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Esperienze

“La mia visione della psicologia nasce da una storia personale di fragilità e riscatto. Fin da giovane ho conosciuto la fatica del sentirmi diverso, osservato e giudicato; proprio attraversando quel dolore ho compreso qualcosa di essenziale: il momento in cui scegliamo di accoglierci per ciò che siamo segna l’inizio della nostra forza interiore. Nel tempo ho imparato che anche le esperienze più difficili possono trasformarsi in risorse preziose, capaci di orientare il nostro percorso di crescita. È da qui che nasce il mio modo di lavorare: accompagnare le persone a riconoscere il proprio valore, dare significato alle proprie esperienze e trasformare le ferite in consapevolezza e autenticità.”

Sono il Dott. Diego Rollo, psicologo, e offro consulenze in studio a Lecce e online, così da essere disponibile anche per chi non può spostarsi o preferisce la comodità dell’incontro da casa. Il mio lavoro si rivolge a adulti e giovani adulti che stanno attraversando momenti di ansia, stress, difficoltà relazionali, blocchi personali, ma anche a chi vuole intraprendere un percorso di conoscenza di sé e crescita personale, migliorando il proprio benessere psicologico.

Nel mio studio troverai uno spazio riservato, accogliente e privo di giudizio, dove poterti sentire ascoltato davvero. So quanto possa essere delicato fare il primo passo e chiedere aiuto: per questo dedico grande attenzione alla qualità della relazione, al rispetto dei tuoi tempi e alla costruzione di un clima di fiducia e sicurezza.

Credo profondamente che ognuno di noi possegga risorse interiori, anche quando sembrano lontane o difficili da riconoscere. Insieme possiamo comprendere meglio le esperienze che stai vivendo, dare loro senso e individuare modalità più efficaci e sostenibili per affrontare le difficoltà.

Ogni percorso è unico: costruiremo obiettivi chiari e concreti, nel pieno rispetto della tua storia, dei tuoi bisogni e delle tue risorse personali.

Se cerchi uno psicologo a Lecce o online e vuoi intraprendere un percorso che valorizzi la tua unicità e trasformi le difficoltà in consapevolezza e autenticità, puoi prenotare una consulenza: sarà il primo passo per iniziare a sentirti davvero accolto e sostenuto.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Parent training

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  • Sostegno psicologico adolescenti

    60 €

  • Sostegno psicologico

    60 €

  • Sostegno alla genitorialità

    75 €

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Diego Rollo
Studio Privato San Cesario

Via Francescani 4, San Cesario di Lecce 73016

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Diego Rollo
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Via Corrado Giaquinto, 11, Lecce 73100

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12 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
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  • N

    Nene

    Ho incominciato il mio percorso con la dott.r Rollo, in quanto cercavo un percorso con bravo uno psicologo professionale e competente.
    Sono contenta di continuare il percorso con lui, in quanto, attraverso questo percorso mi sento molto più sicura di me

     • Studio Privato Dottor Diego Rollo colloquio psicologico individuale  • 

  • A

    Antonio C.

    Preciso puntuale empatico e professionale.
    La consiglio vivamente a chiunque stia attraversando un momento difficile o senta il bisogno di capirsi meglio.

     • Studio Privato San Cesario Altro  • 

  • M

    M .L.

    Un professionista eccellente,umano e preparato.
    Fin dal primo incontro il dott. Rollo ha saputo mettermi a mio agio.
    Nonostante la modalità a distanza sono riuscita a sentirmi capita e supportata.
    Consigliatissimo!!

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico individuale  • 

  • G

    G.c.

    Del dottor Rollo è un professionista serio e preparato e competente, mi ha aiutato a fare dei grandi cambiamenti interiori; ho apprezzato che fin dal primo incontro mi ha fatto sentire completamente a mio agio, grazie a un approccio accogliente e privo di qualsiasi giudizio, ideale per aprirsi senza timori. Se cercate un professionista che sappia davvero fare la differenza con umanità e professionalità, siete nel posto giusto

     • Studio Privato Dottor Diego Rollo consulenza psicologica  • 

  • A

    A.M.

    Mi raccontano di un professionista molto preparato ed estremamente professionale.

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  • S

    Serrati sabrina

    Persona estremamente empatica e predisposta all'ascolto. Approccio professionale competente.Consiglio vivamente

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  • G

    Giulia Tarantino

    Professionista molto empatico, mi sono sentita subito a mio agio. Approccio professionale, attento e competente.Mi ha aiutato a fare chiarezza e a gestire le mie difficoltà.Puntuale e sempre disponibile. Lo consiglio.

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  • E

    Egidio De Lauro

    Buona capacità empatica e di ascolto. Ottimo sostegno nel percorso, riuscendo a tirare fuori le proprie skills nascoste, per superare i propri momenti di difficoltà. Lo consiglio per chi cerca un professionista serio e affidabile.

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  • N

    Natascia

    Il dottor Rollo è un professionista eccezionale. Fin dal primo incontro ha saputo mettermi a mio agio, creando un ambiente accogliente e tranquillo. È in grado di far vedere le cose con più chiarezza, guidando il percorso con equilibrio e garbo. Il suo approccio è mirato al benessere e all'autonomia della persona.

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  • S

    S.P.

    Dopo una forte depressione Grazie al Dott.Rollo ho ritrovato me stessa, lo consiglio come professionista, davvero empatico e ti mette subito a tuo agio!

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 14 domande da parte di pazienti di MioDottore

Credo che impazzirò! Ho conosciuto un ragazzo con il quale è nato un bel feeling, all'inizio era una

Credo che impazzirò!
Ho conosciuto un ragazzo con il quale è nato un bel feeling, all'inizio era una cosa leggera perchè non era in ricerca di una relazione seria.
Le cose sono evolute ed entrambi iniziavamo ad affezionarci l'uno all'altra, passavamo sempre più tempo insieme a condividere la vita di tutti i giorni, dalle cose più semplici al dormire insieme e passare intere giornate l'uno con l'altra. Lui però è andato a letto con una ragazza, e non me lo ha detto, l'ho scoperto... Io sono rimasta molto ferita da questa cosa, perchè non me lo aspettavo e mi fidavo di lui. Dice che non ricapiterà e che non mi mentirà più, ma si scrive comunque con altre ragazze... non ci esce e altro, ma perchè? Perchè cercare altre connessioni se poi dice di sentirsi tranquillo con me e a casa? Ne abbiamo parlato e si è arrabbiato per il mio controllo eccessivo. E ora fa finta che non sia successo nulla, scrivendomi.
Io non so che fare, sono distrutta da questa situazione. Mi sembra completamente disinteressato al male che mi sta facendo, che non ha capito il suo errore! Io penso sia normale essere insicure se alla domanda "ti devo condividere" rispondi No ma poi scopro tutto il resto!
Non so come uscirne, perchè nonostante tutto mi piace e mi viene da cercarlo. Grazie per i vostri consigli.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Diego Rollo

Quello che descrive sembra essere diventato emotivamente molto doloroso, soprattutto perché il rapporto, pur essendo nato senza la prospettiva di una relazione seria, nel tempo ha assunto caratteristiche molto diverse: maggiore vicinanza, quotidianità condivisa, intimità e un crescente coinvolgimento affettivo.
È proprio qui che sembra essersi creata una difficoltà importante: il legame si è evoluto, ma probabilmente non sono evolute con la stessa chiarezza le regole e le aspettative reciproche.
Il fatto che lui sia stato con un'altra ragazza e che Lei lo abbia scoperto successivamente può aver prodotto una vera e propria frattura nella fiducia. Da quel momento, il problema non riguarda più soltanto ciò che è accaduto, ma anche il dubbio: “Posso fidarmi di quello che mi dice?”. È comprensibile che, quando la fiducia viene compromessa, aumentino l'insicurezza, il bisogno di rassicurazioni e persino la tentazione di controllare.
Occorre però prestare attenzione a un aspetto: comprendere il bisogno di controllo non significa considerarlo una soluzione. Controllare messaggi, contatti o comportamenti dell'altra persona può rassicurare momentaneamente, ma difficilmente restituisce una sicurezza autentica. Al contrario, può alimentare un circolo fatto di dubbio, controllo, rassicurazione momentanea e nuovo dubbio.
La domanda centrale, quindi, forse non è tanto: “Perché continua a scrivere ad altre ragazze?”, perché le motivazioni possono essere molte e soltanto lui potrebbe chiarirle. La domanda più utile potrebbe essere: “Il tipo di relazione che lui è disposto a costruire corrisponde a quella di cui io ho bisogno per stare bene?”
Lei scrive una frase particolarmente significativa: “Nonostante tutto mi piace e mi viene da cercarlo”. È assolutamente possibile provare contemporaneamente attrazione e sofferenza, desiderare qualcuno e, nello stesso tempo, riconoscere che alcuni suoi comportamenti ci fanno stare male. Il coinvolgimento affettivo non scompare automaticamente quando comprendiamo razionalmente che qualcosa non funziona.
Per questo eviterei decisioni prese nel momento di massima attivazione emotiva. Potrebbe invece essere utile chiarire innanzitutto con se stessa cosa desidera: una relazione esclusiva? Trasparenza? La possibilità di frequentarsi senza esclusività ma con regole precise? Quali comportamenti potrebbe accettare e quali, invece, continuerebbero inevitabilmente a ferirla?
Successivamente sarebbe importante confrontarsi con lui in maniera chiara, senza trasformare il dialogo in un interrogatorio: non tanto chiedendogli continuamente con chi parla o cosa fa, quanto spiegandogli di cosa Lei necessita per poter continuare questa relazione. A quel punto sarà importante osservare non soltanto ciò che lui promette, ma soprattutto se i suoi comportamenti sono coerenti con ciò che afferma.
C'è inoltre una distinzione importante: lui può avere una concezione della relazione diversa dalla Sua senza essere necessariamente “cattivo” o privo di sentimenti; allo stesso modo, Lei può desiderare esclusività e sicurezza senza essere per questo “eccessivamente gelosa”. Il problema nasce quando due persone desiderano forme di relazione incompatibili oppure quando ciò che viene dichiarato non coincide con ciò che viene concretamente agito.
Non cerchi quindi di convincersi che “non dovrebbe starci male”. Il Suo dolore merita di essere ascoltato, ma può diventare anche un'indicazione preziosa per comprendere quali siano i Suoi bisogni affettivi e i Suoi confini.
Infine, quando scrive “credo che impazzirò”, immagino voglia esprimere quanto questa situazione La stia destabilizzando. Se però dovesse accorgersi che questa relazione sta occupando quasi interamente i Suoi pensieri, compromettendo sonno, alimentazione, lavoro, studio o vita sociale, oppure generando stati d'ansia difficilmente gestibili, potrebbe essere utile confrontarsi personalmente con uno psicologo. Non necessariamente per decidere se lasciare o continuare questa relazione, ma per comprendere perché questo legame abbia assunto un peso emotivo così intenso e come recuperare uno spazio di serenità e capacità decisionale.
In questo momento, più che chiedersi come fare a non cercarlo, potrebbe provare a domandarsi: “Quando lo cerco, sto andando verso qualcosa che desidero oppure sto cercando sollievo dalla paura di perderlo?”
La risposta a questa domanda potrebbe aiutarla a comprendere molto di ciò che sta vivendo.

Saluti.


Salve dottori, sono una ragazza di 27 anni, vorrei un consiglio da voi e riuscire a capire in qualch

Salve dottori, sono una ragazza di 27 anni, vorrei un consiglio da voi e riuscire a capire in qualche modo..da un pò a lavoro c'è un collega con cui scherzo, rido, ci troviamo abbastanza in sintonia ecco, tutti anche dicono di uscire insieme, che a lui piaccio e viceversa, io ci scherzo su questo e anche lui credo, però inizialmente quando ci siamo scambiati anche il numero, lui mi diceva di non voler avere nulla, non voler diventare vulnerabile, per esperienze passate, però mi ha detto che gli piaccio, poi è cambiato e ora è molto piu sciolto, anche scherzando prova a baciarmi, o mi abbraccia a modo suo, mi dice di uscire però non è sempre esplicito, non me lo chiede fino in fondo per uscire effettivamente ecco, io poi sto uscendo ancora da una relazione finita a gennaio con cui però con il mio ex lavoro insieme, lui di 20 anni piu grande, ci sono state cose per cui ho voluto chiudere purtroppo e ancora non riesco ad allontanarmi del tutto..ora col pensiero di uscire con lui ho paura perché sembra di rivivere quello quando avevo conosciuto il mio ex..inoltre non so a cosa credere, ho paura di essere presa in giro, perché se lui volesse davvero uscire saremmo gia usciti davvero, io dalla mia non voglio chiedere perché vorrei fosse l'altra persona a farlo, forse perché cosi capsico se davvero gli piaccio e allora io non chiedo nulla..non so cosa pensare..

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Diego Rollo

Gentile ragazza,
da ciò che racconta sembra che in questo momento si stiano intrecciando due aspetti diversi: da una parte l’interesse e la curiosità verso questo collega, dall’altra una comprensibile difficoltà ad affidarsi nuovamente a qualcuno dopo una relazione che, pur essendo terminata, emotivamente sembra non essersi ancora conclusa del tutto.
Partirei proprio da quest’ultimo punto. Lei scrive: «con il pensiero di uscire con lui ho paura perché sembra di rivivere quello che avevo vissuto quando avevo conosciuto il mio ex». È un passaggio importante. Quando una relazione ci ha coinvolti profondamente, soprattutto se ci ha lasciato ferite, delusioni o questioni emotivamente irrisolte, può accadere che una nuova situazione affettiva riattivi sensazioni già sperimentate. La mente tende spontaneamente a confrontare ciò che sta accadendo oggi con ciò che è accaduto ieri, quasi nel tentativo di proteggerci dal rischio di soffrire nuovamente.
Questo, però, può portarci a oscillare tra il desiderio di avvicinarci e la necessità di difenderci.
Per quanto riguarda il comportamento del suo collega, gli elementi che descrive sembrano indicare un interesse nei suoi confronti: le ha detto che gli piace, ricerca una certa vicinanza, scherza sulla possibilità di baciarla, la abbraccia e parla dell’idea di uscire insieme. Allo stesso tempo, però, sembra esserci una certa ambivalenza: manifesta interesse, ma non trasforma ancora chiaramente questo interesse in una proposta concreta.
Non possiamo sapere con certezza perché. Potrebbe avere paura di esporsi, potrebbe temere un rifiuto, potrebbe essere coerente con ciò che inizialmente le aveva raccontato rispetto alla difficoltà di rendersi «vulnerabile», oppure potrebbe semplicemente vivere questa conoscenza in maniera più leggera. Sono tutte ipotesi: saranno soprattutto i suoi comportamenti nel tempo, più che le interpretazioni, a chiarirle quale sia realmente la sua intenzione.
Mi soffermerei, invece, su una frase che lei scrive: «se lui volesse davvero uscire saremmo già usciti». Non necessariamente. Le relazioni umane raramente funzionano secondo equazioni così precise. Una persona può essere interessata e contemporaneamente esitante, insicura o spaventata. Esattamente come, in questo momento, sembra esserlo anche lei.
C’è poi un altro aspetto interessante: lei preferisce non proporgli di uscire perché vorrebbe che fosse lui a farlo, in modo da avere la conferma che gli piaccia davvero. In altre parole, la sua attesa sembra avere anche una funzione protettiva: se è lui a esporsi per primo, lei rischia meno emotivamente.
Ed è comprensibile, soprattutto dopo una relazione difficile. Tuttavia, sarebbe utile chiedersi: «Sto aspettando che faccia tutto lui perché è realmente ciò che desidero oppure perché ho paura di espormi e di poter essere rifiutata o delusa?»
Non è necessario che sia lei a invitarlo, se non se la sente. Ma sarebbe importante evitare di trasformare ogni suo comportamento in una prova da decifrare continuamente: gli piaccio davvero? Perché non mi invita? Perché ieri si è avvicinato e oggi meno?
Questo rischierebbe di alimentare soprattutto ansia e insicurezza.
Può concedersi, invece, di osservare ciò che accade senza sentirsi obbligata a decidere immediatamente se questa persona possa diventare o meno un partner. Uscire con qualcuno non significa iniziare una relazione. Può significare semplicemente concedersi il tempo necessario per conoscerlo al di fuori dell’ambiente lavorativo e capire soprattutto come sta lei in sua presenza.
Forse, infatti, la domanda più utile non è soltanto «gli piaccio davvero?», ma anche: «Lui piace davvero a me? Come mi sento quando sono con lui? Mi sento rispettata? Serena? Libera di essere me stessa? I suoi comportamenti sono coerenti con ciò che dice? E soprattutto, sono pronta in questo momento a conoscere emotivamente un'altra persona?»
Quest’ultima domanda diventa particolarmente importante considerando che lavora ancora insieme al suo ex e sente di non essere riuscita ad allontanarsene completamente. Prima ancora di capire cosa voglia il nuovo collega, potrebbe essere utile comprendere che cosa sia rimasto emotivamente aperto nella relazione precedente.
Non deve necessariamente scegliere subito tra «fidarsi» e «non fidarsi». La fiducia non è qualcosa che dobbiamo concedere in anticipo: si costruisce gradualmente osservando la coerenza tra parole, comportamenti e continuità nel tempo.
Se questo collega è realmente interessato a conoscerla, avrà modo di dimostrarlo anche attraverso comportamenti più chiari. E lei, nel frattempo, può permettersi di procedere lentamente, senza forzarsi e senza utilizzare questa nuova conoscenza per cancellare ciò che sente ancora nei confronti della relazione precedente.
A 27 anni non c’è alcuna necessità di avere immediatamente una risposta. Talvolta la scelta emotivamente più sana non consiste nel chiedersi continuamente «cosa vuole lui da me?», ma nel recuperare una posizione più centrata su di sé: «Io, oggi, cosa desidero e cosa sono realmente pronta a vivere?»
È probabilmente da questa risposta che potrà iniziare a comprendere con maggiore chiarezza anche tutto il resto.

Un caro saluto.


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