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Benvenuti nel mio profilo. Come Psicologa ad indirizzo Clinico e Dinamico, il mio obiettivo è offrire uno spazio di ascolto autentico e protetto, dove la persona possa sentirsi libera di esprimere il proprio disagio senza timore di essere giudicata.

Insieme lavoreremo per comprendere l'origine delle difficoltà attuali, esplorando i significati profondi dei tuoi vissuti. Credo fermamente che ogni individuo possieda le risorse necessarie per ritrovare il proprio benessere: il mio compito è accompagnarti nel farle emergere, costruendo un percorso su misura che rispetti i tuoi tempi e le tue necessità.

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  • Psicologia clinica

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Maria Aloi
Studio privato Dr.ssa Maria Aloi

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3 recensioni

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    A.M.

    Le do 5 stelle perché è una persona che trasmette calma, ed è davvero piacevole parlare con lei ci si sente ascoltati e compresi. Consiglio vivamente chiunque cerchi un supporto che faccia sentire davvero a proprio agio

     • Studio privato Dr.ssa Maria Aloi colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Maria Aloi

    Cara A.M., grazie di cuore per queste bellissime parole. Sapere di essere riuscita a trasmetterti calma e a farti sentire ascoltata è per me la soddisfazione più grande. Grazie per la fiducia che mi hai dato.


  • R

    R

    Professionista seria, preparata e dotata di grande sensibilità. La sua naturale propensione all'aiuto e la sua solarità la rendono una figura d'eccellenza nel suo campo.

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    Dott.ssa Maria Aloi

    Grazie davvero!
    Ricevere un feedback così positivo mi riempie di gioia. Mettere la sensibilità e l'empatia al centro del mio lavoro è fondamentale per me, e sono felice che questo sia arrivato in modo così chiaro


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    Maria

    Una professionista estremamente sensibile e preparata. Sa ascoltare con rara attenzione, creando da subito un clima di grande fiducia e accoglienza. Consigliatissima.

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    Dott.ssa Maria Aloi

    Cara Maria, grazie per il riscontro così positivo. L’ascolto è lo strumento principale del mio lavoro. Parole come le queste sono lo stimolo migliore per continuare a dare il massimo.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 14 domande da parte di pazienti di MioDottore

Madre di due bambini piccoli(2 anni e 6 mesi) ho lasciato il lavoro per stare con loro di mia inizia

Madre di due bambini piccoli(2 anni e 6 mesi) ho lasciato il lavoro per stare con loro di mia iniziativa e adesso che vorrei ricominciare a lavorare al solo pensiero mi vengono gli attacchi di ansia come se avessi trovato la mia comfort zone a casa e avessi un’insensato terrore del “là fuori”. È normale dopo la maternità?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Maria Aloi

È una reazione che molte donne descrivono dopo la maternità, anche se non tutte la vivono con la stessa intensità. Il fatto che tu abbia scelto di lasciare il lavoro per dedicarti ai tuoi bambini non significa che oggi tu non possa desiderare anche altro. E il desiderio di rientrare nel mondo del lavoro può convivere con la paura di farlo.

Dal punto di vista psicologico, la maternità comporta una profonda riorganizzazione dell'identità. Per mesi, o anni, il tuo cervello e le tue energie si sono concentrati sulla cura dei tuoi figli, che oggi hanno ancora 2 anni e 6 mesi: un periodo molto intenso, in cui è naturale che la casa e la routine familiare siano diventate un ambiente prevedibile e rassicurante. Tornare a esporsi a richieste, responsabilità, giudizi e cambiamenti può essere percepito come una minaccia, anche se razionalmente sai che lavorare è ciò che desideri.

Gli attacchi d'ansia non sono un segnale che "non sei più capace" o che non dovresti tornare a lavorare. Piuttosto, indicano che in questo momento il tuo sistema emotivo associa quel cambiamento a un elevato livello di stress. È una risposta che merita di essere ascoltata, non assecondata né combattuta con forza.

La domanda importante è capire se la paura riguarda il lavoro in sé oppure ciò che rappresenta: separarti dai bambini, il timore di non essere più all'altezza professionalmente, il senso di colpa, la perdita della routine o l'incertezza di un nuovo equilibrio familiare.

Se questa ansia è molto intensa, ti porta ad avere veri e propri attacchi di panico o ti impedisce di fare passi concreti verso il rientro, può essere molto utile confrontarti con uno psicologo. Un percorso breve può aiutarti a comprendere cosa alimenta questa paura e a ritrovare fiducia, affrontando il cambiamento in modo graduale e rispettoso dei tuoi tempi.

Quello che descrivi, quindi, può essere una reazione normale nel periodo successivo alla maternità, soprattutto dopo un lungo tempo dedicato esclusivamente ai figli. Diventa importante chiedere aiuto quando l'ansia non è più solo una preoccupazione, ma limita la tua libertà di scegliere la vita che desideri.

Non significa che tu abbia perso la capacità di stare "là fuori": probabilmente, dopo essere cambiata come donna e come madre, hai bisogno di ritrovare un modo nuovo di tornarci.


Salve,vorrei chiedere cosa devo fare ho come devo comportarmi.con mio figlio che mi ha detto di esse

Salve,vorrei chiedere cosa devo fare ho come devo comportarmi.con mio figlio che mi ha detto di essere Gay a solo 16anni.noi gli abbiamo detto che ancora e piccolo per sapere cosa gli piace e che ancora deve sperimentare.nn so se abbiamo risposto bene,il papà a detto che dici ancora sei piccolo.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Maria Aloi

Capisco che questa notizia possa avervi colti di sorpresa e che abbiate bisogno di tempo per elaborarla. È una reazione comune per molti genitori.

A 16 anni un ragazzo è in una fase importante di costruzione della propria identità. Alcuni adolescenti hanno già una chiara consapevolezza del proprio orientamento affettivo e sessuale, mentre altri possono continuare a conoscersi nel tempo. Nessuno, però, può stabilire dall'esterno se ciò che vostro figlio prova sia "troppo presto" o meno.

La cosa più importante è che vostro figlio abbia sentito di potersi fidare di voi al punto da raccontarvi qualcosa di molto personale. Questo è un segnale prezioso. Più che cercare di capire se abbia ragione o se possa cambiare idea, è utile fargli sapere che il vostro amore e il vostro sostegno non dipendono dal suo orientamento sessuale.

Potreste dirgli: "Grazie per avercelo confidato. Ti vogliamo bene e siamo qui per ascoltarti. Anche noi abbiamo bisogno di un po' di tempo per capire meglio, ma il nostro affetto per te non cambia."

Se in futuro il suo modo di vivere la propria identità dovesse evolversi, sarà lui stesso a comunicarvelo. Nel frattempo, ciò di cui ha maggiormente bisogno è sentirsi accolto, ascoltato e rispettato all'interno della sua famiglia.

Se questa situazione vi genera dubbi o preoccupazioni, confrontarvi con uno psicologo può essere uno spazio utile per comprendere le vostre emozioni e trovare il modo migliore di sostenere vostro figlio.


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