Salve,vengo da un periodo di forte ansia dovuto all inserimento di una spirale medicata,a distanza d

14 risposte
Salve,vengo da un periodo di forte ansia dovuto all inserimento di una spirale medicata,a distanza di tre mesi mi sento molto meglio..lavoro,mi prendo cura dei miei figli e riesco ad avere delle giornate abbastanza normali..solo che ultimamente sento la sensazione o non so se sia solo un pensiero..di non essere motivata per il futuro e nella vita che magari non ne valga la pena..anche se ho mille motivi di vivere e la mia vita non è assolutamente monotona..cos’è questa sensazione è passeggera dovuta al mio periodo?
 Gabriele Lungarella
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente, quello che descrive è piuttosto frequente dopo un periodo di ansia intensa. Quando il corpo esce da una fase di allerta prolungata, spesso resta una sorta di “coda” emotiva: meno slancio, meno entusiasmo, pensieri sul senso delle cose. Non significa che lei stia regredendo o che non ami la sua vita; può essere un effetto del recupero, della stanchezza accumulata, oppure un segnale di umore un po’ abbassato che merita ascolto.
Il fatto che lei continui a lavorare, prendersi cura dei figli e gestire le giornate è un elemento positivo. La domanda utile, ora, è osservare la direzione di questa sensazione: resta un pensiero occasionale o sta diventando più presente e pesante? Le toglie energia, sonno, appetito, interesse, o resta sullo sfondo?
Se è una sensazione leggera e fluttuante, può essere passeggera e legata al periodo. Se invece aumenta, diventa costante o si accompagna a tristezza marcata, apatia o pensieri di autosvalutazione, allora conviene parlarne con il medico o con uno psicologo, così da intervenire presto e non restare sola con questi pensieri.
In ogni caso, il fatto che lei se ne accorga e lo chieda qui è già un segnale di cura verso se stessa. Un caro saluto
Gabriele

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Cara Signora, è difficile rispondere al suo quesito "dall'esterno". Ritengo però che la sua sia una domanda importante e preziosa. Tenga aperta questa domanda, si metta in ascolto. Le sensazioni che viviamo internamente, anche se non incidono concretamente sulla nostra vita e su quella dei nostri familiari, meritano attenzione e rispetto. Possono essere una scintilla che fa luce su aree di ombra, aree interne faticose che, talvolta, meritano di essere sciolte e trasformate con il lavoro di psicoterapia. I sintomi ci possono offrire delle occasioni di cambiamento e di crescita, se le sappiamo cogliere.
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Salve. Dopo mesi di ansia intensa può capitare che, quando l’emergenza rientra, resti una specie di “coda” emotiva: stanchezza, calo di motivazione, pensieri del tipo “che senso ha?”. Non significa automaticamente depressione, spesso è il cervello che sta ancora recuperando energie dopo un periodo di allerta.
Detto questo, è importante distinguere due cose:
un pensiero passeggero di scoraggiamento (“sono stanca, non vedo il futuro”) che va e viene;
pensieri più scuri e insistenti, soprattutto se si accompagnano a perdita di piacere, insonnia marcata, pianto frequente o idee di farti del male.
Tu racconti che lavori, ti prendi cura dei figli e hai giornate abbastanza normali: è un buon segno. Però non ignorare questa sensazione. Portala al tuo medico o a chi ti segue, anche solo per inquadrarla e non restarci sola.
Nel frattempo, può aiutare:
riposo e routine: dopo l’ansia il corpo ha bisogno di recupero vero;
piccoli obiettivi settimanali, non “il futuro”: oggi basta il prossimo passo;
ridurre il rimuginio: quando arriva “non ne vale la pena”, prova a trattarlo come un pensiero da stanchezza, non come una verità.
Dott.ssa Laura Romano
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buongiorno, percepisco la sensazione che mi descrive come una preoccupazione di sottofondo che la accompagna nella sua quotidianità, una quotidianità che descrive comunque come sufficientemente tranquilla. Il primo quesito che mi viene e se non ci sia un pensiero riguardo qualcosa di irrisolto, una preoccupazione appunto, che potrebbe farle percepire che questa tranquillità che vive possa interrompersi da un momento all'altro. Oppure una sensazione di mancanza, ovvero la sensazione che per essere realmente sereni in realtà ci manchi qualcosa che non riusciamo o non vogliamo identificare. Infine approfondirei le motivazioni per cui l'inserimento della spirale le ha provocato ansia. La ringrazio per la sua condivisione
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,
la sensazione che descrive può comparire dopo un periodo di forte ansia: quando il livello di attivazione si riduce, può emergere una sorta di “vuoto” o calo della motivazione, come se le emozioni fossero un po’ attenuate. Non significa che la Sua vita non abbia valore, ma che sta attraversando una fase di assestamento.

Il fatto che riesca a lavorare, prendersi cura dei figli e mantenere una quotidianità funzionale è un elemento molto positivo. Tuttavia, quei pensieri (“non ne vale la pena”) meritano attenzione, soprattutto se tendono a ripresentarsi, perché possono essere legati a una stanchezza emotiva residua.

Spesso si tratta di una condizione temporanea, ma è importante non sottovalutarla e darle uno spazio di comprensione, per evitare che si strutturi nel tempo.

Se lo desidera, può valutare un colloquio con me per approfondire meglio questa fase e ritrovare un senso di maggiore stabilità e motivazione.

Un saluto,
Dott.ssa Pisano
Dott.ssa Tonia Caturano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Pioltello
Salve, quello che descrive è qualcosa che può capitare dopo un periodo di forte ansia: quando la fase più acuta passa, può rimanere una sorta di “strascico” fatto di pensieri più spenti, senso di vuoto o mancanza di motivazione. Non significa necessariamente che la Sua vita non abbia valore, ma che il sistema emotivo sta ancora cercando un equilibrio.
Il fatto che Lei riesca a lavorare, occuparsi dei figli e avere giornate abbastanza normali è un segnale importante e positivo. Tuttavia, quella sensazione di “non ne vale la pena” merita attenzione, soprattutto se tende a ripresentarsi.
Può essere una fase passeggera legata al periodo che ha attraversato, ma è utile non ignorarla e darle uno spazio di ascolto, senza spaventarsi.
Un colloquio con un professionista potrebbe aiutarLa a comprendere meglio questi pensieri e a prevenire che diventino più persistenti. Se desidera, possiamo approfondire insieme ciò che sta vivendo.
Dott.ssa Camilla Pastonesi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Rho
Buongiorno, ci tengo a sottolineare come nonostante il periodo di forte ansia che ha attraversato, è riuscita a riprendere in mano la sua quotidianità: lavora, si occupa dei suoi figli e riesce ad avere giornate abbastanza stabili. Questo ci dice che dentro di lei ci sono risorse solide, anche se in questo momento qualcosa continua a farla sentire incerta.
Quella sensazione che descrive come una mancanza di motivazione può comparire dopo fasi di ansia intensa: a volte, quando l’attivazione emotiva si abbassa, emergono pensieri più “svuotati” o una specie di distacco, che non sempre corrisponde davvero a ciò che sentiamo in profondità. È come se una parte di lei mettesse in discussione il valore delle cose, mentre un’altra parte sa bene di avere molti motivi per vivere e andare avanti.
Potrebbe essere utile capire meglio quando compare questa sensazione: in quali momenti della giornata, con quali pensieri o stati d’animo, e che effetto fa su di lei. Questo aiuterebbe a distinguere se si tratta di una fase legata al periodo che ha attraversato oppure di qualcosa che ha radici più profonde.
Rimango a disposizione!
Dott.ssa Maria Caterina Boria
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
quello che descrive può accadere dopo un periodo di forte ansia: quando la fase più acuta si riduce, possono emergere pensieri di vuoto, demotivazione o senso di fatica verso il futuro.

Non significa che “la vita non valga la pena”, ma è più probabile che il suo sistema emotivo stia ancora recuperando equilibrio dopo lo stress vissuto.

Il fatto che riesca a lavorare, prendersi cura dei suoi figli e avere giornate abbastanza normali è un segnale molto positivo.

Queste sensazioni spesso sono temporanee, ma se dovessero persistere o intensificarsi, può essere utile confrontarsi con un professionista per comprenderle meglio e sostenerla in questa fase.

Un caro saluto.
Dott.ssa Federica Tropea
Psicologo, Psicoterapeuta
Catania
Buon pomeriggio, sono la dottoressa Tropea Federica, in merito a quanto scritto ciò che descrive è abbastanza comune dopo un periodo di forte ansia. Quando il corpo si calma, possono emergere pensieri di vuoto o poca motivazione: non significano che la vita non abbia valore, ma sono spesso un ‘residuo’ della fase ansiosa. Il fatto che lei lavori, si prenda cura dei figli e funzioni nella quotidianità è un segnale molto positivo. Se questi pensieri restano leggeri e saltuari possono essere passeggeri; se invece diventano più frequenti o intensi, è utile parlarne con un professionista. Nel frattempo, continui a mantenere routine e contatti poichè la motivazione spesso torna facendo, non aspettando di sentirla. Resto a sua disposizione, buona giornata.
Buongiorno,
nelle sue parole sembra esserci un doppio movimento: da una parte una ripresa, il tornare alle sue giornate, al lavoro, alla cura dei suoi figli; dall’altra qualcosa di più sottile, meno definito, che si affaccia come una sensazione difficile da nominare.
Non descrive un vero e proprio “crollo”, ma piuttosto un cambiamento nel modo in cui sente le cose, come se, pur andando avanti, qualcosa dentro non fosse completamente coinvolto.
Viene da chiedersi che qualità ha questa sensazione: è più un pensiero che arriva, oppure un clima emotivo che rimane sullo sfondo? È qualcosa che compare in momenti specifici, oppure la accompagna in modo più continuo?
Quando dice “non essere motivata per il futuro” e allo stesso tempo riconosce di avere molti motivi per vivere, sembra esserci una distanza tra ciò che sa e ciò che sente. Che effetto le fa questo scarto?
Potrebbe essere che, dopo un periodo di forte ansia, qualcosa stia ancora cercando un suo equilibrio, e che questa fase abbia una sua temporaneità… oppure le sembra che abbia una qualità diversa, più nuova, meno legata a ciò che ha vissuto prima?
A volte, quando si esce da una fase molto intensa, non è immediato ritrovare anche una piena sensazione di slancio o direzione, come se servisse del tempo perché anche il futuro torni ad avere una forma più viva.
Se questo vissuto dovesse restare, o diventare più presente, potrebbe essere uno spazio da ascoltare con attenzione, magari anche accompagnata, per capire meglio che cosa sta cercando di esprimere.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissima, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo la situazione che ci riporta, e soprattutto il suo bisogno di capire meglio che sta succedendo dentro di lei. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e comprendere quello che sta vivendo, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tutto questo.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buongiorno,
quello che descrivi è un’esperienza che può capitare quando si attraversa un periodo di forte ansia o di stress prolungato. Anche quando le cose iniziano a migliorare e la vita riprende un ritmo più normale, può restare per un po’ una sensazione di vuoto, di stanchezza emotiva o di mancanza di motivazione. Non significa necessariamente che la tua vita non abbia valore o direzione, ma piuttosto che il tuo sistema emotivo potrebbe essere ancora in una fase di assestamento dopo ciò che hai vissuto.

Il fatto che tu riesca a lavorare, prenderti cura dei tuoi figli e portare avanti la tua quotidianità è già un segnale importante di risorse e capacità. Allo stesso tempo, quelle sensazioni meritano di essere ascoltate con delicatezza, senza giudicarti o spaventarti. A volte parlarne con un professionista può aiutare a comprendere meglio cosa sta succedendo dentro di te e a ritrovare gradualmente un senso di fiducia e motivazione.

Se senti che questo stato persiste o ti crea preoccupazione, concederti uno spazio di ascolto potrebbe essere un passo utile per prenderti cura di te.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Giovanna Costanzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,

da ciò che descrive, sembra che lei abbia attraversato un periodo di forte attivazione ansiosa e che, con il tempo, stia gradualmente recuperando un equilibrio nella quotidianità. Il fatto che riesca a lavorare, prendersi cura dei suoi figli e vivere giornate abbastanza normali è un segnale importante di ripresa.

La sensazione che riferisce — una sorta di mancanza di motivazione o di dubbio sul senso delle cose — può comparire proprio nelle fasi successive a periodi di ansia intensa. Quando il sistema nervoso esce da uno stato prolungato di allerta, può emergere una temporanea sensazione di “vuoto”, stanchezza emotiva o perdita di slancio, che non necessariamente indica qualcosa di stabile o profondo.

È importante distinguere tra un pensiero passeggero (“e se non ne valesse la pena?”) e una convinzione radicata: nel suo caso, il fatto che riconosca di avere molti motivi per vivere e una vita non monotona fa pensare più a un’esperienza transitoria legata al periodo che ha attraversato.

Se questa sensazione dovesse persistere, intensificarsi o accompagnarsi a un calo più marcato dell’umore, potrebbe essere utile un confronto con un professionista, per comprendere meglio il significato di ciò che sta vivendo e sostenerla nel consolidare il suo benessere.

Nel frattempo, può aiutare concedersi tempo, senza forzarsi a “sentire” qualcosa di diverso da ciò che c’è ora: spesso queste fasi si riequilibrano gradualmente.

Un caro saluto.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
quello che descrive può essere una reazione comprensibile dopo un periodo di forte ansia e cambiamenti corporei legati all’inserimento della spirale medicata. Anche se ora le giornate scorrono in modo relativamente normale, è possibile che residui di stress o preoccupazioni si manifestino sotto forma di pensieri sul senso della vita o sulla motivazione personale. Queste sensazioni possono essere transitorie e legate a momenti di stanchezza emotiva o riflessione interiore.

Tuttavia, se questi pensieri diventano frequenti, persistenti o fonte di disagio significativo, è importante non trascurarli: parlarne con uno specialista può aiutare a chiarire la loro origine e a individuare strategie per ritrovare piena serenità e motivazione.

Resto a disposizione per un approfondimento personalizzato.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.