Domande del paziente (270)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive è molto comune e non indica né fragilità né mancanza di capacità. La procrastinazione spesso è legata alla paura di non farcela o di deludere le proprie aspettative, più...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
dal suo racconto emerge una grande capacità di introspezione e un impegno serio nel lavoro su di sé. Le difficoltà di salute mentale hanno inciso sulla relazione, ma lei ha mostrato responsabilità,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
dal suo racconto emerge una sofferenza profonda, fatta di frustrazione, solitudine e senso di non essere considerato. È comprensibile che, dopo mesi senza intimità e senza risposte concrete,...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che racconta emerge una sofferenza intensa e protratta nel tempo, legata a una situazione familiare complessa e carica di tensione. Vivere per anni in un clima di conflitto, allerta e mancanza... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è un’esperienza più frequente di quanto si pensi e non indica necessariamente un fallimento della terapia. Dopo una fase iniziale in cui la psicoterapia ha avuto una funzione di contenimento... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara paziente, parla con la tua psicologa e il tuo psichiatra di quello che hai scritto qui, parola per parola. Incluso il "voglio morire." Loro ti conoscono, ti seguono, e possono aiutarti ad aggiustare... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile signore,
la ringrazio per aver condiviso una situazione così dolorosa e complessa. Si percepisce chiaramente quanto stia soffrendo, e da quanto tempo.
La scelta di "mettere una pietra sopra per...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Daniele, grazie per aver condiviso tutto questo.
Prima di tutto, devo fermarmi su una cosa importante che hai scritto: hai detto che hai pensieri di suicidio.Questi pensieri ci dicono una cosa sola: stai...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
grazie per aver condiviso qualcosa di così personale.
Quello che descrivi ,calo del desiderio, difficoltà con l'erezione, assenza di stimoli è qualcosa che merita attenzione, e hai fatto bene a non ignorarlo.
Ci...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Cara Federica,
che domanda intelligente e matura, si vede che hai una mente curiosa e critica, e questo è davvero un bel punto di partenza.
Hai ragione su tutto. Il true crime ha indubbiamente un valore...
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Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e cercare da voi un consiglio e rassicurazione o comprensione..sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata da poco diciamo qualche mese con una persona molto più grande di 20 anni, abbiamo avuto molti momenti in cui non ci trovavamo bene insieme, ma continuavamo a stare perché ci volevamo e ci tenevamo l'uno all'altro, per me molto difficile lasciarlo andare, e anche per lui, ci siamo continuati a vedere ogni tanto, e delle volte facevamo anche qualcosa, però da poco dopo che ci siamo lasciati io avveo sentito un amico con cui mi frequentavo prima di lui, mi ha sempre capita e ascoltata, sempre capito i mie stati d'animo con il mio fidanzato, o comunque c'è sempre stato anche per stare vicino e darmi consigli, lui è a distanza infatti avevamo deciso di rivederci perché io volevo rivederlo anche per parlare, stare insieme o comunque fare cose di quotidianità insieme per cui prima non avevamo avuto l'occasione, vedere la città ecc. Il punto è che io sono frenata, lui prova a baciarmi, abbracciarmi ecc, ma io non riesco, mi sento in colpa e ogni volta che cerca di, io vedo il mio ex, le cose che mi ha detto quando gli ho raccontato che mi sarei dovuta vedere con lui in amicizia perché cosi era..mi ha detto che non voleva sapere nulla di cosa sarebbe successo e se succedeva qualcosa allora lo avrei perso, che non ho avuto rispetto nei suoi confronti ecc..purtroppo ci rimango male e mi faccio molto condizionare dalle cose che le persone mi dicono..e non so perché ho questo sentimento nei suoi confronti, la paura che lui possa lasciarmi o io possa perderlo definitivamente..è come se fossi dipendente da lui? ci sto male perché non riuscirò mai a vivermi nulla, neanche questo amico che sta per un paio di giorni, perché vorrei anche solo baciarlo ma so che poi avrei il senso di colpa..ho paura di tutto, non so cosa fare e perché ho questo attaccamento al mio ex fidanzato cosi tanto..come faccio a distaccarmi, non so che fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve!
Quello che descrive ha un nome preciso: dipendenza affettiva. Non è una debolezza, ma un pattern emotivo comune in relazioni intense e squilibrate.
Il suo ex continua a condizionarla attraverso sensi di colpa, tenendola ancorata a qualcosa che non la faceva stare bene e impedendole di vivere serenamente anche momenti positivi con altri.
Finché non elabora questo legame, rischia di portarsi questo peso in ogni relazione futura.
Le consiglio di iniziare un percorso terapeutico la dipendenza affettiva si lavora e si supera, ma da soli è molto difficile. Meriti di vivere le tue relazioni con leggerezza e libertà.
salve dottori, ho un problema con la mia attuale ragazza che non mi fa vivere bene la relazione, siamo io e 2 miei amici a una serata in discoteca e noto questa ragazza la serata finisce lì, solo che il mio amico manda la richiesta su instagram a lei senza però scriverle, passano 4 giorni e il mio amico letteralmente le scrive un messaggio rispondendo a una nota di vederci in gruppo una sera, la sera stessa appena conosciuti tutti e presentati lei però si bacia con lui si frequentano 1 settimana finiscono anche in macchina insieme post serata però senza avere rapporti perché a detta sua lei non voleva, (anche se per me per andarci in macchina l’intenzione c’è) fatto sta che dopo io e lei ci avviciniamo inizialmente in amicizia ma poi scatta qualcosa in ambito sentimentale e lei diventa pazza di me arrivando pure a venire sotto casa mia più volte nonostante i miei rifiuti, ora io non so che fare perché ci sto benissimo con questa ragazza ma l’idea che non mi abbia scelto inizialmente mi logora dentro e mi fa stare male, poi aggiungo anche il fatto che per me lei è una facile perché si è baciata con lui appena conosciuti e ha avuto rapporti con uno dopo solo 2 uscite e non è quello che cerco in una ragazza ma ormai ci tengo troppo, io ne ho parlato con lei di tutto e dice che inizialmente preferiva me al mio amico, ma la sua amica era interessa a me e quindi non ha voluto interferire, anche se non ha molto senso perché mi ha sempre dato versioni diverse e in più non c’era motivo di lasciarmi alla sua amica, lei dice che ha sempre puntato me e che tuttora vuole solo me e me lo dimostra sinceramente, non so che fare perché io ci sto male perché non è quello che cerco in una ragazza, il fatto che sia stata facile lei lo giustifica dicendo che era appena uscita da un ex tossico e voleva divertirsi, ma per me ha poca differenza perché non siamo animali e si pensa prima di agire
RISPOSTA DEL DOTTORE:
grazie per aver condiviso tutto questo, si sente quanto ci tieni e quanto stai soffrendo.
Quello che mi colpisce è questa contraddizione che porti dentro: da un lato ci stai bene, lei ti dimostra di tenerti; dall'altro non riesci a smettere di giudicarla per come è andata all'inizio. E questo conflitto ti logora.
Una riflessione onesta: il problema non è tanto lei ma è il significato che dai a quello che è successo. Parole come "facile" rivelano un giudizio molto rigido, che probabilmente ti impedisce di vivere serenamente qualcosa che potrebbe essere bello.
La domanda vera non è "cosa ha fatto lei?", ma "riesco ad accettarla per quello che è oggi, o continuerò a punirla per il passato?"
Se la risposta non ti è chiara, potrebbe valere la pena esplorarlo con un professionista, non perché tu abbia qualcosa che non va, ma perché certi schemi di pensiero e certi standard rigidi spesso nascondono qualcosa di più profondo che vale la pena capire.
salve dottori, sono in una situazione in cui non capisco e non so cosa fare nel concreto..sono una ragazza di 25 anni, mi sono lasciata con il mio fidanzato (lui più grande di 20 anni), per vari motivi, tra cui non riuscivamo a comunicare, perché lui non voleva le discussioni, vuole stare tranquillo nella relazione, quando io invece voglio avere il confronto, discutere ecc, dall'altra parte avevo riniziato a sentirmi con un amico con cui mi ero frequentata a distanza qualche anno prima, siamo sempre rimasti in buoni rapporti, ci sono semrpe stata per lui e lui mi ha sempre ascoltato e capito ecco..ci siamo rivisti in amicizia un pò di giorni fa, diciamo che ho avuto un senso di colpa nei confronti dell'ex perché comunque ci vedevamo ancora e qualcosa ancora c'è tra me e lui, però vedendo questo amico diciamo che c'è stato qualche bacio, mi sento in colpa perché il mio ex mi ha detto che se fosse successo qualcosa l'avrei perso per sempre ecc..il punto è che sto seguendo un percorso con un professionista, solo che non lo so, non trovo le risposte, mi ha fatto fare un esercizio diciamo di rappresentare la relazione con il mio ex, e comunque si è capito che non mi sento in una relazione e neanche con il mio amico, diciamo che questo mi ha un pò lasciato cosi cosi..non me lo aspettavo ecco, in più mi dice sempre di vedere me, e ciò che provo e sento io, perché parlo sempre delle due parti e dell'esterno, mai di me e di come sto io..però è difficile e quello che vorrei sono cose concrete e non so come fare, vorrei più consigli, ad esempio anche come rapportarmi con il mio ex se lui vuole ancora stare con me, ma io non lo so..se magari voglio ancora vedere questo amico e anche se succede qualcosa..cioè non so come comportarmi e cosa sento non lo so..come posso avere consigli o qualcosa di concreto in modo da capire di più?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
grazie per aver condiviso tutto questo, si sente quanto sei confusa e stanca.
La cosa che mi colpisce di più è questa: non sai cosa provi per l'uno, non sai cosa provi per l'altro. E cerchi risposte guardando fuori, invece di guardare dentro di te.
Capisco che tu voglia consigli concreti — è umano. Ma nessun "fai così" esterno ti darà la pace che cerchi. La vera domanda non è "come mi comporto con lui?", ma "cosa voglio io, davvero?"
Il tuo terapeuta ti sta già indicando la strada giusta. Se senti che il percorso attuale non ti basta, parlane con lui apertamente o valuta un professionista con cui senti più sintonia.
Buongiorno Gent.mi Dottori, vorrei un Vostro parere...non so come reagire, come comportarmi, mi trovo sempre impreparata...ho rivisto il mio ex stava parlando con suoi colleghi nel corridoio degli uffici, e siccome io dovevo attraversare per forza il corridoio (dove era fermo lui a parlare) per entrare in ufficio e lo spazio era stretto, non c'erano altre vie e gli sono dovuta passare affianco e quindi il mio braccio ha sfiorato il suo..lui non si è nemmeno spostato per farmi passare, come se non esistessi, un infantile.. so che avrei dovuto dire "permesso, scusate" per farlo spostare e farmi rispettare pero' non volevo rivolgere la parola a ne' a lui né agli altri...non capisco questi suoi dispetti dato che è stato lui a lasciarmi..Lavoriamo nella stessa università ma uffici distanti.. una altra volta mentre parlavo con un collega, mi sono accorta che camminava di fretta a testa bassa come se fossi invisibile, come se avessi la peste..(è come se volesse sottolineare che non mi vuole, di non iludermi ma di questo ne sono consapevole) .il mio collega che lo conosce ma non sa la nostra situazione, gli ha dato una pacca sulla spalla in segno di saluto ed il mio ex sempre a testa bassa , ha detto un buongiorno forzato e se ne è andato di fretta..tempo fa trovandomelo di fronte, gli ho detto ciao e lui ha ricambiato con ciao (ma sembrava un ciao forzato) e ci siamo guardati negli occhi per qualche istante ma di sua iniziativa non saluta né mi rivolge sguardi..forse ha paura non so per quale motivo..nonostante per due anni non ci siamo visti né sentiti..ho evitato luoghi comuni..e nonostante io sappia che non ci potrà essere un futuro tra noi, dopo che lo incontro, sento dentro di me una agitazione, tremore, come se dentro stessi esplodendo tanto che dopo ho bisogno di sedermi..sono purtroppo timida. introversa, ansiosa e non so mai quale è il modo migliore di comportarmi con lui, mi sembra di sbagliare sempre..Grazie per i vostri pareri..Vi Auguro una Buona Pasqua.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, e grazie per aver condiviso tutto questo.
Quello che sento è una persona che si trova in una situazione davvero difficile, dover condividere ogni giorno uno spazio con qualcuno che ha lasciato un segno profondo. E il corpo parla chiaro: quell'agitazione, quel tremore dopo ogni incontro, non sono "esagerazioni". Sono segnali reali di qualcosa che ancora fa male.
Mi colpisce anche quanto si giudichi severamente — "avrei dovuto", "sbaglio sempre". Come se dovesse essere perfetta proprio nei momenti più vulnerabili.
Le consiglio di provare ad avvicinarsi a tutto questo dolore e prendersi cura di sè in un contesto protetto come la terapia.
Salve dottore ...sto assumendo per stati di ansia la mattina gocce di Cipralex e di Xanax...ma purtroppo non riesco ancora a respirare bene..cosa posso fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera, le consiglio di chiedere una consulenza con uno psichiatra per valutare in maniera opportuna la terapia farmacologica. In fondo sta già assumendo farmaci, perciò chiedere una consulenza ad uno specialista potrebbe migliorare il trattamento in corso.
Buongiorno,
vorrei provare a sottoporvi una domanda. Ho 37 anni e sono single da 4 anni.
In questo periodo mi sono messa in gioco come potevo, sia tramite amici di amici sia tramite l'uso sporadico di app di dating. Queste ultime soprattutto ritengo essere state una grande perdita di tempo in quanto non arrivavo mai al secondo appuntamento o a volte nemmeno all'incontro. A dire la verità analizzando anche gli incontri avuti con persone conosciute dal vivo sono stati incontri dove non ho percepito un reale interesse nel conoscermi. Argomenti spesos superficiali, mi chiedevano dei miei ex, ma zero domande su chi fossi io mentre io a loro ne facevo per poi sparire poco dopo. Devo ammettere che sto cominciando a pensare di essere io una persona banale o che in qualche modo annoia gli altri. Spesso mi sentivo dire che non scattava la scintilla ma dubito possa scattare in 2 appuntamenti! Temo di dovermi rassegnare a rimanere single a vita e credo pure che oggi incontrare il vero amore sia solo questione di trovarsi al posto giusto al momento giusto.
Questa singletudine mi pesa, ho solo amici accoppiati e ormai non ci si vede più. Sto provando a rimettermi in gioco ancora una volta ma negli ambienti vhe frequento le conoscenze faticano ad arrivare e così spesso esco anche da sola. Avrei voluto diventare madre, mi sono sempre immaginata con uno o due figli ma ormai temo di essere fuori tempo massimo.
Se devo rassegnarmi lo farò ma vorrei capire cosa mi manca rispetto alle altre ragazze che finiscono una relazione e dopo qualche anno le vedi già con un altro e spesso sono ragazze assolutamente normali come me.
Sono a chiedervi se puó essere possibile che certe persone non incontrino mai qualcuno che faccia al caso loro?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
grazie per la sua riflessione, molto onesta e lucida.
La domanda che si pone "cosa mi manca rispetto alle altre?" è comprensibile, ma rischia di portarla sulla strada sbagliata. Non si tratta di una mancanza sua. Il dating oggi, specialmente tramite app, è un contesto che favorisce la superficialità e la continua ricerca del "meglio", rendendo difficile per chiunque costruire una connessione autentica.
Detto questo, vale la pena riflettere su un aspetto: a volte, quando siamo carichi di aspettative o di una sottile paura del giudizio, trasmettiamo inconsapevolmente una tensione che rende più difficile la naturalezza. Non è una colpa è una dinamica molto umana.
Riguardo alla maternità: a 37 anni i margini non sono ancora chiusi, ma capisco il peso di quella sensazione.
Le consiglio un percorso di terapia: non per "aggiustarsi", ma per fare chiarezza su ciò che desidera davvero, lavorare sulla fiducia in se stessa e affrontare il peso di questa fase con più serenità. Spesso il cambiamento nelle relazioni esterne parte da un lavoro interiore.
Buongiorno,
vorrei sottoporvi una mia problematica. Ho 37 anni e fin da ragazzina ho avuto difficoltà nel relazionarmi.
Quando andavo a scuola ho sofferto di bullismo, mi canzonavano per il mio aspetto (a loro dire, ero una racchia) e subito costanti angherie.
Anche per questo motivo fino ai 19 anni non ho mai avuto alcuna esperienza sessuale o di amore giovanile ma da ragazzina non mi ponevo il problema, ho sempre avuto molte passioni e poche amicizie ed ero contenta così.
Dai 20 ai 23 anni ho avuto la mia prima storia seria con una persona rivelatasi poi insicura e con la quale vi erano costanti litigi. Dopo quasi 3 anni decido di chiudere questa relazione e per un po' sono stata bene così da single. Il problema nasceva quando provavo a rimettermi in gioco, perchè incontravo puntualmente persone interessate solo a rapporti fisici.
Dopo questa prima storia ho avuto altre 3 relazioni (tutte a distanza di anni l'una dall'altra) della durata di un anno. In queste relazioni sono stata sia lasciata (dicevano di non sentirsi pronti) e ino l'ho lasciato io. Il problema nasce dal fatto che spesso e volentieri mi sentivo una sorta di passatempo per loro, non ho mai percepito un interesse reale di voler costruire qualcosa.
Ad oggi sono single da quasi 5 anni e comincio a pensare che forse o nemmeno io voglio costruire qualcosa o sono sfortunata. In questi anni ho provato spesso a rimettermi in pista ma non sono mai andata oltre 2 appuntamenti. E temo che l'interesse che gli uomini hanno sia solo di natura sessuale. Quando ci esco insieme li vedo distratti e sembra quasi che debba corteggiare solo io. Inoltre non mi spiego come mai per anni sono trascorsi mesi senza fsrr incontri nella vita quotidiana e mi sono dovuta abbassare ad usare le app di dating per poi rivelarsi un ricettacolo di mercenari.
Quando esco trovo solo gente molto grande o già impegnata e non so più dove sbattere la testa.
Sono sola da anni e temo di non riuscire a sopportare altrettanti anni da sola.
Mi chiedo solo che cosa ho fatto per meritare un simile dolore quando tutte le ragazze trovano qualcuno.
In questi anni ho cercato delle risposte ma non me trovo. Comincio a pemsare che semplicemente non sono il tipo di donna con la quale un uomo vorrebbe una relazione. Mi sento depressa e spesso esco a camminare per ore o anche senza meta. Tanti mi dicono: "meglio sola che male accompagnata". Ma cosa ne sanno del dolore? Di quel dolore che ti fa bagnare il cuscino di lacrime! Vorrei solo potermi rassegnare una volta per tutte e tenermi tutto magari sposandomi al lavoro. Ma non penso sia possibile non amare più
Ti dicono "trovato un hobby ", beh ne ho una serie ma non bastano a colmare il vuoto perché la testa va a quel pensiero, il pensiero "ok, togliti dalla testa di avere un compagno!"
Ho superato tanti momenti bui nella mia vita ma la solitudine perenne penso non sia accettabile per nessuno sopratutto se pensi che hai un cuore grande.
Vi chiedo solo se esiste un modo per convivere con questo tarlo nel cervello.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
grazie per aver condiviso qualcosa di così doloroso.
Quello che descrive non è un suo difetto, ma il frutto di ferite accumulate nel tempo. Il bullismo adolescenziale lascia tracce profonde, e quella voce che le dice "non sono abbastanza" non è una verità è una convinzione costruita da esperienze negative. È normale che questo abbia influenzato anche le sue relazioni successive.
Il desiderio di amare ed essere amata è un bisogno umano legittimo, non una debolezza. E chi non ha vissuto quella solitudine non può davvero capire quanto faccia male.
Le consiglio di intraprendere un percorso di terapia: uno spazio in cui lavorare sulle ferite del passato, riconoscere i pattern che si ripetono e ritrovare un'autostima solida che non dipenda dall'approvazione altrui. È il punto di partenza per relazioni più sane e per stare meglio con se stessa, indipendentemente dalla presenza di un partner.
salve, scrivo per parlare brevemente di un disagio parecchio invasivo, non è chissà che dramma, ma mi reca fastidio.
ho delle fantasie erotiche riguardo i tradimenti dei miei partner, non so perché questa cosa accada, ovviamente nella realtà mi farebbe schifo, ma nel momento d eccitazione non riesco a provare piacere se non pensando ad un tradimento, anche durante i rapporti spesso.
ci sono modi per cercare di evitare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve!
Quello che descrive è più comune di quanto pensi le fantasie erotiche, anche quelle che nella realtà ci turberebbero, sono spesso alimentate proprio dalla tensione emotiva e dal "proibito". Non la definiscono come persona e non c'è nulla di cui vergognarsi.
Il tema del tradimento nelle fantasie può veicolare emozioni potenti come il desiderio, la rivalità o il bisogno di sentirsi desiderati. La distanza tra fantasia e realtà è normale e sana.
Detto questo, se questo schema le pesa e vorrebbe esplorarlo, il mio consiglio è di intraprendere un percorso terapeutico con uno psicologo esperto in sessuologia: non per "eliminare" le fantasie a forza, ma per capire cosa comunicano e ritrovare una sessualità che senta più libera.
Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio!
La sua storia lo dimostra chiaramente: lei sa stare bene e ha già superato momenti difficili. Questo è una grande risorsa.
Quello che sta vivendo ha una spiegazione precisa: il divorzio dei suoi genitori ha scosso inconsciamente la sua "base sicura", e l'ansia ha fatto il resto interrompendo routine, sonno e autonomia. È un meccanismo classico.
Ma sta già resistendo: gestisce la casa, la solitudine, la nuova routine. Non è poco.
Il mio consiglio è di riprendere un percorso terapeutico. Ha già visto quanto possa cambiare la sua vita con il giusto supporto questo momento non è un fallimento, è solo un nuovo capitolo che merita la stessa cura. Tornerà a stare bene.
cosa significa sognare ad essere a praticare una chiesa ad un tratto scappa la pipi e andare fuori a farla in un luogo con delle bariere bianche e dei bambini ti chiedono delle foto davanti una statua. è un sogno positivo o negativo cosa posso fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il sogno sembra mettere insieme due aspetti: da un lato la chiesa, che può rappresentare valori, regole o una dimensione più “interiore”; dall’altro il bisogno fisico improvviso, che parla di qualcosa di urgente, spontaneo, forse trattenuto nella vita reale. Uscire fuori e trovare bambini e una statua richiama invece parti più libere, autentiche o il bisogno di essere visti/riconosciuti.
Più che positivo o negativo, è un sogno che segnala un possibile conflitto tra controllo e spontaneità. Potrebbe essere utile chiederti: in questo periodo sto trattenendo qualcosa? Mi sto dando spazio per esprimermi?
In un percorso terapeutico potremmo esplorare il significato personale dei simboli e collegarli a ciò che stai vivendo ora, per aumentare consapevolezza e libertà emotiva.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…