Salve, Vorrei confrontarmi con degli specialisti riguardo una situazione in cui mi trovo. Sono una
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Salve,
Vorrei confrontarmi con degli specialisti riguardo una situazione in cui mi trovo. Sono una ragazza di 17 anni, a differenza di tante mie coetanee, sono una di quelle persone che non pubblica niente sui social e non mi fido neanche molto delle conoscenze online. All'inizio di questa estate avevo creato un profilo Instagram dove avevo inserito un nome e cognome diverso dal mio e lì ho iniziato a pubblicare qualche mia foto, nulla di strano, solo foto di come mi vesto, del viso, o le classiche foto da ragazza adolescente insomma. Decisi di usare un nome falso perché non volevo che nessuno che mi conosce potesse trovarmi, ed infatti non ho detto nulla a nessuno. Mi divertivo solo a poter pubblicare me stessa senza giudizi esterni. A luglio, poi entrai con questo profilo in un gruppo online dove commentavano insieme un programma TV, ma poi divenne anche uno spazio per fare amicizia. Decisi di entrare con quel profilo perché non mi fidavo di chi ci sarebbe potuto essere in quel gruppo, ed anche perché almeno le persone conosciute lì mi avrebbero vista di aspetto fisico (a differenza del mio originale, dove non ho neanche la foto profilo). Su questo gruppo ho conosciuto diverse persone con cui ho fatto amicizia e, in particolare, un ragazzo. Io e lui ci siamo trovati bene fin dall'inizio, e sembra anche che ci sia interesse reciproco. Ormai sono 4 mesi che ci conosciamo, e parliamo quasi tutti i giorni sul gruppo e ogni tanto anche in privato. Anche gli altri del gruppo hanno notato questa chimica tra noi ed effettivamente sembra esserci. I problemi che mi stanno riempiendo la testa da luglio ad ora sono due:
1. So che si tratta solo di un nome falso, ma non riesco proprio a dirgli la verità nonostante io sappia che sarebbe la scelta migliore. In fondo, di aspetto fisico mi ha vista, nei messaggi che ci scambiamo sono me stessa ed anche tutto il resto è vero, perciò un nome e cognome non dovrebbero cambiare tutto, però mi sento a disagio a raccontare della storia per cui ho creato questo profilo. Mi rendo conto di essere strana e che non è normale avere un account "segreto" con nome diverso, e proprio per questo non riesco a dirglielo. Quando parliamo, c'è sempre un velo di mistero e ironia, non abbiamo mai parlato davvero di noi due insieme, perciò non riuscirei proprio a iniziare un discorso in merito a questo. Penso inoltre che potrebbe prenderla male perché gli ho mentito per così tanto tempo. Oltre a questa situazione poi, vorrei lavorare su me stessa per capire da dove origina questa necessità di nascondermi così, perché penso che il problema di tutto ciò sia alla base.
2. Essendoci conosciuti online, siamo a distanza. (ci sono circa 600km che ci separano). Noi non abbiamo mai affrontato questo argomento seriamente tra noi, ma sul gruppo capitò qualche mese fa di parlarne in generale e lui disse che non riuscirebbe ad avere una relazione a distanza. Nonostante questo sento che continua a darmi attenzioni, come se volesse conquistarmi in qualche modo, ma non riesco a capire perché continua se davvero sa che non ci sarà mai nulla tra noi. Razionalmente penso che sia una situazione impossibile, soprattutto per affrontare una distanza cosi grande che a questa età è ancora più difficile, ma se ripenso a certe frasi dette da lui, sembra davvero che lui voglia costruire qualcosa con me, altrimenti non capirei i motivi per cui mi cerca continuamente, si ricorda tutto ciò che dico, fa complimenti estetici e caratteriali, si preoccupa per me, e si accorge quando mi allontano da lui. Questa doppia faccia della questione, mi sta portando troppi pensieri e sentimenti contrastanti. Ci sono giorni in cui non riesco a pensare ad altro.
Vorrei quindi capire come imparare a "sbloccarmi" di più nel mostrare me stessa senza bisogno di nascondermi ed anche ad evitare di affezionarmi così tanto a situazioni impossibili o incerte, creando quasi un attaccamento. Entrambe sono problematiche che penso di dover risolvere indipendentemente da questa situazione, ma in generale nella vita, anche per il futuro.
Vi ringrazio davvero per il lavoro che fate ogni giorno e mi scuso per il disturbo, data la lunghezza del messaggio.
Buona giornata.
Vorrei confrontarmi con degli specialisti riguardo una situazione in cui mi trovo. Sono una ragazza di 17 anni, a differenza di tante mie coetanee, sono una di quelle persone che non pubblica niente sui social e non mi fido neanche molto delle conoscenze online. All'inizio di questa estate avevo creato un profilo Instagram dove avevo inserito un nome e cognome diverso dal mio e lì ho iniziato a pubblicare qualche mia foto, nulla di strano, solo foto di come mi vesto, del viso, o le classiche foto da ragazza adolescente insomma. Decisi di usare un nome falso perché non volevo che nessuno che mi conosce potesse trovarmi, ed infatti non ho detto nulla a nessuno. Mi divertivo solo a poter pubblicare me stessa senza giudizi esterni. A luglio, poi entrai con questo profilo in un gruppo online dove commentavano insieme un programma TV, ma poi divenne anche uno spazio per fare amicizia. Decisi di entrare con quel profilo perché non mi fidavo di chi ci sarebbe potuto essere in quel gruppo, ed anche perché almeno le persone conosciute lì mi avrebbero vista di aspetto fisico (a differenza del mio originale, dove non ho neanche la foto profilo). Su questo gruppo ho conosciuto diverse persone con cui ho fatto amicizia e, in particolare, un ragazzo. Io e lui ci siamo trovati bene fin dall'inizio, e sembra anche che ci sia interesse reciproco. Ormai sono 4 mesi che ci conosciamo, e parliamo quasi tutti i giorni sul gruppo e ogni tanto anche in privato. Anche gli altri del gruppo hanno notato questa chimica tra noi ed effettivamente sembra esserci. I problemi che mi stanno riempiendo la testa da luglio ad ora sono due:
1. So che si tratta solo di un nome falso, ma non riesco proprio a dirgli la verità nonostante io sappia che sarebbe la scelta migliore. In fondo, di aspetto fisico mi ha vista, nei messaggi che ci scambiamo sono me stessa ed anche tutto il resto è vero, perciò un nome e cognome non dovrebbero cambiare tutto, però mi sento a disagio a raccontare della storia per cui ho creato questo profilo. Mi rendo conto di essere strana e che non è normale avere un account "segreto" con nome diverso, e proprio per questo non riesco a dirglielo. Quando parliamo, c'è sempre un velo di mistero e ironia, non abbiamo mai parlato davvero di noi due insieme, perciò non riuscirei proprio a iniziare un discorso in merito a questo. Penso inoltre che potrebbe prenderla male perché gli ho mentito per così tanto tempo. Oltre a questa situazione poi, vorrei lavorare su me stessa per capire da dove origina questa necessità di nascondermi così, perché penso che il problema di tutto ciò sia alla base.
2. Essendoci conosciuti online, siamo a distanza. (ci sono circa 600km che ci separano). Noi non abbiamo mai affrontato questo argomento seriamente tra noi, ma sul gruppo capitò qualche mese fa di parlarne in generale e lui disse che non riuscirebbe ad avere una relazione a distanza. Nonostante questo sento che continua a darmi attenzioni, come se volesse conquistarmi in qualche modo, ma non riesco a capire perché continua se davvero sa che non ci sarà mai nulla tra noi. Razionalmente penso che sia una situazione impossibile, soprattutto per affrontare una distanza cosi grande che a questa età è ancora più difficile, ma se ripenso a certe frasi dette da lui, sembra davvero che lui voglia costruire qualcosa con me, altrimenti non capirei i motivi per cui mi cerca continuamente, si ricorda tutto ciò che dico, fa complimenti estetici e caratteriali, si preoccupa per me, e si accorge quando mi allontano da lui. Questa doppia faccia della questione, mi sta portando troppi pensieri e sentimenti contrastanti. Ci sono giorni in cui non riesco a pensare ad altro.
Vorrei quindi capire come imparare a "sbloccarmi" di più nel mostrare me stessa senza bisogno di nascondermi ed anche ad evitare di affezionarmi così tanto a situazioni impossibili o incerte, creando quasi un attaccamento. Entrambe sono problematiche che penso di dover risolvere indipendentemente da questa situazione, ma in generale nella vita, anche per il futuro.
Vi ringrazio davvero per il lavoro che fate ogni giorno e mi scuso per il disturbo, data la lunghezza del messaggio.
Buona giornata.
Salve.
Innanzitutto vorrei rassicurarla su una cosa: non c'è nulla di strano e anormale nell'avere un account "segreto" (è, anzi, una pratica più comune di quanto si creda), come non c'è nulla di strano nel volere mantenere la propria privacy, per quanto possibile, sui social network. Per quanto riguarda la sua situazione specifica, il consiglio che mi sento di darle è, per quanto banale (ma non per questo semplice), probabilmente il più efficace: dica la verità. Se lei teme che aver "mentito" per così tanto tempo possa avere un effetto negativo, continuare a farlo per altro tempo potrebbe solo peggiorare la cosa; potrebbe essere anche un modo per "testare" una sua eventuale reazione (non per forza negativa!).
Per quanto riguarda le conoscenze online, possono essere un'arma a doppio taglio: sicuramente accorciano le distanze, ma è pur vero che dietro uno schermo la conoscenza non risulterà mai genuina al 100% (basti pensare che chiunque di noi può "tranquillamente" pensare al testo da scrivere, cosa che accade più difficilmente nelle relazioni faccia a faccia).
In quanto ragazza adolescente lei vive una fase delicata della crescita; è un bene che lei voglia imparare a conoscere e riconoscere le sensazioni e le emozioni che prova; "purtroppo" non esistono segreti o scorciatoie per imparare a "sbloccarsi", magari lei è così di carattere, oppure è una cosa che va affrontata con i giusti tempi.
Spero di esserle stata un minimo di aiuto.
Innanzitutto vorrei rassicurarla su una cosa: non c'è nulla di strano e anormale nell'avere un account "segreto" (è, anzi, una pratica più comune di quanto si creda), come non c'è nulla di strano nel volere mantenere la propria privacy, per quanto possibile, sui social network. Per quanto riguarda la sua situazione specifica, il consiglio che mi sento di darle è, per quanto banale (ma non per questo semplice), probabilmente il più efficace: dica la verità. Se lei teme che aver "mentito" per così tanto tempo possa avere un effetto negativo, continuare a farlo per altro tempo potrebbe solo peggiorare la cosa; potrebbe essere anche un modo per "testare" una sua eventuale reazione (non per forza negativa!).
Per quanto riguarda le conoscenze online, possono essere un'arma a doppio taglio: sicuramente accorciano le distanze, ma è pur vero che dietro uno schermo la conoscenza non risulterà mai genuina al 100% (basti pensare che chiunque di noi può "tranquillamente" pensare al testo da scrivere, cosa che accade più difficilmente nelle relazioni faccia a faccia).
In quanto ragazza adolescente lei vive una fase delicata della crescita; è un bene che lei voglia imparare a conoscere e riconoscere le sensazioni e le emozioni che prova; "purtroppo" non esistono segreti o scorciatoie per imparare a "sbloccarsi", magari lei è così di carattere, oppure è una cosa che va affrontata con i giusti tempi.
Spero di esserle stata un minimo di aiuto.
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Buongiorno Cara,
intanto grazie per come scrivi. C’è una maturità nei tuoi pensieri che non ha nulla a che vedere con l’età. E sì, mi rivolgo a te come a un’adulta, perché la consapevolezza con cui ti racconti lo merita.
Cominciamo da qui: non sei strana. Hai solo trovato un modo per sentirti libera e, allo stesso tempo, protetta. Quel profilo con un nome diverso non è una bugia: è una corazza. È stato il tuo modo per dire: “Voglio esserci, ma alle mie condizioni.” Ti sei costruita un piccolo spazio dove sperimentare te stessa, dove mostrarti senza mostrarti veramente.
Il problema nasce quando, entra in scena la verità: un legame, un’emozione, una persona che ti tocca dentro. Allora il nome finto smette di essere una protezione e comincia a essere un muro. Perché quando qualcosa ci coinvolge davvero, l’autenticità diventa una necessità.
Il punto non è “come glielo dico?”, ma “perché ho così paura di mostrarmi davvero?”.
Perché ti nascondi, non da lui, ma da te stessa.
Hai paura di essere vista per intero, con le tue fragilità, le insicurezze, i pensieri veri.
E invece è proprio lì che nasce la forza: nel coraggio di dire “questa sono io, anche se tremo un po’ nel dirtelo”.
Quanto al ragazzo, ti direi di non leggere ogni suo gesto come una promessa. Forse ti vuole bene, forse gli piaci, ma ci sono relazioni che vivono bene solo dentro una distanza. A volte, quello che ci lega non è la persona, ma il modo in cui ci fa sentire: curiosa, scelta, importante. Può essere una cosa bellissima, ma anche un’illusione. Tu dici che vorresti imparare a non nasconderti e a non affezionarti a situazioni impossibili: ottimo punto di partenza.
Il segreto sta nel fare spazio dentro di te. Più ti conosci, più diventi capace di restare con te stessa anche quando le cose sono incerte. Spero di averti avviata verso una sana riflessione. A disposizione, Dott.ssa Debora Fiore
intanto grazie per come scrivi. C’è una maturità nei tuoi pensieri che non ha nulla a che vedere con l’età. E sì, mi rivolgo a te come a un’adulta, perché la consapevolezza con cui ti racconti lo merita.
Cominciamo da qui: non sei strana. Hai solo trovato un modo per sentirti libera e, allo stesso tempo, protetta. Quel profilo con un nome diverso non è una bugia: è una corazza. È stato il tuo modo per dire: “Voglio esserci, ma alle mie condizioni.” Ti sei costruita un piccolo spazio dove sperimentare te stessa, dove mostrarti senza mostrarti veramente.
Il problema nasce quando, entra in scena la verità: un legame, un’emozione, una persona che ti tocca dentro. Allora il nome finto smette di essere una protezione e comincia a essere un muro. Perché quando qualcosa ci coinvolge davvero, l’autenticità diventa una necessità.
Il punto non è “come glielo dico?”, ma “perché ho così paura di mostrarmi davvero?”.
Perché ti nascondi, non da lui, ma da te stessa.
Hai paura di essere vista per intero, con le tue fragilità, le insicurezze, i pensieri veri.
E invece è proprio lì che nasce la forza: nel coraggio di dire “questa sono io, anche se tremo un po’ nel dirtelo”.
Quanto al ragazzo, ti direi di non leggere ogni suo gesto come una promessa. Forse ti vuole bene, forse gli piaci, ma ci sono relazioni che vivono bene solo dentro una distanza. A volte, quello che ci lega non è la persona, ma il modo in cui ci fa sentire: curiosa, scelta, importante. Può essere una cosa bellissima, ma anche un’illusione. Tu dici che vorresti imparare a non nasconderti e a non affezionarti a situazioni impossibili: ottimo punto di partenza.
Il segreto sta nel fare spazio dentro di te. Più ti conosci, più diventi capace di restare con te stessa anche quando le cose sono incerte. Spero di averti avviata verso una sana riflessione. A disposizione, Dott.ssa Debora Fiore
Buonasera. Nel racconto che Lei porta si possono riconoscere molte emozioni che lei sta vivendo, prima fra tutte la paura del giudizio altrui unita però ad un desiderio di farsi conoscere e apprezzare per quello che è, specie nei confronti di questo ragazzo del quale apprezza le attenzioni, nonostante la conosca solo virtualmente. Lavorare sull'immagine ideale e reale di sé e degli altri potrebbe aiutarla a svincolarsi dal giudizio - e da una bassa autostima - che indirettamente la porta a nascondersi, dando spazio alle sue risorse emotive e alle sue qualità. Rimango a disposizione, Dott.ssa Eleonora Aiazzi psicologa.
Carissima, mi ha colpito la lucidità con cui osservi te stessa e il modo in cui ti poni, fai delle domande così profonde per la tua età! È già un segno che dentro di te esiste una parte che vuole comprendersi meglio e stare bene.
A volte le persone trovano modi creativi per esplorare sé stesse. C’è chi lo fa viaggiando lontano, chi cambiando look, e chi, come te, sceglie per un po’ di “nascondersi dietro un nome diverso”. Non sempre per ingannare, ma per scoprire, senza sentirsi giudicati, chi si è davvero quando non si deve “essere” qualcuno per forza.
Osservando questo episodio della tua giovane vita da un'altra possibile prospettiva, è possibile che il profilo “finto” non sia tanto una bugia, ma una piccola zona sicura dove poterti sentire autentica, in un modo nuovo. A volte per potersi mostrare, si ha bisogno prima di nascondersi un po’. Proprio come certi fiori che germogliano al buio, nel silenzio della terra, prima di aprirsi alla luce.
Quando sentirai che è il momento, potrai raccontare la verità con naturalezza. Non perché “devi”, ma perché sentirai che la parte di te che si proteggeva non ha più bisogno di farlo. E l’altro, se ti riconosce per ciò che sei davvero, potrà capire.
Riguardo a quel ragazzo, può darsi che anche lui, a modo suo, stia cercando qualcosa, forse non una relazione concreta, ma un modo per sentirsi vicino, visto, importante. A volte due persone si incontrano proprio per imparare qualcosa su sé stesse, anche se poi le loro strade non si uniscono davvero.
Quello che potresti fare, ora, è portare l'attenzione non tanto a cosa provi tu per lui, ma a cosa lui ha “svegliato” in te. Sarà il bisogno di sentirti vista, accettata, riconosciuta, o altro, ma tutto questo vedilo come un seme prezioso: da lì nasce la possibilità di costruire relazioni più vere, con gli altri e con te stessa.
Forse, più che “sbloccarti”, puoi semplicemente iniziare ad ascoltarti con gentilezza. Ogni volta che ti viene la voglia di nasconderti, chiediti: “di cosa mi sto proteggendo?”. E ogni volta che senti il desiderio di mostrarti, concediti di farlo, anche un po’ alla volta, con chi senti che può accoglierti. Senza alcun giudizio su di te, e senza aspettarti per forza delle risposte.
Dentro di te ci sono già tutte le risorse che servono per trovare le tue risposte e le tue scelte. Ti posso solo suggerire di fidarti di quella parte profonda che sa già molto di te e che ti sta guidando, anche adesso, mentre scrivi.
Un caro saluto,
Dott. RL
A volte le persone trovano modi creativi per esplorare sé stesse. C’è chi lo fa viaggiando lontano, chi cambiando look, e chi, come te, sceglie per un po’ di “nascondersi dietro un nome diverso”. Non sempre per ingannare, ma per scoprire, senza sentirsi giudicati, chi si è davvero quando non si deve “essere” qualcuno per forza.
Osservando questo episodio della tua giovane vita da un'altra possibile prospettiva, è possibile che il profilo “finto” non sia tanto una bugia, ma una piccola zona sicura dove poterti sentire autentica, in un modo nuovo. A volte per potersi mostrare, si ha bisogno prima di nascondersi un po’. Proprio come certi fiori che germogliano al buio, nel silenzio della terra, prima di aprirsi alla luce.
Quando sentirai che è il momento, potrai raccontare la verità con naturalezza. Non perché “devi”, ma perché sentirai che la parte di te che si proteggeva non ha più bisogno di farlo. E l’altro, se ti riconosce per ciò che sei davvero, potrà capire.
Riguardo a quel ragazzo, può darsi che anche lui, a modo suo, stia cercando qualcosa, forse non una relazione concreta, ma un modo per sentirsi vicino, visto, importante. A volte due persone si incontrano proprio per imparare qualcosa su sé stesse, anche se poi le loro strade non si uniscono davvero.
Quello che potresti fare, ora, è portare l'attenzione non tanto a cosa provi tu per lui, ma a cosa lui ha “svegliato” in te. Sarà il bisogno di sentirti vista, accettata, riconosciuta, o altro, ma tutto questo vedilo come un seme prezioso: da lì nasce la possibilità di costruire relazioni più vere, con gli altri e con te stessa.
Forse, più che “sbloccarti”, puoi semplicemente iniziare ad ascoltarti con gentilezza. Ogni volta che ti viene la voglia di nasconderti, chiediti: “di cosa mi sto proteggendo?”. E ogni volta che senti il desiderio di mostrarti, concediti di farlo, anche un po’ alla volta, con chi senti che può accoglierti. Senza alcun giudizio su di te, e senza aspettarti per forza delle risposte.
Dentro di te ci sono già tutte le risorse che servono per trovare le tue risposte e le tue scelte. Ti posso solo suggerire di fidarti di quella parte profonda che sa già molto di te e che ti sta guidando, anche adesso, mentre scrivi.
Un caro saluto,
Dott. RL
Buonasera, penso che i treni del non fidarsi, del nascondersi e del godere di un attaccamento, seppure virtuale, possano essere legati ma è solo una supposizione e occorrerebbe approfondire il tema, in sede opportuna. Se è disponibile a farlo, le suggerisco di non aspettare. In modo che il futuro possa vivere le sue relazioni in modo sereno.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Ciao,
ti ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità e profondità ciò che stai vivendo. La tua riflessione è già un grande passo avanti: non stai semplicemente chiedendo “che cosa devo fare?”, ma stai cercando di capire perché ti senti così e da dove nasce questa difficoltà nel mostrarti pienamente.
Partirei proprio da qui: dietro il desiderio di “nascondersi” un po’, spesso non c’è falsità, ma protezione. Creare un profilo con un nome diverso può essere stato, per te, un modo per sperimentare la libertà di mostrarti senza paura del giudizio. Hai voluto costruire uno spazio “sicuro”, dove poterti esprimere senza sentirti osservata da chi ti conosce nella vita reale. È un modo molto umano di cercare di capire chi sei, specialmente in un’età in cui l’identità è ancora in costruzione.
Il punto è che, quando quella protezione diventa una barriera, può generare ansia e senso di colpa, come se si fosse intrappolati dentro la propria stessa difesa. È lì che comincia il desiderio di “sbloccarsi”.
Ti suggerirei di guardare a questa esperienza non come a qualcosa di sbagliato, ma come a una tappa di conoscenza di te stessa. Forse hai imparato che una parte di te desidera mostrarsi, ma ha bisogno di farlo in contesti dove si sente davvero accolta e non esposta. E forse è proprio questa tensione — tra il bisogno di essere vista e quello di non sentirti vulnerabile — che merita di essere esplorata, magari con l’aiuto di un percorso psicologico personale.
Per quanto riguarda il ragazzo, la tua sensibilità ti fa cogliere molte sfumature reali. Tuttavia, è importante distinguere tra la connessione emotiva che può nascere online e la possibilità concreta di una relazione reciproca e stabile. A volte le relazioni nate in questi contesti permettono di vivere aspetti belli dell’affettività — l’intimità, la complicità, la condivisione — ma anche di “proiettare” sull’altro ciò che desideriamo vivere, più che chi l’altro realmente è.
Non si tratta di un errore: è un’esperienza formativa, che può insegnarti molto su che tipo di legame cerchi e su come ti senti quando ti affezioni.
Imparare a “non affezionarsi troppo a situazioni incerte” non significa smettere di sentire, ma imparare a riconoscere quando un legame diventa una fantasia più che una realtà condivisa. In questi casi, è utile fermarsi e chiedersi: “Cosa mi dà questa relazione? Mi fa sentire più viva, o più in attesa?”
Se prevale la seconda sensazione, allora forse il passo successivo è tornare un po’ a te stessa, ai tuoi bisogni, ai tuoi confini, e a costruire legami più concreti, dove puoi essere riconosciuta per quella che sei, nome compreso.
In fondo, il tuo percorso sembra proprio quello di imparare a fidarti del fatto che puoi essere vista — davvero — senza dover costruire un’identità parallela.
E questa fiducia si costruisce piano piano, nelle relazioni reali, con chi ti accoglie e non ti giudica.
Hai già iniziato questo cammino con la tua riflessione: ora si tratta solo di continuarlo, con gentilezza verso te stessa.
ti ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità e profondità ciò che stai vivendo. La tua riflessione è già un grande passo avanti: non stai semplicemente chiedendo “che cosa devo fare?”, ma stai cercando di capire perché ti senti così e da dove nasce questa difficoltà nel mostrarti pienamente.
Partirei proprio da qui: dietro il desiderio di “nascondersi” un po’, spesso non c’è falsità, ma protezione. Creare un profilo con un nome diverso può essere stato, per te, un modo per sperimentare la libertà di mostrarti senza paura del giudizio. Hai voluto costruire uno spazio “sicuro”, dove poterti esprimere senza sentirti osservata da chi ti conosce nella vita reale. È un modo molto umano di cercare di capire chi sei, specialmente in un’età in cui l’identità è ancora in costruzione.
Il punto è che, quando quella protezione diventa una barriera, può generare ansia e senso di colpa, come se si fosse intrappolati dentro la propria stessa difesa. È lì che comincia il desiderio di “sbloccarsi”.
Ti suggerirei di guardare a questa esperienza non come a qualcosa di sbagliato, ma come a una tappa di conoscenza di te stessa. Forse hai imparato che una parte di te desidera mostrarsi, ma ha bisogno di farlo in contesti dove si sente davvero accolta e non esposta. E forse è proprio questa tensione — tra il bisogno di essere vista e quello di non sentirti vulnerabile — che merita di essere esplorata, magari con l’aiuto di un percorso psicologico personale.
Per quanto riguarda il ragazzo, la tua sensibilità ti fa cogliere molte sfumature reali. Tuttavia, è importante distinguere tra la connessione emotiva che può nascere online e la possibilità concreta di una relazione reciproca e stabile. A volte le relazioni nate in questi contesti permettono di vivere aspetti belli dell’affettività — l’intimità, la complicità, la condivisione — ma anche di “proiettare” sull’altro ciò che desideriamo vivere, più che chi l’altro realmente è.
Non si tratta di un errore: è un’esperienza formativa, che può insegnarti molto su che tipo di legame cerchi e su come ti senti quando ti affezioni.
Imparare a “non affezionarsi troppo a situazioni incerte” non significa smettere di sentire, ma imparare a riconoscere quando un legame diventa una fantasia più che una realtà condivisa. In questi casi, è utile fermarsi e chiedersi: “Cosa mi dà questa relazione? Mi fa sentire più viva, o più in attesa?”
Se prevale la seconda sensazione, allora forse il passo successivo è tornare un po’ a te stessa, ai tuoi bisogni, ai tuoi confini, e a costruire legami più concreti, dove puoi essere riconosciuta per quella che sei, nome compreso.
In fondo, il tuo percorso sembra proprio quello di imparare a fidarti del fatto che puoi essere vista — davvero — senza dover costruire un’identità parallela.
E questa fiducia si costruisce piano piano, nelle relazioni reali, con chi ti accoglie e non ti giudica.
Hai già iniziato questo cammino con la tua riflessione: ora si tratta solo di continuarlo, con gentilezza verso te stessa.
Buongiorno,
grazie per aver condiviso la sua storia con tanta chiarezza e riflessione.
E' comprensibile che si possa sentire il bisogno di “nascondersi” dietro un profilo diverso: spesso nasce dal desiderio di proteggersi dal giudizio o di sperimentare parti di sé in un contesto più libero. Tuttavia, quando questa modalità inizia a creare disagio o senso di colpa, può essere utile fermarsi e comprendere da dove nasce davvero questo bisogno.
Così come anche rispetto al legame con questo ragazzo.
L’identità e il modo in cui ci si mostra agli altri si costruiscono gradualmente, e un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a sentirsi più libera e sicura nel mostrarsi per ciò che è, senza paura di deludere o essere giudicata. Se non può rivolgersi a un professionista privato, può cercare uno psicologo nei servizi pubblici (consultorio o ASL) o nei centri per adolescenti, dove il supporto è gratuito.
Un caro saluto
grazie per aver condiviso la sua storia con tanta chiarezza e riflessione.
E' comprensibile che si possa sentire il bisogno di “nascondersi” dietro un profilo diverso: spesso nasce dal desiderio di proteggersi dal giudizio o di sperimentare parti di sé in un contesto più libero. Tuttavia, quando questa modalità inizia a creare disagio o senso di colpa, può essere utile fermarsi e comprendere da dove nasce davvero questo bisogno.
Così come anche rispetto al legame con questo ragazzo.
L’identità e il modo in cui ci si mostra agli altri si costruiscono gradualmente, e un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla a sentirsi più libera e sicura nel mostrarsi per ciò che è, senza paura di deludere o essere giudicata. Se non può rivolgersi a un professionista privato, può cercare uno psicologo nei servizi pubblici (consultorio o ASL) o nei centri per adolescenti, dove il supporto è gratuito.
Un caro saluto
Ciao — hai fatto bene a scrivere e a raccontare tutto con chiarezza: quello che provi è comprensibile e ci sono passi pratici che puoi fare subito. Ti rispondo in modo diretto e concreto.
Sul nome falso e sul senso di vergogna
È normale sentirsi più protetti (e più liberi) dietro un’identità non riconoscibile: ti ha permesso di sperimentare senza paura del giudizio. Però mantenere il segreto crea tensione — e la paura di “essere scoperta” può bloccare anche il rapporto.
Cosa puoi provare a fare ora, gradualmente:
Prima mettiti in chiaro con te stessa: scrivi per iscritto cosa ti spaventa davvero nel dirglielo (es. “mi vergogno”, “ho paura che mi rifiuti”, “mi sentirò scoperta”). Mettere i pensieri su carta aiuta a razionalizzarli.
Scegli un messaggio breve e onesto per lui — non serve una lunga giustificazione. Esempio:
«Vorrei dirti una cosa: quando ho creato quel profilo ho usato un nome diverso per sentirmi più al sicuro. Mi sento a disagio a parlarne, ma non ti sto nascondendo la mia persona. Vorrei essere sincera con te.»
Puoi mandarlo per messaggio quando ti senti calma, o iniziare la conversazione con una frase simile in chat.
Preparati a ogni reazione: potrebbe sentirsi sorpreso o ferito; questo non significa che la relazione sia finita. Se la sua reazione è negativa, è una informazione utile su come gestirà la fiducia in futuro.
Sulla distanza e sul “mixed signals”
Avere attenzioni a distanza può creare attaccamento anche se la relazione è improbabile. Per capire cosa succede, metti in chiaro i fatti:
Chiedigli direttamente (con calma): «Hai detto che non credi nelle relazioni a distanza — cosa intendi? Ti interessa conoscerci senza aspettative o pensi a qualcosa di serio?»
Proponi un passo realistico per testare la serietà: una videochiamata regolare o un incontro pianificato (solo se reputi sicuro farlo, e con le dovute cautele logistiche). Le azioni dicono più delle parole.
Se lui continua a inviare attenzioni ma rifiuta ogni discussione sul futuro, proteggi il tuo stato emotivo: limita tempi e modalità di comunicazione fino a quando non diventa chiaro.
Lavorare sulla tendenza a “nasconderti” e sull’attaccamento
Questi due punti sono collegati e possono essere affrontati con piccoli esercizi quotidiani:
Esporre gradualmente: prova a mostrarti un po’ di più con persone fidate (amicizie reali o un familiare), partendo da dettagli piccoli.
Ristrutturazione cognitiva: quando pensi “non è normale”, prova a sostituire con “è comprensibile per come mi sono sentita” — usare frasi più gentili verso te stessa riduce la vergogna.
Abitudini anti-rumination: quando ti accorgi di rimuginare, interrompi con un’attività concreta (sport, lettura, uscita con un’amica).
Mindfulness e respirazione per gestire l’ansia (es. 4-4-4: inspira 4s, trattieni 4s, espira 4s).
Terapeuticamente: terapia cognitivo-comportamentale aiuta con ansia sociale e schemi d’attaccamento; il lavoro psicoterapico può esplorare radici (autostima, esperienze passate). L’EMDR può essere utile se emergono traumi.
Sicurezza e limiti pratici
Non condividere informazioni molto personali (indirizzo, scuola, dati sensibili) finché non c’è fiducia concreta.
Per eventuali incontri in presenza: non andare da sola, scegli luoghi pubblici e avvisa qualcuno della tua cerchia.
Quando chiedere aiuto professionale
Visto che il disagio influenza i tuoi pensieri e la vita quotidiana, sarebbe utile parlarne con uno specialista per approfondire l’origine del bisogno di nasconderti e per imparare strategie per l’attaccamento e la comunicazione. Un percorso breve di CBT o di psicoterapia può darti strumenti pratici e sicuri per cambiare queste dinamiche.
Se vuoi, possiamo scrivere insieme il messaggio da inviare a lui o fare una breve scaletta di argomenti da dire in videochiamata — però la cosa più efficace sarebbe parlarne con uno/a psicoterapeuta in sedute dove potrai lavorare anche sulle emozioni di base.
È consigliabile approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Sul nome falso e sul senso di vergogna
È normale sentirsi più protetti (e più liberi) dietro un’identità non riconoscibile: ti ha permesso di sperimentare senza paura del giudizio. Però mantenere il segreto crea tensione — e la paura di “essere scoperta” può bloccare anche il rapporto.
Cosa puoi provare a fare ora, gradualmente:
Prima mettiti in chiaro con te stessa: scrivi per iscritto cosa ti spaventa davvero nel dirglielo (es. “mi vergogno”, “ho paura che mi rifiuti”, “mi sentirò scoperta”). Mettere i pensieri su carta aiuta a razionalizzarli.
Scegli un messaggio breve e onesto per lui — non serve una lunga giustificazione. Esempio:
«Vorrei dirti una cosa: quando ho creato quel profilo ho usato un nome diverso per sentirmi più al sicuro. Mi sento a disagio a parlarne, ma non ti sto nascondendo la mia persona. Vorrei essere sincera con te.»
Puoi mandarlo per messaggio quando ti senti calma, o iniziare la conversazione con una frase simile in chat.
Preparati a ogni reazione: potrebbe sentirsi sorpreso o ferito; questo non significa che la relazione sia finita. Se la sua reazione è negativa, è una informazione utile su come gestirà la fiducia in futuro.
Sulla distanza e sul “mixed signals”
Avere attenzioni a distanza può creare attaccamento anche se la relazione è improbabile. Per capire cosa succede, metti in chiaro i fatti:
Chiedigli direttamente (con calma): «Hai detto che non credi nelle relazioni a distanza — cosa intendi? Ti interessa conoscerci senza aspettative o pensi a qualcosa di serio?»
Proponi un passo realistico per testare la serietà: una videochiamata regolare o un incontro pianificato (solo se reputi sicuro farlo, e con le dovute cautele logistiche). Le azioni dicono più delle parole.
Se lui continua a inviare attenzioni ma rifiuta ogni discussione sul futuro, proteggi il tuo stato emotivo: limita tempi e modalità di comunicazione fino a quando non diventa chiaro.
Lavorare sulla tendenza a “nasconderti” e sull’attaccamento
Questi due punti sono collegati e possono essere affrontati con piccoli esercizi quotidiani:
Esporre gradualmente: prova a mostrarti un po’ di più con persone fidate (amicizie reali o un familiare), partendo da dettagli piccoli.
Ristrutturazione cognitiva: quando pensi “non è normale”, prova a sostituire con “è comprensibile per come mi sono sentita” — usare frasi più gentili verso te stessa riduce la vergogna.
Abitudini anti-rumination: quando ti accorgi di rimuginare, interrompi con un’attività concreta (sport, lettura, uscita con un’amica).
Mindfulness e respirazione per gestire l’ansia (es. 4-4-4: inspira 4s, trattieni 4s, espira 4s).
Terapeuticamente: terapia cognitivo-comportamentale aiuta con ansia sociale e schemi d’attaccamento; il lavoro psicoterapico può esplorare radici (autostima, esperienze passate). L’EMDR può essere utile se emergono traumi.
Sicurezza e limiti pratici
Non condividere informazioni molto personali (indirizzo, scuola, dati sensibili) finché non c’è fiducia concreta.
Per eventuali incontri in presenza: non andare da sola, scegli luoghi pubblici e avvisa qualcuno della tua cerchia.
Quando chiedere aiuto professionale
Visto che il disagio influenza i tuoi pensieri e la vita quotidiana, sarebbe utile parlarne con uno specialista per approfondire l’origine del bisogno di nasconderti e per imparare strategie per l’attaccamento e la comunicazione. Un percorso breve di CBT o di psicoterapia può darti strumenti pratici e sicuri per cambiare queste dinamiche.
Se vuoi, possiamo scrivere insieme il messaggio da inviare a lui o fare una breve scaletta di argomenti da dire in videochiamata — però la cosa più efficace sarebbe parlarne con uno/a psicoterapeuta in sedute dove potrai lavorare anche sulle emozioni di base.
È consigliabile approfondire con uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Ciao,
intanto ti ringrazio per aver scritto con tanta sincerità — non è affatto un “disturbo”: quello che descrivi è un pensiero molto profondo e maturo, soprattutto per la tua età. Ti stai già ponendo le domande giuste: non tanto “come mi tolgo da questa situazione?”, ma “cosa mi porta a nascondermi e ad affezionarmi così intensamente?”. È proprio da lì che si comincia un lavoro autentico su di sé.
Partiamo dal primo punto. Il fatto di aver creato un profilo con un nome diverso non è una “stranezza patologica”: spesso nasce da un bisogno di protezione — il desiderio di essere visti e apprezzati, ma senza rischiare il giudizio diretto di chi ci conosce. In fondo, quello che cercavi era uno spazio dove poter essere te stessa senza paura. Il nome falso è solo il modo che la tua mente ha trovato per difenderti da una possibile ferita. Il disagio che senti oggi (la fatica a dire la verità, il timore di essere giudicata) è il segnale che dentro di te qualcosa vuole avvicinarsi di più alla verità, mostrarsi davvero, ma ha ancora bisogno di sicurezza per farlo. Non forzarti: potrai parlarne con questo ragazzo solo quando sentirai che puoi farlo senza vergogna, come un passo verso la trasparenza e non come una confessione da “colpevole”.
Sul secondo punto: è naturale che ci sia confusione quando nasce un legame intenso ma a distanza. A volte, la distanza fisica lascia spazio a una vicinanza emotiva amplificata, in cui si crea un legame “immaginato” ma molto reale nei sentimenti. Ti stai affezionando non solo a lui, ma anche all’esperienza di sentirti vista, ascoltata e desiderata — qualcosa che, come dici, senti di non riuscire ancora a vivere pienamente nella realtà. Questo non è sbagliato, ma è importante imparare a tenere insieme realtà e fantasia, senza fonderle del tutto.
Per “sbloccarti” e imparare a mostrarti, può aiutarti:
Chiederti ogni tanto: “cosa mi spaventa di più: essere vista davvero o non esserlo affatto?”
Provare, a piccoli passi, a condividere qualcosa di più autentico con le persone di cui ti fidi nella vita reale.
Parlarne, se puoi, con la tua terapeuta o con uno psicologo: ciò che descrivi è un tema profondo legato all’autostima, alla fiducia e all’attaccamento, non un semplice “errore online”.
Hai già una grande risorsa: la consapevolezza.
E quando una persona di 17 anni si interroga con tanta onestà sulle proprie emozioni, vuol dire che dentro di lei c’è già una parte adulta che sta crescendo, anche se con un po’ di paura.
Continua a prenderti cura di quella parte: non ha bisogno di punizioni o giudizi, ma solo di sentirsi accolta — anche quando sbaglia o si nasconde un po’.
intanto ti ringrazio per aver scritto con tanta sincerità — non è affatto un “disturbo”: quello che descrivi è un pensiero molto profondo e maturo, soprattutto per la tua età. Ti stai già ponendo le domande giuste: non tanto “come mi tolgo da questa situazione?”, ma “cosa mi porta a nascondermi e ad affezionarmi così intensamente?”. È proprio da lì che si comincia un lavoro autentico su di sé.
Partiamo dal primo punto. Il fatto di aver creato un profilo con un nome diverso non è una “stranezza patologica”: spesso nasce da un bisogno di protezione — il desiderio di essere visti e apprezzati, ma senza rischiare il giudizio diretto di chi ci conosce. In fondo, quello che cercavi era uno spazio dove poter essere te stessa senza paura. Il nome falso è solo il modo che la tua mente ha trovato per difenderti da una possibile ferita. Il disagio che senti oggi (la fatica a dire la verità, il timore di essere giudicata) è il segnale che dentro di te qualcosa vuole avvicinarsi di più alla verità, mostrarsi davvero, ma ha ancora bisogno di sicurezza per farlo. Non forzarti: potrai parlarne con questo ragazzo solo quando sentirai che puoi farlo senza vergogna, come un passo verso la trasparenza e non come una confessione da “colpevole”.
Sul secondo punto: è naturale che ci sia confusione quando nasce un legame intenso ma a distanza. A volte, la distanza fisica lascia spazio a una vicinanza emotiva amplificata, in cui si crea un legame “immaginato” ma molto reale nei sentimenti. Ti stai affezionando non solo a lui, ma anche all’esperienza di sentirti vista, ascoltata e desiderata — qualcosa che, come dici, senti di non riuscire ancora a vivere pienamente nella realtà. Questo non è sbagliato, ma è importante imparare a tenere insieme realtà e fantasia, senza fonderle del tutto.
Per “sbloccarti” e imparare a mostrarti, può aiutarti:
Chiederti ogni tanto: “cosa mi spaventa di più: essere vista davvero o non esserlo affatto?”
Provare, a piccoli passi, a condividere qualcosa di più autentico con le persone di cui ti fidi nella vita reale.
Parlarne, se puoi, con la tua terapeuta o con uno psicologo: ciò che descrivi è un tema profondo legato all’autostima, alla fiducia e all’attaccamento, non un semplice “errore online”.
Hai già una grande risorsa: la consapevolezza.
E quando una persona di 17 anni si interroga con tanta onestà sulle proprie emozioni, vuol dire che dentro di lei c’è già una parte adulta che sta crescendo, anche se con un po’ di paura.
Continua a prenderti cura di quella parte: non ha bisogno di punizioni o giudizi, ma solo di sentirsi accolta — anche quando sbaglia o si nasconde un po’.
Ciao, buongiorno!
Lei ha fatto qualcosa di molto importante: ha riconosciuto un disagio e lo ha espresso con chiarezza. Questo è già un passo verso la libertà emotiva.
Non è strana, è protettiva. Il profilo falso è stato uno spazio sicuro. Ora sente il bisogno di verità, e questo è segno di crescita, ma vanno rispettati tempi personali. L’affetto a distanza può confondere, ma ciò che conta è come si sente dentro. Se si sente bloccata, non forzi la verità, piuttosto la prepari, la coltivi, e la lasci emergere quando sarà pronta.
Si ascolti con gentilezza. Non giudichi il bisogno di nascondersi: lo comprenda. E da lì, costruisca fiducia. Un passo alla volta. Durante l’adolescenza è naturale esplorare, a 17 anni è anche fondamentale proteggersi. Proteggersi significa scegliere con attenzione a chi affidare la propria fiducia, preservare la propria identità, e imparare a riconoscere ciò che ci fa sentire al sicuro. Non è chiusura, è cura di sé. Per approfondire quanto condiviso nella parte finale, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, esprimendosi liberamente e facendo valutazioni attente e serene.
Le auguro una buona giornata,
Dr.ssa Manuela Valentini
Lei ha fatto qualcosa di molto importante: ha riconosciuto un disagio e lo ha espresso con chiarezza. Questo è già un passo verso la libertà emotiva.
Non è strana, è protettiva. Il profilo falso è stato uno spazio sicuro. Ora sente il bisogno di verità, e questo è segno di crescita, ma vanno rispettati tempi personali. L’affetto a distanza può confondere, ma ciò che conta è come si sente dentro. Se si sente bloccata, non forzi la verità, piuttosto la prepari, la coltivi, e la lasci emergere quando sarà pronta.
Si ascolti con gentilezza. Non giudichi il bisogno di nascondersi: lo comprenda. E da lì, costruisca fiducia. Un passo alla volta. Durante l’adolescenza è naturale esplorare, a 17 anni è anche fondamentale proteggersi. Proteggersi significa scegliere con attenzione a chi affidare la propria fiducia, preservare la propria identità, e imparare a riconoscere ciò che ci fa sentire al sicuro. Non è chiusura, è cura di sé. Per approfondire quanto condiviso nella parte finale, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, esprimendosi liberamente e facendo valutazioni attente e serene.
Le auguro una buona giornata,
Dr.ssa Manuela Valentini
Ciao, grazie per aver condiviso con tanta sincerità la tua esperienza.
Da quello che racconti, emerge una forte capacità di riflessione e il desiderio di capire meglio i tuoi comportamenti e le emozioni che provi. Creare un profilo con un nome diverso non significa necessariamente “essere strani”, ma può essere un modo per proteggersi da giudizi o delusioni, o per esplorare aspetti di sé in un contesto percepito come più sicuro. Il fatto che tu voglia capire “da dove viene” questa necessità di nasconderti mostra che senti il bisogno di costruire una relazione più autentica con te stessa e con gli altri. Questo è un obiettivo molto bello e può essere approfondito in un percorso psicologico, dove avresti uno spazio protetto per comprendere meglio le tue paure legate al mostrarti, al fidarti e al sentirti accettata.
Riguardo al legame con questo ragazzo, è comprensibile che tu provi emozioni contrastanti. Le relazioni nate online possono essere molto intense, ma anche complesse, proprio perché a volte non coincidono con la realtà concreta del quotidiano. Può essere utile chiederti che bisogni emotivi soddisfa questa relazione per te (attenzione, comprensione, sentirti vista?) e come puoi coltivarli anche in altri ambiti della tua vita.
Non c’è nulla di “sbagliato” in quello che provi: sei in un’età in cui si esplora il modo di stare in relazione con gli altri e con se stessi. Il fatto che tu voglia lavorare su questi aspetti è già un segnale di grande maturità. Anche in questo caso, parlarne con uno psicologo di persona o online, potrebbe aiutarti a fare chiarezza e a trovare un equilibrio più sereno, oltre ad accompagnarti nel cammino verso una comunicazione più serena con questo ragazzo. Un caro saluto, resto a disposizione!
Da quello che racconti, emerge una forte capacità di riflessione e il desiderio di capire meglio i tuoi comportamenti e le emozioni che provi. Creare un profilo con un nome diverso non significa necessariamente “essere strani”, ma può essere un modo per proteggersi da giudizi o delusioni, o per esplorare aspetti di sé in un contesto percepito come più sicuro. Il fatto che tu voglia capire “da dove viene” questa necessità di nasconderti mostra che senti il bisogno di costruire una relazione più autentica con te stessa e con gli altri. Questo è un obiettivo molto bello e può essere approfondito in un percorso psicologico, dove avresti uno spazio protetto per comprendere meglio le tue paure legate al mostrarti, al fidarti e al sentirti accettata.
Riguardo al legame con questo ragazzo, è comprensibile che tu provi emozioni contrastanti. Le relazioni nate online possono essere molto intense, ma anche complesse, proprio perché a volte non coincidono con la realtà concreta del quotidiano. Può essere utile chiederti che bisogni emotivi soddisfa questa relazione per te (attenzione, comprensione, sentirti vista?) e come puoi coltivarli anche in altri ambiti della tua vita.
Non c’è nulla di “sbagliato” in quello che provi: sei in un’età in cui si esplora il modo di stare in relazione con gli altri e con se stessi. Il fatto che tu voglia lavorare su questi aspetti è già un segnale di grande maturità. Anche in questo caso, parlarne con uno psicologo di persona o online, potrebbe aiutarti a fare chiarezza e a trovare un equilibrio più sereno, oltre ad accompagnarti nel cammino verso una comunicazione più serena con questo ragazzo. Un caro saluto, resto a disposizione!
Salve, entrambe le tematiche sono di certo molto importanti e da gestire al meglio nella vita di tutti, prima lo si fa, più ne si gode dei frutti per gli anni a venire.
Da quanto dice credo sarebbe opportuno affrontare con la dovuta attenzione e delicatezza questi argomenti in un contesto tutelato e con un professionista esperto, pertanto le consiglierei di iniziare un percorso psicologico o con uno Psicologo Clinico o con uno Psicoterapeuta.
Per darle però una risposta almeno parzialmente chiarificante, mi sento di dirle che tutti noi perseguiamo l'appagamento di bisogni sia a lungo termine che a breve termine, quindi, la possibilità di sentirsi quotidianamente con questa persona che, vista la grande distanza e la vostra giovane età difficilmente si porterà a concretizzare una relazione di coppia, potrebbe però in questo preciso momento appagare il vostro bisogno di raccontarvi, di sentirvi riconosciuti e di condividere aspetti di voi stessi che non condividete con altri; ecco perché, nonostante la difficile prospettiva di un futuro assieme, potrebbe sentire questa persona ancora interessata, attenta e motivata a proseguire la conoscenza reciproca.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Da quanto dice credo sarebbe opportuno affrontare con la dovuta attenzione e delicatezza questi argomenti in un contesto tutelato e con un professionista esperto, pertanto le consiglierei di iniziare un percorso psicologico o con uno Psicologo Clinico o con uno Psicoterapeuta.
Per darle però una risposta almeno parzialmente chiarificante, mi sento di dirle che tutti noi perseguiamo l'appagamento di bisogni sia a lungo termine che a breve termine, quindi, la possibilità di sentirsi quotidianamente con questa persona che, vista la grande distanza e la vostra giovane età difficilmente si porterà a concretizzare una relazione di coppia, potrebbe però in questo preciso momento appagare il vostro bisogno di raccontarvi, di sentirvi riconosciuti e di condividere aspetti di voi stessi che non condividete con altri; ecco perché, nonostante la difficile prospettiva di un futuro assieme, potrebbe sentire questa persona ancora interessata, attenta e motivata a proseguire la conoscenza reciproca.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno,
La paura di rivelare al ragazzo che hai mentito credo sia una mezza distorsione della verità. Forse se ti autorizzassi a pensare che, essendo un profilo web dove l identità di tutti è un po' falsata più, che più che aver mentito ti sei protetta, in modo da non essere "raggiunta" da sconosciuti nel mondo reale, forse ti sentiresti meno in colpa. Credo anche che questa relazione regga sul web proprio per questi 600 km che vi separano. In fondo hai sperimentato che sei in grado di raccontarti. Il vero problema potrebbe essere se questa possibilità di entrare in relazione non riesci ad averlo nella vita reale, dove è tutto un po' più complicato dal metterci la faccia, ma che ci dà la possibilità di realizzare il sogno di guardarsi negli occhi, fare una passeggiata, abbracciarsi ecc .
Se senti questa difficoltà come reale per te, ti consiglio di parlarne con una / uno psicoterapeuta, ma NON on line.
Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Villa
La paura di rivelare al ragazzo che hai mentito credo sia una mezza distorsione della verità. Forse se ti autorizzassi a pensare che, essendo un profilo web dove l identità di tutti è un po' falsata più, che più che aver mentito ti sei protetta, in modo da non essere "raggiunta" da sconosciuti nel mondo reale, forse ti sentiresti meno in colpa. Credo anche che questa relazione regga sul web proprio per questi 600 km che vi separano. In fondo hai sperimentato che sei in grado di raccontarti. Il vero problema potrebbe essere se questa possibilità di entrare in relazione non riesci ad averlo nella vita reale, dove è tutto un po' più complicato dal metterci la faccia, ma che ci dà la possibilità di realizzare il sogno di guardarsi negli occhi, fare una passeggiata, abbracciarsi ecc .
Se senti questa difficoltà come reale per te, ti consiglio di parlarne con una / uno psicoterapeuta, ma NON on line.
Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Villa
Grazie per aver condiviso una parte così profonda e autentica di te. Le tue parole raccontano non solo una storia d’amore, ma soprattutto un percorso di crescita personale complesso e coraggioso. Quello che stai vivendo è un momento di transizione importante, in cui si intrecciano elaborazione del passato, scoperta di nuovi orizzonti e un naturale bisogno di ritrovare equilibrio e identità dopo una relazione così significativa. E' importante ora darsi del tempo, ascoltando anche i tuoi bisogni oltre al tuo senso di colpa. Nel caso sentissi il bisogno di parlarne, ti invito a prenotare una seduta. Cordiali saluti.
Ciao,
grazie per aver scritto e per esserti raccontata con tanta sincerità — non è da tutti, e si sente che hai riflettuto molto su quello che stai vivendo.
Da quello che scrivi, sembra che da una parte tu senta il bisogno di proteggerti e mantenere il controllo (da qui il profilo con un nome diverso), e dall’altra la voglia di lasciarti andare e farti conoscere davvero. È una tensione che tanti ragazzi vivono, soprattutto quando ci si mette in gioco online. Non c’è niente di “strano”: è solo un modo che hai trovato per sentirti più libera.
Forse ora senti che quel modo ti sta un po’ stretto — e questa è già una forma di crescita. Potrebbe essere utile chiederti: di cosa ho bisogno per sentirmi abbastanza sicura da mostrarmi per quella che sono?
Anche la situazione con questo ragazzo sembra averti toccata molto. Capisco che sia confusa: da un lato c’è un legame vero, dall’altro la distanza e qualche dubbio ti fanno sentire bloccata. In questi casi è importante ascoltare come ti fa stare la relazione, più che cercare di capire “cosa prova lui”. Se ti accorgi che ti crea troppa tensione o ti occupa troppi pensieri, forse serve darti un po’ di respiro e riportare l’attenzione su di te.
Hai già fatto un passo importante scrivendo: significa che vuoi capire e prenderti cura di te. Se ne avessi voglia, parlarne con uno psicologo o una psicoterapeuta potrebbe aiutarti a lavorare proprio su questo — sul fidarti di più e sentirti libera di essere te stessa.
grazie per aver scritto e per esserti raccontata con tanta sincerità — non è da tutti, e si sente che hai riflettuto molto su quello che stai vivendo.
Da quello che scrivi, sembra che da una parte tu senta il bisogno di proteggerti e mantenere il controllo (da qui il profilo con un nome diverso), e dall’altra la voglia di lasciarti andare e farti conoscere davvero. È una tensione che tanti ragazzi vivono, soprattutto quando ci si mette in gioco online. Non c’è niente di “strano”: è solo un modo che hai trovato per sentirti più libera.
Forse ora senti che quel modo ti sta un po’ stretto — e questa è già una forma di crescita. Potrebbe essere utile chiederti: di cosa ho bisogno per sentirmi abbastanza sicura da mostrarmi per quella che sono?
Anche la situazione con questo ragazzo sembra averti toccata molto. Capisco che sia confusa: da un lato c’è un legame vero, dall’altro la distanza e qualche dubbio ti fanno sentire bloccata. In questi casi è importante ascoltare come ti fa stare la relazione, più che cercare di capire “cosa prova lui”. Se ti accorgi che ti crea troppa tensione o ti occupa troppi pensieri, forse serve darti un po’ di respiro e riportare l’attenzione su di te.
Hai già fatto un passo importante scrivendo: significa che vuoi capire e prenderti cura di te. Se ne avessi voglia, parlarne con uno psicologo o una psicoterapeuta potrebbe aiutarti a lavorare proprio su questo — sul fidarti di più e sentirti libera di essere te stessa.
Gentile ragazza,
grazie per aver condiviso tutto questo, non deve essere stato semplice per te. Penso che tu debba partire da questo punto: “vorrei lavorare su me stessa per capire da dove origina questa necessità di nascondermi così”. Viviamo in una società in cui il giudizio altrui pesa molto, e alla tua età questo influisce profondamente sulla costruzione dell’identità. Il profilo con un nome diverso è stato probabilmente un modo per sentirti più libera e protetta dal giudizio, ma ora il disagio che provi mostra il desiderio di maggiore autenticità e coerenza tra ciò che mostri e ciò che sei realmente , un segnale positivo di crescita personale.
La difficoltà nel rivelare la verità e la confusione legata al rapporto con questo ragazzo mostrano quanto tu stia cercando un equilibrio tra protezione e apertura. Iniziare un percorso con uno psicologo potrebbe essere un’occasione preziosa per comprendere meglio da dove nasce il tuo bisogno di nasconderti, lavorare sulla fiducia in te stessa e imparare a costruire relazioni più autentiche e serene, sia online che nella vita quotidiana.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Borriello
grazie per aver condiviso tutto questo, non deve essere stato semplice per te. Penso che tu debba partire da questo punto: “vorrei lavorare su me stessa per capire da dove origina questa necessità di nascondermi così”. Viviamo in una società in cui il giudizio altrui pesa molto, e alla tua età questo influisce profondamente sulla costruzione dell’identità. Il profilo con un nome diverso è stato probabilmente un modo per sentirti più libera e protetta dal giudizio, ma ora il disagio che provi mostra il desiderio di maggiore autenticità e coerenza tra ciò che mostri e ciò che sei realmente , un segnale positivo di crescita personale.
La difficoltà nel rivelare la verità e la confusione legata al rapporto con questo ragazzo mostrano quanto tu stia cercando un equilibrio tra protezione e apertura. Iniziare un percorso con uno psicologo potrebbe essere un’occasione preziosa per comprendere meglio da dove nasce il tuo bisogno di nasconderti, lavorare sulla fiducia in te stessa e imparare a costruire relazioni più autentiche e serene, sia online che nella vita quotidiana.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Borriello
Carissima, credo che potrebbe esserle utile approfondire queste sue dinamiche interne sospese tra il desiderio di nascondimento ma allo stesso tempo anche quello di svelarsi; non mi sembra che, a parte il dato anagrafico, lei sia stata "finta" avendo condiviso sia le foto reali sia i vissuti personali. Credo che l'interesse per questo ragazzo abbia ulteriormente motivato il desiderio di essere maggiormente protagonista e attiva. Forse le sarebbe utile avviare una consulenza psicologica con un professionista per verificare la possibilità di un percorso finalizzato ad avere maggiore consapevolezze e conoscenza di queste dinamiche. Resto a disposizione per qualsiasi cosa, anche da remoto, qualora lei lo desiderasse. Cordiali saluti. Dottor Massimo Montanaro
Ciao! Grazie per aver condiviso tutto con sincerità, capisco quanto possa essere difficile gestire questi pensieri e sentimenti.
Non sei “strana” per aver creato un profilo con nome falso: a volte serve uno spazio sicuro dove mostrarsi senza giudizio. Capisco anche la paura di raccontarlo, ma essere onesti, anche a piccoli passi, può aiutare a sentirsi più leggeri e a costruire rapporti autentici.
Riguardo alla distanza e ai sentimenti che provi, è normale sentirsi confusi e affezionarsi, ma puoi provare a concentrarti su ciò che puoi controllare: come ti senti tu e quali aspettative hai realisticamente.
Per mostrarti di più, puoi iniziare con piccoli passi: condividere un dettaglio, esprimere un pensiero o un’emozione senza aspettarti una reazione precisa. Così costruisci fiducia in te stessa.
Non sei sola: è normale avere dubbi a 17 anni. Per qualsiasi supporto o consiglio, mi rendo disponibile a parlarne anche online.
Non sei “strana” per aver creato un profilo con nome falso: a volte serve uno spazio sicuro dove mostrarsi senza giudizio. Capisco anche la paura di raccontarlo, ma essere onesti, anche a piccoli passi, può aiutare a sentirsi più leggeri e a costruire rapporti autentici.
Riguardo alla distanza e ai sentimenti che provi, è normale sentirsi confusi e affezionarsi, ma puoi provare a concentrarti su ciò che puoi controllare: come ti senti tu e quali aspettative hai realisticamente.
Per mostrarti di più, puoi iniziare con piccoli passi: condividere un dettaglio, esprimere un pensiero o un’emozione senza aspettarti una reazione precisa. Così costruisci fiducia in te stessa.
Non sei sola: è normale avere dubbi a 17 anni. Per qualsiasi supporto o consiglio, mi rendo disponibile a parlarne anche online.
Ciao, è comprensibile ciò che racconti: usare un profilo con un nome diverso può essere un modo per proteggersi e sentirsi più liberi. Il disagio che provi mostra il desiderio di maggiore autenticità e fiducia. Anche l’interesse per questo ragazzo, pur nella distanza, è naturale: le relazioni online possono far nascere emozioni intense. Parlarne con una terapeuta può aiutarti a capire come mostrarti con più sicurezza e vivere i legami in modo sereno e reale.
La tua storia porta tante emozioni e dinamiche intrinsecamente legate tra loro e che creano una comprensibile confusione, nonché frustrazione. Ci sono sicuramente tanti nodi da sciogliere, per permetterti di acquisire chiarezza riguardo ciò che riporti e che ti permetta di esprimere al meglio te stessa. Sicuramente un percorso terapeutico potrebbe esserti di supporto per raggiungere le consapevolezze che riporti di necessitare. Rimango a disposizione per qualsiasi informazione o chiarimento
Salve,
le problematiche da cui è accompagnata non le consentono di vivere la sua vita di relazione a pieno; tali tematiche possono meglio esser affrontate in uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia può fornirle. Inizi un percorso psicologico, chiedendo il consenso ovviamente ai suoi genitori, vedrà che con il tempo potrà acquisire le sicurezze che ad oggi le mancano
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
le problematiche da cui è accompagnata non le consentono di vivere la sua vita di relazione a pieno; tali tematiche possono meglio esser affrontate in uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia può fornirle. Inizi un percorso psicologico, chiedendo il consenso ovviamente ai suoi genitori, vedrà che con il tempo potrà acquisire le sicurezze che ad oggi le mancano
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, a mio avviso lei inquadra con molta lucidità una questione:
" vorrei lavorare su me stessa per capire da dove origina questa necessità di nascondermi così, perché penso che il problema di tutto ciò sia alla base"
Questo esperimento che descrive e che l'ha trovata impegnata su instagram sembra nascere dal bisogno di un superamento di qualcosa che la fa sentire frenata e che sta iniziando a problematizzare, e che ha a che fare col mostrarsi, col mettersi in gioco. Ancora deve scoprire forse cosa teme e soprattutto come misurarcisi, ma da come scrive ho il sospetto che troverà la sua via; qualora si dovesse continuare a sentire incastrata tenga presente che intraprendere una psicoterapia può costituire un sostegno prezioso in questa ricerca.
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
" vorrei lavorare su me stessa per capire da dove origina questa necessità di nascondermi così, perché penso che il problema di tutto ciò sia alla base"
Questo esperimento che descrive e che l'ha trovata impegnata su instagram sembra nascere dal bisogno di un superamento di qualcosa che la fa sentire frenata e che sta iniziando a problematizzare, e che ha a che fare col mostrarsi, col mettersi in gioco. Ancora deve scoprire forse cosa teme e soprattutto come misurarcisi, ma da come scrive ho il sospetto che troverà la sua via; qualora si dovesse continuare a sentire incastrata tenga presente che intraprendere una psicoterapia può costituire un sostegno prezioso in questa ricerca.
Cordiali saluti
Dott. Daniele Gallucci
Ciao!
Prima di tutto, grazie per aver condiviso qualcosa di così personale non è affatto un “disturbo”. Anzi, quello che hai scritto dimostra una grande capacità di riflettere su te stessa e di voler crescere, e questo è già un segno di grande maturità.
È importante che tu non ti senta in colpa per aver nascosto la tua identità. Creare un profilo con un nome diverso non è un segno di falsità, ma una forma di protezione: lo hai fatto per sentirti libera di esprimerti senza paura del giudizio, e questa è una cosa che tante persone fanno, anche adulte. In un certo senso, ti sei data la possibilità di essere te stessa, solo in un contesto in cui ti sentivi più al sicuro.
Ora però, sentendo il bisogno di essere più autentica, stai già facendo un passo nella direzione giusta. Se e quando ti sentirai pronta, potresti scegliere di parlare con questo ragazzo in modo semplice e sincero, spiegandogli che avevi bisogno di tutelarti all’inizio, che non volevi ingannarlo ma solo proteggerti. Non serve entrare troppo nei dettagli se non vuoi, bastano poche parole oneste. Non farlo per lui, ma per te per liberarti da quel peso e sentirti più allineata con ciò che sei.
Se lui dovesse prenderla male, ricordati che la sua reazione non definisce il tuo valore. Tu avrai comunque fatto qualcosa di importante: un passo verso la tua autenticità, verso la costruzione di un’autostima più solida.
Riguardo ai tuoi sentimenti, è normale provare confusione. Quando c’è connessione con qualcuno, anche a distanza, il cuore spesso si fa sentire più della ragione. E anche se lui ha detto di non volere una relazione a distanza, i sentimenti non sempre si possono controllare. Tuttavia, è giusto tenere i piedi per terra e non alimentare false speranze: a volte le persone si legano, si piacciono, ma la vita o le circostanze non permettono che diventi qualcosa di concreto. E va bene così. Ogni legame, anche se non sfocia in una relazione, può insegnarci qualcosa su noi stessi.
Da quello che scrivi, sembri una persona molto sensibile, attenta e riflessiva. Forse questa “necessità di nasconderti” nasce da un senso di insicurezza o di paura del giudizio, qualcosa che vale la pena esplorare con calma, magari anche con l’aiuto di uno psicologo. Parlare con qualcuno di esperto potrebbe aiutarti a capire da dove viene questa parte di te che ha bisogno di nascondersi, e come trasformarla in una sicurezza più serena e stabile.
Ricorda: non c’è nulla di “sbagliato” in te. Stai semplicemente imparando a conoscerti meglio, e questo è un cammino che richiede coraggio. E tu, da come scrivi, ne hai già tanto!
in bocca al lupo
R.M.
Prima di tutto, grazie per aver condiviso qualcosa di così personale non è affatto un “disturbo”. Anzi, quello che hai scritto dimostra una grande capacità di riflettere su te stessa e di voler crescere, e questo è già un segno di grande maturità.
È importante che tu non ti senta in colpa per aver nascosto la tua identità. Creare un profilo con un nome diverso non è un segno di falsità, ma una forma di protezione: lo hai fatto per sentirti libera di esprimerti senza paura del giudizio, e questa è una cosa che tante persone fanno, anche adulte. In un certo senso, ti sei data la possibilità di essere te stessa, solo in un contesto in cui ti sentivi più al sicuro.
Ora però, sentendo il bisogno di essere più autentica, stai già facendo un passo nella direzione giusta. Se e quando ti sentirai pronta, potresti scegliere di parlare con questo ragazzo in modo semplice e sincero, spiegandogli che avevi bisogno di tutelarti all’inizio, che non volevi ingannarlo ma solo proteggerti. Non serve entrare troppo nei dettagli se non vuoi, bastano poche parole oneste. Non farlo per lui, ma per te per liberarti da quel peso e sentirti più allineata con ciò che sei.
Se lui dovesse prenderla male, ricordati che la sua reazione non definisce il tuo valore. Tu avrai comunque fatto qualcosa di importante: un passo verso la tua autenticità, verso la costruzione di un’autostima più solida.
Riguardo ai tuoi sentimenti, è normale provare confusione. Quando c’è connessione con qualcuno, anche a distanza, il cuore spesso si fa sentire più della ragione. E anche se lui ha detto di non volere una relazione a distanza, i sentimenti non sempre si possono controllare. Tuttavia, è giusto tenere i piedi per terra e non alimentare false speranze: a volte le persone si legano, si piacciono, ma la vita o le circostanze non permettono che diventi qualcosa di concreto. E va bene così. Ogni legame, anche se non sfocia in una relazione, può insegnarci qualcosa su noi stessi.
Da quello che scrivi, sembri una persona molto sensibile, attenta e riflessiva. Forse questa “necessità di nasconderti” nasce da un senso di insicurezza o di paura del giudizio, qualcosa che vale la pena esplorare con calma, magari anche con l’aiuto di uno psicologo. Parlare con qualcuno di esperto potrebbe aiutarti a capire da dove viene questa parte di te che ha bisogno di nascondersi, e come trasformarla in una sicurezza più serena e stabile.
Ricorda: non c’è nulla di “sbagliato” in te. Stai semplicemente imparando a conoscerti meglio, e questo è un cammino che richiede coraggio. E tu, da come scrivi, ne hai già tanto!
in bocca al lupo
R.M.
Ciao, nella tua storia mi ha colpito molto il fatto che spesso hai scritto e ripetuto che tu non ti fidi e quindi in qualche modo ti difendi mettendoti addosso maschere non tue ma che ti servono in qualche modo, o pensi serviranno, a tutelarti, forse lo fai da sempre, perché è così che hai imparato a difenderti e sopravvivere però poi una parte di te torna sempre e ti affezioni, come hai detto tu, a situazioni che sai già impossibili, come se anche questo fosse uno scudo, sai già che prima o poi dovranno finire, almeno inconsciamente e così potrai non rischiare mai e tenere il tutto ad una giusta distanza. Sicuramente il tuo è un meccanismo di difesa affinato in anni e che in qualche modo sicuramente a volte è stato utile ma forse, ora che ne senti la necessità, potresti iniziare a lavorare su te stessa e sul mostrarti te, anche se il rischio di essere ferita esiste. Però c'è anche il rischio di sentirsi bene, autentici e andare in profondità con tutta te stessa.
Buongiorno,
ci sono molte persone anche adulte che decidono di restare fuori dai social per motivi diversi, o di avere un account ufficiale e uno segreto, o solo segreto. Sono scelte diffuse, non anormali di per sé.
Sembra che abbia usato un nome falso come strategia per non essere trovata da conoscenti e non essere giudicata. Lo hanno fatto in passato? Ci sono persone in particolare che non vorrebbe incontrare online, compagni o amici, o conoscenti? Quale pensa che sia il motivo?
Lei stessa dice che indipendentemente dalle dinamiche online che ci ha riportato, vorrebbe lavorare su se stessa per capire questa esigenza di nascondersi. Si ritagli allora un po’ di tempo per esplorare questa dimensione in modo pratico. Potrebbe scrivere le sue riflessioni su un quaderno. Se temesse il giudizio degli altri e il confronto, in presenza oppure online, questo potrebbe essere un obiettivo molto concreto su cui lavorare. Potrebbe ad esempio scrivere i suoi punti di forza e le sue aree che ritiene migliorabili nei rapporti interpersonali. La consapevolezza è un primo passo importante per poter portare avanti il secondo, lavorare su un aspetto di sé alla volta per potenziarlo e imparare. A questa età può essere normale andare incontro a cambiamenti, esigenze di adattamento, sfide da affrontare per crescere. Nel caso in cui il disagio superasse una certa soglia e lo ritenesse, potrebbe valutare dei colloqui con una/uno psicologo per avere un sostegno in una fase emotiva e relazionale delicata.
Forse non riesce a dire la verità al suo amico perché ha paura di perderlo? Non crede di poter avere una relazione a distanza ma si è affezionata a lui? A maggior ragione più tardi lo dirà e più alto è il rischio. Potrà restare deluso oppure no, indipendentemente da quando gli e lo dice. Meglio prima che poi allora. Se teme di essere giudicata strana, pensi che comunque ha avuto le sue ragioni, può provare a spiegarle semplicemente.
Per l’ambivalenza della situazione che racconta, amicizia o relazione a distanza, si prenda un po’ di tempo per capire, se è solo amicizia, quali sono i giusti spazi e le giuste modalità per lei e per comunicare con lui per essere sicuri di essere in linea nel viverla entrambi come amicizia, se la distanza e i desideri escludono altro.
ci sono molte persone anche adulte che decidono di restare fuori dai social per motivi diversi, o di avere un account ufficiale e uno segreto, o solo segreto. Sono scelte diffuse, non anormali di per sé.
Sembra che abbia usato un nome falso come strategia per non essere trovata da conoscenti e non essere giudicata. Lo hanno fatto in passato? Ci sono persone in particolare che non vorrebbe incontrare online, compagni o amici, o conoscenti? Quale pensa che sia il motivo?
Lei stessa dice che indipendentemente dalle dinamiche online che ci ha riportato, vorrebbe lavorare su se stessa per capire questa esigenza di nascondersi. Si ritagli allora un po’ di tempo per esplorare questa dimensione in modo pratico. Potrebbe scrivere le sue riflessioni su un quaderno. Se temesse il giudizio degli altri e il confronto, in presenza oppure online, questo potrebbe essere un obiettivo molto concreto su cui lavorare. Potrebbe ad esempio scrivere i suoi punti di forza e le sue aree che ritiene migliorabili nei rapporti interpersonali. La consapevolezza è un primo passo importante per poter portare avanti il secondo, lavorare su un aspetto di sé alla volta per potenziarlo e imparare. A questa età può essere normale andare incontro a cambiamenti, esigenze di adattamento, sfide da affrontare per crescere. Nel caso in cui il disagio superasse una certa soglia e lo ritenesse, potrebbe valutare dei colloqui con una/uno psicologo per avere un sostegno in una fase emotiva e relazionale delicata.
Forse non riesce a dire la verità al suo amico perché ha paura di perderlo? Non crede di poter avere una relazione a distanza ma si è affezionata a lui? A maggior ragione più tardi lo dirà e più alto è il rischio. Potrà restare deluso oppure no, indipendentemente da quando gli e lo dice. Meglio prima che poi allora. Se teme di essere giudicata strana, pensi che comunque ha avuto le sue ragioni, può provare a spiegarle semplicemente.
Per l’ambivalenza della situazione che racconta, amicizia o relazione a distanza, si prenda un po’ di tempo per capire, se è solo amicizia, quali sono i giusti spazi e le giuste modalità per lei e per comunicare con lui per essere sicuri di essere in linea nel viverla entrambi come amicizia, se la distanza e i desideri escludono altro.
Grazie per aver condiviso la Sua storia così apertamente e dettagliatamente. Immagino difficoltà nel prendere una decisione riguardo alle Sue relazioni e dei sentimenti contrastanti che sta provando.
È utile considerare come le storie che ci raccontiamo sull'amore e sulle relazioni influenzino il modo in cui viviamo le nostre esperienze. Spesso, ci sono narrazioni sulla perfezione, sulla felicità o sulla paura che possono rendere difficile prendere decisioni consapevoli e vivere in modo autentico.
Nel Suo caso, potrebbe essere utile esplorare le narrazioni che ha costruito nel tempo riguardo al Suo ruolo nelle relazioni, al Suo bisogno di piacere agli altri e alla Sua paura di affrontare le conseguenze delle Sue scelte. Spesso, portare alla luce queste narrazioni e mettere in discussione quelle che La limitano può aiutareLa a trovare un modo più sano e appagante di vivere le Sue relazioni.
Riguardo alla relazione terminata, potrebbe essere utile riflettere su cosa ha imparato da questa esperienza, quali sono i Suoi bisogni e desideri in una relazione e come può evitare di ripetere gli stessi errori in futuro.
Riguardo alla nuova conoscenza, potrebbe essere utile comunicare apertamente con questa persona riguardo ai Suoi sentimenti e alle Sue aspettative. Essere onesti con sé stesso e con l'altro può aiutareLa a costruire una relazione basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco.
Potrebbe essere utile per Lei riflettere su quali sono i Suoi valori più importanti in una relazione e su come questi valori si riflettono nelle Sue scelte. Ad esempio, se per Lei è importante la stabilità e la sicurezza, potrebbe essere più adatto a Lei rimanere con il nuovo ragazzo. Se invece per Lei è importante la passione e l'intensità emotiva, potrebbe essere più adatto a Lei dare una seconda possibilità al Suo ex.
Se desidera esplorare ulteriormente questi aspetti e valutare le possibili opzioni per affrontare questa situazione, resto a Sua disposizione.
È utile considerare come le storie che ci raccontiamo sull'amore e sulle relazioni influenzino il modo in cui viviamo le nostre esperienze. Spesso, ci sono narrazioni sulla perfezione, sulla felicità o sulla paura che possono rendere difficile prendere decisioni consapevoli e vivere in modo autentico.
Nel Suo caso, potrebbe essere utile esplorare le narrazioni che ha costruito nel tempo riguardo al Suo ruolo nelle relazioni, al Suo bisogno di piacere agli altri e alla Sua paura di affrontare le conseguenze delle Sue scelte. Spesso, portare alla luce queste narrazioni e mettere in discussione quelle che La limitano può aiutareLa a trovare un modo più sano e appagante di vivere le Sue relazioni.
Riguardo alla relazione terminata, potrebbe essere utile riflettere su cosa ha imparato da questa esperienza, quali sono i Suoi bisogni e desideri in una relazione e come può evitare di ripetere gli stessi errori in futuro.
Riguardo alla nuova conoscenza, potrebbe essere utile comunicare apertamente con questa persona riguardo ai Suoi sentimenti e alle Sue aspettative. Essere onesti con sé stesso e con l'altro può aiutareLa a costruire una relazione basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco.
Potrebbe essere utile per Lei riflettere su quali sono i Suoi valori più importanti in una relazione e su come questi valori si riflettono nelle Sue scelte. Ad esempio, se per Lei è importante la stabilità e la sicurezza, potrebbe essere più adatto a Lei rimanere con il nuovo ragazzo. Se invece per Lei è importante la passione e l'intensità emotiva, potrebbe essere più adatto a Lei dare una seconda possibilità al Suo ex.
Se desidera esplorare ulteriormente questi aspetti e valutare le possibili opzioni per affrontare questa situazione, resto a Sua disposizione.
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