Domande del paziente (12)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
L'unico consiglio che sento di darti rispetto ai farmaci è quello di valutare la posologia insieme al medico che li ha prescritti. Dato che riferisci sintomi fisici legati allo stress e stai già assumendo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, i sintomi che descrivi meritano una valutazione clinica attenta. Come psicologa, il consiglio più prudente è di non modificare in autonomia la terapia e di parlarne quanto prima con il tuo psichiatra... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao Mattia, da psicologa posso dirti poco sulla questione che riporti se non che l'altezza in età adulta dipende principalmente da fattori genetici, mentre l’alimentazione e lo stato di salute durante... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, intanto ti ringrazio per aver condiviso questo vissuto così denso e faticoso. E' un carico di sofferenza che va oltre la disforia di genere, a mio avviso. Premetto di attenermi solo a quello che... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, comprendo la tua difficoltà e il tuo sentirti in un loop. Dal ciò che racconti emerge un forte conflitto tra il legame stabile con il tuo partner e il bisogno di sentirti più vista, ascoltata e coinvolta... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per esserti raccontato. Comprendo quanto possa essere doloroso il senso di esclusione e il desiderio di essere scelto e riconosciuto nelle relazioni.
Per lavorare in modo mirato sulle difficoltà...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao! Intanto grazie per aver condiviso i tuoi vissuti, si percepisce da ciò che racconti la tua estrema sofferenza legata al Dismorfismo corporeo e al DOC. Avere una diagnosi e un trattamento farmacologico... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao! Capisco profondamente la tua sofferenza: cercare rassicurazioni online e inviare molti messaggi sono modalità tipiche del funzionamento borderline per gestire l'angoscia del vuoto e il timore dell'abbandono.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao! Non entro nel merito dell'effetto dei farmaci perché non mi compete e consiglio sempre di parlarne con il medico di riferimento. Per quanto riguarda i risvegli notturni, suggerisco di curare l'igiene... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive può avere una natura multifattoriale, in cui aspetti fisici, emotivi e relazionali si vanno ad intrecciare. A mio avviso, prima di introdurre un nuovo farmaco, è sempre necessario un... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao! Comprendo la tua preoccupazione. I pensieri che descrivi, per quanto spaventosi, sono spesso tipici dell’ansia e del disturbo ossessivo e non indicano necessariamente una psicosi. Ad ogni modo, dal... Altro
Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, intanto grazie per esserti raccontata! Capisco il tuo sconforto ma ricorda che il ritorno dell'ansia è una reazione fisiologica al forte stress del divorzio dei tuoi e non un tuo fallimento. Non aver paura di non superarlo. Sei già stata al 100% e quella versione di te esiste ancora, è solo temporaneamente nascosta da questo evento doloroso. Visto che in passato hai fatto un percorso che ti ha portata al 100%, ricordi quali erano gli strumenti o i pensieri che ti aiutavano di più a gestire l'ansia in quel periodo?
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