salve, sono un ragazzo di 30 anni e da 10 anni prendo antipsicotici per psicosi schizoaffettiva. son
salve, sono un ragazzo di 30 anni e da 10 anni prendo antipsicotici per psicosi schizoaffettiva. sono seguito dal csm della zona in cui vivo. Fino all'anno 2019 la psicologa cognitivo comportamentale faceva parte del team di cura composto dal medico specializzando e dal medico curante responsabile. Ora mi hanno detto che non fa più parte del team la psicologa, ma ha deciso lei di seguirmi lo stesso perché sono già 10 anni che mi vedeva. Ora io sto bene e per me è una perdita di tempo andare ad ogni seduta perché non è ho più bisogno. Ho letto anche che per legge io non sono obbligato ad andarci visto che non ci sono sentenze. quindi visto che non collabora più con la squadra ed ha deciso lei di seguirmi io mi sentirei libero di rifiutare. infatti i nuovi assistiti del centro non dovrebbero avere la psicologa quindi perché io si? Vi ringrazio per la vostra risposta.
21 risposte
Gentilissimo, non conoscendo la sua storia clinica non sappiamo sulla base di quali motivazioni la sua psicologa abbia ritenuto di farle proseguire il percorso terapeutico con lei. E’ chiaro che la frequenza ad una psicoterapia, che naturalmente non dovrebbe mai - e non è mai - obbligatoria (salvo i casi di interesse giuridico che lei stesso cita sottolineando di non rientrare tra questi), può in alcuni casi essere molto utile anche solo per “mantenere” e stabilizzare un livello di benessere ormai fortunatamente raggiunto. Ha provato a confrontarsi con il suo psichiatra di riferimento e con la sua psicologa in merito al suo dubbio che pone a noi psicologi di un portale? Un saluto, Marta Corradi
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Salve, avendo poche informazioni è difficile poterle dare una risposta chiara. Ha mai provato a parlare di queste cose alla terapeuta che la segue? Buona serata. Dott. Fiori
Caro utente utente difficile farle una risposta non conoscendo la sua storia clinica. La invito a esporre tutti i suoi dubbi alla psicologa che la segue. Potreste arrivare ad una soluzione condivisa indipendente dall’obbligo legale. Un caro saluto Dott.ssa Francesca Tardio
Buona sera, le consiglio di parlare direttamente con l'equipe del cps che la sta seguendo e con la psicologa. Esprima con chiarezza il suo punto di vista, come ha scritto qui, sono sicura che troverete una soluzione. L'interruzione di una terapia va fatta gradualmente. Cordiali saluti, Dott.ssa Chiara Pavia
Buonasera, come scrivono i miei colleghi nelle risposte precedenti, non conosciamo la sua storia, cmq non credo che sia un obbligo continuare la psicoterapia. Se la sua terapeuta che l'ha seguita per molti anni gli ha consigliato di continuare le sedute ci sarà sicuramente un motivo importante per lei. Cerchi di spiegarsi con la psicoterapeuta e si accordi con lei che l'ha conosce bene, dott. Eugenia Cardilli.
Gentile utente di mio dottore, Sarebbe opportuno si confrontasse con la psicoterapeuta che la tiene in cura per conoscere le ragioni per le quali si ritiene opportuno continuasse a ricevere un supporto psicologico. Vedrà, riuscirà a chiarirle tale aspetto. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara
Gentile paziente, dalle poche righe scrive mi sembra di aver capito che ha sempre vissuto l'accesso alla psicoterapia come un obbligo: prima era il suo malessere ad "obbligarla" a seguire la psicoterapia ed ora la "scelta" della sua terapeuta di seguirla "nonostante tutto". La psicoterapia dovrebbe essere vissuta come una opportunità che ci si dona x migliorare come persone, x raggiungere un equilibrio migliore per se e per le proprie relazioni e non solo uno strumento al quale si accede quando abbiamo un problema. Pertanto provi a parlare con chi la segue del modo in cui vive, e forse ha vissuto, la psicoterapia....magari emerge qualcosa di interessante prima di scegliere di abbandonare il percorso. Cordialmente, Dott.ssa Arianna Sala Cernusco sul Naviglio
Buongiorno, nessuno la obbliga. Nessuno vuole costringerla. La sua psicoterapeuta le ha semplicemente detto che se pensa di fare ancora dei colloqui con lei può decidere di farlo. Le ha offerto questa possibilità proprio perché è riuscito a curarsi e a stare meglio e quindi pensa che può continuare a stare bene. È un percorso che ha fatto con la psicologa e quindi se volesse ancora parlarle, Dunque la sua psicologa le sta dicendo che è disponibile ad asoltarla. Cordiali saluti. PG
Gentile utente, non c'è alcun obbligo a seguire un percorso psicoterapeutico se non vi sono imposizioni e se non si è motivati. Detto questo sarebbe meglio se Lei potesse fornire informazioni più dettagliate riguardo la sua storia clinica così da meglio poterle essere d'aiuto. Restando a Sua disposizione porgo cordiali saluti. Gian Piero dott. Grandi
Caro utente, non so aiutarla perché ogni caso è specifico e proprio perché,come dice lei vi conoscete da ormai 10 anni, io le consiglio di parlarne apertamente con lei, magari riuscite a trovare modalità e frequenze diverse. Le auguro un buon proseguimento. Saluti
Buonasera, dato il lungo rapporto credo che sia meglio porre la domanda direttamente alla persona con cui sta lavorando. Sicuramente non c'è obbligo quindi sarà anche libero di scegliere. Buon proseguo Massimiliano
Buongiorno! Credo che i risultati raggiunti siano un bel traguardo ma solo chi l'ha seguita può valutare se la frequenza che ora le viene proposta serva a mantenere i progressi ottenuti. Se la psicologa non è più al centro non è perché non ne abbiano bisogno ma probabilmente per questioni contrattuali o perché ne subentra un'altra per motivi vari. Lo psichiatra e lo psicologo possono svolgere un lavoro di collaborazione proficuo e spesso essenziale per i pazienti. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi
Buonasera, grazie per la sua richiesta, permette di sottolineare come sia più costruttivo per alcuni quesiti fare riferimento direttamente ai professionisti che conoscono bene tutti i dettagli del caso. Dott.ssa Meloni Federica
Buonasera, il suo disturbo non va sottovalutato. Il fatto che si voglia staccare dalla sua psicoterapeuta potrebbe anche essere un segnale positivo del suo maggior benessere raggiunto. Non credo sia una decisione da prendere però impulsivamente, meglio parlarne con la sua terapeuta o con un altro psicoterapeuta. Auguri per la sua vita. Dott. Roberto Pitzalis
Gentilissimo utente, credo che sarebbe importante che lei si confrontasse su questi temi con la sua psicoterapeuta. Sicuramente la dottoressa ha delle buone ragioni che l'hanno portata a proporle di proseguire, e d'altra parte lei, in quanto paziente, avrà delle buone ragioni che la portano a pensare di non aver bisogno di continuare questo percorso al momento. Confrontatevi insieme e insieme cercate il meglio per lei. Sperando di essere stata utile, le auguro una buona continuazione.
Gentilissimo, non conoscendo per intero tutti i dati relati alla storia non mi esprimo sul fare o non fare. sicuramente avrebbe senso portare fuori questo suo dubbio durante le sedute psico-terapeutiche in modo tale da valutare i pro ed i contro di lasciare la psicoterapia ed analizzare il percorso che state facendo, dove volete andare ed in che modo.
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
Parli con i terapeuti che la seguono, ascolti cosa le consigliano e poi decida, ascoltando se stesso, cosa vuole fare. Un saluto cordiale.
Ne parli serenamente con la sua terapista, la quale di certo sa che un paziente non può essere preso in carico se: non è motivato, non ritiene di averne bisogno, o altro. Di certo insieme troverete la giusta direzione, per lei. Un caro saluto
Comprendo perfettamente il Suo vissuto e il senso di affaticamento che può derivare dal sentire un appuntamento clinico non più come una risorsa, ma come un obbligo o una ripetizione superflua. È naturale che, in un momento di benessere e stabilità, Lei avverta il desiderio di rivendicare la propria autonomia e di mettere in discussione la necessità di uno spazio che sembra non appartenerLe più, specialmente quando avverte un cambiamento nell'assetto della squadra che si occupa della Sua salute. Questa Sua riflessione tocca un punto centrale del processo di crescita: il passaggio da un'identità definita dalla cura a una definita dalla propria soggettività. In psicologia, l'identità non è un dato statico, ma un processo che si costruisce e si trasforma costantemente nelle relazioni; il fatto che Lei oggi senta di non aver più bisogno di quel rispecchiamento costante suggerisce che qualcosa dentro di Lei si è consolidato. Tuttavia, la scelta della dottoressa di continuare a seguirLa, nonostante il mutamento formale dell'équipe, può essere letta come il riconoscimento del valore della storia relazionale che avete costruito in dieci anni, una trama che attraversa il tempo e che forse, agli occhi della professionista, merita una conclusione o una trasformazione condivisa piuttosto che un'interruzione brusca. Per quanto riguarda l'aspetto della libertà di scelta, la relazione terapeutica si fonda sempre sul consenso e sulla partecipazione attiva: non è un vincolo giuridico, ma un patto di fiducia. Potrebbe essere molto utile portare queste Sue legittime domande e questo Suo senso di "liberazione" proprio all'interno di una seduta, non come un obbligo, ma come un'occasione per dare un significato simbolico a questi dieci anni e per definire insieme come abitare la Sua attuale condizione di benessere. Confrontarsi su questo tema con la dottoressa e con il medico curante del CSM potrebbe aiutarLa a chiudere questo capitolo in modo consapevole e sereno, trasformando quello che oggi sente come un peso in un atto di affermazione del Suo nuovo equilibrio. Le auguro di trovare la strada più giusta per la Sua serenità. Dott.ssa Giovanna Costanzo Psicoterapeuta
Grazie per la sua domanda. Per molte difficoltà di natura emotiva, psicologica e relazionale, così come nei momenti di particolare stress, durante problemi di salute o in occasione di cambiamenti importanti della vita, un percorso psicologico può rappresentare un valido supporto. Nel mio lavoro utilizzo un approccio orientato alla terapia breve, che spesso consente di ottenere i primi miglioramenti già dopo pochi incontri. Successivamente, il percorso prosegue con l'obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e favorire una risoluzione stabile delle difficoltà. Nella maggior parte dei casi, il trattamento richiede mediamente circa 10 sedute. Le consulenze sono disponibili sia in presenza sia online, per garantire la massima flessibilità. Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio, può contattarmi anche tramite WhatsApp al numero 349-75.1 8.934, oppure utilizzando i recapiti indicati sulla piattaforma miodottore.it. Sono inoltre disponibili pacchetti promozionali di 5 incontri. Cordiali saluti, Dott. Michele Scala Psicologo Psicoterapeuta
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
















