Domande del paziente (77)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    la storia che racconta sembra carica di molta sofferenza e pericolo. Non posso rispondere alla sua domanda ovviamente, ma le consiglio vivamente di cercare un supporto terapeutico per poter... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    capisco la situazione complicata, ma in effetti se lei ha comunicato di essere gay questo è un fattore importante che va' tenuto in considerazione. E ha ragione: questo non è un film: le persone... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    da quello che scrive si percepisce un vissuto interno di estremo disvalore che sicuramente influisce sulla sua vita e sulle sue relazioni.
    Credo che nel suo caso sarebbe molto importante intraprendere... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Salve, capisco che sta vivendo un momento di difficoltà che forse va' oltre il rapporto con questa persona di cui parla.
    Se se la sentisse potrebbe provare a richiedere un supporto psicologico per non... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buonasera,
    riguardo alla questione legale non sono certamente io la figura professionale a cui rivolgersi (sarebbe sicuramente più adatto un avvocato), quindi non mi esprimerò in merito. Ma riguardo invece... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    quella che racconta sembra una situazione molto difficile in cui stare e certamente nessuno può prendersi il diritto di dire se abbia fatto "giusto" o "sbagliato". Ste cercando di proteggere... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    non mi sento di poter rispondere alla domanda che pone conoscendo così poco la situazione, però lei descrive un quadro relazionale pericoloso proprio perchè i presupposti non sono quelli di... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buonasera,
    da quello che racconta si percepisce molta sofferenza e forse anche la convinzione di non valere abbastanza o di non meritare l'amore.
    Questi sentimenti possono essere molto angoscianti. Le... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buonasera,
    mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo, capisco che sia un momento difficile che si aggiunge ad una vita segnata da molti lutti. Ha già affrontato molte difficoltà riuscendo a reinventarsi... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    non è facile rispondere a questa domanda e di sicuro non voglio giudicare l'operato della collega di cui non conosco nè le cause nè le modalità se non attraverso il suo racconto. Credo tuttavia... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Salve,
    capisco che sia un meccanismo difficile da comprendere, ma è in effetti una cosa possibile. Succede quando l'altra persona non rappresenta più per noi quello di cui abbiamo bisogno (mi passi questo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buonasera,
    forse potrebbe essere utile cambiare terapeuta e/o approccio psicoterapeutico. Essere molto sensibili non è necessariamente un problema ma capisco che può causare disagio.
    Tuttavia non trattandosi... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno Daniele, visto quello che racconta mi sembra che lei stia soffrendo molto. Le consiglio di rivolgersi al suo Centro di Salute Mentale di competenza in modo che possa essere preso in carico.... Altro


    Buonasera dottori, parto dal presupposto che il mio non è un problema di salute in quanto tale, anche se mi sta mettendo in grosse difficoltà.
    Sono sposato da 4 anni ora ne ho 42 ma da quando avevo 10 anni amo immensamente vestire da donna.
    Nel corso degli anni ho spesso provato a smettere ma non sono mai riuscita a farne a meno.
    Non sono particolarmente attratta dagli uomini preferisco le donne ma ultimamente qualcosa è cambiato e avrei voglia di provare con qualche uomo però davvero la situazione è insostenibile.
    Da una parte la famiglia che amo dall' altra una forza fortissima che mi porta in segreto a mettere trucchi collant smalti gonne tacchi.
    Non mi vedo solo vestita ammetto che negli ultimi tempi mi vedo proprio donna.
    Ho più volte cominciato percorsi di psicoanalisi che però non mi hanno fatto uscire da questa situazione.
    Vorrei un vostro parere un consiglio qualcosa, so che online è molto difficile ma davvero non so più che pesci prendere.
    Sono costretta a nascondere tutto sotterfugi di ogni natura pur di portare avanti questo desiderio che è davvero fortissimo.
    Infine nell' ultimo periodo ho cambiato i miei gusti sia a livello personale che generale e delle donne da un po' non guardo più le classiche zone che piacciono agli uomini ma le invidio vedendole così ben vestite, invidio le loro borse,i loro capelli le loro unghie e mi sento sempre più vicina a loro .
    Datemi una mano se potete almeno qualche consiglio.

    Grazie anticipatamente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buonasera,
    credo che un percorso psicoterapeutico sia molto importante in questo momento, ma non con l'obiettivo di "cambiarla" bensì di lavorare sull'accettazione di quelle parti sue che non riesce ad accettare.


    Buongiorno,
    devo iniziare una terapia di coppia e non so valutare la differenza tra i vari specialisti né tra i diversi approcci.

    Sono sicuramente molto confuso nell'avvicinarmi a un sistema che non conosco e che ha una grande varietà di scuole di pensiero diverse. Solo su Wikipedia vengono indicati 8 orientamenti teorici principali più altri secondari. Ho iniziato a informarmi ma non sono in grado di scegliere quale scuola di pensiero sarebbe più efficace o attualmente reputata valida o adatta al mio scopo.

    Sempre secondo Wikipedia: “la legge … non fornisce una definizione univoca del termine psicoterapia, dei suoi contenuti, delle metodologie o dell’ambito di applicazione teorico-clinico” e ancora “l’assenza di una definizione esplicita lascia spazio ad ambiguità interpretative, che si riflettono sia nel dibattito scientifico sia nella prassi clinica. In quest’ultima, infatti, il termine psicoterapia può assumere significati non sempre univoci”. Anche questo mi lascia perplesso.

    Mi immagino di ricevere risposte come: “scegli uno specialista e se vedi che non funziona cambia” ma mi sembra assurdo scegliere a caso e troppo laborioso passare da uno all’altro finché non trovo quello giusto. Porterebbe inoltre al rischio di scegliere chi mi dice quello che voglio sentirmi dire. E trattandosi di terapia di coppia la cosa potrebbe non andare bene solo a uno dei due, al ché l’altro si sentirebbe legittimato a dirgli “non stai ascoltando quello che ti viene detto, non ti impegni”.

    Per esempio leggo in un intervento di un terapeuta: "non posso che raccomandarle un percorso di psicoterapia analitica junghiana" che mi sembra proporre un percorso estremamente specifico, probabilmente quello si cui si occupa chi l'ha scritto.
    Non so se devo rivolgermi di preferenza a uno psicoterapeuta o se anche uno psicologo va bene. Leggo nei curricula frasi come “credo in un approccio xxx, in un percorso yyy, in una terapia zzz” e sono confuso da un linguaggio in cui alcuni professionisti credono (come se stessimo parlando di religione?) in una cosa e la scrivono esplicitamente lasciandomi immaginare che così facendo si differenziano da altri professionisti che in quelle cose non credono e agiscono diversamente.

    Ho letto altresì che il diverso orientamento teorico non cambia l’efficacia della terapia ma non sono convinto di ciò. E’ chiaro che la bravura di un terapista non dipende dal sesso o dall’età ma mi dico anche che non può essere indifferente.

    Ho ricevuto alcuni contatti da una terapeuta (non la conosco, né lei conosce il nostro caso). Ha consigliato dei colleghi che stima del suo stesso indirizzo ma questo non risolve i miei dubbi sulle metodologie. Mi ha anche stupito che una delle poche informazioni che ha offerto sia l’età del terapista.

    Nella zona in cui vivo ci sono centinaia di terapisti (molti anche molto giovani) e i loro curricula sono difficili da interpretare. Come scegliere?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    mi dispiace dover dire che non esistono dei criteri oggettivi nella scelta del terapeuta. Tutti gli orientamenti sono a loro modo validi, ma è ovvio che ogni terapeuta predilige il proprio, altrimenti non lo avrebbe scelto. Personalmente per una terapia di coppia ritengono più appropriato l'orientamento sistemico relazionale perchè si concentra sulle relazioni e i sistemi più di tutti gli altri. Può leggere a grandi linee su cosa lavorano i diversi orientamenti e scegliere di conseguenza quello che vi sembra più congeniale, ma bisogna tenere presente che la psicoterapia è prima di tutto un incontro umano e pertanto soggetto più di ogni altro trattamento alla particolarità e specificità delle persone coinvolte.


    Buonasera Cari Dottori, Vi scrivo per chiederVi pareri..sto seguendo un corso per la seconda volta perché non mi sentivo pronta per l'esame..ma il professore quando fa domande riguardanti gli argomenti di lezione, le mie risposte seppur giuste è come se non andassero mai bene perché il professore dice "non sei stata precisa" oppure "non devi essere troppo precisa", altra volta "ho capito, ma quale è il perché?" . Ieri, ho sbagliato una risposta e lui ha detto"non dovete rispondere a caso " "voi non vi chiarite i dubbi"in realtà mi sono sentita offesa anche se ha parlato al plurale.. quando rispondo è perché ho delle conoscenze di altri esami , non parlo per aprire bocca ma non ho potuto difendermi, replicare, fargli capire che non è come pensa lui..non mi ha mai detto brava come mi è stato detto da alcuni altri docenti eppure l'anno scorso ad un convegno mi ha salutata dicendomi che avevo fatto bene a partecipare ..non capisco questo cambiamento di comportamento..mi sento svalutata..già di mio ho una bassa autostima, sono sensibile, introversa, timida ed il fatto di rispondere alle lezioni mi ha sempre aiutato, mi dà più forza, stimolo anche se prima di rispondere sento il cuore che batte, a volte tremo, imbarazzo..però con questo professore mi sembra di non essere compresa, a volte è come se io dicessi "A" e lui "B".. Grazie per i vostri consigli. Buona Serata.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    l'unico consiglio che mi sento di dare è di lavorare sulla sua autostima, che lei stessa dice essere bassa. Una volta rafforzata magari potrà parlare più liberamente con il docente e chiarire il suo punto di vista.
    Cordiali saluti


    Buongiorno è da circa un anno che sto andando dallo psicologo per un cambiamento che volevo attuare nella mia vita, fino a dicembre andava tutto bene e mi sembrava di aver fatto progressi, ma da febbraio dopo ogni seduta non mi sento meglio.... anzi mi sento più confusa e persa e in agitazione,
    in particolare nelle ultime sedute mi sono sentita attaccata perché non stavo facendo nulla di pratica per cambiare (però stavo vivendo un periodo di stanchezza emotiva e fisica veramente difficile) e sentirmi dire che se non mi fossi decisa a fare qualcosa non avrei concluso niente, sarei stata infelice etc mi sono sentita veramente male; ho sentito che c'erano su di me aspettative che avevo deluso, deadline non rispettate etc ma io in quel periodo mi sentivo proprio immobile e non nello stato mentale per cambiare.
    Quando le ho esposto il mio stato d'animo riguardo le sue pressioni mi ha detto che l'aveva fatto per istigarmi, per smuovermi un po' ma io mi son sentita attaccata, non sicura e forzata a fare cose che nel momento non riuscivo, inoltre poi parlando di altre cose che avevo scoperto su di me in questo periodo etc mi ha chiesto se le parole che dicevo erano mie o di altri e questo mi ha fatto sentire umiliata e messa in dubbio (durante il percorso ci sono state anche alcune occasioni in cui non percepito di esser compresa appieno)
    inoltre sento di non riuscire più a dire certe cose perché percepisco la sua agitazione
    per il resto non ci sono stati atteggiamenti sbagliati nei miei confronti, mi appare comunque come una persona disponibile e aperta all'ascolto
    ma dopo queste sedute io continuo a ripensare alle sue parole e sento che metto in dubbio in me stessa, e mi agito
    l'idea di proseguire mi mette agitazione perché temo di sentirmi di nuovo male e giudicata, mi sento osservata e sotto esame
    e invece il pensiero di cambiare terapeuta mi fa sentire meglio
    spero di essermi spiegata,
    cosa dovrei fare?
    Vi ringrazio

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    nel rapporto tra terapeuta e paziente la fiducia è un aspetto fondamentale. La cosa migliore da fare a mio avviso è parlare direttamente con la terapeuta di come si sente, in quanto si tratta di materiale preziosissimo per lavorare.
    Se però, nonostante tutto, continuasse a sentirsi giudicata potrebbe valutare di chiedere aiuto altrove . La psicoterapia è soprattutto un incontro umano e a volte non sempre troviamo la persona giusta facilmente.
    Cordiali saluti


    Buonasera
    Sto vivendo un momento un po' doloroso
    Mi piace molto una ragazza, una mia collega di lavoro.
    Siamo caratterialmente diversi lo ammetto, però abbiamo ammesso ieri di provare un interesse reciproco ma c'è un enorme problema che blocca tutto.
    Ci sono stati diversi litigi, soprattutto per mancanza di onestà da parte di lei, che mi hanno fatto alterare e reagire un po' troppo.
    Questi litigi a lei le hanno fatto capire che non possiamo stare insieme, non potremo mai, che ha già vissuto una situazione del genere e che non vuole caderci di nuovo.
    Ha già pensato diverse volte se tra noi poteva andare oltre ma non ce la fa, non è ancora pronta per una relazione e perché siamo colleghi e se già litighiamo così spesso prima di iniziare dopo diventerebbe peggio, anche se secondo me meglio litigare all'inizio che nel mezzo.
    Ho provato a farle capire che io sono disposto a provare e a migliorare in primis per me stesso e sarei disposto a farle vedere più avanti che sono migliorato (davvero) ma lei non vuole neanche provarci.
    Le ho confessato che è la cosa più bella che mi sia capitata da quando lavoro in questa azienda(ed è vero) e sono felice tutte le volte che la vedo... Questo discorso l'ha fatta emozionare e mi ha preso anche le mani.
    Resta il fatto che ha dato un no definitivo e non vuole fare neanche un tentativo perché siamo troppo diversi e ci sono troppi litigi.
    Secondo voi, ci potrà mai essere un ripensamento da parte sua e quindi un cambiamento di scelta?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    da quello che dice la sua collega ha già dato una risposta a questa domanda.
    A questo punto potrebbe essere più utile iniziare un percorso di rielaborazione in modo da poter accettare la situazione per quella che è ed andare avanti.
    Cordiali saluti


    Buongiorno, vivo in una città del nord da 21 anni, insieme a mio marito e 2 splendidi figli adolescenti.
    Io e mio marito siamo, di un paesino del sud Italia
    io ho una storia familiare non facile, mio padre assente, mia madre anaffettiva, controllante, giudicante
    a 23 anni ho conosciuto mio marito, appena la nostra unione è diventata ufficiale, sono caduta in depressione, una brutta depressione che ho curato con farmaci e tanta psicoterapia..alla fine del percorso sono arrivata alla conclusione che per stare bene, dovevo scappare dai miei posti..così ho lasciato il lavoro e sono partita, lui con me...
    nella città in cui viviamo sono stata benissimo da subito, ci siamo sistemati, sposati, abbiamo due lavori ottimi e due figli che ci danno grandi soddisfazioni, ci sono comunque delle cose di questa città che mi pesano, la considero non del tutto la mia città...mio marito non si è mai ambientato, infatti dice sempre che quando andrà in pensione trascorreremo periodi giù, dove abbiamo una splendida casa.

    Abbiamo sempre paragonato la città in cui viviamo a quella vicina al nostro paese d'origine e sempre detto che la nostra vita ideale sarebbe stata lì, conducendo una vita come quella che facciamo ora ma con meno spese e più svaghi, nei fine settimana avremmo potuto goderci la casa, gli amici e i parenti al paese, complici il clima, il mare, i paesaggi, facendo tutte le cose che ora non facciamo, e avendo anche il supporto dei parenti
    circa 10 anni fa abbiamo avuto l'occasione di poter rientrare definitivamente ma erano lavori precari, mio marito voleva tornare a tutti i costi, ma io sono di nuovo caduta in grave depressione, ricurata con farmaci. Abbiamo rinunciato

    2 anni fa ennesima occasione, appagante per me, ma stavolta è mio marito a rinunciare, in preda all'ansia

    ora io sono stata chiamata a colloquio tra un mese per un posto di lavoro al mio paese, un buon posto di lavoro, ci vorrei andare perchè vedo la vita che vorremmo, vivremo in città, io mi sposterei tutti i giorni in attesa di una destinazione più vicina, i ragazzi sono felici di un eventuale trasferimento, mio marito pure...ma io sono in ansia, dormo male, una volta lì penso che la mia mente vada a rivivere tutto il percorso depressivo della pre-partenza di 21 anni fa, il tutto accentuato dal fatto che non conosco bene la nuova città, temo di non riuscire ad ambientarmi e temo di lasciare ciò che ho perchè, in caso di fallimento, non posso poi tornare sui miei passi

    sono cresciuta tanto, caratterialmente, emotivamente, lavorativamente, vorrei riuscire a gestire il tutto ma non so, ho bisogno di un parere

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    capisco il periodo difficile che sta vivendo. Le consiglio di iniziare un nuovo percorso psicoterapeutico prima di dover prendere la decisione finale, in modo da riuscire auspicabilmente a sciogliere i nodi e poter poi decidere con una maggiore consapevolezza.
    Cordiali saluti,

    dott.ssa Marianna Mansueto


    Buonasera ho 29 anni non ho mai avuto una ragazza 0 relazioni per non essere più vergine sono andato a escort ma da 1 anno a questa parte, fra rabbia e frustrazione sono diventato un diavolo soprattutto verso me stesso mi trovo così per via delle circostanze principalmente, avendo un attività ho 0 tempo libero quindi ho vado a fare il dipendente per avere più tempo libero oppure ci metto una pietra sopra , il tempo che passa è un veleno perché io faccio distinzione tra non avere relazioni momentanee e non averne mai avute e quindi 0 esperienze è ritardo per questo vado in tilt, penso rimarrò inferiore a vita. Grazie a chiunque mi darà un parere.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Marianna Mansueto

    Buongiorno,
    valuti di intraprendere un percorso psicologico così per poter elaborare i sentimenti negativi e di inferiorità che sembra provare. Non c'è un tempo limite entro il quale avere delle relazioni, ma sentirsi inferiori per questo potrebbe limitarla nelle sue possibili relazioni future, oltre che condizionare il suo umore e autostima.


Domande più frequenti

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