Sono una ragazza di 21 anni che l'anno scorso ha rischiato di affogare ma non l'ho mai detto a mia m
Sono una ragazza di 21 anni che l'anno scorso ha rischiato di affogare ma non l'ho mai detto a mia mamma. Come affrontare l'argomento?
29 risposte
Buon pomeriggio carissima, immagino che tenere dentro un'esperienza così spaventosa per tanto tempo non sia stato semplice. Spesso si sceglie di non raccontare questi eventi per paura di far preoccupare chi si ama o perché si cerca di lasciarsi tutto alle spalle, ma ciò non significa che quello che è successo non abbia lasciato un segno. Non esiste un modo "perfetto" per affrontare questo discorso. Può scegliere un momento tranquillo e dirle semplicemente che c'è una cosa importante che non è mai riuscita a raccontarle e che oggi sente il bisogno di condividere. Non è necessario trovare le parole perfette: l'importante è parlare con sincerità. Se, però, si accorge che la paura di affrontare questo tema è molto intensa o che quell'episodio continua ad avere un impatto emotivo su di lei, potrebbe essere utile approfondirlo all'interno di un percorso psicologico. Se lo desidera, resto a disposizione per fissare un primo appuntamento e valutare insieme come affrontare questa esperienza con maggiore serenità. Un caro saluto Dott.ssa Ilaria Redivo
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Cara ragazza, capisco quanto impegno ti sia costato custodire questa esperienza traumatica per un intero anno. Ipotizzo che la scelta di non condividere un evento così importante con i tuoi genitori abbia toccato corde profonde, legate alla volontà spontanea di non farli preoccupare oppure alla paura di sentirti giudicata in un momento in cui avresti avuto bisogno di contenimento emotivo e di comprensione. Inoltre, elaborare un trauma richiede tempo e tu sei stata nel tuo. Il mio suggerimento, prima di parlarne con tua mamma, è quello di provare a chiederti cosa ti ha portato a tenere “segreta” questa esperienza fino ad oggi. Il fatto che tu abbia vissuto un momento in cui hai rischiato di affogare può aver lasciato emozioni diverse: paura, senso di solitudine, rabbia, vergogna, incredulità, senso di colpa. Prova anche a chiederti quale risposta ti aspetti dal tuo genitore: comprensione, vicinanza, ascolto? Avere chiaro questo ti aiuterà a esprimere meglio ciò di cui hai bisogno. Il passo successivo sarà quello di condividerle l’esperienza pregressa. Scegli tu un momento tranquillo e prova a far fluire le parole, non tanto sull’evento accaduto, ma su come ti sei sentita. Questo permetterà alla tua mamma, magari dopo un primo momento emotivamente intenso per lei (paura, dispiacere, delusione per non averlo saputo prima), di comprendere razionalmente il motivo per cui hai scelto il silenzio. Se, ripensando all’episodio, dovessi sentire ancora paura intensa, avere immagini intrusive, evitamento di situazioni simili o un cambiamento significativo nel tuo modo di vivere l’acqua o il pericolo, potrebbe essere utile approfondire, con uno psicologo, anche l’impatto emotivo che quell’esperienza ha avuto su di te. Resto a disposizione per ulteriori indicazioni o approfondimenti. Un caro saluto. Dott.ssa Chiara Lagi
Ciao! Immagino che quello che hai vissuto possa averti lasciato emozioni molto intense. Prima ancora di chiederti come raccontare questo evento a tua madre, potrebbe esserti utile chiederti che cosa vorresti che tua mamma comprendesse di quell'esperienza. A volte, quando abbiamo chiaro ciò che desideriamo comunicare, le parole arrivano con più naturalezza. Non è necessario raccontare tutto in una volta né trovare un modo perfetto: puoi iniziare da una frase semplice, come "C'è una cosa che non ti ho mai raccontato e sento che adesso vorrei condividerla con te". Resto a disposizione, Dott.ssa Sara Vasirani
Buongiorno, se intende affrontare l'argomento con sua madre, la prima domanda potrebbe essere proprio relativa al motivo per cui finora non si è sentita di farlo: quali sono i pensieri dietro questa resistenza? Quali reazioni si aspetta da sua mamma e quali emozioni sente lei stessa nei confronti di questo evento? Partire da queste domande può essere utile per elaborare un po' quello che le è capitato e cercare di capire come approcciare il discorso con lei, senza farsi travolgere da ciò che prova o da ciò che potrebbe provare sua mamma, ma invece mettendo l'accento su ciò su cui sente di aver bisogno di soffermarsi.
Gentile utente, non credo esista un modo giusto o sbagliato per affrontare un argomento così delicato. Prima ancora di chiedersi come dirlo, potrebbe essere utile chiedersi perché fino ad oggi ha scelto di non farlo. Le motivazioni possono essere molto diverse. Forse parlarne riattiva emozioni e sensazioni molto dolorose legate a quell’esperienza; in questo caso potrebbe essere utile affrontare prima il trauma con un professionista. Oppure teme che sua madre, sapendolo, diventi molto apprensiva e limiti la sua libertà, oppure ancora ha paura di farla soffrire o di sentirsi responsabile della sua reazione. Comprendere il significato di questo silenzio è spesso il primo passo per capire anche quale sia il modo migliore di interromperlo. Se dovesse accorgersi che quell’episodio continua ad avere un impatto emotivo importante sulla sua vita, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a elaborarlo e a trovare il modo più adatto di parlarne, se e quando sentirà che è il momento giusto.
Buongiorno, quello che racconta è un'esperienza che può lasciare un segno importante, anche se è passato del tempo. Aver rischiato di affogare è un evento che può suscitare emozioni molto intense e non è raro che una persona scelga inizialmente di non parlarne, magari per paura di preoccupare i propri familiari, per il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle o perché non si sente ancora pronta ad affrontare quel ricordo. Il fatto che oggi senta il bisogno di dirlo a sua madre mi fa pensare che una parte di lei stia cercando di dare uno spazio a ciò che è accaduto. Questo è un passaggio significativo, perché spesso tenere dentro un'esperienza così importante richiede molte energie e può lasciare la sensazione di avere qualcosa di irrisolto. Non esiste un modo perfetto per affrontare una conversazione di questo tipo. Può essere utile scegliere un momento tranquillo, nel quale sappia di poter parlare senza fretta e senza continue interruzioni. Non è necessario raccontare ogni dettaglio fin da subito. Può iniziare semplicemente dicendo che c'è una cosa importante che non ha mai avuto il coraggio di condividere e che oggi sente il bisogno di farlo. Lasciarsi guidare dalle proprie emozioni, senza avere l'obiettivo di raccontare tutto in modo impeccabile, è spesso più autentico che cercare le parole perfette. È anche possibile che sua madre reagisca con sorpresa, preoccupazione o persino con un po' di dispiacere per non averlo saputo prima. Queste reazioni non significano necessariamente che abbia sbagliato a parlarne o che la giudichi. Molto spesso sono il riflesso dello spavento che un genitore prova nel sapere che un figlio ha corso un pericolo così serio. In un'ottica cognitivo comportamentale potrebbe essere utile chiedersi anche che cosa l'abbia portata, un anno fa, a non dirglielo e che cosa renda difficile farlo ancora oggi. Talvolta non è tanto il racconto dell'episodio a spaventare, quanto il significato che attribuiamo alle possibili reazioni dell'altro. Comprendere questi meccanismi può aiutare a vivere la conversazione con maggiore consapevolezza e meno timore. Se si accorge che quell'episodio continua a occupare molto spazio nei suoi pensieri, se riemerge spesso o se parlarne le provoca ancora un forte disagio, potrebbe essere utile valutare un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Un percorso di questo tipo potrebbe aiutarla a comprendere meglio come questa esperienza abbia influenzato il suo modo di sentirsi e di affrontare alcune situazioni, oltre a offrirle uno spazio sicuro nel quale elaborare ciò che è accaduto. Il fatto che oggi desideri affrontare questo argomento è già un passo importante. A volte condividere un'esperienza così significativa con una persona cara non cambia ciò che è successo, ma può alleggerire il peso di averla portata da soli per così tanto tempo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, non sa come affrontare il ricordo dell'episodio o non sa come raccontarlo a sua mamma? In entrambi i casi qualche colloquio psicologico potrebbe esserle utile. Nel primo caso per valutare se l'evento è stato per lei traumatico e quindi intervenire, nel secondo caso per comprendere come mai non ne abbia parlato subito con sua mamma e senta invece ora la necessità di farlo.
Salve, ho letto con cura quanto ha scelto di condividere. Se senti il bisogno di condividere questo episodio con tua madre, potresti partire dalla consapevolezza del momento presente, dal qui e ora. Più che concentrarti sull'episodio in sé, potresti provare ad esprimere ciò che senti oggi: il bisogno di non portare questo peso da sola e il desiderio di condividerlo con una persona di cui ti fidi. A volte, dare voce alle proprie emozioni nel presente può rendere più semplice aprire un dialogo autentico sentito su qualcosa che ha segnato il nostro passato. Un caro saluto.
Buongiorno, sono la dottoressa Tropea Federica, quello che ha vissuto è un evento potenzialmente traumatico, ed è comprensibile che parlarne possa suscitare timori o emozioni intense. Non esiste un momento "perfetto", ma può essere utile scegliere un momento tranquillo e spiegare a sua madre che finora non se l'è sentita di raccontarlo, ma che oggi sente il bisogno di condividere ciò che è accaduto e come si è sentita. Resto a disposizione, buona giornata.
Buongiorno, quello che ha vissuto deve essere stato un evento molto spaventoso e comprendo che parlarne, soprattutto dopo tanto tempo, possa far riaffiorare emozioni intense. Il fatto che oggi senta il bisogno di raccontarlo a sua mamma è un segnale importante: probabilmente una parte di lei sente il desiderio di condividere un'esperienza che ha portato da sola per molto tempo. Non esiste un modo "perfetto" per affrontare questo argomento. Potrebbe scegliere un momento tranquillo, in cui sappia di poter parlare senza fretta, e dirle semplicemente che c'è una cosa importante che finora non è riuscita a raccontarle perché aveva paura della sua reazione o perché aveva bisogno di tempo per elaborarla. È possibile che sua madre si spaventi, si dispiaccia o si chieda perché non glielo abbia detto prima. Queste reazioni sarebbero comprensibili e non necessariamente un segno di rimprovero nei suoi confronti, ma dell'affetto e della preoccupazione che prova per lei. Se si accorge che questo episodio continua ancora oggi ad avere un impatto emotivo importante o che le provoca ansia, paura o ricordi intrusivi, potrebbe essere utile parlarne anche con uno psicologo. A volte elaborare un'esperienza potenzialmente traumatica permette di alleggerire il peso che ci si porta dentro. Se sente che potrebbe esserle utile approfondire questi aspetti, potremmo parlarne insieme in uno spazio dedicato. Non deve affrontare da sola il ricordo di ciò che è accaduto.
Ciao, immagino che non sia semplice raccontare a tua mamma qualcosa difficile e spaventoso, soprattutto dopo averlo tenuto dentro per un anno. Non devi sentirti in colpa per non averglielo detto prima: forse in quel momento non ti sentivi pronta. Potresti semplicemente partire da questo, dicendole che c’è una cosa successa l’anno scorso che non hai mai avuto il coraggio di raccontarle e che oggi senti di voler condividere con lei. Non serve trovare le parole perfette, puoi anche dirle che hai ancora tanta paura e che fai ancora fatica a parlarne. La cosa importante è che tu possa condividerlo con lei in un momento tranquillo, in cui avete tempo e spazio per parlarne.
Capisco che parlare di un episodio così significativo possa far paura, soprattutto se è rimasto custodito per molto tempo. È possibile che, oltre al ricordo di ciò che è accaduto, ci sia anche il timore di come sua madre potrebbe reagire. Non esiste un modo "perfetto" per affrontare questa conversazione. Può essere utile scegliere un momento tranquillo, in cui abbiate il tempo di parlare senza fretta, e raccontarle ciò che è successo con i suoi tempi, spiegandole anche perché fino ad oggi ha scelto di non dirglielo. Se si accorge che l'idea di affrontare questo argomento le provoca un forte disagio o se quell'episodio continua ad avere un impatto sulla sua vita, potrebbe essere importante concedersi uno spazio per comprendere meglio ciò che sta vivendo, senza sentirsi obbligata ad affrontarlo da sola. Ilenia Ceravolo, Psicologa
Buongiorno, quella a cui lei ha accennato sembra essere stata un'esperienza molto impattante e penso che lei abbia fatto un passo importante a scrivere queste parole qui. Per "affrontare l'argomento" intende parlarne con sua mamma? Sente il bisogno di farlo? Quali sono le motivazioni che la spingono a farlo? Glie lo chiedo perchè se c'è stata un'esperienza così forte e in cui lei si è sentita impotente penso sia importante affrontare prima la cosa in un ambiente protetto, come può essere che le può garantire uno psicologo o psicoterapeuta. Altrimenti il rischio che ci sento per lei è quello di non proteggersi da ulteriori emozioni molto impattanti che potrebbero scaturire da questo confronto con sua mamma. Le sto dicendo questo, me ne rendo conto, senza conoscere il rapporto che lei ha con sua madre, ma la priorità che ho sentito nel leggere quello che ha scritto è, appunto, quello della protezione nei suoi confronti. La mia indicazione è quindi quella di confrontarsi prima con uno psicologo o psicoterapeuta. Rimango a disposizione Dott. Federico Bartoli
Buongiorno, quello che ha vissuto può essere stato un momento molto spaventoso e comprendo che possa essere difficile trovare il modo e il momento giusto per parlarne, soprattutto dopo averlo tenuto dentro per così tanto tempo. Non è necessario affrontare subito il discorso con sua mamma se non si sente pronta. Può innanzitutto chiedersi che cosa la preoccupa maggiormente del parlarne e che cosa avrebbe bisogno di ricevere in questo momento: ascolto, vicinanza, comprensione o semplicemente la possibilità di condividere la propria esperienza. Potrebbe anche partire da ciò che sta vivendo oggi e chiedersi se, a distanza di tempo, quell'episodio le crea ancora qualche difficoltà: ad esempio paura, ansia, pensieri ricorrenti o disagio in situazioni che le ricordano quanto accaduto. Se riconosce qualcosa di questo tipo, può essere utile parlarne con sua mamma proprio a partire da ciò che sta sperimentando oggi. Se invece sente di non riuscire a parlarne con lei o desidera prima fare chiarezza su quello che prova, può rivolgersi a uno psicologo. Un primo colloquio può essere uno spazio in cui affrontare l'esperienza con i propri tempi e comprendere meglio l'eventuale impatto che ha avuto e che continua ad avere oggi su di lei. Un caro saluto, Dott.ssa Chiara Pesce.
Buongiorno, immagino che tenere dentro un'esperienza così spaventosa per tanto tempo non sia stato semplice. Il fatto che oggi senta il bisogno di parlarne è già un passo importante. Non esiste un modo perfetto per affrontare l'argomento: può scegliere un momento tranquillo e dirle semplicemente che c'è un episodio che non ha mai avuto il coraggio di raccontarle perché aveva paura della sua reazione o di farla preoccupare. Se sente che è troppo difficile farlo da sola, potrebbe essere utile parlarne prima con uno psicologo, che possa aiutarla a elaborare quanto accaduto e a trovare il modo più sereno di condividerlo con sua madre.
Gentile utente, quello che ha vissuto è un'esperienza potenzialmente traumatica e il fatto che, a distanza di tempo, senta il bisogno di parlarne è un segnale importante. Può essere difficile affrontare l'argomento con sua madre, soprattutto se teme di farla preoccupare o se lei stessa prova ancora emozioni intense ripensando a quanto accaduto. Non è necessario trovare le parole perfette: spesso è sufficiente scegliere un momento tranquillo e dirle che c'è un episodio importante che non è mai riuscita a raccontarle e che vorrebbe condividere adesso. Se si accorge che il ricordo è ancora molto doloroso, provoca forte ansia, incubi, evitamento o altre difficoltà, potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo. Un percorso psicologico può aiutarla sia a elaborare quanto accaduto sia ad affrontare con maggiore serenità il dialogo con sua madre. In alcuni casi, quando l'evento ha lasciato un impatto traumatico, anche l'EMDR può rappresentare un valido strumento terapeutico. Le auguro di riuscire a fare questo passo con i suoi tempi e nel modo che sentirà più adatto a lei. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi
Puoi parlarne con calma, spiegandole cosa è successo e come ti sei sentita. Se ti risulta troppo difficile, un supporto da parte di uno psicologo può aiutarti ad affrontare questo confronto in modo più sereno. Ci sono anche io. Un abbraccio
Salve, immagino sia stata un'esperienza intensa. Provi a pensare per cosa le è utile la condivisione con sua madre e perchè risulta difficoltoso farlo. Se è importante da fare per lei lo faccia, ma tenendo conto di ciò che la blocca, chiedendosi se questo ha a che fare con lei (dire di essere stata in pericolo non è mai semplice), con sua madre (potrebbe essere dispiaciuta dal non averlo saputo, potrebbe attivare in lei preoccupazioni molto forti) o con la situazione stessa visto il tempo trascorso. Dott.ssa Francesca Stanca
Carissima, non vedo il motivo per il quale non abbia il coraggio di dire a tua mamma quello che ti è successo. In fondo non si tratta di una cosa cattiva o che ti mette in cattiva luce. FIdati dunque della tua mamma vedrai che saprà capirti al meglio. Ti ringrazio della tua domanda Rimango a tua disposizione per ulteriori chiarimenti Dott Gabriele Lenti Psicoterapeuta Genova
Buongiorno, mi verrebbe da chiederle: quali sono i motivi per cui non riesce a dirlo a sua mamma? Perchè sente il bisogno di dirlo? Che rapporto ha con sua mamma? Buona giornata!
Capisco che possa essere difficile condividere un'esperienza così intensa e potenzialmente traumatica, specialmente con una persona a te cara come tua madre. Parlare di ciò che hai vissuto richiede coraggio e un senso di fiducia, e magari ti senti anche un po' insicura su come affrontare l'argomento. Potresti cominciare a riflettere su cosa ti ha impedito di parlarne finora: forse la paura di essere giudicata, di rivivere il dolore o di creare preoccupazione in lei. Quando ti sentirai pronta, potresti cercare un momento tranquillo e sicuro, in cui ti senti abbastanza stabile emotivamente, per condividere lentamente questa parte della tua esperienza. Ricorda che non è necessario raccontare tutto in una volta sola: puoi andare con calma, spiegando come ti sei sentita e cosa hai vissuto, e sottolineando che anche se ti è stato difficile parlarne, ora senti il bisogno di farlo per alleggerire il peso che porti dentro. A volte, il semplice gesto di mettere parole a ciò che abbiamo vissuto può essere liberatorio e può anche rafforzare il rapporto con tua madre, aiutandoti a sentirti meno sola nel affrontare questa parte della tua storia. Se ti senti ancora molto in difficoltà, potrebbe essere utile parlare con un professionista che ti possa accompagnare in questo processo, offrendo uno spazio sicuro per esplorare i tuoi sentimenti e trovare il modo più adatto per condividere questa esperienza.
Quello che hai vissuto può essere stato molto spaventoso, e il fatto di non averlo raccontato a tua madre non significa necessariamente che tu abbia sbagliato: forse, in quel momento, non ti sei sentita pronta a condividere un’esperienza così intensa. In una prospettiva cognitivo-costruttivista, può essere utile partire proprio da ciò che questo episodio rappresenta oggi per te e dal significato che attribuisci al raccontarlo. Potresti scegliere un momento tranquillo e dirle semplicemente: “C’è una cosa che è successa l’anno scorso e che non ti ho mai raccontato. Ho rischiato di affogare e ho avuto molta paura. Oggi sento il bisogno di condividertelo.” Non è necessario raccontare tutto subito: puoi procedere con i tuoi tempi, ascoltando anche ciò che emerge emotivamente. Se senti che parlarne riattiva paura o disagio intenso, un percorso psicologico potrebbe aiutarti a elaborare l’esperienza e a trovare il modo più autentico per condividerla.
Salve. Capisco perché possa aver avuto difficoltà a raccontarlo: vivere un'esperienza in cui si è rischiato di morire può lasciare paura e anche il timore di preoccupare chi ci vuole bene. Non è necessario trovare le parole perfette. Potrebbe scegliere un momento tranquillo e dirle semplicemente: “Mamma, c’è una cosa che non ti ho mai raccontato. L’anno scorso ho rischiato di affogare e finora non sono riuscita a parlartene. Adesso sento di aver bisogno di raccontartelo”. Potrebbe emozionarsi, preoccuparsi o farle molte domande: non significa che abbia sbagliato a parlarne. Se invece sente che quell’esperienza continua a farle paura, torna nei pensieri o condiziona il suo rapporto con l’acqua, potrebbe essere utile parlarne anche con uno/a psicologo/a, per poter elaborare ciò che è accaduto. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa
Buongiorno, capisco perché possa essere difficile raccontare a sua madre un'esperienza del genere, soprattutto dopo averla tenuta dentro per un anno. Un episodio in cui si è rischiato concretamente di morire può lasciare paura, ansia o un senso di vulnerabilità anche quando apparentemente si è tornati alla normalità. Non esiste un modo "perfetto" per affrontare l'argomento. Può scegliere un momento tranquillo, in cui abbiate la possibilità di parlare senza essere interrotte, e iniziare semplicemente dicendole che c'è una cosa importante che non le ha mai raccontato perché non sapeva come farlo. Per esempio: "Mamma, c'è una cosa successa l'anno scorso che non ti ho mai raccontato. Ho avuto un incidente in acqua e ho rischiato seriamente di affogare. Non te l'ho detto perché avevo paura di come avresti reagito, ma sento il bisogno di raccontartelo." Non è necessario raccontare tutto in una volta. Può fermarsi se si emoziona o se sente che sta diventando troppo difficile. Sua madre potrebbe reagire con paura, rabbia o preoccupazione: una reazione emotiva non significa necessariamente che abbia sbagliato a confidarsi. Potrebbe semplicemente essere il modo con cui metabolizza ciò che sta apprendendo. Le suggerirei anche di chiedersi perché oggi sente il bisogno di raccontarlo. Forse desidera condividere qualcosa che ha portato da sola per molto tempo, oppure si è accorta che quell'esperienza continua ad avere un effetto su di lei. Capire questo può aiutarla a trovare le parole. E soprattutto, non giudichi il fatto di aver aspettato un anno. A volte abbiamo bisogno di tempo prima di riuscire a dare un significato a qualcosa che ci ha spaventato profondamente. Se si accorge che da quell'episodio sono rimasti incubi, paura dell'acqua, evitamento, immagini intrusive, forte ansia o un senso persistente di pericolo, potrebbe essere utile parlarne anche con uno psicologo: non perché ci sia necessariamente qualcosa che non va, ma perché un'esperienza di questo tipo merita di essere elaborata. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia
Buongiorno, non c'è un modo giusto o sbagliato per farlo, ma può aiutare scegliere un momento tranquillo, senza fretta, e iniziare dicendo semplicemente che ha bisogno di raccontarle qualcosa che porta dentro da tempo. Può essere utile anticipare che è un episodio già superato, per rassicurarla subito sul fatto che oggi sta bene, e poi lasciarsi il tempo di dire il resto con le sue parole. Non deve giustificare perché non ne ha parlato prima: a volte serve tempo per trovare le parole giuste, ed è un segno di maturità che lo stia facendo ora.
Capisco che possa essere difficile parlarne, soprattutto dopo tanto tempo. Non esiste un modo perfetto per affrontare l’argomento: puoi scegliere un momento tranquillo e partire semplicemente da ciò che senti oggi, ad esempio dicendo che c’è una cosa importante che non sei riuscita a raccontarle prima. Potresti anche spiegare che non glielo hai detto perché eri spaventata, confusa o non sapevi come affrontarlo. Non è necessario raccontare tutto in una volta: puoi farlo gradualmente, rispettando i tuoi tempi. Se temi una reazione molto intensa, può aiutare prepararti prima, magari parlando con una persona di fiducia o con un professionista. Se quell’esperienza continua a provocarti paura, immagini intrusive, ansia o evitamento, potrebbe essere utile anche approfondire come l’hai vissuta emotivamente
Buongiorno, è comprensibile che raccontare a sua madre un'esperienza così spaventosa possa farle paura, soprattutto dopo averla tenuta dentro per tanto tempo. Non esiste però un unico modo corretto per affrontare questo tipo di conversazione e, da una domanda anonima, non è possibile conoscere abbastanza della sua situazione per darle una soluzione definitiva. Potrebbe innanzitutto chiedersi che cosa desidera ottenere raccontandoglielo e scegliere un momento tranquillo, in cui abbiate la possibilità di parlare senza fretta. Può anche iniziare semplicemente dicendole che c'è qualcosa che le è successo e che finora non è riuscita a raccontarle, senza sentirsi obbligata a spiegare tutto immediatamente. Se teme una reazione particolare o sente che quel ricordo è ancora molto presente e difficile da affrontare, potrebbe essere utile parlarne prima con uno psicologo, così da avere uno spazio sicuro in cui elaborare l'accaduto e trovare il modo più adatto per comunicarlo. Un caro saluto, Dottssa LM
Buongiorno, Comprendo e sento che non sia una situazione facile. Forse partirei da un'altro punto di partenza, cioè cercare di comprendere quale sia la sua difficoltà nel riferirlo alla madre e come mai senta il bisogno di doverlo fare. Per dare valore a questo suo vissuto potrebbe essere utile provare a sviluppare l'idea di intraprendere un percorso di supporto psicologico e/o terapeutico. Grazie
Gentile Utente, immagino che quella che ha vissuto sia stata un'esperienza molto spaventosa e mi chiedo come sia stato, per lei, custodirla da sola per tutto questo tempo. Prima ancora di pensare a come raccontarlo a sua madre, forse potrebbe essere importante comprendere **che cosa l'abbia trattenuta dal farlo fino a oggi**. La paura di spaventarla? Il timore della sua reazione? Oppure il bisogno di prendere le distanze da un'esperienza che anche per lei è stata difficile da affrontare? Non esiste un modo giusto per iniziare questa conversazione. Potrebbe semplicemente dirle che c'è qualcosa di importante che desidera condividere, ma che finora ha fatto fatica a raccontare. **Non deve trovare le parole perfette, né sentirsi obbligata a gestire anche le emozioni che sua madre potrebbe provare ascoltandola.** Mi chiederei, soprattutto, come sta lei oggi rispetto a quanto accaduto. Se quell'esperienza continua a suscitare paura o disagio, potrebbe essere utile darle spazio anche in un contesto psicologico. A volte raccontare qualcosa che abbiamo tenuto dentro a lungo non serve soltanto a farlo conoscere all'altro, ma anche a permettere a noi stessi di non portarne più il peso da soli. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
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