Buonasera, ho bisogno di aiuto! Stando in casa tutto il giorno per il blocco dovuto al coronavirus,
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Buonasera, ho bisogno di aiuto! Stando in casa tutto il giorno per il blocco dovuto al coronavirus, indi per cui vivendo di piu in famiglia, mi sono accorto che mio fratello il quale assume depakin! Da più di 10 anni è peggiorato notevolmente!!!!!!! I sintomi che ho riscontrato guadandolo nella quotidianità e parlandone con lui sono, ovviamente un aumento notevole del peso, frequenti mal di testa forti, tremori alle mani ,movimenti degli occhi impulsivi, sbalzi di umore notevoli e aggressivita a momenti ! Chiedo perfavore aiuto ! Perche non so come procedere per una eventuale sostituzione del farmaco! Grazie attendo dei consultivi da parte vostra. Grazie oscar
Carissimo Oscar, comprendo la preoccupazione per suo fratello, sicuramente amplificata a causa del delicato momento, ma è importante non procedere di propria iniziativa quando si tratta di maneggiare la terapia farmacologica. Le consiglio di contattare telefonicamente il proprio medico curante o eventualmente uno psichiatra spiegando la situazione attuale. Questo chiaramente può farlo in prima persona suo fratello. Un saluto
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Buongiorno. Possibile che suo fratello accusi il colpo con le sue risorse. Possibile che anche lei si sia ritrovato di fronte una situazione tempo fa scotomizzata e che a sua volta lei stesso si sia "perso dei pezzi". La invito a considerare che le famiglie sono sistemi circolari, vanno osservati con il grandangolo, più che con la lente di ingrandimento. Ragion per cui lei nn è un osservatore neutrale. Chiedetevi forse insieme in che modo questa quarantena stia alterando equilibri faticosamente raggiunti. Forse insieme riuscirete a trovare un consenso per poter agire. Diversamente seguendo un criterio meccanicista si rischia il rifiuto e l'opposizione
Buonasera Oscar! Il farmaco di cui parla può essere usato per il trattamento di più di un disturbo, non parla di quale ma i tremori potrebbero essere legati alla posologia. Per quanto detto è opportuno che si rivolga al medico che glielo ha prescritto per rivalutarne il dosaggio o cambiarlo. Se non avesse più il dottore di riferimento perché è trascorso troppo tempo, dovrebbe quanto prima contattarne un altro. Partire da tutto ciò è fondamentale per decidere il da farsi una volta stabilizzato il quadro generale. Dia sue notizie al più presto.
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
La terapia deve essere rivista da uno psichiatra. Da quello che dice, deve essere rivista con una certa urgenza. Si ricordi che, anche in una situazione del genere, può ricorrere sia a visite online abbastanza celeri che, in casi estremi, al pronto soccorso.
Gentile Oscar,
Capisco la preoccupazione per suo fratello e che voglia cercare di trovare una soluzione a questa esacerbazione dei sintomi che ha descritto. Per risolvere tale situazione dovreste contattare il medico che ha prescritto il farmaco, in quanto suppongo che ci sia stata da parte sua una valutazione sia del farmaco più adatto sia della posologia più indicata. Se ha difficoltà a ricontattarlo, suo fratello, con il suo aiuto se ne ha bisogno, può rivolgersi ad uno psichiatra il quale deciderà il tipo di cura di cui necessita. Attualmente, vista l’emergenza sanitaria Covid-19, potrebbe trovare psichiatri disposti soltanto ad un consulto online, ma questo non comporta che non possa trovare il medico che possa aiutarvi. Saluti. MF
Capisco la preoccupazione per suo fratello e che voglia cercare di trovare una soluzione a questa esacerbazione dei sintomi che ha descritto. Per risolvere tale situazione dovreste contattare il medico che ha prescritto il farmaco, in quanto suppongo che ci sia stata da parte sua una valutazione sia del farmaco più adatto sia della posologia più indicata. Se ha difficoltà a ricontattarlo, suo fratello, con il suo aiuto se ne ha bisogno, può rivolgersi ad uno psichiatra il quale deciderà il tipo di cura di cui necessita. Attualmente, vista l’emergenza sanitaria Covid-19, potrebbe trovare psichiatri disposti soltanto ad un consulto online, ma questo non comporta che non possa trovare il medico che possa aiutarvi. Saluti. MF
Buonasera, purtroppo noi psicoterapeuti possiamo solo dargli un consiglio, cioè lei ha fatto bene a notare questi disturbi in suo fratello. In questo periodo con il virus forse si saranno accentuati e vivendo più a contatto, lei ha potuto notare meglio un peggioramento. Quindi l'unica cosa da fare è di non prendere nessuna iniziativa, ma per quanto riguarda gli psicofarmaci bisogna consultare sempre il professionista che inizialmente glieli ha prescritti. Se non è possibile contattarlo ne contatti un'altro anche on-line e si faccia aiutare spiegando i sintomi, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Gentile utente,
per gli eventuali effetti collaterali legati agli psicofarmaci dovrebbe chiedere allo Psichiatra che li ha prescritti.
Saluti
per gli eventuali effetti collaterali legati agli psicofarmaci dovrebbe chiedere allo Psichiatra che li ha prescritti.
Saluti
Buongiorno Oscar,
L’unica soluzione è di contattare telefonicamente il medico curante o lo psichiatra di riferimento per aggiornamento ed eventualmente modifica del farmaco. Mi domando però come mai sia lei a volersi rivolgere al medico: la fantasia che mi sono fatta è che lui non se ne sia accorto?
Ha fortuna ad avere un fratello come lei, attento.
Vi auguro il meglio.
Dott.ssa Patrizia Provasi
L’unica soluzione è di contattare telefonicamente il medico curante o lo psichiatra di riferimento per aggiornamento ed eventualmente modifica del farmaco. Mi domando però come mai sia lei a volersi rivolgere al medico: la fantasia che mi sono fatta è che lui non se ne sia accorto?
Ha fortuna ad avere un fratello come lei, attento.
Vi auguro il meglio.
Dott.ssa Patrizia Provasi
Buongiorno, se ha notato un peggioramento nello stato di salute di suo fratello é necessario mettersi in contatto col medico che ha prescritto la cura farmacologica.
Buongiorno Oscar,
Per quanto concerne l'aspetto strettamente medico si può rivolgere al medico curante o a uno psichiatra. La situazione di limitazione che stiamo vivendo mette alla prova l'aspetto emozionale di tutti, facendo amplificando alcuni fenomeni e facendone emergere altri che prima restavano celati dalla routine quotidiana. Può essere di grande beneficio in questo momento associare un percorso di supporto psicologico sia per suo fratello, ma anche per i familiari che sono disponibili a questo. Creare un ambiente emotivamente libero e leggero è di grande aiuto alle persone più fragili.
Buona giornata. Francesca Castelli
Per quanto concerne l'aspetto strettamente medico si può rivolgere al medico curante o a uno psichiatra. La situazione di limitazione che stiamo vivendo mette alla prova l'aspetto emozionale di tutti, facendo amplificando alcuni fenomeni e facendone emergere altri che prima restavano celati dalla routine quotidiana. Può essere di grande beneficio in questo momento associare un percorso di supporto psicologico sia per suo fratello, ma anche per i familiari che sono disponibili a questo. Creare un ambiente emotivamente libero e leggero è di grande aiuto alle persone più fragili.
Buona giornata. Francesca Castelli
Risposta di competenza medica o psichiatrica.
Gentilissimo Oscar, come già consigliato da altri colleghi, il primo passo da fare è contattare lo Psichiatra di riferimento che ha prescritto il farmaco o qualora questo non sia raggiungibile, altro Psichiatra della sua zona. Eviterei assolutamente aggiustamenti farmacologici "fai da te". Una volta corretta la terapia farmacologica potreste valutare l'opportunità di un supporto Psicologico per l'elaborazione della difficile situazione attuale e dei vissuti che questa comporta influenzando anche l'espressione dei sintomi. Molti professionisti (direi la maggior parte) offrono la possibilità di consulti anche online. Auguro a lei e alla sua famiglia di poter ritrovare la maggior serenità possibile. Una buona giornata. Dott. Michele Vecera
Gentile Oscar, indubbiamente il momento storico attuale ha alterato gli equilibri di tutti, e sicuramente le persone più fragili e con risorse più limitate ne hanno risentito maggiormente. È quello che sembra essere accaduto a suo fratello, e senza dubbio anche lei in questo momento di grande difficoltà si sente più vulnerabile e sotto pressione. Per questo le consiglio di chiedere aiuto al medico curante che ha prescritto il farmaco, oppure di contattarne uno nuovo se la presa in carico è scaduta, e spiegargli la situazione in modo che possa fornirle il supporto richiesto e stabilire la terapia farmacologica migliore per suo fratello.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Elisa Paterlini
In bocca al lupo!
Dott.ssa Elisa Paterlini
Buongiorno, anche la mia risposta prevede che lei si indirizzi al più presto a uno psichiatra. Questo perché il tipo di medicinale può essere prescritto solo da uno psichiatra che può anche fare una valutazione degli effetti globali. Tutti i comportamenti e l'aumento di peso possono essere dovuti al farmaco, come anche possono essere le manifestazioni della sua specifica patologia. Non dice se suo fratello lavorava prima della quarantena, se usciva, se aveva dei luoghi di aggregazione abituali. Anche la convivenza potrebbe essere per lui una condizione di pressione eccessiva in se stessa. Spesso questi pazienti trovano difficoltà a sostenere le relazioni con gli altri. Consiglierei di non sollecitarlo troppo con delle richieste e preoccupazioni e di sostenerlo con discrezione lasciandolo libero nelle sue eventuali bizzarrie. Rinnovo l'invito a recarsi al più presto da uno psichiatra, anche privatamente, se possibile. Cordiali saluti PG
Buongiorno, è indicata la visita con lo/la psichiatra, possibilmente colui/lei che segue il fratello. In questo periodo è possibile effettuare anche consulenze online. Saluti.
Salve. Deve rivolgersi all Psichiatra che ha formulato l'intervento. Cordiali saluti Dottor Emanuele
Salve Oscar, immagino la difficoltà nel gestire il malessere di suo fratello e ritengo sia necessario un intervento tempestivo, pertanto le suggerisco di contattare il medico psichiatra che lo segue o di contattare il Centro di Salute Mentale del suo comune o del suo quartiere. Io sono psicoterapeuta e non medico, per cui non mi compete esprimere pareri sui farmaci.
Le auguro di trovare al più presto una risposta efficace
Le auguro di trovare al più presto una risposta efficace
Salve Oscar nonostante comprenda la sua preoccupazione per suo fratello le consiglio di prendere iniziativa rispetto alla terapia. Piuttosto può contattare lo specialista che ha prescritto la terapia, che sarà sicuramente disponibile per un consulto online o telefonico. In mancanza, contatti il medico di base.
Saluti Dott. Ssa Jennifer Carafa
Saluti Dott. Ssa Jennifer Carafa
Gentile Oscar, vista la situazione di emergenza e di urgenza in cui si trova, le consiglio di contattare il medico che ha prescritto questo farmaco a suo fratello , o se non fosse possibile raggiungerlo, chieda un consulto online psichiatrico , magari cerchi una psichiatra che lavora nella sua città, in modo che possa esprimere i suoi dubbi e le sue preoccupazioni sulla terapia..La fretta è una cattiva consigliera, quindi faccia tutto con molta calma e vedrà che una soluzione verrà fuori. Cordiali saluti
Buonasera Oscar, rafforzo quanto già è stato detto dai colleghi in merito al farmaco, solo uno psichiatra può valutare gli effetti del farmaco. Lei stesso dice che solo ora a causa della convivenza “ forzata” nota questi peggioramenti, è plausibile pensare che questi sintomi anche se più attenuati fossero già presenti? Inoltre in questa condizione di estrema limitazione tutti noi possiamo sperimentare qualche difficoltà . I pazienti psichiatrici ancor di più . Il modo in cui può essere utile a suo fratello è quello di favorire il contatto con il suo medico curante e cercare di lasciarlo il più possibile tranquillo senza fargli richieste e senza sottolineargli i sintomi che vede.
Cordialmente
Dr.ssa Russo
Cordialmente
Dr.ssa Russo
Buonasera Oscar,
la questione che lei sottopone è di natura prettamente medico-psichiatrica. La invito quindi ad agevolare i contatti tra suo fratello e il medico specialista che ha prescritto la terapia.
Per suo fratello potrebbe poi essere utile percepire attorno a se’ un ambiente familiare emotivamente accogliente e libero da tensioni. Cordialmente, Rachele Faissingher
la questione che lei sottopone è di natura prettamente medico-psichiatrica. La invito quindi ad agevolare i contatti tra suo fratello e il medico specialista che ha prescritto la terapia.
Per suo fratello potrebbe poi essere utile percepire attorno a se’ un ambiente familiare emotivamente accogliente e libero da tensioni. Cordialmente, Rachele Faissingher
Gentile Oscar, Come già consigliato da altri colleghi, il primo passo da fare è contattare lo Psichiatra di riferimento. Partecipando anche Lei alla visita insieme a suo fratello potrà fare le domande e chiarire i dubbi sui benefici/effetti collaterali della terapia. Cordiali saluti
Buonasera Oscar, comprendo la sua preoccupazione, che viene amplificata anche dal periodo particolarmente stressante, si è rivolto al medico che ha in cura suo fratello? Mai prendere iniziative sui farmaci in autonomia. Nè smetterli nè iniziarli. So che non dipende da lei, ma fa bene a cercare aiuto. Non dice la vostra età, in ogni caso contatti lo psichiatra che si occupa di suo fratello e spieghi la situazione.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Buongiorno, faccia contattare uno psichiatra a suo fratello o lo contatti lei in accordo con suo fratello.
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
Salve, premesso che le persone con maggiore fragilità come suo fratello, possono risentirne maggiormente delle ristrettezze dovute all'emergenza sanitaria, sarebbe opportuno che contatti uno psichiatria che possa riequilibrare sulla base delle attuali necessità di suo fratello, la situazione farmacologica. Spesso tuttavia in circostanze simili, sarebbe consigliabile associare una psicoterapia sia per il paziente in cura farmacologica che per i suoi familiari, i quali si trovano a gestire relazioni, che spesso diventano molto delicate con tale paziente.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cari saluti,
Dott.ssa Domenica Lipari
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cari saluti,
Dott.ssa Domenica Lipari
Gentile Oscar, è necessario un consulto psichiatrico per suo fratello. Sarebbe opportuno che si rivolgesse al suo psichiatra di riferimento che, conoscendo la storia personale e delle prescrizioni farmacologiche, potrebbe valutare la nuova situazione più puntualmente; altrimenti può richiedere un video consulto ad un nuovo psichiatra oppure rivolgersi al pronto soccorso,anche se in questo periodo, data l'emergenza Covid-19, è davvero l'extrema ratio. Per se stesso valuti l'opportunità di avvalersi di un sostegno psicologico a distanza, non è facile la convivenza quotidiana e forzata di questo periodo con una sofferenza psichica come quella di suo fratello. Un caro saluto, Dr.ssa Giovanna Silvestri
Gli psicofarmaci tamponano le situazioni ma non le risolvono. Il Depakin è un farmaco molto delicato e apportatore di effetti collaterali negativi; deve, perciò, essere gestito da un medico specialista in psicologia clinica o in psichiatria. Occorre, poi, dire che per suo fratello andrebbe bene un supporto psicoterapeutico integrato da una terapia a base di medicinali naturali. Salve.
Gentile Oscar, la terapia farmacologica prevede sempre controlli periodici con lo Psichiatra che ha in cura la persona. Solitamente è anche coadiuvata da una psicoterapia per favorire l'aderenza al trattamento farmacologico. Pertanto va ricontattato il Medico Psichiatra e richiesta un'eventuale psicoterapia di supporto. Resto a disposizione, dr.ssa M. Di Iorio.
Gentile utente,
mi trovo in accordo con gran parte delle considerazioni espresse dai colleghi, che denotano un approccio professionale e rispettoso nei confronti del tema da lei esposto.
Cordiali saluti
mi trovo in accordo con gran parte delle considerazioni espresse dai colleghi, che denotano un approccio professionale e rispettoso nei confronti del tema da lei esposto.
Cordiali saluti
Buonasera Oscar,
capisco la tua preoccupazione ed è assolutamente comprensibile che, vivendo più da vicino la quotidianità di tuo fratello in questo periodo particolare, tu abbia notato dei segnali che ti allarmano.
Il Depakin (acido valproico) è un farmaco utilizzato comunemente nel trattamento di diverse patologie neurologiche e psichiatriche, come l’epilessia e il disturbo bipolare. Tuttavia, come ogni farmaco, può comportare effetti collaterali anche significativi, soprattutto se assunto per lunghi periodi. Gli effetti che descrivi — aumento di peso, cefalee, tremori, movimenti oculari involontari, sbalzi d’umore e momenti di aggressività — meritano attenzione clinica, anche perché potrebbero essere legati al dosaggio, alla durata dell'assunzione, o ad un’interazione con altri fattori fisiologici o psicologici.
Detto ciò, è molto importante non sospendere o modificare mai la terapia farmacologica in autonomia. La sostituzione di un farmaco come il Depakin deve essere valutata esclusivamente da un medico specialista, come un neurologo o uno psichiatra, che conosca bene la storia clinica di tuo fratello e che possa eventualmente eseguire gli esami necessari (ad esempio, esami del sangue per verificare i livelli del farmaco, controlli neurologici e psichiatrici approfonditi).
Il tuo ruolo di osservazione è prezioso, perché spesso chi vive accanto alla persona può cogliere cambiamenti che altrimenti passerebbero inosservati. Il passo successivo più utile e sicuro sarebbe quello di accompagnare tuo fratello a un colloquio medico specialistico, per un aggiornamento sulla sua situazione clinica e, se necessario, una revisione della terapia.
Per comprendere meglio anche l’impatto psicologico che questa situazione può avere su di te e sul contesto familiare, e per gestire al meglio la convivenza in questo momento così delicato, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
capisco la tua preoccupazione ed è assolutamente comprensibile che, vivendo più da vicino la quotidianità di tuo fratello in questo periodo particolare, tu abbia notato dei segnali che ti allarmano.
Il Depakin (acido valproico) è un farmaco utilizzato comunemente nel trattamento di diverse patologie neurologiche e psichiatriche, come l’epilessia e il disturbo bipolare. Tuttavia, come ogni farmaco, può comportare effetti collaterali anche significativi, soprattutto se assunto per lunghi periodi. Gli effetti che descrivi — aumento di peso, cefalee, tremori, movimenti oculari involontari, sbalzi d’umore e momenti di aggressività — meritano attenzione clinica, anche perché potrebbero essere legati al dosaggio, alla durata dell'assunzione, o ad un’interazione con altri fattori fisiologici o psicologici.
Detto ciò, è molto importante non sospendere o modificare mai la terapia farmacologica in autonomia. La sostituzione di un farmaco come il Depakin deve essere valutata esclusivamente da un medico specialista, come un neurologo o uno psichiatra, che conosca bene la storia clinica di tuo fratello e che possa eventualmente eseguire gli esami necessari (ad esempio, esami del sangue per verificare i livelli del farmaco, controlli neurologici e psichiatrici approfonditi).
Il tuo ruolo di osservazione è prezioso, perché spesso chi vive accanto alla persona può cogliere cambiamenti che altrimenti passerebbero inosservati. Il passo successivo più utile e sicuro sarebbe quello di accompagnare tuo fratello a un colloquio medico specialistico, per un aggiornamento sulla sua situazione clinica e, se necessario, una revisione della terapia.
Per comprendere meglio anche l’impatto psicologico che questa situazione può avere su di te e sul contesto familiare, e per gestire al meglio la convivenza in questo momento così delicato, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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