Domande del paziente (93)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, il problema è proprio questo: "non so cosa fare". Quando siamo confusi, quando dentro di Noi c'è il caos, l'unica soluzione è fermarsi! Non sa che fare ... bene ... si fermi e non faccia... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, che cosa Le manca? Si sente insoddisfatta? Vive in una società che non Le piace, comprende che è arrivato il momento di "volare via" da casa dei suoi genitori ma non riesce a farlo. Farmaci,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente ... il suo Ego si sta manifestando! Alla sua età, le nostre idee, convinzioni, paure che abbia "ereditato" dalla nostra famiglia di origine e nella Società dove viviamo iniziano a "sgomitare".... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, che cosa Le impedisce di provare ad avere una relazione reale? Quali preoccupazioni, paure si celano dietro? Una relazione virtuale è immagine, fantasie, pensieri che si trovano solo nella... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, che cosa prova prima di mangiare? Quali sensazioni, emozioni e, soprattutto, pensieri arrivano prima di un pasto? La invito ad essere più attento a ciò che Le succede in queste situazioni.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, Lei litiga/discute con la sua compagna? Ha perdonato oppure ha compreso il comportamento della sua compagna? Le montagne russe di cui scrive riguardano le sue emozioni ... le ascolta oppure... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, la nostra mente funziona proprio in questo modo: ritornare sempre al primo episodio che ha scatenato l'attacco di panico, di ansia. Il problema è che restiamo ancora a quella idea, amplificando... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, che cosa si dice quanto sente l'ansia? Quali sono i pensieri che accompagnano l'ansia? Questi pensieri sono reali o immaginari? Lei ascolta il suo corpo, le sue emozioni, le sue sensazioni?... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, che cosa succede al suo corpo? Lei ascolta le sue sensazioni, percezioni, emozioni? Dal suo post emerge chiaro che Lei ha smesso di "ascoltare"; il cibo sta diventando un riempimento non... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, sembra che nella sua coppia manchi un elemento essenziale: LA FIDUCIA! In realtà, ho la sensazione che questo riguardi entrambi, cioè, la fiducia manca in ognuno di Voi verso sé stesso.... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, Lei è concentrato sulla sua amante e non è attento a ciò che Le sta accadendo dentro. Perché ha bisogno di tradire? Che cosa sta cercando in un'altra donna? Ha un accordo con sua moglie... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, che cosa è successo in terza media? Quale evento/situazione si è verificato e quali pensieri associa a quel momento? Ascolta il suo corpo, le sue emozioni? Lei descrive il suo comportamento... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, la sicurezza di cui scrive passa attraverso un aspetto molto importante: LA FIDUCIA! Dubbi, accuse, paure, preoccupazioni sono il risultato di una sfiducia che ha verso se stesso e la Vita.... Altro
Buongiorno, sto vivendo una situazione molto dolorosa , dalla quale non vedo uscita. Mia figlia , 32 anni, sposata e con un bimbo di due , si vuole separare . Non l ha detto direttamente, ma vedendola diversa, ho provato a chiederle se ci fosse qualcosa che non andava e alla fine è uscito questo.
Praticamente le ho anche spianato la strada nel dirmelo. Non ne aveva parlato neanche con il marito. Solo con un' amica e un cugino. Vivono in un appartamento sopra al nostro, che le ho donato parecchi anni fa. Dice che con lui non ha più dialogo, non sa più guardarla negli occhi ecc. Lui è impegnato molto con il lavoro, ma quando è a casa prepara il bimbo, gli fa il bagnetto, cucina, avvia lavatrice, pulisce casa, prepara pranzo e cena per tutti. Lei mi dice che anche fra noi , madre e figlia non c è stato dialogo, che si è sempre sentita giudicata e controllata, e non l ho lasciata sbagliare. Io le ho lasciato fare le sue scelte, tipo di scuola, sede più lontana con costi di appartamento e trasporto, ho accolto i suoi fidanzati con apertura, ammetto che cercavo che studiasse con buoni risultati e le chiedevo della sua vita .ora dice che vuole fare le sue scelte , andare via col bambino, ma non dice dove, le ho chiesto se ha un altro, lei nega, ma passa giornate fuori, o ritarda di molte ore a rientrare dai turni di lavoro. Di mattina il bimbo è al nido, pomeriggio con noi. Frequenta una palestra , body buildyng, all inizio era saltuario, fino a diventare ogni giorno. Mangia in modo ristretto, solo certi alimenti, ed è dimagrita, molto.
Sicuramente io e il padre l avremo iperprotetta ,abbiamo cercato di evitarle errori, controllandola, ma abbiamo anche sempre cercato di parlare, anche se non era facile visto il suo temperamento. Non ci informa nemmeno dei suoi orari, tanto noi siamo a disposizione, sa che noi amiamo tanto il bimbo. Sembra abbia un' insoddisfazione cronica , dice che lei è giovane, vuole fare due anni di specializzazione, vuole viaggiare, da notare che hanno girato mezzo mondo. La vita ora le sta stretta. Dice che devo lasciarle vivere la sua vita , ma non informa nessuno circa le sue intenzioni come sarebbe giusto, visto la presenza di un figlio .Quando si cerca di parlare, di capire , si finisce sempre per discutere, sembra voglia nascondere qualcosa, anche al marito. Noi siamo preoccupati oltre che per il bimbo, anche per lei, perché non sappiamo quando e dove finirà la sua ricerca di quello che magari è solo nella sua mente. È già successo con il precedente fidanzato con cui è stata per 5 anni. Non sappiamo più come approcciarsi e siamo nella più totale sofferenza.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente ... dal suo post emerge forte una preoccupazione (condivisibile da genitore) ma anche un eccessivo controllo. Sua figlia sta manifestando le sue difficoltà e le sue scelte in maniera esplicita, chiara ma sembra che a Lei e a suo marito non vanno bene. Il rapporto che sua figlia ha con suo marito e suo figlio sono sue relazioni e, in caso di allontanamento, sarà Lei l'unica responsabile e dovrà affrontare le conseguenze delle sue scelte. Noi genitori possiamo ascoltare, aiutare, attendere ma non possiamo controllare e/o aspettare che i nostri figli ci rassicurano e fanno svanire le nostre paure. Le sue paure stanno agendo dentro di Lei in maniera evidente e questo non Le permette di osservare la realtà. Lasci che sua figlia faccia le sue scelte, i suoi errori e, soprattutto, che cresca, maturi dai suoi sbagli e provi ad osservare in modo neutrale ciò che succede senza intervenire. I figli hanno bisogno di volare, cadere e ritornare a casa, doloranti ma più consapevoli che la Vita è meravigliosa ma anche difficile. Grazie.
Buongiorno,
ho 38 anni, donna, e sette mesi fa mi è stata diagnosticata positività a hpv18. Ho avviato tutto l'iter di vaccini, colposcopie, pap test, fermenti e chi più ne ha. Il problema adesso resta relazionale. Ho 38 anni e sono single. Mi chiedevo come si comunica una cosa del genere (perché si deve comunicare e siamo d'accordo su questo) a un'eventuale conoscenza, sapendo che al 99 percento quella persona si rifiuterà di avere una qualsivoglia relazione sessuale e quindi relazionale, dal momento che l'hpv si trasmette anche con preservativo? Devo smettere di conoscere gente finché non mi negativizzo? La gente oggi come oggi, durante gli incontri sparisce per molto molto meno. Grazie a chiunque mi risponderà
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, Lei cosa farebbe se si trovasse al posto di una eventuale persona interessata a Lei se Le venisse comunicato tutto questo? Una buona relazione, di qualsiasi natura possa essere, è basata sul rispetto, sulla fiducia ed essere onesti con gli altri ci mette in una posizione di serenità; la scelta di frequentare una persona ed iniziare, eventualmente, una relazione d'amore spetta al diretto interessato. Noi possiamo solo comunicare ed attendere, accettando qualsiasi risposta con tranquillità, sereni di aver informato gli altri e di aver fatto la cosa migliore. La invito a curarsi ed avere una totale attenzione alla sua salute ed "ascoltare" che cosa la Vita, in questo momento, sta cercando di insegnarLe. Grazie.
Buongiorno a tutti, e grazie in anticipo per le vostre opinioni.
Sono in cura con una psicoterapeuta da circa 13 anni, con una frequenza di un incontro ogni tre settimane. Per me è stata una figura fondamentale nell’affrontare temi molto complessi legati sopratutto alla mia infanzia.
Oggi, però, dopo tanto tempo, avverto una sensazione diversa: è come se la mia vita fosse in qualche modo scandita dagli appuntamenti terapeutici, e mi accorgo di portare il “ragionamento terapeutico” anche nella quotidianità, con una sensazione di sovraccarico mentale.
In questo momento sento anche una certa resistenza interna al confronto terapeutico e il desiderio di vivere le mie decisioni con maggiore naturalezza e spontaneità.
Sto quindi pensando di proporre alla mia terapeuta una pausa oppure una diversa dilazione degli incontri.
So che ogni percorso e ogni professionista sono diversi, ma mi farebbe piacere conoscere il vostro punto di vista: come affrontereste una richiesta di questo tipo? Cosa consigliereste?
Grazie a tutti per l’ascolto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente, un rapporto terapeutico è una relazione come tante altre. Lei riconosce l'importanza che ha avuto la sua Terapeuta nella sua Vita e, oggi, semplicemente, riconosce che questo rapporto si è trasformato e che sente il bisogno di provare ad andare nel mondo con le "sue gambe", facendo scelte consapevoli e assumendosi la responsabilità delle conseguenze di queste scelte. Che cosa Le impedisce di farlo? Ha difficoltà a distaccarsi da questa relazione? Quali paure vive? La invito ad affrontare queste tematiche con la sua Terapeuta e, soprattutto, a porre l'attenzione ad eventuali dipendenze che si sono create nel tempo. Faccia le sue scelte con coraggio ... è la sua Vita! Grazie.
sera sono un uomo sposata con figli ho 48 anni e sento il bisogno di fare transizzione come faccio?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente ... nel suo post, Lei si definisce un uomo ma scrive di sè al femminile (sposata). Che cosa Le succede dentro? Quali paure sta vivendo? La transizione è un percorso delicato, difficile che Le cambierà la Vita. Ha affrontato (parlato) con un professionista la sua posizione? Ha valutato con attenzione le conseguenze della sua scelta? Sente di voler assumersi la responsabilità di questa scelta? Le domande sono tante e La invito a sviscerare attentamente ogni singolo aspetto e quali emozioni si celano dietro ma, soprattutto, quando si sentirà pronto, La invito a parlare con le persone che ama, cercando un confronto sincero che possa "avvicinare" e non "allontanare". Grazie.
Buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni che vive la vita in un grigio perenne. Il mio problema? La sensazione di non essere mai scelto, nel senso, ho 22 anni e non ho mai avuto una ragazza, ma non solo quello, ormai non riesco neanche più ad approcciarmi con una ragazza se non la conosco, fatico a continuare un discorso non riesco a tenere il contatto visivo e varie cose che forse una persona di 22 anni dovrebbe riuscire a fare. È come se andassi in blocco, evito anche di affezionarmi o cose del genere perché tanto so già che non finirà come voglio io. Prima associavo la cosa del non trovare una ragazza con il mio aspetto fisico, ma con il tempo ho capito che non è quello, anche perché ho migliorato di molto il mio aspetto, certe volte mi sembra di essere destinato a non poter trovare l’amore, mi sembra di essere noioso, di non essere mai abbastanza, mi sembra di essere proprio io il problema ed è da 22 anni così. So che molti diranno “non sei in ritardo ognuno ha i suoi tempi” ma allora a questo punto mi chiedo, quanto sono lunghi i miei tempi? Quanto ancora dovrà durare questa cosa? Per quanto ancora dovrò vedere i miei amici con le loro fidanzate e io dovrò cercarmi altri amici non fidanzati per uscire? So che magari potrà sembrare una banalità, ma ho bisogno di poter amare e di essere amato e invece sono anni che lotto con me stesso e che vivo questa situazione, una situazione che mi logora da fin troppo tempo e certe volte mi fa dire che forse è così che deve andare.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente ... quali pensieri Le impediscono di avvicinarsi ad una ragazza? Questi pensieri sono reali o immaginari? Ha ansie, preoccupazioni, paure? Queste paure sono reali? Sembra che Lei sia in un vortice di pensieri negativi che La ostacolano nelle relazioni sociali. Quanta importanza da a questi pensieri? Ascolti il suo corpo, le sue emozioni e NON la sua mente. Ricordi che, il più delle volte, ciò che pensiamo non succederà ma questo ci crea un ostacolo insuperabile. Lasci andare i suoi pensieri e provi ad agire e dimostri a sè stesso che può fare tutto ciò che vuole. Grazie.
Non so più cosa fare....
Sono una donna di 30 anni e sono stanca....
Voi penserete che mi stia riferendo ad un determinato periodo della mia vita, ebbene qui si parla di anni. Dall'età di 14 anni soffro d'ansia che si manifesta nel corpo con sudorazioni fredde, nausea, borborigmi, meteorismo, tremori e forte senso di vergogna. Nel corso del tempo ho fatto 4 anni di psicoterapia di tipo psicodinamico, 2 anni di psicoterapia sistemico-relazionale, 3 anni di psicoterapia della gestalt, 1 anno di psicoterapia cognitivo comportamentale. Ho provato la mindfullness, ho provato a scrivere un diario, ho provato infiniti psicofarmaci (si, di mia spontanea volontà mi sono rivolta ad uno psichiatra), ho provato a stare a contatto con le mie paure ma sono finita per ammalarmi ancora di più. Sono seguiti pensieri suicidi (da quando avevo 14 anni), nel 2025 ingerisco un bel po di pillole, volevo solo spegnere il cervello, al mio risveglio sento scosse in tutto il corpo e spasmi muscolari, lo riferisco a mia madre, la corsa in ospedale e il primo ricovero (in sicilia), il secondo a distanza di qualche mese (Milano). Infinite diagnosi ricevute ed io che ho sempre più voglia di sparire, mollare tutto e stare da sola.
Il mio corpo e la mia mente si rifiutano di sopportare altro dolore, sono satura, avete presente quando si fa un trapianto e il corpo lo rigetta?
Ecco, io credo di essere diventata intollerante e allergica ad ogni forma di dolore, la solitudine è il mio rifugio ma anche la mia condanna.
Credevo che l'amore potesse curarmi ma mi sbagliavo, da mesi ho intrapreso una relazione con il ragazzo più buono di questo mondo ma ho commesso un grosso errore, per la prima volta mi sono lasciata andare all'amore e adesso ne pago le conseguenze......
Non ho i soldi a sufficienza per permettermi un altro percorso di psicoterapia, ma devo assolutamente andare dallo psichiatra e aiutarmi con i farmaci, l'unica mia vera salvezza, lo so che è triste dirlo, ma solo così riconosco di poter andare avanti.
Vi chiederete come mai tutti questi anni di psicoterapia non hanno sortito alcun effetto positivo su di me? Ho preso consapevolezza che io non voglio cambiare (mi è stato detto più volte in terapia), è questa trappola mentale che mi porta ad avere pensieri suicidi: Non vuoi cambiare, ti piace soffrire, tanto vale morire e cancellare tutto, porre fine a tutto questo schifo.
La cosa che più di tutte mi fa male è che in 30 anni di vita non sono mai riuscita a fidarmi davvero di nessuno, e non lo dico tanto per ma è la verità.
Non ce la faccio a ri-raccontarmi da capo, fa troppo male.....per questo non ce la faccio più ad andare avanti.
Sono davvero stanca.....non ce la faccio....è tutto così pesante e difficile nella mia testa. Non me la sento di continuare ad andare avanti, io non riesco a reagire, ad essere costante, ad avere forza di volontà, quello in cui sono brava è riuscire ad annientarmi, a fare la vittima come tutti mi hanno sempre detto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente ... nel suo post, la frase che mi ha colpito più di tutto è stata "Io riferisco a mia Madre". Lei sente un forte legame con sua Madre? Sente paure, insoddisfazioni, mancanze? Tanti anni di terapia eppure sembra molto inconsapevole. Lei si paragona alle altre persone? Il senso di vergogna che proviamo nasconde sempre accuse, giudizi di Noi stessi che diventano ostacoli insormontabili. La sfiducia di cui scrive riguarda gli altri oppure sè stessa? Le piace soffrire ... questo è vero? Quali sono i motivi, i pensieri legati a questo soffrire (se soffro mi vedrai e mi amerai?) La invito a considerare che le nostre relazioni (Terapeuti inclusi) a volte "funzionano" a volte, semplicemente, bisogna accettare che quel rapporto non fa per Noi e dobbiamo avere il coraggio di dire la verità e prendere le distanze, allontanandoci (Lei ci riesce?) ma consapevoli che abbiamo fatto la scelta migliore per Noi stessi. Grazie.
Buonasera,
Sono fidanzata da quasi 8 anni ed Ho scoperto sulla cronologia del suo telefono siti pornografici e di escort locali aperti… quando ho provato ad affrontarlo lui mi ha detto che era stato un suo amico ad aprire ed a contattare escort, e che lo aveva fatto con il telefono del mio ragazzo per paura che la moglie lo scoprisse. Ho insistito per farmi dire la verità ma alla fine si è concentrato sul fatto che io non credendoci non mi fido di lui… io in realtà adesso verso di lui ho mancanza di fiducia.. che devo fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente ... prendere il cellulare di un'altra persona senza il suo consenso è già un atto di sfiducia! Perchè ha bisogno di controllare il cellullare del suo compagno? Quali emozioni si celano dietro questo comportamento? Paura di restare sola? Timore di essere tradita? Dopo il confronto con il suo compagno, quali sensazioni ha avuto sul suo corpo? Lei è attenta a quello che Le succede dentro? Siamo così attenti a ciò che pensiamo, immaginiamo e dimentichiamo di ascoltare il nostro corpo, le nostre emozioni (dove esiste la nostra verità). La invito ad approfondire ciò che sente e NON ciò che pensa ed essere più attenta a Lei che al suo compagno. Grazie.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…