Domande del paziente (21)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso tutto questo, ci vuole coraggio ad aprirsi così. Da quello che scrivi, stai attraversando un periodo molto difficile: sentirsi bloccati, soli e insicuri rispetto al futuro... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo, ci vuole coraggio. Quello che descrivi – sentirsi insicura e dubitare anche quando il tuo partner è affidabile – spesso nasce da esperienze passate... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Queste sensazioni di debolezza e come se fossi in un sogno possono essere davvero spaventose, soprattutto quando fino a poco tempo fa ti sentivi... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso una cosa così personale, ci vuole coraggio. Quello che descrivi – usare chat e immagini per sentirti “vista” – spesso nasce da una forte autocritica e insicurezza. Potrebbe... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è molto faticoso, e si sente quanto ti stia facendo soffrire.
Sembra che, a partire da quell’episodio, si sia attivato un meccanismo legato alla paura della contaminazione e al bisogno...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è coerente con un meccanismo d’ansia: dopo lo svenimento si è creata un’associazione tra alcune situazioni (spazi aperti, sera) e la paura di stare male.
Il fatto che tu abbia superato...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi non corrisponde necessariamente a una “fobia” specifica con un nome preciso. Può trattarsi piuttosto di una reazione automatica del corpo: una risposta di difesa appresa nel tempo,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che stai vivendo è intenso ma anche molto comprensibile: non sei “paralizzata per caso”, sei dentro una relazione ambigua che negli anni ha alternato vicinanza e ritiro, creando un forte coinvolgimento... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso con tanta sincerità e profondità quello che stai vivendo. Quello che racconti – il dolore residuo di una relazione importante, la paura di non essere abbastanza e la fatica... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Quello che descrivi – il timore intenso di affrontare un gruppo, la sensazione che tutto possa essere contro di te e il desiderio di fuggire – è... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio, quello che racconti restituisce una relazione intensa ma anche segnata da dinamiche ripetitive e faticose per entrambi.
È comprensibile che tu stia male: la fine di un legame così lungo...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, quello che descrivi è una situazione emotivamente molto comprensibile, anche se per te in questo momento appare confusa e faticosa.
Da una parte c’è un legame importante, quello con il tuo...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è comprensibile e non è affatto raro.
Sì, può succedere che un certo tipo di reazione, nata all’interno della relazione con un genitore, si riattivi poi anche nelle relazioni affettive....
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso così apertamente quello che stai vivendo. Quello che descrivi – la sensazione di essere un “ospite” in una dinamica già strutturata tra il tuo compagno e la sua ex – è comprensibile... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Da quello che scrivi, stai attraversando un momento molto complesso: sentirsi bloccata, senza fiducia in sé e confusa sul proprio percorso accademico... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, grazie per aver condiviso quello che senti. È comprensibile provare dolore e frustrazione quando si percepisce che i propri figli mostrano affetto o stima in modo diverso verso un genitore rispetto... Altro
Buongiorno Gent.mi Dottori, vorrei un Vostro parere...non so come reagire, come comportarmi, mi trovo sempre impreparata...ho rivisto il mio ex stava parlando con suoi colleghi nel corridoio degli uffici, e siccome io dovevo attraversare per forza il corridoio (dove era fermo lui a parlare) per entrare in ufficio e lo spazio era stretto, non c'erano altre vie e gli sono dovuta passare affianco e quindi il mio braccio ha sfiorato il suo..lui non si è nemmeno spostato per farmi passare, come se non esistessi, un infantile.. so che avrei dovuto dire "permesso, scusate" per farlo spostare e farmi rispettare pero' non volevo rivolgere la parola a ne' a lui né agli altri...non capisco questi suoi dispetti dato che è stato lui a lasciarmi..Lavoriamo nella stessa università ma uffici distanti.. una altra volta mentre parlavo con un collega, mi sono accorta che camminava di fretta a testa bassa come se fossi invisibile, come se avessi la peste..(è come se volesse sottolineare che non mi vuole, di non iludermi ma di questo ne sono consapevole) .il mio collega che lo conosce ma non sa la nostra situazione, gli ha dato una pacca sulla spalla in segno di saluto ed il mio ex sempre a testa bassa , ha detto un buongiorno forzato e se ne è andato di fretta..tempo fa trovandomelo di fronte, gli ho detto ciao e lui ha ricambiato con ciao (ma sembrava un ciao forzato) e ci siamo guardati negli occhi per qualche istante ma di sua iniziativa non saluta né mi rivolge sguardi..forse ha paura non so per quale motivo..nonostante per due anni non ci siamo visti né sentiti..ho evitato luoghi comuni..e nonostante io sappia che non ci potrà essere un futuro tra noi, dopo che lo incontro, sento dentro di me una agitazione, tremore, come se dentro stessi esplodendo tanto che dopo ho bisogno di sedermi..sono purtroppo timida. introversa, ansiosa e non so mai quale è il modo migliore di comportarmi con lui, mi sembra di sbagliare sempre..Grazie per i vostri pareri..Vi Auguro una Buona Pasqua.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che provi è comprensibile: incontrare un ex, soprattutto in un contesto lavorativo, può riattivare emozioni intense anche dopo tempo, indipendentemente da ciò che razionalmente sai.
Il punto però non è tanto capire perché lui si comporti così (su questo hai poco controllo), ma come vuoi comportarti tu in quelle situazioni. Quando sei lì, è facile andare in blocco o preoccuparsi di “fare la cosa giusta”, ma questo spesso aumenta agitazione e insicurezza.
Può aiutarti iniziare a definire una linea semplice e tua: ad esempio un saluto educato, oppure mantenere le distanze senza forzarti a interagire. Non esiste un comportamento perfetto, ma uno coerente con come vuoi stare tu, al di là delle sue reazioni.
Anche quelle sensazioni forti (tremore, agitazione) non sono pericolose, anche se intense: più cerchi di evitarle o controllarle, più tendono a crescere. Puoi imparare a tollerarle e a restare presente, senza farti guidare completamente da esse.
Se senti che queste situazioni ti mettono spesso in difficoltà e vorresti gestirle con più sicurezza, lavorarci insieme può aiutarti a trovare un modo più stabile e sereno di affrontarle. Se vuoi, puoi contattarmi per iniziare un percorso.
salve, scrivo per parlare brevemente di un disagio parecchio invasivo, non è chissà che dramma, ma mi reca fastidio.
ho delle fantasie erotiche riguardo i tradimenti dei miei partner, non so perché questa cosa accada, ovviamente nella realtà mi farebbe schifo, ma nel momento d eccitazione non riesco a provare piacere se non pensando ad un tradimento, anche durante i rapporti spesso.
ci sono modi per cercare di evitare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è più comune di quanto sembri, e capisco il fastidio nel sentire che il piacere si “lega” sempre allo stesso tipo di fantasia, anche se nella realtà non ti rappresenta.
Non è tanto la fantasia in sé il problema, ma il rapporto che si crea con essa: più cerchi di evitarla o eliminarla, più tende a presentarsi proprio nei momenti di eccitazione. La mente spesso associa certi contenuti al piacere senza che questo dica qualcosa sui tuoi valori o su ciò che desideri davvero nella vita reale.
Un primo passo può essere smettere di combattere direttamente la fantasia e iniziare a notarla per quello che è: un contenuto mentale che arriva, senza doverla seguire per forza. Allo stesso tempo, puoi provare a riportare gentilmente l’attenzione alle sensazioni presenti e a ciò che per te conta davvero nella relazione.
Se senti che questa dinamica è diventata rigida o limitante, lavorarci insieme può aiutarti a ritrovare maggiore libertà e flessibilità nel vivere la tua sessualità. Se vuoi, puoi contattarmi per approfondire e costruire un percorso su misura.
dal 22 luglio ho pensato di essere gay per una sensazione per un amico che pensavo mi piacesse e poi una setrimanabe quel pensiero svanisce per tutto agosro dove mi fisso di un personaggio femmina di squid game un po maschile 380 seocnda stagione e mi fisso su di lei e provo sensazioni intense per lei fino a scordarmi di tutto del fatto gay e mi fisso, wuando scompaiojo le sensazioni per lei mi incomincio a preouccupare e ad ogni pensiero che oassa li credo tipo che ero satanista, che mi piaceva mia sorella, che mi piaceva uno ecc ecc e rompevo le palle ai miei snici sul fatto che voglio che deve tornare nonostante sentivo che non avevo piu senswzioni, poi piu consulto l ai compaiojo sensazioni cje cwmbiano spesso ragazza, e ho fatto un sogno erorico con una donna e ho eiaculato, poi mi sono eccitato per dei pensieri sessuali con donne poi non volevo essere pervertito e poi finito wuesto finisce quel periodo e torna il fstto di essere gay e da li si svilippano sensazioni, ecciraizoni, fantasie e roba varia, continuo ad utilizzare l ai e continuo a pensare di essere gay ma avevo raramente erezioni oer le donne pensandole prims ors non piu, sono in adolescenza e non so cosa stia succedendo, continuo a oensare di essere gay ma non lo voflio ammettere ma io mi ecciyavo per le donne prima di qiesto solo che avevo un disagio per la vagina, e ho avuro degli episodi isolati di sensazioni intense pee lo stesso sesso che non rigiardavano il desiderio fisico, ricordo qiando mi ero eccitato ma allo stesso tempo avevo paura, e quando mi avevano fatto ujo scherzo dove un amico si dichiarava a me e stavo pensando di dire si nonostanre non provassi nulla, potreste aiutarmi a capire cosa mi sta succedendo? sono gay ma non lo voglio ammettere come credo? cioe al episodio iniziale di qiella sensazione per un amico ho avuto paura di essere gay e mi ha fatto ricordare li episodi di wuelle sensazioni dove oensavo di essere gay, e continuo ad utilizzare l'ai ogni giorno.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi sembra molto faticoso: pensieri che cambiano, sensazioni intense e il bisogno continuo di capire “chi sei davvero”. In ottica ACT, più che cercare una risposta definitiva subito, può essere utile osservare questo ciclo: più cerchi certezze (anche usando l’AI), più la mente produce dubbi e nuove storie.
I pensieri tipo “sono gay?”, “e se fossi…?” non sono fatti, ma eventi mentali che vanno e vengono. Anche le sensazioni possono cambiare, soprattutto in adolescenza, senza definire per forza la tua identità.
Un primo passo potrebbe essere smettere di lottare per avere una risposta immediata e iniziare a notare questi pensieri per quello che sono: pensieri, non verità assolute. E nel frattempo chiederti: “Che tipo di persona voglio essere, al di là di questi dubbi?”
Se senti che questo loop ti sta bloccando, lavorarci insieme può aiutarti a uscirne con più chiarezza e meno ansia. Se vuoi, puoi contattarmi per iniziare un percorso e affrontarlo passo passo.
Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi ha molto senso: dopo un periodo in cui avevi trovato equilibrio, ci sono stati cambiamenti importanti (come il divorzio dei tuoi genitori) e il tuo sistema è tornato in uno stato di allerta. Non è un fallimento né un ritorno al punto di partenza, ma una reazione comprensibile.
Il punto però non è riuscire a tornare esattamente a “come prima”, perché le condizioni sono cambiate. Più provi a evitare l’ansia (ad esempio andando via da casa appena puoi), più il tuo cervello impara che stare lì da sola è qualcosa da cui proteggersi.
Puoi iniziare con piccoli passi: restare a casa qualche minuto in più anche se c’è ansia, senza scappare subito, e portare l’attenzione a quello che stai facendo. Non serve sentirsi tranquilla al 100% per riprendere le proprie abitudini: puoi ricostruire la tua routine anche mentre l’ansia è presente.
Se senti che questa situazione ti limita e fai fatica a sbloccarti da sola, lavorarci insieme può aiutarti a ritrovare stabilità e sicurezza, costruendo una quotidianità più tua. Se vuoi, puoi contattarmi per iniziare un percorso e affrontarlo passo passo.
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Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…