Salve, sono un uomo di ho 51 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco ma dal mese di April
15
risposte
Salve, sono un uomo di ho 51 anni e premetto che sono sempre stato ipocondriaco ma dal mese di Aprile in poi questo tipo di disturbo si è accentuato molto. Fino al mese di ottobre infatti ho avuto alcuni attacchi di panico, avevo paura strozzarmi deglutendo il cibo, sudavo quando stavo a tavola e non mangiavo quasi nulla per paura ché mi sarei soffocato e tuttora mi capita anche se sto leggermente meglio, nel frattempo sono andato da una psicologa. Ma la cosa che mi preoccupa è che da quando ho avuto il problema, faccio pensieri negativi riguardo la mia salute perchè ho perso qualche chilo per me di troppo, sono alto intorno al 1.96 e attualmente peso intorno agli 80 chili.. In questo periodo sto mangiando poco ho paura di mangiare di soffocare, ma sopratutto temo di perdere energie, andare sottopeso e che non riesca a recuperare il peso perso perchè ho qualche patologia. Attendo un vostro gradito consiglio e se devo preoccuparmi.. Grazie
Salve,
In condizioni come questa è fondamentale lavorare in équipe, perché il problema coinvolge due piani diversi ma strettamente collegati:
l’aspetto psicologico (ansia, attacchi di panico, paura di deglutire)
l’aspetto nutrizionale (mantenere la massa muscolare, evitare il sottopeso, garantire i nutrienti necessari)
Quando si mangia poco per paura, il rischio non è solo perdere peso, ma anche perdere massa muscolare, energia e stabilità emotiva.
Per questo è importante che la psicologa e una nutrizionista lavorino insieme, ognuna sul proprio ambito, per aiutarla a ritrovare sicurezza nel momento del pasto, ristabilire un’alimentazione che le permetta di non perdere massa muscolare, garantire al corpo i nutrienti necessari e gestire i pensieri legati alla salute in modo più equilibrato
Il fatto che lei stia già seguendo un percorso psicologico è un passo molto importante.
Ora è altrettanto importante affiancare un supporto nutrizionale strutturato, perché in presenza di ansia e calo ponderale non è consigliabile procedere in autonomia.
Dott.ssa Giada Gattari
In condizioni come questa è fondamentale lavorare in équipe, perché il problema coinvolge due piani diversi ma strettamente collegati:
l’aspetto psicologico (ansia, attacchi di panico, paura di deglutire)
l’aspetto nutrizionale (mantenere la massa muscolare, evitare il sottopeso, garantire i nutrienti necessari)
Quando si mangia poco per paura, il rischio non è solo perdere peso, ma anche perdere massa muscolare, energia e stabilità emotiva.
Per questo è importante che la psicologa e una nutrizionista lavorino insieme, ognuna sul proprio ambito, per aiutarla a ritrovare sicurezza nel momento del pasto, ristabilire un’alimentazione che le permetta di non perdere massa muscolare, garantire al corpo i nutrienti necessari e gestire i pensieri legati alla salute in modo più equilibrato
Il fatto che lei stia già seguendo un percorso psicologico è un passo molto importante.
Ora è altrettanto importante affiancare un supporto nutrizionale strutturato, perché in presenza di ansia e calo ponderale non è consigliabile procedere in autonomia.
Dott.ssa Giada Gattari
Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online
Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.
Mostra risultati Come funziona?
Buongiorno,
da ciò che descrive emerge un elemento molto importante: la perdita di peso sembra essere comparsa in concomitanza con un periodo caratterizzato da ansia intensa, attacchi di panico e paura di deglutire.
Se una persona mangia meno per mesi perché ha paura di soffocare, è assolutamente possibile che perda peso senza che vi sia necessariamente una patologia organica sottostante.
Con un'altezza di circa 196 cm e un peso di 80 kg il suo peso è ancora compatibile con un normopeso, anche se certamente è importante monitorare che non continui a diminuire.
Il fatto che abbia già intrapreso un percorso con una psicologa è molto positivo. Spesso, quando la paura di mangiare si associa all'ipocondria, si crea un circolo vizioso:
si mangia meno;
si perde peso;
la perdita di peso aumenta la preoccupazione;
la preoccupazione peggiora ulteriormente il rapporto con il cibo.
Se gli esami effettuati sono risultati nella norma e non sono presenti segnali d'allarme come anemia importante, sangue nelle feci, vomito persistente o perdita di peso molto rapida e progressiva, il quadro che descrive è compatibile con una forte componente ansiosa.
Continui il percorso psicologico e ne parli anche con il medico curante. Recuperare gradualmente fiducia nell'alimentazione sarà probabilmente importante quanto la scelta degli alimenti stessi.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
da ciò che descrive emerge un elemento molto importante: la perdita di peso sembra essere comparsa in concomitanza con un periodo caratterizzato da ansia intensa, attacchi di panico e paura di deglutire.
Se una persona mangia meno per mesi perché ha paura di soffocare, è assolutamente possibile che perda peso senza che vi sia necessariamente una patologia organica sottostante.
Con un'altezza di circa 196 cm e un peso di 80 kg il suo peso è ancora compatibile con un normopeso, anche se certamente è importante monitorare che non continui a diminuire.
Il fatto che abbia già intrapreso un percorso con una psicologa è molto positivo. Spesso, quando la paura di mangiare si associa all'ipocondria, si crea un circolo vizioso:
si mangia meno;
si perde peso;
la perdita di peso aumenta la preoccupazione;
la preoccupazione peggiora ulteriormente il rapporto con il cibo.
Se gli esami effettuati sono risultati nella norma e non sono presenti segnali d'allarme come anemia importante, sangue nelle feci, vomito persistente o perdita di peso molto rapida e progressiva, il quadro che descrive è compatibile con una forte componente ansiosa.
Continui il percorso psicologico e ne parli anche con il medico curante. Recuperare gradualmente fiducia nell'alimentazione sarà probabilmente importante quanto la scelta degli alimenti stessi.
Distinti saluti,
Dr Luca Agostini
Buongiorno,
le consiglio di monitorare il peso corporeo e di rivolgersi a una/un dietista per eventuale integrazione.
Per quanto riguarda il suo disturbo, ci sono alcuni test da fare per valutare se effettivamente la deglutizione risulti sicura per tutte le consistenze o meno.
Nel caso questi test riportino disfagia per qualche tipo di consistenza, è consigliabile monitorare gli introiti, evitando il calo ponderale (e soprattutto di massa muscolare).
Spero di esserle stata di aiuto; per altre domande mi contatti pure.
Buona giornata
Dott.ssa Fraternale Camilla
le consiglio di monitorare il peso corporeo e di rivolgersi a una/un dietista per eventuale integrazione.
Per quanto riguarda il suo disturbo, ci sono alcuni test da fare per valutare se effettivamente la deglutizione risulti sicura per tutte le consistenze o meno.
Nel caso questi test riportino disfagia per qualche tipo di consistenza, è consigliabile monitorare gli introiti, evitando il calo ponderale (e soprattutto di massa muscolare).
Spero di esserle stata di aiuto; per altre domande mi contatti pure.
Buona giornata
Dott.ssa Fraternale Camilla
Gentile utente, comprendo la sua preoccupazione. Quando la paura e l’ansia iniziano a interferire con l’alimentazione e con la serenità quotidiana, è importante non restare soli e confrontarsi con professionisti di fiducia.
Il calo ponderale e la difficoltà a mangiare meritano un confronto con uno specialista della nutrizione, così da valutare con attenzione il quadro generale. È molto positivo che abbia già iniziato un percorso con una psicologa.
In generale può essere utile affrontare la situazione passo dopo passo con il supporto dei professionisti specifici, che sapranno supportarla al meglio.
Un caro saluto,
Il calo ponderale e la difficoltà a mangiare meritano un confronto con uno specialista della nutrizione, così da valutare con attenzione il quadro generale. È molto positivo che abbia già iniziato un percorso con una psicologa.
In generale può essere utile affrontare la situazione passo dopo passo con il supporto dei professionisti specifici, che sapranno supportarla al meglio.
Un caro saluto,
Gentilissimo
la domanda che pone non è semplicissima da interpretare a distanza. Nessun professionista serio può dirle online che non ha alcun problema di salute, ma dal suo racconto emerge chiaramente un elemento importante: l'ansia. Oggi è una condizione molto diffusa e frequente, ma non per questo va sottovalutata anzi, va riconosciuta e gestita adeguatamente.
Più che il calo di peso in sé, mi sembra centrale il rapporto che si è creato con il cibo. Se il momento del pasto è accompagnato da paura, tensione e timore di soffocare, è naturale che l'alimentazione ne risenta e che il peso possa diminuire.
A mio avviso sta facendo bene a seguire un percorso psicologico, che in questa fase rappresenta probabilmente l'aspetto prioritario su cui lavorare. Se lo riterrà opportuno, potrà anche affiancare un nutrizionista per aiutarla a recuperare serenità e fiducia nell'alimentazione ma inizialmente la componente psicologica sembra essere quella predominante.
La saluto cordialmente.
Dott. Matteo Barbanera
la domanda che pone non è semplicissima da interpretare a distanza. Nessun professionista serio può dirle online che non ha alcun problema di salute, ma dal suo racconto emerge chiaramente un elemento importante: l'ansia. Oggi è una condizione molto diffusa e frequente, ma non per questo va sottovalutata anzi, va riconosciuta e gestita adeguatamente.
Più che il calo di peso in sé, mi sembra centrale il rapporto che si è creato con il cibo. Se il momento del pasto è accompagnato da paura, tensione e timore di soffocare, è naturale che l'alimentazione ne risenta e che il peso possa diminuire.
A mio avviso sta facendo bene a seguire un percorso psicologico, che in questa fase rappresenta probabilmente l'aspetto prioritario su cui lavorare. Se lo riterrà opportuno, potrà anche affiancare un nutrizionista per aiutarla a recuperare serenità e fiducia nell'alimentazione ma inizialmente la componente psicologica sembra essere quella predominante.
La saluto cordialmente.
Dott. Matteo Barbanera
innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con così tanta lucidità la sua situazione. Desidero rassicurarla subito su un punto fondamentale per disinnescare la spirale dell'ansia: la perdita di peso che ha riscontrato ha una spiegazione logica e diretta, che è il ridotto introito di cibo dovuto alla paura di soffocare (fagofobia). Non c'è motivo di pensare subito a una patologia nascosta: se il corpo introduce meno energia di quella che consuma (specialmente su una struttura imponente come la sua, alta 1.96 m), il peso scende.Ha fatto una scelta eccellente nel chiedere aiuto. La paura di soffocare e l'ansia a tavola sono manifestazioni acute dello stress e degli attacchi di panico che ha vissuto. Il lavoro psicologico è la chiave primaria per sciogliere questo nodo alla gola. Abbia pazienza, i risultati arrivano un passo alla volta.Dal punto di vista nutrizionale, per fermare la perdita di peso e tranquillizzarla, non è necessario costringersi a mangiare cibi solidi o difficili da deglutire se in questo momento le provocano panico. Si può strutturare un piano alimentare temporaneo mirato:
Consistenze modificate: Si possono utilizzare alimenti cremosi, vellutate arricchite, frullati proteici, purè e formaggi freschi morbidi. Sono alimenti ad altissimo valore nutrizionale che scivolano via senza richiedere una masticazione complessa, azzerando il rischio percepito di soffocamento.
Alimenti a elevata densità calorica: Un professionista della nutrizione può aiutarla a inserire piccoli volumi di cibo ma molto ricchi di energia (come l'uso strategico di olio extravergine d'oliva, creme di frutta secca 100% o specifiche miscele nutrizionali), in modo da mantenere il peso senza dover fare porzioni giganti.
Consistenze modificate: Si possono utilizzare alimenti cremosi, vellutate arricchite, frullati proteici, purè e formaggi freschi morbidi. Sono alimenti ad altissimo valore nutrizionale che scivolano via senza richiedere una masticazione complessa, azzerando il rischio percepito di soffocamento.
Alimenti a elevata densità calorica: Un professionista della nutrizione può aiutarla a inserire piccoli volumi di cibo ma molto ricchi di energia (come l'uso strategico di olio extravergine d'oliva, creme di frutta secca 100% o specifiche miscele nutrizionali), in modo da mantenere il peso senza dover fare porzioni giganti.
Buongiorno, per prima cosa non escluderei di rivolgermi ad uno psicoterapeuta: gli attacchi di panico non vanno sottovalutati. Aggiungo che un approccio integrato che comprenda trattamenti di riequilibrio cranio-sacrale o la stimolazione vagale con strumentazione biofisica, esercizi di respirazione diaframmatica e ad un piano alimentare a basso tono simpatico le sarebbero senz'altro d'aiuto. Per tamponare nel momento di difficoltà le consiglio due nomabit: Holly e Mimulus. La saluto cordialmente
Buongiorno, non si preoccupi, mangiando meno è assolutamente normale perdere peso.
Ha fatto bene a rivolgersi a una psicologa, le consiglio di parlare con lei di queste preoccupazione ed eventualmente chiedere se collabora con qualche nutrizionista, che può aiutarla per quanto riguarda l'alimentazione.
Ha fatto bene a rivolgersi a una psicologa, le consiglio di parlare con lei di queste preoccupazione ed eventualmente chiedere se collabora con qualche nutrizionista, che può aiutarla per quanto riguarda l'alimentazione.
Salve, si, chiaramente è una situazione da monitorare con attenzione. Il rischio di sarcopenia è elevato, oltre all'evidente disturbo psicologico. Sicuramente aver iniziato un percorso da un professionista è stato un grande passo, le consiglio anche una visita nutrizionale perché momentaneamente potrebbe pensare di alimentarsi tramite frullati o cibi facilmente degludibili e, gradualmente, reinserire del cibo solido
Salve, è normale che non mangiando in maniera adeguata abbia perso peso. Le consiglierei di continuare il percorso dallo psicologo/psicologa. Per quanto riguarda l'alimentazione potrebbe supportarsi con integratori per il sostegno metabolico/energetico
Buongiorno,
da quello che descrive, la perdita di peso potrebbe essere almeno in parte spiegata dalla riduzione dell'alimentazione dovuta alla paura di soffocare e agli episodi di ansia che ha vissuto negli ultimi mesi.
È positivo che abbia già intrapreso un percorso con una psicologa, perché queste paure possono influenzare in modo importante sia l'alimentazione sia il peso corporeo.
Detto questo, una perdita di peso involontaria merita sempre di essere valutata nel contesto generale della sua salute. Se non l'ha già fatto, può essere utile confrontarsi anche con il medico curante per una valutazione clinica e degli eventuali accertamenti che riterrà opportuni.
Nel frattempo, cerchi di non focalizzarsi esclusivamente sul numero della bilancia: il fatto che stia mangiando meno rappresenta già una possibile spiegazione del calo ponderale. Continui a lavorare sugli aspetti legati all'ansia e alle difficoltà durante i pasti, che sembrano essere un elemento centrale del problema.
da quello che descrive, la perdita di peso potrebbe essere almeno in parte spiegata dalla riduzione dell'alimentazione dovuta alla paura di soffocare e agli episodi di ansia che ha vissuto negli ultimi mesi.
È positivo che abbia già intrapreso un percorso con una psicologa, perché queste paure possono influenzare in modo importante sia l'alimentazione sia il peso corporeo.
Detto questo, una perdita di peso involontaria merita sempre di essere valutata nel contesto generale della sua salute. Se non l'ha già fatto, può essere utile confrontarsi anche con il medico curante per una valutazione clinica e degli eventuali accertamenti che riterrà opportuni.
Nel frattempo, cerchi di non focalizzarsi esclusivamente sul numero della bilancia: il fatto che stia mangiando meno rappresenta già una possibile spiegazione del calo ponderale. Continui a lavorare sugli aspetti legati all'ansia e alle difficoltà durante i pasti, che sembrano essere un elemento centrale del problema.
Buongiorno,
le consiglio di proseguire il percorso psicologico ed eventualmente, se possibile, di aggiungerci un percorso nutrizionale in modo da evitare eventuali carenze. In questo modo, sarà probabilmente anche più sereno perchè consapevole del fatto che sta facendo il possibile per la sua salute psico-fisica. Più si è sereni e più il corpo risponde meglio agli stimoli: non siamo fatti a comparti, ma piuttosto di tanti ingranaggi incastrati tra di loro e, se riuscirà a lavorare bene sulle sue paure, vedrà che piano piano riprenderà anche il peso perso in modo salutare.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Riminucci
le consiglio di proseguire il percorso psicologico ed eventualmente, se possibile, di aggiungerci un percorso nutrizionale in modo da evitare eventuali carenze. In questo modo, sarà probabilmente anche più sereno perchè consapevole del fatto che sta facendo il possibile per la sua salute psico-fisica. Più si è sereni e più il corpo risponde meglio agli stimoli: non siamo fatti a comparti, ma piuttosto di tanti ingranaggi incastrati tra di loro e, se riuscirà a lavorare bene sulle sue paure, vedrà che piano piano riprenderà anche il peso perso in modo salutare.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Riminucci
Buongiorno. Innanzitutto è ottimo che abbia iniziato un percorso di sostegno psicologico: è un passo estremamente importante e fondamentale per affrontare l'origine di questa situazione.
La forte ansia legata al momento del pasto e la conseguente riduzione del cibo introdotto spiegano in modo diretto la perdita di peso che sta riscontrando. Proprio per questo, per evitare di perdere ulteriori energie, è altrettanto fondamentale affiancare alla terapia psicologica un percorso con uno specialista della nutrizione.
Insieme a un professionista si possono studiare strategie personalizzate per limitare il calo ponderale nel frattempo che si lavora sull'aspetto emotivo. Ad esempio, si può intervenire modificando temporaneamente la consistenza dei piatti (prediligendo alimenti cremosi o fluidi) e aumentando la densità calorica del cibo in piccoli volumi, così da alleggerire l'ansia della deglutizione ma garantendo al corpo il giusto nutrimento.
Non si allarmi, ma utilizzi questo momento per prendersi cura di sé a 360 gradi. Il mio consiglio è anche quello di fare un passaggio con il suo medico curante per dei controlli di routine che possano rassicurarla. Resto a sua disposizione se desidera approfondire. Un cordiale saluto.
La forte ansia legata al momento del pasto e la conseguente riduzione del cibo introdotto spiegano in modo diretto la perdita di peso che sta riscontrando. Proprio per questo, per evitare di perdere ulteriori energie, è altrettanto fondamentale affiancare alla terapia psicologica un percorso con uno specialista della nutrizione.
Insieme a un professionista si possono studiare strategie personalizzate per limitare il calo ponderale nel frattempo che si lavora sull'aspetto emotivo. Ad esempio, si può intervenire modificando temporaneamente la consistenza dei piatti (prediligendo alimenti cremosi o fluidi) e aumentando la densità calorica del cibo in piccoli volumi, così da alleggerire l'ansia della deglutizione ma garantendo al corpo il giusto nutrimento.
Non si allarmi, ma utilizzi questo momento per prendersi cura di sé a 360 gradi. Il mio consiglio è anche quello di fare un passaggio con il suo medico curante per dei controlli di routine che possano rassicurarla. Resto a sua disposizione se desidera approfondire. Un cordiale saluto.
Buongiorno,
La sintomatologia da lei riferita è compatibile con l'ARFID (disturbo evitante/restrittivo dell'assunzione di cibo) appartenente ai precedentemente noti DCA. Ciò che le posso consigliare è di rivolgersi ad un team multidisciplinare integrato, composto almeno da un nutrizionista e da uno psicologo che, in modo sinergico, affrontino e gestiscano da un lato le problematiche psicologiche personali che le impediscono di assumere correttamente gli alimenti e dall'altro, contengano la forte malnutrizione in difetto che il disturbo comporta al suo organismo. Si tratta di un percorso molto importante. Non attenda altro tempo. Cordialmente.
La sintomatologia da lei riferita è compatibile con l'ARFID (disturbo evitante/restrittivo dell'assunzione di cibo) appartenente ai precedentemente noti DCA. Ciò che le posso consigliare è di rivolgersi ad un team multidisciplinare integrato, composto almeno da un nutrizionista e da uno psicologo che, in modo sinergico, affrontino e gestiscano da un lato le problematiche psicologiche personali che le impediscono di assumere correttamente gli alimenti e dall'altro, contengano la forte malnutrizione in difetto che il disturbo comporta al suo organismo. Si tratta di un percorso molto importante. Non attenda altro tempo. Cordialmente.
Buongiorno,
Da quanto descrive, la perdita di peso sembra essersi verificata in un contesto molto particolare, caratterizzato da ansia intensa, attacchi di panico, paura di soffocare durante la deglutizione e una conseguente riduzione dell'introito alimentare. In situazioni come questa non è raro osservare un calo ponderale, soprattutto se per settimane o mesi si mangia meno del necessario o si affrontano i pasti con forte tensione emotiva.
Nel suo caso, considerando un'altezza di circa 196 cm e un peso di circa 80 kg, il BMI risulta intorno a 20,8 kg/m², un valore che rientra ancora nell'intervallo di normopeso. Questo dato da solo non permette di escludere o confermare eventuali problematiche, ma suggerisce che al momento non si trova in una condizione di sottopeso. Inoltre, il fatto che lei stesso riferisca una riduzione dell'alimentazione legata alla paura di soffocare rappresenta una spiegazione plausibile per almeno parte del dimagrimento osservato.
Detto questo, è importante non trascurare il problema. Se la perdita di peso è stata significativa, continua nel tempo oppure è accompagnata da altri sintomi (stanchezza marcata, alterazioni intestinali, febbre, dolore, difficoltà di deglutizione reale o altri disturbi), è opportuno confrontarsi con il proprio medico curante per valutare eventuali approfondimenti clinici. Parallelamente, ritengo molto positivo che abbia già intrapreso un percorso con una psicologa, poiché la gestione dell'ansia e della paura legata all'alimentazione rappresenta un aspetto fondamentale del recupero.
Il mio consiglio è di non concentrarsi esclusivamente sul numero indicato dalla bilancia, ma di monitorare l'andamento del peso, l'energia durante la giornata e soprattutto la quantità di cibo che riesce ad assumere. Una valutazione nutrizionale personalizzata potrebbe aiutarla a verificare se l'apporto energetico e proteico è adeguato e a costruire un percorso di recupero del peso graduale e sicuro, lavorando in sinergia con le figure sanitarie che la stanno già seguendo.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Da quanto descrive, la perdita di peso sembra essersi verificata in un contesto molto particolare, caratterizzato da ansia intensa, attacchi di panico, paura di soffocare durante la deglutizione e una conseguente riduzione dell'introito alimentare. In situazioni come questa non è raro osservare un calo ponderale, soprattutto se per settimane o mesi si mangia meno del necessario o si affrontano i pasti con forte tensione emotiva.
Nel suo caso, considerando un'altezza di circa 196 cm e un peso di circa 80 kg, il BMI risulta intorno a 20,8 kg/m², un valore che rientra ancora nell'intervallo di normopeso. Questo dato da solo non permette di escludere o confermare eventuali problematiche, ma suggerisce che al momento non si trova in una condizione di sottopeso. Inoltre, il fatto che lei stesso riferisca una riduzione dell'alimentazione legata alla paura di soffocare rappresenta una spiegazione plausibile per almeno parte del dimagrimento osservato.
Detto questo, è importante non trascurare il problema. Se la perdita di peso è stata significativa, continua nel tempo oppure è accompagnata da altri sintomi (stanchezza marcata, alterazioni intestinali, febbre, dolore, difficoltà di deglutizione reale o altri disturbi), è opportuno confrontarsi con il proprio medico curante per valutare eventuali approfondimenti clinici. Parallelamente, ritengo molto positivo che abbia già intrapreso un percorso con una psicologa, poiché la gestione dell'ansia e della paura legata all'alimentazione rappresenta un aspetto fondamentale del recupero.
Il mio consiglio è di non concentrarsi esclusivamente sul numero indicato dalla bilancia, ma di monitorare l'andamento del peso, l'energia durante la giornata e soprattutto la quantità di cibo che riesce ad assumere. Una valutazione nutrizionale personalizzata potrebbe aiutarla a verificare se l'apporto energetico e proteico è adeguato e a costruire un percorso di recupero del peso graduale e sicuro, lavorando in sinergia con le figure sanitarie che la stanno già seguendo.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Domande correlate
- Buonasera Avrei bisogno di un aiuto Sto avendo un rapporto amichevole con una ragazza, della quale sto iniziando ad avere un interesse e con xui c'è molto contatto fisico, ridiamo e scherziamo molto. Si lascia anche baciare sul collo ammettendo che i miei baci le piacciono anche se dopo poco…
- Buongiorno, mio marito, 66 anni, da agosto 2016 è seguito presso ambulatorio urologia per carcinoma vescicale Pta1, altamente recidivante. A seguito di innumerevoli turv, fino a luglio 2021 , quindi in tutto 8-9 per millimetriche recidive, 2-3 millimetri , con istologico sempre uguale, ha eseguito…
- Buonasera, mio marito di anni 45 ,diabetico tipo uno da più di vent'anni, da tre anni ha scoperto di avere 2/3 calcoli di massimo 5mm nella coliciste con bile denso. Il chirurgo vuole operarlo anche se è asintomatico. Di recente ha scoperto di avere una gastrite cronica. Mi chiedo perché operarlo…
- Salve dottori di tanto in tanto mi capita di farmi vari loop mentali anche se la cosa non mi impedisce di svolgere le mie attività quotidiane e comunque non mi toccano la mia serenità quindi dovrei farmi questi loop ? Anche se non mi piacciono più di tanto grazie per una vostra risposta
- Fatto tac responso calcolo renale sinistro di 14 mm diametro cosa fare
- Gentili Dott.sse e Dott.ri Mi chiamo Federica ed ho ventiquattro anni. Sebbene il mio quesito porterà apparirvi insolito, sarei entusiasta di ricevere un vostro parere autorevole : la vostra esperienza è fondamentale per me per inquadrare correttamente il boom dei programmi di cronaca nera…
- Io prendo eutirox alla mattina verso le 6. Al sabato sera mi piace bere a casa o a cena un po' di alcol. Non sono una persona dipendente da alcol. Quindi se si beve qualcosa alla sera non ci sono problemi? Grazie.
- Salve, ho questo problema da due anni circa... Ho riscontrato un forte blocco nella zona lombare nel novembre 2024 allenandomi in palestra sulla leg press a 45 gradi. Nella fase di discesa ho sentito un blocco muscolare nella zona lombare fortissimo. Da lì mi viene questo blocco nella zona lombare…
- Buongiorno, questa mattina ho fatto una frenulotomia in ospedale. Arrivato a casa ho guardato il risultato ed ho notato che il frenulo è stato correttamente tolto nella sua completezza tra la corona e il collo del glande, lasciando un segno a "Y" ma risulta invece semplicemente tagliato all'attaccatura…
- Buongiorno Dottore, scrivo perché ho notato delle perdite insolite durante l’ovulazione. Ho avuto muco cervicale filante tipo albume, ma associato a perdite di sangue: inizialmente leggere striature rosate/marroncine, poi oggi un episodio più abbondante con sangue rosso vivo mescolato al…
Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda
Il tuo caso è simile? Questi specialisti possono aiutarti:
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.