"Ho 27 anni, mi chiamo Mattia, sono veneto di sangue e vivo nella medesima regione. Io putroppo non
19
risposte
"Ho 27 anni, mi chiamo Mattia, sono veneto di sangue e vivo nella medesima regione. Io putroppo non sono alto al mattino presto sono 1.71, mentre nel resro della giornata sono 1.69 forse leggermente meno, questo a causa dei dischi intervertebrali che si disidratano, durante la giornata. Io ho valutato in maniera concreta un intervento chirurgico per diventare più alto di 8 cm, cosa che farò. Su questo volevo fare una domanda, io da piccolo non ero un mangione, so che le proteine sono necessarie per la crescita ossea, le assumevo, però non abbastanza forse, questo con il tempo ha comportato una crescita ossea ridotta? Io ho il padre che è della mia stessa altezza più o meno, sono più alto di mia madre, però so anche che la nutrizione gioca comunque, un ruolo fondamentale e vorrei capire se non avendo assunto abbastanza nutrienti di questo tipo abbia compromesso la mia statura finale. Grazie per i vostri pareri."
Sulla domanda che io ho posto un teraperuta mi ha scritto chd dovrei curare di più il mio aspetto fisico. Già lo faccio da anni ma cmq volevo solo sapere se lo stress ormonale influisce sull'altezza fisica e basta.
Sulla domanda che io ho posto un teraperuta mi ha scritto chd dovrei curare di più il mio aspetto fisico. Già lo faccio da anni ma cmq volevo solo sapere se lo stress ormonale influisce sull'altezza fisica e basta.
Gentile Mattia,
provo a risponderle con attenzione e rispetto, perché dalla sua domanda emerge una sofferenza reale, non solo una curiosità “tecnica”.
Dal punto di vista medico, la statura finale è determinata in larga parte dalla genetica. La nutrizione e l’ambiente incidono soprattutto in caso di carenze gravi e prolungate nell’infanzia; se ha avuto uno sviluppo regolare e genitori di statura simile alla sua, è poco probabile che una minore assunzione di proteine abbia “compromesso” in modo significativo la sua altezza. Anche lo stress ormonale può influire sullo sviluppo solo in condizioni importanti e precoci, non come singolo fattore isolato.
Detto questo, colpisce quanto la sua attenzione sia focalizzata su differenze molto minime (1–2 cm, la variazione fisiologica tra mattino e sera) e su quanto questa preoccupazione sembri pesare emotivamente, al punto da considerare un intervento chirurgico complesso e invasivo. Più che la statura in sé, potrebbe essere utile chiedersi:
– che significato ha per lei essere “più alto”?
– cosa pensa cambierebbe davvero nella sua vita o nel modo in cui si sente visto dagli altri?
– da quanto tempo questa preoccupazione occupa i suoi pensieri?
Sono domande importanti, perché a volte il corpo diventa il luogo su cui si concentra un disagio più profondo, legato all’autostima, al confronto o al sentirsi adeguati. Non è una colpa né una debolezza, ma un segnale da ascoltare con cura.
Prima di decisioni definitive e irreversibili, potrebbe essere molto utile confrontarsi anche con un professionista della salute psicologica, non per “convincerla” di qualcosa, ma per aiutarla a comprendere meglio il bisogno che sta dietro a questa scelta e tutelare il suo benessere globale.
La sua domanda è legittima; altrettanto legittimo è prendersi il tempo per capire se la strada che sta valutando sia davvero quella che può farla stare meglio.
Le porgo i miei saluti
Dott. Salvatore De Luca
provo a risponderle con attenzione e rispetto, perché dalla sua domanda emerge una sofferenza reale, non solo una curiosità “tecnica”.
Dal punto di vista medico, la statura finale è determinata in larga parte dalla genetica. La nutrizione e l’ambiente incidono soprattutto in caso di carenze gravi e prolungate nell’infanzia; se ha avuto uno sviluppo regolare e genitori di statura simile alla sua, è poco probabile che una minore assunzione di proteine abbia “compromesso” in modo significativo la sua altezza. Anche lo stress ormonale può influire sullo sviluppo solo in condizioni importanti e precoci, non come singolo fattore isolato.
Detto questo, colpisce quanto la sua attenzione sia focalizzata su differenze molto minime (1–2 cm, la variazione fisiologica tra mattino e sera) e su quanto questa preoccupazione sembri pesare emotivamente, al punto da considerare un intervento chirurgico complesso e invasivo. Più che la statura in sé, potrebbe essere utile chiedersi:
– che significato ha per lei essere “più alto”?
– cosa pensa cambierebbe davvero nella sua vita o nel modo in cui si sente visto dagli altri?
– da quanto tempo questa preoccupazione occupa i suoi pensieri?
Sono domande importanti, perché a volte il corpo diventa il luogo su cui si concentra un disagio più profondo, legato all’autostima, al confronto o al sentirsi adeguati. Non è una colpa né una debolezza, ma un segnale da ascoltare con cura.
Prima di decisioni definitive e irreversibili, potrebbe essere molto utile confrontarsi anche con un professionista della salute psicologica, non per “convincerla” di qualcosa, ma per aiutarla a comprendere meglio il bisogno che sta dietro a questa scelta e tutelare il suo benessere globale.
La sua domanda è legittima; altrettanto legittimo è prendersi il tempo per capire se la strada che sta valutando sia davvero quella che può farla stare meglio.
Le porgo i miei saluti
Dott. Salvatore De Luca
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Mattia buonasera, riguardo al tuo racconto è necessario sapere che di solito gli ormoni giocano un ruolo importante nella regolazione della crescita, quindi si, è corretto che squilibri ormonali possono influenzare anche l altezza.
Da tenere ben presente fattori genetici e nutrizionali.
Hai mai pensato ad una valutazione piu' specifica per ridurre la possibilità di eventuali cause mediche?
Successivamente potresti pensare ad un percorso di Psicoterapia per lavorare sul Sè e scoprire se c'è in realtà un'insicurezza di fondo che non ti fa stare bene e che incide sugli aspetti della tua vita.
Per qualsiasi cosa puoi contattarmi.
Da tenere ben presente fattori genetici e nutrizionali.
Hai mai pensato ad una valutazione piu' specifica per ridurre la possibilità di eventuali cause mediche?
Successivamente potresti pensare ad un percorso di Psicoterapia per lavorare sul Sè e scoprire se c'è in realtà un'insicurezza di fondo che non ti fa stare bene e che incide sugli aspetti della tua vita.
Per qualsiasi cosa puoi contattarmi.
Gentile Mattia,
provo a rispondere in modo chiaro ai suoi dubbi.
La variazione di altezza tra mattino e sera che descrive è del tutto fisiologica: durante la giornata i dischi intervertebrali si comprimono e si disidratano leggermente, per poi “ricaricarsi” durante il riposo notturno. È un fenomeno normale e non patologico.
Per quanto riguarda la statura finale, i fattori principali sono:
genetica (che ha un peso molto rilevante: il fatto che suo padre abbia una statura simile alla sua è significativo);
nutrizione durante l’infanzia e l’adolescenza, soprattutto nei casi di carenze importanti e prolungate;
assetto ormonale (ormone della crescita, ormoni tiroidei, pubertà).
Se durante la crescita non ci sono state malnutrizioni gravi, patologie endocrine o condizioni mediche rilevanti, è poco probabile che un apporto “non ottimale” di proteine abbia inciso in modo determinante sulla sua altezza adulta. In altre parole: una dieta semplicemente meno abbondante, ma non carente in modo clinico, raramente compromette la statura finale.
Per quanto riguarda lo stress, è vero che uno stress cronico e intenso durante l’età evolutiva può influenzare l’equilibrio ormonale, ma anche in questo caso parliamo di situazioni importanti e protratte nel tempo. Nello stato adulto, lo stress non modifica l’altezza, anche se può influenzare la percezione di sé, il corpo, la postura e il benessere psicofisico generale.
Rispetto al commento ricevuto sull’“aspetto fisico”, mi permetto di sottolineare che il tema che emerge dalla sua domanda non è tanto l’estetica in sé, quanto il vissuto emotivo legato alla statura, al confronto e all’immagine corporea. Questo è un aspetto assolutamente legittimo e merita ascolto, non semplificazioni.
L’intervento chirurgico di allungamento degli arti è una scelta molto complessa, con implicazioni fisiche e psicologiche rilevanti. Proprio per questo è fortemente consigliabile approfondire non solo dal punto di vista ortopedico, ma anche con uno specialista della salute psicologica, per esplorare aspettative, motivazioni e possibili alternative di benessere.
Resto dell’idea che un confronto diretto con uno specialista possa aiutarla a fare una scelta davvero consapevole e tutelante per la sua salute globale.
Un cordiale saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
provo a rispondere in modo chiaro ai suoi dubbi.
La variazione di altezza tra mattino e sera che descrive è del tutto fisiologica: durante la giornata i dischi intervertebrali si comprimono e si disidratano leggermente, per poi “ricaricarsi” durante il riposo notturno. È un fenomeno normale e non patologico.
Per quanto riguarda la statura finale, i fattori principali sono:
genetica (che ha un peso molto rilevante: il fatto che suo padre abbia una statura simile alla sua è significativo);
nutrizione durante l’infanzia e l’adolescenza, soprattutto nei casi di carenze importanti e prolungate;
assetto ormonale (ormone della crescita, ormoni tiroidei, pubertà).
Se durante la crescita non ci sono state malnutrizioni gravi, patologie endocrine o condizioni mediche rilevanti, è poco probabile che un apporto “non ottimale” di proteine abbia inciso in modo determinante sulla sua altezza adulta. In altre parole: una dieta semplicemente meno abbondante, ma non carente in modo clinico, raramente compromette la statura finale.
Per quanto riguarda lo stress, è vero che uno stress cronico e intenso durante l’età evolutiva può influenzare l’equilibrio ormonale, ma anche in questo caso parliamo di situazioni importanti e protratte nel tempo. Nello stato adulto, lo stress non modifica l’altezza, anche se può influenzare la percezione di sé, il corpo, la postura e il benessere psicofisico generale.
Rispetto al commento ricevuto sull’“aspetto fisico”, mi permetto di sottolineare che il tema che emerge dalla sua domanda non è tanto l’estetica in sé, quanto il vissuto emotivo legato alla statura, al confronto e all’immagine corporea. Questo è un aspetto assolutamente legittimo e merita ascolto, non semplificazioni.
L’intervento chirurgico di allungamento degli arti è una scelta molto complessa, con implicazioni fisiche e psicologiche rilevanti. Proprio per questo è fortemente consigliabile approfondire non solo dal punto di vista ortopedico, ma anche con uno specialista della salute psicologica, per esplorare aspettative, motivazioni e possibili alternative di benessere.
Resto dell’idea che un confronto diretto con uno specialista possa aiutarla a fare una scelta davvero consapevole e tutelante per la sua salute globale.
Un cordiale saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Mattia, la sua domanda è molto comprensibile e nasce da un bisogno legittimo di capire. Provo a risponderti sinteticamente.
Per quanto riguarda l’alimentazione: una crescita ossea ridotta per carenze nutrizionali si osserva soprattutto in caso di malnutrizione grave e prolungata durante l’infanzia. Non essere stato un “mangione” o aver assunto meno proteine del necessario, in un contesto di vita normale e senza patologie importanti, molto probabilmente non ha compromesso la tua statura finale. Il fatto che lei abbia un’altezza simile a quella di suo padre e superiore a quella di sua madre è coerente con una determinazione genetica del tutto nella norma.
Anche lo stress ormonale può influire sulla crescita solo durante l’infanzia e l’adolescenza, quando le cartilagini di accrescimento sono ancora aperte. In età adulta, lo stress non modifica l’altezza fisica, anche se può incidere in modo significativo su come viviamo il nostro corpo.
Ed è qui che forse vale la pena fermarsi un attimo. Il punto non è stabilire se una statura sia “bassa” o “normale” in senso oggettivo, ma quanto quel tratto fisico "pesa" nella sua esperienza di valore personale. A volte un aspetto del corpo diventa centrale nell’immagine corporea e nella percezione di sé e viene vissuto come limitante, anche quando rientra nella norma. In questi casi, lo spazio mentale occupato da quel tratto diventa molto più grande del tratto stesso.
Non si tratta necessariamente di una fobia, ma di una preoccupazione legata all’immagine corporea, che può diventare identitaria: quando la statura smette di essere una caratteristica e diventa “chi sono”, il disagio è spesso più psicologico che funzionale. Per questo, accanto a ogni valutazione medica, può essere davvero utile lavorare anche su altri aspetti: il rapporto con il corpo, con l’autostima e con il significato che attribuisce a quell’altezza nella sua vita. Farlo non invalida le sue scelte, ma può renderla più consapevole e far diventare le scelte future davvero sue. Le auguro di riuscire a guardarsi con occhi più ampi, riconoscendo che il suo valore vada anche oltre la misura della sua statura e riuscendo a costruirsi la vita che desidera.
Per quanto riguarda l’alimentazione: una crescita ossea ridotta per carenze nutrizionali si osserva soprattutto in caso di malnutrizione grave e prolungata durante l’infanzia. Non essere stato un “mangione” o aver assunto meno proteine del necessario, in un contesto di vita normale e senza patologie importanti, molto probabilmente non ha compromesso la tua statura finale. Il fatto che lei abbia un’altezza simile a quella di suo padre e superiore a quella di sua madre è coerente con una determinazione genetica del tutto nella norma.
Anche lo stress ormonale può influire sulla crescita solo durante l’infanzia e l’adolescenza, quando le cartilagini di accrescimento sono ancora aperte. In età adulta, lo stress non modifica l’altezza fisica, anche se può incidere in modo significativo su come viviamo il nostro corpo.
Ed è qui che forse vale la pena fermarsi un attimo. Il punto non è stabilire se una statura sia “bassa” o “normale” in senso oggettivo, ma quanto quel tratto fisico "pesa" nella sua esperienza di valore personale. A volte un aspetto del corpo diventa centrale nell’immagine corporea e nella percezione di sé e viene vissuto come limitante, anche quando rientra nella norma. In questi casi, lo spazio mentale occupato da quel tratto diventa molto più grande del tratto stesso.
Non si tratta necessariamente di una fobia, ma di una preoccupazione legata all’immagine corporea, che può diventare identitaria: quando la statura smette di essere una caratteristica e diventa “chi sono”, il disagio è spesso più psicologico che funzionale. Per questo, accanto a ogni valutazione medica, può essere davvero utile lavorare anche su altri aspetti: il rapporto con il corpo, con l’autostima e con il significato che attribuisce a quell’altezza nella sua vita. Farlo non invalida le sue scelte, ma può renderla più consapevole e far diventare le scelte future davvero sue. Le auguro di riuscire a guardarsi con occhi più ampi, riconoscendo che il suo valore vada anche oltre la misura della sua statura e riuscendo a costruirsi la vita che desidera.
Buonasera credo che sia importante accettarsi di più e cercare di affrontare le proprie mozioni legate al Suo aspetto fisico. Credo che Lei si prenda cura di sé ma è importante che non si fissi troppo sul corpo, ma che abbia cura della propria mente.
Buonasera, in merito a questioni di cause fisiologiche, dovrebbe chiedere ad un medico. In questo ambito, dove si parla di aspetti psicologici, le posso sottolineare che soffermarsi sulle cause di ciò che per lei è un problema, può alimentare circoli viziosi che potrebbero impattare sul suo benessere mentale e sul modo in cui si percepisce.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
buongiorno.
certamente l'alimentazione può giocare un ruolo importante sulla crescita corporea e ha una sua funzione nello sviluppo generale.
la sua altezza mi sembra essere in un range di normalità anche considerando il fattore ereditario familiare.
suo padre ha un'altezza pari alla sua e sua madre poco piu bassa.
rispetto l'intervento mi informerei approfonditamente su tempi e sul dolore dell'intervento che intende effettuare.
cordialmente
Carlo -benedetti Michelangeli
certamente l'alimentazione può giocare un ruolo importante sulla crescita corporea e ha una sua funzione nello sviluppo generale.
la sua altezza mi sembra essere in un range di normalità anche considerando il fattore ereditario familiare.
suo padre ha un'altezza pari alla sua e sua madre poco piu bassa.
rispetto l'intervento mi informerei approfonditamente su tempi e sul dolore dell'intervento che intende effettuare.
cordialmente
Carlo -benedetti Michelangeli
Gentile utente di mio dottore,
le componenti psichiche non giocano un ruolo importante rispetto allo sviluppo corporeo. La genetica, per ciò che concerne alcune problematiche, ha un ruolo chiave. Ad ogni modo la inviterei a porre tali quesiti a degli specialisti, questa è una sezione dedicati a psicologi/psicoterapeuti.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
le componenti psichiche non giocano un ruolo importante rispetto allo sviluppo corporeo. La genetica, per ciò che concerne alcune problematiche, ha un ruolo chiave. Ad ogni modo la inviterei a porre tali quesiti a degli specialisti, questa è una sezione dedicati a psicologi/psicoterapeuti.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile Mattia, per quanto riguarda l'altezza c'è da considerare anche il fattore genetico. Non siamo in un Paese in cui si soffre la fame , per cui penso che il nutrimento l'ha avuto anche se da piccolo fosse stato con poco appetito. Il problema principale secondo me non è l'altezza, infatti la sua è un'altezza normale, ma la non accettazione di sé. Io ci penserei 1000 volte prima di farmi fare un intervento per aumentare l'altezza e non ne farei di nulla. Una persona vale non per quanto è alta o di che colore ha gli occhi ecc. ma per la sua testa. Si faccia quindi aiutare da una psicoterapeuta a volersi più bene e ad accettarsi con gioia per quello che è. Quindi approfondire se è soddisfatto della sua vita di studioso o di lavoratore, o affettivamente e così via. Un saluto. Dott. Lina Isardi
Gentile Mattia,
provo a risponderle in modo chiaro e rispettoso della domanda che pone, senza spostare il focus su aspetti che non ha chiesto.
Per quanto riguarda la statura finale, le evidenze scientifiche indicano che il fattore principale è genetico. Il fatto che suo padre abbia un’altezza simile alla sua è un elemento molto rilevante.
La nutrizione incide sulla crescita soprattutto in caso di carenze importanti e prolungate durante l’infanzia (malnutrizione vera e propria), non per un’alimentazione semplicemente “poco abbondante”. Se ha assunto proteine e nutrienti in modo sufficiente, anche se non in grandi quantità, è molto improbabile che questo abbia compromesso la sua altezza finale.
Per quanto riguarda lo stress ormonale, lo stress psicologico non riduce in modo significativo la statura finale in una persona che cresce in un contesto nutrizionale e sanitario adeguato. Gli ormoni della crescita possono risentire di condizioni mediche importanti o croniche, ma non dello stress emotivo comune o di tratti caratteriali.
Se desidera un parere strettamente medico su crescita, ormoni e sviluppo osseo, la figura più indicata resta un endocrinologo, che può valutare in modo oggettivo la storia di crescita.
Dal punto di vista psicologico, invece, può essere utile interrogarsi su quanto il tema dell’altezza stia incidendo sulla sua percezione di sé e sul suo benessere, indipendentemente dalle scelte che deciderà di fare. Questo non per giudicare, ma per prendersi cura anche della parte emotiva che accompagna una decisione così importante.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
provo a risponderle in modo chiaro e rispettoso della domanda che pone, senza spostare il focus su aspetti che non ha chiesto.
Per quanto riguarda la statura finale, le evidenze scientifiche indicano che il fattore principale è genetico. Il fatto che suo padre abbia un’altezza simile alla sua è un elemento molto rilevante.
La nutrizione incide sulla crescita soprattutto in caso di carenze importanti e prolungate durante l’infanzia (malnutrizione vera e propria), non per un’alimentazione semplicemente “poco abbondante”. Se ha assunto proteine e nutrienti in modo sufficiente, anche se non in grandi quantità, è molto improbabile che questo abbia compromesso la sua altezza finale.
Per quanto riguarda lo stress ormonale, lo stress psicologico non riduce in modo significativo la statura finale in una persona che cresce in un contesto nutrizionale e sanitario adeguato. Gli ormoni della crescita possono risentire di condizioni mediche importanti o croniche, ma non dello stress emotivo comune o di tratti caratteriali.
Se desidera un parere strettamente medico su crescita, ormoni e sviluppo osseo, la figura più indicata resta un endocrinologo, che può valutare in modo oggettivo la storia di crescita.
Dal punto di vista psicologico, invece, può essere utile interrogarsi su quanto il tema dell’altezza stia incidendo sulla sua percezione di sé e sul suo benessere, indipendentemente dalle scelte che deciderà di fare. Questo non per giudicare, ma per prendersi cura anche della parte emotiva che accompagna una decisione così importante.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno,
non so rispondere alla tua domanda, dovresti porla ad una nutrizionista o un ortopedico, ma da psicoterapeuta, trovandola destinata a questa categoria, ti chiederei, per quale ragione è per te tanto importante l'altezza fisica? Credi vi siano altri modi, oltre quelli fisici per sentirsi o ritenersi grandi? Se sì, quali? Da che misuri la statura di un uomo, nella vita?
Un cordiale saluto
dott.ssa Marzia Sellini
non so rispondere alla tua domanda, dovresti porla ad una nutrizionista o un ortopedico, ma da psicoterapeuta, trovandola destinata a questa categoria, ti chiederei, per quale ragione è per te tanto importante l'altezza fisica? Credi vi siano altri modi, oltre quelli fisici per sentirsi o ritenersi grandi? Se sì, quali? Da che misuri la statura di un uomo, nella vita?
Un cordiale saluto
dott.ssa Marzia Sellini
Buongiorno, le informazioni che sta fornendo riguardo la disidratazione dei suoi dischi intervertebrali e la carenza di proteine sono frutto di analisi approfondite cui è stato sottoposto? Perché comunque un abbassamento di statura è naturale nel corso della giornata a causa degli effetti della forza di gravità.
Ciao Mattia,
provo a risponderti dal punto di vista psicologico, chiarendo che noi psicologi non siamo ortopedici né nutrizionisti; per valutazioni mediche specifiche è quindi sempre opportuno rivolgersi agli specialisti competenti.
In generale, la statura finale dipende in larga parte da fattori genetici; la nutrizione gioca un ruolo soprattutto nei casi di carenze significative e prolungate durante l’infanzia e l’adolescenza. In assenza di condizioni mediche rilevanti, per quanto ne sappiamo è poco probabile che un’alimentazione non particolarmente abbondante, ma comunque adeguata, abbia inciso in modo determinante sull’altezza finale. Per approfondimenti di questo tipo è indicato il confronto con un endocrinologo o un nutrizionista.
Dal punto di vista psicologico, può invece essere utile osservare quanto il tema dell’altezza e dell’aspetto fisico influisca sul benessere personale, sull’autostima e sul modo di percepirsi nelle relazioni. Lo stress cronico può avere effetti sul benessere generale e sull’equilibrio ormonale, ma non è considerato, da solo, una causa diretta e significativa di riduzione dell’altezza fisica in soggetti sani.
Per quanto mi risulta, la differenza di statura tra mattino e sera è un comune fenomeno fisiologico, legato alla compressione dei dischi intervertebrali nel corso della giornata, e non ha di per sé significato patologico.
Scelte come l’intervento di allungamento degli arti sono particolarmente delicate e meritano, accanto alle necessarie valutazioni mediche, anche uno spazio di riflessione psicologica sulle motivazioni, sulle aspettative e sull’impatto emotivo nel tempo.
Resto a disposizione se vorrai approfondire questi aspetti in un contesto adeguato.
Con cordialità
Dott. Tiziana Vecchiarini
provo a risponderti dal punto di vista psicologico, chiarendo che noi psicologi non siamo ortopedici né nutrizionisti; per valutazioni mediche specifiche è quindi sempre opportuno rivolgersi agli specialisti competenti.
In generale, la statura finale dipende in larga parte da fattori genetici; la nutrizione gioca un ruolo soprattutto nei casi di carenze significative e prolungate durante l’infanzia e l’adolescenza. In assenza di condizioni mediche rilevanti, per quanto ne sappiamo è poco probabile che un’alimentazione non particolarmente abbondante, ma comunque adeguata, abbia inciso in modo determinante sull’altezza finale. Per approfondimenti di questo tipo è indicato il confronto con un endocrinologo o un nutrizionista.
Dal punto di vista psicologico, può invece essere utile osservare quanto il tema dell’altezza e dell’aspetto fisico influisca sul benessere personale, sull’autostima e sul modo di percepirsi nelle relazioni. Lo stress cronico può avere effetti sul benessere generale e sull’equilibrio ormonale, ma non è considerato, da solo, una causa diretta e significativa di riduzione dell’altezza fisica in soggetti sani.
Per quanto mi risulta, la differenza di statura tra mattino e sera è un comune fenomeno fisiologico, legato alla compressione dei dischi intervertebrali nel corso della giornata, e non ha di per sé significato patologico.
Scelte come l’intervento di allungamento degli arti sono particolarmente delicate e meritano, accanto alle necessarie valutazioni mediche, anche uno spazio di riflessione psicologica sulle motivazioni, sulle aspettative e sull’impatto emotivo nel tempo.
Resto a disposizione se vorrai approfondire questi aspetti in un contesto adeguato.
Con cordialità
Dott. Tiziana Vecchiarini
Se tu sei 1.71 opp 1,69 non cambia molto …. Pensi che con 8 cm di più sarai più degno di adesso di essere felice , soddisfatto e tuto il resto ?? Oltre l’altezza e l aspetto fisico c è un mondo da scoprire per le persone xhe possono circondarti …. Coltiva quel tipo di giardino , quello della tua anima , delle tue passioni e dei tuoi talenti …. Ognuno ne ha …
Gent.mo Mattia,
la nutrizione conta, ma entro certi limiti.
Se un bambino/adolescente ha una carenza grave e prolungata (malnutrizione vera, non “mangiavo poco”), allora la crescita può essere compromessa.
Se invece mangiavi poco ma in modo comunque sufficiente (con proteine presenti anche se non ottimali) è molto improbabile che questo abbia ridotto la tua statura finale in modo significativo.
In realtà, la genetica pesa molto più della nutrizione quando non ci sono carenze importanti. Non basta “mangiare poco” per perdere centimetri: servono deficit seri e continuativi.
Lo stress può influire sulla crescita — ma solo durante l’età evolutiva.
Il meccanismo è questo:
stress cronico → aumento del cortisolo
cortisolo alto → inibizione dell’ormone della crescita (GH) e l’IGF-1
se questo avviene PER ANNI, durante infanzia/adolescenza, può ridurre la crescita.
Quindi parliamo di uno stress intenso, continuo e non compensato; non mi riferisco allo stress “normale” della vita di tutti.
I cm "persi" durante il giorno sono normali: tutti perdiamo 1–2 cm dal mattino alla sera, è fisiologia dei dischi intervertebrali e non è segno di un problema, né di “altezza reale inferiore”. La tua altezza “ufficiale” è quella mattutina.
Spero di aver chiarito il tuo dubbio!
dott.ssa Federica Ripamonti
la nutrizione conta, ma entro certi limiti.
Se un bambino/adolescente ha una carenza grave e prolungata (malnutrizione vera, non “mangiavo poco”), allora la crescita può essere compromessa.
Se invece mangiavi poco ma in modo comunque sufficiente (con proteine presenti anche se non ottimali) è molto improbabile che questo abbia ridotto la tua statura finale in modo significativo.
In realtà, la genetica pesa molto più della nutrizione quando non ci sono carenze importanti. Non basta “mangiare poco” per perdere centimetri: servono deficit seri e continuativi.
Lo stress può influire sulla crescita — ma solo durante l’età evolutiva.
Il meccanismo è questo:
stress cronico → aumento del cortisolo
cortisolo alto → inibizione dell’ormone della crescita (GH) e l’IGF-1
se questo avviene PER ANNI, durante infanzia/adolescenza, può ridurre la crescita.
Quindi parliamo di uno stress intenso, continuo e non compensato; non mi riferisco allo stress “normale” della vita di tutti.
I cm "persi" durante il giorno sono normali: tutti perdiamo 1–2 cm dal mattino alla sera, è fisiologia dei dischi intervertebrali e non è segno di un problema, né di “altezza reale inferiore”. La tua altezza “ufficiale” è quella mattutina.
Spero di aver chiarito il tuo dubbio!
dott.ssa Federica Ripamonti
Gentile Mattia,
comprendo il disagio per la sua statura, che comunque (1, 71 !) viene annoverata come media, non bassa! Chiaramente conta il vissuto, che rispetto enormemente, ma proprio del suo vissuto, secondo me, dovrebbe occuparsi. Comprendo il fatto di cercare una ragione che spieghi come mai la sua statura non sia sviluppata, ma al posto suo mi chiederei piuttosto come mai sto cercando la causa. Forse un lavoro sull'autostima e su alcuni vissuti profondi potrebbero essere più risolutivi di un'operazione chirurgica, ma è un parere a caldo senza conoscerla bene e senza riscontri. Potrebbe essere utile approfondire la situazione dal punto di vista anamnestico.
Cordiali saluti,
Riccardo Gaglio
comprendo il disagio per la sua statura, che comunque (1, 71 !) viene annoverata come media, non bassa! Chiaramente conta il vissuto, che rispetto enormemente, ma proprio del suo vissuto, secondo me, dovrebbe occuparsi. Comprendo il fatto di cercare una ragione che spieghi come mai la sua statura non sia sviluppata, ma al posto suo mi chiederei piuttosto come mai sto cercando la causa. Forse un lavoro sull'autostima e su alcuni vissuti profondi potrebbero essere più risolutivi di un'operazione chirurgica, ma è un parere a caldo senza conoscerla bene e senza riscontri. Potrebbe essere utile approfondire la situazione dal punto di vista anamnestico.
Cordiali saluti,
Riccardo Gaglio
Buonasera Mattia, sicuramente lei è molto attento al suo aspetto fisico. Forse la questione dovrebbe essere centrata l'ansia che tuttora accompagna il modo con il quale lei si valuta, considerando che ha anche misurato la sua differente altezza tra la mattina e la sera. A prescindere dai fattori oggettivi, ritengo importante che lei possa lavorare sull'apprezzamento che ha di se stesso e riconoscere le sue qualità che non sono necessariamente 'misurabili' in una differenza di qualche centimetro di altezza. Questo le consentirebbe di sentirsi più sicuro di sé, sereno e soddisfatto.
Non sempre i figli sono più alti dei genitori dello stesso sesso, le combinazioni genetiche in gioco sono diverse per ogni figlio/a e potrebbero prevalere geni del genitore e dei nonni che comportano o favoriscono una bassa statura.
Esiste comunque la possibilità di una scarsa crescita fisica per grave deprivazione affettiva.
Esiste comunque la possibilità di una scarsa crescita fisica per grave deprivazione affettiva.
Ciao Mattia, da psicologa posso dirti poco sulla questione che riporti se non che l'altezza in età adulta dipende principalmente da fattori genetici, mentre l’alimentazione e lo stato di salute durante la crescita possono avere un ruolo solo in presenza di carenze nutrizionali importanti o patologie specifiche. Per una valutazione più precisa su crescita e ormoni sarebbe opportuno confrontarsi con un medico o endocrinologo. Dal mio punto di vista professionale posso dirti che, quando la preoccupazione per l’aspetto fisico diventa molto centrale nelle proprie scelte (come nel caso di un intervento chirurgico), può essere utile anche uno spazio di riflessione psicologica per comprendere meglio il rapporto con il proprio corpo e con la propria immagine personale. Grazie a te per esserti raccontato!
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.