sto vivendo un periodo in cui dopo aver finito la scuola tutti intorno a me stanno forzando in modo

24 risposte
sto vivendo un periodo in cui dopo aver finito la scuola tutti intorno a me stanno forzando in modo che io trovi un lavoro, premetto che un lavoro lo vorrei e che sono molto favorevole all'essere indipendente per conto mio il problema è che non riesco a decidermi visto che ogni volta vengo frenata dalla mia stessa paura. non è il lavoro in sé a spaventarmi ma il dovermi confrontare con altre persone che mi intimorisce, per tutto il mio percorso scolastico ho sempre passato il tempo da sola (spesso esclusa e giudicata) per via della mia natura riservata e fin troppo silenziosa ciò mi ha portato fin da piccola un'ansia tremenda che però ho sempre nascosto senza dare nell'occhio (ho una bella faccia di bronzo) ne sono consapevole quindi cerco sempre di farmi due domande e ragionare prima di farmi prendere da un panico ingiustificato ma nonostante questo non riesco davvero a lasciarmi andare e non riesco neanche a spiegarlo ai miei genitori visto che molto probabilmente non capirebbero o la prenderebbero solo come una scusa per non andare a faticare (sono duri come coccio quando si tratta di emozioni). detto ciò, sarebbe un bene buttarmi a capofitto e prendere quello che viene senza troppe paranoie o dovrei semplicemente prendere altro tempo per me stessa? grazie per chiunque risponda.
Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Buongiorno, grazie per aver raccontato con tanta chiarezza quello che sta vivendo. È normale sentirsi bloccati quando si è cresciuti con il peso dell’ansia e della paura del giudizio. Buttarsi senza un vero supporto potrebbe essere molto faticoso e rischiare di aumentare la sua insicurezza. Un percorso di terapia potrebbe aiutarla a rafforzare la fiducia in sé stessa e ad affrontare questi nuovi passi in modo più sereno e consapevole. Se vuole, possiamo lavorare insieme per darle gli strumenti giusti per sentirsi più sicura e libera di costruire il suo futuro.

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Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buongiorno,
da quello che racconta emerge una forte consapevolezza delle sue emozioni e dei meccanismi che la frenano, ed è molto importante che riesca a riconoscerli e a parlarne.

Le sue paure non sono "paranoie", ma segnali di un disagio reale, che merita ascolto e rispetto. Buttarsi a capofitto senza aver lavorato su questi vissuti rischierebbe di farla sentire ancora più sotto pressione. Al contrario, iniziare un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a gestire meglio l’ansia, rafforzare la fiducia in sé stessa e affrontare con maggiore serenità il mondo del lavoro e le relazioni.

Un approccio come la terapia sistemico-relazionale, che utilizzo nel mio lavoro, può essere molto utile per comprendere come le dinamiche familiari e sociali abbiano inciso sulla sua storia personale, e per costruire nuove modalità di relazione più sicure e soddisfacenti.
Se lo desidera, sono a disposizione per aiutarla a trovare insieme il modo migliore per prendersi cura di sé e affrontare questo momento delicato.

Un caro saluto.
Dott.ssa Susanna Scainelli
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Albino
Buongiorno, comprendo le difficoltà che descrive, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a diminuire i sintomi ansiosi e allo stesso tempo a conoscere meglio il suo funzionamento psicologico per intraprendere con minori difficoltà un'attività lavorativa. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentile,

le sue parole raccontano con forza quanto a volte la paura non stia nel fare, ma nel farsi vedere. E si è mai chiesta se, dietro quella “faccia di bronzo”, ci sia una parte di sé che chiede solo di essere accolta, senza dover dimostrare nulla?
Forse non si tratta di scegliere tra buttarsi o prendere tempo, ma di capire: che cosa teme davvero, e che storia le è stata insegnata a raccontare sulle sue emozioni?
Se vuole, potremmo cominciare proprio da questo: non da cosa deve fare… ma da chi si sente di poter essere, anche in mezzo agli altri.

Un caro saluto,

Dr. Giorgio De Giorgi
Buonasera, innanzitutto penso sia fondamentale chiederti cosa vorresti fare te, indipendentemente da pareri esterni. E' fondamentale riflettere sulla strada che vorresti intraprendere, dal momento che dopo gli studi la scelta potrebbe ricadere su più scenari oltre il lavoro, come ad esempio iniziare un percorso di studi, fare un'esperienza all'estero o di altro tipo. Dopo aver definito quale sia la strada più idonea è importante provare a varcare la soglia delle proprie insucirezze, accogliendo la novità. Qualora ci fosse un blocco nel fare ciò, credo possa essere utile pensare di rivolgersi ad un professionista.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott.ssa Flavia Palluzzi
Dott. Omar Vitali
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Dalmine
Il sé si forma nell'esercizio del sé. I confini nelle persone che mi portano i tuoi vissuti sono leggeri (psicodinamica bioenergetica).
Dott.ssa Eleonora Cipriani
Psicologo, Psicologo clinico
San Giuliano Milanese
Carissima,

la tua ansia è comprensibile e merita di essere accolta e ascoltata, l'ansia è un segnale molto importante che cerca di parlarci, ma a volte senza gli strumenti necessari diventa difficile ascoltare e stare con quelle sensazioni.
Potrebbe essere utile provare a capire cosa sta cercando di dirti quell'ansia, un percorso psicologico potrebbe aiutarti in questo.
Rimango a tua disposizione se necessitassi di maggiori chiarimenti.
Un saluto
Eleonora
Dr. Cristian Sardelli
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno gentile utente,
l'introversione spesso anticipa o accompagna la fobia sociale, ma a mio parere non la determina di per se, nel suo caso avere avuto esperienze 'emotive' ostiche, penso che potrebbe aver compartecipato a sviluppare, una limitata attitudine, ad esporsi nelle relazioni, gestire l'ansia che ne deriva è possibile e soprattutto utile per costruire nuove relazioni anche lavorative. Un buon lavoro di psicoterapia ritengo che possa essere risolutivo, poiché gestire le emozioni con la ragione richiede un percorso formativo che raramente ritengo intuitivo.
Cordiali saluti,
Dr. Cristian Sardelli
Dott.ssa Alessandra Arena
Psicologo clinico, Psicologo
Grottaferrata
Buongiorno,
Grazie per aver condiviso questo pensiero così autentico. Le sue parole raccontano bene quanto sia difficile trovarsi in bilico tra ciò che si vorrebbe fare e ciò che si teme di affrontare, soprattutto quando il proprio mondo interiore — sensibile, attento, silenzioso — non è mai stato pienamente accolto dagli altri.
Non c’è una risposta giusta in assoluto, ma una cosa è certa: evitare del tutto non aiuta a far passare la paura, mentre esporsi gradualmente può, col tempo, rafforzare la fiducia in sé.
Non è necessario buttarsi a capofitto in qualcosa che la paralizza. Ma neanche aspettare il momento “perfetto” in cui non ci sarà più ansia. Quel momento non esiste.
Piuttosto, può cercare un lavoro che sia piccolo, contenuto, magari in un contesto più tranquillo, che le permetta di mettersi alla prova con gentilezza. Perché affrontare le proprie paure non significa forzarsi, ma accompagnarsi con rispetto nei propri limiti, imparando piano piano a superarli.
Infine, se i suoi genitori non riescono a capirla, non significa che ciò che sente non sia reale. La sua sensibilità merita spazio. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per affrontare meglio questi temi e per aiutarla ad entrare in questo nuovo capitolo della sua vita.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Arena
Dott.ssa Iole Pasca
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
Il desiderio di rendersi indipendenti è sano e naturale, ma quando si è vissuta a lungo una sensazione di esclusione o giudizio, come nel suo caso, è comprensibile che l’idea di confrontarsi con gli altri generi ansia.
Non c’è nulla di “sbagliato” in questo, e soprattutto non deve giudicarsi per ciò che prova.
Non è necessario né forzarsi buttandosi a capofitto, né bloccare ogni possibilità. A volte il modo più utile per iniziare è procedere per piccoli passi, scegliendo contesti che non la facciano sentire esposta o sopraffatta.
Il suo livello di consapevolezza è già un punto di forza. Se sente che la paura continua a bloccarla, potrebbe essere utile parlarne con un professionista: non per evitare il mondo, ma per affrontarlo con strumenti più adatti e nel rispetto dei propri tempi.
Un caro saluto.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità il suo momento di difficoltà. Le parole che ha usato raccontano una condizione interiore molto più diffusa di quanto possa immaginare, fatta di desiderio di crescita e indipendenza da un lato, e di paura, insicurezza e senso di inadeguatezza dall’altro. Ed è proprio in questa tensione tra il voler fare e il temere di farlo che spesso nascono i momenti più delicati della vita. Partiamo da un aspetto importante: il fatto che lei voglia lavorare, che apprezzi l’indipendenza e che abbia ben chiaro il valore dell’autonomia è già un grande segno di maturità. Questo desiderio, però, si scontra con una difficoltà profonda e reale, che ha radici nella sua storia personale. L’esperienza di esclusione e giudizio vissuta durante gli anni scolastici, il suo essere riservata, e la sensazione di essere sempre osservata o fraintesa, non possono essere liquidate come “scuse”. Sono esperienze che lasciano segni e che condizionano, anche senza che ce ne accorgiamo pienamente, il nostro modo di stare nel mondo e con gli altri. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, l’ansia che lei descrive nasce spesso da pensieri automatici negativi su sé stessa e sulle situazioni sociali. Ad esempio, può essere che dentro di lei si attivi la convinzione di non essere all’altezza, di essere giudicata o rifiutata, e questi pensieri diventano così forti da bloccare l’azione. Quando dice che cerca di ragionare, che cerca di fermarsi prima del panico, sta già facendo qualcosa di molto prezioso: sta osservando i suoi pensieri, li sta mettendo in discussione. Questo è uno dei passaggi centrali in terapia cognitivo-comportamentale: imparare a riconoscere i pensieri disfunzionali, metterli alla prova, e gradualmente costruire una narrativa più realistica e gentile verso sé stessi. Rispetto alla sua domanda finale, non esiste una risposta assoluta valida per tutti, ma posso dirle questo: spesso l’attesa non risolve da sola le paure. A volte può essere utile prendersi un tempo di preparazione, certo, ma quel tempo dovrebbe essere “attivo”, non una semplice pausa, ma un’occasione per lavorare su di sé, magari anche con il supporto di un professionista, per acquisire strumenti utili a fronteggiare le sue paure in modo più efficace. D’altra parte, l’idea di “buttarsi a capofitto” ha senso solo se fatta con un minimo di supporto e consapevolezza. Esporsi gradualmente, in situazioni che la facciano sentire un po’ fuori dalla zona di comfort ma non completamente sopraffatta, è una strategia molto efficace. Questo si chiama “esposizione graduale”, ed è un approccio centrale in terapia: più evitiamo ciò che ci spaventa, più l’ansia si rafforza; ma se impariamo a confrontarci con essa passo dopo passo, senza pretendere di essere perfetti, possiamo scoprire che siamo molto più capaci e forti di quanto pensassimo. Infine, lei ha descritto con grande lucidità la difficoltà di comunicare queste emozioni ai suoi genitori, sentendosi non compresa o temendo un giudizio severo. Anche questo è un vissuto frequente, e non significa che debba rinunciare al suo sentire per “apparire forte”. Se parlare direttamente con loro è difficile, può iniziare a costruire uno spazio sicuro con una persona esperta, come uno psicologo, dove poter dare voce a ciò che sente senza paura di essere fraintesa o giudicata. Lei ha già fatto un primo passo importante scrivendo queste parole. Non è una persona che si nasconde, al contrario: è una persona che si osserva, si fa domande, cerca risposte. E questo è il terreno migliore per iniziare a costruire qualcosa di nuovo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno,
Provi ad ascoltarsi. E' comprensibile la voglia di essere indipendenti ma, d'altra parte, che costo avrebbe per lei chiedersi qualcosa rispetto a cui lei in primis afferma di far fatica? L'emozione della paura è molto utile, ci segnala un pericolo, evidentemente per lei confrontarsi col mondo in questo senso rappresenta un pericolo. Sono solamente ipotesi, non posso avere certezze da poche righe chiaramente.
Potrebbe provare ad intraprendere un percorso di supporto psicologico se il suo desiderio è di cambiare questa situazione.
Spero di esserle stata d'aiuto :)
Dr. Maria Tiziana Maricchiolo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
San Giovanni la Punta
Buongiorno, potrebbe essere utile un lavoro psico-corporeo e l'approccio psicoterapeutico fornito dall'analisi bioenergetica che la aiuti a rilasciare le memorie corporee collegate ad eventi traumatici che le portano panico e paure, al fine di restituirle ritrovata energia e vitalità, da investire nelle sue scelte quotidiane. Resto a disposizione per eventuali specifiche anche online. Dr. Maria Tiziana Maricchiolo
Dott.ssa Valentina Costanza
Psicologo, Psicologo clinico
Aversa
Ciao, questo è sicuramente per te un periodo di cambiamenti e tanta pressione da parte di altri può rendere tutto più difficile. Non esiste, secondo me, un'unica risposta alle tue domande, probabilmente molto dipende da te e da come potresti affrontare adesso nuove sfide. Personalmente ritengo che in questo momento sia buttarti ed accettare tutto ciò che ti capita sia rimandare ancora una scelta non ti sarebbe di aiuto; piuttosto potresti cercare una via di mezzo e proseguire a piccoli passi, ad esempio valutando e riflettendo sulle diverse opportunità e magari anche sui tuoi punti di forza e/o su quello che ti piacerebbe fare in questo momento. Come ti ho già detto, non esiste una strategia "giusta", è un percorso individuale, l'importante è fare piccoli progressi ogni giorno. Resto a disposizione, un grosso in bocca al lupo, dott.ssa Valentina Costanza
Dott.ssa Paola Baldo
Psicologo, Psicologo clinico
Pozzonovo
Buongiorno, leggendo la tua domanda mi sembra di capire che il tuo bisogno di tempo nasce da una difficoltà relazionale, che ha molto a che fare con il tuo senso d'identità e con le tue energie mentali. Ti suggerisco di iniziare un percorso psicologico per lavorare sulla tua autoconsapevolezza, sui tuoi conflitti non risolti con un passato così ingombrante. A disposizione.
Dott.ssa Cristina Binda
Psicologo, Psicologo clinico
Como
Buongiorno,
spesso l'incontro con l'altro, con l'ignoto spaventa, soprattutto se come dice Lei è una persona che ama la solitudine che però fino ad ora ha tenuto a bada senza dare nell'occhio ma probabilmente con molta fatica dentro di sè.
Il fatto che parlarne la fa sentire giudicata crea ulteriore difficoltà per questo penso che sia utile comprendere meglio le sue emozioni in vista dell'inserimento lavorativo da Lei desiderato
Dott.ssa Giulia Sedda
Psicologo clinico, Terapeuta, Psicologo
Roma
Cara utente, credo sia del tutto comprensibile il problema che sta vivendo. Trovare un lavoro e entrare nel mondo delle responsabilità adulte è un passo di vita delicato e importante che spesso, per diversi motivi, ci getta nello sconforto. Spesso si viene travolti dalla paura di non essere all'altezza perchè abbiamo questa convinzioni intrinseca di non essere adatti e perchè abbiamo timore di dover dire addio a una parte di noi. Credo che a essere importante non sia tanto la scelta tra il buttarsi a capofitto o prendersi del tempo ma provare a interrogarsi su cosa significa per lei diventare indipendente. Spesso dietro l'indipendenza, e la paura che genera, si nascondono motivazioni profonde che è possibile comprendere e vedere. Questo le potrebbe permettere di stare meglio e prendere una decisione con più facilità. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto
Dott.ssa Nicoleta Baetu
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente,
Ciò che lei racconta è un'esperienza comune a molti giovani, provare paura nell'affrontare la vita.
Anche se è del tutto normale, bisogna affrontare queste insicurezze per liberarsene. Come? Semplicemente fare le cose che più ci spaventano: mettersi alla prova, intraprendere una strada (un lavoro, un nuovo amore, un'amicizia, un hobby), scoprire magari che non è del nostro gradimento, cambiare la strada, rifare tutto da capo, senza fermarsi per un po' se necessario... Ciò che è del tutto fondamentale è sperimentarsi.
Cordiali saluti.
Dottoressa N.Baetu
Buon pomeriggio,
I periodi di cambiamento (uno fra tutti il passaggio da mondo scolastico a mondo del lavoro) sono momenti molto importanti e spesso motivo di agitazione, ansia, e molte altre emozioni. Le sue emozioni non vanno evitate, ma comprese. Se questo può aiutarla, potrebbe essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico, proprio per trovare uno spazio solo suo per poterle esprimere, comprendere, accettare e trovare insieme ad un professionista la strada giusta e le risposte alle sue domande. Saluti
Dott.ssa Marisa Pecoraro
Psicologo, Psicologo clinico
San Giovanni in Persiceto
Gentile,
in particolare, c'è qualcosa che vorrebbe fare ma ha timore di essere giudicata? è giusto che lei sfrutti il tempo per riflettere e capire bene ciò che vuole.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Capisco il tuo desiderio di indipendenza e al tempo stesso il timore di doverti confrontare con ambienti nuovi e persone sconosciute. L’ansia che provi non è un semplice ostacolo da ignorare, ma un segnale che il tuo sistema di difesa si attiva di fronte all’incertezza e alla possibilità di sentirti nuovamente esclusa o giudicata.

Invece di “buttarti a capofitto” o rimandare all’infinito, potrebbe esserti utile procedere per piccoli passi, calibrando ogni nuova esperienza su un livello di ansia tollerabile. Per esempio, potresti cominciare con un colloquio informale in un contesto protetto (un’agenzia interinale, un centro per giovani occupati) oppure con un breve tirocinio o volontariato che ti permetta di esercitarti a relazionarti senza la pressione di un vero contratto. Ogni volta che affronti una situazione che ti spaventa, annota cosa hai imparato e come ti sei sentita: questo ti aiuta a guadagnare fiducia nella tua capacità di gestire il panico.

Se senti che da sola è troppo difficile, un percorso psicoterapeutico – anche breve, focalizzato sulle tecniche cognitivo‐comportamentali e sull’esposizione graduale – può fornirti strategie pratiche per riconoscere i pensieri catastrofici (“non ce la faccio”) e sostituirli con valutazioni più realistiche. In parallelo, un colloquio con un orientatore professionale può restringere la ricerca del lavoro su ruoli in cui il contatto umano aumenta gradualmente, anziché lanciarti subito in un’attività che ti mette in difficoltà.

Prenderti del tempo per te stessa non significa sottrarti alle responsabilità, ma prepararti con maggiore consapevolezza. Con il giusto supporto e obiettivi graduali, potrai costruire quel senso di competenza e autonomia che cerchi, senza dover rinunciare alle tue esigenze emotive.
Dott.ssa Sabrina Rinaldi
Psicologo, Psicologo clinico
Monza
Buonasera, da quello che posso capire dalle sue parole mi pare che lei si senta molto spaventata di entrare nel mondo e di prendere in mano la propria vita, probabilmente per delle insicurezze che si porta da lontano e allora sta ferma per paura di sbagliare.La sicurezza si può trovare sperimentandosi anche sbagliando perché nessuno è impeccabile.
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Campobasso
Gentile utente il periodo che sta vivendo attualmente è sicuramente uno dei più belli ma al tempo stesso pieno di punti interrogativi e di decisioni da prendere; purtroppo soprattutto nel mondo attuale c'è tanta incertezza lavorativa e questo non aiuta nella scelta.
È utile parlarne con uno psicologo ed essere supportata.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Sara Mannarino
Psicologo
Mestre
Gentilissima,
non devi scegliere con fretta e pressione posta dagli altri, ma è giusto ascoltarti e sentire te stessa e i tuoi desideri. Cosa ti piace fare? Quali sono i tuoi desideri e aspirazioni in ambito lavorativo? Poniti delle domande, ascoltati, cerca le risposte in te e valuta attentamente le opportunità che si palesano.
L'ansia e i timori che ti hanno accompagnata fin dai tempi scolastici, non devono essere più ignorati, ma li puoi affrontare con coraggio e forza mentre cerchi il lavoro che più ti rispecchia e ti fa sentire a tua agio. Sii gentile con te stessa, comunica efficacemente con i tuoi genitori affinchè possano comprendere i tuoi bisogni, emozioni e tempi. La giusta forma comunicativa utilizzata con loro, il più possibile assertiva, gli trasmetterà il senso di responsabilità e la tua voglia di agire. Finalmente le tue parole e spiegazioni non verranno viste come scuse e giustificazioni ma potranno essere empaticamente comprese.
Cercare aiuto attraverso un percorso psicologico, sarà il primo passo per affrontare le nuove sfide evolutive tipiche della tua età e della fase di transizione in cui ti trovi. Non sei sola, riscopriti nella nuova tappa di vita, nelle tue potenzialità inesplorate e attingi dalle tue innumerevoli risorse per sentirti a tuo agio anche nelle nuove interazioni sociali.

Cari saluti!

Per qualsiasi dubbio o richiesta, resto a disposizione per una consulenza online.
Psicologa Clinica - Mannarino Sara

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