Buona sera oggi ho scoperto che mio compagno ha speso una cifra importante per i gratta e vinci .La

Buona sera oggi ho scoperto che mio compagno ha speso una cifra importante per i gratta e vinci .La cosa che mi ha delusa di più e il fatto che mi ha rubato dei soldi per questo vizio e mi ha detto un sacco di bugie.Alla fine ha riconosciuto che ha questo problema e mi ha detto che ormai ha smesso di giocare da due settimane ed è intenzionato di non ripetere più questo errore.Li ho proposto di rivolgersi ad un specialista però si è rifiutato dicendomi che non ce bisogno.Purtroppo io non riesco più ha fidarmi penso che può ricadere in qualsiasi momento.Non voglio più nella mia vita una persona del genere.Mi dispiace tantissimo per lui ma io non posso rischiare il mio benessere e quello del mio figlio.Ognuno deve essere responsabile di se stesso perché se non lo è non lo potrà essere neanche nei confronti della sua famiglia.Non posso e non voglio fare il salvatore di nessuno .GRAZIE e scusate lo sfogo

26 risposte


Salve, mi dispiace per il periodo che sta vivendo e non deve scusarsi per lo sfogo. Obbligare una persona ad iniziare un percorso psicologico sarebbe solamente controproducente, quindi valuti se con il tempo il suo compagno cambierà idea. Cerchi di confrontarsi con lui in un momento di calma. Buona giornata. Dott. Fiori

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Buongiorno, mi dispiace tanto per la sua situazione Le consiglio di far intraprendere al suo compagno o se vuole intraprenderlo insieme un percorso con un professionista al fine di valutare i fattori scatenanti del disagio che vive ( da quanto tempo si manifesta c’è stata una particolare situazione un particolare pensiero che lo ha innescato?) fattori di mantenimento (in quali stazioni si manifesta questo disagio? Quali pensieri ho in quel momento? Quali conseguenze teme che potrebbero accadere?) Un percorso con un professionista può aiutarla a comprendere meglio il suo disagio Ed affrontarlo nel miglior modo possibile. Cordiali saluti Dottor Luca Ferretti


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata. Ritengo che possa essere utile per lei un percorso psicologico per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata. Cordialmente, dott FDL


Salve. Ha fatto bene a sfogarsi, perché può aiutare a chiarirsi le idee. La fiducia in un rapporto di coppia è importante, e, mi sembra di aver capito che al momento sente di non riuscire più a fidarsi del suo compagno e non è sicura se vuole aiutarlo ad affrontare il problema, come dice lei, a salvarlo. Se decidesse di restargli vicina sarebbe consigliabile affrontare il tutto anche in un percorso di terapia di coppia, oltre a un percorso individuale del suo compagno, se decide. Se decide di separarsi, valuti la possibilità di un percorso psicoterapeutico per lei, per elaborare la il vissuto di questo momento della sua vita. Distinti saluti.


Dalle sue parole sembra attraversare un momento davvero particolare che meriterebbe di essere condiviso. I suoi vissuti, anch'essi così importanti e delicati, necessiterebbero di essere ascoltati e approfonditi in un contesto terapeutico, certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza e ad affrontare questo momento. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto


Buonasera Gentile Utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Purtroppo se il suo compagno non accetta di essere aiutato, non è possibile obbligarlo. Il percorso psicoterapeutico richiede necessariamente la compartecipazione di tutti gli attori in gioco. La sua decisione è più che legittima. Le faccio un grande in bocca al lupo affinché la situazione si risolva al meglio. Cordialmente, dott. Simeoni


Buonasera, ciò che ha condiviso è molto importante e significativo: non può e non deve essere la salvatrice di nessuno. Può valutare, qualora ne sentisse la necessità, la possibilità di un consulto psicologico per sostenersi in prima persona dato il peso di ciò con cui convive. Un saluto, Dott.ssa Ilaria Rasi


ha pensato di chiedere il parere di uno specialista per aiutare suo marito ?


Buongiorno, qual è il suo bisogno? Sembra che lei abbia deciso ed è certa della sua posizione. Ha pienamente diritto di non restare accanto ad un uomo di cui non si fida ed è lei l'unica che può scegliere se restargli accanto oppure no. Se il suo sfogo cela una rihiesta di consenso, come dicevo, solo lei può sapere/sentire che cosa è bene per sè. I "salvatori" a volte sono necessari, meglio se professionisti però. Dott.ssa Franca Vocaturi


Salve, comprendo la situazione che si trova a vivere in questo momento. Penso che se suo marito non è disponibile ora a ricevere un aiuto, sarebbe invece molto importante per lei poter essere sostenuta nella situazione che si trova ad affrontare, per capire cosa sta succedendo e sopratutto come proteggere suo figlio. Resto a disposizione. Un saluto cordiale. Dott.ssa Di Giovanni


Buongiorno, mi dispiace molto per la situazione che sta attraversando. Molto spesso il giocatore non si rende effettivamente conto di essere intrappolato in un vero disturbo ossessivo compulsivo e pensa di averne il controllo e di poter smettere quando vuole, di poter recuperare quanto ha perso, sia economicamente che socialmente. Probabilmente per questo motivo suo marito ha rifiutato l'aiuto di uno specialista. Di conseguenza, penso sia opportuno per Lei e suo figlio chiedere un supporto per meglio affrontare la situazione... perchè nessuno conosce i tempi necessari affinchè suo marito prenda consapevolezza di essere intrappolato in un perverso gioco al massacro ed acconsenta di farsi aiutare. Cordiali saluti, dr. Germi


Buongiorno, penso che abbia fatto bene a non mettersi nel ruolo del salvatore e quindi aver invitato suo marito a rivolgersi ad uno specialista, d'altra parte per accettare l'aiuto deve percepire il problema e sembrerebbe che lo sottovaluti. Capisco benissimo la sua posizione, può pensare anche ad un supporto per lei nel caso in cui la gestione e il sostegno di questa situazione diventi difficile. Un saluto Dott.ssa Daniela Galati


Salve, capisco lo sfogo e il risentimento dopo aver scoperto quanto ha descritto. Condivido la sua preoccupazione riguardo la possibilità che il suo compagno possa avere una dipendenza dal gioco e che non sia possibile uscirne, se non aiutato da uno specialista. Il fatto che sia stata lei a scoprire quanto avvenuto e che, nonostante questo, il suo compagno abbia rifiutato di farsi aiutare, non crea certo i presupposti per una situazione facile da gestire. Le consiglio di prendere un po' di tempo per valutare tutti gli aspetti e scegliere che strada prendere in modo più consapevole. Un grande in bocca al lupo e resto a disposizione per qualsiasi eventualità


Salve, quando il vizio del gioco evolve in una dipendenza patologica avere buona volontà non basta. Per vincere una dipendenza, come può essere quella del suo compagno, occorre un aiuto terapeutico. Visto che la situazione vi coinvolge a livello familiare potrebbe pensare di chiedere un supporto psicologico anche lei per far fronte a questo momento difficile e gestire al meglio la situazione. Saluti D.ssa Michela Mariani

Dott.ssa Michela Mariani

Dott.ssa Michela Mariani

psicologo

Civitanova Marche

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Cara, parlarne in questa chat è stato sicuramente di lieve conforto per lei e fonte di sfogo, ha fatto bene a farlo. Il consiglio però, in accordo anche da quanto scritto da altri colleghi, è quello di trovare uno spazio per lei, un luogo dove i suoi vissuti possano essere accolti e correttamente elaborati con l'aiuto di un professionisti. Gentilmente, Dott.ssa Dainelli Irina


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Qualora volesse, sono a disposizione. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Buonasera, assolutamente non si deve scusare per il suo sfogo, posso solo immaginare quanto complessa sia la situazione che sta vivendo. Purtroppo il familiare di una persona con dipendenza, vive un forte stress e disagio psicologico che può comprendere chi vive una situazione analoga. Se sente il bisogno di ricevere un sostegno psicologico, potrebbe rivolgersi ad uno psicologico e alleviare il malessere causato da questa realtà. La saluto


Buongiorno signora, comprendo la frustrazione che la situazione le crea e la preoccupazione per se e per suo figlio. Il gioco d’azzardo compulsivo purtroppo è una patologia che come ogni altra, richiede la motivazione da parte della persona che ne è affetta, a farsi curare da uno specialista privato o presso un servizio territoriale. Spesso si origina per contrastare problemi di depressione, ansia, insoddisfazione personale, non riconoscendo la portata del comportamento patologico; per questo a volte c’è la credenza comune di farcela da solo a smettere. Le consiglio che potrei darle, è di rivolgersi ad un professionista per un supporto o un consulto su come affrontare al meglio tale situazione. Un cordiale saluto. Dott.ssa Matilde Ciaccia.


Gent.ma, il gioco d'azzardo può diventare un problema molto serio sia per chi gioca che per i familiari del giocatore. Frequentemente, il giocatore si accorge del proprio problema quando vive l'esperienza di un senso di disperazione: è in questo delicato momento di grave difficoltà che riesce a chiedere aiuto, a volte accompagnato dai suoi familiari. Se il suo compagno non intende per ora farsi aiutare, può iniziare a chiedere lei stessa un aiuto, in modo che possa trovare qualche chiarimento per sé stessa: si può rivolgere al servizio pubblico della sua zona o ad un professionista privato che sia in grado di orientarla in merito a questa problematica. SG


Le suggerisco di rivolgersi al più presto ad una struttura specializzata nel gioco d'azzardo. Il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d'Azzardo è un servizio di counselling telefonico rivolto all'intera popolazione e in particolare a persone che presentano problematiche legate al gioco d'azzardo e loro familiari. Spero possa risolvere questa sua dipendenza. Non esiti a contattarmi per ogni dubbio o chiarimento.

Dott. Luciano Campagnaro

Dott. Luciano Campagnaro

psicologo clinico

Montebelluna

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Ciao, capisco la tua delusione e la tua preoccupazione per la situazione che stai vivendo con il tuo compagno. È importante che tu protegga il tuo benessere e quello di tuo figlio, e hai il diritto di stabilire dei confini quando si tratta di comportamenti dannosi come il gioco d'azzardo. È giusto che tu abbia fatto presente al tuo compagno la gravità della situazione e che gli hai proposto l'aiuto di uno specialista. Tuttavia, se lui si rifiuta di cercare aiuto e non dimostra un reale impegno nel superare il suo problema, è comprensibile che tu ti senta incapace di fidarti di lui e che tu decida di proteggere te stessa e tuo figlio. Non è egoismo, ma responsabilità verso te stessa e verso chi ti sta accanto. Ricorda che prendersi cura di sé stessi è fondamentale per poter essere presenti e sani nei rapporti con gli altri. Se necessario, non esitare a chiedere supporto a un professionista che possa aiutarti a gestire al meglio questa situazione. Ti auguro tutto il meglio e rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione. Dott. Cordoba


Buonasera, grazie per aver condiviso la sua situazione, anche se immagino quanto possa essere difficile parlarne. Quello che sta vivendo è molto doloroso, ed è naturale sentirsi delusi, feriti e arrabbiati quando una persona di cui ci si fida ci tradisce, specialmente su questioni delicate come il denaro e la dipendenza. Ha pienamente ragione nel voler proteggere se stessa e il suo figlio. Il fatto che il suo compagno abbia sottratto del denaro e mentito evidenzia quanto la dipendenza dal gioco possa prendere il controllo di una persona. Purtroppo, chi soffre di questa dipendenza spesso non riesce a uscirne da solo, anche quando è sinceramente motivato. Questo non significa necessariamente che non ci tenga a lei o che non voglia smettere, ma la dipendenza spesso supera la semplice forza di volontà. Il fatto che il suo compagno abbia riconosciuto di avere un problema è un primo passo importante, ma, come lei ha giustamente intuito, il percorso per affrontare la dipendenza è complesso e di solito richiede un supporto professionale. La riluttanza a cercare aiuto esterno è comune, ma senza un intervento adeguato, il rischio di una ricaduta rimane alto. È assolutamente legittimo che desideri proteggere il suo benessere e quello di suo figlio. Se sente che questa relazione le sta causando più sofferenza che altro, è fondamentale dare priorità alla sua serenità. Ha già dimostrato una grande consapevolezza nel riconoscere che non può essere lei a “salvare” il suo compagno. Ognuno è responsabile delle proprie azioni, e il suo compagno dovrà decidere di affrontare il problema con serietà. Se lui non è disposto a prendere misure concrete per risolvere il problema, lei ha tutto il diritto di scegliere ciò che è meglio per sé e per suo figlio. Cordiali saluti dott. Feriti


Buongiorno. Grazie per aver condiviso con sincerità quello che stai vivendo. La tua reazione è comprensibile: scoprire bugie, furti e una dipendenza come quella dal gioco può generare delusione, rabbia e una profonda perdita di fiducia. È importante riconoscere che non sei tu a dover ‘salvare’ il tuo compagno: la responsabilità del cambiamento è sua, e solo se lui lo desidera davvero può intraprendere un percorso di cura. Il fatto che abbia ammesso di avere un problema è un passo, ma spesso per le dipendenze la sola forza di volontà non è sufficiente. Rivolgersi a uno specialista è fortemente raccomandato, perché le ricadute fanno parte della natura stessa del disturbo. Se al momento lui rifiuta questo supporto, non è colpa tua né tua responsabilità forzarlo: puoi solo proteggere te stessa e tuo figlio, ponendo limiti chiari e sani. Quello che stai facendo ,scegliere di tutelare il tuo benessere e quello di tuo figlio , non significa mancare di amore, ma riconoscere i tuoi bisogni e i tuoi confini. È un atto di consapevolezza e di cura verso di te. Se senti il bisogno, anche tu potresti trarre beneficio da uno spazio di sostegno psicologico, per elaborare le emozioni di questa esperienza e sentirti meno sola nel gestirla. Non è facile prendere decisioni così dolorose, ma ricordati che proteggere te stessa e chi ami è un tuo diritto.


Buonasera, la sua reazione è comprensibile: la dipendenza da gioco porta spesso la persona a mentire, nascondere spese e talvolta prendere denaro pur di alimentare il comportamento compulsivo. Questo mina profondamente la fiducia e la sicurezza di chi sta accanto. Lei ha già fatto molto proponendo un aiuto professionale. Il fatto che lui lo rifiuti è un segnale importante: non è nelle sue possibilità “guarirlo”, e restare in una situazione che la fa stare male non è una soluzione. Ha tutto il diritto di tutelare sé stessa e suo figlio, mettere confini chiari e non assumersi responsabilità che non le appartengono. La dipendenza può essere trattata, ma solo se la persona sceglie di affrontarla. Ha fatto bene a parlarne: anche per chi sta vicino a un dipendente il supporto psicologico può essere molto utile.


Buonasera, comprendo profondamente la sua delusione: la ferita alla fiducia è spesso più dolorosa del danno economico. La sua scelta di non voler essere una "salvatrice" e di tutelare il benessere suo e di suo figlio è un atto di grande consapevolezza. Nella cura delle dipendenze, la convinzione di poter smettere da soli è una dinamica comune, ma spesso fragile se non sostenuta da un percorso specialistico. Restare fermi sui propri confini è fondamentale: non si può aiutare chi non è ancora pronto a farsi aiutare. In questa fase, potrebbe essere utile per lei ritagliarsi uno spazio di supporto psicologico per elaborare il senso di tradimento e gestire questo delicato momento di transizione in sicurezza. Un cordiale saluto, Dott.ssa Chiara Micheli Psicologa Clinica


Buonasera. Quello che descrivi è comprensibilmente molto doloroso. Il problema non è solo il denaro speso nei gratta e vinci, ma anche il fatto che il tuo compagno abbia preso dei tuoi soldi senza il tuo consenso e ti abbia mentito. È normale che questo abbia incrinato profondamente la tua fiducia. Da quello che racconti, lui ha: riconosciuto di avere un problema; detto di non giocare da due settimane; espresso l'intenzione di non ricadere. Questi sono segnali positivi, ma da soli non bastano a garantire che il problema sia risolto. Il disturbo da gioco d'azzardo è una forma di dipendenza e, proprio come altre dipendenze, il rischio di ricaduta esiste. Per questo motivo il rifiuto di rivolgersi a uno specialista può essere un motivo di preoccupazione, anche se alcune persone riescono a smettere senza un percorso strutturato. Hai anche espresso un pensiero molto importante: non vuoi assumerti il ruolo di "salvatrice". Questa è una posizione legittima. Puoi sostenere una persona che vuole cambiare, ma non puoi fare il cambiamento al suo posto. Se la tua priorità è proteggere te stessa e tuo figlio, è ragionevole riflettere su alcuni aspetti pratici: evitare che lui abbia accesso al tuo denaro o ai tuoi conti; osservare se alle parole seguono comportamenti coerenti nel tempo; stabilire dei limiti chiari su ciò che sei e non sei disposta ad accettare. La fiducia, dopo episodi di questo tipo, non si ricostruisce con una promessa, ma con mesi di comportamenti coerenti, trasparenti e responsabili. Non sei obbligata a restare nella relazione se senti che questo mette a rischio il tuo equilibrio o quello di tuo figlio. Allo stesso tempo, non è necessario prendere una decisione definitiva nell'immediato: puoi concederti il tempo di osservare i fatti, senza sentirti in dovere di credere subito alle sue parole.

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