente trasformativo.
Questa ambivalenza – amare la sua fidanzata e, al contempo, sentirsi attratto da un’altra persona – non è un errore o una contraddizione da risolvere frettolosamente, ma un territorio da esplorare. Ciò che vive potrebbe rivelare bisogni profondi e domande irrisolte sulla sua identità, sul significato dell’amore e sul ruolo delle sue relazioni. È importante notare come lei alterni idealizzazione e svalutazione verso entrambe le persone coinvolte: un movimento tipico nei momenti di crisi, in cui cerchiamo di dare un senso a emozioni difficili da contenere.
Questa ambivalenza si lega anche alla paura dell’abbandono e alla sensazione di non essere abbastanza, che descrive con grande lucidità. Tradire non è solo un atto verso un’altra persona, ma anche un gesto che coinvolge sé stessi: spesso riflette un conflitto interno, una ricerca di risposte a domande che, forse, non erano ancora chiare. Potrebbe essere utile chiedersi: cosa rappresenta questa nuova persona per lei? Cosa le ha smosso così profondamente? E, al tempo stesso, che significato ha, oggi, la relazione con la sua fidanzata?
Provi a non giudicare ciò che sente, ma a osservarlo con curiosità. I sentimenti di colpa e confusione che emergono sono segnali di una profonda riflessione in corso, un invito a esplorare se stesso e il modo in cui vive le sue relazioni. È comprensibile che si senta bloccato, soprattutto di fronte alla paura di rimanere solo, ma proprio questo blocco può diventare una strada per comprendere meglio ciò di cui ha bisogno.
Riguardo alla terapia, se percepisce che la sua terapeuta non le offre lo spazio necessario per affrontare questi temi, potrebbe essere utile condividere apertamente il suo vissuto in seduta. Potrebbe scoprire aspetti del suo percorso che non aveva considerato, oppure valutare insieme eventuali alternative che la facciano sentire più sostenuto. Ricordi che la terapia è un luogo per contenere anche le parti di sé che giudica più impulsive o “sbagliate”.
Si dia tempo per abitare questa ambivalenza, anche se può sembrare faticosa. Non sempre le risposte arrivano subito, ma il percorso stesso può aiutarla a far emergere una nuova consapevolezza.

Saluti.
Antonella D'Orlando

Dott.ssa Giulia Sardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Cagliari
Salve, al di là della sua terapeuta (che di base non potrebbe dare alcun consiglio se non portare lei a fare quello che si sente, alla luce dei suoi vissuti e degli stati emotivi che vive e di cui può aumentare la consapevolezza grazie alla terapia stessa), penso che sia importante che lei si prenda del tempo per lavorare su di sé e sulla comprensione della sua sfera emotiva, senza eccessivo "giudizio". Non ci sono risposte giuste o sbagliate a riguardo, "ogni vita è un romanzo" unico e anche le strade che possono sembrare chiare non danno alcuna certezza in quanto non siamo noi gli unici attori. Lei parla di "senso di colpa", di "paura di essere abbandonato" e queste sono tematiche che hanno le loro radici ben oltre l'attuale presente e su questo ci sarebbe molto da approfondire. Spero possa trovare la via più adeguata al suo sentire, a volte queste situazioni possono essere trasformative, generative e grazie alla "crisi" ci può essere successivamente, in alcuni casi, anche un miglioramento della coppia stessa. Le auguro il meglio nonostante la sua attuale percezione di "confusione" e di "blocco": troverà la via più adeguata per se stesso.
Dott.ssa Elena Santomartino
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Preganziol
Buongiorno, i suoi dubbi sono legittimi. Una psicoterapia è consigliata perché, se da una parte "guarisce" gli stati d'animo che non la fanno stare bene, dall'altro "educa" alla consapevolezza e alla conoscenza di sé.
La conseguenza di questa "educazione" è che poi lei è in grado di fronteggiare tutto ciò che la vita ci riserva quotidianamente, in modo adeguato.
Se non trova riscontro con lo psicoterapeuta che sta frequentando o dovesse frequentare, conviene cambiare.
Ognuno ha un suo metodo di lavoro e non è detto che quel metodo vada bene per lei.
A disposizione per qualsiasi chiarimento, la saluto cordialmente.
dr.ssa Elena Santomartino, psicologa psicoterapeuta
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, credo che sia necessario lavorare e ascoltare proprio quella parte impulsiva che tanto teme e comprendere se è la stessa parte che ha paura di essere abbandonato. Faccia il punto della situazione con chi la segue e valuti il da farsi. Ascoltare le parti più buie e capire dove vogliono arrivare e perché, è fondamentale per integrarle. Respingerle non serve a molto, se non ad averne più timore.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buonasera, comprendo la difficoltà della tua situazione e l’intensa confusione che provi. I tuoi sentimenti contrastanti, l’idealizzazione e la svalutazione delle persone che coinvolgi, e la paura di rimanere solo sono dinamiche comuni nel disturbo borderline di personalità, che è caratterizzato dalla difficoltà nel gestire le emozioni e nelle relazioni interpersonali.

Il tradimento e il trauma che ne è derivato hanno probabilmente amplificato la tua paura di abbandono e di non valere abbastanza, portandoti a vivere la relazione in modo più ansioso e ambivalente. La paura di rimanere solo ti blocca, rendendo difficile fare una scelta chiara e consapevole. È importante considerare che le emozioni che stai vivendo in questo momento sono influenzate da un mix di dinamiche impulsive e di profondi bisogni emotivi non soddisfatti.

Il trattamento che stai seguendo con la tua terapeuta cognitivo-comportamentale è utile, ma potrebbe essere vantaggioso integrare un approccio che affronti anche le emozioni più profonde e i conflitti interni che ti bloccano. Una Psicoterapia Breve Strategica (PBS) potrebbe aiutarti a comprendere meglio i tuoi comportamenti impulsivi e le tue reazioni emotive, consentendoti di prendere decisioni più consapevoli e mature.

Il consiglio di non dire nulla per ora potrebbe essere legato all’intento di evitare azioni impulsive che potrebbero compromettere ulteriormente la situazione. Tuttavia, riflettere sulle tue paure, sui tuoi bisogni e sul significato di questo tradimento nella tua vita, con l’aiuto di un professionista, ti permetterebbe di esplorare le tue emozioni più profonde e di fare chiarezza sulla direzione da prendere, senza agire per paura o impulso.

In sintesi, potresti continuare la terapia con il tuo attuale terapeuta o considerare un approccio come la PBS, che si concentra sulla gestione dei comportamenti impulsivi e delle emozioni conflittuali.
Dott.ssa Annesa Farinello
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Vicenza
Buona sera, la inviterei ad abbandonare qualsiasi senso di colpa perchè quelo che descrive è un fatto che capita spesso alle persone: hanno un legame con una persona e nel contempo ne desiderano/ o provano un sentimento per un'altra. Forse il nuovo incontro appare utile perchè la aiuta ad approfondire e a riflettere maggiormente su di sè, su quello che vuole, sulla sua identità e sulla vita che vuole costruire. La inviterei a vivere questa situazione di ambivalenza come una opportunità di conoscersi meglio e non come un dramma. I miei più sentiti auguri di Buon anno! mi faccia sapere
Dott. Matteo Guariso
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Udine
Quello che stai vivendo racconta di un momento di profonda crisi, dove emozioni contrastanti e difficili da contenere stanno mettendo alla prova il tuo senso di identità e le tue relazioni più importanti. Il tradimento, la colpa, la confusione nei sentimenti e il timore della solitudine sembrano essere manifestazioni di dinamiche interne più complesse, legate al tuo rapporto con te stesso e con la tua capacità di reggere l’intimità emotiva.

L’oscillazione tra idealizzazione e svalutazione, che descrivi nei confronti di entrambe le ragazze, potrebbe riflettere il conflitto tra parti diverse di te: quella che desidera stabilità e sicurezza, rappresentata dalla tua relazione attuale, e quella che ricerca emozioni intense e una sorta di libertà, simboleggiata dall’altra ragazza. Questo movimento interno potrebbe essere collegato alla paura dell’abbandono e al bisogno di conferme, che spesso accompagnano i tratti borderline.

È importante non affrontare questa crisi come un semplice problema di scelta tra due persone, ma piuttosto come un’occasione per comprendere meglio le tue dinamiche emotive e relazionali. Cosa rappresentano queste due donne per te? Quali bisogni stanno emergendo e come puoi prendertene cura senza farti sopraffare dall’impulsività?

La terapia psicodinamica potrebbe offrirti uno spazio per esplorare questi vissuti con profondità, per dare senso alla tua confusione e capire come costruire una relazione più stabile con te stesso e con gli altri. Il senso di colpa e l’ansia che provi possono essere segnali preziosi: non tanto da temere, quanto da ascoltare e interpretare per comprendere cosa ti sta chiedendo la tua psiche.

Se senti di non essere del tutto compreso nell’approccio attuale, un confronto insieme potrebbe aiutarti a esplorare questi temi da una prospettiva diversa, mettendo al centro i tuoi vissuti emotivi e relazionali. Questo momento difficile potrebbe diventare una tappa importante del tuo percorso di crescita e consapevolezza.
m.g.
Dott.ssa Giulia Virginia La Monica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Buongiorno, spiacente per il disagio che riporta.
Pare essere un momento di dubbi e sensazioni contrastanti. Non conosco la situazione come il professionista che La segue, ma effettivamente in momenti di forte emozione (positiva o negativa indipendentemente)-attivazione può essere utile rallentare e chiarire a sé (prima che agli altri) dove andare.
Immagino possa essere complesso, per cui il mio invito è di appoggiarsi allo spazio di terapia.
Saluti
Dott.ssa Anna Marcella Pisani
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
dal mio punto di vista, credo sia più utile ed opportuno, invece, fare chiarezza con la sua fidanzata e svelare l'accaduto, naturalmente valutando i tempi e modi più giusti.
Portare dentro di sè questo peso/segreto, può incrementare, infatti, il suo disagio, nasconderlo non è una strategia che può aiutarla ad evolvere e a conoscersi meglio.
Chiarire con la sua fidanzata, parlarle apertamente significa anche affrontare con coraggio le conseguenze delle nostre azioni, atteggiamento in cui ci si assume la responsabilità di ciò che siamo e poi da lì si decide cosa fare.
Capisco la sua paura rispetto all'eventualità di rimanere solo, ma è importante cercare di fare chiarezza in ciò che siamo e in ciò che vogliamo, altrimenti il nostro disagio sarà aumentato proprio da questa ulteriore confusione.
Le auguro di risolvere la sua situazione
Dr. Michele Martino
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Monteroni di Lecce
Buongiorno, prenda in considerazione la possibilità di parlare in terapia del suo sentirsi non compreso, potrebbe essere un momento importante.

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