Meglio i biscotti senza zucchero o quelli classici?

Meglio i biscotti senza zucchero o quelli classici?

19 risposte


Buongiorno, "meglio" da che punto di vista?

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Salve, capisco il senso della domanda, ma così posta è davvero troppo generica per dare una risposta valida per tutti. Dire che i biscotti “senza zucchero” siano migliori non è corretto in assoluto: spesso contengono comunque farine raffinate e altri carboidrati che hanno un impatto glicemico simile, oppure dolcificanti che non sempre rappresentano una scelta ottimale. Allo stesso modo, i biscotti classici apportano zuccheri semplici che, se consumati frequentemente, possono favorire aumento di peso e peggioramento del metabolismo glucidico. Il punto centrale è che la differenza non la fa tanto la dicitura “senza zucchero”, ma il contesto: quantità, frequenza di consumo, composizione complessiva della dieta e, soprattutto, la condizione della persona. Ad esempio, in presenza di insulino-resistenza, diabete o sovrappeso, è particolarmente importante limitare gli zuccheri semplici e gestire bene il carico glicemico complessivo della giornata. In altri casi, invece, il problema potrebbe non essere rilevante e la scelta tra i due tipi di biscotti diventa secondaria. In sintesi, non esiste una risposta universale: entrambi sono prodotti da considerare occasionali, e la scelta più corretta dipende sempre dalla situazione clinica e dagli obiettivi individuali.


Buongiorno, non sempre i biscotti “senza zucchero” sono la scelta migliore. Spesso, infatti, lo zucchero viene sostituito con altri dolcificanti (come polioli o edulcoranti) che non necessariamente rendono il prodotto più sano. I biscotti “classici”, se consumati con moderazione e inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono andare altrettanto bene. Il consiglio è di non fermarsi alla dicitura in etichetta, ma di valutare l’insieme degli ingredienti e la qualità del prodotto. In generale, meglio puntare su alimenti semplici e non creare una distinzione rigida tra “con” o “senza” zucchero, ma considerare frequenza e quantità. Un cordiale saluto


meglio altri alimenti piuttosto che i biscotti.


Buongiorno! Non ci sono alimenti migliori rispetto ad altri, tutto si può consumare in quantità moderate a patto che vengano rispettate le kcal e i macronutrienti di un piano alimentare sano e bilanciato cucito sulle sue abitudini e gusti. Saluti!

Dott. Michael Adamo

Dott. Michael Adamo

nutrizionista

Rivarolo Canavese

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Non necessariamente quelli senza zucchero sono più salutari. Spesso vengono dolcificati con edulcoranti o polioli e possono avere un apporto calorico simile ai biscotti tradizionali, perché grassi e farine restano invariati. Inoltre, la dicitura “senza zuccheri aggiunti” non significa automaticamente che il prodotto sia più dietetico. Nella pratica, la differenza la fanno la quantità consumata, la qualità degli ingredienti e l’equilibrio complessivo della dieta. Distinti saluti, Dr. Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

nutrizionista

Terrassa Padovana

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Buon pomeriggio! Dipende dal consumo che se ne fa. Sono entrambi prodotti ultraprocessati. Non devono essere demonizzati ma contestualizzati nella propria alimentazione quotidiana


In linea generale probabilmente sono "meglio" quelli senza zucchero ma non è una regola assoluta e senza sapere di che prodotto preciso si sta parlando non si può dare un'indicazione specifica. A volte gli zuccheri sono sostituiti con dolcificanti, grassi "cattivi" o altre sostanze dannose, quindi bisogna sempre valutare con attenzione l'etichetta e in base a quella capire la bontà o meno di un prodotto


Buongiorno, i biscotti fanno parte di una categoria di alimenti (prodotti dolciari da forno) che secondo le principali linee guida in materia di alimentazione andrebbe consumata occasionalmente. Scegliere biscotti senza zuccheri è un'arma a doppio taglio: spesso, il pensiero comune è che essendo senza zuccheri siano più salutari, quindi che la porzione possa essere più abbondante e/o più frequente, finendo per mangiarne di più di quanti ne avremmo mangiati se fossero stati normali. Un consumo di biscotti più frequente di quello raccomandato può essere possibile, anche di biscotti classici, a condizione che la settimana alimentare sia ben bilanciata e che non vi siano patologie croniche per le quali sarebbe consigliato un consumo ridotto di zuccheri.


Buonasera, bisogna sempre valutare ciò che è effettivamente presente all'interno del prodotto per poter dare una valutazione. Può essere presente ad esempio il maltitolo, una molecola usata in sostituzione dello zucchero per dolcificare l'alimento, che viene in ogni caso assorbito per un 50% rispetto allo zucchero, ha comunque impatto glicemico (meno rispetto allo zucchero) e che a livello intestinale, soprattutto per chi soffre di colon irritabile, può creare fermentazione più o meno importante, ma dipende chiaramente dal quantitativo utilizzato. Spesso si trova anche la stevia, che a livello intestinale non ha lo stesso impatto del maltitolo e che non va a creare modifiche a livello glicemico e insulinico. Ci sono poi alimenti dove non leggiamo "zucchero" negli ingredienti, ma leggiamo "malto/maltosio" o "sciroppo di glucosio-fruttosio", che dal punto di vista glicemico hanno un impatto di gran lunga maggiore rispetto al classico zucchero da cucina. Quindi dipenderà effettivamente da quali ingredienti sono presenti e da quali sostituiscono lo zucchero classico.

Dott.ssa Isabella de Fazio

Dott.ssa Isabella de Fazio

nutrizionista

Martina Franca

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Il mio parere è meglio che e li fa lei in casa, con mi di farine avena, farro, integrale e di mandorle, con eritritolo o datteri frullati, olio di girale, pizzico di sale e uova.


Buonasera, non c’è una regola assoluta, i biscotti senza zucchero non sono automaticamente migliori di quelli classici, perché significa solo che contengono non più di 0,5 g di zuccheri per 100 g, mentre i prodotti a ridotto contenuto di zucchero hanno almeno il 30% di zuccheri in meno ma non per questo sono sempre davvero poveri di zuccheri o più sani nel complesso. In pratica, la scelta migliore è guardare l’etichetta completa e non solo la scritta frontale, confrontando zuccheri, calorie, grassi totali e grassi saturi. Se devo darle un criterio semplice, tra due biscotti spesso è preferibile scegliere quelli più semplici e meno farciti, fermo restando che i biscotti in generale andrebbero considerati più un piccolo sfizio che un alimento da usare in grandi quantità ogni giorno. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate


Nelle giuste frequenze e quantità di consumo, sono decisamente meglio quelli che si preferiscono.


diciamo che non esiste il "meglio", se sono biscotti hanno per forza zucchero (lo ha anche la frutta eh) importante è che le quantità siano rapportate in base al proprio fabbisogno ed a una dieta quanto più varia ed equilibrata

Dott. Domenico Franzese

Dott. Domenico Franzese

biologo nutrizionista

Orta di Atella

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buongiorno non è tanto l'alimento in se tra biscotto classico o senza zucchero , quanto al piano che segue nella giornata (miraccomando alla % di zuccheri raggiunti nella giornata) , macronutrienti introdotti nella dieta(carboidrati di cui zuccheri; proteine; grassi introdotti di cui quanti saturi ; fibre) e kcal introdotte in base al suo obiettivo (mantenimento peso, dimagrimento , ricomposizione corporea).

Dott. Marco Vettorello

Dott. Marco Vettorello

nutrizionista

Abbiategrasso

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Salve, anche nei biscotti con la scritta senza zucchero in un modo o nell'altro viene camuffato lo zucchero.


nessuno dei due. Anche senza zucchero sono comunque totalmente composti da zucchero... classico inganno marketing. Per riuscire a comprendere più a fondo il suo caso specifico, ho bisogno di studiare maggiori dettagli. La soluzione migliore che le suggerisco, è prenotare una prima consulenza. Un caro saluto, Dott.ssa Besacchi.

Dott.ssa MARA BESACCHI

Dott.ssa MARA BESACCHI

biologo nutrizionista

Vittoria

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Buongiorno, Comprendo benissimo questa domanda, che mi viene posta quotidianamente in studio! Spesso l'industria alimentare ci porta a credere che la dicitura "senza zucchero" renda un alimento automaticamente più sano o adatto al dimagrimento, ma la risposta nutrizionale corretta è: dipende dallo stato di salute individuale e dalla sensibilità del singolo organismo. Per chi soffre di sindrome dell'intestino irritabile (IBS) o ha un intestino particolarmente sensibile, i biscotti "senza zucchero" possono rivelarsi una vera insidia. Per sostituire il saccarosio, infatti, vengono spesso utilizzati i poliolio polioli (come maltitolo, sorbitolo o xilitolo), molecole appartenenti ai FODMAP. Questi dolcificanti non vengono completamente assorbiti dall'intestino tenue e arrivano al colon dove fermentano rapidamente, richiamando acqua e causando spesso gonfiore addominale, tensione, gas o alterazioni dell'alvo. In presenza di un intestino reattivo, un biscotto classico risulta paradossalmente molto più digeribile e tollerabile. Se l'esigenza riguarda invece la gestione della glicemia, dell'insulino-resistenza o del diabete, l'obiettivo principale è evitare i picchi glicemici ematici. Tuttavia, occorre ricordare che anche i biscotti senza zucchero contengono farine ricche di carboidrati complessi che si trasformano comunque in glucosio durante la digestione. In molti casi, dal punto di vista metabolico e digestivo, la strategia migliore e più appagante è scegliere un biscotto classico di buona qualità (biscotti di farina di avena o farro monocco o dicocco) e abbinarlo a un grasso "buono" o a una quota proteica. Accompagnare un biscotto tradizionale con una manciata di frutta secca guscio (come 4-5 mandorle o noci) consente ai grassi sani e alle fibre della frutta secca di rallentare lo svuotamento gastrico. Questo semplice gesto riduce la velocità di assorbimento degli zuccheri nel sangue, appiattisce la curva glicemica e prolunga il senso di sazietà, risparmiando all'intestino l'impatto dei dolcificanti artificiali. La nutrizione non si basa sul demonizzare i singoli alimenti, ma sulla capacità di creare abbinamenti intelligenti e rispettosi della propria fisiologia. Se desidera analizzare come impostare al meglio la sua colazione o gli spuntini in base alle sue specifiche esigenze di salute, la aspetto con piacere per una visita in studio oppure tramite consulenza online. Un cordiale saluto, Dott.ssa Giorgia Ranzato Biologa Nutrizionista


Buongiorno! Non necessariamente quelli “senza zucchero” sono migliori dei biscotti classici. La dicitura senza zucchero non significa automaticamente che siano più salutari o meno calorici: spesso lo zucchero viene sostituito con altri dolcificanti o ingredienti e il prodotto può avere comunque un apporto energetico simile. Più che scegliere in base alla presenza o assenza dello zucchero, guarderei l’etichetta e soprattutto la composizione complessiva del prodotto. Se si tratta di una persona sana, i biscotti classici possono tranquillamente rientrare in un’alimentazione equilibrata, nelle quantità adeguate. Non è necessario cercare sempre la versione “senza zucchero”: conta molto di più l’alimentazione nel suo complesso e la frequenza con cui questi prodotti vengono consumati.

Dott.ssa Eliana Bozzi

Dott.ssa Eliana Bozzi

biologo nutrizionista

Roma

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