Domande del paziente (136)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la formazione immediata di gas all’apertura di un contenitore di olive in salamoia fatte in casa è un segnale da non sottovalutare. Indica infatti che all’interno si è verificata una fermentazione...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
quello che descrive è abbastanza frequente quando si aumenta il consumo di verdure, soprattutto se l’intestino non è abituato. Le verdure infatti apportano fibre fermentabili che, a livello intestinale,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
capisco il senso della domanda, ma così posta è davvero troppo generica per dare una risposta valida per tutti.
Dire che i biscotti “senza zucchero” siano migliori non è corretto in assoluto: spesso...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la situazione che descrive è piuttosto frequente: ipotiroidismo, insulino-resistenza e menopausa sono tre condizioni che, insieme, rendono il dimagrimento più difficile, ma non impossibile. Il...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
il fatto che i sintomi compaiano prima dei pasti e migliorino mangiando orienta spesso verso una causa metabolica più che neurologica. In particolare, una delle ipotesi più frequenti è una lieve...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
dalla descrizione che riporta emerge un quadro piuttosto specifico: la presenza di metano elevato al breath test, associata a stipsi e rallentamento della motilità, è spesso compatibile con una...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la sintomatologia che descrive è compatibile con un disturbo gastrointestinale acuto che può avere un andamento altalenante, soprattutto nelle fasi di risoluzione, in cui l’intestino è ancora “irritato”...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
i semi di chia possono essere assunti quotidianamente senza la necessità di “cicli” o sospensioni programmate, a patto che siano inseriti in un’alimentazione equilibrata e nelle giuste quantità....
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
quello che descrive è molto frequente nel periodo dell’allattamento e non necessariamente indica che “la dieta non funziona”.
Durante l’allattamento, infatti, l’organismo tende fisiologicamente...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
quello che descrive è un fenomeno piuttosto frequente e, nella maggior parte dei casi, ha una base funzionale e ormonale, più che strutturale. Il fatto che l’addome sia piatto al mattino e si gonfi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
quella sensazione di “abbiocco” dopo i pasti è molto comune e, nella maggior parte dei casi, ha una spiegazione fisiologica piuttosto chiara: dopo aver mangiato, soprattutto pasti ricchi di carboidrati,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la situazione che descrive è piuttosto frequente in percorsi di PMA: i trattamenti ormonali, lo stress psicofisico e la riduzione dell’attività fisica possono favorire un aumento di peso anche...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
i farmaci che sta assumendo, come il litio (Carbolithium) e il valproato (Depakin), sono noti per poter determinare sia aumento di peso sia sensazione di gonfiore. Si tratta di effetti collaterali...
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Salve, ho 20 anni, sono alto 180 cm e peso circa 70 kg. Mi alleno regolarmente durante la settimana e cammino circa 50 minuti al giorno.
Sto seguendo una dieta con più pasti al giorno, includendo proteine, carboidrati integrali e grassi “buoni”.
Avrei alcune domande generali per capire se il mio approccio è corretto:
1. Per aumentare la massa muscolare, è più importante avere un surplus calorico totale o concentrarsi sull’apporto proteico?
2. È corretto distribuire i carboidrati in tutti i pasti principali o sarebbe meglio concentrarli intorno all’allenamento?
3. Per favorire la crescita muscolare, ha senso inserire uno spuntino proteico prima e uno dopo l’allenamento?
4. Quali sono i segnali principali che indicano che una dieta per massa muscolare è adeguata?
Attualmente la faccio da 11 settimane ma non ho ottenuto risultati, sono sempre tra i 69 e i 71 kg, saprebbe darmi dei consigli?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
nel Suo caso la base è già buona: attività fisica regolare e alimentazione strutturata. Il fatto però che dopo 11 settimane il peso sia stabile suggerisce un punto chiave, cioè che probabilmente non è presente un reale surplus calorico.
Per rispondere alle Sue domande in modo ordinato: per aumentare la massa muscolare il fattore più determinante è il bilancio energetico positivo. L’apporto proteico è fondamentale per sostenere la sintesi muscolare, ma senza un surplus calorico il corpo tende a non costruire nuovo tessuto, anche se le proteine sono adeguate. In genere i due aspetti devono coesistere.
Per quanto riguarda i carboidrati, la loro distribuzione nella giornata è corretta se presente in tutti i pasti, ma può essere utile concentrare una quota maggiore nelle ore vicine all’allenamento, perché supportano la performance e il recupero. Questo però non sostituisce il fabbisogno totale giornaliero, che resta la variabile principale.
Lo spuntino proteico pre e post allenamento può avere senso, soprattutto se consente di raggiungere il fabbisogno proteico giornaliero e di migliorare la sintesi muscolare, ma da solo non compensa un eventuale deficit calorico.
I segnali che indicano che una dieta per massa è adeguata sono piuttosto concreti: lieve aumento progressivo del peso corporeo, miglioramento della performance in allenamento e, nel tempo, variazioni della composizione corporea. Se il peso resta invariato, come nel Suo caso, è molto probabile che l’introito calorico sia semplicemente in equilibrio con il dispendio.
Va considerato inoltre che l’organismo tende a mantenere un equilibrio energetico molto preciso, regolando adattamenti metabolici e ormonali: questo rende necessario un surplus ben calibrato e monitorato nel tempo.
In sintesi, più che modificare dettagli come timing o distribuzione dei macronutrienti, potrebbe essere utile verificare con precisione le calorie introdotte e aumentare leggermente l’introito, monitorando poi peso e composizione corporea.
Per un lavoro più mirato e realmente efficace, una valutazione personalizzata con un Biologo Nutrizionista consente di quantificare correttamente fabbisogni e progressione.
Buongiorno, ho 47 anni, il mio colesterolo tot 212, hdl 47, ldl 129, e triglicerdi 285. mi hanno subito prescritto l' astatina senza valutare una dieta equilibrata e attivita fisica. è possibile prima di prendere questo importante farmaco fare altri esamini per valutare se devo prenderlo o no? sono convinta che cambiando l'alimentazione e favorendo l'attivita fisica questi valori si possano cambiare.
Voi, cosa mi potete consigliare?
Grazie in anticipo a tutti!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
capisco il suo dubbio ed è assolutamente legittimo voler approfondire prima di iniziare una terapia, ma in questi casi è importante mantenere un approccio prudente e rispettoso delle indicazioni del medico curante, che ha una visione completa del suo quadro clinico.
Detto questo, i valori che riporta evidenziano non solo un LDL moderatamente elevato, ma soprattutto trigliceridi alti, che spesso si associano a insulino-resistenza e a un profilo metabolico da valutare nel suo insieme. In questi casi il rischio cardiovascolare non dipende da un singolo parametro, ma da un insieme di fattori.
Proprio per questo, in alcuni casi può essere utile approfondire con ulteriori marker, come la PCR ad alta sensibilità (indice di infiammazione), l’omocisteina e, quando indicato, la valutazione delle LDL ossidate, che sono maggiormente coinvolte nei processi aterosclerotici. A questi si aggiunge sempre la valutazione clinica di elementi fondamentali come pressione arteriosa, eventuale fumo, circonferenza vita e assetto glicemico, perché il rischio reale deriva dalla combinazione di più fattori.
Parallelamente, è corretto sottolineare che alimentazione e attività fisica rappresentano un pilastro imprescindibile: in particolare, la riduzione degli zuccheri semplici e il miglioramento dello stile di vita hanno un impatto diretto sui trigliceridi e sulla sensibilità insulinica.
In sintesi, eventuali approfondimenti possono essere utili per una valutazione più completa del rischio, ma la decisione sulla terapia va sempre condivisa con il medico. Un intervento nutrizionale mirato può affiancarsi alla terapia, oppure, se il quadro lo consente, rappresentare un primo passo da monitorare nel tempo.
Sto seguendo una dieta dimagrante attraverso il metodo del deficit calorico, ma mi sento dire spesso che chi mi sta seguendo mi sta prendendo in giro perché questo metodo sarebbe obsoleto. Eppure io mi sento sempre meglio, mi vedo meglio e sto pure perdendo peso... però le insistenti voci mi preoccupano... Qualcuno potrebbe darmi dei chiarimenti? Ne parlerei col mio nutrizionista ma non vorrei dargli dispiacere, visto quanto pena si sta dando per me. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
capisco il dubbio, perché oggi circolano molte informazioni contrastanti, ma è importante chiarire un punto: il deficit calorico non è affatto un metodo obsoleto, è il fondamento fisiologico del dimagrimento.
Quando l’introito energetico è inferiore al dispendio, l’organismo è costretto a utilizzare le proprie riserve (in particolare il tessuto adiposo). Questo principio non è un’opinione, ma una conseguenza diretta della fisiologia del metabolismo energetico.
Detto questo, è anche vero che oggi si tende a fare un passo in più: non basta “mangiare meno”, ma è fondamentale come si crea quel deficit. La qualità degli alimenti, la distribuzione dei macronutrienti, la gestione della glicemia e dell’insulina, l’aderenza nel tempo e il mantenimento della massa muscolare sono aspetti centrali in un percorso ben impostato.
Il fatto che Lei stia meglio, si veda meglio e stia perdendo peso è un segnale molto importante: indica che il percorso, almeno per ora, è coerente con il Suo organismo. Questo ha più valore di molte opinioni esterne.
Spesso chi critica il “deficit calorico” lo fa perché lo associa a approcci troppo rigidi, restrittivi o mal strutturati. Ma un piano nutrizionale ben costruito non si limita a ridurre le calorie: lavora su equilibrio, sostenibilità e adattamento individuale.
Il consiglio è di mantenere fiducia nel professionista che La segue, confrontandosi apertamente con lui se ha dubbi. Un percorso nutrizionale efficace è sempre personalizzato e basato su evidenze, non su mode del momento.
Assumo creatina,calcio,k2,magnesio,vit D3,mancano vit gruppo B posso assumere anche queste ultime o ci sono interazioni con il resto? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
in generale può assumere anche le vitamine del gruppo B: non esistono interazioni significative con creatina, calcio, vitamina D3, K2 o magnesio.
Si tratta infatti di vitamine idrosolubili, con funzioni metaboliche diverse rispetto ai micronutrienti che sta già assumendo, quindi la co-somministrazione è generalmente sicura.
Più che le interazioni, il punto importante è capire se servono davvero: senza una carenza o un aumentato fabbisogno, aggiungere integratori spesso non porta benefici concreti.
Per questo, l’integrazione andrebbe sempre valutata nel contesto della sua alimentazione e delle reali necessità individuali.
Buongiorno vorrei sapere se il kuzu può essere utilizzato per un paziente disfagico, in particolare per addensare i liquidi tipo ENSURE pasto sostitutivo, che non si addensano nemmeno con gli addensanti specifici, stiamo già utilizzando i budini, ma necessitano anche di pasti sostitutivi liquidi per diversificare. grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
Il kuzu è un amido naturale e, dal punto di vista puramente tecnico, può avere un effetto addensante. Tuttavia, il punto critico non è “se addensa”, ma quanto è standardizzabile e riproducibile l’addensamento. Nei pazienti disfagici, infatti, si utilizzano addensanti specifici proprio perché permettono di ottenere consistenze precise (tipo nettare, miele, budino), stabili nel tempo e valutate secondo criteri clinici.
Il kuzu presenta alcuni limiti importanti in questo contesto: la viscosità dipende molto da temperatura e preparazione, può non essere costante tra una somministrazione e l’altra e non è validato per uso clinico nella disfagia. Questo significa che, anche se in alcuni casi può sembrare funzionare, non offre le stesse garanzie di sicurezza degli addensanti dedicati.
Nel caso specifico di prodotti come Ensure, il fatto che non si addensino adeguatamente nemmeno con addensanti specifici suggerisce che sia opportuno rivalutare la strategia: spesso è più efficace orientarsi su formulazioni già pronte con consistenza modificata oppure adattare la densità con prodotti studiati per quei liquidi.
In sintesi, il kuzu non è la scelta più sicura in un paziente disfagico, soprattutto se il problema è già complesso. In questi casi è fondamentale lavorare in modo coordinato con le indicazioni cliniche (logopedista, medico) e utilizzare strumenti standardizzati per ridurre il rischio.
Una valutazione nutrizionale personalizzata può aiutare a trovare soluzioni pratiche per garantire sia sicurezza sia adeguato apporto nutrizionale.
la spirulina in capsule interrompe un digiuno di soli liquidi sono al terzo giorno
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la spirulina in capsule, anche se assunta in piccole quantità, non è compatibile con un digiuno di soli liquidi.
Si tratta infatti di un alimento concentrato che apporta proteine e micronutrienti, quindi stimola comunque una risposta metabolica e, dal punto di vista tecnico, interrompe il digiuno, che per definizione prevede l’assenza di qualsiasi apporto nutrizionale.
È vero che l’impatto calorico è minimo, ma non è nullo: soprattutto dopo tre giorni, quando l’organismo è già adattato al digiuno, anche piccole introduzioni possono modificare questo equilibrio metabolico.
Se l’obiettivo è mantenere un digiuno “pulito”, è preferibile limitarsi esclusivamente ai liquidi previsti, evitando integrazioni non strettamente necessarie.
Buongiorno ho 75 anni sono 1 donna in sovrappeso di 10 kg cammino molto e sono molto giovanile. Purtroppo ho accumulo di gr
Soffro di colon irritabile.
asso sulla pancia e la parte alta delle gambe.Avrei bisogno di sapere come migliorare. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
quello che descrive non è solo un “accumulo localizzato”, ma verosimilmente una combinazione di grasso viscerale e distensione addominale legata al colon irritabile. Le due cose spesso si sovrappongono: il grasso addominale è metabolicamente attivo e tende ad aumentare con l’età, mentre l’IBS può accentuare gonfiore e tensione, dando la sensazione di una pancia ancora più prominente.
Camminare è un ottimo punto di partenza, ma da solo difficilmente modifica questa distribuzione del grasso. La leva principale resta l’alimentazione: non tanto “mangiare meno”, ma strutturare pasti più equilibrati, evitando eccessi di zuccheri semplici e pasti sbilanciati che favoriscono sia accumulo adiposo sia fermentazione intestinale. Il controllo della qualità e quantità dei carboidrati è centrale anche per limitare meccanismi legati all’insulino-resistenza, spesso associati al grasso addominale.
Nel suo caso, però, il punto chiave è la personalizzazione: con il colon irritabile non esiste una dieta standard, perché la tolleranza ai diversi alimenti è molto individuale e va testata con metodo.
Con un approccio mirato è possibile ridurre sia il gonfiore sia il grasso addominale, ma serve un lavoro cucito su misura.
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