Dott.ssa
Maria Aloi
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Melito di Porto Salvo 1 indirizzo
Esperienze
Benvenuti nel mio profilo. Come Psicologa ad indirizzo Clinico e Dinamico, il mio obiettivo è offrire uno spazio di ascolto autentico e protetto, dove la persona possa sentirsi libera di esprimere il proprio disagio senza timore di essere giudicata.
Insieme lavoreremo per comprendere l'origine delle difficoltà attuali, esplorando i significati profondi dei tuoi vissuti. Credo fermamente che ogni individuo possieda le risorse necessarie per ritrovare il proprio benessere: il mio compito è accompagnarti nel farle emergere, costruendo un percorso su misura che rispetti i tuoi tempi e le tue necessità.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Borderline
- Paura
- Autostima
- Stress
- Ansia
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
65 € -
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Colloquio psicologico clinico
70 € -
-
Consulenza online
Da 60 € -
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Sostegno psicologico
65 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
60 € -
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Indirizzi (2)
Via Antonio Gramsci, 36, Quarto piano, Melito di Porto Salvo 89063
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
4 recensioni
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C
Caterina
Specialista ,ottimo approccio,sicurezza nell’ esposizione ,risultato eccellente.
• Studio privato Dr.ssa Maria Aloi • sostegno psicologico •
Dott.ssa Maria Aloi
Grazie di cuore, Caterina, per le sue parole gentili. La soddisfazione e la sicurezza dei miei pazienti sono sempre al primo posto, ed è un grande piacere sapere che il risultato sia stato eccellente. A presto!
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A
A.M.
Le do 5 stelle perché è una persona che trasmette calma, ed è davvero piacevole parlare con lei ci si sente ascoltati e compresi. Consiglio vivamente chiunque cerchi un supporto che faccia sentire davvero a proprio agio
• Studio privato Dr.ssa Maria Aloi • colloquio psicologico •
Dott.ssa Maria Aloi
Cara A.M., grazie di cuore per queste bellissime parole. Sapere di essere riuscita a trasmetterti calma e a farti sentire ascoltata è per me la soddisfazione più grande. Grazie per la fiducia che mi hai dato.
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R
R
Professionista seria, preparata e dotata di grande sensibilità. La sua naturale propensione all'aiuto e la sua solarità la rendono una figura d'eccellenza nel suo campo.
• Altro • Altro •
Dott.ssa Maria Aloi
Grazie davvero!
Ricevere un feedback così positivo mi riempie di gioia. Mettere la sensibilità e l'empatia al centro del mio lavoro è fondamentale per me, e sono felice che questo sia arrivato in modo così chiaro
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M
Maria
Una professionista estremamente sensibile e preparata. Sa ascoltare con rara attenzione, creando da subito un clima di grande fiducia e accoglienza. Consigliatissima.
• Consulenza online Dott.ssa Maria Aloi • consulenza online •
Dott.ssa Maria Aloi
Cara Maria, grazie per il riscontro così positivo. L’ascolto è lo strumento principale del mio lavoro. Parole come le queste sono lo stimolo migliore per continuare a dare il massimo.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 15 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque an
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque anni.
Da quel momento mi sento completamente persa e faccio molta fatica a ritrovare me stessa. Mi sento un fallimento perché, alla mia età, non ho un obiettivo preciso, non ho amiche e non ho un lavoro. Mi confronto continuamente con i miei coetanei e ho la sensazione di essere molto indietro rispetto a loro, cosa che mi fa soffrire profondamente.
Quello che mi fa stare male, però, non è tanto la fine della relazione in sé, quanto tutte le cose che sento di non riuscire a fare per me stessa. Vorrei costruirmi una vita, trovare i miei obiettivi, conoscere persone, lavorare e sentirmi realizzata, ma mi sembra di essere bloccata e di non riuscire a fare passi avanti. Questa situazione mi provoca molta frustrazione e mi porta a sentirmi sempre più insicura e inadeguata.
Ormai vivo costantemente nell’ansia, mi preoccupo per il mio futuro e sento di non riuscire a godermi il presente. La cosa che mi spaventa maggiormente è che provo una sensazione che non avevo mai provato prima: mi sento strana, diversa, come se non fossi più io stessa. Faccio fatica a riconoscermi e a capire cosa mi stia succedendo.
Vorrei capire da cosa possano derivare queste sensazioni, se siano legate al periodo che sto attraversando o se ci sia qualcosa su cui dovrei lavorare con l’aiuto di un professionista. Vorrei riuscire a ritrovare me stessa, a gestire questa ansia e a capire come ripartire senza sentirmi continuamente sbagliata e indietro rispetto agli altri.
Vi ringrazio per l’attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Sento il bisogno di accogliere prima di tutto, con grande rispetto e delicatezza, la sofferenza e la profonda vulnerabilità che traspaiono dalle tue parole. Riconoscere di sentirsi smarriti e avere il coraggio di esprimerlo è un atto di grande consapevolezza: non sei affatto "sbagliata", ma stai semplicemente attraversando una fase di profonda riorganizzazione interna e di dolore.
La sensazione di esserti persa e di non riconoscerti più è assolutamente comprensibile dal punto di vista psicologico. Avere vissuto una relazione dai 17 ai 22 anni significa aver trascorso una fase cruciale della tua crescita emotiva e personale con un'impalcatura ben precisa: abitudini, riferimenti, identità e proiezioni future erano intrecciati a due. Quando questa struttura viene a mancare, non si chiude solo un legame, ma crolla il modo in cui avevi imparato a percepire te stessa e il mondo. La sensazione di essere "strana", "diversa" o quasi estranea a te stessa (quello che in psicologia può assomigliare a uno stato di depersonalizzazione o smarrimento identitario) è il modo in cui la tua mente reagisce a un livello di ansia e stress prolungato: di fronte alla paura dell'incertezza e al vuoto improvviso, il sistema nervoso tende a prendere le distanze per difendersi dal carico emotivo, facendoti sentire staccata da chi eri prima.
Allo stesso tempo, il giudizio severo con cui ti guardi — il sentirti un "fallimento" o in "ritardo" rispetto ai tuoi coetanei — è il frutto di una trappola cognitiva molto comune a 22 anni, spesso legata a quella che viene definita crisi del quarto di vita. Tendiamo a credere che a vent'anni la strada debba essere già tracciata, con un lavoro chiaro, una rete sociale solida e obiettivi definiti. In realtà, non esiste alcuna tabella di marcia universale: la percezione di essere indietro nasce dal confronto continuo con le immagini parziali e ideali che gli altri mostrano all'esterno, misurate contro la sofferenza interna che stai vivendo tu in questo momento. A 22 anni la tua vita non è affatto bloccata o definita, sei soltanto all'inizio del tuo percorso di costruzione autonoma.
La frustrazione che provi, per quanto dolorosa, contiene in realtà una spinta vitale molto importante: non sei rassegnata, desideri fortemente costruirti una vita tua, lavorare, fare amicizie e sentire che ti stai realizzando. Per trasformare questo blocco in movimento, l'aiuto di un professionista (psicologo o psicoterapeuta) è senz'altro la strada più indicata. In uno spazio terapeutico potrai elaborare la fine della relazione non come la perdita di te stessa, ma come l'inizio di una nuova fase; imparerai a gestire l'ansia e i pensieri svalutanti, e potrai gradualmente ricostruire la tua autostima indipendentemente dai risultati o dai confronti esterni. Nel concreto, il percorso per ripartire inizia dal separare chi sei da ciò che ti manca oggi (l'assenza temporanea di un lavoro o di amiche non definisce il tuo valore di persona) e dal sostituire le grandi aspettative sul futuro con piccolissimi passi quotidiani: frequentare un corso, dedicarti a un'attività pratica o metterti in contesti di condivisione dove le relazioni e le opportunità possano nascere in modo naturale.
La sensazione di vuoto che stai provando oggi non è la prova che ti sei "rotta", ma il terreno fertile su cui puoi finalmente iniziare a scoprire e costruire chi sei veramente tu, come individuo unico e indipendente.
Madre di due bambini piccoli(2 anni e 6 mesi) ho lasciato il lavoro per stare con loro di mia inizia
Madre di due bambini piccoli(2 anni e 6 mesi) ho lasciato il lavoro per stare con loro di mia iniziativa e adesso che vorrei ricominciare a lavorare al solo pensiero mi vengono gli attacchi di ansia come se avessi trovato la mia comfort zone a casa e avessi un’insensato terrore del “là fuori”. È normale dopo la maternità?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È una reazione che molte donne descrivono dopo la maternità, anche se non tutte la vivono con la stessa intensità. Il fatto che tu abbia scelto di lasciare il lavoro per dedicarti ai tuoi bambini non significa che oggi tu non possa desiderare anche altro. E il desiderio di rientrare nel mondo del lavoro può convivere con la paura di farlo.
Dal punto di vista psicologico, la maternità comporta una profonda riorganizzazione dell'identità. Per mesi, o anni, il tuo cervello e le tue energie si sono concentrati sulla cura dei tuoi figli, che oggi hanno ancora 2 anni e 6 mesi: un periodo molto intenso, in cui è naturale che la casa e la routine familiare siano diventate un ambiente prevedibile e rassicurante. Tornare a esporsi a richieste, responsabilità, giudizi e cambiamenti può essere percepito come una minaccia, anche se razionalmente sai che lavorare è ciò che desideri.
Gli attacchi d'ansia non sono un segnale che "non sei più capace" o che non dovresti tornare a lavorare. Piuttosto, indicano che in questo momento il tuo sistema emotivo associa quel cambiamento a un elevato livello di stress. È una risposta che merita di essere ascoltata, non assecondata né combattuta con forza.
La domanda importante è capire se la paura riguarda il lavoro in sé oppure ciò che rappresenta: separarti dai bambini, il timore di non essere più all'altezza professionalmente, il senso di colpa, la perdita della routine o l'incertezza di un nuovo equilibrio familiare.
Se questa ansia è molto intensa, ti porta ad avere veri e propri attacchi di panico o ti impedisce di fare passi concreti verso il rientro, può essere molto utile confrontarti con uno psicologo. Un percorso breve può aiutarti a comprendere cosa alimenta questa paura e a ritrovare fiducia, affrontando il cambiamento in modo graduale e rispettoso dei tuoi tempi.
Quello che descrivi, quindi, può essere una reazione normale nel periodo successivo alla maternità, soprattutto dopo un lungo tempo dedicato esclusivamente ai figli. Diventa importante chiedere aiuto quando l'ansia non è più solo una preoccupazione, ma limita la tua libertà di scegliere la vita che desideri.
Non significa che tu abbia perso la capacità di stare "là fuori": probabilmente, dopo essere cambiata come donna e come madre, hai bisogno di ritrovare un modo nuovo di tornarci.
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