Dott.
Michele Magini
Psicologo clinico
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Esperienze
Nel mio lavoro offro uno spazio di ascolto accogliente e non giudicante, in cui la persona possa sentirsi libera di portare ciò che sta vivendo. Insieme cerchiamo di comprendere il significato delle difficoltà, dando attenzione sia ai sintomi presenti (come ansia, blocchi o sofferenza relazionale) sia ai vissuti più profondi che li accompagnano.
Ho maturato esperienza anche in ambito di psiconcologia, lavorando con pazienti e familiari che affrontano la malattia, sviluppando particolare sensibilità per le situazioni emotivamente intense e delicate.
Lavoro sia in presenza che online, adattando il percorso alle esigenze della persona e cercando di offrire un supporto concreto fin dalle prime fasi del percorso.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica-dinamica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Depressione
- Difficoltà relazionali
- Disturbi emotivi
- Stress
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico clinico
60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Colloquio psicologico di coppia
80 € -
Indirizzi (3)
Piazza Giampietro Vieusseux, 2, Firenze 50134
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Piazza di Santa Maria Nuova, 1, Reparto di Psiconcologia, Firenze 50122
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Recensioni
8 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Ottimo studio
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
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B
BS
Il Dottor Magini mi ha aiutato in un periodo molto difficile di transizione della mia vita. Ero stravolta, lui con grande delicatezza ha saputo ascoltarmi e farmi sentire capita. Il percorso con lui è stato importante per comprendere meglio me stessa. Grande pazienza, è riuscito a farmi riflettere senza farmi mai sentire giudicata.
Grazie davvero• Studio Viesseux • colloquio psicologico •
Dott. Michele Magini
Grazie per le belle parole
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C
CMT
Dopo aver cambiato vari psicologi, finalmente sono riuscita a trovare un professionista che ha compreso le miei esigenze e il tipo di percorso di cui avevo bisogno. Grazie al dottor Magini che ha saputo ascoltare davvero!
• Studio Viesseux • colloquio psicologico •
Dott. Michele Magini
Grazie a lei per questa dimostrazione di stima
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A
AS
Sto lavorando da alcune settimane col dottor Magini e mi sento di consigliarlo a tutti
• Studio Viesseux • colloquio psicologico •
Dott. Michele Magini
Grazie mille
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S
S.C.
Grazie infinite dottore per lo splendido percorso.
• Studio Viesseux • colloquio psicologico •
Dott. Michele Magini
Grazie a lei per il riconoscimento
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R
Renata
Professionista serio, preparato e molto umano.
Il percorso mi ha aiutata molto: grazie davvero.• Studio Viesseux • Altro •
Dott. Michele Magini
Grazie Renata: è stato bello lavorare insieme
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E
E. M.
Mi sono rivolto al dottor Magini in un periodo in cui l'ansia stava influenzando significativamente la mia vita e fin dai primi incontri ho trovato una persona attenta, accogliente e capace di ascoltare senza giudizio: grazie davvero dottore.
• Studio Viesseux • colloquio psicologico •
Dott. Michele Magini
Grazie della manifestazione di stima e i miei migliori auguri
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E
Edoardo
Cercavo qualcuno che mi aiutasse con il lutto, ho trovato molto di più.
Ho imparato a portare con me chi avevo perso senza che il dolore mi paralizzasse: grazie davvero, dottore.• Studio Viesseux • colloquio psicologico •
Dott. Michele Magini
La ringrazio di cuore: sapere che il percorso le sia stato di aiuto è per me motivo di grande soddisfazione.
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S
S.Q.
Ho attraversato un periodo di forte stress e ho deciso di farmi supportare: il dott. Magini è stato accogliente, professionale e discreto. Lo ringrazio per il percorso fatto insieme e per gli strumenti che mi ha dato.
• Studio Viesseux • colloquio psicologico •
Dott. Michele Magini
La ringrazio sinceramente per le sue parole. Sono felice che il percorso le sia stato utile e le auguro di proseguire con serenità e fiducia.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei gio
Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei giorni successivi, quando penso a cosa avevo pensato in un determinato giorno, questi pensieri mi emergono molto facilmente e mi fanno quasi da ‘cronologia’ della giornata. Il punto che non riesco a capire, però, è che a volte non mi limito a ricordarli spontaneamente: sono proprio io che vado intenzionalmente a cercarli. Per esempio, penso a giovedì e mi chiedo cosa avevo pensato quel giorno, e la mia mente va a cercare proprio quei pensieri che avevo ripetuto o sui quali avevo riflettuto di più. So che durante quella giornata ho pensato anche ad altre cose, alcune persino più importanti, e alcune di queste riesco anche a ricordarle. Però, quando cerco di ricostruire mentalmente quella giornata, tendo a ricercare soprattutto quei pensieri che avevo ripetuto più volte. Se non riesco a recuperarli, posso avere quasi la sensazione che mi manchi un pezzo della giornata o che quel giorno non avessi pensato a niente di particolare, anche se razionalmente so che non è così. La mia domanda quindi non è semplicemente ‘perché ricordo meglio i pensieri ripetuti?’, ma: perché quando successivamente cerco volontariamente di ricostruire ciò che ho pensato in quel giorno, vado a cercare proprio quei pensieri e non altri? E perché sento che quei pensieri rappresentano maggiormente la giornata, anche se so di aver avuto molti altri pensieri?”
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Mi sembra interessante la distinzione che fa tra il ricordare spontaneamente alcuni pensieri e il fatto che, quando cerca volontariamente di ricostruire una giornata, vada proprio a cercare alcuni pensieri piuttosto che altri.
Una spiegazione legata alla ripetizione può esserci, ma non spiega del tutto perché proprio quei pensieri finiscano per rappresentare maggiormente la giornata, né perché, se non riesce a recuperarli, possa avere la sensazione che "manchi un pezzo".
Forse è allora interessante soffermarsi proprio su questo: che cosa fa sì che alcuni pensieri diventino, a posteriori, una sorta di traccia della giornata? E che cosa significa per Lei non riuscire a ritrovarli?
Mi colpisce anche che Lei sappia razionalmente di aver pensato ad altre cose, persino più importanti, e tuttavia senta che sono soprattutto quei pensieri a dover essere ritrovati. Potremmo quindi chiederci non soltanto perché li ricorda meglio, ma anche che cosa accade nel momento in cui li cerca e che cosa sente di dover ritrovare attraverso di essi.
E forse c'è anche un'altra domanda: quei pensieri sono diventati importanti perché li ha ripetuti molte volte, oppure li ha ripetuti molte volte perché, per qualche ragione meno evidente, erano già particolarmente importanti per Lei?
Mi sembra che potrebbe essere interessante esplorare proprio questo, senza affrettarsi a trovare una spiegazione definitiva.
Lei decide con enorme sofferenza di chiudere una relazione durata 9 anni. Dice di amarmi ancora ma d
Lei decide con enorme sofferenza di chiudere una relazione durata 9 anni. Dice di amarmi ancora ma di non essere piu appagata emotivamente e felice nella nostra relazione, convinta che anche io non lo sia piu. Ha portato via tutte le sue cose da casa durante una mia trasferta lavorativa.
Io sto meditando molto su alcuni punti fermi che affrontai con lei negli ultimi periodi di confronto.
La mia passione per la bici le ha tolto molto tempo per noi. Solo ora, comprendendo che non si tratta piu di una cosa cosi importante (non é piu il mio lavoro) mi rendo conto di quanto io abbia dato per scontato che le mie battaglie fossero anche le sue.
Ho capito molto in questi giorni, lei ha avuto molte crisi in cui mi ha cercato ma io ho ribadito a lei che per continuare doveva essere sicura.
Mandandole un messaggio in cui le dicevo di voler rispettare il suo tempo e in cui parlavo di una mia profonda meditazione a riguardo, scopro di essere stato bloccato ovunque (verosimilmente su consiglio di amiche e famiglia).
Io sono nel panico perché ho paura che sia troppo tardi.
So che non c’e’ una terza persona, so bene che ci manchiamo reciprocamente, ma oltre al non poter fare nulla e aspettare la mia possibilità di parlarle, non so che fare.
A breve tornerò a casa e trovero’ tutto vuoto, senza le sue cose e senza la nostra gattina, che ha deciso di tenere a casa dei suoi. Vorrei un vostro consiglio. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È comprensibile quanto possa essere doloroso trovarsi improvvisamente davanti al vuoto lasciato da una relazione così importante, soprattutto quando molte consapevolezze sembrano arrivare proprio adesso, nel momento in cui Lei teme di aver ormai perso la possibilità di intervenire.
Mi sembra però importante non avere troppa fretta di trasformare ciò che sta comprendendo in qualcosa che debba necessariamente servire a "recuperare" la relazione. Forse, prima ancora di capire se sia troppo tardi o se ci sarà la possibilità di parlarle, vale la pena ascoltare ciò che questa separazione sta facendo emergere in Lei.
Lei dice una cosa molto significativa: solo ora si rende conto di quanto avesse dato per scontato che le sue battaglie fossero anche quelle della sua compagna. È una consapevolezza dolorosa, ma può essere importante provare a comprenderla fino in fondo: che cosa dava veramente per scontato? E che cosa forse non riusciva a vedere del modo in cui lei viveva la relazione e il bisogno di tempo e di presenza?
Il fatto che ora sappia che vi mancate reciprocamente non necessariamente rende più semplice ciò che sta accadendo. Si può amare qualcuno e, allo stesso tempo, non riuscire più a stare nella relazione così com'è. Forse il compito di questi giorni non è trovare immediatamente qualcosa da fare, ma riuscire a tollerare, per quanto possibile, il fatto che in questo momento non tutto dipenda da Lei.
Il blocco dei contatti può essere vissuto come una conferma terribile del "è troppo tardi", ma potrebbe anche essere il modo con cui lei sta cercando di prendere distanza e di proteggere una decisione che per lei è stata molto sofferta. Rispettare questo spazio, per quanto doloroso, mi sembra più utile che cercare di forzarlo.
E forse quando tornerà a casa e troverà davvero quel vuoto, sarà importante non leggerlo soltanto come la prova di ciò che ha perso, ma anche come un'esperienza da attraversare. Il panico le chiede di fare subito qualcosa per non perdere definitivamente ciò che ama; il lavoro che ha davanti potrebbe essere, almeno per ora, anche quello di fermarsi e provare a capire che cosa sta accadendo dentro di Lei.
Non credo che oggi Lei debba sapere se sia troppo tardi. Credo possa essere più importante capire che cosa sta vedendo adesso che prima non riusciva a vedere.
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