Dott.
Marco Zuccon
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Firenze 1 indirizzo
Esperienze
Offro servizi di sostegno psicologico, prevenzione, diagnosi, e sviluppo personale rivolti ad adulti, giovani adulti e adolescenti, in percorsi individuali e per coppie genitoriali.
Il mio lavoro parte da una convinzione profonda: la sofferenza psicologica non è semplicemente un insieme di sintomi da eliminare, ma un linguaggio da comprendere, un messaggio che mente e corpo esprimono insieme. A volte questo messaggio è nascosto e genera confusione o disorientamento; altre volte è più chiaro, ma non per questo più facile da ascoltare. Insieme impareremo a comprendere il significato e l'impatto che ha sulla tua vita, sviluppando una nuova prospettiva di cambiamento utile al raggiungimento dei tuoi obiettivi.
Aree di intervento
Promozione della consapevolezza di sé e del proprio corpo
Interruzione del disagio e ricerca del benessere
Gestione dell'ansia e tecniche di rilassamento
Crescita personale e sviluppo delle potenzialità
Miglioramento delle relazioni affettive e interpersonali
Rafforzamento dell'autostima e dell'autodirezionalità
Nel lavoro che propongo esploreremo come pensieri, emozioni e sensazioni influenzano il nostro comportamento e il nostro modo di vivere. Osserveremo come si esprimono attraverso la mente e il corpo, per favorire maggiore consapevolezza, coerenza interna e libertà di scelta.
Durante il percorso avremo la possibilità, se necessario, di attingere a numerosi strumenti clinici validati, provenienti da diversi modelli, adatti alle esigenze specifiche del momento in fase diagnostica e di cura.
Parallelamente all'attività clinica, proseguo la formazione specialistica presso l'Istituto di Psicoterapia Psicodinamica Integrata di Firenze.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicologia della salute
- Psicologia delle relazioni
Principali patologie trattate
- Ansia
- Disturbi dell'umore
- Tossicodipendenza
- Difficoltà relazionali
- Problemi comportamentali
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
61 € -
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Colloquio psicologico online
51 € -
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Mindfulness
51 € - 61 € -
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Primo colloquio gratuito
Prestazione gratuita -
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Sostegno alla genitorialità
65 € - 70 € -
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Via Bonifacio Lupi, 14, Studio In, Firenze 50129
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Recensioni
1 recensione
-
N
N.S.
Ho avuto il piacere di fare un percorso con il dott. Zuccon per un problema di ansia che mi portavo dietro da molto tempo. Si è sempre dimostrato un professionista serio e accogliente e mi ha aiutato a comprendere meglio ciò che stavo vivendo, fornendomi strumenti concreti per affrontare le situazioni con maggiore consapevolezza e serenità. Non posso che consigliarlo
• Studio In • colloquio psicologico •
Dott. Marco Zuccon
Grazie mille! Sono lieto che il percorso ti abbia aiutato. Ti auguro il meglio!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Stati ansiosi da anni curati ma da qualche mese ritornata la sto trattando con sertralina da 3 setti
Stati ansiosi da anni curati ma da qualche mese ritornata la sto trattando con sertralina da 3 settimane poco risultato ottenuto si possono prendere qualche goccia di diazepam?grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco il disagio, soprattutto quando l’ansia ritorna dopo anni e si ha la sensazione che la terapia non stia ancora aiutando abbastanza.
Tre settimane di sertralina possono essere ancora un tempo breve per valutare pienamente l’efficacia del farmaco. In molti casi l’effetto può richiedere alcune settimane e talvolta serve un aggiustamento della dose o una rivalutazione da parte del medico.
Per quanto riguarda il diazepam, è importante non assumerlo di propria iniziativa, anche se si tratta di “qualche goccia”. È un farmaco che può dare sedazione, interferire con attenzione e guida, creare tolleranza o dipendenza se usato in modo non controllato, e va valutato in base alla sua storia clinica, agli altri farmaci assunti e al quadro ansioso attuale.
La cosa più corretta è contattare il medico o lo psichiatra che le ha prescritto la sertralina e riferire che dopo tre settimane l’ansia è ancora molto presente. Sarà lui a valutare se attendere, modificare la terapia o aggiungere temporaneamente un ansiolitico.
Nel frattempo non sospenda né modifichi la sertralina senza indicazione medica. Se l’ansia diventasse ingestibile, o comparissero pensieri di farsi del male, è importante rivolgersi subito al medico, al pronto soccorso o chiamare il 112.
Se l'ansia dovesse continuare, consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia che, associato ai farmaci, mostra spesso la maggior efficacia clinica rispetto alla sola terapia farmacologica.
https://www2.hse.ie/medicines/sertraline/how-and-when-to-take-sertraline/
Resto a disposizione,
Dott. Marco Zuccon
Psicologo
Online - Firenze
salve dottori vorrei chiedere un consiglio a voi..sono una ragazza di 26 anni, a lavoro ho un colleg
salve dottori vorrei chiedere un consiglio a voi..sono una ragazza di 26 anni, a lavoro ho un collega con cui ho stretto una certa confidenza, nel senso che ridiamo, scherziamo, ma diciamo che è solo questo, quando poi un giorno scherzando mi aveva chiesto il numero e ci siamo scritti. Il punto è che io sto più o meno uscendo da una relazione finita da inizio anni circa (lui più grande di 20 anni), dove però il mio ex lavora con me, non è chiusa del tutto a livello emotivo forse, da parte sua soprattutto..ma io per questo collega ho paura, nel senso lui dice di voler pensare a se stesso, di aver sofferto e non volere nulla per ora, io non so se mi piace, forse lo so dentro di me, ma da una parte vorrei non mi piacesse perché non vorrei avere la testa a una persona..e ho paura, perché con il mio ex diciamo ho avuto molte insicurezze, momenti in cui non mi sono sentita abbastanza, lui metteva mi piace ad altre, e avevo visto anche un messaggio a una ragazza..e la paura che ho è che capita di vedere da parte di questo collega che lui mette mi piace a ragazze (a una anzi, collega) ed è come se avessi paura o mi sentissi "attaccata" e dovessi quindi difendermi e allontanarmi o non farmelo più piacere perché nella testa penso che a lui magari possano piacere anche altre. So che da parte sua non vuole nulla, però vedo come mi guarda, come giochiamo e come ci parliamo quando ci scriviamo ogni tanto, mi aveva anche detto, non so se per scherzo, che gli piaccio, ma non mi chiede mai di uscire ne nulla, quando anche altri colleghi hanno visto che c'è qualcosa da entrambi..il problema e quello che mi da più pensieri è il fatto che non voglio pensarci troppo e invece mi capita di stare li a pensarlo spesso, a volere che lui mi chieda di uscire o faccia qualche passo avanti, e soprattutto la paura che ho, può essere relativa al passato e la rivivo anche in una relazione anche con altre persone? può essere che io debba alzare l'autostima?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
Da quello che racconta sembra che questa situazione con il collega abbia toccato un punto molto sensibile e vada ad attivare stati di confusione e incertezza che la portano a svalutarsi e a minare la sua fiducia in sé stessa. Appena nasce un interesse, si riattivano paura, confronto, bisogno di conferme e timore di non essere abbastanza.
Il fatto che lui metta mi piace ad altre ragazze, o che non faccia un passo chiaro verso di lei, sembra diventare subito qualcosa di molto più grande: non un semplice gesto, ma una possibile conferma di una ferita già conosciuta. Come se una parte di lei dicesse: “ecco, potrebbe succedere di nuovo, potrei non essere scelta, potrei soffrire ancora”.
In questo senso sì, è possibile che esperienze passate, soprattutto se vissute con insicurezza, ambiguità o senso di confronto, tornino a farsi sentire anche in legami nuovi. Non perché lei sia “sbagliata”, ma perché il corpo e la mente tendono a proteggersi dove hanno già sofferto. A volte però questa protezione diventa anche una gabbia, spingendo ad allontanarsi prima ancora di capire davvero cosa si desidera.
Mi sembra importante distinguere due piani. Da una parte c’è lui, che da quello che scrive non sta facendo una proposta chiara e dice di non volere nulla per ora. Questo dato va ascoltato, perché l’ambiguità può alimentare molto i pensieri. Dall’altra parte c’è ciò che accade dentro di lei, ossia il bisogno che lui faccia un passo, la paura che possa interessarsi ad altre, il tentativo di spegnere il sentimento per non sentirsi vulnerabile.
Più che obbligarsi a non pensarci, forse può chiedersi cosa sta cercando davvero in questo momento: leggerezza, conferme, desiderio, una relazione, oppure la prova di valere agli occhi di qualcuno. Perché se il nodo è l’autostima, il rischio è affidare troppo all’altro il compito di farla sentire scelta e al sicuro.
Lavorare sull’autostima può certamente essere utile, ma non nel senso generico di “volersi più bene”. Si tratta piuttosto di imparare a stare in contatto con il proprio desiderio senza perdere il centro, riconoscendo quando un interesse diventa attesa, controllo o paura di essere sostituita.
Il punto non è eliminare la vulnerabilità, ma non lasciare che la paura del passato scelga al posto suo.
Resto a disposizione,Dott. Marco Zuccon
Psicologo
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